Una lucertola con la pelle di donna (1971): trama, finale e il primo grande Fulci
Nel 1970, Dario Argento esordì nel cinema di genere con L’Uccello dalle Piume di Cristallo e inventò — o perfezionò, a seconda di chi si chiede — il giallo italiano. La formula includeva un titolo con un animale, una Roma o una città internazionale come sfondo, e sequenze di violenza girate con cura estetica ossessiva.
L’anno dopo, Lucio Fulci fece la stessa cosa. E fece una cosa completamente diversa.
Una lucertola con la pelle di donna (1971) ha un titolo animale perché la produzione lo richiedeva — per cavalcare il successo di Argento. Ma il film che Fulci girò dentro quel format è qualcosa di più inquietante e più personale: un’indagine nella mente di una donna borghese, attraverso i suoi sogni, verso una verità che lei stessa non riesce a guardare in faccia.
Trama: i sogni di una donna perbene
Carol Hammond (Florinda Bolkan) è una donna della upper class londinese, sposata con un avvocato (Jean Sorel), figlia di un politico conservatore (Leo Genn). Vive in una casa elegante, frequenta i circoli giusti, ha tutto ciò che la sua classe richiede.
Ma sogna. E nei suoi sogni uccide la vicina Julia, una donna libertina e anticonformista che tiene feste eccentriche nell’appartamento sopra il suo.
Quando Julia viene trovata effettivamente morta — con i segni che corrispondono ai sogni di Carol — Carol diventa sospettata. Ma come può essere colpevole di qualcosa che ha fatto solo in sogno?
L’ispettore Corvin (Stanley Baker) indaga. Carol consulta uno psichiatra. Il confine tra sogno e realtà diventa sempre più poroso.
La Londra del film: tra eleganza e controcultura
Una lucertola con la pelle di donna usa Londra non come semplice sfondo ma come specchio delle tensioni del suo tempo.
Il 1971 è l’anno in cui la swinging sixties è finita ufficialmente: le promesse di libertà della controcultura si sono scontrate con la realtà, la guerra del Vietnam continua, i Beatle si sono sciolti. Carol abita in questo mondo di transizione: la sua eleganza borghese è circondata dalla controcultura di Julia, dalle feste psichedeliche, dai giovani che rifiutano le regole della sua classe.
Il film usa questa tensione come motore narrativo: i sogni erotici e violenti di Carol non sono solo sintomi psicologici, sono la manifestazione di un desiderio represso di abbattere i confini della sua vita ordinata. Julia rappresenta ciò che Carol non può essere — e quindi, nella logica del sogno, ciò che Carol vuole distruggere.
Florinda Bolkan: la mente come campo di battaglia
Florinda Bolkan porta in Carol qualcosa di difficile da recitare: la dissociazione. Il personaggio non sa se ciò che ricorda è reale o sognato, e questa incertezza deve essere costantemente visibile nella performance senza diventare isteria.
Bolkan lo risolve attraverso la sottrazione: Carol non urla, non crolla, non fa scene. Rimane apparentemente composta mentre dentro di sé tutto si disintegra. Questa compostezza è più terrificante dell’isterismo sarebbe.
Il contrasto con la performance di Bolkan in Non si sevizia un paperino è illuminante: Maciara è primitiva, fisica, istintiva. Carol è razionale, controllata, borghese. Sono due approcci opposti alla stessa attrice da parte dello stesso regista.
Ennio Morricone: il tema del sogno
La colonna sonora di Ennio Morricone è uno degli elementi più preziosi del film.
Morricone crea un tema che cambia registro tra le sequenze reali e quelle oniriche: nella realtà, la musica è classicamente elegante — orchestra, archi, la Londra borghese dei concerti. Nei sogni, la musica diventa psichedelica, con voci femminili, strumenti esotici, ritmi irregolari.
Questo cambio di registro musicale funziona come segnale per lo spettatore: quando la musica cambia, stiamo entrando nella mente di Carol. Ma Fulci gioca con questo codice — ci sono momenti in cui non è chiaro quale musica stia suonando, e quindi non è chiaro se siamo dentro o fuori la mente della protagonista.
È una collaborazione tra Morricone e Fulci che produce qualcosa di più complesso di quanto si trovi nei film successivi di Fulci con Fabio Frizzi — non perché Frizzi sia inferiore, ma perché il soggetto qui richiede sofisticazione diversa.
Il processo dei cani: la storia più assurda del cinema italiano
Una lucertola con la pelle di donna contiene una sequenza in cui Carol, in un edificio abbandonato, trova cani vivisezionati — con organi esposti e ancora vivi.
Il truccatore Carlo Rambaldi — che avrebbe poi vinto tre Oscar per gli effetti visivi, inclusi quelli per ET l’Extraterrestre di Spielberg — aveva creato modelli meccanici così realistici che la produzione fu denunciata per crudeltà sugli animali. Il produttore Carlo Ponti fu portato in giudizio.
Il processo è entrato nella storia del cinema italiano per la soluzione adottata dalla difesa: Rambaldi portò i “cani” in aula e li aprì davanti al giudice, mostrando che erano macchine. Il caso fu archiviato.
È la storia più assurda e più meravigliosa del cinema di genere italiano — e testimonia quanto fossero realistici gli effetti di Rambaldi anche trent’anni prima di ET.
Il titolo e il debito con Argento
Il titolo fu imposto dalla produzione. Il successo della trilogia animale di Dario Argento — L’Uccello dalle Piume di Cristallo (1970), Il Gatto a Nove Code (1971), Quattro Mosche di Velluto Grigio (1971) — aveva creato un format commerciale che i distributori volevano replicare.
Fulci non era entusiasta della scelta. In interviste successive disse che il titolo non aveva niente a che fare con il film che voleva fare — era una scelta commerciale, non artistica.
Il film di Fulci è stilisticamente molto diverso da Argento: meno estetico, più psicologico, meno interessato alle sequenze di violenza come momenti visivi elaborati, più interessato alla mente della protagonista. Condividono il genere ma non la filosofia.
Una lucertola nel contesto della filmografia di Fulci
Una lucertola con la pelle di donna è il punto d’inizio — il film in cui Fulci trova per la prima volta il modo di usare il genere per dire qualcosa di personale.
I film successivi seguono questo principio ma lo portano in direzioni diverse: Non si sevizia un paperino (1972) usa il giallo per la critica sociale; Zombi 2 (1979) usa l’horror per esplorare la morte come forza cosmica; la Trilogia della Morte (1980-81) porta questa esplorazione al suo vertice.
Una lucertola è il momento in cui Fulci scopre che il cinema di genere può essere un veicolo per idee.
Dove vedere Una lucertola con la pelle di donna in Italia
Una lucertola con la pelle di donna è disponibile su Amazon Prime Video e su piattaforme di cinema classico italiano. Verificate la disponibilità su JustWatch. Esistono edizioni in Blu-ray con il film restaurato.

Domande frequenti
Come finisce Una lucertola con la pelle di donna?
Carol scopre che i suoi sogni non erano fantasie ma la rielaborazione inconscia di qualcosa che ha davvero visto. Il killer si rivela essere qualcuno della sua cerchia, e la risoluzione coinvolge una rivelazione sul suo stesso passato. Il finale è più convenzionale rispetto ai film horror successivi di Fulci, ma ha una qualità psicologica che anticipa il suo percorso artistico.
Chi ha composto la colonna sonora di Una lucertola con la pelle di donna?
La colonna sonora è di Ennio Morricone — una delle collaborazioni più preziose della filmografia di Fulci. Morricone crea un tema che oscilla tra il classico e il psichedelico, perfetto per un film che esplora la mente attraverso i sogni.
Il processo sui cani vivisezionati è una storia vera?
Sì. Durante le riprese, il truccatore Carlo Rambaldi creò cani con organi esposti così realistici che il produttore Carlo Ponti fu denunciato per crudeltà sugli animali. Il caso andò in tribunale e Rambaldi dovette dimostrare che si trattava di effetti speciali — portando i ‘cani’ in aula e mostrandone la meccanica. Il caso è una delle storie più assurde della storia del cinema italiano.
Perché il titolo fa riferimento a una lucertola?
Il titolo richiama l’estetica dell’animal-title tipica del giallo italiano dell’epoca (inaugurata da Dario Argento con L’Uccello dalle Piume di Cristallo nel 1970). ‘Una lucertola con la pelle di donna’ è un’immagine onirica — qualcosa che sembra familiare ma ha qualcosa di sbagliato sotto la superficie. È la metafora della protagonista stessa.
Dove è ambientata Una lucertola con la pelle di donna?
Il film è ambientato a Londra — la Londra della swinging sixties che stava diventando la Londra dei primi anni ‘70. I quartieri eleganti, le feste borghesi, la controcultura hippie: tutto è presente in un mix che riflette la città in transizione.
Dove vedere Una lucertola con la pelle di donna in streaming in Italia?
Il film è disponibile su Amazon Prime Video e su piattaforme di cinema classico italiano. Verificate la disponibilità su JustWatch. Esistono edizioni in Blu-ray con la versione restaurata.
Florinda Bolkan è la stessa attrice di Non si sevizia un paperino?
Sì. Florinda Bolkan lavorò con Fulci in entrambi i film — in Una lucertola interpreta Carol, la protagonista borghese tormentata dai sogni; in Non si sevizia un paperino interpreta Maciara, la donna ai margini della società. Sono ruoli opposti che mostrano la versatilità dell’attrice.
Una lucertola con la pelle di donna è il primo film horror di Fulci?
È il primo film in cui Fulci mescolò giallo e horror in modo programmatico. Prima di questo film, Fulci aveva girato commedie e drammi. Questo segnò l’inizio del suo percorso nel cinema di genere.
Carlo Rambaldi lavorò con Spielberg?
Sì. Carlo Rambaldi, che creò gli effetti speciali controversi di Una lucertola con la pelle di donna, è lo stesso Rambaldi che successivamente creò ET l’Extraterrestre per Steven Spielberg e vinse tre Oscar per gli effetti speciali. Il processo per i cani vivisezionati è uno degli episodi più incongrui del percorso di questo maestro degli effetti visivi.
Il film ha sequenze oniriche?
Sì, abbondantemente. Una buona parte del film si svolge attraverso i sogni di Carol — sequenze psichedeliche, cariche di erotismo e violenza, girate in modo espressivamente diverso dalla realtà del film. Questi sogni sono la cosa più visivamente originale del film.
Una lucertola con la pelle di donna è influenzato da Dario Argento?
Il titolo fu imposto dalla produzione per sfruttare il successo della trilogia animale di Argento (L’Uccello dalle Piume di Cristallo, Il Gatto a Nove Code, Quattro Mosche di Velluto Grigio). Fulci si adattò al format del titolo, ma il film è stilisticamente diverso da Argento: più psicologico, meno estetico, più interessato alla mente della protagonista che alle sequenze di violenza.
In che ordine vedere i film di Lucio Fulci?
Per il ciclo giallo: Una lucertola con la pelle di donna (1971) → Non si sevizia un paperino (1972) → Lo squartatore di New York (1982). Guida completa: Filmografia di Lucio Fulci.



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