Crank: High Voltage — trama, cast e il sequel più estremo di Jason Statham
Crank (2006) terminava con Jason Statham che cadeva da un elicottero a diverse migliaia di metri di altezza e sopravviveva per ragioni che il film non si preoccupava di spiegare. Tre anni dopo, Crank: High Voltage parte esattamente da lì.
Come sopravvive? Non importa. È vivo, e questo è sufficiente.
Il sequel non è una continuazione nel senso narrativo tradizionale — è un rilancio. Neveldine e Taylor prendono la premessa del primo film, la smontano, e costruiscono qualcosa di ancora più estremo, ancora più deliberatamente offensivo, ancora più consapevole della propria natura di esercizio di stile puro. Se Crank era un film d’azione che spingeva il genere ai suoi limiti, High Voltage è il film che supera quei limiti e poi brucia il cartello stradale che li indicava.
Di cosa parla Crank: High Voltage — la trama completa
Chev Chelios (Jason Statham) tocca terra dopo la caduta dell’elicottero. Ancora vivo, viene raccolto da un’organizzazione criminale cinese guidata da Johnny Vang (Art Hsu) sotto le istruzioni del misterioso Poon Dong (David Carradine). Trasportato in una clinica clandestina, Chev subisce un’operazione: i criminali gli estraggono il cuore — un organo eccezionale grazie alla sua resistenza soprannaturale — e lo sostituiscono con un cuore artificiale temporaneo.
Il cuore artificiale ha un problema: la batteria dura soltanto un’ora. Per sopravvivere, Chev deve mantenersi costantemente elettricamente carico. Cavi elettrici, defibrillatori, generatori, macchine del pinball, taser — qualsiasi fonte di elettricità è sufficiente. E così, ancora una volta, Chev Chelios si trova a dover attraversare Los Angeles in uno stato di emergenza fisiologica costante, questa volta cercando il proprio cuore originale.
La struttura narrativa è identica al primo film: una serie di obiettivi concatenati, ognuno che porta al successivo, con la minaccia della morte sempre presente sullo sfondo. Ma l’esecuzione è più radicale. High Voltage introduce elementi surreali che il primo film aveva solo accennato: una sequenza in stile Godzilla dove Chev e un nemico combattono come mostri giganti in una versione miniaturizzata di Los Angeles, interruzioni meta-narrative dove il film sembra consapevole di essere un film, personaggi costruiti attorno a tipi caricaturali.
La trama principale porta Chev da Doc Miles (Dwight Yoakam), che lo informa della situazione, al confronto con El Huron (Clifton Collins Jr.), il boss criminale che vuole trapiantarsi il cuore di Chev convinto che il suo corpo eccezionale trasferisca poteri soprannaturali. Lungo il percorso ci sono sparatorie, inseguimenti, sequenze di produzione sessuale hard (usate per caricare Chev elettricamente tramite un taser modificato), un torneo di boxe thai, e un combattimento finale con linee elettriche ad alta tensione.
Eve (Amy Smart) è di nuovo presente — stavolta in un contesto ancora più assurdo — e il rapporto con Chev ha la stessa qualità caotica del primo film.
Il finale è letteralmente infuocato: Chev, in fiamme dopo essere stato attraversato da una quantità impossibile di elettricità, fissa la camera. Nessuna spiegazione. Nessuna risoluzione. Nessuna promessa di sequenza.
Il villain: Poon Dong e David Carradine
Il cast del sequel introduce alcune figure memorabili, la più curiosa delle quali è il personaggio di Poon Dong, interpretato da David Carradine — il leggendario attore di Kung Fu (1972) e Kill Bill (2003-2004).
Poon Dong è un boss criminale centenario che ha prolungato la propria vita attraverso trapianti successivi di organi eccezionali. Vuole il cuore di Chev come ultimo pezzo del puzzle. Carradine porta al personaggio una flemma bizzarra e un’età avanzata che lo rendono immediatamente strano — esattamente ciò che il film richiede.
La nota più malinconica riguarda le circostanze successive: David Carradine è morto il 3 giugno 2009, circa sei settimane dopo l’uscita americana di Crank: High Voltage (17 aprile 2009). La sua morte improvvisa ha aggiunto una dimensione inaspettata a un film già fuori dall’ordinario. Carradine aveva 72 anni.
Clifton Collins Jr. come El Huron è il villain più presente e attivo: violento, paranoico, convinto di poter acquisire i poteri soprannaturali di Chev attraverso il trapianto. Collins porta al personaggio la stessa intensità nervosa che caratterizza il suo lavoro in altri ruoli da antagonista.
Bai Ling interpreta Ria, una prostituta che si attacca a Chev durante la sua corsa attraverso Los Angeles. È un personaggio scritto in modo volutamente cartoonesco, e Ling lo abbraccia senza riserve.
Lo stile: dove Neveldine e Taylor superano se stessi
Se Crank aveva uno stile riconoscibile, High Voltage trasforma quello stile in manifesto.
Le riprese in rollerblade sono ancora presenti — e ancora più aggressive. Ma il sequel aggiunge elementi che il primo film aveva solo accennato:
Effetti digitali deliberatamente brutti. High Voltage usa CGI volutamente di bassa qualità in alcune sequenze, come se il film stesse ammettendo di non voler investire in effetti realistici quando quelli grezzi comunicano meglio l’assurdità della situazione.
Interruzioni meta-narrative. In un momento del film compare un titolo di testa fittizio — come se il film si stesse reinventando a metà. In un’altra sequenza, Chev e un nemico diventano letteralmente dei mostri in miniatura in una Los Angeles in scala. Il film conosce le proprie regole e sceglie di infrangerle.
Umorismo ancora più radicale. Il primo Crank aveva umorismo nero. High Voltage ha umorismo nero, bianco, e di tutti i colori intermedi — deliberatamente offensivo, deliberatamente provocatorio, costruito attorno all’idea che niente sia troppo oltre il limite.
Questa radicalizzazione è sia il punto di forza che la debolezza del sequel. Per chi cercava “Crank ma di più”, High Voltage consegna esattamente quello. Per chi cercava un film d’azione più strutturato, è una delusione — ma si potrebbe argomentare che queste persone non fossero il pubblico del primo film neanche.
La sequenza “Kaiju” è il momento più discusso del film. A un certo punto, Chev e un nemico combattono e il film taglia su una versione in scala di questa battaglia in cui i due diventano mostri giganti — come in un film di Godzilla degli anni Cinquanta, con effetti speciali volutamente da B-movie e un paesaggio urbano in miniatura che si sgretola sotto di loro. Non ha alcun senso in termini narrativi. È un inserimento deliberatamente surreale in un film che fino a quel momento era solo assurdo. Neveldine e Taylor lo usano come un atto di libertà creativa radicale: possono fare quello che vogliono, e lo dimostrano facendo qualcosa che non si è mai visto in un film d’azione mainstream.
Questa sequenza è il manifesto del film. Crank: High Voltage non è un sequel che cerca di migliorare il primo film secondo i criteri convenzionali del cinema — più trama, personaggi più profondi, azione più sofisticata. È un sequel che chiede: fin dove possiamo arrivare prima che il formato si rompa? E poi risponde spingendo ulteriormente.
La musica e la colonna sonora
La colonna sonora di High Voltage — curata ancora una volta con un approccio che mescola elettronica, hip hop e rock — contribuisce all’energia caotica del film. Il tema di apertura ha una qualità quasi industriale, coerente con il nuovo motivo narrativo dell’elettricità.
Il film usa anche musica diegetica in modo deliberato: le scene nei locali notturni, negli ambienti urbani di Los Angeles, costruiscono un tappeto sonoro che non distingue mai tra colonna sonora e “mondo reale”. Tutto è già elettrificato prima ancora che Chev abbia bisogno di una batteria.
Uno degli elementi più particolari è l’uso della musica nei momenti in cui Chev deve caricarsi — la sequenza della scarica elettrica ha un ritmo quasi musicale, come se il film stesse sincronizzando il corpo del protagonista con il proprio battito sonoro. Non è una scelta raffinata. Ma è coerente con la logica estetica del film.
Chev Chelios: un antieroe senza introspezione
Uno degli elementi che distingue Chev Chelios dalla maggior parte degli eroi d’azione è la totale assenza di psicologia. Non ha una backstory elaborata che motiva le sue azioni. Non ha traumi da elaborare. Non ha un arco di crescita.
In High Voltage, questa caratteristica diventa ancora più marcata. Chev non si chiede perché il suo cuore sia soprannaturalmente potente — semplicemente lo usa. Non riflette sulle implicazioni di sopravvivere a una caduta di diverse migliaia di metri — continua. Non si pone domande sulla natura della sua condizione fisica anomala.
Questa assenza di introspezione è, paradossalmente, ciò che rende Chev un personaggio coerente. In un film dove tutto è esplicitamente impossibile — un cuore artificiale a carica elettrica, una caduta sopravvissuta per miracolo, una forza fisica che sfida ogni legge fisica — un protagonista che si facesse domande romperebbe l’incantesimo. Chev funziona perché non si chiede mai come funzioni. Lo fa e basta.
È il contrario speculare dei protagonisti della serialità contemporanea che elaborano ogni cosa. Ryan Newman di Wilfred (FX) passa quattro stagioni a chiedersi cosa sia reale. Walter White di Breaking Bad elabora ogni scelta per quattro stagioni. Joe Goldberg di You costruisce elaborati sistemi di auto-giustificazione. Chev Chelios corre. Il cinema d’azione nella sua forma più pura è sempre stato questo: azione prima del pensiero.
High Voltage porta questa logica al suo estremo naturale. Nel primo film Chev aveva ancora qualcosa che assomigliava a una motivazione sentimentale — Eve, la sua ragazza, che non sa niente di lui. Nel sequel anche quella struttura si allenta. Chev vuole il suo cuore perché è il suo cuore. Non perché voglia vivere per qualcosa di specifico. Sopravvivere è un imperativo biologico che High Voltage non si preoccupa di motivare ulteriormente — e in questa nudità narrativa assoluta c’è una strana coerenza.
La tradizione dell’exploitation e il cinema di genere estremo
Crank: High Voltage appartiene a una tradizione precisa del cinema americano: il film di genere estremo che non cerca l’approvazione del mainstream.
La storia del cinema exploitation — dai film di Roger Corman negli anni Sessanta-Settanta, ai blaxploitation films, agli slasher degli anni Ottanta, agli straight-to-video action degli anni Novanta — è la storia di un cinema che lavora fuori dai codici dell’industria maggiore. Neveldine e Taylor non vengono da quella tradizione in senso letterale, ma Crank: High Voltage condivide con essa la stessa attitudine: il rifiuto del compromesso, la preferenza per l’eccesso diretto rispetto alla raffinatezza mediata, la consapevolezza che il proprio pubblico non viene dalla sala del cinema d’autore.
La differenza è il budget: Crank: High Voltage costa 13,5 milioni di dollari, molto più di qualsiasi exploitation classico. Ma usa quei soldi non per levigare il prodotto, bensì per rendere più estremo quello che con meno soldi sarebbe stato solo strano. È un exploitation di medio budget — un ibrido che i confini di genere faticano a contenere.
Questo ibrido ha avuto pochi successori diretti. I film di genere estremo degli anni successivi hanno tendenzialmente scelto percorsi diversi: il neo-noir, il thriller psicologico, l’horror elevato. La posizione di Crank: High Voltage — action esplicito che abbraccia il surreale — è rimasta occupata da pochissimi film.
Il destino della saga
Dopo High Voltage, Neveldine e Taylor hanno continuato a collaborare per alcuni anni. Gamer (2009) — uscito lo stesso anno di High Voltage — porta tematiche simili (il corpo come oggetto di controllo altrui, la fisicità come campo di battaglia) in un contesto fantascienzifico. Ghost Rider: Spirit of Vengeance (2012) è il loro tentativo di portare lo stile in un franchise Marvel — con risultati controversi.
Dopo Ghost Rider, i due si separano professionalmente. Neveldine ha continuato come regista con The Vatican Tapes (2015). Taylor ha lavorato su diversi progetti televisivi e cinematografici. Nessuno dei due ha replicato individualmente la coerenza stilistica che avevano insieme.
Le voci su un possibile Crank 3 sono circolate più volte nel corso degli anni, incluso un interesse di Statham per tornare al personaggio. Ma a oggi (2026) nessun progetto è in sviluppo ufficiale. La saga rimane composta da due film — un’opera breve, estrema, e nel suo genere piuttosto coerente.
Ricezione critica e box office
Crank: High Voltage è uscito negli USA il 17 aprile 2009 senza press screening anticipati — come il predecessore. La critica professionale ha reagito con più ostilità: il Rotten Tomatoes registra un punteggio inferiore al 50%, con recensioni negative che citano violenza eccessiva, umorismo offensivo e mancanza di struttura narrativa.
Al box office ha incassato 34,6 milioni di dollari su un budget di 13,5 milioni — profittevole, ma meno brillante del primo. Il calo rispetto al primo è in parte attribuibile alla reputazione del film: chi non aveva amato Crank non aveva motivo di vedere il sequel, e chi lo aveva amato sapeva già cosa aspettarsi.
Il mercato home video ha compensato parzialmente, come spesso accade per i film di genere estremo: il formato casuale è più adatto a questo tipo di prodotto rispetto alla sala, dove l’esperienza condivisa amplifica sia le reazioni positive che quelle negative.
Crank: High Voltage nel contesto del cinema d’azione
High Voltage occupa una posizione ancora più marginale del primo film nel panorama del cinema d’azione mainstream — e questo è esattamente il punto.
Il film esce in un momento in cui il cinema d’azione americano si stava dividendo tra il blockbuster raffinato (la saga Bourne, James Bond con Daniel Craig) e l’azione pura di exploitation. High Voltage si posiziona esplicitamente nel secondo campo, ma con un’auto-consapevolezza che lo distingue dalla produzione di serie B ordinaria.
Non è un film che aspira a essere qualcosa di diverso. È un film che sa esattamente cosa è — e lo è con una coerenza quasi programmatica.
Last Action Hero (1993) aveva decostruito il genere guardandolo dall’interno. High Voltage lo abbraccia e lo porta al collasso intenzionale. Upgrade (2018), quasi un decennio dopo, esplorerà il tema del “corpo come macchina” in modo opposto: serio, scientifico, allegorico. High Voltage è l’anti-Upgrade — il corpo come strumento comico dell’assurdo invece che come territorio filosofico.
Dove vedere Crank: High Voltage in Italia
Crank: High Voltage è disponibile come acquisto o noleggio digitale su:
- Amazon Prime Video (a noleggio)
- Apple TV (acquisto/noleggio)
- Google Play Movies
- Rakuten TV
Per vedere entrambi i film in sequenza — l’esperienza consigliata — verificare la disponibilità simultanea su JustWatch. Il primo film, Crank (2006), è disponibile sulle stesse piattaforme.
Domande frequenti su Crank: High Voltage
Di cosa parla Crank: High Voltage? Dopo la caduta dall’elicottero del primo film, Chev Chelios sopravvive e viene rapito da criminali cinesi che gli estraggono il cuore e lo sostituiscono con uno artificiale. Per sopravvivere deve mantenersi costantemente elettricamente carico mentre cerca il suo vero cuore.
Crank: High Voltage è un sequel diretto? Sì, riprende esattamente dove finisce Crank (2006). Non è necessario vedere il primo per seguire High Voltage, ma la continuità narrativa è diretta.
Chi c’è nel cast di Crank: High Voltage? Jason Statham ripete il ruolo di Chev Chelios. Amy Smart torna come Eve. Si aggiungono Clifton Collins Jr. come El Huron, Bai Ling nel ruolo di Ria, e David Carradine come Poon Dong. Dwight Yoakam torna nei panni del Doc Miles.
Crank: High Voltage è più estremo del primo? Sì, significativamente. Il sequel spinge ogni elemento del primo film oltre i propri limiti: più violenza, più contenuto sessuale esplicito, più sequenze surreali, più umorismo deliberatamente offensivo.
Come finisce Crank: High Voltage? Chev recupera il suo cuore e in una sequenza finale surreale — letteralmente in fiamme — sembra sopravvivere ancora una volta. Il film si chiude con Chev che fissa la camera, senza spiegazioni.
Chi è El Huron in Crank: High Voltage? El Huron (Clifton Collins Jr.) è il villain principale: un boss criminale che vuole trapiantarsi il cuore di Chev, convinto che il suo corpo soprannaturale trasferisca poteri di longevità.
Dove vedere Crank: High Voltage in streaming in Italia? È disponibile a noleggio e acquisto digitale su Amazon Prime Video, Apple TV e Google Play Movies. Verificare la disponibilità aggiornata su JustWatch.
Crank: High Voltage ha avuto un buon incasso? Ha incassato 34,6 milioni di dollari su un budget di 13,5 milioni — profittevole, ma meno brillante del primo.
Cosa è successo a David Carradine dopo Crank: High Voltage? David Carradine, che interpreta Poon Dong, è morto il 3 giugno 2009, circa sei settimane dopo l’uscita americana del film.
Crank: High Voltage è adatto a tutti? No. Contiene violenza esplicita intensa, nudità, e umorismo volutamente offensivo. È destinato a un pubblico adulto con alta tolleranza per il cinema d’azione estremo.
Perché Crank: High Voltage è più divisivo del primo? Perché porta la logica del primo film al limite logico e oltre. Chi amava Crank per la velocità trova in High Voltage qualcosa di più caotico e provocatorio. La soglia di sopportazione richiesta è significativamente più alta.
Ci sarà un Crank 3? Nel corso degli anni si è parlato di un possibile terzo capitolo, ma a oggi (2026) non esiste alcun progetto ufficiale confermato. Neveldine e Taylor si sono separati professionalmente dopo Ghost Rider: Spirit of Vengeance (2012).




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