Better Call Saul: trama, tutte le stagioni, Kim Wexler e il finale di Jimmy McGill spiegato
Better Call Saul inizia con una domanda banale: come ci si sente a essere il fratello minore del ragazzo più brillante della stanza?
Finisce con una risposta che nessuno si aspettava.
Jimmy McGill è uno degli avvocati più intelligenti che la televisione americana abbia mai prodotto. Sceglie, consapevolmente e progressivamente, di diventare Saul Goodman — il peggiore di sé stesso. Non per necessità. Per pigrizia morale, per rancore fraterno, per amore mal riposto, per quella piccola voce che dice che le regole valgono per gli altri.
Better Call Saul è la storia di quella scelta. Ed è, a parere di molti, una delle serie televisive più grandi mai realizzate.
Di cosa parla Better Call Saul: trama e universo
Better Call Saul è un prequel — e in parte sequel — di Breaking Bad, creato da Vince Gilligan e Peter Gould. Sei stagioni, 63 episodi, trasmessa su AMC dal 2015 al 2022.
La storia segue Jimmy McGill (Bob Odenkirk), avvocato di Albuquerque, New Mexico, nei primi anni 2000. Jimmy ha un passato da piccolo truffatore — “Slippin’ Jimmy” lo chiamavano a Chicago — e un fratello maggiore, Chuck (Michael McKean), avvocato affermato e rispettato, che lo ha aiutato a studiare giurisprudenza ma non riesce davvero a credere in lui.
La serie racconta la lenta trasformazione di Jimmy McGill in Saul Goodman: il processo non è lineare, non è inevitabile, non è indolore. Ogni passo verso il basso ha un nome e un cognome — spesso il nome di qualcuno che Jimmy ha amato o ha tradito.
In parallelo, la serie segue Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), ex poliziotto di Philadelphia diventato fixer per la criminalità organizzata. Il suo arco narrativo è altrettanto preciso: un uomo che non si fa illusioni su sé stesso, che ha attraversato la corruzione da dentro, e che cerca solo di proteggere la figlia e la nipote nel modo che conosce — lavorando per persone pericolose con professionalità fredda e assoluta.
La terza timeline — quelle sequenze in bianco e nero ambientate dopo gli eventi di Breaking Bad — racconta Gene Takavic: l’uomo che Saul Goodman è diventato dopo essersi rifugiato a Omaha, Nebraska, a gestire un Cinnabon in un centro commerciale. Gene è un uomo che prova a smettere di essere Saul. Non ci riesce.
Jimmy McGill: il personaggio più complesso della TV americana
Bob Odenkirk era conosciuto principalmente come comico e sceneggiatore — Breaking Bad era stata la sua prima grande prova drammatica. Better Call Saul gli ha affidato qualcosa di ancora più difficile: interpretare un uomo che non è cattivo, che non è buono, che è semplicemente umano in modo esasperante.
Jimmy McGill ha tutte le qualità per essere un avvocato straordinario. Ha l’intelligenza, il carisma, l’empatia per i clienti, la capacità di costruire un caso dal nulla. Ha anche i difetti che in un altro contesto potrebbero passare per qualità — la creatività nell’aggirare le regole, la flessibilità morale, il talento per la recitazione.
Il problema di Jimmy è Chuck. Michael McKean interpreta il fratello maggiore con una precisione chirurgica: non è un villain nel senso tradizionale. Chuck ama Jimmy, a modo suo. Ma non riesce ad accettare che Jimmy — Slippin’ Jimmy, il ragazzo di strada — possa essere suo uguale. Quella piccola incapacità di riconoscere il fratello distrugge entrambi, in modi diversi.
L’arco di Jimmy è tragico non perché sia costretto a diventare Saul Goodman. È tragico perché avrebbe potuto non farlo. Ogni volta che la serie lo porta sull’orlo della redenzione — e lo porta lì più volte — lo guardi e pensi: ce la fa questa volta. Non ce la fa mai. E la responsabilità è sua.
Odenkirk ha ricevuto sei nomination agli Emmy come miglior attore drammatico senza vincerne nessuna. È, con ogni probabilità, la più grande ingiustizia nella storia degli Emmy.
Kim Wexler: il cuore della serie
Se Jimmy è il protagonista, Kim Wexler (Rhea Seehorn) è l’anima.
Kim è un’avvocatessa precisa, ambiziosa, professionalmente irreprensibile. È anche la donna che ama Jimmy McGill — non nonostante quello che è, ma in qualche modo grazie a quello che è. Quella piccola parte di Kim che ama il lato oscuro di Jimmy è la sua vulnerabilità più pericolosa.
Il genio narrativo della serie sta in quello che lo spettatore sa fin dall’inizio: Kim Wexler non esiste in Breaking Bad. Non viene mai menzionata. Questo significa che in sei stagioni, ogni volta che Kim compare sullo schermo, ti chiedi: dove finirà? La risposta non è quella che ti aspetti — e per questo è ancora più devastante.
Rhea Seehorn ha costruito Kim Wexler con una sottigliezza che le è valsa il riconoscimento della critica globale ma, scandalosamente, nessuna nomination agli Emmy fino al finale di serie. È uno dei personaggi femminili più complessi e meglio scritti della televisione del decennio.
Better Call Saul stagioni: guida completa
Stagione 1 (2015, 10 episodi) — Jimmy McGill lavora come avvocato di turno per indigenti mentre cerca di farsi strada. Il conflitto con Chuck emerge. Mike appare come parcheggiatore del tribunale. La serie stabilisce il suo tono: lento, preciso, cinematografico.
Stagione 2 (2016, 10 episodi) — Jimmy accetta un lavoro in uno studio legale importante ma si sente soffocato. Inizia a costruire la sua identità come “Saul Goodman” per gli spot pubblicitari. Il suo rapporto con Kim si approfondisce mentre quello con Chuck si deteriora.
Stagione 3 (2017, 10 episodi) — Il conflitto con Chuck esplode in un’udienza disciplinare che è uno dei momenti più tesi di tutta la serie. Mike entra in contatto con Gus Fring. La stagione si chiude con una perdita devastante per Jimmy.
Stagione 4 (2018, 10 episodi) — Jimmy affronta il lutto e la sospensione dall’albo. La separazione professionale con Kim. Mike costruisce il laboratorio di Gus Fring mentre Nacho Vargas (Michael Mando) viene intrappolato sempre più in profondità nel cartello. La stagione si chiude con la scena che cambia tutto.
Stagione 5 (2020, 10 episodi) — Saul Goodman è ormai una realtà. Jimmy e Kim si sposano — un matrimonio che è tanto una strategia legale quanto una dichiarazione d’amore. Lalo Salamanca (Tony Dalton) emerge come minaccia principale. La stagione si chiude con una notte di violenza che spinge Kim verso il lato oscuro.
Stagione 6 (2022, 13 episodi) — La stagione finale, in due parti. La prima metà è un thriller paranoico: Lalo contro Gus Fring, Jimmy e Kim che pianificano una truffa devastante contro Howard Hamlin. La seconda parte fa un salto temporale: siamo nel presente di Breaking Bad, e poi in quello di Gene Takavic. Il finale — “Saul Gone” — è uno dei più discussi e amati della storia televisiva.
I personaggi: da Mike Ehrmantraut a Lalo Salamanca
Mike Ehrmantraut — Jonathan Banks porta il personaggio già visto in Breaking Bad a una profondità nuova. Capiamo come un poliziotto corrotto di Philadelphia diventa il fixer più affidabile del New Mexico. Il suo rapporto con la nipote Kaylee è la bussola morale di un uomo che non ne ha più.
Gus Fring — Giancarlo Esposito torna nel ruolo del ristoratore-spacciatore più pericoloso di Albuquerque. In Better Call Saul lo vediamo costruire il laboratorio sotterraneo, gestire il cartello, e alimentare il suo odio personale per i Salamanca con una pazienza che fa paura.
Lalo Salamanca — Tony Dalton era sconosciuto ai più. Dopo Better Call Saul è uno degli attori più amati del mondo. Lalo è crudele, intelligente, carismatico, imprevedibile — e sorridente. Sempre sorridente. Il contrasto tra quel sorriso e ciò che è capace di fare è uno dei migliori effetti di terrore degli ultimi anni televisivi.
Howard Hamlin — Patrick Fabian interpreta quello che sembra un antagonista e si rivela qualcosa di molto più complicato: un uomo che cerca di fare la cosa giusta in un mondo che non glielo permette. Il suo destino è uno dei momenti più scioccanti della stagione 6.
Nacho Vargas — Michael Mando porta sullo schermo il personaggio più tragico della serie: un uomo intrappolato tra i Salamanca e Gus Fring, che cerca solo di proteggere suo padre. Il suo arco narrativo è brevissimo e devastante.
Il finale di Better Call Saul spiegato: “Saul Gone” (S6E13)
Il finale della serie — “Saul Gone”, trasmesso il 15 agosto 2022 — è uno degli episodi più discussi e ammirati della televisione americana.
Jimmy/Gene è stato catturato dall’FBI. Il suo avvocato ha negoziato un accordo: 7 anni in un carcere di minima sicurezza, in cambio della sua piena cooperazione. È un ottimo patto. Jimmy sta per firmarlo.
Poi scopre che Kim ha già confessato tutto alle autorità — la sua parte nello schema contro Howard Hamlin, tutto. Kim non era obbligata a farlo. Non c’era nessun vantaggio legale. Lo ha fatto perché era la cosa giusta.
Quella notizia fa qualcosa a Jimmy che sei stagioni di crimini non avevano fatto. Lo riporta a essere Jimmy McGill.
In aula, davanti al giudice, Jimmy rompe il patteggiamento. Confessa tutto — non solo quello che era nell’accordo, ma anche la sua responsabilità morale nel suicidio di Chuck, nella morte di Howard Hamlin, in tutto quello che ha fatto come Saul Goodman. La pena sale a 86 anni di prigione federale.
È la scena che tutti gli spettatori aspettavano senza saperlo. Non la punizione — la redenzione. Jimmy non sta tornando a essere innocente: sta finalmente guardando quello che ha fatto e scegliendo di non scappare.
Kim lo va a trovare in prigione. I due non si dicono nulla di importante. Jimmy fa il gesto della pistola con le dita — il suo gesto. Kim, per la prima volta, risponde con lo stesso gesto.
Mentre Jimmy torna verso la cella, i detenuti lo riconoscono e iniziano a scandire: “BETTER! CALL! SAUL!”
Una sigaretta brucia a colori — non più in bianco e nero. Il buio della timeline di Gene si è dissolto. Jimmy McGill è tornato.
53 Emmy, 0 vittorie: il più grande scandalo televisivo americano
Better Call Saul ha ricevuto 53 nomination agli Emmy Award nel corso delle sue sei stagioni. Ha vinto zero Emmy.
È il record assoluto nella storia della televisione americana: nessuna serie ha mai ricevuto così tante nomination senza vincere nemmeno un premio.
Bob Odenkirk è stato nominato sei volte come miglior attore in una serie drammatica. Non ha mai vinto. Rhea Seehorn è stata nominata solo nell’ultima stagione. Michael McKean non ha ricevuto nessuna nomination nonostante la sua performance nella stagione 3 sia considerata da molti la migliore recitazione di un villain nella storia televisiva recente.
La spiegazione più convincente è anche la più deprimente: Better Call Saul era in competizione diretta con Succession, The Crown, Ozark, e altre serie enormemente popolari, e la Television Academy ha sistematicamente preferito la novità alla continuità. Una serie che dura sei anni — per quanto eccezionale — fatica a generare l’entusiasmo che premia i nuovi arrivi.
Il risultato è che Better Call Saul è entrata nella storia non solo come una delle migliori serie di sempre, ma anche come la serie più ingiustamente ignorata dalla massima premiazione televisiva americana.
La regia e la fotografia: la serie più visivamente ambiziosa di AMC
Better Call Saul non è solo eccezionale nella scrittura. È una delle serie più visivamente rigorose mai prodotte per la televisione americana.
Il team creativo ha sviluppato un linguaggio visivo preciso per distinguere le tre timeline narrative. Le sequenze di Gene Takavic sono in bianco e nero — non per nostalgia, ma per trasmettere la riduzione della vita di un uomo che ha spento tutto. Il bianco e nero di Gene è freddo, claustrofobico, senza ombre romantiche.
Le sequenze del passato — Jimmy e Chuck, gli inizi della carriera — usano colori caldi ma non naturalistici: l’Albuquerque di Better Call Saul è una città deserta, luminosa, quasi irreale nella sua grandezza. Il sole del New Mexico schiaccia i personaggi invece di scaldarli.
La regia di episodi specifici è diventata un riferimento per le scuole di cinema. Il quinto episodio della quarta stagione — “Quite a Ride” — usa flashforward al tempo di Gene per mostrare la fine della storia mentre ancora la stai costruendo. Il finale della quinta stagione, “Bad Choice Road”, è trenta minuti di tensione pura con quasi nessun dialogo significativo.
Thomas Schnauz, Mark Johnson e Vince Gilligan stesso hanno firmato gli episodi più tecnici. La tradizione degli episodi-manifesto — quelli che spingono il formato narrativo al limite — viene da Breaking Bad ma viene esplorata con ancora più audacia in Better Call Saul.
Le sequenze dei cold open sono leggendarie nella community dei fan: spesso non hanno dialogo, durano minuti interi, e usano angolazioni e movimenti di camera che sembrano estratti da film muti. La serie si fida del silenzio come strumento narrativo più di qualsiasi altra serie americana contemporanea.
Albuquerque come personaggio: il New Mexico di Gilligan
Il New Mexico è l’ambiente che Vince Gilligan ha costruito in quattro stagioni di Breaking Bad e affinato in sei di Better Call Saul. Non è una scelta di location — è una scelta narrativa.
Albuquerque è una città di confine: geograficamente, culturalmente, moralmente. È a pochi chilometri dal Messico. È una città dove il lusso e la povertà coesistono in quartieri contigui. È abbastanza grande per ospitare un cartello, abbastanza piccola perché tutti si conoscano.
La Saul Goodman & Associates — lo studio di Jimmy nella quinta e sesta stagione — è un edificio reale di Albuquerque che la produzione ha costruito per rispecchiare l’identità del personaggio: è magnificente, kitsch, deliberatamente volgare. Il telefono a forma di tribunale, la testa di Statua della Libertà gigante, i colori dorati e viola. È la propaganda di un uomo che si vende come prodotto.
Il Cinnabon di Gene a Omaha — girato in bianco e nero, in un centro commerciale vuoto e anonimo — è il contrario esatto: un uomo che si è ridotto all’invisibilità. L’Albuquerque colorata e rumorosa è il paradiso perduto di Gene, e ogni inquadratura del Nebraska lo ricorda.
Better Call Saul e Breaking Bad: come si collegano
I due universi sono profondamente intrecciati, ma Better Call Saul funziona anche senza conoscere Breaking Bad. La serie introduce o approfondisce personaggi che in Breaking Bad erano secondari — Mike, Gus, Saul stesso — e costruisce il mondo di Albuquerque con una precisione e un’attenzione ai dettagli che l’originale non aveva il tempo di sviluppare.
Chi ha visto Breaking Bad entra in Better Call Saul con una consapevolezza diversa: sa già dove finirà Jimmy, conosce già il destino di Mike e di Gus. Quella consapevolezza trasforma ogni scena in qualcosa di più pesante — una malinconia che si accumula episodio dopo episodio.
L’ordine consigliato rimane: Breaking Bad prima, Better Call Saul dopo. Ma chiunque inizi da Better Call Saul e poi guardi Breaking Bad si ritroverà a guardare l’originale con occhi completamente nuovi.
Per chi ama le serie crime con protagonisti moralmente complessi, il confronto più naturale è con Dexter, dove l’anti-eroe naviga una doppia vita con conseguenze crescenti — anche se Better Call Saul è più sottile e meno incline ai colpi di scena da thriller. Succession condivide la stessa capacità di far affezionare lo spettatore a personaggi che non meritano simpatia, con una scrittura che non offre mai vie di fuga facili. Prison Break lavora sull’idea speculare: dove Jimmy McGill costruisce il proprio labirinto passo dopo passo, Michael Scofield pianifica di uscire da un labirinto che altri hanno costruito — due modi diversi di mostrare un’intelligenza sotto pressione, con lo stesso tipo di urgenza. Per il legal drama in senso stretto, Suits è il pendant meno oscuro: Harvey Specter naviga lo stesso mondo degli studi legali d’élite con la stessa certezza di sé di Jimmy McGill, senza la caduta morale — il confronto rende evidenti le scelte narrative di Gilligan.
Il ritmo di Better Call Saul: perché è lenta e perché funziona
La critica più frequente a Better Call Saul — soprattutto nelle prime due stagioni — è che è troppo lenta. Rispetto alla velocità di Breaking Bad, che bruciava scene di tensione ogni episodio, Better Call Saul può sembrare quasi immobile.
Questa lentezza è deliberata e necessaria. La storia di Jimmy McGill non è una storia di azioni ma di erosioni: piccole compromissioni che si accumulano, piccole bugie che si stratificano, piccole scelte che sembrano reversibili e non lo sono. Per rappresentare questa dinamica la serie ha bisogno di tempo — tempo reale, tempo narrativo, tempo per far respirare i personaggi tra una crisi e l’altra.
I migliori registi della serie — tra cui Vince Gilligan stesso e Thomas Schnauz — usano la lentezza come strumento espressivo. Il cold open della prima stagione — Gene che organizza i panini in silenzio, in bianco e nero, per quattro minuti — non è un ritardo prima della storia. È la storia: un uomo ridotto all’automazione, che ha spento tutto per sopravvivere.
Episodi interi di Better Call Saul possono non contenere nessun evento narrativo significativo e risultare comunque ipnotici. “Chicanery” (S3E5) è quasi interamente un’udienza legale. Novanta minuti di dialogo procedurale tra Jimmy, Chuck, Howard, e i testimoni. È uno degli episodi più tesi e soddisfacenti dell’intera serie — non perché accade qualcosa di spettacolare, ma perché ogni parola è una mossa in una battaglia in cui la posta è l’identità stessa dei protagonisti.
Chi ama Better Call Saul troverà in Daredevil un’altra esplorazione della zona grigia tra legge e giustizia: Matt Murdock è avvocato di giorno e vigilante di notte, e la serie usa questo dualismo per chiedersi le stesse domande che Jimmy/Saul pone ma da un’angolazione opposta — il legale che va oltre la legge vs il criminale che usa la legge. Chi ama Better Call Saul troverà in Fargo la stessa qualità di scrittura applicata a un formato antologico: storie di crimini nel Midwest americano dove persone ordinarie prendono decisioni sbagliate con conseguenze catastrofiche — lo stesso DNA narrativo, un universo diverso. Per chi vuole approfondire il tema della corruzione finanziaria e del crimine in abito da lavoro, I migliori film sulla finanza raccoglie il meglio del cinema e delle serie TV sul potere del denaro: da Wall Street a Succession, passando per The Big Short e Billions — tutto il territorio in cui Better Call Saul si muove.
Dove vedere Better Call Saul in Italia

Better Call Saul è disponibile in streaming su Netflix Italia con tutte e 6 le stagioni, doppiaggio italiano e sottotitoli. È la piattaforma più semplice per recuperare la serie integrale.
È disponibile anche su Amazon Prime Video in acquisto o noleggio per singola stagione.
La serie non è disponibile in chiaro in Italia. Per vederla legalmente serve un abbonamento a una delle piattaforme sopra.
Domande frequenti
Better Call Saul è un prequel o sequel di Breaking Bad? Entrambe le cose. La maggior parte della serie è un prequel ambientato tra il 2002 e il 2004, prima degli eventi di Breaking Bad. Ma la linea temporale di Gene Takavic — in bianco e nero — è un sequel, ambientato dopo la fine di Breaking Bad nel 2010.
Quante stagioni ha Better Call Saul? Better Call Saul ha 6 stagioni per un totale di 63 episodi. È andata in onda su AMC dal 2015 al 2022. In Italia è disponibile integralmente su Netflix.
Chi è Kim Wexler in Better Call Saul? Kim Wexler (Rhea Seehorn) è l’avvocatessa e compagna di Jimmy McGill. È uno dei personaggi più amati della serie — e non appare mai in Breaking Bad, il che rende la sua storia ancora più carica di tensione. Il suo arco narrativo è il vero cuore emotivo della serie.
Come finisce Better Call Saul? Jimmy/Gene, catturato dall’FBI, potrebbe patteggiare 7 anni in un carcere di minima sicurezza. Ma quando scopre che Kim ha confessato tutto alle autorità, cambia idea: torna a essere Jimmy McGill, confessa tutto — inclusa la sua responsabilità nella morte di Howard Hamlin e nel suicidio di Chuck — e accetta 86 anni di prigione. Kim lo va a trovare, lui le fa il gesto della pistola con le dita, lei risponde. I detenuti intonano “Better! Call! Saul!”
Better Call Saul è meglio di Breaking Bad? È un dibattito serissimo tra i fan. Better Call Saul è più lento e più interiore, con una scrittura dei personaggi generalmente considerata superiore — soprattutto Kim Wexler. Breaking Bad ha più tensione e momenti iconici. Molti critici ritengono Better Call Saul il risultato artisticamente più maturo.
Chi è Gene Takavic in Better Call Saul? Gene Takavic è l’identità che Saul Goodman assume dopo gli eventi di Breaking Bad, fuggendo a Omaha, Nebraska, dove gestisce un Cinnabon. Queste sequenze, girate in bianco e nero, sono un sequel — e mostrano un uomo che cerca di vivere nell’anonimato ma non riesce a smettere di essere quello che è.
Dove vedere Better Call Saul in Italia? Better Call Saul è disponibile su Netflix in Italia con tutte e 6 le stagioni. È disponibile anche su Amazon Prime Video. È la piattaforma più comoda per recuperare l’intera serie in italiano.
Better Call Saul ha vinto l’Emmy? No. Better Call Saul ha ricevuto 53 nomination agli Emmy senza vincerne nemmeno uno — il record assoluto per una serie nella storia della televisione americana. Bob Odenkirk è stato nominato 6 volte come miglior attore senza mai vincere. È considerato il più grande scandalo nella storia degli Emmy.
Chi è Lalo Salamanca in Better Call Saul? Lalo Salamanca (Tony Dalton) è il villain principale delle ultime stagioni — un membro del cartello dei Salamanca, carismatico e imprevedibile, capace di alternare il sorriso alla violenza in un secondo. È diventato uno dei personaggi più amati dell’intero universo Breaking Bad.
Bob Odenkirk ha davvero avuto un infarto sul set? Sì. Il 27 luglio 2021, durante le riprese della sesta stagione, Bob Odenkirk ha avuto un infarto sul set in New Mexico. È sopravvissuto grazie all’intervento tempestivo di medici e colleghi. È tornato sul set pochi mesi dopo e ha completato la stagione finale.
Bisogna vedere Breaking Bad prima di Better Call Saul? No, tecnicamente. Better Call Saul funziona come serie autonoma. Ma guardare Breaking Bad prima arricchisce enormemente l’esperienza: conosci già il destino di certi personaggi, e quella consapevolezza aggiunge uno strato di malinconia a ogni scena. L’ordine consigliato è: Breaking Bad prima, poi Better Call Saul.
Perché Chuck odia Jimmy in Better Call Saul? Chuck McGill (Michael McKean) non odia Jimmy nel senso letterale — ma non riesce ad accettare che un uomo come Jimmy, con il suo passato da piccolo truffatore, possa diventare un avvocato serio. Chuck sente che Jimmy non merita quello che ha, e questa incapacità di perdonare lo distrugge dall’interno tanto quanto distrugge il rapporto tra i fratelli.




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.