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I Viaggiatori (2022): il Ritorno al Futuro italiano tra leggi razziali e viaggio nel tempo, trama e cast

Il film Sky Original con Fabrizio Gifuni che porta tre ragazzi nella Roma fascista del 1939
2022 ⭐ 6.1/10
I Viaggiatori (2022): il Ritorno al Futuro italiano tra leggi razziali e viaggio nel tempo, trama e cast
Anno 2022
Regia Ludovico Di Martino
Generi Fantascienza, Avventura, Coming of age
Cast Matteo Schiavone, Fabio Bizzarro, Fabrizio Gifuni, Vanessa Scalera

I Viaggiatori inizia con una domanda che il cinema di avventura per ragazzi si pone da sempre: cosa faresti se potessi tornare indietro nel tempo per salvare qualcuno che ami?

Lo fa, però, scegliendo di ambientare quella domanda in uno dei momenti più bui della storia italiana recente: la Roma del 1939, appena investita dalle leggi razziali fasciste.

I Viaggiatori (2022) è il tentativo di Sky e Groenlandia di costruire un film d’avventura per famiglie dichiaratamente debitore di Ritorno al Futuro, ma innestato su un contesto storico italiano specifico invece che sull’America degli anni Ottanta — un esperimento di genere piuttosto raro per la produzione cinematografica italiana contemporanea, sospeso tra l’ambizione pop e il peso della memoria storica nazionale.

Di cosa parla I Viaggiatori: la trama dall’inizio

Beo Fulci, giovane e promettente ricercatore di fisica quantistica, è scomparso insieme al proprio capo in circostanze misteriose. Il fratello minore Max, quattordicenne, cerca conforto nei due amici più stretti, Flebo e Greta, mentre cerca disperatamente indizi sulla sorte di Beo. Una sera, i tre ragazzi si imbattono in una strana macchina costruita dallo stesso Beo prima di sparire: una macchina del tempo, ancora instabile e non del tutto compresa nemmeno da loro.

Il tentativo di capire come funziona esattamente il macchinario catapulta i tre amici, senza alcun preavviso, nella Roma del 1939, una città sconvolta dalle conseguenze delle leggi razziali promulgate l’anno precedente dal regime fascista. Costretti a muoversi in un’epoca che non conoscono, con regole sociali e pericoli molto diversi da quelli della propria quotidianità, Max, Flebo e Greta devono trovare un modo per tornare al proprio tempo, mentre scoprono progressivamente dettagli sulla scomparsa di Beo che li costringeranno a confrontarsi con la storia in un modo che nessuno dei tre aveva previsto. Nel corso dell’avventura, il gruppo si trova inoltre a dover fermare la minaccia di un’arma capace di alterare il corso della Storia stessa, nelle mani di un antagonista deciso a sfruttarla per i propri fini — un elemento che sposta il film dal semplice racconto di formazione verso una struttura più dichiaratamente avventurosa, con una posta in gioco che va ben oltre il destino dei soli protagonisti.

Il modello dichiarato: Ritorno al Futuro all’italiana

Fin dalla sua presentazione, I Viaggiatori non ha mai nascosto il proprio debito nei confronti di Ritorno al Futuro (1985) di Robert Zemeckis, il modello di riferimento esplicito scelto dal regista Ludovico Di Martino per costruire la struttura del proprio film: un gruppo di giovani protagonisti, una macchina del tempo inattesa, un salto temporale che li costringe ad affrontare conseguenze storiche reali delle proprie azioni nel passato.

La recensione di Sky TG24 ha descritto il film come un’opera “programmaticamente derivativa”, un vero e proprio compendio di riferimenti culturali espliciti e facilmente riconoscibili per chi è cresciuto con il cinema d’avventura americano degli anni Ottanta. Movieplayer, in un giudizio più indulgente, ha sottolineato come Di Martino attinga al cinema con cui la propria generazione è cresciuta per costruire un film pop, citazionista e ricco d’azione, capace comunque di non perdere di vista la componente più umana e intima della vicenda dei tre ragazzi protagonisti, in particolare nel modo in cui il film gestisce il rapporto tra Max e il ricordo del fratello scomparso.

I personaggi principali: chi sono davvero

Max (Matteo Schiavone) è il giovane protagonista quattordicenne della vicenda, mosso dalla ricerca disperata del fratello maggiore scomparso: la sua traiettoria nel film è quella di un adolescente costretto a crescere in fretta, confrontandosi con una realtà storica molto più grande e pericolosa di qualsiasi cosa avesse mai affrontato prima.

Flebo (Fabio Bizzarro) e Greta, i due amici più stretti e fidati di Max, completano il terzetto protagonista, ciascuno portando nella vicenda la propria prospettiva e le proprie paure di fronte a un’avventura che nessuno dei tre aveva messo in conto di vivere.

Beo (Gianmarco Saurino), il fratello scomparso di Max, è il personaggio la cui assenza muove l’intera trama: giovane ricercatore di fisica quantistica, la sua scomparsa — e il mistero di cosa gli sia realmente accaduto — rappresenta il filo conduttore che lega il presente dei protagonisti al passato in cui si ritrovano catapultati.

Luzio (Fabrizio Gifuni), l’antagonista principale della vicenda, e la Dottoressa Sestrieri (Vanessa Scalera) sono le figure adulte che i tre ragazzi incontrano nella Roma del 1939, entrambe coinvolte a vario titolo nelle conseguenze storiche e personali del viaggio nel tempo.

Ludovico Di Martino e Groenlandia: la produzione

I Viaggiatori è diretto da Ludovico Di Martino, che ne ha scritto la sceneggiatura insieme a Gabriele Scarfone, per una produzione Groenlandia realizzata per Sky. Groenlandia è una delle case di produzione italiane più attive nella costruzione di Sky Original di genere, un segmento della produzione cinematografica italiana che negli anni ha cercato di offrire alternative ai generi più tradizionali del cinema nazionale — commedia e drama d’autore — puntando su fantascienza, avventura e family entertainment con un’ambizione produttiva superiore alla media.

Di Martino, in un’intervista rilasciata in occasione dell’uscita del film, ha descritto il progetto come un film d’avventura capace di farlo “tornare ragazzino”, sottolineando l’intento dichiaratamente nostalgico e personale dietro la scelta di un genere — il viaggio nel tempo per ragazzi — raramente tentato dal cinema italiano contemporaneo su questa scala produttiva e con questo livello di ambizione visiva.

Il 1939 e le leggi razziali: la scelta storica

La decisione di ambientare il viaggio nel tempo dei protagonisti proprio nel 1939, l’anno immediatamente successivo alla promulgazione delle leggi razziali fasciste del 1938, non è casuale. Le leggi razziali avevano privato gli ebrei italiani dei diritti civili fondamentali — dall’accesso alle scuole pubbliche alle professioni, fino ai matrimoni misti — segnando uno dei capitoli più bui della storia nazionale del Novecento.

Innestare un’avventura di fantascienza per famiglie su questo sfondo storico specifico rappresenta una scelta narrativa rischiosa ma deliberata: il film usa la cornice dell’avventura pop per introdurre un pubblico giovane a un capitolo di storia italiana che raramente trova spazio nel cinema di genere pensato per gli adolescenti, scommettendo sulla capacità dell’intrattenimento di veicolare anche una riflessione storica più seria senza perdere la propria natura di film d’azione e avventura.

Nel dettaglio, le leggi razziali del 1938 — un complesso di circa 180 provvedimenti secondo le stime storiche, approvati a partire dal decreto sulla scuola del 5 settembre e culminati nel regio decreto legge del 17 novembre — avevano escluso gli ebrei italiani dalla pubblica amministrazione, dall’esercito e da gran parte delle libere professioni, vietato i matrimoni misti e impedito ai ragazzi ebrei l’iscrizione alle scuole pubbliche. È in questo contesto, a pochi mesi da provvedimenti che avevano già trasformato concretamente la vita quotidiana di migliaia di famiglie italiane, che il film colloca l’arrivo dei tre protagonisti, costretti a confrontarsi con una realtà sociale radicalmente diversa da quella in cui sono cresciuti. Le stesse liste compilate nel 1938 per censire la popolazione ebraica italiana sarebbero poi servite, dopo l’armistizio dell'8 settembre 1943 e l’occupazione tedesca, per dare la caccia sistematica a chi quelle leggi avevano già colpito — un’escalation che il film, ambientato nel solo 1939, lascia sullo sfondo ma che pesa implicitamente su ogni scena ambientata in quella Roma non ancora del tutto consapevole di cosa l’attendesse negli anni successivi.

La presentazione al Festival di Roma

Prima del debutto su Sky Cinema e NOW, I Viaggiatori è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, all’interno della sezione parallela Alice nella Città, dedicata al cinema per ragazzi e famiglie all’interno del festival romano. La scelta di questa vetrina specifica conferma la collocazione editoriale del film fin dalla sua genesi: un prodotto pensato esplicitamente per un pubblico giovane, capace però di ambire a una dignità cinematografica superiore al semplice intrattenimento televisivo per famiglie, grazie alla presentazione in un contesto festivaliero riconosciuto a livello nazionale.

La reception critica: tra entusiasmo pop e scetticismo

Il giudizio della critica italiana su I Viaggiatori si è diviso in modo abbastanza netto tra chi ha apprezzato l’ambizione dell’operazione e chi ne ha sottolineato i limiti. Movieplayer ha descritto il film come un “coming of age d’avventura” capace di restituire con sincerità l’entusiasmo del cinema di genere con cui più generazioni di spettatori italiani sono cresciute, pur muovendosi dichiaratamente sul terreno della citazione piuttosto che dell’originalità.

Sky TG24, pur riconoscendo l’ambizione del progetto, ha usato toni più critici, descrivendo il film come costruito “sul modello apertamente dichiarato di Ritorno al Futuro” e sottolineando quanto il compendio di riferimenti culturali espliciti risultasse, in alcuni passaggi, fin troppo riconoscibile per funzionare come opera pienamente autonoma. Il voto del pubblico su IMDb, attestato intorno al 4,3 su 10, riflette probabilmente anche le aspettative elevate generate da un marketing che aveva insistito molto sul paragone con il classico di Zemeckis, un confronto che il film fatica a reggere fino in fondo. È un rischio tipico delle operazioni che scelgono di dichiarare apertamente il proprio modello di riferimento fin dalla comunicazione promozionale: il pubblico arriva in sala, o davanti allo schermo di casa, con un metro di paragone già fissato, ed è quel metro — più che il film in sé, giudicato isolatamente — a determinare gran parte del giudizio finale.

Il cast adulto: credibilità al servizio del genere

La scelta produttiva di affidare i ruoli adulti più importanti a interpreti con una solida reputazione nel cinema e nella televisione d’autore italiana — piuttosto che a volti meno noti più tipici del cinema di genere a basso budget — riflette una strategia precisa: dare al film una credibilità interpretativa capace di bilanciare l’inevitabile scetticismo che la critica italiana riserva spesso ai tentativi di genere popolare, specialmente quando dichiaratamente debitori di modelli hollywoodiani.

Fabrizio Gifuni: un volto autorevole nel cinema di genere

La presenza di Fabrizio Gifuni nel cast de I Viaggiatori porta al progetto un pedigree attoriale di tutt’altro registro rispetto al cinema di genere per famiglie: Gifuni è infatti uno degli interpreti più rispettati del cinema d’autore italiano contemporaneo, vincitore di due David di Donatello — nel 2014 per Il Capitale Umano, e nel 2023 come miglior attore protagonista per la sua interpretazione di Aldo Moro in Esterno Notte, la serie di Marco Bellocchio sui giorni del rapimento e dell’assassinio dello statista democristiano. Gifuni aveva già interpretato Moro in un momento diverso della propria storia, nel film Romanzo di una Strage (2011) di Marco Tullio Giordana, costruendo negli anni un rapporto artistico quasi personale con quella figura storica, portata anche a teatro nello spettacolo “Con il vostro irridente silenzio”, basato sugli scritti dello stesso Moro durante la prigionia.

La sua partecipazione a un progetto dichiaratamente pop e citazionista come I Viaggiatori, nei panni dell’antagonista Luzio, conferma una tendenza sempre più diffusa nel cinema italiano contemporaneo: attori abituati al cinema d’autore più impegnato che scelgono di prestare la propria credibilità interpretativa anche a produzioni di genere pensate per un pubblico più ampio, contribuendo a elevarne la credibilità complessiva agli occhi della critica.

Accanto a lui, Vanessa Scalera, nata a Latiano nel 1977 e diplomata alla scuola di teatro La Scaletta di Roma, porta nel film una presenza altrettanto solida: diventata celebre al grande pubblico soprattutto grazie al ruolo della protagonista in Imma Tataranni – Sostituto Procuratore, fiction Rai che le ha valso il Premio Flaiano nel 2020 dopo una lunga carriera costruita prevalentemente tra teatro e cinema, con titoli come Lea (2015), Diabolik (2021) e L’Arminuta (2021). La sua presenza ne I Viaggiatori conferma la scelta produttiva di circondare il cast giovane dei tre protagonisti con un supporto adulto di interpreti riconoscibili e affidabili per il pubblico televisivo italiano.

I Viaggiatori nel panorama della fantascienza italiana per famiglie

Il cinema italiano ha storicamente prodotto pochissimi film di fantascienza pensati esplicitamente per un pubblico di famiglie e adolescenti, un genere che Hollywood ha invece sfruttato con continuità fin dagli anni Ottanta. I Viaggiatori si inserisce in questo spazio produttivo quasi vuoto con un’ambizione dichiarata: dimostrare che anche il cinema italiano può costruire un’avventura di viaggio nel tempo credibile sul piano degli effetti visivi e coinvolgente sul piano narrativo, senza dover necessariamente ambientare la propria storia in un contesto americano o internazionale.

Questa ambizione lo accosta, per spirito più che per epoca o budget, ad altri tentativi italiani di innestare generi popolari internazionali su un contesto narrativo nazionale specifico — una strategia che diverse produzioni Sky e Netflix italiane degli ultimi anni hanno sperimentato con risultati altalenanti, ma che testimonia comunque un tentativo concreto di ampliare lo spettro dei generi effettivamente praticati dalla produzione cinematografica italiana contemporanea, storicamente molto più a proprio agio con la commedia e il drama d’autore che con la fantascienza di puro intrattenimento.

Il cast giovane: chi sono Matteo Schiavone e Fabio Bizzarro

Il peso drammatico del film poggia in larga parte sulle spalle dei suoi giovani protagonisti. Matteo Schiavone, nel ruolo di Max, porta sullo schermo il percorso di formazione al centro della vicenda: un ragazzo che passa, nel giro di pochi giorni narrativi, dalla ricerca disperata del fratello scomparso alla scoperta di un capitolo di storia italiana che la sua generazione conosce solo sui libri di scuola.

Fabio Bizzarro, già apparso in produzioni come “I Cavalieri di Castelcorvo”, interpreta Flebo, l’amico impacciato e ansioso del gruppo, appassionato di videogiochi e tecnologia — un personaggio costruito secondo un archetipo familiare al cinema d’avventura per ragazzi, quello dell’amico più fragile che finisce per rivelarsi indispensabile nel momento del bisogno, spesso grazie proprio alle competenze tecnologiche che il resto del gruppo tende a sottovalutare. Completano il terzetto protagonista AndreaGaia Wlderk nel ruolo di Greta e Francesca Alice Antonini in quello di Lena, mentre Federico Tocci interpreta Vulcano, altro personaggio chiave della Roma del 1939 in cui i ragazzi si ritrovano catapultati.

Gianmarco Saurino: il fratello scomparso che muove la trama

Gianmarco Saurino, nato a Foggia nel 1992 e formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma sotto la guida di Giancarlo Giannini, interpreta Beo, il fratello maggiore di Max la cui scomparsa mette in moto l’intera vicenda del film. Al momento delle riprese de I Viaggiatori, Saurino si era già affermato nella fiction Rai grazie al ruolo del dottor Lorenzo Lazzarini in Doc – Nelle Tue Mani, uno dei personaggi che più lo avevano reso riconoscibile al grande pubblico televisivo italiano, dopo un esordio nel 2017 come giovane avvocato nella fiction Che Dio Ci Aiuti.

Pur comparendo per gran parte del film solo attraverso il mistero della propria assenza, il personaggio di Beo — giovane ricercatore di fisica quantistica — fornisce la chiave scientifica che permette alla trama di esistere: è la sua macchina del tempo, costruita prima della scomparsa, a dare il via all’avventura di Max e dei suoi amici nella Roma del 1939.

Groenlandia e Matteo Rovere: l’ambizione dei generi

Groenlandia, la casa di produzione dietro I Viaggiatori, è guidata da Matteo Rovere, regista e produttore che negli anni ha costruito una strategia dichiarata di sperimentazione sui generi raramente praticati dal cinema italiano. Lo stesso Rovere, commentando il progetto, ha sottolineato come il film rappresenti un tentativo di esplorare il genere del viaggio nel tempo, raramente affrontato dalla produzione cinematografica italiana su questa scala.

Questa stessa identica filosofia produttiva ha portato la società a realizzare, sempre per Sky, Romulus, serie in dieci episodi sulla fondazione di Roma diretta dallo stesso Rovere, un prestige drama in costume che applica all’epica delle origini romane lo stesso approccio di scala e ambizione visiva che I Viaggiatori applica al cinema di viaggio nel tempo per famiglie. Pur trattandosi di generi completamente diversi — il drama epico da un lato, l’avventura fantascientifica per ragazzi dall’altro — entrambi i progetti condividono la stessa scommessa di fondo: dimostrare che il cinema e la serialità italiana possono competere, sul piano della scala produttiva, con generi tradizionalmente dominati dalle produzioni americane.

Il viaggio nel tempo nel cinema: un confronto

Il genere del viaggio nel tempo ha una tradizione cinematografica internazionale ben consolidata, a cui I Viaggiatori guarda esplicitamente attraverso il modello di Ritorno al Futuro. Sul catalogo CineNote, il tema del viaggio nel tempo e delle sue conseguenze sulla realtà è esplorato anche da Interstate 60, pur con un registro e un’ambientazione completamente diversi, e dalla guida I migliori film e serie sul loop temporale, punto di riferimento per chi vuole esplorare sistematicamente tutte le opere che usano il viaggio nel tempo o il loop narrativo come linguaggio portante.

Quello che distingue I Viaggiatori da gran parte di questa tradizione, americana ed europea, è la scelta di ancorare il viaggio nel tempo a un momento storico italiano specifico e carico di significato morale, invece di usarlo come puro espediente di intrattenimento o come strumento di riflessione filosofica astratta sul destino e il libero arbitrio — gli stessi temi che la tradizione del genere affronta di solito attraverso scenari più universali o dichiaratamente di fantasia.

Raccontare il fascismo ai ragazzi: una tradizione difficile

Il cinema internazionale ha sviluppato, nel corso dei decenni, diverse strategie per raccontare ai più giovani i capitoli più bui della storia del Novecento senza risultare né didascalico né traumatizzante: dalla favola amara de La vita è bella di Roberto Benigni, che filtra l’orrore della deportazione attraverso lo sguardo infantile del protagonista, fino a produzioni più recenti che hanno scelto il registro dell’avventura o della fantascienza per avvicinare un pubblico giovane a eventi storici altrimenti difficili da affrontare direttamente.

I Viaggiatori si inserisce in questa seconda tradizione, scegliendo il viaggio nel tempo come dispositivo narrativo per introdurre tre adolescenti contemporanei — e con loro il pubblico più giovane in sala — a una realtà storica, quella delle leggi razziali, che la scuola italiana affronta spesso in modo più teorico che esperienziale. Il rischio di un simile approccio è sempre lo stesso: semplificare eccessivamente un trauma storico complesso per renderlo digeribile in chiave di intrattenimento. Le recensioni del film, pur divise sulla sua riuscita complessiva, non hanno mosso questa critica specifica alla sceneggiatura di Di Martino e Scarfone, suggerendo che il bilanciamento tra avventura pop e serietà storica sia stato gestito con una certa cautela.

Il tema di fondo: la responsabilità di sapere

Sotto la superficie action e il dichiarato omaggio a Ritorno al Futuro, I Viaggiatori pone ai propri giovani protagonisti — e di riflesso al pubblico più giovane in sala — una domanda che attraversa buona parte della migliore fiction sul viaggio nel tempo: cosa si fa con la conoscenza del futuro quando ci si trova catapultati in un passato che non può ancora saperlo? Max, Flebo e Greta non sono semplici testimoni della Roma del 1939: la loro presenza stessa, consapevole di cosa quell’epoca storica porterà con sé negli anni successivi, li carica di una responsabilità che nessun ragazzo della loro età dovrebbe trovarsi a gestire.

È un tema che il film condivide, pur con toni e scale di ambizione diverse, con gran parte della migliore tradizione del genere: sapere cosa sta per accadere non è mai un vantaggio puro, ma un peso che costringe chi lo porta a scegliere se agire, e come, di fronte a una storia che — nella finzione del film quanto nella realtà storica che racconta — avrebbe fatto a meno di eroi capaci di fermarla in tempo.

Il titolo e il suo significato diretto

Il titolo scelto per il film, I Viaggiatori, punta deliberatamente sulla semplicità descrittiva piuttosto che su un gioco di parole o un riferimento criptico: i protagonisti sono, letteralmente, viaggiatori nel tempo, e il titolo non nasconde questa premessa dietro metafore o ambiguità, in una scelta comunicativa coerente con il target familiare e adolescenziale del progetto. È una strategia di naming opposta rispetto a quella di molte produzioni di genere più adulte, che spesso preferiscono titoli più ambigui o evocativi: qui la chiarezza immediata del titolo serve proprio a comunicare fin dal primo contatto, poster incluso, il genere e il tono dell’esperienza che lo spettatore sta per vivere.

Dove vedere I Viaggiatori in streaming

I Viaggiatori è disponibile su Sky Cinema e in streaming su NOW, dove ha debuttato il 21 novembre 2022 in esclusiva, restando poi disponibile on demand per gli abbonati alla piattaforma.

Domande frequenti

Di cosa parla I Viaggiatori?

Max, quattordicenne, cerca conforto negli amici Flebo e Greta dopo la misteriosa scomparsa del fratello maggiore Beo, giovane ricercatore di fisica quantistica. Una sera i tre ragazzi trovano una strana macchina del tempo e, senza volerlo, si ritrovano catapultati nella Roma del 1939, sconvolta dalle leggi razziali fasciste.

Chi ha diretto I Viaggiatori?

Il film è diretto da Ludovico Di Martino, che ne ha scritto anche la sceneggiatura insieme a Gabriele Scarfone. È una produzione Sky Original realizzata da Groenlandia.

Chi interpreta i protagonisti de I Viaggiatori?

Matteo Schiavone interpreta Max, Fabio Bizzarro interpreta Flebo, e Gianmarco Saurino interpreta Beo, il fratello scomparso. Fabrizio Gifuni interpreta Luzio e Vanessa Scalera la Dottoressa Sestrieri.

I Viaggiatori è ispirato a Ritorno al Futuro?

Sì, esplicitamente: diverse recensioni hanno descritto il film come un ‘Ritorno al Futuro all’italiana’, costruito sul modello dichiarato del classico di Robert Zemeckis, con tre ragazzi che viaggiano nel tempo e si trovano a dover gestire le conseguenze del proprio intervento nel passato.

Dove vedere I Viaggiatori in streaming?

I Viaggiatori è disponibile su Sky Cinema e in streaming su NOW, dove ha debuttato il 21 novembre 2022.

I Viaggiatori è piaciuto alla critica?

Le recensioni sono state contrastanti: alcune hanno apprezzato il tono pop e citazionista del film, capace di restituire il cinema d’avventura con cui una generazione di spettatori italiani è cresciuta, mentre altre lo hanno giudicato eccessivamente derivativo rispetto ai propri modelli di riferimento dichiarati.

Cosa sono le leggi razziali citate nel film?

Sono le leggi razziali fasciste del 1938, promulgate dal regime di Benito Mussolini, che privarono gli ebrei italiani dei diritti civili fondamentali. Il film ambienta il viaggio nel tempo dei protagonisti proprio nel 1939, l’anno immediatamente successivo alla loro promulgazione, usando quel contesto storico come sfondo dell’avventura.

Chi produce I Viaggiatori?

Il film è prodotto da Groenlandia per Sky, la stessa casa di produzione dietro numerosi altri Sky Original italiani di genere.

Quanto dura I Viaggiatori?

Il film ha una durata di circa 108 minuti.

I Viaggiatori è adatto ai ragazzi?

Sì, il film è pensato esplicitamente come racconto di formazione (coming of age) per un pubblico di adolescenti e famiglie, pur affrontando temi storici delicati come le leggi razziali fasciste attraverso lo sguardo dei giovani protagonisti.

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