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Quo Vadis, Baby?: da Gabriele Salvatores alla serie Sky, la detective di Bologna che ha cambiato il noir italiano

Dal romanzo di Grazia Verasani al film, fino alla serie con Angela Baraldi: la storia di Giorgia Cantini
2008 ⭐ 7.8/10
Quo Vadis, Baby?: da Gabriele Salvatores alla serie Sky, la detective di Bologna che ha cambiato il noir italiano
Anno 2008
Creatore Guido Chiesa
Generi Crime, Noir, Drammatico
Stagioni 1
Episodi 6
Cast Angela Baraldi, Thomas Trabacchi, Alessandro Tiberi, Bebo Storti, Federica Bonani

Quo Vadis, Baby? inizia con una domanda che il titolo stesso pone in latino e in inglese insieme: dove vai, baby?

Ma la vera domanda che la storia pone alla sua protagonista è molto più scomoda: cosa succede quando il passato che credevi di aver sepolto ti manda, improvvisamente, delle videocassette?

Quo Vadis, Baby? è prima di tutto un romanzo di Grazia Verasani, poi un film di Gabriele Salvatores, infine una serie Sky: tre tappe di un unico racconto ambientato a Bologna, capitale non ufficiale del noir italiano, che ha costruito nel tempo uno dei personaggi investigativi femminili più interessanti della narrativa di genere italiana contemporanea.

Di cosa parla Quo Vadis, Baby?: la trama dall’inizio

Giorgia Cantini (Angela Baraldi) è un’investigatrice privata bolognese sulla quarantina, disillusa e diretta, che si guadagna da vivere seguendo casi di infedeltà coniugale e piccole indagini private, mentre arrotonda cantando in un locale della città. La sua vita professionale e personale, già segnata da un equilibrio precario, viene sconvolta quando riceve inaspettatamente alcune videocassette registrate anni prima dalla sorella minore, morta suicida in circostanze che Giorgia non ha mai del tutto elaborato.

La visione di quelle registrazioni costringe Giorgia a riaprire un capitolo doloroso della propria storia familiare, trasformando la sua consueta attività di investigatrice privata in un’indagine molto più intima e dolorosa sulla reale natura della morte della sorella. Attorno a lei si muove una piccola costellazione di personaggi bolognesi — un ex attore di film per adulti proprietario del locale in cui canta, un giovane assistente gay, un commissario di polizia che fu suo compagno di scuola — che costruiscono il tessuto sociale e affettivo di una Bologna notturna e malinconica.

Dal romanzo di Grazia Verasani al grande schermo

Quo Vadis, Baby? nasce come romanzo di Grazia Verasani, pubblicato nel 2004 e diventato il primo capitolo di una fortunata serie di gialli dedicata all’investigatrice Giorgia Cantini, personaggio che l’autrice avrebbe sviluppato in diversi libri successivi. Il romanzo fu pubblicato dalla collana Colorado Noir, imprenditoria editoriale legata alla stessa Colorado Film che avrebbe poi prodotto l’adattamento cinematografico, mentre oggi le indagini di Cantini vengono ripubblicate da Marsilio, a partire proprio dal primo volume della serie.

Nel 2005 il regista Gabriele Salvatores porta il romanzo al cinema, firmando la sceneggiatura insieme alla stessa Verasani. Il film, della durata di circa cento minuti, sceglie Angela Baraldi — nota principalmente come cantante prima che come attrice — per il ruolo di Giorgia, una scelta di casting che si sarebbe rivelata determinante anche per la successiva trasposizione televisiva, dato che Baraldi avrebbe ripreso lo stesso personaggio anche nella serie del 2008.

Chi è Grazia Verasani, l’autrice dietro Giorgia Cantini

Grazia Verasani, nata a Bologna l'8 luglio 1964, arriva alla scrittura da un percorso che parte dal teatro: diplomata all’Accademia Silvio D’Amico di Roma a vent’anni, lavora con il Teatro Stabile d’Abruzzo e con la Scuola del Teatro Stabile di Torino, cominciando a scrivere mentre continua a recitare. Prima di dedicarsi al noir con Giorgia Cantini, esordisce nella narrativa con L’amore è un bar sempre aperto (1999) e Fuck me mon amour (2001), entrambi pubblicati da Fernandel.

Verasani è anche drammaturga, cantautrice e autrice di sceneggiature: nel 2011 vince il Premio Pesaro come miglior autrice con l’opera teatrale Maternity Blues (From Medea), da cui viene tratto un film che l’anno successivo si aggiudica il Premio Tonino Guerra per la migliore sceneggiatura. Oltre alla serie di Giorgia Cantini, la sua bibliografia più recente comprende Solitudini (Oligo, 2023), a conferma di un’attività letteraria che prosegue ben oltre il personaggio che l’ha resa nota al grande pubblico attraverso il cinema e la televisione.

Giorgia Cantini nella tradizione delle investigatrici bolognesi

Un articolo accademico del 2023 pubblicato sulla rivista Finzioni, a firma della studiosa Ellen Nerenberg, inquadra Giorgia Cantini all’interno di un filone specifico della narrativa poliziesca bolognese: quello delle investigatrici donne, messo a confronto con la Grazia Negro di Carlo Lucarelli e la Barbara Larsen Givoni di Lorella Marini. Lo studio propone una tipologia di “detective al femminile” distinta in tre archetipi — la Deferente, l’Inquietante e la Vendicatrice — ciascuno dei quali risponde in modo diverso alle esigenze di un sistema patriarcale all’interno del quale queste figure si trovano a operare, con un’aderenza variabile alle convenzioni classiche del noir.

Nella narrativa gialla italiana, i protagonisti restano più spesso poliziotti che investigatori privati: la stessa Grazia Negro di Lucarelli, protagonista del celebre Almost Blue (1997), è un’ispettrice di polizia alle prime armi incaricata di dare la caccia a un serial killer a Bologna, mentre il ciclo De Luca dello stesso autore segue un commissario nella Bologna fascista tra il 1938 e il 1948. In questo contesto, la scelta di Grazia Verasani di affidare la propria indagine a un’investigatrice privata e non a una figura istituzionale rende Giorgia Cantini un personaggio relativamente insolito nel panorama del giallo italiano, più vicino per impostazione alla tradizione hard-boiled americana che al poliziesco di matrice europea.

Grazia Verasani e i sei romanzi di Giorgia Cantini

Quo vadis, baby? (2004) non è un episodio isolato nella bibliografia di Grazia Verasani: è il primo capitolo di una serie di romanzi noir che l’autrice bolognese ha continuato a scrivere per oltre un decennio, sempre attorno alla stessa investigatrice. Dopo il debutto, la serie prosegue con Velocemente da nessuna parte (2006), Di tutti e di nessuno (2009), Cosa sai della notte (2012), Senza ragione apparente (2015, Feltrinelli) e Come la pioggia sul cellofan (2020, Marsilio), sesto romanzo della serie, in cui l’elemento giallo diventa secondario rispetto all’analisi sociale che l’autrice costruisce attorno alla sua protagonista ormai invecchiata insieme ai suoi lettori.

Il successo internazionale del personaggio è confermato anche dalle traduzioni in inglese pubblicate da Italica Press: Quo Vadis, Baby? è uscito negli Stati Uniti nel 2017, seguito da Velocemente da nessuna parte nel 2025, segno di un interesse che ha accompagnato la saga di Giorgia Cantini ben oltre il confine italiano e ben oltre la sola finestra promozionale del film e della serie televisiva.

La serie TV del 2008: stesso personaggio, stesso cast

Tre anni dopo il film, Quo Vadis, Baby? diventa una serie televisiva prodotta da Colorado Film insieme a Sky Italia, andata in onda su Sky Cinema 1 dal 15 maggio al 19 giugno 2008, per un totale di sei episodi distribuiti in un’unica stagione, presentata all’epoca come la prima vera serie evento di Sky. Gli autori della serie, Marco Videtta e Fabio Scamoni, riprendono la stessa premessa narrativa del romanzo e del film, pur sviluppandola secondo i ritmi e le esigenze proprie del formato seriale televisivo: ogni episodio racconta un caso autoconclusivo seguito da Giorgia nella sua attività di investigatrice, mentre il filo conduttore dell’intera stagione resta la sua ossessione per la morte della sorella Sara e il rapporto complicato con l’ispettore Luca Bruni.

La regia di tutti e sei gli episodi è firmata da Guido Chiesa, mentre Gabriele Salvatores, regista del film del 2005, resta legato al progetto televisivo nel ruolo di direttore artistico, garantendo una continuità di visione tra le due trasposizioni pur senza dirigerle entrambe in prima persona. La scelta di mantenere Angela Baraldi nel ruolo di Giorgia Cantini anche nel passaggio dal cinema alla televisione garantisce una continuità di casting rara per le trasposizioni italiane dello stesso materiale narrativo su formati diversi, permettendo al pubblico che aveva già visto il film di ritrovare la stessa interprete e la stessa voce nella versione seriale della storia. La serie venne poi distribuita anche in DVD nel 2010, a cura di 20th Century Fox Home Entertainment.

I personaggi principali: chi sono davvero

Giorgia Cantini (Angela Baraldi) è una detective privata atipica per la tradizione del genere: non un investigatore brillante e infallibile, ma una donna segnata dal lutto e dalla disillusione, che usa il proprio lavoro investigativo tanto per sopravvivere economicamente quanto per tenere a distanza i propri fantasmi personali — fino a quando quei fantasmi non tornano a reclamare attenzione con la forza delle videocassette della sorella.

Johnny Riva (Bebo Storti) è l’ex attore di film per adulti sessantenne proprietario del locale in cui Giorgia si esibisce come cantante, figura centrale nel tessuto sociale notturno della Bologna raccontata dalla serie. Lucio Spasimo (Alessandro Tiberi) è il giovane assistente gay di Giorgia, mentre Luca Bruni (Thomas Trabacchi) interpreta l’ispettore di polizia, ex compagno di scuola della protagonista, il cui rapporto professionale e personale con Giorgia attraversa l’intera vicenda. Sara Cantini (Federica Bonani), la sorella minore morta suicida, compare nei flashback e nelle videocassette che innescano l’intera indagine, restando una presenza costante anche da assente.

Thomas Trabacchi e Alessandro Tiberi: i volti del commissariato e dell’ufficio

Thomas Trabacchi, nei panni dell’ispettore Luca Bruni, porta al personaggio l’esperienza di un attore già affermato nel cinema italiano degli anni Duemila, capace di alternare ruoli drammatici e commedia con naturalezza; il suo Bruni funziona da contrappeso istituzionale e insieme da figura affettivamente ambigua nella vita di Giorgia, un ex compagno di scuola che le resta accanto nonostante il mestiere diverso e il passato mai del tutto chiarito tra i due.

Alessandro Tiberi, nel ruolo di Lucio Spasimo, interpreta il giovane assistente di Giorgia, un personaggio che porta nella serie un registro più leggero rispetto alla cupezza dell’indagine principale, senza però trasformarsi in semplice comic relief: Spasimo è parte attiva delle indagini e osservatore privilegiato della vita privata della sua datrice di lavoro, in un rapporto che la serie costruisce con affetto e ironia reciproca.

Bologna, capitale del noir italiano

Più di una recensione ha definito Bologna la capitale del noir italiano, un’etichetta che Quo Vadis, Baby? contribuisce a consolidare insieme ad altre opere ambientate nella stessa città. Non è un caso che la stessa Bologna faccia da sfondo anche a L’Ispettore Coliandro, altra serie tratta dai romanzi di un autore bolognese — Carlo Lucarelli — e costruita attorno a un protagonista investigativo che, pur con un registro completamente diverso, condivide con Giorgia Cantini la stessa ambientazione urbana e la stessa tradizione narrativa cittadina.

Dove Coliandro sceglie il registro della commedia scorretta e dell’azione, Quo Vadis, Baby? lavora su un tono più malinconico e intimista, più vicino alla tradizione del noir classico fatto di detective disillusi e città notturne filmate con un’attenzione quasi fotografica all’atmosfera. Le due opere, pur condividendo la città e il genere di fondo, dimostrano quanto ampio possa essere lo spettro di toni che il crime italiano ambientato a Bologna è riuscito a esplorare nel corso degli anni Duemila.

Gabriele Salvatores: il regista premio Oscar dietro il film

Gabriele Salvatores, regista del film del 2005, porta a Quo Vadis, Baby? una reputazione già consolidata nel cinema italiano, costruita soprattutto grazie al premio Oscar vinto nel 1992 per il miglior film straniero con Mediterraneo, e proseguita con incursioni in generi diversissimi tra loro: dalla fantascienza di Nirvana al noir visionario e ossessivo di Denti, fino al racconto di un’Italia nascosta e rurale in Io non ho paura. Quo Vadis, Baby? si inserisce in questo percorso come un’ulteriore deviazione di genere, questa volta verso il noir urbano e investigativo, territorio piuttosto insolito per un regista associato soprattutto a toni più rassicuranti.

La sua direzione del film è stata accolta dalla critica con un giudizio più favorevole rispetto alla sceneggiatura: Movieplayer ha definito la regia solida ma la sceneggiatura debole nella caratterizzazione e prevedibile nello sviluppo della trama, lasciando “molti dubbi” sul copione. MYmovies, con un voto di 2,45 su 5 e un giudizio “consigliato nì”, ha descritto il film come un noir firmato da un regista noto per opere più rassicuranti, elogiando però la trama “non banale”, il cast ben scelto e una colonna sonora definita “di prim’ordine”. Il giudizio più severo arriva da Empire, che ha parlato di una storia “deludentemente trasparente” e di un Salvatores più interessato all’atmosfera hard-boiled che alla risoluzione del mistero in sé.

Questo approccio, se da un lato ha permesso al film di costruire un’identità visiva distintiva, dall’altro ha esposto il progetto a critiche sulla tenuta della sceneggiatura, giudicata da diversi recensori come l’elemento più debole di un’operazione altrimenti ben diretta. Il film, della durata di circa 105 minuti e distribuito da Medusa, uscì nelle sale italiane il 27 maggio 2005 e incassò circa due milioni di euro al botteghino, un risultato modesto ma coerente con le dimensioni di un progetto pensato più per un pubblico di nicchia appassionato di cinema d’autore che per il grande pubblico generalista. La serie televisiva del 2008, dal canto suo, ha ricevuto un’accoglienza critica più compatta: FilmTV le assegna una media di 7,5 su 6 voti, confermando la sua reputazione di prima vera serie evento della storia di Sky.

Angela Baraldi: dalla musica alla recitazione

Angela Baraldi, protagonista sia del film sia della serie, arriva al ruolo di Giorgia Cantini da un percorso artistico costruito principalmente nella musica. Le sue prime esperienze risalgono alla scena underground bolognese dei primi anni Ottanta, quando canta con gli Hi-Fi Bros nel 1982 e con The Stupid Set l’anno successivo; negli anni seguenti lavora come corista per artisti come Gianni Morandi, Lucio Dalla, Samuele Bersani, Luca Carboni, gli Stadio e Ron, partecipando anche alla storica tournée congiunta di Dalla e Morandi.

Il suo debutto discografico da solista arriva nel 1990 con l’album Viva, prodotto da Lucio Dalla, mentre nel 1993 vince il Premio della Critica al Festival di Sanremo con il brano “A piedi nudi”, lo stesso anno in cui apre la tournée di Francesco De Gregori duettando con lui in “Anidride Solforosa”. Seguono album come Mi vuoi bene o no? (1993), Baraldi lubrificanti (1996), Rosasporco (2001) e Angela Baraldi (2003), fino al progetto Tornano sempre (2017), omaggio ai Joy Division realizzato insieme a Giorgio Canali, e all’album più recente 3021, pubblicato per l’etichetta Caravan di De Gregori.

Baraldi porta al personaggio di Giorgia Cantini una fisicità e una voce — in senso sia letterale sia figurato — che si sposano naturalmente con il sottotrama musicale della storia, in cui Giorgia stessa si esibisce regolarmente come cantante nel locale di Johnny Riva. Questa sovrapposizione tra la carriera reale dell’attrice e l’attività musicale del proprio personaggio aggiunge un livello di autenticità raro nelle trasposizioni cinematografiche e televisive italiane, permettendo alle scene musicali della storia di risultare credibili senza il bisogno di controfigure vocali o di un doppiaggio canoro posticcio. Prima di Quo Vadis, Baby?, Baraldi aveva già un precedente cinematografico di rilievo con Like Two Crocodiles, film che aveva vinto il Golden Globe come miglior film straniero nel 1996.

Bebo Storti: da Mai dire Gol al noir di Giorgia Cantini

Bebo Storti, interprete di Johnny Riva, arriva al ruolo da un percorso artistico molto diverso da quello più drammatico richiesto dal personaggio. Nato a Milano nel 1956, Storti si fa notare nel 1985 con Comedians, commedia diretta da Gabriele Salvatores — lo stesso regista che anni dopo lo dirigerà, insieme a Bologna, in Quo Vadis, Baby? — ed esordisce al cinema con Kamikazen, sempre firmato da Salvatores. Negli anni Novanta diventa un volto molto popolare della satira televisiva italiana grazie a Mai dire Gol, dove interpreta personaggi come il Conte Uguccione, playboy aristocratico tifoso della Fiorentina, oltre ad Alfio Muschio e Thomas Prostata.

Accanto alla carriera comica, Storti costruisce negli anni una filmografia più seria, che comprende titoli come Amnesia, La cura del gorilla, Il capitale umano e Il Traditore, oltre ad apparizioni televisive in serie come Rocco Schiavone. Il suo Johnny Riva in Quo Vadis, Baby? si inserisce in questa seconda anima della sua carriera, quella meno nota al grande pubblico ma altrettanto consolidata, confermando la versatilità di un attore capace di muoversi con la stessa credibilità tra la satira sportiva e il noir più cupo.

Il titolo: tra la domanda latina e il vezzeggiativo inglese

Il titolo Quo Vadis, Baby? costruisce fin da subito un cortocircuito linguistico e tonale che anticipa lo spirito dell’intera opera. “Quo vadis?”, in latino “dove vai?”, è la domanda della tradizione cristiana rivolta a San Pietro in fuga da Roma, resa celebre anche dal romanzo omonimo di Henryk Sienkiewicz e dalle sue trasposizioni cinematografiche hollywoodiane. Accostarla al vezzeggiativo inglese “baby” — colloquiale, disincantato, quasi ironico — crea un contrasto deliberato tra un registro alto e solenne e uno basso e contemporaneo, lo stesso contrasto che attraversa il personaggio di Giorgia Cantini: una donna che si muove nella Bologna notturna dei locali e delle indagini private portando con sé, sotto la superficie disincantata, un dolore irrisolto di proporzioni quasi tragiche.

La domanda “dove vai?” diventa così, nel contesto della storia, una domanda rivolta tanto alla sorella Sara quanto alla stessa Giorgia: dove porta un’indagine che costringe a riaprire un lutto mai elaborato? Dove va una donna che ha costruito la propria identità professionale attorno alla capacità di scoprire le verità altrui, trovandosi improvvisamente a dover affrontare la verità più difficile della propria vita?

Memoria, lutto e verità: i temi al centro della storia

Al cuore di Quo Vadis, Baby? non c’è soltanto un giallo da risolvere, ma un meccanismo narrativo che lega strettamente memoria e identità: le videocassette che la sorella morta ha lasciato a Giorgia funzionano come un dispositivo di ritorno del rimosso, un oggetto fisico e concreto che costringe la protagonista a confrontarsi con immagini e parole che credeva di aver definitivamente archiviato insieme al lutto. Questo uso della registrazione come innesco della memoria traumatica avvicina la storia, sul piano tematico più che su quello di genere, ad altre opere che hanno esplorato il modo in cui un supporto audiovisivo può riportare in superficie verità sepolte, un filone che nel cinema contemporaneo ha prodotto riflessioni importanti sul rapporto tra ricordo, manipolazione e identità personale.

La serie e il film evitano però la tentazione del colpo di scena puramente investigativo: il percorso di Giorgia non è tanto la scoperta di un colpevole quanto l’accettazione di una verità che riguarda prima di tutto se stessa e il proprio ruolo nella vita della sorella scomparsa. È un’indagine che si rivolge verso l’interno più che verso l’esterno, un procedimento che rende Quo Vadis, Baby? più vicino al romanzo psicologico travestito da giallo che al poliziesco puro, e che probabilmente spiega perché la critica abbia trovato più convincente l’atmosfera costruita da Salvatores e da Chiesa rispetto alla tenuta strettamente investigativa della trama.

Un caso isolato nel percorso di Salvatores tra cinema e televisione

Va notato che il coinvolgimento di Gabriele Salvatores nel progetto televisivo del 2008, nel ruolo di direttore artistico pur senza la regia diretta degli episodi, si inserisce in una fase della carriera del regista in cui l’attenzione verso formati e linguaggi diversi dal lungometraggio cinematografico tradizionale comincia a farsi più frequente. Il passaggio di testimone a Guido Chiesa per la regia della serie permette a Salvatores di mantenere un controllo creativo sul tono generale dell’operazione senza doversi occupare della gestione quotidiana delle riprese di sei episodi, una soluzione produttiva che riflette anche le logiche con cui Sky, ancora agli esordi della propria produzione di serie originali italiane, strutturava i propri progetti più ambiziosi nella seconda metà degli anni Duemila.

Il risultato è un’opera in cui il tono malinconico e l’attenzione fotografica per gli ambienti bolognesi, già caratteristici del film del 2005, vengono preservati nel passaggio al piccolo schermo, pur all’interno dei vincoli di budget e di tempo propri della produzione seriale. La continuità tematica tra film e serie, più che quella strettamente registica, è ciò che permette di considerare le due opere come un corpo narrativo coerente, nonostante le differenze di formato e di mano dietro la macchina da presa.

Dove vedere Quo Vadis, Baby? in streaming

Sia il film del 2005 sia la serie del 2008 sono stati prodotti e trasmessi in collaborazione con Sky Italia; la disponibilità attuale in streaming varia nel tempo in base ai diritti di distribuzione. La serie televisiva è stata inoltre pubblicata in edizione DVD nel 2010 a cura di 20th Century Fox Home Entertainment, un’opzione utile per chi non la trovasse disponibile sulle piattaforme di streaming attualmente attive. Si consiglia di consultare JustWatch per verificare la situazione aggiornata su entrambi i titoli, dato che i cataloghi delle piattaforme italiane cambiano con una certa frequenza e un’opera di produzione Sky può spostarsi tra servizi diversi nel corso degli anni.

Domande frequenti

Di cosa parla Quo Vadis, Baby??

Giorgia Cantini è un’investigatrice privata quarantenne di Bologna che riceve inaspettatamente delle videocassette registrate dalla sorella minore, morta suicida anni prima. La loro visione la costringe a riaprire un capitolo doloroso della propria vita e a indagare sulle circostanze reali di quella morte.

Quo Vadis, Baby? è prima un film o una serie?

Prima un film: Quo Vadis, Baby? (2005) di Gabriele Salvatores, tratto dal romanzo omonimo di Grazia Verasani. La serie TV, con un cast diverso, è arrivata nel 2008 su Sky, usando la stessa premessa narrativa e lo stesso personaggio.

Chi interpreta Giorgia Cantini nella serie e nel film?

Nel film del 2005 Giorgia Cantini è interpretata dalla cantante Angela Baraldi, che riprende lo stesso ruolo anche nella serie TV del 2008, mantenendo continuità di casting tra le due versioni nonostante il cambio di formato.

Chi ha scritto il romanzo da cui è tratto Quo Vadis, Baby??

Il romanzo è di Grazia Verasani, pubblicato nel 2004: è il primo capitolo della serie di gialli dedicata all’investigatrice bolognese Giorgia Cantini, un personaggio che l’autrice avrebbe sviluppato in diversi libri successivi.

Dove è ambientato Quo Vadis, Baby??

La vicenda è ambientata a Bologna, città che più di una recensione ha definito la capitale del noir italiano per la quantità di autori e opere del genere che vi sono ambientate o che vi sono nate.

Quante stagioni ha la serie Quo Vadis, Baby??

La serie Sky conta una sola stagione di sei episodi, andata in onda dal 15 maggio al 19 giugno 2008.

Chi è Johnny Riva in Quo Vadis, Baby??

Johnny Riva è un ex attore di film per adulti sessantenne, proprietario del locale in cui Giorgia si esibisce come cantante: un personaggio chiave che lega il mondo notturno bolognese alla vita privata della protagonista.

Quo Vadis, Baby? ebbe successo di critica?

Il film del 2005 ricevette un’accoglienza contrastante: alcune recensioni apprezzarono la regia di Salvatores, altre giudicarono debole la sceneggiatura. Diversi critici hanno notato come Salvatores sembrasse più interessato all’atmosfera della città che alla risoluzione del giallo in sé.

Dove vedere Quo Vadis, Baby? in streaming?

Il film del 2005 e la serie del 2008 sono stati entrambi trasmessi e prodotti da Sky; la disponibilità in streaming varia nel tempo. Consultare JustWatch per la situazione aggiornata delle piattaforme.

Perché Bologna è definita la capitale del noir italiano?

Bologna ha dato i natali o l’ambientazione a numerosi autori e opere del genere giallo e noir italiano, da Carlo Lucarelli a Grazia Verasani, costruendo nel tempo una tradizione letteraria e poi televisiva che associa la città a questo filone narrativo più di molte altre città italiane.

Quo Vadis, Baby? significa qualcosa di specifico?

Il titolo gioca su un doppio registro: richiama ‘Quo vadis?’ (‘dove vai?’), la celebre domanda latina della tradizione cristiana, mescolata al vezzeggiativo inglese ‘baby’, in un accostamento scelto per restituire fin dal titolo il tono ambiguo e disincantato del romanzo e delle sue trasposizioni.

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