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Baki the Grappler (2001): quante stagioni ha, il finale e dove vedere la prima vera serie anime

Dall'arena clandestina sotto il Tokyo Dome al Maximum Tournament: la serie TV che ha reso Baki un fenomeno anime
2001 ⭐ 7.8/10
Baki the Grappler (2001): quante stagioni ha, il finale e dove vedere la prima vera serie anime
Anno 2001
Generi Azione, Arti marziali, Sport
Stagioni 2
Episodi 48
Cast Masami Kikuchi, Kenji Nomura, Mugihito, Naomi Kusumi

Sette lunghi anni dopo un piccolo OVA sperimentale di appena 45 minuti, il franchise di Baki riceve finalmente la propria vera e propria serie televisiva: 48 episodi complessivi, sufficienti a raccontare per intero l’arena di combattimento clandestina nascosta sotto il Tokyo Dome e il grande torneo che avrebbe infine deciso chi fosse il combattente più forte al mondo intero.

Baki the Grappler debutta su TV Tokyo l'8 gennaio 2001, adattando fedelmente la prima e fondamentale parte del manga originale di Keisuke Itagaki, e diventa a tutti gli effetti il primo prodotto dell’intera saga a ottenere una distribuzione internazionale su vasta scala, ben oltre i confini del solo mercato giapponese.

Di cosa parla Baki the Grappler: la trama dall’inizio

La serie segue da vicino Baki Hanma, giovane combattente che si allena senza sosta fin da quando ha appena tre anni sotto la guida di numerosi maestri diversi, prima di decidere autonomamente, all’età di tredici anni, di prendere in mano da solo il proprio addestramento personale seguendo direttamente le orme del padre. Baki entra così nell’arena clandestina senza regole gestita da Mitsunari Tokugawa, un anziano di piccola statura ma dalla conoscenza enciclopedica del mondo delle arti marziali, situata in una struttura sotterranea nascosta sotto il Tokyo Dome. Qui Baki affronta combattenti di ogni stile provenienti da tutto il mondo, diventandone il campione imbattuto.

Nel corso della prima stagione emerge il vero motore emotivo della storia: il rapporto tormentato tra Baki e suo padre Yujiro Hanma, soprannominato “l’Ogre” e conosciuto universalmente come “l’essere più forte sulla Terra”. Un genio del combattimento a mani nude capace di padroneggiare ogni stile di lotta esistente, Yujiro ha guadagnato il proprio status leggendario combattendo fin dai sedici anni sui campi di battaglia della guerra del Vietnam, arrivando a farsi riconoscere come potenza nazionale a sé stante dalle stesse forze armate statunitensi. Proprio in Vietnam, da nemico sul campo di battaglia, Yujiro incontra Gerry Strydom, capitano dell’esercito americano che per poco non viene ucciso da lui in combattimento: da quell’incontro nasce un’ammirazione tale da trasformare i due in compagni d’armi in giro per il mondo. Strydom, divenuto in seguito generale, è anche amico e mentore di Baki, a cui tiene costantemente aggiornati sugli spostamenti del padre. Baki decide di allenarsi seguendo le sue orme proprio per guadagnarsi l’amore della madre, Emi Akezawa, donna ricchissima che Yujiro aveva reclamato con la forza anni prima, dopo aver notato quanto lei si eccitasse alla vista del sangue e della sofferenza altrui: per ottenerla, Yujiro aveva spezzato il collo al marito di lei davanti ai suoi occhi. Emi non ha mai mostrato affetto materno verso il figlio, convinta che la fedeltà a Yujiro contasse più di ogni legame di sangue — ma quando vede Baki massacrato di botte dal padre durante il loro scontro, un improvviso istinto materno la spinge ad attaccare lei stessa Yujiro. Baki sopravvive, ma Yujiro uccide Emi spezzandole la schiena con un abbraccio mortale; lei trascorre gli ultimi istanti di vita cullando il proprio figlio tra le braccia. In stato delirante, Baki cammina poi per la città portando il corpo della madre sulla schiena, comportandosi come se fosse ancora viva, prima di lasciarla infine riposare in un campo di fiori — l’episodio che spinge definitivamente Baki a giurare vendetta contro il proprio padre.

La seconda stagione, sottotitolata Maximum Tournament, si concentra sul grande torneo organizzato da Tokugawa per stabilire una volta per tutte chi sia il combattente più forte al mondo, aperto a lottatori di ogni stile e provenienza. Tra i protagonisti del torneo spicca Jack Hammer, combattente canadese e fratellastro segreto di Baki, nato dall’incontro tra Yujiro e un’operativa delle Nazioni Unite conosciuta durante la guerra del Vietnam. Ossessionato fin da bambino dal desiderio di superare in forza il proprio padre, Jack ha sottoposto il proprio corpo a un allenamento talmente estremo da danneggiarsi fisicamente, ricorrendo infine a sostanze dopanti fornitegli da uno scienziato affascinato dalla figura di Yujiro pur di raggiungere una potenza sufficiente. Nel torneo, Jack affronta in sequenza Sergio Silva, Misaki Kengo, l’imbattuto Alexander Gallen e lo stesso Goki Shibukawa, arrivando fino alla finale contro Baki: sconfitto, si congratula sportivamente con il fratello per la vittoria meritata, prima di sfidare a propria volta Yujiro e venirne nettamente battuto. È proprio questo doppio finale — la vittoria di Baki su Jack e la sconfitta di Jack contro il padre comune — a chiudere la serie del 2001 senza risolvere lo scontro finale e decisivo tra Baki e Yujiro, rimandato alle serie successive del franchise.

Accanto alla trama di combattimenti, la serie dedica spazio anche al rapporto tra Baki e Kozue Matsumoto, compagna di scuola di cui il protagonista è innamorato pur negandolo quando gliene viene chiesto conto, figlia della sua padrona di casa e lei stessa orfana di un padre morto combattendo nell’arena clandestina. È Baki a invitarla ad assistere al torneo; pur disapprovando quel mondo di violenza, Kozue arriva a comprendere meglio la determinazione del ragazzo dopo una visita alla tomba di sua madre Emi. Doppiata da Sachiko Kojima in questa serie — e da Yumi Touma nell’OVA del 1994, altro filo di continuità tra i primi due adattamenti animati — Kozue diventerà una presenza affettiva sempre più centrale nel prosieguo del franchise.

I personaggi principali: chi sono davvero

Baki Hanma è doppiato in questa specifica serie da Masami Kikuchi, una voce completamente diversa sia da quella di Kappei Yamaguchi ascoltata nell’OVA del 1994, sia da quella di Nobunaga Shimazaki, che avrebbe interpretato successivamente il personaggio nella serie Netflix arrivata anni dopo — una discontinuità di casting non affatto insolita nel panorama dell’animazione giapponese, specialmente a distanza di molti anni tra un adattamento e l’altro dello stesso materiale originale. Nella versione doppiata in lingua inglese, distribuita internazionalmente da Funimation Entertainment, la voce del protagonista Baki è affidata invece all’attore Robert McCollum.

Yujiro Hanma, doppiato in giapponese da Kenji Nomura e in inglese da Matthew Tompkins, è forse il personaggio più iconico dell’intero franchise: quando inarca i muscoli della schiena, il suo corpo assume la forma del volto di un demone, un segno che si dice sia apparso quando ha iniziato a combattere per puro piacere anziché per sopravvivenza. Le sue imprese di forza sovrumana, riportate nel corso della saga, includono il fermare un terremoto con un pugno al suolo, resistere senza conseguenze a un fulmine, spezzare un tavolo di legno in quattro pezzi a mani nude, tagliare a metà un tavolo di vetro usando solo un dito come se fosse una lama di diamante, e bere un’intera bottiglia di brandy di pregio in un solo sorso senza alcun effetto di ubriachezza. Nelle serie più recenti del franchise, ambientate ormai nell’epoca dei social media, Yujiro si ritroverà persino infastidito dalla popolarità involontaria guadagnata online dopo la diffusione online di un proprio scontro con Baki — un dettaglio che testimonia quanto la saga abbia saputo aggiornare il proprio contesto pur mantenendo intatto il nucleo dei personaggi principali.

Doppo Orochi, doppiato in questa serie da Mugihito, è il gran maestro decimo dan dello stile di karate Shinshinkai, un personaggio soprannominato variamente “Dio delle Arti Marziali”, “Ammazzatigri” e “Orochi Mangiauomini” nel corso della propria lunga carriera marziale. Praticante instancabile di arti marziali da ormai cinquant’anni interi, è uno dei pochissimi combattenti al mondo davvero in grado di reggere il confronto diretto con un avversario del calibro di Yujiro: nel loro scontro nell’arena clandestina, Yujiro gli cava un occhio e lo uccide fermandogli il cuore, salvo poi vederlo riportato in vita da Kureha Shinogi. Nel torneo, Doppo affronta in sequenza Richard Filth, Yu Amanai e infine il maestro Goki Shibukawa, contro cui perde in un incontro brutale — una sconfitta che lo spinge a chiudere il proprio dojo e ricominciare da capo il proprio addestramento. Il personaggio è talmente centrale nell’universo di Itagaki da essere protagonista di un proprio spinoff manga, Baki Gaiden: Kenjin.

Mitsunari Tokugawa, doppiato in questa serie da Naomi Kusumi, è l’anziano organizzatore dell’intera arena clandestina: pur non essendo lui stesso un combattente attivo, conosce nel minimo dettaglio la vita privata di ogni singolo lottatore, dalla data di nascita esatta fino ai legami familiari più stretti, e mantiene sempre l’ultima parola decisiva su ogni incontro che si svolge all’interno della propria struttura sotterranea. È inoltre una delle pochissime persone ad aver mai messo fuori combattimento Yujiro Hanma, facendolo colpire da cecchini appostati con dosi di tranquillante sufficienti ad abbattere una balena, quando l’uomo aveva tentato di alterare gli equilibri del proprio torneo.

Gli altri protagonisti del Maximum Tournament

Il grande torneo riunisce, nel giro di poche settimane narrative, alcuni dei combattenti più memorabili dell’intero franchise di Baki, ciascuno con un proprio stile distintivo e una propria storia personale da raccontare. Katsumi Orochi, terzo dan di karate Shinshinkai e figlio adottivo di Doppo, entra in gara come rappresentante ventenne del proprio maestro: sconfigge facilmente Roland Istaz al primo turno, vince un durissimo scontro contro Kaoru Hanayama al secondo grazie alla tecnica del “mach punch” che stava riservando proprio per Yujiro, per poi perdere miseramente al terzo turno contro Retsu Kaioh, messo fuori combattimento da un solo pugno — un colpo che lo stesso Retsu ammette di essere rimasto impressionato che Katsumi fosse riuscito a incassare.

Kaoru Hanayama, giovane boss yakuza e uomo di forza sovrumana riconoscibile per la vistosa cicatrice a forma di X sul volto e per un intero corpo segnato da cicatrici da proiettile e da lama, tanto da rendere il proprio tatuaggio sulla schiena simile a un puzzle ricomposto. La sua presa è talmente potente da poter far esplodere il braccio di un avversario semplicemente bloccandone la circolazione sanguigna. Assunto a soli quindici anni per affrontare un tredicenne Baki — incontro che ammette lui stesso di aver perso — Hanayama è visto dal protagonista quasi come un fratello maggiore. Il personaggio è talmente popolare da aver ricevuto un proprio spinoff manga dedicato, Baki Gaiden: Scarface, scritto e disegnato da Yukinao Yamauchi, incentrato proprio sulle sue vicende criminali nel mondo della yakuza. È stato proprio Hitoshi Kuriyagawa, assistente personale di Emi Akezawa, a organizzare per conto della donna quello scontro tra Hanayama e il tredicenne Baki: un combattente capace a sua volta nonostante l’età avanzata, che pur lavorando per Emi resta comunque sconvolto dal modo in cui lei e Yujiro trattano il proprio figlio. Nel torneo elimina il primo avversario spezzandogli entrambe le braccia e la colonna vertebrale con un solo colpo, prima di perdere contro Katsumi Orochi in un verdetto controverso: pur restando in piedi fino alla fine, viene dichiarato sconfitto dopo aver incassato tre “mach punch” diretti, tanto che lo stesso Katsumi ammetterà in seguito di aver perso, nella sostanza, per tre volte quel confronto vinto solo sulla carta.

Goki Shibukawa, piccolo ma anziano maestro di aikido specializzato nel principio dell’aiki — usare la forza dell’avversario contro sé stesso — si rivela una delle sorprese più clamorose del torneo: sconfigge Roger Harlon al primo turno, lo stesso Kosho Shinogi al secondo (rivelando in quell’occasione di avere un occhio di vetro), e infine lo stesso Doppo Orochi al terzo, in quello che resta uno dei duelli più discussi dell’intera saga per il contrasto tra l’apparenza fragile del combattente e la sua reale, devastante efficacia tecnica.

Izo Motobe, anziano maestro giapponese di jujutsu, allena Baki in vista di uno scontro contro il proprio ex allievo, poi trasformatosi in un duello contro Mount Toba. Sconfitto da Yujiro otto anni prima degli eventi della serie, Motobe sviluppa nuove tecniche nel tentativo — quasi sempre fallimentare — di poterlo affrontare di nuovo. Nel torneo viene eliminato al quarto incontro dal lottatore di sumo Kinryuzan, ma continua a offrire commenti tecnici sugli scontri altrui, spiegando allo spettatore alcune delle tecniche più oscure messe in campo dai combattenti, come la particolare tecnica di ombra usata da Baki. Anche Kosho Shinogi, l’antagonista già affrontato da Baki nell’OVA del 1994 e soprannominato “Tagliacorde” per la propria tecnica di taglio di nervi, vasi sanguigni e dotti linfatici, ricompare in questa serie con un doppiatore giapponese diverso, Kazuhiro Tanaka, al posto di Kaneto Shiozawa. Nel torneo, Shinogi affronta al primo turno il proprio fratello maggiore Kureha Shinogi — un narcisista convinto di possedere, pur senza alcun addestramento marziale formale, la velocità di uno sprinter olimpico, la resistenza di un maratoneta e la forza di un pugile massimo — che si arrende dopo aver toccato con mano la resilienza del fratello minore. Al secondo turno, Kosho affronta Goki Shibukawa e, pur riuscendo a rompergli l’occhio di vetro, ne esce sconfitto.

Tra i personaggi minori del torneo, Kiyosumi Kato, doppiato da Takehiro Murozono, è un allievo di punta di Doppo Orochi convinto che il vero karate non debba conoscere regole, tanto da colpire abitualmente zone considerate off-limits come gli occhi. Prima di tornare da Doppo, aveva lavorato per tre anni al soldo della yakuza, affinando le proprie tecniche in scontri contro armi da fuoco e lame. Personaggio spesso oggetto di scherno da parte degli altri protagonisti nonostante la propria spavalderia, mostra però una sincera ammirazione per il proprio maestro, e vede il proprio percorso nel torneo interrompersi in modo anticlimatico quando il suo avversario viene ferito in anticipo da un altro combattente, lo Yasha Ape Jr., costringendolo a un ritiro forzato per infortunio.

Un torneo pensato per mettere a confronto gli stili

La struttura del Maximum Tournament riflette bene l’ossessione di Keisuke Itagaki per il confronto sistematico tra scuole di combattimento diverse: ogni incontro mette di fronte discipline distanti tra loro — karate Shinshinkai, aikido, yakuza street-fighting, boxe da strada, tecniche militari — costruendo di fatto un piccolo catalogo enciclopedico delle arti marziali mondiali attraverso i propri combattenti. È un approccio narrativo che avrebbe influenzato in profondità l’intero genere del combat manga negli anni e nei decenni immediatamente successivi, e che spiega perché la saga di Baki resti ancora oggi un punto di riferimento per chi cerca un racconto di arti marziali costruito più sulla varietà tecnica degli scontri che sulla semplice progressione di potere dei personaggi.

Ogni combattente del torneo, inoltre, porta con sé una propria filosofia di combattimento distinta, spesso più interessante della semplice abilità fisica: Doppo Orochi rappresenta la disciplina tradizionale portata all’estremo, Goki Shibukawa l’efficienza minimalista contro la forza bruta, Jack Hammer l’ossessione autodistruttiva per il superamento di un padre irraggiungibile, e lo stesso Baki l’equilibrio — insolito per un genere spesso incentrato sulla sola sopraffazione — tra ambizione personale e correttezza sportiva anche nei momenti di massima violenza sullo schermo, un tratto caratteriale che lo distingue nettamente dal nichilismo quasi totale del padre Yujiro.

L’autore: Keisuke Itagaki e il manga alle spalle della serie

Keisuke Itagaki, pseudonimo di Hiroyuki Itagaki, nato il 4 aprile 1957, inizia la serializzazione del manga Baki the Grappler su Weekly Shōnen Champion il 30 settembre 1991, prima ancora che la serie animata qui trattata prendesse forma. Itagaki vive a Fuchū, nella prefettura di Tokyo, città di cui è ambasciatore ufficiale dal 2014, ed è anche il padre della fumettista Paru Itagaki, autrice del celebre Beastars. La sua opera più nota resta però proprio il franchise di Baki, capace nel corso di oltre trent’anni e sei serie principali di superare i 100 milioni di copie vendute complessive, rendendolo uno dei manga più venduti di sempre — un successo che, al momento della messa in onda di questa serie TV nel 2001, era ancora ben lontano dall’essere raggiunto: il manga si trovava infatti ancora soltanto alla propria seconda serie complessiva, intitolata New Grappler Baki, appena iniziata due anni prima di questa messa in onda televisiva su TV Tokyo.

Kaio Retsu, praticante cinese di kenpo, è forse l’avversario più temibile dell’intero torneo dal punto di vista tecnico: batte con estrema facilità Sergei Taktarov al primo turno, supera Mount Toba al secondo e distrugge letteralmente Katsumi Orochi al terzo, arrivando fino alle semifinali contro lo stesso Baki. Nel loro scontro, Baki arriva quasi a spezzargli il collo, ma nonostante l’enorme conoscenza tecnica di Retsu, il protagonista riesce a individuare un’unica, decisiva falla nel suo stile di combattimento apparentemente perfetto.

La produzione: da Group TAC a Free-Will

La serie viene animata interamente dallo storico studio Group TAC e prodotta da Free-Will, un’etichetta discografica giapponese che ne cura personalmente anche l’intera colonna sonora sotto il nome collettivo di progetto “Project Baki”, un caso piuttosto insolito di casa discografica coinvolta direttamente nella produzione di una serie animata. La regia è divisa nettamente tra due registi diversi nel corso della messa in onda: Hitoshi Nanba dirige interamente i primi 24 episodi, corrispondenti alla prima stagione, mentre Katsuyoshi Yatabe subentra alla regia a partire dall’episodio 25 e la mantiene fino alla conclusione definitiva della seconda stagione dedicata al torneo. La sceneggiatura dell’intera serie è curata da Atsuhiro Tomioka, mentre la produzione esecutiva viene affidata congiuntamente a Hiroyoshi Ōkura e Kenjirō Kawando, entrambi presenti nei crediti per l’intera durata delle due stagioni trasmesse nel corso del 2001.

Le sigle della prima stagione, intitolata internamente Kid Saga/Underground Arena Saga, sono “I Believe” in apertura e “Reborn” in chiusura, entrambe interpretate dalla cantante Ryoko Aoyagi; per la seconda stagione, dedicata interamente al Maximum Tournament, le sigle cambiano in “All Alone” e “Loved…”, sempre a firma della stessa artista, a sottolineare la continuità musicale dell’intero progetto nonostante il cambio di regista a metà serie. Per l’edizione statunitense di Funimation, la sigla di apertura viene sostituita con “Child Prey” della band metal giapponese Dir en Grey, gruppo legato alla stessa etichetta Free-Will che aveva prodotto la serie.

La distribuzione internazionale: il primo vero successo del franchise

Baki the Grappler è stata la prima produzione della saga a ricevere una distribuzione internazionale su vasta scala: negli Stati Uniti Funimation Entertainment ne ha pubblicato l’intera serie su 12 volumi DVD, usciti a cadenza quasi bimestrale tra il 14 giugno 2005 e il 27 febbraio 2007, ciascuno con un proprio sottotitolo commerciale in perfetto stile action americano: si va da Warrior Reborn (volume 1, episodi 1-4) a Grappler vs Grippler (volume 2), Jungle Warfare (volume 3), Tough Love (volume 4), Young Champion (volume 5) e King Hanma (volume 6) per la sola prima stagione, proseguendo poi con titoli come The Hunted per il settimo volume, già dedicato agli sviluppi del Maximum Tournament. Il relativo doppiaggio in lingua inglese ha debuttato in syndication televisiva sul canale via cavo Funimation Channel proprio il 19 giugno 2006, diventando uno dei titoli di punta del lancio del canale stesso. È stata proprio questa distribuzione a porre le basi per il successo internazionale che il franchise avrebbe raggiunto oltre un decennio più tardi, quando Netflix avrebbe rilanciato la saga su scala globale a partire dal 2018.

In Italia, la serie non ha mai ricevuto una distribuzione ufficiale in home video né un passaggio televisivo su alcuna emittente nazionale, restando per anni un titolo noto quasi esclusivamente agli appassionati di anime disposti a importare le edizioni straniere in DVD o a recuperarlo tramite il fansubbing amatoriale diffuso online, l’unica strada praticabile prima dell’arrivo delle piattaforme di streaming legale.

Il legame con l’OVA del 1994

Alcuni personaggi secondari attraversano entrambi i primi due adattamenti animati della saga: Atsushi Suedo, terzo dan di karate Shinshinkai già sconfitto da Baki nell’OVA del 1994 Grappler Baki: The Ultimate Fighter, ricompare anche in questa serie tra gli allievi del dojo Shinshinkai, offrendo uno dei pochi fili di continuità diretta tra i due primi capitoli animati del franchise, pur con doppiatori giapponesi diversi (Yosikazu Nagano qui, Kōji Totani nell’OVA). Anche Kiyosumi Kato, altro personaggio già presente nell’OVA nella cerchia di allievi di Doppo, torna qui con un ruolo più ampio all’interno del torneo, così come Kinuyo Matsumoto, la madre di Kozue, doppiata nell’OVA da Sanae Takagi. Sono continuità minori, quasi del tutto invisibili a chi guarda i due prodotti a distanza di molti anni, ma testimoniano comunque quanto lo staff della serie del 2001 avesse davvero a cuore la coerenza con il primo, timido capitolo animato della saga, pur trattandosi di produzioni realizzate da studi e team creativi completamente diversi tra loro. Dopo questa serie, il franchise animato resterà fermo per quasi vent’anni, fino al ritorno su Netflix con Baki (2018), che riparte da un punto della storia ben più avanzato e con uno studio di produzione completamente nuovo. Per orientarsi tra tutte le produzioni della saga, dall’OVA del 1994 alle ultime stagioni Netflix, la guida all’ordine di visione di Baki riassume l’intero percorso.

Critica: un giudizio moderatamente positivo, diviso sull’invecchiamento

Su Anime News Network la serie mantiene un giudizio mediano di “Good”, con un punteggio ponderato di 6,6 su 10 — una ricezione moderatamente positiva senza mai sfiorare l’eccezionalità. Le recensioni più recenti tendono a dividersi tra chi apprezza una serialità più riflessiva e seria del previsto, con archi di personaggi capaci di lasciare il segno nonostante l’apparente semplicità dell’impianto action, e chi invece nota come la produzione “non sia invecchiata benissimo”, definendo l’animazione poco impressionante fin dall’origine e “leggermente legnosa” nelle sequenze di combattimento più concitate, pur riconoscendo che l’azione viene comunque trasmessa con efficacia allo spettatore.

Dove vedere Baki the Grappler (2001) in streaming in Italia

La serie non risulta al momento disponibile su nessuna piattaforma streaming a pagamento sul mercato italiano, e non ha mai ricevuto un doppiaggio ufficiale nella nostra lingua in tutti questi anni. È presente però gratuitamente, seppur con interruzioni pubblicitarie periodiche, sulla piattaforma Apple TV, unica finestra facilmente accessibile per chi voglia recuperarla oggi senza affidarsi a un cofanetto d’importazione.

Baki the Grappler poster
Amazon

Baki the Grappler (2001)

★★★★★ 4.6 (187)

194,25 €

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Nota: l’edizione mostrata è un cofanetto da collezione a tiratura limitata in importazione francese (12 DVD, audio francese e giapponese con sottotitoli), privo di audio italiano. Verifica sempre la disponibilità delle lingue prima dell’acquisto definitivo.

Domande frequenti

Come finisce Baki the Grappler (2001)?

La serie si conclude con il Maximum Tournament, il grande torneo organizzato da Mitsunari Tokugawa per decretare il combattente più forte del mondo. Dopo aver vinto tutti i propri incontri, Baki affronta Jack Hammer, il proprio fratellastro e altro figlio di Yujiro Hanma, in un duello che chiude la seconda stagione senza però risolvere il vero conflitto della saga: lo scontro decisivo tra Baki e suo padre Yujiro, rimandato alle serie successive del franchise.

Quante stagioni ha Baki the Grappler (2001)?

Due stagioni per un totale di 48 episodi, entrambe trasmesse nel corso del 2001 su TV Tokyo: la prima, sottotitolata Kid Saga/Underground Arena Saga, da gennaio a giugno; la seconda, Baki the Grappler: Maximum Tournament, da luglio a dicembre.

Dove vedere Baki the Grappler (2001) in streaming in Italia?

La serie non risulta disponibile su alcuna piattaforma streaming a pagamento in Italia. È presente gratuitamente, con pubblicità, su Apple TV.

Baki the Grappler (2001) è la prima serie animata del franchise?

No. È il secondo adattamento animato in assoluto, preceduto dall’OVA Grappler Baki: The Ultimate Fighter del 1994, un unico episodio di 45 minuti prodotto da Knack Productions.

Chi interpreta Baki Hanma nella serie TV del 2001?

Il doppiatore giapponese Masami Kikuchi, diverso sia da Kappei Yamaguchi, voce del personaggio nell’OVA del 1994, sia da Nobunaga Shimazaki, che lo interpreterà nella successiva serie Netflix.

Chi è Yujiro Hanma, il padre di Baki?

Soprannominato ’l’Ogre’ e conosciuto come ’l’essere più forte sulla Terra’, è un genio marziale che ha combattuto a mani nude fin dai sedici anni, incluso sui campi di battaglia della guerra del Vietnam. Nella serie del 2001 è doppiato da Kenji Nomura, mentre l’attore inglese Matthew Tompkins presta la voce alla versione doppiata in inglese.

Cos’è il Maximum Tournament?

È il grande torneo di arti marziali organizzato da Mitsunari Tokugawa nell’arena clandestina sotto il Tokyo Dome per stabilire chi sia il combattente più forte del pianeta, aperto a lottatori di qualunque stile provenienti da tutto il mondo. Occupa l’intera seconda stagione della serie del 2001 ed è tra gli archi narrativi più celebri dell’intero franchise.

Chi è Doppo Orochi nella serie di Baki?

È il gran maestro decimo dan dello stile di karate Shinshinkai, soprannominato ‘Dio delle Arti Marziali’ e uno dei pochissimi combattenti in grado di reggere il confronto con Yujiro Hanma, contro cui perde un occhio in un duello letale da cui viene poi riportato in vita.

Baki the Grappler (2001) è adatta a un pubblico giovane?

No. La serie contiene combattimenti estremamente violenti e grafici, coerenti con il tono adulto dell’intero franchise fin dal proprio esordio animato nel 1994.

Quanto ha influenzato il successo internazionale di Baki the Grappler (2001)?

È stata la prima serie del franchise a ricevere una licenza e una distribuzione internazionale su larga scala, pubblicata negli Stati Uniti da Funimation Entertainment su 12 DVD tra il 2005 e il 2007, ponendo le basi per il successo globale che il franchise avrebbe raggiunto anni dopo con l’arrivo su Netflix.

In che ordine vedere gli anime e gli OVA di Baki?

In ordine cronologico di uscita: Grappler Baki - The Ultimate Fighter (OVA, 1994) → Baki the Grappler (serie TV, 2001) → Baki the Grappler: Maximum Tournament (serie TV, 2001) → Baki (Netflix, 2018) → Baki (Netflix, stagione 2, 2020) → Baki Hanma (Netflix, 2021-2023) → Baki-Dou (2026). Le due stagioni della serie TV 2001 vanno viste in sequenza diretta, dato che la seconda prosegue direttamente la trama della prima.


Un padre soprannominato senza mezzi termini “l’essere più forte sulla Terra”, un figlio che si allena senza sosta fin da quando ha appena tre anni pur di guadagnarne un briciolo d’amore, e un intero torneo clandestino nascosto sotto le fondamenta di uno stadio di baseball. Bastano 48 episodi, nel 2001, per trasformare un piccolo OVA sperimentale in uno dei franchise di arti marziali più duraturi dell’intera animazione giapponese.

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