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Perché I delitti del BarLume funziona da 13 stagioni: ordine degli episodi, cast, romanzi di Malvaldi e dove vederlo

Un barista che non vuole indagare, quattro pensionati che non smettono di farlo e un paese della costa toscana che non esiste: la commedia gialla più longeva di Sky
2013 ⭐ 7.7/10
Perché I delitti del BarLume funziona da 13 stagioni: ordine degli episodi, cast, romanzi di Malvaldi e dove vederlo
Anno 2013
Generi Commedia, Giallo
Stagioni 13
Episodi 30
Cast Filippo Timi, Lucia Mascino, Enrica Guidi, Alessandro Benvenuti, Stefano Fresi, Corrado Guzzanti

Massimo Viviani non vuole indagare.

Vuole solo che quattro pensionati smettano di parlare di omicidi al tavolino del suo bar.

Non ci riesce da tredici stagioni. I delitti del BarLume, la serie Sky ispirata ai romanzi di Marco Malvaldi, va in onda dal 2013 e racconta sempre la stessa situazione: in un paese della costa toscana succede un delitto, la polizia fa quello che può, e al BarLume quattro anziani clienti fissi trasformano il caso in un pettegolezzo, il pettegolezzo in un’ipotesi e l’ipotesi, quasi sempre, nella soluzione.

È una premessa semplice. Il motivo per cui regge da trenta episodi è meno ovvio: la serie ha capito che in un giallo di paese la vera indagine non la fa chi ha il distintivo. La fa chi conosce tutti, ricorda tutto e ha tutto il tempo del mondo.

A Pineta queste persone esistono. Stanno al bar dalla mattina alla sera, e nessuno riesce a mandarle a casa.

Di cosa parla I delitti del BarLume: un barista, quattro vecchietti e un commissario

Pineta è un paese immaginario del litorale toscano, sospeso tra la provincia di Pisa e quella di Livorno. D’estate si riempie di turisti, d’inverno torna a essere un posto dove tutti conoscono gli affari di tutti.

Al centro del paese c’è il BarLume, gestito da Massimo Viviani: un uomo intelligente, scontroso, appena divorziato, che ha scelto di fare il barista per vivere tranquillo e ottiene l’esatto contrario. Il suo bar è il quartier generale dei “bimbi”, come si chiamano tra loro quattro pensionati che passano le giornate a giocare a carte, leggere i giornali, insultarsi e commentare qualunque cosa succeda in paese.

Quando a Pineta muore qualcuno in circostanze strane, i bimbi si mettono al lavoro. Non hanno metodo, non hanno scrupoli e non hanno nessun rispetto per la privacy. Hanno però tre cose che la polizia non ha: una rete di parenti e conoscenti che copre ogni famiglia del paese, una memoria che risale a sessant’anni prima e una curiosità inesauribile.

Massimo, che ascolta i loro discorsi mentre serve i caffè, finisce ogni volta per vedere il collegamento che manca. E ogni volta deve convincere il commissario Vittoria Fusco, una poliziotta seria, cinica e poco disposta a farsi aiutare da un barista, che la sua intuizione non è solo l’ennesima chiacchiera da bar.

Ogni episodio dura circa 90 minuti ed è costruito come un film TV con un caso che si apre e si chiude. Intorno ai casi, però, scorre una trama orizzontale fatta di amori, figli, soci, debiti, promozioni e ritorni. È questa seconda trama, più della prima, che ha trasformato la serie in un appuntamento fisso.

I “bimbi”: Ampelio, Emo, Aldo, Pilade e il Rimediotti

Il cuore della serie non è Massimo. Sono loro.

Ampelio Viviani, interpretato da Carlo Monni, era il capo naturale del gruppo nella prima stagione: burbero, di sinistra, con la battuta sempre pronta. Monni, attore toscano legato al primo Benigni e a Non ci resta che piangere, è morto il 19 maggio 2013, prima ancora che la serie andasse in onda. Nella seconda stagione Ampelio muore anche nella finzione: l’episodio La tombola dei troiai si apre con il suo funerale.

Il suo posto al tavolino lo prende Emo Bandinelli, interpretato da Alessandro Benvenuti, ex pescivendolo ed ex suocero di Massimo. È un’invenzione della serie, non esiste nei romanzi, ed è diventato presto il nuovo leader del gruppo: vanitoso, polemico, sempre convinto di avere ragione.

Aldo Griffa (Massimo Paganelli) è il più misurato dei quattro: parla poco, gestisce un ristorante e ragiona prima di aprire bocca, cosa rarissima al BarLume.

Pilade Del Tacca (Atos Davini) è un ex impiegato del catasto comunale, pauroso, goloso e custode di una quantità impressionante di informazioni su chi possiede cosa a Pineta.

Gino Rimediotti (Marcello Marziali) è l’ex postino tirchio e irascibile, quello che legge i giornali ad alta voce e trova sempre un complotto. Marziali, livornese, è morto il 30 novembre 2023 a 84 anni. La serie ha scelto di non raccontare la morte del personaggio: nella dodicesima stagione il Rimediotti sparisce misteriosamente, e la polizia scopre un giro di diamanti di contrabbando. Un’uscita di scena rocambolesca, più adatta al personaggio di un funerale.

Dalla stagione 11 al gruppo si è aggiunto Cosimo Guazzelli, il padre di Tiziana, interpretato da Marco Messeri: un anziano che per un’intera stagione finge di soffrire di demenza.

I bimbi funzionano perché la serie non li tratta mai con tenerezza. Sono pettegoli, egoisti, a volte crudeli, spesso ridicoli. Ma sono anche le uniche persone di Pineta che non si fermano alle apparenze. Nel loro modo sgangherato sono una forma di intelligenza collettiva: la memoria di un paese intero riunita attorno a un tavolino.

Massimo Viviani, la Fusco e la Tizi: i personaggi principali

Filippo Timi, attore umbro arrivato alla serie dal teatro e dal cinema d’autore, interpreta Massimo Viviani da tredici stagioni. Il suo Massimo è una figura quasi tragica prestata alla commedia: brillante, orgoglioso, incapace di gestire la propria vita sentimentale e convinto, contro ogni evidenza, di essere l’unica persona ragionevole del paese. Nel corso della serie cede le sue quote del bar al fratellastro, finisce in Argentina, torna, si ritira in montagna con un gregge di capre e torna di nuovo.

Lucia Mascino è Vittoria Fusco, il commissario di Pineta. La Fusco è il contrappeso di Massimo: rigida, sarcastica, dedita al lavoro, con un passato che la serie svela poco alla volta. Il loro rapporto, fatto di attrazione, rivalità e reciproca irritazione, è uno dei fili più lunghi della serie.

Enrica Guidi interpreta Tiziana Guazzelli, detta “Tizi”, prima banconista e poi socia del BarLume. È il personaggio che cambia di più: sposa Marchino per pochi mesi, ha una storia e un figlio, Ampelino, con Massimo, poi una relazione e una figlia, Marina, con Beppe. È anche la persona più concreta dell’intera Pineta.

Accanto a loro:

  • Paolo Cioni è Marchino Pardini, barista, ex marito della Tizi e aspirante trapper
  • Stefano Fresi è Beppe Battaglia, il fratellastro romano di Massimo, arrivato nella stagione 5
  • Corrado Guzzanti è Paolo Pasquali, assicuratore veneto, truffaldino e logorroico, diventato sindaco di Pineta
  • Michele Di Mauro è Gianluigi Maria Tassone, il funzionario siciliano che fa carriera grazie ai casi risolti da altri, fino a diventare Capo della Polizia e ministro dell’Interno
  • Daniele Marmi e Guglielmo Favilla sono gli agenti Cioni e Govoni, il primo pigro e il secondo innamorato senza speranza della Fusco

L’arrivo di Guzzanti e Fresi nella quinta stagione ha cambiato l’equilibrio della serie. Pasquali in particolare ha portato una comicità più surreale, quasi da sketch, che ha allontanato il BarLume dal giallo classico e lo ha spinto verso la commedia corale. È la ragione per cui alcuni spettatori della prima ora rimpiangono le stagioni iniziali, e per cui un pubblico nuovo ha scoperto la serie.

Dai romanzi di Marco Malvaldi alla serie Sky

Marco Malvaldi è un chimico pisano che nel 2007 ha pubblicato con Sellerio il suo primo romanzo, La briscola in cinque. Il libro raccontava un barista con un dottorato in matematica e quattro vecchietti che parlano in vernacolo pisano e risolvono un omicidio a colpi di chiacchiere. Il successo è stato tale da trasformarlo in una serie di romanzi che Malvaldi scrive ancora oggi:

  1. La briscola in cinque (2007)
  2. Il gioco delle tre carte (2008)
  3. Il re dei giochi (2010)
  4. La carta più alta (2012)
  5. Il telefono senza fili (2014)
  6. La battaglia navale (2016)
  7. A bocce ferme (2018)
  8. Bolle di sapone (2021)
  9. La morra cinese (2023)
  10. Piomba libera tutti (2025)

A questi si aggiungono diversi racconti usciti nelle antologie gialle di Sellerio, raccolti in Sei casi al BarLume (2016) e L’uomo vestito di arancione (2026).

La serie, prodotta da Palomar per Sky, ha preso dai libri il paese, il bar, i vecchietti e il tono, ma ha cambiato molto altro.

Il cambiamento più importante riguarda la polizia. Nei romanzi il commissario dei primi libri è un uomo, Vinicio Fusco, poi sostituito dalla vicequestore Alice Martelli, che diventa la compagna di Massimo. La serie fonde le due figure in Vittoria Fusco, una donna, e trasforma la storia d’amore in una tensione che dura anni senza mai risolversi davvero.

Anche il gruppo dei vecchietti cambia. Nei libri Ampelio è il nonno di Massimo; nella serie, dopo la morte di Carlo Monni, il suo ruolo passa a Emo Bandinelli, un personaggio creato per la televisione. Beppe, Pasquali, Tassone e gran parte dei personaggi secondari sono invenzioni della serie.

Poi c’è la questione dell’ordine. La prima stagione non adatta il primo romanzo: parte da Il re dei giochi e La carta più alta, e La briscola in cinque arriva solo nella seconda. Dalla quinta stagione, esauriti i romanzi più adatti, gli sceneggiatori guidati da Roan Johnson, con Ottavia Madeddu, Davide Lantieri e Carlotta Massimi, hanno iniziato a scrivere quasi solo storie originali. Oggi la serie e i libri sono due mondi paralleli: stessi nomi, strade diverse.

I delitti del BarLume quante stagioni ha: guida stagione per stagione

La serie è arrivata a 13 stagioni e 30 episodi. Le prime nove hanno due episodi ciascuna, dalla decima gli episodi diventano tre. Dopo le prime due stagioni, uscite a distanza di un anno e mezzo, il BarLume ha trovato il suo posto fisso nel calendario Sky: gennaio, ogni anno.

  • Stagione 1 (2013): Il re dei giochi, La carta più alta
  • Stagione 2 (2015): La tombola dei troiai, La briscola in cinque
  • Stagione 3 (2016): Il telefono senza fili, Azione e reazione
  • Stagione 4 (2017): Aria di mare, La loggia del cinghiale
  • Stagione 5 (2018): Un due tre stella!, La battaglia navale
  • Stagione 6 (2018-2019): Il battesimo di Ampelio, Hasta Pronto Viviani
  • Stagione 7 (2020): Donne con le palle, Ritorno a Pineta
  • Stagione 8 (2021): Mare forza quattro, Tana libera tutti
  • Stagione 9 (2022): Compro Oro, A bocce ferme
  • Stagione 10 (2023): Indovina chi?, Resort Paradiso, E allora Zumba!
  • Stagione 11 (2024): Il pozzo dei desideri, La girata, Sopra la panca
  • Stagione 12 (2025): Non è un paese per bimbi, Gatte da pelare, Sasso carta forbici
  • Stagione 13 (2026): Il gioco delle coppie, Il matrimonio di Pasquali, La danza dello squalo

Alcuni episodi hanno segnato svolte precise. Un due tre stella! porta a Pineta Beppe Battaglia e fa sparire Massimo. Hasta Pronto Viviani manda i quattro vecchietti in Argentina a cercare il barista, che a quanto pare è stato rapito. Tana libera tutti è l’episodio della pandemia, con tutto il paese chiuso in casa e un’indagine condotta a distanza. Resort Paradiso sposta i bimbi in un villaggio turistico dove un anno prima è stato commesso un delitto, e riporta a Pineta la ladra Anna Rusic, destinata a sedurre mezzo commissariato.

Per chi inizia, il consiglio è partire dalla prima stagione. Si possono vedere gli episodi anche in ordine sparso, perché ogni caso è autoconclusivo, ma si perdono i cambiamenti nella vita dei personaggi, che dopo tredici stagioni sono la parte più ricca della serie.

La stagione 13 e la 14: cosa è successo e cosa aspettarsi

La tredicesima stagione è andata in onda su Sky Cinema e NOW dal 5 gennaio 2026, per tre lunedì. Il primo episodio è diretto da Roan Johnson, il secondo da Johnson e Marco Teti, il terzo da Milena Cocozza, che dalla nona stagione si alterna alla regia.

Il gioco delle coppie parte dalla scomparsa di una turista emiliana, mentre Pasquali cerca in ogni modo di evitare il matrimonio con Susanita e i bimbi provano a trovare una fidanzata a Massimo. Proprio in quei giorni riappare Olivia, una sua vecchia compagna di università dal carattere bizzarro, interpretata da Marina Rocco. Tra gli ospiti c’è Paola Iezzi, nel ruolo di se stessa.

Il matrimonio di Pasquali sposta l’azione in Calabria, dove si celebrano le nozze tra parenti colombiani e amici armati. Susanita viene trovata morta, Pasquali diventa il primo sospettato e scappa, e la Fusco deve indagare fuori dal suo territorio insieme a un collega locale improbabile, il commissario Igor Testa, interpretato da Pietro Sermonti. Alla fine Pasquali viene scagionato, ma i guai con la famiglia della moglie sono appena iniziati.

La danza dello squalo chiude la stagione in piena estate. Uno squalo è stato avvistato nelle acque di Pineta, e quando il fidanzato di Olivia scompare in mare tutto il paese dà la colpa al pesce. Dietro la scomparsa, però, c’è una storia molto più umana, e a capirlo è Massimo, che scopre anche che Olivia è molto meno svampita di quanto sembra. Intanto Pasquali si nasconde dai parenti criminali di Susanita a casa Guazzelli, lasciando la segretaria Franca a governare il paese, e la convivenza forzata spinge Tiziana a soluzioni estreme. Il finale lascia diverse trame aperte.

La critica ha accolto la stagione con meno entusiasmo delle precedenti: per alcuni le gag cominciano a ripetersi. Sky, però, aveva già messo in cantiere la successiva.

La quattordicesima stagione è già in lavorazione. Le riprese sono partite nella primavera del 2026, da aprile tra Piombino e Follonica e da maggio sull’isola d’Elba, di nuovo con la regia di Roan Johnson. Sky non ha ancora annunciato la data di uscita. Considerando che dal 2016 la serie esce ogni anno tra fine dicembre e gennaio, l’ipotesi più probabile è l’inizio del 2027.

Pineta non esiste: Marciana Marina, l’Elba e la Toscana del BarLume

Nei romanzi Pineta si trova sul litorale pisano. La serie l’ha spostata sull’isola d’Elba.

Quasi tutti gli episodi sono girati a Marciana Marina, un piccolo comune affacciato sul mare nella parte occidentale dell’isola. Il BarLume si trova in piazza della Vittoria, e durante le riprese il paese intero si trasforma in un set, con molti abitanti chiamati a fare le comparse. Col tempo Marciana Marina è diventata una meta per i curiosi, che vanno a cercare il bar e i tavolini dei bimbi.

L’Elba ha offerto alla serie anche altri luoghi. Nell’episodio Il telefono senza fili il delitto avviene sul Monte Capanne, la montagna più alta dell’isola, con la sua cabinovia, e alcune scene sono state girate nella miniera dismessa di Vigneria, a Rio Marina.

Nelle stagioni più recenti la produzione si è spostata spesso sulla costa, tra Piombino e Follonica: il municipio di Pineta è la Pinacoteca civica di Follonica, e sempre a Follonica si trova il villaggio di Resort Paradiso. È la stessa costa, affacciata sull’Elba, che nel 2026 ha fatto da set a Erica – Una detective per caso, la serie di Canale 5 con Vanessa Incontrada ambientata a Piombino. Due gialli sugli stessi luoghi, con toni opposti: da una parte la malinconia del giallo nordico, dall’altra la farsa da bar.

La scelta dell’Elba non è solo pratica. Un’isola è una comunità chiusa per definizione, e il giallo di paese ha bisogno proprio di questo: un luogo dove l’assassino non può sparire tra la folla, perché la folla lo conosce da quando era bambino.

Roan Johnson e Palomar: la bottega che ha costruito il BarLume

Dietro I delitti del BarLume c’è una filiera che il pubblico italiano conosce benissimo, anche senza saperlo.

La casa di produzione è Palomar, la società fondata nel 1986 da Carlo Degli Esposti, la stessa che ha portato in televisione Il commissario Montalbano. Anche l’editore è lo stesso: Sellerio, la casa palermitana che pubblica sia Andrea Camilleri sia Marco Malvaldi. Il BarLume nasce quindi dentro lo stesso sistema che ha trasformato un giallo letterario in uno dei più grandi successi della televisione italiana. Ma lo prende nella direzione opposta: dove Montalbano è solare e malinconico, Pineta è sguaiata e caotica.

La prima stagione, nel 2013, è stata diretta da Eugenio Cappuccio. Dalla seconda la serie è passata nelle mani di Roan Johnson, e da allora è diventata sua.

Johnson ha una biografia che spiega bene il tono della serie. È nato a Londra nel 1975 da padre inglese e madre italiana, ma è cresciuto a Pisa, dove si è laureato in Lettere, prima di trasferirsi a Roma per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia. Conosce quindi dall’interno il toscano dei vecchietti di Malvaldi, e ha nello stesso tempo lo sguardo un po’ esterno di chi ha un’altra lingua in famiglia. Prima del BarLume aveva scritto per la televisione e diretto film come I primi della lista e Fino a qui tutto bene; dopo ha girato Piuma (2016), la serie Monterossi per Prime Video e, sempre per Palomar, il film TV La stagione della caccia - C’era una volta Vigata (2018), tratto da Camilleri.

Nel BarLume Johnson è regista, capo degli sceneggiatori e produttore creativo, e compare perfino in piccoli cameo: dalla sesta stagione interpreta l’avvocato Roby Falcucci. Dalla nona stagione alcuni episodi sono diretti da Milena Cocozza, che ha raccolto con lui le candidature per la regia all’Italian Global Series Festival.

È una continuità rara nella televisione italiana. Dodici stagioni con lo stesso regista, gli stessi autori e quasi lo stesso cast hanno dato alla serie una coerenza di tono che poche produzioni lunghe riescono a mantenere, e spiegano anche il suo limite: dopo tanti anni alcuni meccanismi comici si ripetono, e la serie lo sa.

Il tono del BarLume: il giallo come commedia di paese

I delitti del BarLume ha trovato una formula che in Italia non aveva molti precedenti.

Il giallo televisivo italiano ha sempre avuto due strade principali. Da una parte il poliziesco d’autore, con il commissario come figura morale e il crimine come specchio della società. Dall’altra la fiction familiare, dove il delitto è poco più di un pretesto per raccontare buoni sentimenti. Il BarLume non segue nessuna delle due.

La sua comicità nasce dalla lingua. I bimbi parlano un toscano sboccato, rapido, pieno di insulti affettuosi e di metafore irripetibili, e le loro discussioni hanno il ritmo di una partita a carte: si rilancia, si bluffa, si ribalta tutto. È una tradizione comica precisa, quella del teatro e del cinema toscano, da Benigni ai Giancattivi di Alessandro Benvenuti. Non a caso molti dei vecchietti sono interpretati da attori toscani cresciuti in quella tradizione.

Poi c’è la scelta di non prendersi sul serio. Il BarLume prende in giro i luoghi comuni del giallo: gli indizi che arrivano per caso, il detective dilettante sempre nel posto giusto, il colpevole che confessa appena messo alle strette. Massimo stesso è la parodia dell’investigatore geniale: capisce tutto, ma nessuno gli dà retta, e quando ha ragione nessuno glielo riconosce.

Eppure i casi funzionano. Sotto la farsa ci sono delitti costruiti con cura, moventi credibili e una rappresentazione non consolatoria della provincia italiana: speculazioni edilizie, piccole truffe, eredità contese, favori politici. Pineta è un paese dove tutti si vogliono bene e tutti si fregano a vicenda.

Negli anni la serie è stata candidata ai Nastri d’argento - Grandi Serie come miglior serie commedia (2023) e ha raccolto diverse candidature all’Italian Global Series Festival nel 2025, tra cui quelle per Lucia Mascino, Enrica Guidi e Stefano Fresi.

Il BarLume e i detective per caso: da Jessica Fletcher al Club dei Delitti del Giovedì

Massimo Viviani non ha nessun titolo per indagare. È un barista. I bimbi sono pensionati. Eppure risolvono omicidi da tredici anni.

Appartengono alla famiglia dei detective per caso, e la parentela più sorprendente arriva dall’Inghilterra. Nel 2020 Richard Osman ha pubblicato Il club dei delitti del giovedì, da cui Netflix ha tratto nel 2025 Il Club dei Delitti del Giovedì: quattro pensionati di un villaggio del Kent che studiano vecchi casi irrisolti e si ritrovano dentro un omicidio vero. Malvaldi aveva avuto un’idea molto simile tredici anni prima, e i suoi vecchietti al bar sono gli antenati italiani del club inglese. La differenza è di classe e di tono: il club di Osman è fatto di ex spie e psichiatri in un villaggio di lusso, i bimbi di Pineta sono ex postini e pescivendoli seduti fuori da un bar.

La matrice comune è La Signora in Giallo. Jessica Fletcher ha insegnato alla televisione, e al pubblico italiano che l’ha vista per decenni, che un giallo può reggersi su un protagonista senza distintivo, purché conosca le persone meglio della polizia. Anche Cabot Cove, come Pineta, era un paese dove morivano troppe persone per essere credibile, e dove proprio questa assurdità diventava parte del divertimento.

In Italia, però, il detective per caso più popolare non sta dietro un bancone ma in canonica: Don Matteo, in onda su Rai 1 dal 2000. È il rovescio perfetto del BarLume. Don Matteo ascolta, capisce e perdona; i bimbi spettegolano, sentenziano e non perdonano nessuno. Due modi opposti di raccontare lo stesso paese italiano, dove tutti sanno tutto di tutti.

Dove vedere I delitti del BarLume in Italia

I delitti del BarLume è una serie Sky Original, prodotta da Sky Studios e Palomar.

  • Sky Cinema: le nuove stagioni vanno in onda in prima visione, di solito a gennaio
  • NOW: in streaming, con le nuove storie e il catalogo delle stagioni precedenti
  • Sky On Demand: per gli abbonati Sky
  • TV8: repliche in chiaro dal 2015

La sigla di apertura, Fidati di me, è cantata da Simona Molinari. Dalla quarta stagione i titoli di coda sono accompagnati da Il Viviani del BarLume dei Gatti Mézzi, band pisana che ha trasformato il barista in una canzone.

Chi vuole ritrovare il BarLume in forma originale può partire dai romanzi di Marco Malvaldi, pubblicati da Sellerio a partire da La briscola in cinque. È lì che i bimbi hanno cominciato a parlare, ed è lì che parlano ancora oggi.

Domande frequenti

Di cosa parla I delitti del BarLume?

Massimo Viviani gestisce il BarLume a Pineta, un paese immaginario della costa toscana. Ogni volta che in paese succede un delitto, quattro pensionati che passano le giornate ai tavolini del bar, i cosiddetti bimbi, iniziano a spettegolare e a fare ipotesi, e Massimo finisce per indagare suo malgrado, spesso scontrandosi con il commissario Vittoria Fusco.

Quante stagioni ha I delitti del BarLume?

La serie conta 13 stagioni e 30 episodi, trasmessi su Sky dal 2013 al 2026. Dalla prima alla nona stagione ci sono due episodi per stagione, dalla decima alla tredicesima tre. Ogni episodio dura circa 90 minuti ed è costruito come un film TV con un caso autoconclusivo.

In che ordine vedere I delitti del BarLume?

Conviene seguire l’ordine di messa in onda: stagione 1 (2013) → stagione 2 (2015) → stagione 3 (2016) → e poi una stagione all’anno fino alla 13 (2026). I casi si chiudono in ogni episodio, ma le vicende private di Massimo, Tiziana, Beppe e Pasquali proseguono da una stagione all’altra.

Quando esce la stagione 14 de I delitti del BarLume?

Le riprese della quattordicesima stagione sono partite nella primavera del 2026, da aprile tra Piombino e Follonica e da maggio sull’isola d’Elba, sempre con la regia di Roan Johnson. Sky non ha ancora comunicato la data di uscita, ma dal 2016 la serie esce ogni anno tra fine dicembre e gennaio: l’ipotesi più probabile è l’inizio del 2027.

Come finisce la stagione 13 de I delitti del BarLume?

La stagione si chiude con La danza dello squalo. Il fidanzato di Olivia, la vecchia compagna di università di Massimo, scompare in mare e tutta Pineta dà la colpa allo squalo avvistato in estate, ma dietro la scomparsa c’è una storia molto più umana, e a capirlo è Massimo. Pasquali, scagionato per la morte di Susanita nell’episodio precedente, resta nascosto dai parenti criminali della moglie, e diverse trame restano aperte per la stagione 14.

Chi sono i vecchietti de I delitti del BarLume?

I bimbi, come si chiamano tra loro, sono Ampelio Viviani (Carlo Monni), Emo Bandinelli (Alessandro Benvenuti), Aldo Griffa (Massimo Paganelli), Pilade Del Tacca (Atos Davini) e Gino Rimediotti (Marcello Marziali). Dopo la morte di Carlo Monni, Emo ha preso il posto di Ampelio al tavolino. Dalla stagione 11 si è aggiunto Cosimo Guazzelli, il padre di Tiziana, interpretato da Marco Messeri.

Dove è girato I delitti del BarLume?

Pineta non esiste: la serie è girata soprattutto a Marciana Marina, sull’isola d’Elba, dove il BarLume si trova in piazza della Vittoria. Nelle stagioni più recenti diverse scene sono state girate tra Piombino e Follonica, e l’episodio Hasta Pronto Viviani è stato girato in parte in Argentina.

I delitti del BarLume è tratto da un libro?

Sì, la serie è ispirata ai romanzi di Marco Malvaldi pubblicati da Sellerio, a partire da La briscola in cinque del 2007. Solo i primi episodi adattano direttamente romanzi o racconti: dalla quinta stagione quasi tutte le storie sono originali, scritte da Roan Johnson con Ottavia Madeddu, Davide Lantieri e Carlotta Massimi.

Perché Ampelio non c’è più nel BarLume?

Carlo Monni, l’attore che interpretava Ampelio, è morto il 19 maggio 2013, prima che la prima stagione andasse in onda. Nella seconda stagione il personaggio muore, e l’episodio La tombola dei troiai si apre proprio con il suo funerale.

Che fine ha fatto il Rimediotti?

Marcello Marziali, che interpretava Gino Rimediotti fin dalla prima stagione, è morto il 30 novembre 2023. La serie ha scelto di non raccontare la morte del personaggio: il Rimediotti esce di scena dopo l’undicesima stagione e nel primo episodio della dodicesima fa solo una breve apparizione prima di sparire nel nulla, lasciando la polizia sulle tracce di un giro di diamanti di contrabbando.

Chi canta la sigla de I delitti del BarLume?

La sigla di apertura è Fidati di me, cantata da Simona Molinari. Dalla quarta stagione i titoli di coda sono accompagnati da Il Viviani del BarLume dei Gatti Mézzi, gruppo pisano.

Dove vedere I delitti del BarLume in streaming?

I delitti del BarLume è una serie Sky Original: le nuove stagioni escono su Sky Cinema e in streaming su NOW, dove si trovano anche gli episodi precedenti. Dal 2015 la serie viene replicata in chiaro su TV8.

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Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.

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