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Orphan Black: trama, tutte le 5 stagioni, cast e il finale spiegato — la serie dei cloni con Tatiana Maslany

Una donna scopre di essere uno tra decine di cloni. E che qualcuno le sta dando la caccia
2013 ⭐ 8.3/10
Orphan Black: trama, tutte le 5 stagioni, cast e il finale spiegato — la serie dei cloni con Tatiana Maslany
Anno 2013
Generi Sci-Fi, Thriller, Drama
Stagioni 5
Episodi 50
Cast Tatiana Maslany, Jordan Gavaris, Maria Doyle Kennedy, Kristian Bruun, Kevin Hanchard, Dylan Bruce, Evelyne Brochu

Una donna assiste al suicidio della propria identica.

Questa è la prima scena di Orphan Black. Sarah Manning, ex-delinquente britannica trapiantata in Canada, guarda una donna che le somiglia perfettamente togliersi la vita gettandosi sotto un treno. Poi prende la borsa della donna morta.

Quella scena contiene in nuce tutto quello che la serie sarà per cinque stagioni: un thriller di identità in cui la domanda “chi sei?” non ha mai una risposta semplice, e in cui la sopravvivenza richiede di diventare qualcun altro — anche quando sei già qualcun altro.

Di cosa parla Orphan Black: la trama dall’inizio

Sarah Manning (Tatiana Maslany) è una giovane donna con una figlia, Kira, e una vita disordinata. Rientra a Toronto dopo un’assenza, decisa a riprendere sua figlia dalla custodia della madre adottiva Siobhan Sadler. Quello che non sa è che il suo ritorno la farà incrociare con la verità sulla propria origine.

La donna che vede suicidarsi — Beth Childs — le somiglia in modo impossibile. Sarah, abituata a sopravvivere con poco, ruba l’identità di Beth e scopre che Beth era un detective della polizia di Toronto. E che Beth aveva scoperto di essere un clone.

Da quel momento, Sarah entra in una rete di identiche che si chiama Cluster Leda: donne create attraverso un esperimento di clonazione militare-corporativa chiamato Progetto Leda, braccio del Dyad Institute. Le clone non sanno di esistere le une delle altre — sono state disperse al momento della nascita e monitorate per decenni. Alcune sono state educate a ignorare la propria natura. Alcune non lo hanno mai scoperto.

Il Progetto Leda non è un esperimento scientifico neutro: è una guerra di controllo. Chi le ha create sostiene di avere diritti di proprietà sul DNA delle clone — e sulle loro vite.

Orphan Black quante stagioni ha e come è strutturata

5 stagioni, 50 episodi totali, 2013-2017 su BBC America.

StagioneAnnoArco principale
12013Scoperta delle clone, il Dyad Institute
22014Origini del Progetto Leda, la minaccia Prolethean
32015Progetto Castor — le clone maschili
42016Le origini di Neolution, Susan Duncan
52017La resa dei conti finale, il destino di tutte le clone

La struttura della serie segue un’escalation di complessità: ogni stagione aggiunge un livello alla cospirazione — nuovi nemici, nuove alleanze, nuovi misteri sulle origini. Il rischio di questo approccio è il labirinto narrativo che diventa impossibile da seguire. Orphan Black ci cade parzialmente nelle stagioni centrali, ma recupera nella quinta.

Tatiana Maslany: la performance più impegnativa della TV moderna

Orphan Black è tecnicamente impossibile. Tatiana Maslany interpreta 17 cloni nel corso delle cinque stagioni, ognuno con una personalità, un accento, una fisicità, un modo di muoversi e di parlare completamente distinto.

Non è solo un esercizio di trasformismo. Maslany costruisce ognuna come un personaggio autonomo che per caso condivide il DNA con le altre.

Sarah Manning — la protagonista. British, dura, pragmatica, mossa dall’amore per la figlia Kira. Il meno rispettoso delle regole, il più capace di adattarsi.

Cosima Niehaus — americana, dottoranda in biologia evolutiva, hipster coi dreadlock. È il cervello del gruppo, quella che capisce la scienza. E quella che si ammala per prima — le clone hanno una malattia genetica programmata come meccanismo di controllo.

Alison Hendrix — canadese di periferia, casalinga, madre, leader del consiglio dei genitori della scuola. Organizzata, ossessiva, terrificante nella sua normalità. I suoi episodi tendono al dark comedy e sono tra i più amati della serie.

Helena — ucraina, cresciuta in un convento, addestrata come assassina di clone. Il personaggio più traumatizzato e il più capace di tenerezza inaspettata. La sua relazione con Sarah — inizialmente di violenza reciproca, poi di sorellanza — è uno degli archi più belli della serie.

Rachel Duncan — britannica, executive del Dyad Institute. L’unica clone cresciuta sapendo di esserlo. Fredda, calcolatrice, capace di tutto. Villain? Alleata? La risposta cambia ogni stagione.

La performance di Maslany ha richiesto mesi di preparazione per ogni personaggio — lavoro con coach di accento, lavoro fisico per la postura e il modo di occupare lo spazio. Il risultato è che guardando la serie è facile dimenticare che stai guardando la stessa persona.

Ha vinto l’Emmy per la migliore attrice nel 2016 — una delle vittorie più acclamate degli ultimi anni, considerata ampiamente tardiva dagli spettatori che seguivano la serie dall’inizio.

I temi: identità, autonomia corporea e proprietà del DNA

Orphan Black non è una serie di fantascienza che usa la clonazione come sfondo per un thriller. È una serie che usa la clonazione per fare domande concrete sull’identità e sull’autonomia corporea.

Chi possiede il tuo DNA? Nel 2013, quando la serie è andata in onda, la risposta legale era tutt’altro che ovvia. Le clone del Progetto Leda sono proprietà del Dyad Institute — il loro DNA è brevettato. Non possono riprodursi senza autorizzazione, non possono essere curate senza il permesso dei creatori, non possono nemmeno scegliere se conoscere la propria natura.

Questa non è fantascienza pura. Negli Stati Uniti, nel 2013, la Corte Suprema ha emesso una sentenza storica (Association for Molecular Pathology v. Myriad Genetics) stabilendo che il DNA naturale non può essere brevettato. La serie è stata scritta mentre questo dibattito era in corso.

Sei il tuo DNA o sei le tue esperienze? Sarah e Cosima e Alison e Helena hanno lo stesso DNA. Sono persone completamente diverse. Orphan Black risponde alla domanda in modo inequivocabile: sei le tue esperienze, la tua storia, le tue scelte. Il DNA è il punto di partenza, non il destino.

L’autonomia corporea come diritto fondamentale. Le clone non hanno controllo sul proprio corpo — qualcuno ha deciso per loro cosa possono fare, chi possono essere, se possono avere figli. La quinta stagione porta questa tensione al suo apice: la libertà finale non è solo sopravvivere, è il diritto di esistere senza che qualcun altro ne gestisca i termini.

Felix, Mrs. S e il cast di supporto

Una delle ragioni per cui Orphan Black funziona così bene nonostante la complessità narrativa è il cast di supporto — personaggi che bilanciano la densità tematica con umanità e humour.

Felix Dawkins (Jordan Gavaris) è il fratello adottivo di Sarah, gay, artista, istrionico e completamente privo di filtri. È il comic relief della serie ma non in modo condiscendente — Felix è anche il personaggio che dice le verità più difficili, quello che mantiene Sarah ancorata alla realtà quando tutto il resto vorrebbe trascinarla altrove. La sua relazione con Sarah è il cuore emotivo della serie — fratello e sorella adottivi che si proteggono a vicenda in un mondo che non li ha protetti.

Siobhan Sadler “Mrs. S” (Maria Doyle Kennedy) è la madre adottiva di Sarah e Felix — e, come quasi tutto in Orphan Black, è molto più di quello che sembra. Il suo arco narrativo dalla seconda stagione in poi la rivela come uno dei personaggi più complessi della serie: una donna che ha costruito la propria vita su un sacrificio che nessuno conosceva.

Art Bell (Kevin Hanchard) è il partner di Beth Childs nella polizia — l’unico che sapeva cosa stava cercando Beth, e che diventa il mediatore tra il mondo delle clone e quello delle forze dell’ordine. La sua lealtà verso le clone, costruita nel corso delle stagioni, è uno degli archi più sobri e convincenti della serie.

Donnie Hendrix (Kristian Bruun), il marito di Alison, inizia come personaggio di sfondo quasi comico e diventa — nel corso delle stagioni — uno dei partner più solidi e inaspettati della serie. La sua evoluzione da ignaro monitor delle clone a complice entusiasta è tra le trasformazioni di personaggio più riuscite.

La clonazione reale e la scienza di Orphan Black

Orphan Black ha collaborato con Science Creative Quarterly e con il genetista Ivan Semeniuk per garantire l’accuratezza scientifica della serie. Non è una nota di colore — la scienza in Orphan Black è strutturalmente importante.

Il Progetto Leda parte da una premessa scientificamente plausibile: la clonazione umana non è tecnicamente impossibile, è eticamente vietata e praticamente complessa. Le clone della serie soffrono di una malattia autoimmune codificata nel loro DNA — un meccanismo di controllo progettato per renderle dipendenti dal Dyad Institute per la cura.

Questo dettaglio — la malattia come dispositivo di controllo — è il punto in cui la scienza e l’etica si fondono nel modo più potente. Non è fantascienza: è il modello farmaceutico applicato alla biologia umana. Chi ha il brevetto sul tuo DNA ha anche il brevetto sulla tua cura.

L’epigenetica — lo studio di come l’ambiente influenza l’espressione del DNA — è la risposta della serie alla domanda sull’identità dei cloni. Sarah, Cosima, Alison e Helena hanno lo stesso DNA ma esperienze completamente diverse, che hanno prodotto personalità completamente diverse. La biologia è il punto di partenza. La persona è il risultato delle esperienze.

Orphan Black e il femminismo: una serie scritta da donne per donne

Orphan Black è una delle poche serie di fantascienza degli anni Dieci in cui tutti i protagonisti principali sono donne — non come gimmick ma come scelta narrativa strutturale.

Le clone sono donne. Mrs. S è una donna. La scienziata che ha creato il progetto è una donna. I villain principali cambiano nel corso delle stagioni, ma il centro del potere — e il centro della storia — è sempre femminile.

Questo non è accidentale. Graeme Manson e John Fawcett hanno costruito la serie intorno alla domanda sull’autonomia corporea delle donne — chi decide cosa fa il tuo corpo, chi lo possiede, chi ne definisce la funzione — in un momento (2013-2017) in cui quel dibattito stava diventando sempre più centrale nella politica americana e canadese.

La scena più esplicita in questo senso è nella seconda stagione, quando viene rivelato che le clone sono state dotate di una clausola nei loro DNA che le rende infertili — tranne Sarah, che ha Kira come figlia. La fertilità come controllo è la metafora più diretta della serie sul dibattito sui diritti riproduttivi. Non serve tradurlo: è lì, scritto nella genetica dei personaggi.

La serie non fa prediche. Non dice mai “questo è sbagliato” con un discorso diretto. Mostra cosa significa non avere il controllo sul proprio corpo attraverso personaggi che lo vivono sulla propria pelle — e lascia che lo spettatore arrivi da solo alle conclusioni.

La produzione: BBC America, Canada e il budget limitato

Orphan Black è una produzione canadese — girata a Toronto, con fondi canadesi e una rete americana (BBC America) che ne ha garantito la distribuzione internazionale. Questo ha creato le condizioni per una serie che non avrebbe mai potuto essere prodotta nelle stesse forme dagli studi americani tradizionali.

Il budget limitato ha paradossalmente favorito la scrittura: senza i costi di produzione di HBO o Netflix, Orphan Black ha dovuto costruire la sua complessità narrativa sui personaggi piuttosto che sugli effetti visivi. Il risultato è una serie dove la performance di Maslany è l’unico effetto speciale che conta davvero.

La tecnologia usata per girare le scene con più clone a schermo — un sistema di doppio (la controfigura Kathryn Alexandre, che ha fatto la maggior parte del lavoro pesante) più VFX — è diventata un caso di studio nella produzione televisiva. Alcune scene richiedevano giornate intere per girare pochi minuti di materiale.

Orphan Black e la fantascienza distopica: confronti

Orphan Black appartiene a un filone di fantascienza che usa la tecnologia non per costruire scenari lontani ma per interrogare il presente.

Come Westworld, la domanda centrale è sulla natura dell’identità quando l’origine è artificiale: cosa rende reale un essere senziente, se non le proprie esperienze e le proprie scelte? Westworld risponde con i robot, Orphan Black con i cloni — ma la domanda è identica.

Come Dark, usa le regole di un sistema (il viaggio nel tempo, la clonazione) per costruire una narrativa sulla libertà come conquista contro un destino apparentemente predeterminato. Sia Jonas Kahnwald che Sarah Manning si trovano intrappolati in un sistema che altri hanno creato per loro e che devono imparare a sovvertire.

Come Black Mirror, parte da una tecnologia esistente o prossima — la clonazione — e ne esplora le implicazioni etiche senza moralismi facili. La risposta non è “la tecnologia è il problema” ma “chi controlla la tecnologia è il problema”.

Come Altered Carbon, esplora cosa succede all’identità quando il corpo è separato dalla persona — e chi guadagna da quella separazione.

Sense8 — altra produzione del periodo con rappresentazione LGBTQ+ centrale — usa la connessione psichica invece della clonazione per lo stesso tema: persone speciali biologicamente connesse, cacciate da organizzazioni potenti, che costruiscono identità attraverso la connessione piuttosto che malgrado essa. Continuum condivide con Orphan Black la prospettiva della donna fuori contesto che deve navigare un sistema che non ha scelto — Kiera Cameron nel 2012, Sarah Manning in un mondo di cloni — con lo stesso pragmatismo di chi non ha il lusso di aspettare di capire le regole prima di giocarci.

Ricezione critica e il problema dell’Emmy tardivo

Orphan Black è uno dei casi più noti di serie sottovalutata dalla critica mainstream e sovramata dagli spettatori.

Per tre anni — 2013, 2014, 2015 — Tatiana Maslany non ha nemmeno ricevuto una nomination agli Emmy nella categoria migliore attrice drammatica. Questo ha generato una campagna di protesta degli spettatori che è diventata uno dei casi più discussi nella storia degli Emmy: come era possibile che la performance tecnicamente più complessa della televisione americana fosse ignorata completamente?

La risposta era semplice e sgradevole: BBC America non aveva il peso promozionale di HBO, AMC o Netflix. Le Emmy nominations hanno sempre rispecchiato, almeno in parte, il potere dei network nel fare campagna per i propri titoli. Una serie canadese trasmessa su una rete americana di secondo piano non aveva gli stessi strumenti.

La nomination finalmente arrivata nel 2016 — seguita dalla vittoria — era un risarcimento tardivo che la community degli spettatori ha accolto con un’intensità che normalmente non si riserva ai premi televisivi. La standing ovation che Maslany ha ricevuto alla cerimonia non era solo per il suo lavoro: era per anni di ignoranza ingiustificata finalmente corretta.

Orphan Black: Echoes — lo spin-off del 2023

Nel 2023, AMC+ (che ha rilevato BBC America per le produzioni originali) ha prodotto Orphan Black: Echoes — uno spin-off ambientato nello stesso universo ma con personaggi completamente nuovi.

La protagonista è Krysten Ritter (Jessica Jones) nel ruolo di Lucy, una donna che scopre di essere stata creata attraverso una tecnologia di stampa biologica — non clonazione nel senso del Progetto Leda, ma qualcosa di tecnologicamente più avanzato e eticamente ancora più problematico.

Orphan Black: Echoes non è un sequel diretto — non richiede di aver visto l’originale, anche se ci sono riferimenti. La serie porta avanti le domande tematiche della serie originale (cosa rende autentica un’identità? chi ha il diritto di creare e controllare un essere umano?) in un contesto tecnologico aggiornato.

La ricezione è stata tiepida rispetto all’originale — difficile evitare il confronto con Maslany — ma ha trovato il suo pubblico.

Dove vedere Orphan Black in streaming in Italia

Orphan Black poster
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Orphan Black (2013)

★★★★★ 4.7 (127)

73,44 €

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Orphan Black è disponibile su Netflix in Italia con tutte e 5 le stagioni in italiano e in inglese originale.

Lo spin-off Orphan Black: Echoes (2023) è disponibile separatamente — controlla JustWatch per la disponibilità aggiornata in Italia.

Domande frequenti su Orphan Black

Quante stagioni ha Orphan Black? 5 stagioni, 50 episodi totali, 2013-2017 su BBC America. Disponibile su Netflix in Italia.

Di cosa parla Orphan Black? Sarah Manning scopre di essere un clone — uno tra molti creati dal Progetto Leda, un esperimento scientifico corporativo-militare. Da quel momento inizia una guerra per sopravvivere, capire le proprie origini e ottenere il controllo sulla propria vita.

Come finisce Orphan Black? Le clone sconfiggono il Neolution. Cosima trova la cura per la malattia genetica. Helena partorisce i gemelli. Rachel viene sconfitta e sopravvive, ma priva di potere. Sarah, Cosima, Alison e Helena trovano ognuna la propria forma di libertà. Il Progetto Leda viene chiuso definitivamente.

Quanti cloni interpreta Tatiana Maslany? 17 ufficialmente, con varie apparizioni minori. I principali sono Sarah, Cosima, Alison, Helena e Rachel. Ogni clone è costruito come personaggio autonomo con accento, postura, personalità e storia completamente diversi.

Dove vedere Orphan Black in Italia? Su Netflix, tutte le stagioni disponibili in italiano e in inglese.

Orphan Black ha vinto l’Emmy? Sì — Tatiana Maslany ha vinto l’Emmy per la migliore attrice drammatica nel 2016, dopo anni di nomination senza vittoria. È stata una delle vittorie più celebrate dagli spettatori.

È necessario seguire gli episodi in ordine? Sì. Orphan Black ha una narrativa seriale molto lineare — ogni episodio dipende da quello precedente. Non è adatta alla visione casuale.

Orphan Black è simile a Black Mirror? Condividono l’approccio di usare la tecnologia per fare domande etiche concrete sul presente. La differenza è che Orphan Black ha personaggi fissi che si sviluppano per cinque stagioni, mentre Black Mirror è antologica.

Cosa è Orphan Black: Echoes? Uno spin-off del 2023 ambientato nello stesso universo ma con personaggi diversi — Krysten Ritter è la protagonista. È una storia separata che non richiede di aver visto l’originale, ma ne eredita le domande tematiche.

Perché Orphan Black è considerata sottovalutata? Perché nonostante la performance di Maslany — unanimemente considerata straordinaria — la serie non ha mai avuto lo stesso peso mainstream di altre sci-fi dell’epoca. La rete (BBC America) era meno potente di HBO o AMC, e la serie è rimasta un cult per anni prima che Netflix ne aumentasse la visibilità.

Qual è il clone più amato dai fan? Helena e Alison sono solitamente ai primi posti. Helena per la sua complessità emotiva — il personaggio più traumatizzato che diventa il più tenero. Alison per i suoi episodi di dark comedy che sono tra i più riusciti della serie.

Il finale è aperto o chiuso? Prevalentemente chiuso. Le storie principali si concludono in modo netto. Alcune questioni minori rimangono aperte, ma non in modo che frustra — piuttosto in modo che suggerisce che la vita continua dopo le 5 stagioni.

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