The Thursday Murder Club – Il Club dei Delitti del Giovedì (2025): chi è l'assassino, il finale spiegato e i romanzi di Osman
Nessuno sospetta di una signora di ottant’anni.
È proprio questo il suo vantaggio.
Il Club dei Delitti del Giovedì (The Thursday Murder Club), uscito su Netflix il 28 agosto 2025, parte da un’idea che sembra una battuta: quattro pensionati di un villaggio residenziale nel Kent passano i giovedì a studiare vecchi fascicoli di omicidi irrisolti, tra una fetta di torta e un bicchiere di vino. Poi qualcuno uccide davvero, a pochi passi da casa loro, e la battuta smette di essere una battuta.
Il film di Chris Columbus, tratto dal primo romanzo di Richard Osman, mette insieme Helen Mirren, Pierce Brosnan, Ben Kingsley e Celia Imrie. Sulla carta è un giallo leggero, di quelli da domenica pomeriggio. Sotto la superficie c’è una domanda meno comoda: cosa succede alle persone quando il mondo decide che non contano più?
Il club la trasforma in un metodo investigativo. Chi viene ignorato può entrare ovunque, fare qualunque domanda e ascoltare tutto.
Di cosa parla Il Club dei Delitti del Giovedì: quattro pensionati e un cadavere
Coopers Chase è un complesso residenziale di lusso per anziani, immerso nella campagna inglese: prati curati, una piscina, un bar, una cappella e un piccolo cimitero che risale ai tempi in cui la proprietà apparteneva a una comunità religiosa.
Ogni giovedì, in una stanza dedicata ai puzzle, si riunisce un gruppo molto particolare. Lo hanno fondato Elizabeth Best, una donna dal passato di cui nessuno sa molto, e Penny Gray, ex ispettrice di polizia che portava con sé le copie dei fascicoli dei casi mai risolti. Penny ora è in coma nella clinica del villaggio. Al suo posto arriva Joyce Meadowcroft, infermiera in pensione, appena trasferita e ansiosa di rendersi utile.
Con loro ci sono Ron Ritchie, vecchio leader sindacale che non ha mai smesso di cercare una battaglia, e Ibrahim Arif, psichiatra in pensione che affronta ogni problema con la precisione di un’analisi clinica.
Il caso di cui si stanno occupando è del 1973: l’omicidio di Angela Hughes, una giovane donna trovata morta nel suo appartamento. Penny non era mai riuscita a risolverlo.
Nel frattempo, il villaggio ha un problema molto più concreto. Ian Ventham, l’imprenditore che lo gestisce, vuole abbattere una parte di Coopers Chase per costruire nuovi appartamenti, e per farlo deve spostare il vecchio cimitero. I residenti protestano. Tony Curran, il costruttore socio di Ventham, litiga con lui sui soldi e sul progetto.
Poche ore dopo Tony viene trovato morto in casa sua.
Il club ha finalmente un delitto vero. Elizabeth sa esattamente come sfruttare l’occasione: convince la giovane agente Donna De Freitas, appena trasferita da Londra e condannata a una noiosa routine di provincia, a portare loro le informazioni che la polizia non vuole condividere. In cambio le offrono l’unica cosa che le manca: un caso per farsi notare dal suo superiore, l’ispettore capo Chris Hudson.
Elizabeth, Ron, Ibrahim e Joyce: chi sono i membri del club
Il film funziona o non funziona a seconda di quanto ci si affeziona a queste quattro persone. Per questo il romanzo di Osman e la sceneggiatura di Katy Brand e Suzanne Heathcote spendono tanto tempo a costruirle.
Elizabeth Best è il motore del gruppo. Ha lavorato “per il governo”, come dice lei, cioè per i servizi segreti britannici, e non ha mai perso l’abitudine di trattare le persone come risorse da gestire. Sa chi chiamare, cosa promettere, quando mentire. È la più brillante del club ed è anche la più sola: suo marito Stephen, un uomo colto e affettuoso, sta scivolando nella demenza, e le partite a scacchi che gioca con Bogdan sono gli ultimi momenti in cui torna quello di prima.
Ron Ritchie è l’opposto di Elizabeth. Ha passato la vita a urlare nei megafoni davanti ai cancelli delle fabbriche, sa riconoscere un padrone da lontano e non si fida di nessuno che indossi un completo costoso. Suo figlio Jason è un ex pugile diventato una celebrità minore, e quando il suo nome compare nell’indagine Ron deve scegliere tra l’istinto di padre e quello del club.
Ibrahim Arif è lo psichiatra. Tiene appunti su tutto, costruisce schemi, ragiona per ipotesi. Sembra il più freddo dei quattro, ma è quello che capisce meglio le persone: sa ascoltare, e sa che quasi tutti, prima o poi, dicono la verità a chi li ascolta davvero.
Joyce Meadowcroft è il punto di vista dello spettatore. Ex infermiera, si considera la più ordinaria del gruppo, porta dolci in ogni occasione ed è sinceramente stupita di essere stata ammessa. È anche quella che il film sottovaluta meno: Joyce nota i dettagli, mette a suo agio chiunque e, avendo passato una vita nei reparti, non si impressiona davanti a niente.
Il quartetto funziona perché ognuno porta al gruppo un tipo di intelligenza che agli altri manca. Elizabeth sa come muoversi nel mondo del potere. Ron conosce le persone comuni. Ibrahim è bravo a leggere le persone. Joyce sa conquistare la fiducia di chiunque. Nessuno dei quattro, da solo, risolverebbe il caso.
Il cast: Helen Mirren, Pierce Brosnan e un Bond passato dall’altra parte
Il primo motivo per cui Il Club dei Delitti del Giovedì è diventato un evento è il cast, uno dei più ricchi di premi e di storia che un film Netflix abbia mai messo insieme.
Helen Mirren, premio Oscar per The Queen, interpreta Elizabeth con il tono di chi ha passato una carriera a comandare: una regina che non ha bisogno di alzare la voce. Ben Kingsley, premio Oscar per Gandhi, costruisce un Ibrahim fatto di pause e piccoli gesti. Celia Imrie, volto storico della commedia britannica, dà a Joyce una comicità che non la rende mai ridicola.
Il casting più ironico è quello di Pierce Brosnan. L’uomo che per quattro film è stato James Bond, l’agente segreto per eccellenza, qui interpreta il sindacalista sboccato e senza filtri, mentre l’ex spia del gruppo ha il volto di Helen Mirren. È uno scambio di ruoli che il film non sottolinea mai, ma che rende divertente ogni scena in cui Ron osserva Elizabeth muoversi come una professionista dell’intelligence. Brosnan si diverte visibilmente a sporcarsi: accento popolare, magliette da tifoso, nessuna eleganza.
Intorno al quartetto c’è un secondo cast che basterebbe per un altro film. Naomi Ackie è Donna, la poliziotta che fa da ponte tra il club e le indagini ufficiali. Daniel Mays è l’ispettore capo Hudson, un uomo stanco e malinconico. David Tennant, il Dottore di Doctor Who, è Ian Ventham, l’imprenditore sorridente e senza scrupoli. Jonathan Pryce interpreta Stephen, il marito di Elizabeth, in un ruolo piccolo e straziante. Richard E. Grant è Bobby Tanner, un criminale che tutti credono morto.
Poi c’è Tom Ellis nel ruolo di Jason Ritchie, il figlio ex pugile di Ron. Chi lo ricorda come il diavolo seducente di Lucifer lo ritrova qui in un registro opposto: un uomo grande e grosso, sospettato di omicidio, che in presenza del padre torna ragazzino.
Completano il cast Henry Lloyd-Hughes nel ruolo di Bogdan, Geoff Bell in quello di Tony Curran, Paul Freeman come John Gray, Ingrid Oliver come Joanna, la figlia di Joyce, e Joseph Marcell come padre Mackie.
Chi è l’assassino: Tony Curran, Ian Ventham e il delitto del 1973
Da qui in avanti l’articolo svela i colpevoli e il finale.
La struttura del giallo è a incastro: tre omicidi, lontani nel tempo, che finiscono per toccarsi.
Il primo sospettato è ovviamente Ian Ventham, che aveva litigato con Tony poco prima della sua morte. Ma poco dopo anche Ventham muore, per un’overdose di fentanyl. Il sospettato numero uno diventa la seconda vittima.
Il secondo sospettato è Jason, il figlio di Ron. Una fotografia lo collega a Tony Curran e al passato criminale della zona, e la polizia lo arresta. Jason però ha un alibi che non voleva rivelare: la notte dell’omicidio era con Gemma, la moglie di Ventham, con cui aveva una relazione.
Il film aggiunge poi un terzo livello: Bobby Tanner, un vecchio socio di Tony che tutti credevano morto, è vivo ed è il vero proprietario nascosto del progetto immobiliare. È una pista che porta il club a un passo da un mondo criminale molto più pericoloso di un villaggio di pensionati, ma Bobby non è l’assassino.
L’assassino di Tony Curran è Bogdan, il tuttofare polacco di Coopers Chase, l’uomo gentile che gioca a scacchi con Stephen. Tony gli aveva sequestrato il passaporto, come faceva con altri lavoratori stranieri che teneva sotto ricatto. Bogdan aveva bisogno di tornare in Polonia dalla madre malata. Quando va a riprenderselo, lo scontro degenera e Tony muore. È un omicidio nato dalla disperazione e dalla legittima difesa, non dall’avidità.
L’assassino di Ian Ventham è John Gray, il marito di Penny. Veterinario in pensione, aveva accesso ai farmaci e sapeva usarli. Il suo movente è tutto nel passato.
Il finale spiegato: Penny, John e la collana di Joyce
La chiave di tutto è il cimitero.
Quando i lavori iniziano, tra le tombe compaiono delle ossa che non dovrebbero esserci: quelle di Peter Mercer, il fidanzato di Angela Hughes, la ragazza uccisa nel 1973. Il club ricostruisce la verità pezzo per pezzo. Era stato Peter a uccidere Angela. Penny Gray, la giovane poliziotta che seguiva il caso, ne era certa ma non riusciva a provarlo, e aveva visto l’assassino farla franca.
Allora Penny aveva ucciso Peter Mercer, e il corpo era finito sepolto nel cimitero di Coopers Chase.
Per cinquant’anni suo marito John aveva custodito quel segreto. Quando Ventham annuncia di voler spostare le tombe, John capisce che il corpo verrà trovato e che la verità distruggerà Penny, ormai in coma e incapace di difendersi. Per fermare i lavori uccide Ventham.
Il confronto finale non è un inseguimento né una sparatoria. I quattro amici mettono John davanti a ciò che hanno scoperto, e lui ammette tutto con calma: non ha agito per soldi né per rancore, ma per proteggere il nome di Penny nei suoi ultimi giorni. Elizabeth fa allora una scelta che mescola pietà e complicità silenziosa: gli concede qualche minuto da solo con la moglie. In quei minuti John somministra una dose letale di fentanyl a Penny e poi a se stesso. Muoiono insieme, alle loro condizioni.
È una scena di una tristezza sorprendente per un film che fino a quel momento aveva giocato con la commedia. Ed è la scena che spiega il senso del titolo: il club è nato da un’amicizia tra due donne, Elizabeth e Penny, e finisce il suo primo caso piangendo una di loro.
Il resto del finale sistema le cose. Bogdan viene arrestato per la morte di Tony: è la differenza più discussa rispetto al romanzo, e Columbus ha spiegato che nell’eventuale seguito il personaggio tornerebbe presto in libertà, proprio perché ha agito per difendersi. Coopers Chase è salvo: Elizabeth usa ciò che ha scoperto su Bobby Tanner per costringerlo a vendere la proprietà a Joanna, la figlia di Joyce, che ha lavorato nella finanza.
Al funerale Ibrahim pronuncia l’elogio funebre, e Joyce riceve la collana con le iniziali del club che era appartenuta a Penny. Ron le impone un’unica regola, always bring cake: portare sempre la torta. Joyce non è più l’ultima arrivata. È un membro del club a tutti gli effetti.
E il giovedì successivo, nella stanza dei puzzle, c’è già un nuovo fascicolo sul tavolo.
Dai romanzi di Richard Osman al film: cosa è cambiato
Richard Osman in Gran Bretagna è un volto televisivo popolarissimo, noto soprattutto come co-conduttore del quiz della BBC Pointless. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo, The Thursday Murder Club, e il successo è stato immediato: è stato uno degli esordi gialli più venduti di sempre nel Regno Unito. In Italia lo ha pubblicato SEM nello stesso anno, con il titolo Il club dei delitti del giovedì.
L’idea, ha raccontato Osman, gli è venuta visitando un complesso residenziale per pensionati. Guardando i residenti ha pensato a quante vite straordinarie si nascondessero dietro persone che il resto del mondo non considerava più interessanti: ex spie, ex infermiere, ex sindacalisti, tutti con decenni di esperienza e nessuno che chiedesse loro niente.
Il romanzo ha una struttura ricchissima: molti punti di vista, capitoli dal diario di Joyce, sottotrame che si intrecciano per quattrocento pagine. Il film, lungo 118 minuti, deve scegliere, e sceglie soprattutto di semplificare.
Le differenze principali sono queste:
- Bogdan: nel romanzo non viene arrestato e diventa uno dei personaggi fissi della serie; nel film finisce in manette
- Tony Curran: il film lo lega a un traffico di lavoratori stranieri a cui sequestra i passaporti, un’aggiunta che dà a Bogdan un movente più chiaro
- Bobby Tanner: nel libro è un personaggio marginale e timido, nel film diventa un boss minaccioso interpretato da Richard E. Grant
- La zia Maud: il personaggio interpretato da Ruth Sheen, zia di Tony e residente di Coopers Chase, è un’invenzione del film
- Padre Mackie: la sua storia personale, importante nel romanzo, è quasi del tutto tagliata
- Jason: nel film viene arrestato; nel libro chiede aiuto al club senza finire in cella
- Stephen: nel libro Elizabeth nasconde con cura la malattia del marito, nel film ne parla con più libertà
Il risultato è un film più lineare e più veloce, che perde parte dello spessore dei personaggi secondari ma mantiene la cosa più importante: il tono. Osman scrive gialli in cui l’omicidio è serio e le persone sono buffe, e il film rispetta questo equilibrio.
Chris Columbus e Amblin: come è nato il film
I diritti del romanzo sono stati acquistati da Amblin Entertainment, la società fondata da Steven Spielberg, già nel 2020, sull’onda del successo del libro. La regia è andata a Chris Columbus, un nome legato ad Amblin fin dagli anni Ottanta, quando scriveva Gremlins e I Goonies, e poi diventato il regista di Mamma, ho perso l’aereo, Mrs. Doubtfire e dei primi due film di Harry Potter.
È una scelta che spiega molto del risultato. Columbus è un regista di cinema familiare, caldo, costruito per piacere a un pubblico ampio. Non cerca l’ambiguità né il gelo del giallo nordico. Cerca il comfort, e lo trova.
Le riprese sono iniziate il 27 giugno 2024 negli Shepperton Studios, sono proseguite a Beaconsfield e si sono chiuse a settembre. Per gli esterni di Coopers Chase la produzione ha scelto Englefield House, una residenza storica del Berkshire, che dà al villaggio l’aspetto di una tenuta nobiliare più che di una casa di riposo.
La fotografia è di Don Burgess, storico collaboratore di Robert Zemeckis, e la colonna sonora è di Thomas Newman, il compositore di Le ali della libertà e American Beauty. La sceneggiatura è firmata da Katy Brand, attrice e autrice comica britannica, e Suzanne Heathcote, già sceneggiatrice di Fear the Walking Dead e Killing Eve.
Il film è stato presentato in anteprima a Londra, a Leicester Square, il 21 agosto 2025, è uscito in un numero limitato di cinema britannici il giorno dopo ed è arrivato su Netflix il 28 agosto 2025. Nei giorni successivi è salito al primo posto della classifica globale dei film più visti della piattaforma.
La critica è stata più tiepida del pubblico: 77% di recensioni positive su Rotten Tomatoes e 60 su 100 su Metacritic. Gli elogi vanno quasi tutti al cast. Le riserve riguardano il tono, giudicato da alcuni troppo rassicurante, e l’impressione che il film somigli più all’episodio pilota di una serie che a un film completo.
La vecchiaia come superpotere: perché il giallo ama i pensionati
Il tema vero del film non è l’omicidio. È l’invisibilità.
Elizabeth lo dice chiaramente: nessuno ha paura di una vecchia signora. Può presentarsi a casa di un sospettato con una torta e uscire con una confessione. Può chiedere l’impossibile a un poliziotto fingendosi confusa. Può mentire senza che nessuno se ne accorga, perché nessuno la guarda con attenzione.
È un rovesciamento che il genere giallo conosce benissimo. Miss Marple, la zitella di paese di Agatha Christie, risolveva i casi proprio perché veniva sottovalutata da tutti. Jessica Fletcher, in La Signora in Giallo, era una vedova di mezza età in un tranquillo paese del Maine, il travestimento perfetto per un’intelligenza da ispettore. Il Club dei Delitti del Giovedì moltiplica quella figura per quattro e la mette in un luogo in cui la società parcheggia le persone che non servono più. In Italia l’idea aveva un precedente illustre: nei romanzi di Marco Malvaldi, e poi in I delitti del BarLume, sono quattro vecchietti seduti ai tavolini di un bar della costa toscana a risolvere i delitti del paese, a colpi di pettegolezzi e partite a carte. Nel 2026 la stessa intuizione è passata alla fantascienza con The Boroughs, la serie Netflix in cui i residenti di una comunità per pensionati del New Mexico scoprono di essere, letteralmente, la risorsa di cui vive l’azienda che li ospita: e anche lì il primo ostacolo è che nessuno crede a un anziano.
Il film, però, non è ingenuo sulla vecchiaia. Sotto la commedia ci sono la demenza di Stephen, il coma di Penny, i funerali frequenti, le telefonate dei figli che non arrivano. Il club è anche un modo per non pensare a tutto questo: finché c’è un fascicolo da studiare, c’è un motivo per alzarsi la mattina. Il finale lo rende esplicito, perché l’unica persona che sceglie di morire lo fa per amore, e lo fa proprio nel momento in cui il segreto non ha più niente da proteggere.
Anche il cimitero di Coopers Chase ha un significato preciso. Il villaggio è costruito accanto alle tombe, e il progetto di Ventham, spostare i morti per fare spazio ai soldi, è letteralmente un tentativo di cancellare il passato per venderlo meglio. I pensionati del club sono le uniche persone che si rifiutano di dimenticare, e per questo sono gli unici in grado di scoprire la verità.
Il Club dei Delitti del Giovedì e gli altri detective per caso
Il film appartiene a una famiglia ben precisa: quella dei protagonisti che risolvono omicidi senza averne alcun titolo.
La parentela più evidente è con Only Murders in the Building. Anche lì il delitto arriva dentro una comunità chiusa, un palazzo di Manhattan invece di un villaggio del Kent, e a indagare sono vicini di casa che si conoscevano appena. Anche lì due dei tre protagonisti hanno passato i settant’anni e usano l’età come arma comica e investigativa. C’è perfino un attore in comune: David Tennant, qui imprenditore assassinato, fa parte del cast della sesta stagione della serie.
Sul fronte britannico, il film porta al cinema la tradizione del cozy mystery, il giallo ambientato in comunità ristrette dove il crimine è reale ma il tono resta garbato. È la stessa forma che la BBC ha rinnovato con Ludwig, dove un autore di cruciverba si improvvisa investigatore a Cambridge: anche lì il protagonista non è un poliziotto, ma usa un’intelligenza nata per altri scopi.
Il cast di stelle, il delitto dentro un luogo esclusivo e la distribuzione su Netflix lo avvicinano anche alla saga di Rian Johnson con Benoit Blanc, da Cena con delitto a Glass Onion. La differenza è sostanziale: Blanc è un investigatore di professione, il club no. Johnson costruisce enigmi brillanti e satirici, Columbus preferisce il calore e la malinconia.
In Italia, la figura del dilettante che indaga è tornata in prima serata nel 2026 con Erica – Una detective per caso, dove una giallista tornata in Toscana si ritrova coinvolta in un’indagine vera. Il tono è molto più drammatico, ma l’idea di fondo è la stessa: chi è abituato a osservare le persone, per mestiere o per esperienza di vita, vede cose che sfuggono alla polizia.
Ci sarà un sequel del Club dei Delitti del Giovedì?
Per ora Netflix non ha annunciato ufficialmente un secondo film. Tutti i segnali, però, vanno nella stessa direzione.
Chris Columbus ha detto che se il pubblico si fosse affezionato ai personaggi avrebbe voluto dedicare i successivi anni a girarne altri, definendo il set l’esperienza più bella della sua carriera dai tempi di Harry Potter. Helen Mirren ha parlato di un eventuale seguito come di una riunione della squadra, e il regista ha anticipato che Bogdan, nonostante l’arresto, avrebbe un ruolo ancora più grande.
Il materiale non manca. Richard Osman ha scritto cinque romanzi con gli stessi personaggi, e ognuno ha un caso indipendente:
- Il club dei delitti del giovedì (2020) — il romanzo adattato dal film
- L’uomo che morì due volte (2021) — l’ex marito di Elizabeth, una partita di diamanti rubati e la criminalità organizzata
- Il colpo che mancò il bersaglio (2022) — la morte misteriosa di una giornalista televisiva
- L’ultimo diavolo a morire (2023) — l’omicidio di un antiquario e un pacco di droga scomparso
- La fortuna impossibile (2025) — il quinto caso del club
Tutti sono pubblicati in Italia da SEM. Osman ha anche avviato una seconda serie di gialli, We Solve Murders, con protagonisti diversi.
Il problema, per un franchise costruito su attori tra i settanta e gli ottant’anni, è il tempo. Se Netflix vuole un seguito, non potrà aspettare a lungo.
Dove vedere Il Club dei Delitti del Giovedì in Italia
In Italia Il Club dei Delitti del Giovedì è disponibile in esclusiva su Netflix, dove è arrivato il 28 agosto 2025.
- Piattaforma: Netflix, incluso in tutti i piani di abbonamento
- Audio: doppiaggio italiano e versione originale in inglese con sottotitoli
- Durata: 118 minuti
- Libri: i cinque romanzi di Richard Osman sono pubblicati da SEM, in cartaceo ed ebook
Chi ha visto il film e vuole sapere come continua la storia non deve aspettare un sequel: L’uomo che morì due volte riprende esattamente da dove si chiude il primo caso, con gli stessi quattro amici e con Bogdan, Donna e Chris al loro fianco.
Domande frequenti
Di cosa parla Il Club dei Delitti del Giovedì?
Quattro pensionati di Coopers Chase, un villaggio residenziale di lusso nel Kent, si ritrovano ogni giovedì per studiare vecchi casi di omicidio mai risolti. Quando il costruttore Tony Curran viene ucciso nella sua casa, nel pieno di una lite sul futuro del villaggio, Elizabeth, Ron, Ibrahim e Joyce smettono di lavorare sui fascicoli e iniziano a indagare su un delitto vero.
Chi è l’assassino di Tony Curran nel Club dei Delitti del Giovedì?
Tony Curran è stato ucciso da Bogdan, il tuttofare polacco di Coopers Chase. Tony gli aveva sequestrato il passaporto, come faceva con altri lavoratori stranieri, e Bogdan voleva riaverlo per tornare dalla madre malata in Polonia. Durante lo scontro lo uccide per difendersi. Alla fine del film viene arrestato.
Chi ha ucciso Ian Ventham?
Ian Ventham, l’imprenditore che vuole trasformare Coopers Chase in appartamenti di lusso, muore per un’overdose di fentanyl. A ucciderlo è John Gray, veterinario in pensione e marito dell’ex detective Penny Gray: i lavori di Ventham stavano per portare alla luce un corpo sepolto da decenni, e quel corpo avrebbe rivelato un omicidio commesso da Penny.
Come finisce Il Club dei Delitti del Giovedì?
Il club scopre che negli anni Settanta Peter Mercer aveva ucciso la fidanzata Angela Hughes e che Penny Gray, allora in polizia, lo aveva ucciso a sua volta per vendicarla. Messo davanti alla verità, John confessa di aver ucciso Ventham per proteggerla; Elizabeth gli concede qualche minuto con la moglie e lui mette fine alla vita di Penny e alla propria con il fentanyl. Bogdan viene arrestato, Elizabeth costringe il boss Bobby Tanner a vendere Coopers Chase a Joanna, la figlia di Joyce, e al funerale Joyce riceve la collana di Penny: ora è un membro del club a tutti gli effetti.
Chi c’è nel cast del Club dei Delitti del Giovedì?
Il quartetto è formato da Helen Mirren (Elizabeth Best), Pierce Brosnan (Ron Ritchie), Ben Kingsley (Ibrahim Arif) e Celia Imrie (Joyce Meadowcroft). Accanto a loro ci sono Naomi Ackie (l’agente Donna De Freitas), Daniel Mays, David Tennant (Ian Ventham), Tom Ellis (Jason Ritchie), Jonathan Pryce (Stephen, il marito di Elizabeth), Henry Lloyd-Hughes (Bogdan) e Richard E. Grant (Bobby Tanner).
Il Club dei Delitti del Giovedì è tratto da un libro?
Sì, dal romanzo omonimo di Richard Osman, conduttore televisivo britannico, uscito nel 2020 e pubblicato in Italia da SEM. È stato uno degli esordi gialli più venduti di sempre nel Regno Unito e ha dato il via a una serie di cinque romanzi.
In che ordine leggere i libri del Club dei Delitti del Giovedì?
L’ordine di pubblicazione è anche quello della storia: Il club dei delitti del giovedì (2020) → L’uomo che morì due volte (2021) → Il colpo che mancò il bersaglio (2022) → L’ultimo diavolo a morire (2023) → La fortuna impossibile (2025). Il film adatta solo il primo romanzo.
Ci sarà un sequel del Club dei Delitti del Giovedì?
Al momento Netflix non ha annunciato ufficialmente un secondo film. Chris Columbus ha detto che vorrebbe dirigerne altri, Helen Mirren si è detta pronta a tornare e il regista ha anticipato che Bogdan avrebbe un ruolo più grande. Il soggetto naturale sarebbe L’uomo che morì due volte, il secondo romanzo.
Quali sono le differenze tra il film e il libro?
Il film semplifica molto la trama. Nel romanzo Bogdan non viene arrestato e resta un personaggio fisso della serie, mentre nel film finisce in manette. Il film inventa la zia Maud, rende Bobby Tanner un criminale molto più minaccioso, taglia la storia di padre Mackie e alcuni personaggi secondari, e fa arrestare Jason, il figlio di Ron. Anche l’acquisto di Coopers Chase da parte della figlia di Joyce arriva in modo diverso, grazie a un ricatto di Elizabeth.
Dove è stato girato Il Club dei Delitti del Giovedì?
Le riprese si sono svolte tra giugno e settembre 2024 negli Shepperton Studios e a Beaconsfield. Gli esterni di Coopers Chase sono quelli di Englefield House, una residenza storica del Berkshire.
Coopers Chase esiste davvero?
No, Coopers Chase è un villaggio immaginario. Richard Osman ha avuto l’idea dopo una visita a un complesso residenziale per pensionati, dove si è reso conto di quante vite straordinarie si nascondessero dietro residenti che nessuno considerava più interessanti. Nel film gli esterni del villaggio sono quelli di Englefield House, nel Berkshire.
Dove vedere Il Club dei Delitti del Giovedì in streaming?
In Italia Il Club dei Delitti del Giovedì è disponibile in esclusiva su Netflix, dove è uscito il 28 agosto 2025, in italiano e in lingua originale con sottotitoli. È incluso in tutti i piani di abbonamento.




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Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.