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Supernatural: guida completa alle 15 stagioni, la musica, il finale e perché non smette di esistere

Dean, Sam, la Impala e il classic rock. Quindici anni di strade americane e morti improvvisate.
27-07-2026 2005 ⭐ 8.8/10
Supernatural: guida completa alle 15 stagioni, la musica, il finale e perché non smette di esistere
Generi Horror, Fantascienza, Drama
Stagioni 15
Episodi 327
Cast Jensen Ackles, Jared Padalecki, Misha Collins, Jim Beaver, Jeffrey Dean Morgan, Mark Sheppard, Mark Pellegrino, Samantha Smith, Alexander Calvert, Rob Benedict

C’è un momento specifico nella storia di Supernatural in cui capisci che non stai guardando una serie horror sugli Winchester.

Stai guardando una serie sui due fratelli che potrebbero essere qualsiasi cosa — eroi, vittime, complici, sopravvissuti — e che ogni settimana decidono di essere cacciatori. Scelgono la strada, scelgono la Impala, scelgono il pericolo. Non perché non abbiano alternative: Dean, in almeno tre stagioni, prova a vivere una vita normale. Sam, in almeno due. Non funziona mai. Non perché il destino li riporti alla caccia: perché loro ci tornano.

Questo è il nucleo emotivo di Supernatural — non i mostri, non la mitologia cosmica, non le battaglie tra Dio e la sua sorella. È il fatto che due fratelli abbiano scelto, ripetutamente e consapevolmente, di stare insieme su quella strada. Tutto il resto — quindici anni, 327 episodi, angeli e demoni e Lucifero e il Purgatorio e la versione oscura di Dio — è la decorazione.

Supernatural è andata in onda dal 13 settembre 2005 al 19 novembre 2020 sulla rete The CW. Ha trasformato due attori quasi sconosciuti in icone culturali. Ha creato una comunità di fan — la “SPN Family” — che è sopravvissuta alla serie stessa. Ha dato alla televisione americana alcune delle sue ore più strane, più tenere, più divertenti e più devastanti.

E ha costruito il tutto intorno a una 1967 Chevrolet Impala nera e a una cassetta di Kansas.

Supernatural

Di cosa parla Supernatural: la trama dall’inizio

Lawrence, Kansas. 1983. John e Mary Winchester vivono la vita normale americana con i loro due figli — Dean, quattro anni, e Sam, sei mesi. Una notte, una creatura soprannaturale entra nella stanza di Sam. Mary viene uccisa, bruciata al soffitto mentre John guarda impotente. John prende Dean e il neonato Sam e fugge.

Da quella notte, John Winchester diventa un cacciatore — un esperto dell’occulto e del soprannaturale che percorre il paese cercando la creatura che ha ucciso sua moglie. Cresce i figli nello stesso mestiere. Dean, il maggiore, diventa il soldato perfetto: fedele al padre, abile nel combattimento, disposto a tutto. Sam, il minore, cerca di sfuggire a questo destino — va all’università a Stanford, si fidanza, prova a costruire una vita normale.

Il pilot inizia qui: Dean va da Sam a Stanford perché John Winchester è scomparso durante una caccia. Sam lo segue per il fine settimana — solo per il fine settimana — e poi la sua fidanzata Jessica muore nella stessa maniera in cui è morta sua madre. Bruciata al soffitto.

Da questo momento Sam e Dean sono di nuovo insieme. Cercano il padre. Cercano la cosa che ha ucciso le loro donne. E cacciano tutto ciò che trovano lungo la strada.

La struttura della prima stagione è essenzialmente quella del monster-of-the-week: ogni episodio ha una creatura diversa, un luogo diverso, un mistero diverso da risolvere. I Winchester arrivano, fingono di essere agenti FBI (usando nomi di musicisti rock come copertura), raccolgono informazioni, trovano il mostro, lo eliminano. La Impala va avanti. Kripke aveva studiato il folklore americano — streghe del Massachusetts, fantasmi del South, creature del Midwest — e usava ogni episodio come un capitolo di un libro delle leggende americane.

Ma c’era un filo che correva sotto tutto questo: il demone dagli occhi gialli. Azazel. La cosa che aveva distrutto la famiglia Winchester. E quella storia, quella mitologia, avrebbe portato Supernatural da una buona serie horror a qualcosa di completamente diverso.

Supernatural quante stagioni ha: guida alle 15 stagioni

L’era Eric Kripke (Stagioni 1-5): la storia originale

Stagione 1 (2005-2006, 22 episodi) — La fondazione. Sam e Dean cercano il padre. Ogni episodio introduce una creatura del folklore americano: fantasmi, cannibali, streghe, shapeshifter. Il villain stagionale è Azazel, il demone dagli occhi gialli. Il finale “Devil’s Trap” è il primo momento in cui la serie dimostra di non avere paura di danneggiare i propri personaggi: John Winchester viene posseduto, Dean quasi muore, la Impala viene distrutta.

Stagione 2 (2006-2007, 22 episodi) — John Winchester muore per salvare Dean nella prima scena, cedendo la sua anima ad Azazel. La stagione introduce i “bambini speciali” — giovani con poteri psichici, tra cui Sam, che Azazel sta raccogliendo per uno scopo oscuro. Il Roadhouse e la famiglia Harvelle (Ellen e Jo) ampliano il mondo dei cacciatori. L’episodio “What Is and What Should Never Be” — Dean in una realtà alternativa in cui la madre non è mai morta — è tra i migliori della serie intera. Il finale “All Hell Breaks Loose” è devastante: Sam muore, Dean vende l’anima per un anno per riportarlo in vita. Azazel viene finalmente ucciso. Un anno, e poi Dean va all’inferno.

Stagione 3 (2007-2008, 16 episodi) — Accorciata dallo sciopero degli sceneggiatori WGA. Dean ha un anno da vivere. Viene introdotta Ruby (Katie Cassidy), un demone che lavora con Sam in modo ambiguo. Bela Talbot aggiunge complessità morale. L’episodio “Mystery Spot” — il capolavoro comico/tragico della serie, con Sam che rivive ogni giorno la morte di Dean — è tra gli episodi più amati della serie. Il finale “No Rest for the Wicked”: Dean muore e va all’Inferno. Fine stagione. Senza redenzione, senza via d’uscita. Kripke non ammorbidisce niente.

Stagione 4 (2008-2009, 22 episodi) — Cambio di scala radicale. Dean viene salvato dall’Inferno da Castiel, un angelo del Signore. Gli angeli esistono, sono reali, e non sono particolarmente simpatici. Misha Collins entra nel cast e Castiel diventa immediatamente uno dei personaggi più amati del franchise. La stagione introduce la mitologia delle “60 sigillature” di Lilith, che una volta rotte liberano Lucifero. Sam sta bevendo sangue di demone per potenziare i propri poteri psichici — Ruby lo sta manipolando. La tensione tra i fratelli raggiunge il massimo. Il finale “Lucifer Rising”: Sam uccide Lilith (l’ultima sigillatura), Lucifero viene liberato. Ruby rivela il tradimento. Dean la uccide. Troppo tardi.

Stagione 5 (2009-2010, 22 episodi) — Il capolavoro. L’Apocalisse è iniziata. Michele vuole usare Dean come vaso; Lucifero vuole usare Sam. I Quattro Cavalieri. Pestilenza, Guerra, Carestia, e Morte — ognuno un episodio che diventa iconico. Il Trickster viene rivelato essere Gabriele, l’arcangelo. Chuck Shurley viene introdotto come il Profeta che scrive le Cronache Winchester. L’episodio “The End” mostra il futuro apocalittico se Dean dicesse sì a Michele. L’episodio “Changing Channels” (con il Trickster/Gabriele) è uno dei più geniali della serie intera — una parodia dei format televisivi che è anche un’analisi del perché Sam e Dean siano intrappolati nel loro destino. Il finale “Swan Song” è il momento in cui Kripke chiude la storia che aveva pianificato fin dall’inizio: Sam dice sì a Lucifero, poi riesce a prendere il controllo e salta nella Fossa dell’Inferno portando con sé sia Lucifero che Michele. Il mondo è salvo. Dean va a vivere con Lisa e Ben, la vita normale. Castiel riporta Sam sulla Terra — senza anima, a quanto si scoprirà nella stagione 6. La narrazione di Chuck chiude la stagione con le parole più belle mai scritte per questa serie. È l’ending originale di Kripke. È completo, perfetto e sufficiente.

L’era Sera Gamble (Stagioni 6-7): il territorio sconosciuto

Stagione 6 (2010-2011, 22 episodi) — La difficoltà di continuare dopo un finale perfetto. Sera Gamble eredita una serie che aveva già detto tutto. Dean ha vissuto un anno normale. Sam è tornato senza anima — il “Sam senz’anima” è un arco interessante, ma la stagione non trova mai un centro narrativo coerente. Crowley (Mark Sheppard) diventa il Re dell’Inferno e uno dei personaggi più amati del cast allargato. Il finale — Castiel che assorbe le anime del Purgatorio e si dichiara il nuovo Dio — è audace ma non completamente giustificato dagli episodi precedenti.

Stagione 7 (2011-2012, 23 episodi) — La stagione più debole. I Leviathan come villain non funzionano — sono troppo potenti per essere credibili e troppo generici per essere interessanti. Bobby Singer muore (Jim Beaver, uno dei personaggi più amati della serie — la comunità fan non lo perdonò mai completamente). Dick Roman come villain CEO non raggiunge la profondità di Azazel o Lucifero. Sam ha allucinazioni di Lucifero (Mark Pellegrino, magnifico anche in questo formato ridotto). Castiel viene mandato in Purgatorio. Il finale manda Dean nel Purgatorio con lui.

L’era Jeremy Carver (Stagioni 8-11): la ripresa

Stagione 8 (2012-2013, 23 episodi) — Carver ritrova il ritmo. Dean torna dal Purgatorio trasformato — più duro, più solo. Le Tavole di Dio (Tablets) introducono nuove regole per l’universo. Kevin Tran (Osric Chau) come Profeta è uno dei personaggi più riusciti del periodo. Charlie Bradbury (Felicia Day) diventa la preferita del fandom. I “Trial” per chiudere le porte dell’Inferno danno alla stagione una struttura narrativa forte. Il finale — Metatron chiude il Paradiso e tutti gli angeli cadono sulla Terra — è uno dei migliori della serie post-Kripke.

Stagione 9 (2013-2014, 23 episodi) — Angeli caduti tra gli umani. Gadreel possiede Sam all’insaputa di Sam stesso — uno degli archi narrativi più controversi della serie, perché implica che Dean abbia violato il consenso di suo fratello. Dean prende il Marchio di Caino da Caino stesso. Il Marchio lo rende progressivamente più violento. Charlie parte per Oz. Il finale: Dean muore per mano di Metatron, si risveglia come demone per effetto del Marchio.

Stagione 10 (2014-2015, 23 episodi) — Demon Dean per i primi episodi è visivamente interessante ma narrativamente corto: viene “curato” troppo rapidamente. Il Marchio di Caino domina la stagione — Dean deve convivere con il desiderio di violenza. Rowena (Ruth Connell), madre di Crowley, è una delle new entry più riuscite del periodo. La morte di Charlie Bradbury scatena una delle più forti reazioni negative del fandom nella storia della serie. Il finale: il Marchio viene rimosso, liberando la Tenebra.

Stagione 11 (2015-2016, 23 episodi) — Amara, la Tenebra (Emily Swallows), sorella di Dio, è uno dei villain più efficaci della serie post-Kripke: una forza primordiale con una solitudine genuina che le dà profondità inattesa. La rivelazione che Chuck Shurley è Dio cambia retroattivamente tutta la serie. La stagione si chiude con la riconciliazione tra Chuck e Amara, e con Mary Winchester (Samantha Smith) che torna dalla morte — un cliffhanger che la stagione 12 gestirà con risultati misti.

L’era Andrew Dabb (Stagioni 12-15): verso il finale

Stagione 12 (2016-2017, 23 episodi) — Mary Winchester come personaggio attivo è l’elemento più interessante. I British Men of Letters come villain sono efficaci nel primo tempo, meno nella seconda metà. Lucifero cerca di controllare il suo bambino Nephilim. Il finale — Crowley muore, Castiel muore, Mary e Lucifero vengono intrappolati nell’universo alternativo — segna l’inizio dell’ultimo ciclo narrativo della serie.

Stagione 13 (2017-2018, 23 episodi) — Jack Kline (Alexander Calvert), il figlio Nephilim di Lucifero, è l’aggiunta più riuscita degli ultimi anni. La sua crescita — da neonato cosmicamente potente a adolescente emotivamente confuso che cerca di fare la cosa giusta — ripropone le domande della serie su cosa significa scegliere di essere buoni. L’universo alternativo permette il ritorno di personaggi morti.

Stagione 14 (2018-2019, 20 episodi) — Michael nell’identità di Dean è il punto di partenza, ma viene risolto rapidamente. Chuck viene rivelato come il vero antagonista finale: non un Dio benevolo ma un narratore sadico che ha orchestrato ogni sofferenza dei Winchester per intrattenimento. Jack uccide accidentalmente Mary. Chuck abbandona i Winchester. La stagione è la più disuguaI del periodo finale — ha momenti altissimi e episodi riempitivo.

Stagione 15 (2019-2020, 20 episodi) — L’ultima stagione. Chuck come villain finale è un’idea coraggiosa: non un demone o un angelo ribelle, ma il creatore stesso rivelatosi sprezzante e manipolatore. La risposta — Sam e Dean che scelgono il loro destino contro la volontà del loro autore — è la dichiarazione di poetica più esplicita della serie. La morte di Castiel nell’episodio 15x18, la scena della dichiarazione d’amore per Dean, e la sua scomparsa nell’Empty ha spaccato il fandom. Il finale “Carry On” è discusso ancora oggi.

Sam e Dean Winchester: chi sono davvero

Dean Winchester (Jensen Ackles) è costruito intorno a una contraddizione che la serie non risolve mai completamente: è l’uomo più capace della stanza in qualsiasi situazione di pericolo, e allo stesso tempo il più fragile emotivamente. Ama le auto, l’hamburger, le donne, la musica country-rock. Ha paura dell’abbandono in modo viscerale — ogni separazione da Sam riattiva il trauma dell’infanzia. Si definisce attraverso il lavoro, attraverso la caccia, perché è l’unica identità che John gli ha insegnato ad avere.

La scena più rivelatrice di Dean non è in un episodio d’azione: è nell’episodio “Dream a Little Dream of Me” (3x10), quando Dean si trova faccia a faccia con la versione di se stesso che abita i suoi sogni e quella versione lo guarda con disprezzo e gli dice che non si vede come una persona — si vede come un insieme di funzioni. La capacità di Ackles di recitare questo momento — di fare che Dean si rompa di fronte a se stesso — è il tipo di performance che i premi televisivi ignorano sistematicamente.

Sam Winchester (Jared Padalecki) è il fratello che ha sempre cercato di sfuggire. All’università, aveva una vita: fidanzata, amici, un futuro. Lo ha perso nella prima scena del pilot. Da quel momento Sam porta due cose: il desiderio di essere normale e la consapevolezza che la normalità non è più disponibile per lui. La progressione di Sam nel corso delle quindici stagioni è la più drastica del cast: dal ragazzo universitario che non vuole sapere niente della caccia all’uomo che ha bevuto sangue di demone, che è stato posseduto da Lucifero, che è morto e tornato abbastanza volte da aver perso il conto, che alla fine vive una vita intera e muore di vecchiaia con un figlio di nome Dean.

La relazione tra Sam e Dean non è la storia di due fratelli che vanno d’accordo. È la storia di due fratelli che non possono smettere di amarsi anche quando si fanno del male, anche quando uno tradisce l’altro, anche quando le loro visioni del mondo sono in conflitto diretto. Hanno momenti di rottura — stagione 4, stagione 9 — che in qualsiasi altra serie avrebbero portato alla separazione definitiva. In Supernatural portano alla riconciliazione, ogni volta. Non perché sia sentimentalismo: perché la serie è onesta sul fatto che certi legami resistono alla logica.

Castiel, Bobby e gli altri: la famiglia allargata

Castiel (Misha Collins) entra nella serie nella stagione 4 come antagonista funzionale — un angelo incaricato di usare Dean come strumento. Diventa quasi immediatamente qualcosa di completamente diverso: il personaggio che non capisce l’umanità, che la studia con curiosità genuina, che la trova irrazionale e affascinante e alla fine la sceglie deliberatamente. Castiel muore e risorge più volte di qualsiasi altro personaggio principale. La sua fedeltà a Sam e Dean — soprattutto a Dean — è il motore emotivo di quasi ogni suo arco. La scena finale nell’episodio 15x18 è l’apice di undici stagioni di costruzione del personaggio: Collins recita il momento come se stesse togliendo un peso che aveva portato per anni.

Bobby Singer (Jim Beaver) è il padre surrogato che John Winchester non riusciva a essere. Bobby è quello che risponde al telefono quando i ragazzi hanno bisogno di informazioni, che dà loro un posto dove dormire, che li abbraccia senza doversi giustificare. La sua morte nella stagione 7 è ancora oggi uno dei momenti più emotivamente devastanti di tutta la serie. La sua resurrezione nella stagione finale, come supervisore del Paradiso riformato, è uno dei pochi elementi del finale che il fandom ha accolto quasi unanimemente.

Crowley (Mark Sheppard) è il personaggio che avrebbe dovuto essere un villain di stagione e è rimasto per otto anni. Il Re dell’Inferno come anti-eroe pragmatico è una delle invenzioni narrative più riuscite della serie post-Kripke. Crowley non diventa buono — diventa qualcuno con cui i Winchester lavorano quando gli interessi coincidono, e la sua capacità di essere contemporaneamente affidabile e traditore è la sua caratteristica definitoria.

John Winchester (Jeffrey Dean Morgan) appare meno di quanto la sua influenza sulla serie suggerirebbe. È presente nella stagione 1, muore all’inizio della stagione 2, e poi torna in frammenti — in flashback, in visioni, in una breve apparizione nella stagione 14. Ma il suo impatto psicologico su entrambi i figli — il padre che li ha addestrati a essere soldati invece che bambini — è presente in ogni episodio della serie.

La 1967 Chevrolet Impala: il quarto Winchester

La Impala non è un veicolo. È un personaggio.

Eric Kripke l’ha scelta deliberatamente: voleva un’auto che sembrasse che stesse portando qualcosa di pericoloso nel bagagliaio — e la Impala anni Sessanta, nera, con la griglia cromata e i fanali rotondi, ha esattamente quell’aspetto. Ma nel corso di quindici stagioni la Impala è diventata qualcosa di più complicato di uno stile visivo.

Il sedile posteriore della Impala è il posto dove Sam e Dean hanno dormito da bambini quando John non poteva permettersi una stanza. È il posto dove Dean guarda il soffitto dopo la morte di suo padre. È il posto dove i due fratelli parlano di cose che non riuscirebbero a dirsi guardandosi negli occhi. La Impala è il confessionale dei Winchester — lo spazio in cui i loro confini si abbassano perché sono in movimento e il movimento permette le verità che la staticità impedisce.

Nel finale della stagione 5, il monologo di Chuck sulla Impala è tra le cose più belle mai scritte per questa serie:

“Nei quarantasei anni in cui fu di proprietà di Winchester, ne trasportò sia il sudore che il sangue. E a testa bassa, la macchina gli tenne compagnia in molte notti solitarie e silenziose. Fu il loro hogar. Il loro posto sicuro. L’oggetto più importante nell’universo.”

Chuck sbaglia — e poi ha ragione. L’oggetto più importante nell’universo non è la Impala perché è una macchina speciale. È la Impala perché Sam e Dean ci hanno messo dentro se stessi. Ogni cassetta nel cruscotto. Ogni graffio sulla carrozzeria. Ogni chilometro di strada americana.

Nell’episodio finale, la Impala percorre la strada del Paradiso. Non è sentimentalismo: è la chiusura del cerchio più lunga della storia della televisione americana.

La colonna sonora di Supernatural: Kansas, AC/DC e l’anima del classic rock

Questa è la sezione che distingue Supernatural da qualsiasi altra serie nella storia della televisione.

Eric Kripke aveva una visione musicale precisa quando ha creato la serie: Supernatural doveva essere un rock show. Non nel senso che la musica faceva da sottofondo — nel senso che la musica era parte integrante del DNA del programma, del carattere di Dean Winchester, dell’estetica di ogni episodio. La scelta della 1967 Impala è già una scelta musicale: è l’auto che appartiene all’era del rock and roll americano, l’era di Led Zeppelin, degli AC/DC, di Kansas. Nel cruscotto della Impala ci sono cassette — non CD, non streaming — perché Dean Winchester è un uomo che appartiene all’era in cui la musica era fisica, era un oggetto che si portava con sé.

“Carry On Wayward Son” — Kansas (1976)

Nessuna altra canzone è più identificata con Supernatural di “Carry On Wayward Son” dei Kansas, dall’album Leftoverture (1976), scritta da Kerry Livgren.

La canzone viene usata per la prima volta nella sequenza “Previously on Supernatural” che apre il finale della stagione 1 — un recap dell’intera stagione sui riff di chitarra e il coro che sale. Da quel momento diventa un rituale: ogni season finale inizia con “Carry On”. Quindici season finale. Quindici volte quella chitarra attacca e il fandom sa che sta per succedere qualcosa di definitivo.

Il testo della canzone è una coincidenza perfetta con il personaggio di Dean Winchester. Il “wayward son” è il figlio che si è perso per strada, che ha sbagliato, che porta il peso dei propri errori. Il refrain — “Carry on my wayward son / There’ll be peace when you are done” — è sia la promessa del padre che la speranza del figlio: che alla fine di tutto questo ci sia qualcosa di simile alla pace.

Dean Winchester non ha mai avuto pace. Per quindici stagioni ha aspettato che arrivasse. Il fatto che arrivi nell’episodio finale, nel Paradiso dove la Impala percorre una strada aperta, è la chiusura di un’aspettativa costruita per quindici anni su questa canzone.

Nell’episodio finale “Carry On” (15x20), “Carry On Wayward Son” gioca sui titoli di coda. Non nell’apertura — nella chiusura. La prima volta che questo accade in tutta la storia della serie.

“Simple Man” — Lynyrd Skynyrd (1973)

Se “Carry On Wayward Son” è l’inno della serie, “Simple Man” è il momento più intimo.

Nell’episodio finale, mentre Dean muore lentamente in un fienile dopo essere stato infilzato su un pezzo di ferro, Sam tiene la mano di suo fratello. Il montaggio che segue — Sam che vive tutta la sua vita, che si sposa, che ha un figlio, che invecchia, che muore — è accompagnato da “Simple Man”. La canzone che Ronnie Van Zant scrisse come lettera di una madre al figlio: “Be a simple kind of man / Be something you love and understand.”

La scelta è devastante nella sua precisione. Dean Winchester non è mai stato semplice. Non ha mai capito se stesso. Ha vissuto tutta la vita nella tensione tra quello che era e quello che avrebbe voluto essere. E nel momento della morte, la musica gli dice che avrebbe potuto essere semplice — che la semplicità era disponibile, se solo avesse saputo sceglierla.

Il finale di Supernatural è stato ampiamente criticato. Ma il momento della morte di Dean con “Simple Man” è tra i pochi elementi che anche i critici del finale hanno riconosciuto come riusciti.

“Eye of the Tiger” — Survivor (1982)

L’episodio più famoso musicalmente di Supernatural non è né un season finale né un momento tragico. È una scena di due minuti all’inizio dell’episodio 4x06 “Yellow Fever”.

Dean è sotto l’influenza di una maledizione che amplifica la paura. Nella scena finale dell’episodio, mentre Sam parla con qualcuno fuori dalla Impala, Dean rimane nell’auto e finge di suonare la chitarra e il batteria su “Eye of the Tiger” dei Survivor — con Jensen Ackles che canta, ballonzola, mima ogni strumento mentre la canzone suona.

La scena non era nello script originale. Ackles la improvvisò durante una pausa di riprese. La produzione la girò e la inserì nel montaggio finale.

È diventata una delle clip più condivise nella storia della serie. Non perché sia drammaticamente significativa — è puro divertimento. Perché dimostra che Jensen Ackles ha una capacità comica raramente sfruttata nella serie principale, e perché cattura qualcosa di essenziale su Dean Winchester: sotto tutta la durezza, c’è un ragazzo che ama la musica in modo fisico, ridondante, imbarazzante e completamente autentico.

“Heat of the Moment” — Asia (1982)

L’episodio “Mystery Spot” (3x11) è unanimemente considerato uno dei migliori di tutta la serie. Sam rivive ogni giorno identico — Dean muore in modi sempre diversi, Sam si sveglia nel letto del motel, la radio suona “Heat of the Moment” di Asia.

La scelta di questa canzone — pomposa, esagerata, così tipicamente anni Ottanta — è perfetta per l’ironia mortale dell’episodio: ogni mattina quella musica ridicola annuncia una nuova tragedia. Dopo “Mystery Spot”, nessuno riesce più ad ascoltare “Heat of the Moment” senza pensare a Sam Winchester che si sveglia e sa già cosa succederà.

“Back in Black” — AC/DC (1980)

Il pilot di Supernatural inizia con “Back in Black” degli AC/DC mentre la Impala sfreccia sull’autostrada. Non è una scelta casuale: è una dichiarazione di intenzione. Questa serie ha l’attitudine del rock and roll — è rumorosa, è fisica, non si scusa per quello che è.

“Back in Black” è il tema non ufficiale di Dean Winchester prima ancora che la serie definisca il personaggio. La chitarra di Angus Young e il basso di Cliff Williams hanno la stessa qualità della Impala: potenza senza ornamenti, tradizione senza nostalgia.

“Wanted Dead or Alive” — Bon Jovi (1986)

Nell’episodio 3x03 “Bad Day at Black Rock”, Dean canta “Wanted Dead or Alive” dei Bon Jovi in macchina. Sam lo guarda con imbarazzo. È uno dei momenti più umani della serie: non l’eroe, non il cacciatore — solo Dean Winchester che canta una canzone che ama su una strada americana, con suo fratello accanto.

Il rapporto tra Eric Kripke e il classic rock

Kripke ha spiegato in molte interviste il ragionamento dietro la scelta musicale: voleva che Supernatural sembrasse una canzone rock, non una colonna sonora orchestrale. Voleva che l’audio della serie avesse la stessa qualità della Impala — qualcosa di reale, di consumato, di americano in un senso preciso.

Questo ha creato problemi pratici enormi: i diritti delle canzoni rock anni Sessanta-Ottanta sono costosi. La produzione ha sviluppato nel corso degli anni una capacità di negoziare e acquistare licenze che è diventata parte integrante del budget della serie. Alcune canzoni — in particolare Led Zeppelin, che Dean ama esplicitamente nel testo ma che appare raramente nell’audio — non sono mai state disponibili a prezzi ragionevoli. Kripke ha lamentato pubblicamente l’impossibilità di usare “Ramble On” e “Travelling Riverside Blues” quanto avrebbe voluto.

La musica di Supernatural non è sottofondo. È il tono emotivo della serie — il modo in cui la serie dice allo spettatore come deve sentirsi in un momento dato. Quando “Carry On Wayward Son” attacca, non stai ascoltando la musica della serie: stai ascoltando la serie stessa.

I villain di Supernatural: un bestiario di eccellenze

Azazel (Fred Lehne) — il demone dagli occhi gialli — è il villain originale, quello che ha distrutto la famiglia Winchester. Appare poco perché è presente soprattutto come obiettivo: lo si cerca per quattro stagioni prima di eliminarlo. La rivelazione del suo piano — creare una generazione di “soldati speciali” per servire Lucifero — è il momento in cui la serie trasforma la sua mitologia da horror folklorico a epica cosmica.

Lilith (Katherine Boecher, Rachel Pattee) — il primo demone mai creato — è il villain stagionale delle stagioni 3 e 4. La sua morte involontaria per mano di Sam nell’ultimo episodio della stagione 4 è il twist narrativo più efficace della serie: lo spettatore ha aspettato due stagioni che Sam uccidesse Lilith senza sapere che farlo avrebbe liberato Lucifero.

Lucifero (Mark Pellegrino) — il villain della stagione 5 — è il personaggio più complesso del cast allargato. Pellegrino costruisce Lucifero non come il Diavolo delle rappresentazioni convenzionali ma come un figlio tradito dal padre: qualcuno convinto di avere ragione, con la sofferenza di chi non è stato capito. Il Lucifero di Supernatural è inquietante non perché sia malvagio ma perché è convincente. Le sue conversazioni con Sam in Purgatorio — nelle stagioni successive, come allucinazione — sono tra i momenti migliori di Pellegrino in tutta la serie.

Crowley (Mark Sheppard) — il Re dell’Inferno — è il villain che non è mai davvero villain. Sheppard costruisce un personaggio che vive nella zona grigia con tale naturalezza da far sembrare che qualsiasi altra posizione sia ingenua. Crowley è egoista, opportunista, capace di tradimento e capace di lealtà — spesso nello stesso episodio. La sua morte nella stagione 12 è stato il secondo grande momento di lutto del fandom dopo Bobby.

Chuck Shurley/Dio (Rob Benedict) — il villain finale — è l’idea più coraggiosa della serie. Non un demone, non un arcangelo ribelle: il creatore stesso, rivelato come un narratore sadico che ha scritto la sofferenza dei Winchester per intrattenimento. Il conflitto finale tra Sam e Dean e Chuck è la risposta della serie alla propria esistenza: i personaggi che rifiutano il destino che il loro autore ha scritto per loro.

Il finale di Supernatural spiegato: “Carry On” (15x20)

Il finale di Supernatural è l’episodio televisivo più discusso del 2020 — e probabilmente della stagione televisiva americana degli anni Venti.

L’episodio inizia con Sam e Dean che decidono di fare una normale caccia al vampiro in un piccolo paese. Non c’è nessuna minaccia cosmica — è solo un lavoro da fare. Dean viene infilzato su un pezzo di ferro durante il combattimento in un fienile. La ferita è fatale. Sam tiene la sua mano mentre Dean muore.

Dean chiede a Sam di non portarlo via dall’ospedale per tenerlo in vita artificialmente. Dice quello che i due fratelli non si sono mai detti direttamente. Si conclude con Dean che guarda Sam e dice: “I’m proud of us.”

Dean arriva in un Paradiso riformato. Bobby Singer lo aspetta — Bobby che è stato il supervisore del Paradiso durante tutta l’assenza dei Winchester. Il Paradiso non è più la prigione di ricordi che era nelle prime stagioni: è aperto, connesso, reale. Dean sale sulla Impala. “Carry On Wayward Son” inizia.

Il montaggio che segue mostra Sam che vive tutta la sua vita: si sposa (con una donna il cui volto non viene mostrato), ha un figlio di nome Dean, invecchia, muore. Quando Sam arriva in Paradiso, trova Dean che lo aspetta sul ponte della Impala.

“I’ve been waiting for you.”

I due fratelli si abbracciano. La Impala va avanti sul ponte. Fine.

Le critiche al finale sono legittime: la morte di Dean per una normale caccia sembra poco soddisfacente dopo quindici anni di battaglia cosmica. La storyline di Castiel viene ignorata quasi completamente. Jack e la ricostruzione del Paradiso vengono risolti fuori campo. Sam non viene mostrato con figli abbastanza chiari (in realtà lo sono, ma la recitazione del figlio adulto è stata criticata). Il finale della stagione 15 nel suo complesso ha storyline aperte che vengono chiuse troppo in fretta.

Ma il nucleo emotivo del finale — Dean che muore facendo quello che fa, Sam che vive e porta avanti il nome della famiglia, i due fratelli che si ritrovano — è coerente con tutto quello che la serie ha costruito. Supernatural non è finita con un’epica battaglia cosmica. È finita con la stessa cosa da cui era iniziata: due fratelli, una Impala, una strada.

La mitologia di Supernatural: angeli, demoni e l’aldilà

Una delle cose che distingue Supernatural dalla maggior parte delle serie horror è la consistenza della propria mitologia. Kripke aveva costruito un sistema: i demoni sono anime umane corrotte, gli angeli sono soldati del Paradiso senza libero arbitrio, i fantasmi sono anime che rifiutano di andare avanti. Ogni elemento ha regole.

L’Inferno di Supernatural non è un luogo di punizione generica: è un posto dove il tempo scorre diversamente e le anime vengono torturate fino a trasformarsi in demoni. Il Paradiso è un archivio di ricordi umani — ogni anima rivive i propri momenti migliori in loop. Il Purgatorio è un luogo di battaglia pura dove creature soprannaturali combattono in eterno. L’Empty è il vuoto dove gli angeli e i demoni “morti” vanno — la non-esistenza, il nulla.

Questa cosmologia si è espansa nel corso delle stagioni fino a includere universi alternativi, Nephilim, la Tenebra originaria, il Dio narratore. Non tutto è sempre coerente — quindici anni di scrittura con diversi showrunner inevitabilmente producono contraddizioni. Ma il nucleo regge.

L’SPN Family: il fenomeno culturale

“SPN Family” non è un termine marketing. È il nome che i fan di Supernatural si danno da soli — e che Jensen Ackles, Jared Padalecki e Misha Collins hanno adottato esplicitamente nelle proprie comunicazioni.

Le convention di Supernatural — organizzate da Creation Entertainment — sono una delle esperienze più particolari nel panorama del fan engagement americano. Non sono eventi dove gli attori firmano autografi da lontano: sono weekend interi di panel, Q&A, foto e interazioni dirette con un cast che nel corso di quindici anni ha imparato a conoscere personalmente centinaia di fan in decine di città ogni anno.

La “Always Keep Fighting” campaign — una campagna di sensibilizzazione sulla salute mentale lanciata da Jared Padalecki nel 2015 — ha raccolto centinaia di migliaia di dollari e ha dato al fandom una missione che va oltre il consumo della serie. Padalecki ha parlato apertamente della propria depressione e di come il sostegno dei fan lo abbia aiutato — e il fandom ha risposto con una lealtà che raramente si vede nel consumo di media.

La serie è finita nel 2020. Le convention continuano. La SPN Family è ancora lì.

Dove vedere Supernatural in Italia

Prime Video è la piattaforma principale dove trovare Supernatural in Italia. Tutte le 15 stagioni sono disponibili con doppiaggio italiano e versione originale sottotitolata. L’abbonamento Amazon Prime include l’accesso alla serie senza costo aggiuntivo.

NOW (Sky) ha ospitato la serie in alcune finestre — verificare disponibilità attuale.

Il doppiaggio italiano di Supernatural è di qualità professionale. Le voci di Dean (Davide Albano) e Sam (Diego Baldoin nelle prime stagioni, poi variazioni) sono associate alla serie da molti fan italiani che hanno seguito la serie in italiano sin dall’inizio.

Per chi inizia oggi: la qualità del video delle prime stagioni (2005-2007) è inevitabilmente datata rispetto agli standard contemporanei — risoluzione SD in streaming, effetti speciali dell’epoca. Non è un problema narrativo, ma è bene saperlo prima di iniziare.

Supernatural e le serie soprannaturali: il contesto

Supernatural è arrivata in un momento preciso della televisione americana — il 2005, l’anno in cui Lost aveva appena cambiato le aspettative del pubblico sul tipo di mitologia che una serie poteva costruire. Supernatural ha risposto con una mitologia radicalmente diversa: non un’isola misteriosa ma l’intera America, non personaggi intrappolati ma cacciatori in movimento, non domande senza risposta ma mostri identificabili e uccidibili.

Fringe (Fox, 2008-2013) condivide con Supernatural la struttura “governo/organizzazione che combatte il soprannaturale” + episodi autoconcludenti + mitologia di stagione. Ma Fringe è più scientifica, più urbana, più legata all’estetica del thriller cospirazionista. Supernatural è più radicata nel folklore americano — nei bar di campagna, nei motel economici, nelle strade vuote del Midwest.

Stranger Things deve a Supernatural — e a Twin Peaks, e a Stand By Me — il formato della “piccola città americana con qualcosa di oscuro sotto”. Ma dove Stranger Things guarda agli anni Ottanta come a un’estetica, Supernatural li abita: la musica degli anni Settanta-Ottanta non è nostalgia, è il presente della serie.

Twin Peaks è il predecessore più diretto. Lynch ha stabilito che la televisione americana poteva ospitare il soprannaturale senza abbassare il livello di ambizione. Supernatural ha usato questa apertura per costruire una serie popolare che potesse permettersi di essere strana — demoni che recitano in commedie domestiche, angeli che non capiscono le metafore, Dio che scrive fan fiction.

Breaking Bad è il confronto utile per capire perché Supernatural ha potuto durare quindici stagioni: entrambe le serie costruiscono personaggi sufficientemente complessi da reggere la pressione di archi narrativi lunghi anni. Walter White e Dean Winchester sono molto diversi — ma entrambi dimostrano che un personaggio televisivo può portare la serie per un decennio se la scrittura lo tratta con rispetto.

Dexter condivide la struttura del protagonista che fa cose moralmente ambigue per ragioni che il pubblico finisce per accettare. Ma Dexter è più urbano, più psicologico, meno fisico. Supernatural vive nel corpo — nelle cicatrici, nel sangue sul cofano della Impala, nelle mani che tengono un coltello che non avrebbe dovuto essere necessario.

Il significato di Supernatural: perché non smette di esistere

C’è una cosa che Supernatural sa fare meglio di qualsiasi altra serie del suo tipo.

Sa far sembrare che valga la pena di continuare.

Non nel senso ottimistico e ingenuo — Sam e Dean perdono continuamente, perdono in modo devastante, perdono cose e persone che non tornano. Ma ogni volta che la serie sembra aver portato i Winchester al punto di rottura definitivo, li mostra che si rialzano. Non perché il mondo sia migliorato. Non perché loro siano migliorati. Ma perché quella strada è ancora lì, la Impala è ancora lì, e fare la cosa giusta è ancora possibile anche quando non si ha nessun buon motivo per crederci.

Per quindici anni, ogni settimana, Sam e Dean Winchester si sono alzati dopo che il mondo li aveva abbattuti. Il fandom ha guardato questo e ha imparato qualcosa su come si fa — non da un discorso di motivazione, non da una morale esplicita. Da due fratelli su una strada americana, con Kansas in cassetta, che continuano ad andare avanti.

“Carry on, my wayward son / There’ll be peace when you are done.”

Ci vuole tempo. Ma alla fine, c’è pace.


Domande frequenti

Di cosa parla Supernatural? Supernatural segue Sam e Dean Winchester, due fratelli americani che percorrono il paese a bordo di una 1967 Chevrolet Impala cacciando mostri, demoni, fantasmi e angeli. Quello che inizia come horror folklorico diventa una mitologia cosmica che coinvolge Lucifero, gli angeli, Dio e la struttura stessa dell’universo.

Supernatural quante stagioni ha? 15 stagioni per un totale di 327 episodi, trasmesse dal 2005 al 2020 su The CW. È tra le serie drama più longeve della storia televisiva americana.

Chi interpreta Sam e Dean Winchester in Supernatural? Dean Winchester è interpretato da Jensen Ackles, Sam Winchester da Jared Padalecki. La loro amicizia reale è considerata una delle più genuine tra co-protagonisti nella storia delle serie TV.

Dove vedere Supernatural in streaming in Italia? Su Prime Video, con tutte le 15 stagioni disponibili in italiano. Incluso nell’abbonamento Amazon Prime.

Qual è la canzone del finale di Supernatural? “Carry On Wayward Son” di Kansas accompagna i titoli di coda finali. “Simple Man” di Lynyrd Skynyrd accompagna la morte di Dean e il montaggio della vita di Sam.

Perché usano “Carry On Wayward Son” in Supernatural? Viene usata nell’apertura di ogni season finale dalla stagione 1. Il testo — su un viaggiatore che cerca pace dopo una vita di errori — si adatta perfettamente ai Winchester. È diventata l’inno non ufficiale della serie.

Il finale di Supernatural spiegato: cosa succede? Dean muore durante una normale caccia. Sam vive una vita intera e muore di vecchiaia. I due si ritrovano in un Paradiso riformato e percorrono insieme la strada nella Impala. Bobby Singer li attende.

Castiel muore in Supernatural? Muore più volte. La morte più discussa è nell’episodio 15x18, dove dichiara il suo amore per Dean e viene trascinato nell’Empty. Appare brevemente in Paradiso nell’episodio finale.

Chi è Chuck in Supernatural? Introdotto come il Profeta che scrive le Cronache Winchester, rivelato nella stagione 11 essere Dio, e nella stagione 15 il villain principale — un narratore sadico che ha orchestrato ogni sofferenza dei Winchester per intrattenimento.

La Impala di Supernatural: che auto è? Una 1967 Chevrolet Impala nera, chiamata “Baby” da Dean. Appare in ogni episodio ed è considerata un personaggio a tutti gli effetti. Il monologo di Chuck in “Swan Song” la descrive come “l’oggetto più importante dell’universo.”

Supernatural è finito? Sì, il 19 novembre 2020. “The Winchesters” (prequel, 2022-2023) non è stato rinnovato. Un possibile sequel con Jensen Ackles è stato discusso ma non confermato.

Supernatural vale la pena di essere visto? Sì. Le stagioni 1-5 sono televisione di qualità eccezionale. Chi vuole il meglio può fermarsi al finale della stagione 5 — l’ending originale di Kripke — e avere un’esperienza narrativa completa. Chi vuole tutto guarda tutte le 15 stagioni sapendo che la qualità è diseguale ma i momenti alti giustificano il percorso.

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