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Goldrake: Actarus, la sigla, quanti episodi ha e dove vederlo — storia del robot che ha cambiato l'Italia

Come un anime giapponese del 1975 è diventato il fenomeno culturale più grande della televisione italiana per bambini
08-05-2026 1975 ⭐ 7.7/10
Goldrake: Actarus, la sigla, quanti episodi ha e dove vederlo — storia del robot che ha cambiato l'Italia
Generi Azione, Mecha, Fantascienza, Avventura
Stagioni 1
Episodi 74
Cast Keiichi Noda, Hiroya Ishimaru, Miyuki Ueda, Hidekatsu Shibata, Kazuo Kumakura

Goldrake non era solo un cartone animato. Era un appuntamento.

Alle diciassette, o a qualunque ora lo trasmettessero quel giorno, i bambini italiani degli anni Settanta e Ottanta smettevano di fare qualsiasi cosa e si mettevano davanti al televisore. Non era una scelta. Era una necessità. E quando partiva quella sigla — “UFO Robot, Goldrake difenderà” — qualcosa succedeva in milioni di case contemporaneamente che non aveva precedenti nella storia della televisione italiana per bambini.

Cinquant’anni dopo, quella sigla la sanno ancora tutti.

Goldrake

Di cosa parla Goldrake: la storia di Actarus dall’inizio

Il pianeta Fleed è un mondo pacifico, avanzato, civile. Il Re Vega lo vuole distrutto — o meglio, vuole quello che i suoi scienziati hanno costruito: una macchina da guerra senza pari, un robot astronave capace di fronteggiare qualsiasi esercito. Grendizer. Goldrake.

Duke Fleed, principe ereditario di Fleed, riesce a fuggire rubando Grendizer prima che cada nelle mani di Vega. Arriva sulla Terra — ferito, solo, ultimo sopravvissuto della sua famiglia — e viene accolto dal dottor Umon, uno scienziato che gestisce un osservatorio spaziale. Umon gli dà un nome umano: Actarus. Una vita umana. Un posto dove nascondersi.

Il problema è che Vega lo segue fin sulla Terra.

Da quel momento, Actarus — con l’aiuto di Koji (detto Alcor nella versione italiana), figlio di Umon, e di Maria, sua sorella ritrovata — combatte le forze di invasione del Re Vega. Ogni episodio porta un nuovo mostro meccanico, una nuova minaccia, un nuovo round di una guerra che Actarus non ha scelto ma che non può abbandonare.

La struttura è quella del mecha degli anni Settanta: episodica, con un’escalation progressiva verso un confronto finale con il Re Vega. Ma quello che differenzia Goldrake dalla concorrenza è il peso emotivo che porta il protagonista. Actarus non è un eroe trionfante. È un principe senza regno, un uomo senza pianeta, che combatte con un robot che è l’ultima testimonianza di una civiltà distrutta. C’è una malinconia di fondo in Goldrake che i bambini italiani assorbivano senza capirla del tutto — e che spiega perché molti adulti, rivedendo la serie, trovano qualcosa che non ricordavano di aver sentito da piccoli.

Goldrake quanti episodi ha

La serie originale UFO Robot Grendizer ha 74 episodi, trasmessi in Giappone da ottobre 1975 a febbraio 1977 su Fuji TV. È la terza serie della saga Mazinger di Go Nagai — viene dopo Mazinger Z e Great Mazinger — ma funziona come storia autonoma e non richiede la visione delle precedenti.

In Italia arrivò nel 1978, inizialmente su alcune emittenti locali, poi su reti nazionali del circuito Fininvest (Italia 1, poi Rete 4). La programmazione non era sempre continua — gli episodi venivano ritrasmessi, interrotti, ripresi — creando una fruizione frammentata che, paradossalmente, aumentava l’attesa e il senso di evento.

Non esistono filler nel senso moderno del termine. La serie ha una struttura episodica tipica degli anni Settanta: ogni puntata è quasi autocontenuta, con l’arrivo di un nuovo Saucer Beast (i mostri meccanici di Vega) e la relativa battaglia. L’arco narrativo complessivo — la guerra tra Actarus e il Re Vega — si sviluppa in sottofondo e culmina nel finale.

Per chi vuole rivedere la serie oggi: tutti i 74 episodi formano un’unica stagione. Non esiste un secondo corso. Grendizer U (2024) è un remake separato, non una continuazione.

La sigla di Goldrake: perché “UFO Robot” è ancora nella testa di tutti

La sigla italiana di Goldrake è “UFO Robot”, cantata da Aldo Stella — lo stesso attore che doppiava Actarus nella versione italiana. Questo dettaglio non è banale: la voce del protagonista e la voce della sigla sono la stessa. L’identificazione era totale.

“UFO Robot, Goldrake difenderà / la Terra da ogni male che verrà” — il testo è semplice, diretto, perfetto per i bambini. Ma la melodia ha qualcosa che va oltre la semplicità: è una di quelle melodie che si depositano a un livello molto profondo della memoria, e che quarant’anni dopo riemergono complete, con ogni parola al suo posto.

La sigla originale giapponese — “Grendizer! Gou! Gou! Gou!” — aveva un’energia simile ma un’identità diversa. La versione italiana aveva qualcosa di più — una teatralità, una solennità quasi operistica — che si adattava perfettamente al gusto italiano e contribuì enormemente alla popolarità della serie.

Ancora oggi, “UFO Robot” viene suonata in stadi, usata in spot pubblicitari, reinterpretata da artisti di ogni genere. È una delle sigle televisive più longeve della cultura popolare italiana.

Actarus: il personaggio più malinconico del mecha anni ‘70

In un genere che tendeva a eroi senza ombre — protagonisti certi della propria missione, felici di combattere, motivati da un ottimismo incrollabile — Actarus è un’anomalia.

È un uomo in lutto. Il suo pianeta è distrutto. La sua famiglia è morta. Ogni volta che sale su Goldrake per combattere le forze di Vega, sta difendendo una Terra che non è la sua, contro un nemico che ha già vinto la guerra che contava davvero. La sua vittoria — se arriverà — non gli restituirà niente di quello che ha perso.

Questa dimensione elegiaca di Actarus non era esplicita nel modo in cui lo sarebbe in un anime contemporaneo. Non c’erano flashback psicologici approfonditi né monologhi sulla perdita. Ma era percepibile nel tono, nei momenti di silenzio, nella sua riluttanza sistematica a combattere finché non c’era altra scelta.

I bambini italiani che guardavano Goldrake non avevano il vocabolario per descrivere quello che sentivano — ma sentivano qualcosa. Actarus era il primo personaggio che vedevano genuinamente triste, genuinamente solo, che combatteva non per gloria ma per dovere. È probabilmente uno dei motivi per cui il ricordo di Goldrake è così tenace: non era solo spettacolo. Era qualcosa che toccava.

I personaggi di Goldrake: non solo Actarus

Actarus è il centro, ma Goldrake funziona come ensemble.

Koji — Alcor nella versione italiana — è il personaggio che bilancia la malinconia di Actarus. Estroverso, impulsivo, competitivo, è il classico giovane shonen degli anni Settanta: vuole combattere, vuole essere il più forte, vuole il suo momento di gloria. Il suo rapporto con Actarus è fatto di rispetto e rivalità — non sono amici nel senso convenzionale del termine, ma si coprono le spalle con la precisione di chi sa che dall’altro dipende la propria sopravvivenza.

Maria Fleed — sorella di Actarus, creduta morta dopo la caduta di Fleed — è uno dei colpi narrativi più forti della serie. La sua ricomparsa a metà serie ridefine il significato della missione di Actarus: non è più solo l’ultimo del suo popolo. Ha ancora qualcuno per cui combattere. Maria porta con sé un peso specifico diverso da quello del fratello — lei ha vissuto la distruzione di Fleed in modo ancora più diretto — e la serie usa questo per esplorare, con la semplicità narrativa degli anni Settanta, cosa significa ricostruire un legame dopo il trauma.

Il Re Vega è il villain archetipico dell’era: assetato di conquista, circondato da generali incompetenti che manda in missione episodio dopo episodio solo per vederli sconfitti da Goldrake. Non ha la complessità dei villain contemporanei. Ma ha una presenza — una certezza assoluta nel proprio diritto di dominare — che lo rende efficace come forza antagonista. I figli del Re Vega, Gandal e Zuril, aggiungono sfumature alla corte imperiale e diventano, nel corso della serie, antagonisti più personali e interessanti del padre.

Goldrake in Italia: come un anime giapponese diventò un fenomeno nazionale

Il caso italiano di Goldrake è studiato dagli accademici come uno dei fenomeni di ricezione culturale più inaspettati della storia della televisione.

In Giappone, Grendizer era una serie di successo — ma non diversamente da molte altre dello stesso periodo. In Francia, dove andò in onda come Goldorak quasi contemporaneamente all’Italia, generò un entusiasmo paragonabile. Ma in nessun altro paese occidentale Goldrake raggiunse il livello di penetrazione culturale che ebbe in Italia.

Le stime parlano di ascolti tra i 15 e i 20 milioni di spettatori nei momenti di picco — in un paese che all’epoca aveva circa 57 milioni di abitanti. Bambini, certo — ma anche genitori che si fermavano a guardare con i figli. La “Goldrake mania” era reale: gadget, fumetti, cartoline, colonne sonore vendute come dischi, bambini che litigavano su chi fosse Actarus nel cortile della scuola.

Perché così tanto? Le spiegazioni proposte dagli studiosi sono diverse. La televisione privata italiana era nata da poco — Goldrake era uno dei primi contenuti pensati specificamente per i bambini su quelle frequenze. L’animazione giapponese aveva una qualità visiva e narrativa che i cartoni animati americani e italiani dell’epoca non raggiungevano. E la storia di Actarus — lo straniero che arriva in Italia, che si integra, che protegge il suo paese d’adozione — aveva risonanze culturali precise in un’Italia che stava vivendo trasformazioni profonde.

Goldrake ha aperto una porta. Tutto l’anime che è arrivato in Italia dopo — Mazinga Z, Jeeg Robot, Capitan Harlock, poi Dragon Ball, i Cavalieri dello Zodiaco, Naruto — ha attraversato quella porta.

Goldrake 2024: cos’è Grendizer U

Nel luglio 2024, a quasi cinquant’anni dall’originale, è uscito in Giappone Grendizer U — un remake moderno prodotto da Dynamic Planning e Toei Animation.

Grendizer U non è una continuazione né un reboot fedele. È una reinterpretazione: stessa premessa di base (Duke Fleed, pianeta Fleed, Re Vega, la Terra da difendere), stile visivo completamente aggiornato, struttura narrativa più compatta e con archi più articolati rispetto all’episodico degli anni Settanta.

La prima stagione conta 12 episodi — un formato che riflette le abitudini di visione contemporanee, lontanissimo dai 74 episodi dell’originale.

La ricezione è stata divisa. Chi non aveva aspettative legate alla nostalgia ha trovato in Grendizer U un mecha moderno competente, visivamente riuscito, con una storia che funziona. Chi è cresciuto con Goldrake ha reagito in modo più ambivalente: il character design cambiato, il tono diverso, l’assenza di quella sigla hanno reso difficile riconoscersi nel prodotto nuovo.

È il problema di tutti i remake di opere legate alla nostalgia profonda: il pubblico originale non vuole una versione migliore. Vuole indietro l’emozione che non si può replicare — perché non dipendeva dalla serie, dipendeva dall’età che aveva quando la vedeva.

Dove vedere Goldrake in streaming in Italia

La serie originale UFO Robot Goldrake è disponibile su Mediaset Infinity gratuitamente — una scelta quasi simbolica, dato che Goldrake è stato uno dei titoli fondativi dell’impero televisivo di Fininvest. La disponibilità degli episodi può variare nel tempo, ma Mediaset Infinity rimane il punto di partenza più affidabile.

Alcune piattaforme come Amazon Prime Video hanno avuto episodi disponibili in certi periodi. È consigliabile verificare la disponibilità attuale su JustWatch, che aggrega le piattaforme streaming italiane in tempo reale.

Grendizer U (2024) è disponibile su Crunchyroll in simulcast con il Giappone per i paesi in cui il servizio è attivo.

Per chi vuole la versione più autentica dell’esperienza: la sigla italiana, il doppiaggio con la voce di Aldo Stella, gli episodi nell’ordine originale. Non la versione rimontata, non la colonna sonora internazionale. Quello è Goldrake.

Goldrake e gli altri grandi mecha: un genere che ha radici profonde

Goldrake non è nato dal niente. Go Nagai aveva già creato Mazinga Z nel 1972 — il primo super robot pilotato dall’interno nella storia dell’animazione, il modello che tutti i mecha successivi hanno seguito. Grendizer era il terzo capitolo di quella tradizione, e portava già dentro i semi di ciò che il genere sarebbe diventato.

Neon Genesis Evangelion (1995) è impensabile senza Goldrake: l’idea del ragazzo riluttante che pilota un robot enorme, il peso psicologico del combattimento, la malinconia esistenziale del protagonista — tutto questo viene da lontano, e Actarus è uno dei padri di quella genealogia. Gurren Lagann (2007) fa il percorso opposto: prende lo stesso materiale grezzo e lo trasforma in celebrazione pura dell’energia vitale, dove Actarus avrebbe riconosciuto il proprio coraggio ma non la propria tristezza.

Gundam (1979), nato quattro anni dopo Goldrake, ha preso il mecha in una direzione più realista e politica — robot come strumenti di guerra, non come champion solitari. È un’altra risposta alla stessa domanda che Goldrake aveva posto: cosa significa difendere qualcosa che non hai scelto di amare?

Per chi vuole esplorare il genere mecha nella sua interezza — dalle origini classiche fino alle produzioni contemporanee — Goldrake è il punto di partenza necessario. Non il più raffinato, non il più complesso. Ma quello che ha piantato i semi di tutto il resto, almeno in Italia.

Domande frequenti

Goldrake quanti episodi ha? La serie originale UFO Robot Grendizer ha 74 episodi, trasmessi in Giappone tra il 1975 e il 1977. In Italia andò in onda a partire dal 1978.

Chi è Actarus in Goldrake? Actarus è il nome italiano di Duke Fleed, principe del pianeta Fleed e protagonista della serie. È lui a pilotare Goldrake contro le forze del Re Vega.

Dove vedere Goldrake in streaming in Italia? Goldrake è disponibile su Mediaset Infinity gratuitamente. Alcune piattaforme come Amazon Prime Video possono avere episodi disponibili. La disponibilità varia nel tempo.

Goldrake e Grendizer sono la stessa cosa? Sì. Grendizer è il nome originale giapponese del robot e della serie. In Italia fu distribuito come Goldrake. In Francia si chiamava Goldorak, nel mondo arabo Grendizer.

Chi ha creato Goldrake? Goldrake è stato creato da Go Nagai, lo stesso autore di Mazinga Z. La serie anime fu prodotta da Toei Animation e andò in onda in Giappone dal 1975 al 1977.

Chi canta la sigla italiana di Goldrake? La sigla italiana “UFO Robot” è cantata da Aldo Stella, lo stesso attore che doppiava Actarus. È una delle sigle più riconoscibili della televisione italiana.

Cos’è Grendizer U, il Goldrake del 2024? Grendizer U è un remake moderno uscito in Giappone nel luglio 2024. Ha 12 episodi, stile visivo contemporaneo e una struttura narrativa più compatta rispetto all’originale.

Goldrake è adatto ai bambini di oggi? Sì, la serie originale è adatta dai 6-7 anni in su. La violenza è stilizzata come nel mecha degli anni Settanta. Grendizer U ha un tono leggermente più maturo.


Goldrake non tornerà mai davvero. Non nel modo in cui era — non con quella sigla, non con quell’ora davanti alla televisione, non con quell’età. Quello che rimane è qualcosa di più difficile da descrivere: la memoria di un momento in cui un robot spaziale era abbastanza reale da farci sentire che il mondo poteva essere difeso.

Forse è per questo che la sigla la sappiamo ancora.

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