Enola Holmes 1, 2 e 3: l'ordine dei film, il finale spiegato di Enola Holmes 3, Moriarty e i libri di Nancy Springer
Il nome di Enola, letto al contrario, diventa alone.
Sola.
È il primo indizio che la sorella minore di Sherlock Holmes consegna al pubblico, rompendo la quarta parete nei primi minuti del film Netflix che le ha dato un volto. Enola è cresciuta in una grande casa di campagna con la sola compagnia della madre, e quando la madre sparisce scopre che nessuno si aspetta niente da lei, se non che impari a comportarsi da signorina.
Tra il 2020 e il 2026 Enola Holmes è diventata una saga in tre film, con Millie Bobby Brown protagonista e produttrice, Henry Cavill nel ruolo di Sherlock e Helena Bonham Carter in quello della madre ribelle. È partita come l’avventura di una ragazza che cerca la madre ed è arrivata a un matrimonio a Malta, passando per lo sciopero delle fiammiferaie di Londra e per un Moriarty donna.
Nel mezzo c’è una domanda che attraversa tutti e tre i film: si può essere una Holmes senza chiedere il permesso ai propri fratelli?
Chi è Enola Holmes: la sorella che Conan Doyle non ha mai scritto
Nei racconti di Arthur Conan Doyle Sherlock Holmes ha un solo fratello, Mycroft. Nessuna sorella.
Enola è un’invenzione della scrittrice americana Nancy Springer, che nel 2006 ha pubblicato The Case of the Missing Marquess, il primo volume della serie per ragazzi The Enola Holmes Mysteries. L’idea è nata quasi per caso: il suo editor le aveva chiesto di raccontare la Londra più cupa dell’epoca di Jack lo Squartatore, e Springer si è accorta che quella era anche la Londra di Sherlock Holmes. Ha scartato l’idea di dargli una figlia, che non le sembrava credibile, e ha scelto una sorella molto più giovane: una figlia arrivata tardi, vent’anni dopo i fratelli.
Il personaggio ha molto della sua autrice. Anche Springer è cresciuta molto più piccola dei due fratelli maggiori, anche lei aveva una madre artista che dipingeva fiori ad acquerello, e si è descritta da ragazza come un maschiaccio solitario, magrissimo e sempre sugli alberi. Il nome l’ha preso da una cittadina vicina a dove viveva, cercando tra i nomi romantici dell’epoca vittoriana.
La serie di Springer conta dieci romanzi, pubblicati tra il 2006 e il 2010 e poi, dopo il successo del film, tra il 2021 e il 2023. Il primo e il quinto sono stati candidati all’Edgar Award per il miglior giallo per ragazzi. In Italia i libri sono pubblicati da De Agostini, a partire da Il caso del marchese scomparso.
Nei romanzi Enola ha quattordici anni. Nel film ne compie sedici. Ma il nucleo resta lo stesso: una ragazza intelligentissima, cresciuta fuori dalle regole, che deve difendere la propria libertà proprio dai fratelli che dovrebbero proteggerla.
I film di Enola Holmes in ordine
La saga è composta da tre film, tutti distribuiti da Netflix e prodotti da Legendary Pictures con la società di Millie Bobby Brown e della sua famiglia, PCMA Productions:
- Enola Holmes (2020) — regia di Harry Bradbeer, tratto dal primo romanzo di Springer
- Enola Holmes 2 (2022) — regia di Harry Bradbeer, storia originale ispirata allo sciopero delle fiammiferaie del 1888
- Enola Holmes 3 (2026) — regia di Philip Barantini, storia originale ambientata a Malta
Tutti e tre sono scritti da Jack Thorne, lo sceneggiatore britannico di Harry Potter e la maledizione dell’erede a teatro. L’ordine di uscita coincide con quello cronologico, e anche se ogni film ha un caso che si chiude, le relazioni tra i personaggi proseguono da un capitolo all’altro: conviene vederli in sequenza.
Enola Holmes (2020): la madre scomparsa e il visconte in fuga
La madre Eudoria (Helena Bonham Carter) ha cresciuto Enola da sola, insegnandole tutto ciò che una ragazza vittoriana non avrebbe dovuto sapere: gli scacchi, la chimica, il jujitsu, il pensiero indipendente. La mattina del suo sedicesimo compleanno, Enola si sveglia e la madre non c’è più. Le ha lasciato solo qualche regalo.
Arrivano i fratelli. Sherlock (Henry Cavill) la trova intelligente e curiosa. Mycroft (Sam Claflin), che per legge ne diventa il tutore, la trova un problema da risolvere: vuole mandarla nel collegio per signorine della severa Miss Harrison (Fiona Shaw).
Enola decifra i messaggi nascosti nei biglietti di fiori della madre, trova il denaro che le ha lasciato e scappa, travestita da ragazzo. Sul treno per Londra si imbatte nel giovane visconte Tewkesbury (Louis Partridge), fuggito da casa e nascosto in una borsa da viaggio, e nell’uomo con la bombetta che lo sta cercando per ucciderlo, Linthorn (Burn Gorman). I due saltano giù dal treno e scappano insieme, poi si separano.
A Londra Enola continua a cercare la madre attraverso annunci cifrati sui giornali e scopre che Eudoria fa parte di un gruppo radicale di suffragette, con un rifugio pieno di esplosivi. Nel frattempo capisce che la vita di Tewkesbury è in pericolo e decide di salvarlo.
Il finale. Enola e Tewkesbury tornano nella tenuta di famiglia del ragazzo, dove Linthorn li aspetta. Enola lo mette al tappeto con una mossa di jujitsu, e il sicario muore battendo la testa. A sorpresa, la mandante è la nonna di Tewkesbury (Frances de la Tour): conservatrice fino al midollo, voleva impedire al nipote di prendere il posto del padre alla Camera dei Lord e votare a favore della riforma elettorale che avrebbe allargato il diritto di voto. Spara al nipote, ma Tewkesbury si salva grazie a una piastra metallica nascosta sotto i vestiti, e la donna viene arrestata.
Enola saluta Tewkesbury, ascolta di nascosto Sherlock proporre a Mycroft di diventare lui il suo tutore e, tornata nella sua stanza d’affitto, trova ad aspettarla la madre. Eudoria le spiega perché è dovuta partire e perché deve ripartire. Enola ha trovato il suo scopo: è una detective, una “ritrovatrice di anime perdute”.
Il film doveva uscire al cinema con Warner Bros., ma nell’aprile 2020, per la pandemia, i diritti sono passati a Netflix. È uscito il 23 settembre 2020 ed è stato un successo enorme: secondo Netflix, circa 76 milioni di famiglie lo hanno guardato nelle prime quattro settimane.
Millie Bobby Brown e la quarta parete
Enola Holmes esiste perché Millie Bobby Brown l’ha voluto.
L’attrice aveva letto i romanzi di Springer con la sorella maggiore Paige e aveva subito desiderato interpretare Enola, ma era ancora troppo giovane per il ruolo. Ha convinto la famiglia a produrre il film e ha portato il progetto a Legendary Pictures, con cui aveva già lavorato in Godzilla II - King of the Monsters. Nel primo film è accreditata come produttrice insieme alla sorella; per il secondo, secondo quanto riportato dalla stampa americana, ha ricevuto un compenso di 10 milioni di dollari, il più alto mai pagato in anticipo a un’attrice sotto i vent’anni.
L’elemento più riconoscibile del suo lavoro è la rottura della quarta parete. Enola guarda in macchina, commenta, fa l’occhiolino, chiede complicità al pubblico. È stata un’idea discussa fin dall’inizio da Brown con lo sceneggiatore Jack Thorne e con il regista Harry Bradbeer, che veniva da Fleabag, la serie in cui Phoebe Waller-Bridge aveva trasformato gli sguardi in camera in un marchio di fabbrica.
Per Brown il ruolo era anche una liberazione. Sul set di Stranger Things, la serie che l’aveva resa famosa nel ruolo di Undici, i copioni sono rigidissimi e lei ha raccontato di non poter improvvisare; con Enola ha potuto farlo, al punto che gli operatori faticavano a starle dietro con la messa a fuoco. Il contrasto tra i due personaggi è netto: Undici parlava pochissimo, Enola non sta mai zitta.
Henry Cavill e uno Sherlock che prova emozioni: la causa degli eredi di Conan Doyle
Lo Sherlock di Henry Cavill è diverso da quasi tutti quelli visti prima. È alto, atletico, gentile, e soprattutto affettuoso con la sorella.
Proprio questo dettaglio ha portato il film in tribunale. Nel giugno 2020 la Conan Doyle Estate, la società che gestisce l’eredità dell’autore, ha fatto causa a Netflix, a Legendary e a Nancy Springer. La tesi era curiosa: negli Stati Uniti gran parte delle storie di Holmes era già di pubblico dominio, ma non gli ultimi racconti, pubblicati tra il 1923 e il 1927. Ed era in quei racconti, sostenevano gli eredi, che Sherlock diventava un uomo capace di calore, amicizia e rispetto per le donne. Uno Sherlock emotivo, quindi, sarebbe stato ancora protetto dal diritto d’autore.
Cavill ha raccontato che la sua interpretazione era inizialmente ancora più emotiva e che era stata smorzata sul set, aggiungendo che le questioni legali erano “al di sopra del suo stipendio”. I legali di Netflix hanno risposto che gli eredi cercavano di impedire l’uso di un personaggio indiscutibilmente di pubblico dominio. Il 18 dicembre 2020 la causa è stata chiusa di comune accordo. Dal 2023, con la scadenza dei diritti sull’ultima raccolta di racconti, tutto Sherlock Holmes è di pubblico dominio anche negli Stati Uniti.
Il paradosso è che lo Sherlock di Cavill funziona proprio perché è umano. Nella televisione di quegli anni il detective di Baker Street era diventato l’emblema del genio socialmente incapace, con il Sherlock della BBC di Benedict Cumberbatch come modello assoluto. Il fratello maggiore di Enola è l’opposto: non ha bisogno di dimostrare di essere il più intelligente nella stanza, e impara, film dopo film, che la sorella può esserlo quanto lui.
Enola Holmes 2 (2022): lo sciopero delle fiammiferaie e un Moriarty donna
Nel secondo film Enola ha aperto la sua agenzia investigativa, ma nessuno la prende sul serio. Il primo caso arriva da una bambina, Bessie, che le chiede di ritrovare la sorella scomparsa, Sarah Chapman, operaia in una fabbrica di fiammiferi.
Nella fabbrica è in corso un’epidemia di tifo, o almeno così sembra. Enola segue le tracce di Sarah fino a un teatro di varietà, trova una poesia d’amore che nasconde un codice, arriva a una casa di Whitechapel e lì trova Mae, un’amica di Sarah, pugnalata a morte. Il sovrintendente corrotto Grail (David Thewlis) la accusa dell’omicidio.
Nel frattempo Sherlock, sempre più frustrato, indaga su una serie di ricatti ai danni di funzionari del governo senza riuscire a risalire al colpevole. I due casi, naturalmente, sono lo stesso caso.
La soluzione. Sarah si nascondeva sotto il falso nome di Cicely, una giovane nobildonna. Con Mae e con il suo innamorato William Lyon, figlio del proprietario della fabbrica, aveva scoperto che le operaie non morivano di tifo ma per il fosforo bianco, usato perché costava meno, con la complicità del ministro del Tesoro Lord McIntyre. William viene trovato morto. Nello scontro finale al teatro Grail precipita e muore, e Sherlock ed Enola arrivano insieme alla verità: la mente dei ricatti e degli omicidi è Mira Troy (Sharon Duncan-Brewster), la segretaria di McIntyre. Il suo vero nome è Moriarty.
Le operaie, guidate da Sarah, entrano in sciopero. McIntyre viene arrestato, Moriarty riesce a fuggire. Nell’ultima scena Sherlock riceve la visita di un certo dottor John Watson (Himesh Patel), convinto che il detective stia cercando un coinquilino: è stata Enola a organizzare l’incontro.
Lo sciopero delle fiammiferaie del 1888 è un fatto storico, e Sarah Chapman è una sindacalista realmente esistita. Bradbeer ha definito il film una storia che va “dall’io al noi”: per crescere, Enola deve imparare a lavorare con gli altri. Uscito il 4 novembre 2022, il film è arrivato al primo posto della classifica globale di Netflix in 93 paesi, con oltre 64 milioni di ore viste nella prima settimana. Sam Claflin, impegnato su altri set, non è tornato nel ruolo di Mycroft.
Enola Holmes 3 (2026): il matrimonio a Malta e il finale spiegato
Il terzo film cambia regista, tono e ambientazione. Alla regia arriva Philip Barantini, il regista di Adolescence, e la storia si sposta a Malta, allora colonia britannica e base della flotta, dove Enola e Tewkesbury stanno per sposarsi. Il luogo è stato scelto dalla madre di Tewkesbury, perché lì aveva prestato servizio il marito defunto.
Sherlock partecipa ma è contrario alle nozze: è convinto che la sorella stia rinunciando alla propria indipendenza per diventare una lady. Enola risponde che si può essere moglie e detective. Poi Sherlock, che stava lavorando in segreto a un altro caso, scompare.
Un soldato britannico morente pronuncia una parola che sembra wrath, “ira”. Enola capisce che in realtà ha detto Rathe, il cognome di una misteriosa professoressa, Adeline Rathe. Seguendo un brandello di vestito trovato nella stanza del fratello arriva a una donna che viene uccisa da un cecchino davanti ai suoi occhi, non prima di averla avvertita: “Lei ti ucciderà”.
“Lei” è Moriarty, evasa di prigione e nascosta dietro l’identità di Adeline Rathe. Ha preparato tutto per un anno, compresa la scelta di Malta per il matrimonio: il rapimento di Sherlock, tenuto prigioniero insieme alla madre di Tewkesbury, è un’esca per costringere Enola a risolvere un enigma al posto suo.
Con l’aiuto del dottor Watson e di Mikiel Mizzi, un indipendentista maltese, Enola risale a un complotto nato durante una battaglia in Afghanistan: alcuni ufficiali britannici avevano rubato un’enorme quantità di oro afghano e l’avevano portato segretamente a Malta. Tra loro c’era anche il padre di Tewkesbury, e le sue medaglie diventano uno degli indizi decisivi. L’uomo mascherato che ne indossa di identiche è il brigadiere Sampson (Jason Watkins), padrino di Tewkesbury, che con il governatore e altri alti ufficiali ha coperto il furto per decenni.
Il finale. Seguendo gli indizi in codice lasciati da Sherlock, Enola trova la grotta con il tesoro, sapendo che Moriarty l’ha manovrata proprio per arrivare lì. Appena recupera lo scrigno, i soldati assoldati da Moriarty circondano lei e Watson, ma Tewkesbury e Mikiel arrivano con i ribelli maltesi. Moriarty fugge a cavallo e conduce Enola, senza volerlo, fino al luogo in cui è rinchiuso Sherlock. Nello scontro Enola la sopraffà. Sherlock, dopo le torture subite, è tentato di ucciderla: è Enola a convincerlo a non diventare un assassino, e Moriarty viene arrestata.
Il brigadiere Sampson confessa e viene imprigionato con gli altri ufficiali. Enola e Sherlock fanno in modo che l’oro non resti alla Gran Bretagna ma venga restituito all’Afghanistan, a cui è sempre appartenuto, e Mikiel spera che lo scandalo rafforzi la lotta per l’indipendenza di Malta.
Sherlock chiede scusa alla sorella per aver dubitato di lei e la riconosce, finalmente, come sua pari. Tewkesbury, sconvolto dal ruolo del padre nei crimini dell’impero, rinuncia al titolo e al seggio alla Camera dei Lord e sceglie di vivere con il suo nome di nascita. Enola decide di restare Enola Holmes anche da sposata. I due si sposano in una piccola cerimonia sulla scogliera, celebrata da Eudoria.
Dopo il diritto di voto nel primo film e i diritti dei lavoratori nel secondo, Jack Thorne ha scelto per il terzo la storia coloniale britannica, inventando una battaglia di fantasia ispirata alle guerre anglo-afghane. Le riprese si sono svolte dal 10 aprile al 27 giugno 2025, tra gli Shepperton Studios e le città maltesi di La Valletta e Mdina. La colonna sonora di Daniel Pemberton, che aveva firmato i primi due capitoli, è stata sostituita da quella di Aaron May e David Ridley.
Uscito il 1° luglio 2026, Enola Holmes 3 è stato il film più visto su Netflix nella sua prima settimana, con circa 20,7 milioni di visualizzazioni in cinque giorni, ma con un calo netto rispetto al secondo capitolo e un crollo nella settimana successiva. È anche il film della saga accolto peggio dalla critica: intorno al 65-70% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e 58 su 100 su Metacritic, contro il 91% del primo e il 93% del secondo. Quasi tutti i critici hanno lodato Millie Bobby Brown e il tema anticolonialista; molti hanno trovato l’indagine troppo lenta e troppo semplice.
Eudoria, Edith e le suffragette: le donne che hanno cresciuto Enola
Se Sherlock e Mycroft rappresentano il mondo da cui Enola deve liberarsi, le figure che l’hanno formata sono tutte donne, e tutte fuori legge.
La prima è la madre. L’Eudoria di Helena Bonham Carter non è la classica madre vittoriana, e nemmeno la madre assente di tante storie di formazione. È una donna che ha cresciuto la figlia come un esperimento di libertà, insegnandole a pensare, a combattere e a non chiedere il permesso, e che poi se n’è andata perché aveva una battaglia da combattere. La sua scomparsa è il motore del primo film, ma il suo ritorno non è una riconciliazione facile: Eudoria ammette di aver lasciato la figlia da sola e le spiega che deve farlo di nuovo. È un personaggio che la saga non giudica, e che nel terzo film chiude il cerchio celebrando le nozze della figlia sulla scogliera.
Accanto a lei c’è Edith, interpretata da Susie Wokoma: una suffragetta che gestisce un negozio da tè e, nel retrobottega, una scuola clandestina di arti marziali per donne. È lei a insegnare a Enola a difendersi, ed è ancora lei, nel secondo film, a ospitare nel proprio negozio la nuova sede dell’agenzia investigativa. Nel secondo capitolo Eudoria ed Edith organizzano anche l’evasione di Enola dal carcere, su richiesta di Sherlock: una delle poche volte in cui il detective di Baker Street deve chiedere aiuto a qualcuno.
Il legame tra i film e la storia delle donne inglesi è dichiarato. Il primo racconta la lotta per l’allargamento del diritto di voto, il secondo lo sciopero delle operaie del 1888, il terzo sposta lo sguardo sull’impero e sulle sue vittime. Jack Thorne ha costruito la trilogia come un percorso attraverso i diritti negati dell’Inghilterra vittoriana, visti dagli occhi di una ragazza che quei diritti non li avrebbe avuti.
Anche il marketing ha giocato su questo tema. Per lanciare il primo film nel Regno Unito Netflix ha fatto installare accanto alle statue di uomini famosi quelle di sorelle meno conosciute: un modo per ricordare quante donne siano rimaste nell’ombra dei loro fratelli, esattamente come Enola all’inizio della storia.
Da detective per caso a investigatrice: la parabola di Enola
Enola Holmes racconta, in tre film, il passaggio da una condizione all’altra.
Nel primo capitolo Enola è una detective per caso nel senso più puro. Non indaga per mestiere né per scelta: cerca la madre, e lungo la strada si ritrova a salvare un ragazzo da un sicario. Il suo talento è quello dei fratelli, ma lei non ha né la fama di Sherlock né il potere di Mycroft. Ha solo la libertà che la madre le ha insegnato, e la scopre proprio mentre tutti cercano di togliergliela.
Nel secondo film apre un’agenzia e diventa un’investigatrice professionista, anche se il mondo continua a trattarla da ragazzina. Nel terzo, quando Sherlock la riconosce come sua pari, il percorso è compiuto. È una traiettoria che il genere conosce bene: il dilettante che a forza di risolvere casi smette di esserlo.
Enola appartiene a una generazione recente di giovani investigatrici che hanno portato il giallo al pubblico più giovane. La parente più vicina è Mercoledì, l’altra adolescente geniale e fuori posto di Netflix, che indaga su una serie di omicidi dentro un collegio per ragazzi strani: stessa intelligenza tagliente, stesso rifiuto delle regole, stesso rapporto complicato con una famiglia ingombrante. La differenza è di tono. Mercoledì è gotica e sarcastica, Enola è luminosa e ottimista.
Poi c’è la famiglia Holmes. Negli stessi anni la televisione ha raccontato un altro Sherlock prima della fama con Young Sherlock di Guy Ritchie, ambientato nella giovinezza del detective. È un confronto interessante: lì il genio di Holmes è ancora un talento da domare, qui è già adulto e deve imparare a fare spazio a qualcun altro.
Ci sarà Enola Holmes 4?
A settembre 2026 Netflix non ha annunciato un quarto film.
Gli argomenti a favore non mancano. Millie Bobby Brown è una delle star su cui Netflix ha investito di più, i primi due capitoli sono stati tra i film originali più visti della piattaforma, e anche il terzo ha conquistato il primo posto nella settimana di uscita. I romanzi di Springer, poi, offrirebbero ancora molto materiale.
Quelli contro sono altrettanto concreti: il calo di visualizzazioni rispetto al secondo film, le recensioni più deboli della saga e un finale che chiude tutte le trame principali. Enola si è sposata, Sherlock l’ha riconosciuta come sua pari, Moriarty è stata arrestata. Se Enola Holmes 3 dovesse restare l’ultimo capitolo, sarebbe una conclusione compiuta. Se ci sarà un seguito, dovrà raccontare una Enola diversa: una donna adulta e sposata che continua a fare la detective, cioè esattamente quello che nel primo film tutti le dicevano di non poter essere.
Dove vedere Enola Holmes in Italia
I tre film della saga sono disponibili in esclusiva su Netflix, anche in Italia, con doppiaggio italiano e versione originale:
- Enola Holmes: dal 23 settembre 2020 (123 minuti)
- Enola Holmes 2: dal 4 novembre 2022 (129 minuti)
- Enola Holmes 3: dal 1° luglio 2026 (108 minuti)
Chi vuole scoprire le avventure originali può partire dai romanzi di Nancy Springer pubblicati da De Agostini, iniziando da Il caso del marchese scomparso: la Enola dei libri è più giovane e più sola di quella dei film, e il suo nome, letto al contrario, pesa ancora di più.
Domande frequenti
Di cosa parla Enola Holmes?
Enola Holmes è la sorella minore di Sherlock e Mycroft Holmes, cresciuta dalla madre Eudoria in modo libero e anticonvenzionale. Nel primo film, il giorno del suo sedicesimo compleanno, la madre scompare: Enola scappa a Londra per ritrovarla, si imbatte in un giovane nobile inseguito da un sicario e scopre di avere lo stesso talento investigativo dei fratelli. Nei film successivi diventa una detective a tutti gli effetti.
In che ordine vedere i film di Enola Holmes?
L’ordine di uscita coincide con quello della storia: Enola Holmes (2020) → Enola Holmes 2 (2022) → Enola Holmes 3 (2026). Ogni film ha un caso indipendente, ma il rapporto tra Enola e Tewkesbury, il ruolo di Sherlock e la minaccia di Moriarty proseguono da un capitolo all’altro, quindi conviene vederli in ordine.
Come finisce Enola Holmes 3?
A Malta, dove Enola e Tewkesbury stanno per sposarsi, Sherlock scompare e dietro il suo rapimento c’è Moriarty. Enola scopre un vecchio complotto di ufficiali britannici che avevano rubato l’oro afghano e lo avevano nascosto sull’isola, trova il tesoro e cattura Moriarty, convincendo Sherlock a non ucciderla. L’oro viene restituito all’Afghanistan, Tewkesbury rinuncia al titolo nobiliare, Enola decide di restare Enola Holmes e i due si sposano in una piccola cerimonia sulla scogliera celebrata dalla madre Eudoria.
Come finisce il primo Enola Holmes?
Enola scopre che a voler uccidere il giovane visconte Tewkesbury è sua nonna, la vedova di famiglia, che aveva assoldato il sicario Linthorn per impedirgli di votare a favore della riforma elettorale alla Camera dei Lord. La nonna gli spara, ma Tewkesbury si salva grazie a una piastra nascosta sotto i vestiti. Sherlock propone di diventare il tutore di Enola e, tornata a casa, Enola ritrova la madre Eudoria, che le spiega perché è dovuta partire.
Chi è Moriarty in Enola Holmes 2?
In Enola Holmes 2 Moriarty è una donna: Mira Troy, la segretaria del ministro del Tesoro Lord McIntyre, interpretata da Sharon Duncan-Brewster. È la mente dietro i ricatti a funzionari del governo su cui indaga Sherlock. Alla fine viene arrestata ma riesce a fuggire, e torna come antagonista in Enola Holmes 3, dove si nasconde sotto il falso nome di Adeline Rathe.
Enola e Tewkesbury si sposano?
Sì, in Enola Holmes 3. Il matrimonio doveva celebrarsi a Malta ma viene interrotto dalla scomparsa di Sherlock. Dopo aver risolto il caso, Tewkesbury rinuncia al titolo e al seggio alla Camera dei Lord, Enola sceglie di mantenere il proprio nome e i due si sposano in una cerimonia intima sulla scogliera, celebrata da Eudoria Holmes.
Ci sarà Enola Holmes 4?
Netflix non ha annunciato un quarto film. Enola Holmes 3 è stato il film più visto della piattaforma nella settimana di uscita, con circa 20,7 milioni di visualizzazioni nei primi cinque giorni, ma con un calo netto rispetto al secondo capitolo e le recensioni più tiepide della saga. Il finale, con il matrimonio, può funzionare anche come conclusione.
Enola Holmes è tratto da un libro?
Sì, dalla serie di romanzi per ragazzi The Enola Holmes Mysteries della scrittrice americana Nancy Springer, iniziata nel 2006 con The Case of the Missing Marquess, in Italia Il caso del marchese scomparso, pubblicato da De Agostini. Solo il primo film adatta un romanzo: il secondo e il terzo sono storie originali scritte da Jack Thorne.
Sherlock Holmes ha davvero una sorella?
No. Nei romanzi e racconti di Arthur Conan Doyle Sherlock ha solo un fratello, Mycroft. Enola è un’invenzione di Nancy Springer, che ha scelto di farne la sorella minore di Sherlock perché non trovava credibile dargli una figlia. Il nome Enola letto al contrario diventa alone, cioè sola in inglese.
Chi c’è nel cast di Enola Holmes?
Millie Bobby Brown è Enola, Henry Cavill è Sherlock, Helena Bonham Carter è la madre Eudoria e Louis Partridge è Tewkesbury. Sam Claflin interpreta Mycroft nel primo film, Adeel Akhtar è l’ispettore Lestrade, Susie Wokoma è Edith. Nel secondo film arrivano David Thewlis, Sharon Duncan-Brewster come Moriarty e Himesh Patel come il dottor Watson, che tornano anche nel terzo.
Perché gli eredi di Conan Doyle hanno fatto causa a Enola Holmes?
Nel 2020 la Conan Doyle Estate ha fatto causa a Netflix sostenendo che un Sherlock capace di emozioni e di calore umano derivasse dai racconti scritti tra il 1923 e il 1927, all’epoca ancora protetti dal diritto d’autore negli Stati Uniti. La causa è stata chiusa di comune accordo il 18 dicembre 2020, e dal 2023 anche gli ultimi racconti di Sherlock Holmes sono di pubblico dominio.
Dove è stato girato Enola Holmes 3?
Enola Holmes 3 è stato girato tra aprile e giugno 2025 negli Shepperton Studios, in Inghilterra, e a Malta, tra La Valletta e Mdina. Il primo film era stato girato a Londra e dintorni, con le scene del treno sulla Severn Valley Railway, mentre il secondo ha avuto riprese anche a Hull.
Dove vedere Enola Holmes in streaming?
Tutti e tre i film di Enola Holmes sono disponibili in esclusiva su Netflix, anche in Italia: il primo dal 23 settembre 2020, il secondo dal 4 novembre 2022 e il terzo dal 1° luglio 2026, con doppiaggio italiano e audio originale.




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.