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Citadel (2023): trama, cast, il finale della stagione 2 e perché gli spin-off sono stati cancellati

La spy story dei fratelli Russo con Priyanka Chopra Jonas e Richard Madden
2023 ⭐ 6.9/10
Citadel (2023): trama, cast, il finale della stagione 2 e perché gli spin-off sono stati cancellati
Anno 2023
Creatore Josh Appelbaum, David Weil, Bryan Oh
Generi Spy thriller, Azione, Drammatico
Stagioni 2
Episodi 13
Cast Priyanka Chopra Jonas, Richard Madden, Stanley Tucci, Lesley Manville

Citadel inizia con una domanda semplice: cosa succede quando un’agenzia di spionaggio che proteggeva il mondo dall’ombra viene cancellata, insieme ai ricordi di chi ci lavorava?

Finisce, due stagioni dopo, con una molto più scomoda: chi tradisce davvero chi, quando nessuno dei due ricorda più perché lo ha fatto?

Prodotta da Amazon MGM Studios con la supervisione esecutiva di Anthony e Joe Russo attraverso la loro AGBO, Citadel è il progetto più ambizioso mai tentato da Prime Video: non una semplice serie, ma l’ossatura di un universo narrativo pensato per espandersi in più paesi contemporaneamente. Un esperimento che ha prodotto risultati contrastanti — uno spin-off diventato il titolo più visto nella storia della piattaforma, l’altro apprezzato dalla critica italiana, e la serie madre reduce da un finale di prima stagione definito da più testate “incoerente”. Eppure l’esperimento, nel suo complesso, racconta qualcosa di più interessante della somma delle sue parti.

Di cosa parla Citadel: la trama dall’inizio

Otto anni prima degli eventi raccontati nella prima stagione, Citadel era un’agenzia di spionaggio indipendente, non legata a nessun governo, capace di operare ovunque nel mondo con una rete di agenti d’élite. Poi Manticore, un sindacato di spionaggio privato concorrente, ha orchestrato la sua distruzione totale: basi smantellate, agenti uccisi o dispersi, memorie cancellate da remoto attraverso la stessa tecnologia che Citadel usava per conservare e ripristinare i ricordi dei propri agenti in caso di emergenza — normalmente custoditi su supporti fisici e riattivabili tramite siero.

Tra i sopravvissuti ci sono Mason Kane (Richard Madden) e Nadia Sinh (Priyanka Chopra Jonas), un tempo coppia sul lavoro e nella vita, oggi due estranei che vivono sotto identità civili senza alcun ricordo del proprio passato da spie. Mason è un marito e padre di famiglia americano; Nadia, invece, ha mantenuto per otto anni un distacco più cauto, consapevole a livello istintivo che qualcosa nella sua vita non torna.

Il loro mondo esplode quando Bernard Orlick (Stanley Tucci), ex tecnico e handler di Citadel, li rintraccia separatamente per avvertirli: Manticore ha scoperto che sono vivi e li vuole morti, perché solo loro conoscono l’ubicazione dell’X Case, il contenitore con i segreti più pericolosi di Citadel, codici nucleari compresi. Da qui parte una caccia che costringe Mason e Nadia a recuperare pezzo per pezzo la memoria perduta, mentre Dahlia Archer (Lesley Manville), la spietata a capo di Manticore, muove le sue pedine per fermarli prima che il passato torni a galla.

La struttura narrativa alterna il presente, in cui i due agenti amnesici devono fidarsi di nuovo l’uno dell’altra senza sapere fino a che punto il loro legame fosse autentico, a flashback ambientati nel passato di Citadel, che svelano progressivamente la vera natura del tradimento che ha portato alla caduta dell’agenzia.

Citadel quante stagioni ha e come è strutturato l’universo

Citadel non è pensata come una serie isolata, ma come la “mothership” (la nave madre, per usare il termine coniato dagli stessi produttori) di un intero universo condiviso. La serie madre conta, al 2026, due stagioni per un totale di tredici episodi: sei nella prima stagione (aprile 2023) e sette nella seconda (maggio 2026).

Attorno alla serie madre, Amazon MGM Studios ha costruito due spin-off locali, pensati per raccontare storie parallele ambientate in altri paesi con cast e troupe locali: Citadel: Diana, prodotto in Italia da Cattleya con Matilda De Angelis, e Citadel: Honey Bunny, prodotto in India da Raj & DK con Varun Dhawan e Samantha Ruth Prabhu. Entrambi sono usciti nell’autunno 2024, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, e condividono con la serie madre la stessa mitologia di fondo — Citadel contro Manticore — pur muovendosi con libertà quasi totale su tono, ambientazione e genere.

Il modello produttivo, per Prime Video, era inedito su questa scala: tre troupe in tre continenti diversi, impegnate a costruire in parallelo un solo universo narrativo, con l’obiettivo dichiarato di intrecciare le storie locali nella stagione 2 della serie madre. Un’operazione che ha richiesto quasi due anni di lavorazione aggiuntiva proprio per la seconda stagione di Citadel, rimandata più volte tra il 2025 e il 2026.

I personaggi principali: chi sono davvero

Nadia Sinh (Priyanka Chopra Jonas) è l’agente più abile mai formata da Citadel, ma anche quella con il passato più doloroso: cresciuta come racconta Citadel: Honey Bunny, è figlia di due agenti di un’organizzazione indiana alleata di Citadel, la Fondazione, e ha imparato fin da bambina cosa significhi vivere in fuga.

Mason Kane (Richard Madden) è, all’apparenza, l’agente perfetto: carismatico, spietato quando serve, capace di improvvisare sotto pressione. Il finale della prima stagione ribalta però la sua immagine, rivelando che è stato lui — non Nadia, come il pubblico era stato indotto a credere — a tradire Citadel otto anni prima.

Bernard Orlick (Stanley Tucci) è il tecnico che ha costruito gran parte dell’infrastruttura di Citadel e che, nel presente, guida Mason e Nadia nel loro percorso di recupero della memoria. È uno dei personaggi più amati dal pubblico per il suo understatement, ma la seconda stagione lo trasforma in una figura molto più ambigua, al centro di una cospirazione che lo stesso Bernard ha contribuito a orchestrare.

Dahlia Archer (Lesley Manville) guida Manticore con un misto di freddezza aziendale e crudeltà personale: non è una semplice antagonista “cattiva”, ma la rappresentazione di un’idea di spionaggio come mercato privato, dove le informazioni si vendono al miglior offerente invece di servire un interesse collettivo.

Alla seconda stagione si aggiungono Abby Conroy, trasformata in una “pedina” attraverso la tecnologia Backstop al centro della trama, e il villain emergente interpretato da Jack Reynor, mentre Lina El Arabi e Matt Berry completano il nuovo cast internazionale.

Il finale della prima stagione spiegato

L’ultimo episodio della stagione 1 porta Mason e Nadia a dover rubare dei noccioli nucleari da un sommergibile russo per salvare la loro figlia, tenuta in ostaggio da Manticore. Il problema è che il dispositivo per disinnescare l’arma è protetto da una password che solo Mason conosce — ma Mason, senza memoria, non riesce a ricordarla in tempo.

La tensione della sequenza finale nasce proprio da questo paradosso: un uomo che possiede l’informazione decisiva ma non può accedervi, mentre il tempo stringe. Il colpo di scena più importante del finale, però, non riguarda l’azione ma il passato: viene rivelato che è stato Mason, e non Nadia come il pubblico sospettava fino a quel momento, a tradire Citadel otto anni prima, fornendo a Manticore le informazioni che ne hanno causato la distruzione.

La rivelazione ha diviso la critica: alcune testate hanno definito l’intreccio “incoerente”, ritenendo che il twist arrivasse senza sufficiente preparazione narrativa nelle puntate precedenti. Resta però un finale che ribalta completamente la lettura del rapporto tra i due protagonisti, trasformando Mason da vittima a colpevole proprio nel momento in cui il pubblico si aspettava l’opposto.

Citadel stagione 2: la nuova minaccia e il ruolo di Bernard

La seconda stagione, uscita su Prime Video il 6 maggio 2026 con tutti i sette episodi insieme, riprende un mese dopo gli eventi della prima stagione: gli agenti Citadel superstiti sono in clandestinità, braccati da Manticore in ogni angolo del mondo. Al centro della trama c’è il Backstop, una tecnologia capace di trasformare chiunque in uno strumento controllabile da remoto, e Paulo Braga, miliardario brasiliano legato a Manticore che minaccia di scatenarne l’uso su scala catastrofica.

Il nuovo villain, interpretato da Jack Reynor, rapisce Bernard Orlick per costringerlo a costruire un chip capace di controllare le persone attraverso il Backstop — una mossa che costringe lo spettatore a rivalutare ogni azione precedente di Bernard, da sempre percepito come la figura paterna rassicurante della serie. Abby Conroy, trasformata in una pedina attraverso la stessa tecnologia, finisce per attaccare Nadia e uccidere Mason nel finale di stagione, con Bernard che si scopre avere un ruolo diretto, seppur ambiguo, in quella morte.

Il finale lascia diverse domande aperte sul futuro della saga: la critica italiana ha letto il colpo di scena su Bernard come la vera svolta della stagione, capace di ridefinire retroattivamente il significato di “fidarsi” all’interno dell’universo Citadel. Una terza stagione non è stata ancora ufficialmente confermata da Prime Video al momento della pubblicazione di questo articolo, ma i fili narrativi lasciati aperti — in primis il destino di Nadia dopo la morte di Mason — sembrano scritti apposta per proseguire.

Il tema di fondo: cosa resta di noi senza la memoria

Sotto la superficie action, Citadel racconta in realtà una domanda più filosofica: quanto della nostra identità dipende dai ricordi, e quanto invece sopravvive anche quando quei ricordi vengono cancellati? Mason e Nadia non sono soltanto due spie che devono ricostruire un dossier perduto: sono due persone costrette a chiedersi se l’istinto che le spinge a fidarsi l’una dell’altra sia reale, o soltanto un residuo meccanico di un addestramento che non ricordano più di aver ricevuto.

È lo stesso nodo tematico che la saga sviluppa, con toni diversi, nei due spin-off: in Honey Bunny la domanda riguarda cosa si trasmette, consapevolmente o no, da una generazione di spie all’altra — Nadia bambina non sceglie di diventare un’agente, lo diventa perché è l’unica eredità che i suoi genitori possono lasciarle. In Diana, al contrario, il tema si rovescia: Diana Cavalieri sceglie consapevolmente di infiltrarsi in un’organizzazione nemica, ma proprio quella scelta rischia di cancellare, pezzo per pezzo, la persona che era prima di diventare una spia.

La tecnologia del Backstop, introdotta nella seconda stagione, porta questo tema alle estreme conseguenze: se la memoria può essere cancellata chimicamente, come accaduto a Mason e Nadia nella prima stagione, allora può anche essere riscritta e controllata dall’esterno, trasformando un essere umano in uno strumento telecomandato. Abby Conroy, vittima di questa manipolazione nel finale della stagione 2, è la versione più estrema e tragica di una domanda che la serie si pone fin dal primo episodio: dove finisce la persona e comincia lo strumento, quando è un’altra organizzazione a decidere cosa ricordare e cosa dimenticare?

Perché Honey Bunny e Diana sono stati cancellati

Nonostante il successo di pubblico — Honey Bunny è diventato, secondo i dati riportati da Variety, il titolo più visto nella storia di Prime Video in alcuni mercati — Amazon MGM Studios ha deciso di non proseguire nessuno dei due spin-off come serie autonoma. Vernon Sanders, a capo della divisione TV dello studio, ha dichiarato che queste storie internazionali, pur di successo, non proseguiranno come show indipendenti, ma le loro linee narrative confluiranno direttamente nella seconda stagione della serie madre.

È una scelta che ribalta la logica abituale degli universi condivisi televisivi, di solito costruiti per moltiplicare il numero di show attivi contemporaneamente (si pensi al modello Marvel o a quello di The Walking Dead). Qui, al contrario, Amazon ha scelto di concentrare le risorse su un’unica serie madre più ricca e stratificata, assorbendo personaggi e sottotrame locali invece di continuare a finanziare produzioni separate in più paesi. Una decisione economica più che creativa, secondo diverse fonti di settore, dettata dai costi altissimi di produzioni internazionali che richiedevano cast, troupe e location dedicate in tre continenti diversi.

Per lo spettatore, questo significa che Citadel: Honey Bunny e Citadel: Diana restano a tutti gli effetti due miniserie concluse, pensate per essere guardate come capitoli autonomi che arricchiscono la mitologia della serie madre — non due show interrotti a metà, ma due racconti con un inizio e una fine propri, i cui echi si fanno sentire nella stagione successiva di Citadel.

La produzione travagliata: come nasce l’universo Citadel

Dietro la scala monumentale di Citadel si nasconde una delle lavorazioni più turbolente della TV recente. Le riprese della prima stagione, girate principalmente nel 2021 sotto la guida degli showrunner originali Josh Appelbaum e Jeremy Bell Nemec, con il regista Brian Kirk dietro la macchina da presa per cinque dei sette episodi previsti, si conclusero con un montaggio che non convinse né Amazon né i fratelli Russo, produttori esecutivi attraverso la loro AGBO.

Nacquero così due montaggi paralleli e concorrenti dello stesso materiale: uno firmato dal team originale, l’altro supervisionato direttamente dai Russo. Amazon, dopo test con il pubblico, scelse la versione dei Russo. La decisione portò, pochi giorni prima di Natale del 2021, all’uscita di scena di Appelbaum, seguito dal co-showrunner Nemec e dallo stesso Kirk. Al loro posto arrivò David Weil, reduce dal successo di Hunters, affiancato dal direttore della fotografia della serie, Newton Thomas Sigel, promosso alla regia per sovrintendere le riprese aggiuntive.

Le nuove riprese, concentrate tra la primavera e l’inizio dell’estate del 2022, riscrissero porzioni significative della trama e tagliarono gli episodi complessivi da sette a sei. Il costo complessivo dell’operazione, secondo le stime riportate da più testate di settore, superò i 200 milioni di dollari, con alcune fonti che indicano la cifra finale in circa 300 milioni per la sola prima stagione — un budget che colloca Citadel tra le serie più costose mai prodotte, seconda solo a Gli Anelli del Potere di Amazon. Appelbaum e Nemec mantennero comunque un credito da produttori esecutivi insieme a Weil, Sigel e ai fratelli Russo, a riconoscimento del lavoro svolto prima del cambio di rotta.

Questa vicenda produttiva aiuta a spiegare tanto i limiti della prima stagione — una trama compressa e rimontata in corsa, con alcuni passaggi narrativi percepiti come affrettati dalla critica — quanto l’ambizione dell’intero progetto: Amazon non stava scommettendo su una singola serie, ma su un intero ecosistema di show interconnessi, costruito con un investimento complessivo che pochi altri franchise televisivi hanno mai ricevuto.

L’ambizione originale: un universo pensato per espandersi ovunque

Quando Amazon annunciò Citadel nel 2020, il progetto non era concepito come una singola serie ma come il nucleo di una rete di show locali da costruire paese per paese. Oltre a Diana (Italia) e Honey Bunny (India), effettivamente prodotti e andati in onda, lo studio aveva messo in cantiere ulteriori capitoli ambientati in Messico e, secondo alcune fonti di settore, anche in Spagna, con l’obiettivo dichiarato di replicare su scala globale il modello di universo condiviso già sperimentato nel cinema di supereroi — un terreno su cui i fratelli Russo, reduci dalla regia di diversi capitoli Marvel, vantavano un’esperienza diretta.

Il progetto messicano, insieme agli altri capitoli mai annunciati ufficialmente, è stato messo in pausa prima ancora di entrare in produzione, complice sia il costo monumentale già sostenuto per la serie madre e i primi due spin-off, sia l’incertezza sul futuro dell’intero franchise seguita all’uscita di Jennifer Salke, a lungo a capo degli studi Amazon e principale sponsor interno del progetto. La cancellazione di Diana e Honey Bunny come serie autonome, annunciata contestualmente al rinvio della seconda stagione, ha di fatto segnato la fine dell’ambizione originaria di un universo Citadel multinazionale in continua espansione, trasformando l’esperimento in qualcosa di più simile a una trilogia conclusa: una stagione madre, due spin-off satellite, e una seconda stagione che raccoglie e chiude i fili di entrambi.

Resta comunque un caso di studio interessante per l’industria: raramente una piattaforma ha investito risorse comparabili nel tentativo di costruire, fin dal primo giorno, un universo narrativo distribuito su più continenti e più lingue, anziché limitarsi a un solo show di punta.

Il cast esteso e i camei internazionali

Oltre al quartetto principale, la prima stagione di Citadel porta in scena un ensemble scelto per riflettere la dimensione globale della trama: Osy Ikhile e Ashleigh Cummings interpretano Carter Spence e Davik Silje, due agenti Citadel con un passato condiviso con Mason e Nadia, mentre Roland Møller veste i panni di un agente Manticore chiave nella caccia ai protagonisti. Caoilinn Springall interpreta Astrid, la figlia di Mason, elemento centrale della trama di ricatto che muove l’intera stagione. Leo Woodall, diventato poi noto al grande pubblico per altri ruoli internazionali, compare in un ruolo minore ma significativo per gli sviluppi della mitologia.

La seconda stagione amplia ulteriormente il cast con Jack Reynor nei panni del nuovo antagonista legato al progetto Backstop, Matt Berry in un ruolo caratterizzato dal consueto registro comico-tagliente dell’attore britannico, e Lina El Arabi, scelta per rafforzare la componente internazionale della narrazione. La scelta di cast sempre più ampi e geograficamente distribuiti riflette direttamente la logica dell’universo Citadel: ogni nuovo personaggio porta con sé un pezzo di mondo che la serie madre deve poi far dialogare con gli spin-off locali.

La reception critica e di pubblico

L’accoglienza di Citadel è stata tra le più polarizzate degli ultimi anni per una produzione di questa scala. Da un lato, il pubblico ha premiato la serie in termini di visualizzazioni, tanto da spingere Amazon a rinnovarla per una seconda stagione ancora prima della fine della trasmissione della prima. Dall’altro, buona parte della critica specializzata ha bollato il finale di stagione come confuso, con titoli che parlavano apertamente di “incoherent nonsense” per descrivere le scelte di sceneggiatura nell’ultimo episodio.

Il paradosso di Citadel — numeri di pubblico alti a fronte di recensioni tiepide — è in parte lo specchio della sua stessa genesi produttiva: una serie rimontata e riscritta in corsa, pensata per funzionare più come spettacolo action ad alto budget che come thriller di spionaggio stratificato. La seconda stagione, uscita a distanza di tre anni, ha ricevuto un’accoglienza leggermente più favorevole, soprattutto per la rivelazione sul ruolo di Bernard Orlick, indicata da diverse testate italiane come il vero punto di forza narrativo del nuovo ciclo di episodi.

Perché si chiama Citadel: il significato del titolo

Il nome scelto per l’agenzia protagonista non è casuale: una cittadella, nel linguaggio militare, è una fortezza interna, l’ultimo baluardo difensivo di una città assediata, pensata per resistere anche quando tutto il resto è caduto. È esattamente il ruolo che l’agenzia Citadel rivendica nella finzione della serie: un’organizzazione indipendente da qualsiasi governo, nata per proteggere l’equilibrio geopolitico mondiale quando le istituzioni ufficiali falliscono o vengono corrotte.

Il titolo, però, funziona anche come ironia drammatica mano a mano che la trama procede: una fortezza che si rivela distruttibile dall’interno, tradita non da un nemico esterno ma da uno dei suoi stessi agenti più fidati. Il crollo di Citadel otto anni prima degli eventi narrati non è il risultato di un assedio, ma di un tradimento — un dettaglio che ribalta il significato stesso del nome scelto per la serie, trasformandolo da promessa di sicurezza a monito sulla fragilità di ogni sistema che si fonda sulla fiducia cieca tra i suoi membri.

Dove vedere Citadel in streaming in Italia

Citadel, in entrambe le sue stagioni, è disponibile in esclusiva su Prime Video in Italia, incluso nell’abbonamento Amazon Prime senza costi aggiuntivi. Lo stesso vale per i due spin-off, Citadel: Honey Bunny e Citadel: Diana, entrambi visibili sulla stessa piattaforma con doppiaggio italiano e sottotitoli.

Le location delle riprese: un set globale per una trama globale

Coerentemente con l’ambizione geografica della trama, Citadel non è mai stata girata in un solo paese. Gran parte delle riprese della serie madre si è svolta tra Regno Unito e Slovenia, scelte come basi logistiche principali per la produzione, ma le troupe si sono spostate anche in Spagna, Georgia e Marocco per le sequenze ambientate nelle varie capitali mondiali toccate dalla trama — dalla Valencia del finale di prima stagione alle ambientazioni più esotiche richieste dalla caccia globale tra Citadel e Manticore.

Questa dispersione geografica delle riprese riflette lo stesso principio produttivo che ha guidato la nascita degli spin-off locali: così come Diana è stata girata quasi interamente in Italia (tra Sicilia, Lombardia, Roma e il Ticino svizzero) e Honey Bunny in India, anche la serie madre ha cercato fin dall’inizio di restituire visivamente l’idea di un’organizzazione di spionaggio che opera letteralmente ovunque, senza un’unica patria o un’unica estetica dominante.

Citadel e gli altri spy thriller: un confronto

Rispetto ad altri spy thriller contemporanei, Citadel punta tutto sulla scala produttiva — più che sulla credibilità tecnica dello spionaggio, a differenza per esempio di una serie come Person of Interest, che costruiva la propria tensione su un impianto più verosimile di sorveglianza digitale. Dove Mr. Robot usa l’hacking come lente critica sulla società contemporanea, Citadel resta un racconto più classico di tradimenti, amnesie e doppi giochi, debitore più al cinema d’azione dei fratelli Russo (già autori di diversi capitoli Marvel) che alla tradizione letteraria dello spionaggio alla John le Carré. Il meccanismo dell’amnesia che spinge Mason e Nadia a ricostruire il proprio passato avvicina inoltre Citadel a Memento, pur con un registro completamente diverso: un thriller d’azione corale contro un racconto psicologico intimista.

Il vero elemento distintivo resta però la struttura a universo condiviso multinazionale, un esperimento che nessun’altra serie di spionaggio ha mai tentato sulla stessa scala, e che trova il suo compimento narrativo proprio negli spin-off Honey Bunny e Diana, pensati fin dall’inizio per intrecciarsi con la trama principale invece di restare semplici prodotti derivati.

Domande frequenti

Quante stagioni ha Citadel?

Citadel ha due stagioni: la prima, di sei episodi, è uscita su Prime Video nell’aprile 2023; la seconda, di sette episodi, è arrivata il 6 maggio 2026. In totale sono tredici episodi.

Come finisce la prima stagione di Citadel?

Mason e Nadia rubano dei noccioli nucleari da un sommergibile russo per salvare la figlia, ma solo Mason conosce il codice per disinnescarli, ed è senza memoria. Il colpo di scena finale rivela che fu lui, non Nadia, a tradire Citadel otto anni prima, causandone la caduta.

Il finale della stagione 2 di Citadel spiegato: cosa succede a Mason?

Nella seconda stagione Abby Conroy, manipolata da Manticore attraverso la tecnologia Backstop, attacca Nadia e uccide Mason. Il finale rivela anche il ruolo ambiguo di Bernard Orlick nella morte di Mason, lasciando aperta la strada a una terza stagione.

Perché Citadel: Honey Bunny e Citadel: Diana sono stati cancellati?

Amazon MGM Studios ha deciso di non proseguire i due spin-off come serie autonome nonostante il successo di pubblico, soprattutto di Honey Bunny. Le loro storyline confluiscono invece nella seconda stagione di Citadel, secondo quanto dichiarato da Vernon Sanders, responsabile TV dello studio.

In che ordine vedere l’universo Citadel?

Ordine consigliato: Citadel stagione 1 (2023) → Citadel: Honey Bunny (2024, ambientato nel passato di Nadia) → Citadel: Diana (2024, parallelo in Italia) → Citadel stagione 2 (2026), che riprende e intreccia i fili lasciati dai due spin-off.

Chi interpreta Nadia Sinh e Mason Kane in Citadel?

Priyanka Chopra Jonas interpreta Nadia Sinh e Richard Madden interpreta Mason Kane, i due agenti di punta di Citadel sopravvissuti alla distruzione dell’agenzia con la memoria cancellata.

Chi è Bernard Orlick in Citadel?

Bernard Orlick, interpretato da Stanley Tucci, è il tecnico e handler di Citadel che aiuta Mason e Nadia a recuperare i ricordi. Nella seconda stagione il suo ruolo si rivela molto più ambiguo e centrale nella tragedia che colpisce i due protagonisti.

Cos’è Manticore in Citadel?

Manticore è il sindacato di spionaggio privato che otto anni prima degli eventi della serie distrugge Citadel, l’agenzia indipendente globale protagonista dello show, cancellando la memoria dei suoi agenti sopravvissuti.

Dove vedere Citadel in streaming in Italia?

Citadel, con entrambe le stagioni, è disponibile in esclusiva su Prime Video in Italia, incluso nell’abbonamento Amazon Prime.

Ci sarà una terza stagione di Citadel?

Al momento Prime Video non ha confermato ufficialmente una terza stagione, ma il finale della stagione 2 lascia diversi fili narrativi aperti, in particolare sul destino di Nadia e sul ruolo di Bernard Orlick.

Citadel è basato su una storia vera?

No, Citadel è un’opera di finzione ideata da David Weil con Josh Appelbaum e Bryan Oh, prodotta dai fratelli Russo attraverso la loro AGBO: l’agenzia di spionaggio Citadel e il sindacato Manticore sono invenzioni narrative.

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