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Constantine (2005): trama, finale spiegato e il diavolo di Peter Stormare

Keanu Reeves come esorcista dannato tra angeli corrotti e demoni a Los Angeles: il cult soprannaturale di Francis Lawrence
2005 ⭐ 7.2/10
Constantine (2005): trama, finale spiegato e il diavolo di Peter Stormare
Anno 2005
Regia Francis Lawrence
Generi Horror, Azione, Soprannaturale
Cast Keanu Reeves, Rachel Weisz, Peter Stormare, Tilda Swinton, Shia LaBeouf, Djimon Hounsou, Gavin Rossdale

Constantine inizia con una domanda molto semplice: cosa succederebbe se potessi vedere tutto ciò che gli altri non vedono?

Non le cose belle. Le altre. I demoni che camminano tra noi, gli angeli che ci osservano dall’alto, i mezzi-demoni e i mezzi-angeli che vivono nel nostro stesso mondo ignorati dal resto dell’umanità. John Constantine vede tutto questo da quando era bambino. E invece di essere un dono, è stata la sua maledizione — perché lo ha portato a tentare il suicidio, e il suicidio, nella cosmologia rigida del film, condanna l’anima all’inferno.

Constantine (2005) di Francis Lawrence è un film che non si prende mai troppo sul serio ma si prende molto più sul serio di quanto sembri. Sotto la superficie di un action-horror soprannaturale con Keanu Reeves in impermeabile nero si nasconde una meditazione acuta sul libero arbitrio, sulla salvezza come transazione fallace, e sulla differenza tra fare bene per paura e fare bene per scelta.

Vent’anni dopo la sua uscita, è diventato uno dei cult soprannaturali più amati degli anni Duemila — e Peter Stormare come Lucifero è probabilmente la rappresentazione del Diavolo più memorabile della storia del cinema moderno.

Chi è John Constantine: l’esorcista dannato

John Constantine non è un eroe nel senso tradizionale. È un uomo che combatte i demoni non per altruismo ma per sopravvivenza spirituale.

Da bambino vedeva i semi-demoni e i semi-angeli che popolano il mondo umano. Incapace di sopportare questa visione, ha tentato il suicidio. È morto — tecnicamente. E in quei minuti di morte ha visto l’inferno abbastanza a lungo da capire cosa lo aspetta quando morirà davvero. Da quel momento in poi, la sua vita è diventata un calcolo: combattere abbastanza demoni, rimandare abbastanza volte Satana, sperare che alla fine il bilancio sia in suo favore.

Il problema è che Constantine ha il cancro ai polmoni. Fuma da sempre e non smette — forse perché smettere significherebbe ammettere di voler vivere, e non è sicuro di volerlo. Il tempo stringe. E quando arriva al lavoro da investigatore del soprannaturale, ogni caso è anche una corsa contro il suo orologio biologico.

Keanu Reeves incarna Constantine con quella stanchezza specifica che ha sempre reso il suo stile recitativo efficace nei ruoli giusti. Non è un personaggio espansivo — parla poco, si muove lentamente, porta il peso di sapere troppo. È il perfetto contrario dell’eroe d’azione tradizionale: non salva le persone perché vuole, le salva perché deve.

La trama: angeli, demoni e il confine tra i mondi

Los Angeles. Una donna si suicida gettandosi da un tetto di ospedale psichiatrico. Il detective Angela Dodson (Rachel Weisz) non crede al suicidio — sua sorella gemella Isabel era molto religiosa, non avrebbe mai compiuto un atto condannato dalla Chiesa.

Parallelamente, Constantine nota qualcosa di preoccupante: i semi-demoni stanno attraversando il confine tra le dimensioni in modi che violano le regole fondamentali del loro accordo con gli angeli. Qualcuno sta preparando qualcosa di enorme.

L’indagine di Angela e quella di Constantine convergono. Isabel non si è suicidata per motivi personali — era entrata in contatto con qualcosa di troppo grande. La connessione porta alla scoperta di una cospirazione che coinvolge l’arcangelo Gabriele (Tilda Swinton) e Mammon, figlio di Satana, che vuole attraversare il confine tra dimensioni per conquistare il mondo fisico.

La regola fondamentale del film — basata sulla tradizione biblica — è che né gli angeli né i demoni possono interferire direttamente con il libero arbitrio umano. Possono tentare, sussurrare, influenzare, ma non agire direttamente. Il piano di Mammon richiede un tramite umano con abbastanza potere psichico da aprire il portale — e Isabel era quella persona.

Il cast: da Tilda Swinton a Peter Stormare

Francis Lawrence ha costruito un cast di caratteristi eccezionali intorno a Reeves, e ogni personaggio secondario porta qualcosa di distintivo.

Tilda Swinton come Gabriele è la scelta più interessante. Il film inverte il tropo dell’angelo buono: Gabriele è il villain principale, un essere di pura bellezza che disprezza profondamente l’umanità. “God has a plan,” dice, “you’re just too primitive to understand it.” Swinton porta quella qualità algida e non-umana che ha reso celebre la sua carriera — non c’è empatia nel suo Gabriele, solo certezza assoluta.

Peter Stormare come Lucifero è il momento più memorabile del film. Appare solo nei minuti finali, in giacca bianca sporca, piedi scalzi che colano catrame nero, con un’energia bassa e sardonica. Non è il Satana biblico terrificante né il tentatore seducente — è qualcosa di più disturbante: un burocrate del male che odia Constantine tanto quanto lo rispetta. Il modo in cui cammina, il modo in cui parla, la soddisfazione malvagia con cui considera ogni opzione: Stormare trasforma venti minuti di schermo in una performance indimenticabile.

Shia LaBeouf come Chas, l’assistente giovane e entusiasta di Constantine, porta un contrasto necessario con il protagonista cupo. Il suo arco narrativo — da ragazzo in cerca di istruzione a vittima sacrificale, fino alla rivelazione finale come angelo — è uno dei più soddisfacenti del film.

Djimon Hounsou come Papa Midnite, il neutrale proprietario di un club soprannaturale che non prende lati tra angeli e demoni, offre uno dei personaggi più originali: un vodoo-man afroamericano che applica le regole con imparzialità assoluta.

Rachel Weisz nel doppio ruolo di Angela e Isabel è il cuore umano del film — la prospettiva di chi entra nel mondo soprannaturale dall’esterno, senza anni di esperienza a proteggerla.

Il sistema soprannaturale: le regole del gioco

Una delle qualità di Constantine è la costruzione coerente delle sue regole cosmologiche.

Il mondo è diviso tra Cielo e Inferno, con la Terra in mezzo come campo di battaglia neutro. Né gli angeli né i demoni possono interferire direttamente — possono solo influenzare indirettamente, attraverso tentazioni o ispirazione. I “mezzi esseri” — metà umani, metà angeli o metà demoni — possono operare nel mondo fisico ma con limitazioni.

Constantine esiste come anomalia: un umano puro che può vedere i semi-esseri nella loro forma reale. Non ha poteri soprannaturali nel senso tradizionale — usa conoscenza, artefatti e rituali antichi. Il suo arsenale include proiettili in oro di un crocifisso fuso, acqua santa usata come proiettile, specchi come portali, e la Bibbia Verbis Diablo — il testo sacro di Satana.

La regola più importante è quella del libero arbitrio: Dio e Satana non possono intervenire direttamente perché hanno scommesso sull’umanità. Se uno dei due interferisce apertamente, perde la scommessa. Questa regola è il motore di tutta la trama — e la sua violazione da parte di Gabriele è il nodo narrativo centrale.

Il villain inaspettato: Gabriele contro l’umanità

La rivelazione che Gabriele è il villain principale è uno dei momenti più efficaci del film.

Non è Satana il nemico. Non è un demone. È un angelo — il messaggero di Dio — che ha sviluppato un odio profondo per l’umanità e un disprezzo totale per il modo in cui Dio la tratta. Perché Dio ama così tanto questi creature imperfette? Perché gli angeli devono servire qualcosa di così inferiore?

Il piano di Gabriele è brutalmente logico dalla sua prospettiva: lasciar entrare Mammon, permettere la tribolazione, far sì che gli umani che sopravvivono siano stati davvero messi alla prova. Solo così diventerebbero degni dell’amore divino. È un’interpretazione letterale e spietata della teologia del sacrificio.

Tilda Swinton porta a Gabriele qualcosa che rende il personaggio più inquietante di qualsiasi demone: la certezza assoluta di avere ragione. Non c’è dubbio, non c’è esitazione. È la terribile chiarezza del fanatismo — anche quando il fanatico è un angelo.

Il finale di Constantine spiegato

Il finale è costruito su più livelli e merita di essere analizzato con attenzione.

Constantine, scoperto che Angela è il tramite vivente che Mammon sta usando per attraversare il confine, capisce che deve portare Lucifero in persona. L’unico modo per farlo è morire — di nuovo. Si taglia i polsi.

Lucifero appare, contento di raccogliere finalmente la sua preda. Ma Constantine non chiede la propria salvezza. Chiede quella di Isabel — la sorella gemella di Angela, morta per colpa di tutto questo. L’atto è disinteressato, completamente contrario alla sua natura calcolatrice.

Dio lo vede. Constantine viene accolto in Paradiso.

Lucifero, furioso, non può sopportare che Constantine gli sfugga. Per dispetto — puro dispetto burocratico — lo riporta in vita e lo guarisce dal cancro. Preferirebbe avere Constantine vivo e sano per anni e anni piuttosto che perderlo in Paradiso.

La scena successiva mostra Constantine che si libera del pacchetto di sigarette e prende un chewing gum al posto — piccolo gesto che dice tutto: per la prima volta nella sua vita non sta cercando di morire abbastanza in fretta.

Nel post-credits, Chas appare come angelo al suo funerale. Constantine lascia il suo accendino sulla tomba: un addio, ma anche un riconoscimento.

Il paradosso teologico del finale è elegante: la salvezza non si guadagna con il calcolo. Si guadagna quando smetti di cercarla.

Differenze dal fumetto Hellblazer

Il John Constantine dei fumetti — creato da Alan Moore in Swamp Thing nel 1984, poi protagonista di Hellblazer per 25 anni — è un personaggio molto diverso.

Nel fumetto, Constantine è inglese, biondo, con l’impermeabile sgualcito e una sigaretta perpetua — stilisticamente ispirato a Sting dei Police (Moore stesso ha confermato questo). È un uomo del Nord dell’Inghilterra, con un accento working class, un passato da mago dilettante che ha fatto cose terribili.

Il Constantine del fumetto è, fondamentalmente, un bastardo. Manipola tutti — amici, nemici, angeli, demoni. Li usa come pedine. Ha mandato amici alla morte per vincere scommesse cosmiche. Non ha sensi di colpa convenzionali. È il personaggio più moralmente ambiguo del fumetto mainstream degli anni ‘80 e ‘90.

Il Keanu Reeves del film è molto più convenzionalmente eroico — la sua malevolenza è superficiale, il suo cuore è fondamentalmente buono. Il cancro sostituisce il vizio come elemento autodistruttivo. L’ambientazione si sposta da Londra a Los Angeles.

La cura dal cancro nel fumetto funziona in modo diverso: Constantine, sapendo di avere un cancro terminale, vende la propria anima a tre diversi signori dell’inferno simultaneamente. Quando muore, i tre non possono permettersi una guerra tra loro per la sua anima — troppo pericolosa per l’equilibrio infernale — e sono costretti a guarirlo. È un imbroglio degno di un imbroglione.

Constantine e l’eredità del cinema soprannaturale

Uscito nel 2005, Constantine si inserisce in un periodo produttivo per il cinema soprannaturale americano che includeva anche Dogma di Kevin Smith (1999), Van Helsing (2004), e Underworld (2003). Condivide con questi film un approccio “mitologia come worldbuilding” — prendere la teologia cristiana (o altre) come punto di partenza per costruire un sistema narrativo autonomo.

La differenza è che Constantine è più cupo, più nichilista, più interessato al costo emotivo della conoscenza soprannaturale. Non è un film che celebra i poteri del protagonista — li tratta come una condanna.

Il film ha influenzato direttamente la serie TV Constantine (NBC, 2014-2015) con Matt Ryan, cancellata dopo una stagione ma molto più fedele al tono del fumetto. Matt Ryan ha poi portato il personaggio in Arrow e Legends of Tomorrow (The CW), dove è diventato uno dei personaggi più amati del Arrowverse.

Nel 2022 è stato confermato che un sequel con Keanu Reeves è in sviluppo — vent’anni dopo, il personaggio ha abbastanza di un seguito da giustificare il ritorno.

Il diavolo di Peter Stormare: un’analisi

In un film pieno di buone performance, Peter Stormare ruba la scena in modo clamoroso con pochi minuti di schermo.

Il suo Lucifero non è teatrale. Non è seduttivo. Non è terrificante nel senso convenzionale. È qualcosa di più sottile e più disturbante: un essere di potere immenso che si comporta come un funzionario infastidito.

Stormare ha raccontato in interviste che ha avuto un disaccordo con il regista sul costume — voleva qualcosa di più basso, più fisicamente strano. Ha vinto lui: la giacca bianca sporca, i piedi nudi che perdono catrame, le maniche troppo lunghe. È la rappresentazione fisica di qualcuno che non appartiene al mondo fisico ma è costretto a visitarlo.

La scena più memorabile è il confronto con Constantine dopo la morte. Lucifero potrebbe semplicemente prendere la sua anima. Invece si siede, considera, valuta le opzioni con la soddisfazione di chi sa di avere tutto il tempo del mondo. Quando capisce che Constantine sta per sfuggirgli, la sua reazione — non furore, ma dispetto burocratico — è comica e terrificante allo stesso tempo.

“I’ll be waiting,” dice portandolo in vita. Non è una minaccia. È una promessa rilassata. Sa che la partita non è finita.

Il sequel mai realizzato e l’eredità di Matt Ryan

Per quasi vent’anni, il sequel di Constantine è rimasto in un limbo creativo che ha frustrato i fan.

Francis Lawrence era disponibile. Keanu Reeves era disponibile — il film aveva guadagnato 230 milioni di dollari con un budget di 100, abbastanza per giustificare un seguito. Warner Bros. ha sviluppato più sceneggiature nel corso degli anni, ma nessuna ha mai raggiunto la produzione.

Nel frattempo, DC ha deciso di percorrere una strada diversa: una serie TV NBC nel 2014 con Matt Ryan nel ruolo di Constantine, questa volta molto più fedele all’estetica del fumetto — inglese, biondo, senza filtri. La serie è stata cancellata dopo una stagione nonostante le ottime critiche, ma Matt Ryan ha continuato il personaggio in Arrow, Legends of Tomorrow, e in un film animato (Constantine: City of Demons, 2018). La sua interpretazione è considerata la più fedele alle intenzioni di Hellblazer.

Nel 2022, con il successo di The Batman e il rilancio dell’universo DC, il sequel con Keanu Reeves è tornato nelle conversazioni ufficiali. J.J. Abrams è stato collegato al progetto in varie voci di corridoio. Nel nuovo DCU di James Gunn e Peter Safran, il personaggio di Constantine è stato confermato come parte del piano — ma in quale forma e con quale attore è ancora da definire.

La resistenza del personaggio a vent’anni di distanza dice qualcosa di preciso: Constantine ha intercettato una nicchia di pubblico che vuole il soprannaturale trattato con serietà, senza l’ironia dell’MCU e senza la durezza eccessiva di certi film DC. Il tono giusto, a metà strada tra il noir e l’horror teologico, non è facile da replicare.

Dove vedere Constantine in streaming in Italia

Constantine poster
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Constantine (2005)

★★★★★ 4.4 (1207)

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Constantine (2005) è disponibile in Italia su:

  • Netflix — disponibile nell’abbonamento standard
  • Amazon Prime Video — disponibile come noleggio o acquisto

La disponibilità delle piattaforme può cambiare. Verificare l’offerta attuale sulle singole piattaforme prima di abbonarsi.

Il film è stato distribuito in Italia con il titolo invariato (Constantine) e il doppiaggio italiano è di buona qualità.

Constantine nel contesto del cinema su angeli e demoni

Constantine si inserisce in un filone preciso del cinema soprannaturale che usa la cosmologia cristiana come punto di partenza per storie laiche.

Il confronto naturale è con Dogma (1999) di Kevin Smith, che usa la stessa mitologia biblica in chiave più comica ma altrettanto seria nelle implicazioni teologiche. Dove Smith gioca con il paradosso e l’umorismo, Lawrence resta nel thriller cupo — ma entrambi trattano angeli e demoni come forze reali con motivazioni comprensibili.

Supernatural (la serie TV) ha esplorato gli stessi temi in modo più esteso, con una mitologia che si espande e si complica per 15 stagioni. La serie deve molto all’estetica di Constantine — l’esorcista solitario, il codebook soprannaturale, il costo personale della conoscenza — anche se raramente lo cita direttamente.

Good Omens offre un’altra prospettiva sullo stesso universo teologico: angeli e demoni che decidono di disobbedire ai rispettivi superiori per ragioni personali. Dove Constantine è cupo, Good Omens è ironico — ma la domanda di fondo è la stessa: cosa significa il libero arbitrio quando Cielo e Inferno hanno già un piano?

Lucifer (la serie Fox/Netflix) riprende il tropo del Diavolo in forma umana e lo spinge in direzione procedurale — Lucifer Morningstar che aiuta la polizia a Los Angeles, stanca di regnare sull’inferno. Il confronto con il Lucifero di Peter Stormare è interessante: stesso personaggio, due interpretazioni opposte della sua natura.

Domande frequenti

Come finisce Constantine (2005)? Constantine si taglia i polsi per evocare Lucifero in persona. Invece di chiedere la propria salvezza, chiede quella di Isabel Dodson. Questo atto altruistico gli guadagna un posto in Paradiso — ma Lucifero, per dispetto, lo riporta in vita e lo guarisce dal cancro al polmone. Nel post-credits, Chas si rivela come angelo.

Constantine è basato su un fumetto? Sì, sul personaggio John Constantine di DC/Vertigo, nato in Swamp Thing (Alan Moore, 1984) e protagonista di Hellblazer per 25 anni. Il film prende molte libertà — cambia ambientazione, aspetto e personalità del personaggio rispetto alla versione originale inglese.

Perché Constantine è condannato all’inferno? Da bambino ha tentato il suicidio. Il suicidio, nella cosmologia del film, è un peccato mortale che condanna automaticamente l’anima all’inferno. Constantine combatte i demoni nel tentativo di guadagnarsi il Paradiso nonostante questo.

Chi interpreta il diavolo in Constantine? Peter Stormare, in una delle rappresentazioni più iconiche del Diavolo al cinema: giacca bianca sporca, piedi scalzi che colano catrame, tono burocratico e sardonico.

Esiste un sequel di Constantine? Un sequel con Keanu Reeves è stato annunciato ma mai prodotto. Nel 2014 è uscita una serie NBC con Matt Ryan (più fedele ai fumetti), che ha poi continuato nell’Arrowverse.

Chi interpreta l’angelo Gabriele in Constantine? Tilda Swinton. Nel film Gabriele è il villain principale: un angelo che disprezza l’umanità e vuole permettere a Mammon di invaderla. È la scelta di casting più sorprendente del film — e la più riuscita.

Constantine è fedele al fumetto Hellblazer? Solo parzialmente. Il film sposta l’ambientazione da Londra a Los Angeles, cambia il look di Constantine (biondo inglese nel fumetto, americano scuro nel film) e lo rende meno cinico. Il Constantine dei fumetti è un manipolatore che sacrifica chiunque, inclusi gli amici.

Chi è Chas in Constantine? Chas Kramer (Shia LaBeouf) è l’assistente giovane di Constantine. Muore nel film ucciso da Gabriele. Nel post-credits viene rivelato come angelo che sale al cielo.

Cosa significa il finale di Constantine? La vera salvezza viene dall’altruismo, non dal calcolo. Constantine ha cercato per anni di “guadagnarsi” il Paradiso — una transazione. Quando rinuncia alla propria salvezza per chiedere quella di Isabel, l’atto disinteressato lo rende meritevole. Il paradosso: smettere di cercare la salvezza è l’unico modo per ottenerla.

Cosa rappresenta la Lancia del Destino in Constantine? È la lancia che trafisse il costato di Cristo nella crocifissione. Nel film è l’arma che permette a Mammon di attraversare tra le dimensioni. Corrisponde alla Heilige Lanze reale, conservata a Vienna.

Constantine è su Netflix? Sì, Constantine (2005) è disponibile su Netflix Italia. È disponibile anche su Amazon Prime Video. La disponibilità può variare — verificare sulla piattaforma.

Constantine è horror o d’azione? Entrambe le cose con una componente di noir soprannaturale: atmosfera horror (demoni, esorcismi, inferno visivo), sequenze d’azione (la battaglia finale, il confronto con Gabriele), struttura da detective noir con Rachel Weisz che indaga sulla sorella.

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