The Girl on the Train – La ragazza del treno: chi ha ucciso Megan, il finale spiegato e il thriller di Paula Hawkins
Ogni mattina Rachel prende lo stesso treno.
Ogni mattina guarda la stessa casa, e si inventa la vita di chi ci abita.
La ragazza del treno (The Girl on the Train), il film di Tate Taylor uscito nel 2016 e tratto dal romanzo bestseller di Paula Hawkins, parte da un gesto che fanno tutti i pendolari: guardare fuori dal finestrino. Rachel Watson però non guarda per distrarsi. Guarda per non pensare alla propria vita, che è andata in pezzi: un matrimonio finito, un lavoro perso, una dipendenza dall’alcol che le cancella intere serate dalla memoria.
Dalla carrozza vede una coppia perfetta, due giovani sposi che si amano sul terrazzo. Un giorno vede la donna baciare un altro uomo. Il giorno dopo quella donna è scomparsa, e Rachel si è svegliata nel proprio letto coperta di sangue, senza ricordare dove sia stata.
È la testimone perfetta di un delitto. Ed è anche l’ultima persona al mondo a cui la polizia darebbe credito.
Di cosa parla La ragazza del treno: la trama
Rachel Watson (Emily Blunt) ha perso il lavoro e il marito. Il suo matrimonio con Tom (Justin Theroux) è naufragato tra l’infertilità, la depressione e l’alcol, che le provocava vuoti di memoria e comportamenti autodistruttivi. Tom si è risposato con Anna (Rebecca Ferguson), da cui ha avuto una bambina, Evie, e vive ancora nella casa che era stata di Rachel.
Rachel continua a prendere ogni giorno il treno per New York, anche senza più un lavoro da raggiungere. Dal finestrino osserva la sua vecchia casa e quella dei vicini, Scott e Megan Hipwell (Luke Evans e Haley Bennett). Megan lavorava come tata per Tom e Anna, ma se n’è andata da poco. Rachel ha trasformato la coppia in una fantasia: sono ciò che lei e Tom erano, o avrebbero dovuto essere.
Quando è ubriaca, Rachel tormenta l’ex marito e la nuova moglie con telefonate continue, di cui da sobria non ricorda quasi niente.
Un pomeriggio, dal treno, vede Megan baciare uno sconosciuto sul terrazzo. Furiosa, come se il tradimento riguardasse lei, scende dal treno per affrontarla. Si risveglia ore dopo nel suo letto, ferita e sporca di sangue. Megan risulta scomparsa, e la detective Riley (Allison Janney) interroga Rachel, che è stata vista in zona quella sera.
Rachel prova a indagare da sola. Si presenta a Scott fingendosi un’amica di Megan e gli racconta della relazione. Lui le mostra la foto dello psichiatra della moglie, il dottor Kamal Abdic (Édgar Ramírez), e Rachel lo riconosce: è l’uomo del bacio. Abdic viene interrogato e rovescia i sospetti su Scott, descrivendolo come un marito psicologicamente violento.
Rachel prende un appuntamento con Abdic, convinta di scoprire qualcosa, e finisce per parlare dei propri problemi. Lo psichiatra le racconta, tra l’altro, di una seduta con Megan: da giovanissima aveva avuto una bambina, morta annegata per un incidente nella vasca da bagno, e non si era mai perdonata.
Poi Megan viene ritrovata morta. Era incinta, ma il padre non era né Scott né Abdic.
Rachel, Anna e Megan: tre donne e un uomo
Il romanzo di Paula Hawkins è costruito come un intreccio di tre voci femminili, e il film ne conserva lo spirito, spostandosi tra le tre protagoniste e tra il presente e il passato.
Rachel è la più fragile e la più difficile da amare. Beve di nascosto, vive in una stanza offerta dall’amica Cathy (Laura Prepon), si umilia davanti all’ex marito. La sua memoria è piena di buchi, e ciò che ricorda le arriva deformato dalla vergogna. Per gran parte della storia anche lo spettatore non sa se fidarsi di lei.
Anna vive la vita che Rachel ha perso. Ha il marito, la casa, la bambina. Rachel è per lei una minaccia costante, un fantasma che telefona di notte e si aggira intorno alla casa. Rebecca Ferguson la interpreta come una donna rigida e sulla difensiva, convinta di aver vinto una gara che in realtà non ha mai smesso di correre.
Megan è il mistero. Vista dal treno sembra la donna più felice del mondo; da vicino è una ragazza inquieta, che cambia lavori e amanti e porta un lutto che non riesce a raccontare. Haley Bennett le dà un’inquietudine sensuale che rende credibile la sua fuga dalle convenzioni.
Tra loro c’è Tom, e il film, come il romanzo, lo lascia a lungo sullo sfondo: il marito paziente, l’ex che sopporta con dignità le follie di Rachel, il padre affettuoso. È proprio questa immagine rassicurante a renderlo invisibile come sospettato.
Emily Blunt e la testimone inaffidabile
Il film regge quasi interamente sulle spalle di Emily Blunt.
Il ruolo di Rachel le fu offerto nel giugno 2015, e la sua interpretazione è l’elemento che mette d’accordo anche i critici più severi. Blunt costruisce una donna distrutta senza cercare la simpatia del pubblico: gli occhi arrossati, il trucco sfatto, la voce impastata, i gesti di chi cerca di sembrare lucida e non ci riesce. Nelle scene in treno le basta uno sguardo fisso fuori dal finestrino per raccontare la solitudine del personaggio.
Per questa prova Blunt è stata candidata ai BAFTA e ai Screen Actors Guild Awards come miglior attrice protagonista, e ai Saturn Awards.
Il personaggio appartiene a una categoria precisa del thriller: il narratore inaffidabile. Rachel non mente allo spettatore per scelta, come accade in molti gialli costruiti sul colpo di scena. Mente perché non sa. La sua memoria è stata cancellata dall’alcol e, come si scoprirà, riscritta da qualcun altro. Il film diventa così un’indagine doppia: sulla morte di Megan e sulla notte in cui Rachel si è risvegliata coperta di sangue.
Il resto del cast è ricco di volti noti. Justin Theroux e Luke Evans sono i due mariti, entrambi sospettabili. Allison Janney è la detective Riley, scettica e tagliente. Édgar Ramírez è lo psichiatra ambiguo, Lisa Kudrow ha un ruolo breve ma decisivo, e Laura Prepon è l’amica che ospita Rachel. In origine per i ruoli di Tom e Scott si era parlato di Chris Evans e Jared Leto, che rinunciarono per impegni di calendario.
Chi ha ucciso Megan: il finale di La ragazza del treno spiegato
Da qui in avanti l’articolo svela l’assassino e il finale.
Dopo il ritrovamento del corpo, Scott si presenta a casa di Rachel e la aggredisce: ha scoperto che lei non conosceva affatto Megan e che lo ha messo nei guai con la polizia indirizzando i sospetti su Abdic e poi su di lui. Rachel denuncia l’aggressione, convinta che la violenza di Scott provi la sua colpevolezza, ma scopre che Scott ha un alibi: le telecamere di un bar lo riprendono all’ora dell’omicidio.
La svolta arriva, ancora una volta, su un treno. Rachel incontra Martha (Lisa Kudrow), la moglie dell’ex capo di Tom, e si scusa per ciò che crede di aver fatto anni prima a una grigliata a casa loro: la scenata da ubriaca, il piatto rotto, gli insulti, il licenziamento di Tom per colpa sua. Martha la guarda stupita. Quel giorno Rachel si era solo sentita male ed era andata a riposare in una stanza degli ospiti. Tom non era stato licenziato per causa sua, ma per aver molestato delle colleghe.
In quel momento Rachel capisce tutto. Per anni Tom ha approfittato dei suoi vuoti di memoria per riscriverle i ricordi, raccontandole scenate che non aveva mai fatto e colpe che non aveva mai commesso. Ed era lui a picchiarla durante le sbornie: le ferite con cui si svegliava erano opera sua.
Nel frattempo Anna, sospettando che il marito la tradisca, trova in casa un telefono nascosto. Il messaggio della segreteria rivela che apparteneva a Megan.
Ora sobria, Rachel ricorda finalmente il giorno della scomparsa. Aveva visto Megan incontrare Tom, e quando aveva cercato di affrontarli lui l’aveva colpita. L’assassino di Megan è Tom. Megan era la sua amante, ed era incinta di lui.
Rachel corre ad avvertire Anna. Quando le due donne affrontano Tom, lui perde il controllo, stordisce Rachel e tenta di ucciderla, mentre Anna guarda dall’alto delle scale proteggendo la bambina. Rachel riesce a raggiungere la cucina, afferra un cavatappi e, dopo una colluttazione, lo pianta nel collo di Tom. Anna scende e lo spinge più a fondo, uccidendolo.
Interrogate dalla detective Riley, Rachel e Anna raccontano la stessa versione: hanno ucciso Tom per legittima difesa, dopo che lui aveva confessato l’omicidio di Megan. Anna ammette che Rachel aveva avuto ragione su tutto.
Nell’ultima scena Rachel visita la tomba di Megan. Poi sale di nuovo sul treno, ma questa volta si siede dall’altra parte della carrozza. Non guarda più quella casa. È il primo gesto di una vita che ricomincia.
Megan: la vittima che il finestrino non mostrava
Per gran parte del film Megan esiste soprattutto come immagine. È la donna sul terrazzo che Rachel guarda dal treno, la moglie perfetta di una coppia perfetta, la proiezione di tutto ciò che Rachel ha perso.
Il film smonta questa immagine un pezzo alla volta. Megan non è felice. Ha lasciato il lavoro di tata da poco, è irrequieta, ha una relazione con il proprio psichiatra, o almeno così sembra, e porta dentro un lutto di cui non parla con nessuno. Lo racconta solo al dottor Abdic: da ragazza aveva avuto una bambina, morta annegata nella vasca da bagno per un incidente, e non si è mai perdonata.
Questo dettaglio cambia il senso della sua storia. La donna che Rachel invidiava è, come lei, una persona segnata da una perdita legata alla maternità: Rachel non riesce ad avere figli, Megan ne ha perso uno. Entrambe sono state giudicate dagli uomini che avevano accanto. Entrambe cercano una via di fuga. E quando si scopre che Megan era incinta, e che il padre non era né il marito né lo psichiatra, il film suggerisce che la sua vita segreta fosse molto più complicata di qualsiasi fantasia vista da un treno.
Haley Bennett interpreta Megan con un’ambiguità costante: seducente, fragile, sfuggente. È un ruolo difficile, perché il personaggio muore presto e vive soprattutto nei ricordi degli altri. Ma è proprio la distanza tra la Megan immaginata e quella reale a dare al film la sua idea più interessante: nessuno, visto dall’esterno, è ciò che sembra.
Rachel e l’alcol: una dipendenza raccontata senza sconti
La ragazza del treno è anche uno dei rari thriller commerciali che mettono al centro una protagonista alcolizzata senza trasformare la dipendenza in un semplice espediente di trama.
L’alcol, nel film, non è solo il motivo per cui Rachel non ricorda. È il modo in cui vive. Beve per sopportare il vuoto delle giornate, per affrontare le telefonate all’ex marito, per trovare il coraggio di avvicinarsi alla casa che non è più sua. E dopo ogni sbornia arriva la vergogna, che la spinge a bere ancora.
Il film mostra con precisione il circolo in cui Rachel è intrappolata. Gli altri la trattano come inaffidabile perché beve; lei beve anche perché sa di essere considerata inaffidabile. La sua parola non vale nulla, e Tom lo sa benissimo. La manipolazione funziona proprio perché si innesta su una dipendenza reale: non ha bisogno di inventare che Rachel perda la memoria, deve solo decidere cosa metterci dentro.
Per questo la guarigione di Rachel e la soluzione del delitto coincidono. È solo quando smette di bere che i ricordi tornano a galla, e con loro la verità sulla notte della scomparsa. Il finale non celebra una detective brillante: racconta una donna che riprende possesso della propria mente.
Rachel e Anna: da rivali ad alleate
Il rapporto tra le due mogli di Tom è l’altro filo che regge il film.
All’inizio sono nemiche. Rachel è la ex che non si arrende, che telefona di notte e si aggira intorno alla casa; Anna è la donna che ha preso il suo posto e che la considera un pericolo per la propria famiglia. Ognuna delle due è convinta di conoscere Tom meglio dell’altra.
Il film le porta lentamente a scoprire di avere lo stesso problema. Anna comincia a sospettare che il marito la tradisca, trova il telefono nascosto di Megan e capisce che l’uomo con cui vive non è quello che credeva. Rachel, nello stesso momento, scopre che l’uomo con cui era sposata le ha mentito per anni. Nessuna delle due, da sola, avrebbe avuto la forza di affrontarlo.
La scena finale lo rende esplicito. Tom aggredisce Rachel, Anna guarda dalle scale proteggendo la figlia; poi, quando Rachel lo colpisce con il cavatappi, è Anna a scendere e a finire ciò che l’altra ha iniziato. Davanti alla polizia raccontano la stessa versione dei fatti. Il delitto che le aveva messe una contro l’altra le lascia unite in un segreto condiviso.
È un finale che ha fatto discutere, perché trasforma un thriller psicologico in una resa dei conti quasi da melodramma. Ma è coerente con il cuore del racconto: tre donne descritte da un uomo come pazza, infedele e ingenua, che scoprono insieme di essere state tutte ingannate dalla stessa persona.
Il treno e lo sguardo: come Tate Taylor racconta il punto di vista
Il treno non è solo un’ambientazione. È il dispositivo con cui il film costruisce il suo discorso sullo sguardo.
Dal finestrino Rachel vede le case per pochi secondi, sempre dallo stesso punto, sempre alla stessa distanza. Può osservare, ma non può intervenire; può immaginare, ma non può verificare. È la condizione dello spettatore, e il film la usa per metterci nella stessa posizione della protagonista: vediamo ciò che vede lei, e come lei riempiamo i vuoti con le nostre ipotesi.
La regia di Tate Taylor e la fotografia di Charlotte Bruus Christensen lavorano su questa sensazione di distanza e frammentazione. I ricordi di Rachel arrivano spezzati, sfocati, montati fuori ordine, e il racconto si sposta continuamente tra il presente e i mesi precedenti alla scomparsa di Megan. Lo spettatore ricostruisce la storia insieme alla protagonista, con gli stessi buchi e gli stessi errori.
Per questo l’ultima inquadratura pesa così tanto. Rachel risale sul treno e si siede dall’altra parte della carrozza. Non guarderà più quella casa, e nemmeno le vite degli altri. Dopo un intero film costruito sullo sguardo di chi osserva da lontano, la liberazione coincide con la scelta di voltarsi.
Il gaslighting: quando il colpevole riscrive la memoria della vittima
Il vero tema del film non è l’omicidio. È ciò che Tom ha fatto a Rachel.
La tecnica che usa ha un nome preciso: gaslighting, dal titolo del film Angoscia (Gaslight, 1944), in cui un marito convince la moglie di stare impazzendo. È una forma di manipolazione psicologica in cui la vittima viene portata a dubitare della propria percezione, della propria memoria e infine della propria sanità mentale.
Tom trova in Rachel la vittima ideale. L’alcol le provoca vuoti di memoria veri, e lui li riempie con una versione dei fatti in cui lei è sempre la colpevole: quella che fa le scenate, quella che rovina le feste, quella che gli ha fatto perdere il lavoro. Rachel, che si vergogna di ciò che non ricorda, non ha alcuno strumento per contestarlo. Anzi, finisce per chiedere scusa per colpe che non ha mai commesso.
Il film mostra con precisione le conseguenze. La dipendenza di Rachel peggiora anche perché lei crede di essere un mostro. La sua credibilità agli occhi degli altri, dalla polizia ad Anna, è distrutta proprio dalla reputazione che Tom le ha costruito addosso. Quando Rachel dice la verità, nessuno le crede, perché Tom ha passato anni a insegnare a tutti che lei non è attendibile.
È qui che La ragazza del treno si distingue da un semplice thriller con colpo di scena. L’indagine su Megan coincide con il recupero della memoria di Rachel, e il momento in cui scopre l’assassino è anche il momento in cui scopre di non essere la persona che le hanno detto di essere. La scena con Martha, in cui una sconosciuta le restituisce un ricordo diverso da quello che le era stato imposto, è il vero climax del film.
Da Londra a New York: il libro di Paula Hawkins e il film
Paula Hawkins, giornalista britannica nata nello Zimbabwe, ha pubblicato The Girl on the Train nel 2015. Era il suo primo thriller, e in pochi mesi è diventato un fenomeno editoriale mondiale, paragonato a L’amore bugiardo - Gone Girl di Gillian Flynn per la struttura a più voci e per le protagoniste ambigue. In Italia è uscito con il titolo La ragazza del treno.
I diritti cinematografici furono acquistati da DreamWorks già nel marzo 2014, prima ancora dell’uscita del libro, con il produttore Marc Platt. All’inizio del 2015 la sceneggiatura fu affidata a Erin Cressida Wilson, autrice di Secretary, e la regia a Tate Taylor, reduce dal successo di The Help.
La scelta più discussa riguardò l’ambientazione. Hawkins stessa annunciò che il film avrebbe spostato la storia da Londra alla contea di Westchester, a nord di New York. Il treno dei pendolari londinesi diventa così la linea Metro-North che corre lungo il fiume Hudson verso Manhattan. Lo spostamento lascia intatto il cuore del romanzo: la distanza tra ciò che si vede da un treno e ciò che succede davvero dentro le case.
Le riprese si sono svolte dal 4 novembre 2015 al 30 gennaio 2016, tra New York, White Plains, Hastings-on-Hudson e Irvington, con diverse scene girate alla stazione di Ardsley-on-Hudson. La fotografia è di Charlotte Bruus Christensen, che anni dopo avrebbe firmato anche le immagini di A Murder at the End of the World, un altro giallo costruito intorno a una detective dilettante che nessuno vuole ascoltare. La colonna sonora è di Danny Elfman.
Anche Paula Hawkins aveva girato un breve cameo nel film, poi tagliato in fase di montaggio.
Il film è stato il primo prodotto da DreamWorks a essere distribuito da Universal, dopo la fine dell’accordo con Disney, che aveva inizialmente fissato l’uscita al 7 ottobre 2016. Universal mantenne la data.
Il successo e le critiche
La ragazza del treno è stato presentato in anteprima a Londra il 20 settembre 2016 ed è uscito negli Stati Uniti il 7 ottobre. In Italia è arrivato nei cinema il 3 novembre 2016, distribuito da 01 Distribution.
Al botteghino è stato un successo: 24,5 milioni di dollari nel primo fine settimana americano, primo posto in classifica, e 173 milioni in tutto il mondo a fronte di un budget di circa 45 milioni. Molti lo avevano presentato come l’erede di L’amore bugiardo - Gone Girl di David Fincher, uscito due anni prima e tratto anch’esso da un thriller domestico di grande successo.
Il confronto non ha giovato alle recensioni. La critica ha accolto il film con freddezza: 44% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e 48 su 100 su Metacritic. Le obiezioni più frequenti riguardano la struttura, giudicata a tratti confusa e a tratti prevedibile, e un finale scivolato nel melodramma. Quasi tutti, però, hanno riconosciuto la forza di Emily Blunt, capace secondo molti di tenere in piedi un film che senza di lei sarebbe stato molto più debole.
Il pubblico ha continuato a premiarlo: ai People’s Choice Awards 2017 ha vinto come miglior thriller dell’anno. Nel 2021 la storia è tornata con un remake in lingua hindi distribuito da Netflix, con Parineeti Chopra nel ruolo della protagonista e l’ambientazione riportata a Londra.
La testimone alla finestra: da Hitchcock a La ragazza del treno
Rachel Watson appartiene a una tradizione precisa del giallo: quella del testimone che osserva la vita degli altri da lontano e crede di aver visto un delitto.
Il modello di tutti è La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, del 1954. Jeff, il fotografo immobilizzato da una gamba ingessata, passa le giornate a spiare i vicini dalla finestra e si convince che uno di loro abbia ucciso la moglie. Nessuno gli crede, finché le prove non arrivano. Rachel è la sua erede diretta: al posto della finestra c’è il finestrino di un treno, al posto della sedia a rotelle una dipendenza che la tiene prigioniera.
La differenza, però, è sostanziale. Jeff è un testimone lucido, un uomo intelligente che vede davvero ciò che dice di vedere. Rachel non può fidarsi nemmeno dei propri occhi e della propria memoria. Il film di Hitchcock parla del voyeurismo dello spettatore; La ragazza del treno parla di ciò che succede quando lo sguardo di chi osserva è stato manipolato. In entrambi i casi, però, a risolvere il caso non è la polizia, ma una persona che nessuno prende sul serio.
È per questo che Rachel è una detective per caso a tutti gli effetti. Non ha alcun titolo per indagare, è sospettata lei stessa, mente per avvicinarsi ai protagonisti e commette errori continui. Arriva alla verità non per metodo, ma perché non riesce a smettere di guardare.
Dove vedere La ragazza del treno in Italia

La ragazza del treno è distribuito in Italia con il suo titolo italiano, in versione doppiata.
- Digitale: disponibile a noleggio o in acquisto su piattaforme come Prime Video
- Home video: in DVD e Blu-ray
- Televisione: il film passa periodicamente sulle reti generaliste
Chi ha visto il film e vuole ritrovare le tre voci della storia nella forma originale può recuperare il romanzo di Paula Hawkins: lì Rachel prende il treno per Londra, e il paesaggio che scorre dal finestrino è quello della periferia inglese, ma la sensazione è identica. Quella di guardare la vita degli altri e scoprire, troppo tardi, che la storia più oscura era la propria.
Domande frequenti
Di cosa parla La ragazza del treno?
Rachel Watson, interpretata da Emily Blunt, è una donna alcolizzata e divorziata che ogni giorno prende il treno per New York e osserva dal finestrino la vita degli altri: quella dell’ex marito Tom con la nuova moglie Anna e quella dei vicini, Scott e Megan Hipwell. Un giorno vede Megan baciare uno sconosciuto. Poco dopo Megan scompare, e Rachel, che quella sera si è risvegliata coperta di sangue senza ricordare nulla, si ritrova coinvolta nell’indagine.
Chi ha ucciso Megan in La ragazza del treno?
Megan Hipwell è stata uccisa da Tom Watson, l’ex marito di Rachel. Megan aveva una relazione segreta con lui ed era incinta di lui. Né il marito Scott né lo psichiatra Kamal Abdic, i primi sospettati, erano il padre del bambino.
Come finisce La ragazza del treno?
Rachel scopre che Tom l’ha manipolata per anni, facendole credere di aver commesso durante le sbornie cose che non aveva mai fatto, e ricorda di averlo visto con Megan il giorno della scomparsa. Avverte Anna, che ha trovato il telefono di Megan in casa. Tom tenta di uccidere Rachel, che si difende piantandogli un cavatappi nel collo; Anna lo finisce. Le due donne raccontano alla polizia di aver agito per legittima difesa, e Rachel, finalmente sobria, riparte da capo.
La ragazza del treno è tratto da un libro?
Sì, dal romanzo d’esordio della scrittrice britannica Paula Hawkins, The Girl on the Train, uscito nel 2015 e diventato uno dei thriller più venduti del decennio. In Italia è stato pubblicato con il titolo La ragazza del treno. Il film di Tate Taylor è uscito un anno e mezzo dopo il libro.
Quali sono le differenze tra il film e il libro La ragazza del treno?
La differenza principale è l’ambientazione: il romanzo di Paula Hawkins si svolge nei sobborghi di Londra, mentre il film sposta la storia nella contea di Westchester, a nord di New York, con il treno che porta Rachel a Manhattan. La trama principale, il ruolo delle tre protagoniste e l’identità dell’assassino restano gli stessi.
Chi c’è nel cast di La ragazza del treno?
Emily Blunt è Rachel Watson, Rebecca Ferguson è Anna Watson, Haley Bennett è Megan Hipwell, Justin Theroux è Tom Watson e Luke Evans è Scott Hipwell. Completano il cast Allison Janney nel ruolo della detective Riley, Édgar Ramírez in quello dello psichiatra Kamal Abdic, Lisa Kudrow come Martha e Laura Prepon come Cathy.
Dove è stato girato La ragazza del treno?
Le riprese si sono svolte tra novembre 2015 e gennaio 2016 a New York e nella contea di Westchester, tra White Plains, Hastings-on-Hudson e Irvington. La stazione di Ardsley-on-Hudson, sulla linea ferroviaria Metro-North lungo il fiume Hudson, compare in diverse scene.
La ragazza del treno è stato un successo?
Al botteghino sì: costato circa 45 milioni di dollari, ne ha incassati oltre 173 in tutto il mondo e ha debuttato al primo posto negli Stati Uniti. La critica è stata invece divisa, con il 44% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, ma quasi tutti hanno lodato Emily Blunt, candidata ai BAFTA e ai Screen Actors Guild Awards come miglior attrice protagonista.
Cosa ha fatto Tom a Rachel in La ragazza del treno?
Tom ha manipolato Rachel per anni. Approfittando dei suoi vuoti di memoria dovuti all’alcol, le raccontava di aver fatto scenate umilianti e di avergli fatto perdere il lavoro, mentre in realtà lui era stato licenziato per molestie. Era anche violento con lei durante le sbornie: le ferite che Rachel trovava al risveglio erano opera sua. È una forma di manipolazione psicologica nota come gaslighting.
Esiste un remake di La ragazza del treno?
Sì, nel 2021 è uscito un remake in lingua hindi, The Girl on the Train, con l’attrice di Bollywood Parineeti Chopra nel ruolo della protagonista, distribuito su Netflix. La storia è ambientata a Londra, come nel romanzo originale.
La ragazza del treno è come La finestra sul cortile?
Il legame è evidente. Come Jeff, il fotografo immobilizzato del film di Hitchcock, Rachel osserva ogni giorno dall’esterno la vita dei vicini e crede di aver visto qualcosa di decisivo, ma nessuno le crede. La differenza è che Jeff è un testimone lucido, mentre Rachel non si fida nemmeno della propria memoria.
Dove vedere La ragazza del treno in streaming?
In Italia La ragazza del treno è disponibile in digitale, a noleggio o in acquisto, su piattaforme come Prime Video, oltre che in DVD e Blu-ray. Il film è uscito nei cinema italiani il 3 novembre 2016, distribuito da 01 Distribution, e passa periodicamente anche in televisione.




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Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.