Murder, She Wrote – La Signora in Giallo: perché Jessica Fletcher è ancora ovunque, dal 1984 al film del 2028
Trailer ufficiale via YouTube — canale Universal Pictures At Home
Una donna scrive di delitti.
Poi i delitti cominciano a succederle intorno, e non smettono più per dodici anni.
Murder, She Wrote — in Italia La Signora in Giallo — è costruita su un paradosso che nessuno, dal 1984 a oggi, ha mai davvero preso sul serio: Jessica Fletcher è una vedova gentile, un’ex insegnante, una scrittrice di successo che vive in un paesino di pescatori del Maine. Ed è anche la persona più pericolosa da avere vicino in tutta la storia della televisione. Ovunque vada, qualcuno muore.
Il pubblico lo sa, e non le importa. Anzi: è proprio per questo che la guarda.
La serie è finita nel 1996. Angela Lansbury è morta nel 2022. Eppure Jessica Fletcher è ancora ovunque — nelle repliche che in Italia non si sono mai fermate, nei meme sul “paese più pericoloso del mondo”, in un film di Hollywood con Jamie Lee Curtis atteso per il 2028 e, soprattutto, in ogni scrittrice, scrittore o vicino di casa che da allora ha provato a risolvere un omicidio senza avere un distintivo.
Di cosa parla La Signora in Giallo: Jessica Fletcher e Cabot Cove
Jessica Fletcher ha insegnato inglese per anni. È rimasta vedova del marito Frank e, quasi per elaborare il lutto, ha scritto un romanzo giallo: The Corpse Danced at Midnight. Non pensava di pubblicarlo. È il nipote Grady a leggerlo di nascosto e a farlo arrivare a un editore.
Il libro diventa un successo. Jessica, a un’età in cui molti si ritirano, si ritrova autrice di bestseller, ospite di feste editoriali, invitata a presentazioni e ricevimenti. È questo il punto di partenza dell’episodio pilota, The Murder of Sherlock Holmes, che racconta la sua improvvisa notorietà: il successo la mette a contatto con un mondo nuovo, e in quel mondo arriva il primo delitto vero.
Da lì in poi la struttura non cambia quasi mai. Jessica arriva in un luogo — una casa di amici, un set cinematografico, un albergo, un congresso, una nave — e qualcuno viene ucciso. La polizia locale individua un colpevole, spesso una persona che Jessica conosce e di cui è convinta dell’innocenza. Lei osserva, fa domande che sembrano fuori luogo, nota un dettaglio che non torna. Nell’ultima parte dell’episodio ricostruisce i fatti, spesso davanti ai protagonisti del caso, e smaschera l’assassino.
È il giallo classico alla Agatha Christie trasportato nella televisione americana degli anni Ottanta: niente violenza esplicita, niente sangue, un enigma leale in cui gli indizi sono sotto gli occhi dello spettatore. Il piacere non sta nel sapere chi è il colpevole, ma nel provare ad arrivarci prima di lei.
Cabot Cove è il cuore della serie. È un paese immaginario sulla costa del Maine, con il porto, la biblioteca, il medico di famiglia, lo sceriffo, i vicini che si conoscono tutti. Gli esterni sono stati girati a Mendocino, cittadina affacciata sul Pacifico nella California settentrionale, scelta dai produttori per interpretare un villaggio del New England e diventata nel tempo meta di pellegrinaggio per i fan.
Come nasce La Signora in Giallo: gli autori di Colombo e il no di Jean Stapleton
La serie è stata creata da Richard Levinson, William Link e Peter S. Fischer.
Levinson e Link non erano esordienti: erano la coppia di autori dietro Colombo, il tenente con l’impermeabile che aveva ribaltato il giallo televisivo mostrando l’assassino all’inizio dell’episodio. Con Jessica Fletcher costruiscono l’esatto opposto. Al posto di un poliziotto trasandato e insistente, una signora educata che non ha alcuna autorità. Al posto del “come lo incastrerà”, il ritorno al classico “chi è stato”. I due modelli sono tornati a incontrarsi solo nel 2023, in Poker Face di Rian Johnson: la struttura di Colombo, con l’assassino mostrato subito, affidata a una protagonista che come Jessica Fletcher non ha alcuna autorità.
Il ruolo non era stato pensato per Angela Lansbury. I produttori volevano Jean Stapleton, reduce da otto stagioni di Arcibaldo (All in the Family). Stapleton inizialmente si mostrò interessata, poi rifiutò: in un’intervista del 2000 raccontò di aver sentito che il personaggio le avrebbe lasciato meno libertà creativa della sua serie precedente, e che non aveva “abbastanza colore”.
A distanza di quarant’anni è difficile immaginare una scelta più fortunata. Lansbury portò nel personaggio qualcosa che sulla carta non c’era: un’ironia asciutta, una determinazione che non diventa mai aggressività, un’intelligenza che si traveste da cortesia. Jessica Fletcher non alza mai la voce. Non ne ha bisogno.
Quante stagioni ha La Signora in Giallo: 12 stagioni, 264 episodi e 4 film TV
La Signora in Giallo va in onda sulla CBS dal 1984 al 1996: 12 stagioni e 264 episodi, a cui si aggiungono quattro film per la televisione.
Per orientarsi conviene dividere la serie in tre fasi.
Le prime stagioni: Cabot Cove e il mondo (1984-1991). È la fase più riconoscibile. Jessica vive nella sua casa di Cabot Cove e alterna i delitti del paese a quelli in cui inciampa viaggiando per lavoro. Accanto a lei ci sono il dottor Seth Hazlitt e lo sceriffo Amos Tupper, poi sostituito da Mort Metzger. È in questi anni che la serie diventa un fenomeno, stabilmente tra i programmi più visti della domenica sera americana.
Il periodo di New York (dal 1991). Con l’ottava stagione Jessica prende un appartamento a New York per insegnare criminologia alla Manhattan University. Già nel primo episodio della stagione, Bite the Big Apple, scopre che il precedente inquilino del suo appartamento è stato assassinato. La città amplia il ventaglio di ambientazioni e di personaggi, senza che Cabot Cove venga abbandonata.
Gli anni di Angela Lansbury produttrice (1992-1996). Dopo i primi anni la società di Lansbury, Corymore Productions, entra nella coproduzione con Universal. Nelle ultime quattro stagioni l’attrice è anche produttrice esecutiva: la serie è, a tutti gli effetti, sua.
Poi arriva il colpo che nessun assassino di Cabot Cove era mai riuscito a infliggere. All’inizio della dodicesima stagione, nel 1995, la CBS sposta la serie dalla domenica al giovedì sera, in diretta concorrenza con il blocco di comedy della NBC. Gli ascolti crollano e a maggio 1996 la serie chiude.
I quattro film TV che seguono sono:
- South by Southwest (1997)
- A Story to Die For (2000)
- The Last Free Man (2001)
- The Celtic Riddle (2003)
I personaggi principali: chi c’è accanto a Jessica Fletcher
La serie è quasi interamente sulle spalle di Angela Lansbury, ma la sua forza sta anche nella galleria di personaggi ricorrenti che rendono Cabot Cove un luogo credibile.
Il dottor Seth Hazlitt (William Windom) è il medico del paese e l’amico più stretto di Jessica. Burbero, testardo, affezionatissimo, è il contrappunto razionale alle intuizioni di lei — e spesso il primo a doverle dare ragione.
Lo sceriffo Amos Tupper (Tom Bosley) è la legge a Cabot Cove nelle prime stagioni: bonario, lento, sinceramente affezionato a Jessica e regolarmente superato da lei. Bosley lascia la serie per diventare protagonista di un giallo tutto suo, Father Dowling Mysteries, dove interpreta un prete investigatore. Nella finzione Tupper se ne va a vivere con la sorella.
Lo sceriffo Mort Metzger (Ron Masak) arriva nel 1988 con la quinta stagione: un ex poliziotto di New York che si trasferisce nel Maine convinto di trovare la tranquillità. Resterà fino alla fine della serie. L’ironia è già tutta nella premessa del personaggio: un uomo scappato dalla criminalità di una metropoli che finisce a fare lo sceriffo nel paese dove, a giudicare dalla serie, si muore più che altrove.
Grady Fletcher (Michael Horton) è il nipote di Jessica, figlio del fratello del marito Frank. È lui ad aver fatto pubblicare di nascosto il primo romanzo della zia: senza Grady, Jessica Fletcher non sarebbe mai diventata una scrittrice. Curiosità: la sua fidanzata e poi moglie nella serie, Donna Mayberry, è interpretata da Debbie Zipp, che di Horton è la moglie anche nella vita.
Harry McGraw (Jerry Orbach) è un investigatore privato di Boston, squattrinato e spiccio, con cui Jessica collabora in diversi episodi. Il personaggio piacque tanto da ottenere una serie propria, The Law & Harry McGraw, trasmessa dalla CBS tra il settembre 1987 e il febbraio 1988 e chiusa per ascolti insufficienti. Orbach sarebbe diventato celebre anni dopo come il detective Lennie Briscoe di Law & Order.
Negli anni la serie ha anche incrociato un altro universo della CBS: nel 1986 Jessica Fletcher compare in un episodio di Magnum, P.I., in un crossover in due parti con la serie di Tom Selleck.
La sindrome di Cabot Cove: il paese più pericoloso del mondo
Ogni fan della serie, prima o poi, si fa la stessa domanda.
Come fa un paesino del Maine ad avere più omicidi di una metropoli?
Cabot Cove è diventata negli anni una battuta ricorrente della cultura pop: il luogo dove non conviene trasferirsi, dove ogni cena tra amici finisce con un cadavere, dove l’unica persona sempre presente sulla scena del crimine è una gentile signora con la macchina da scrivere. Qualcuno è arrivato a scherzare sul fatto che la vera assassina sia Jessica, che organizzerebbe i delitti per poi incastrare altri e scriverne i romanzi.
La serie non ha mai provato a giustificare questa assurdità, e forse è stata la scelta più saggia: bastava lo sceriffo Metzger, arrivato nel Maine per sfuggire alla criminalità di New York, a renderla evidente.
Ma la “sindrome di Cabot Cove” dice qualcosa di più interessante di una semplice incongruenza. È la dimostrazione di quanto il patto con lo spettatore fosse solido. Nessuno guardava La Signora in Giallo per il realismo. La guardava per la ripetizione rassicurante di un rito: il delitto, l’accusa sbagliata, lo sguardo di Jessica che si fa più attento, il momento in cui dice “c’è una cosa che non mi torna”. Il morto è quasi un pretesto. Quello che conta è che, alla fine di ogni episodio, l’ordine venga ristabilito da qualcuno che non ha alcun potere se non quello di capire le persone.
È esattamente la struttura che ancora oggi regge il filone dei detective per caso. Cambiano i luoghi, cambia il tono, ma la promessa è la stessa: la verità è accessibile anche a chi non ha un distintivo, a patto di saper guardare.
Angela Lansbury: 12 candidature all’Emmy e nessuna vittoria
Quando accetta il ruolo di Jessica Fletcher, Angela Lansbury non ha bisogno di dimostrare niente.
Ha già ricevuto tre candidature all’Oscar come attrice non protagonista — per Angoscia (Gaslight, 1944), Il ritratto di Dorian Gray (1945) e Va’ e uccidi (The Manchurian Candidate, 1962) — e ha costruito a Broadway una carriera straordinaria, con cinque Tony Award vinti tra Mame (1966) e Blithe Spirit (2009). Nel 1979 è stata Mrs. Lovett nella prima di Sweeney Todd di Stephen Sondheim.
La televisione le regala però la popolarità di massa. E un record paradossale: per La Signora in Giallo riceve 12 candidature all’Emmy come migliore attrice protagonista in una serie drammatica, una per ogni stagione, e non vince mai. Nessun’altra attrice ha accumulato tante nomination in quella categoria. Il riconoscimento arriva invece dai Golden Globe, che le assegnano il premio quattro volte per lo stesso ruolo.
Nel 1991, mentre la serie è ancora in onda, presta la voce a Mrs. Potts, la teiera della Bella e la Bestia Disney: un’altra figura materna, ironica e saggia, per un pubblico completamente diverso. Nel 2013 l’Academy le assegna un Oscar onorario alla carriera.
L’ultimo capitolo è quasi un regalo del destino. In Glass Onion – Knives Out (2022) Rian Johnson la inserisce in un cameo: Lansbury compare in videochiamata tra i partecipanti a una partita online di Among Us con Benoit Blanc, accanto proprio a Stephen Sondheim. È la sua ultima apparizione sullo schermo. Angela Lansbury muore l’11 ottobre 2022, a 96 anni, poche settimane prima dell’uscita del film.
C’è una coerenza precisa, in questo congedo: la regina del giallo televisivo che saluta il pubblico dentro il giallo cinematografico più popolare del decennio, nel ruolo di se stessa, mentre gioca a scoprire un impostore.
La Signora in Giallo in Italia: da Rai 1 a Rete 4, la voce di Alina Moradei
In Italia La Signora in Giallo arriva nel 1988 su Rai 1. Viene poi trasmessa anche da Rai 2, prima di passare stabilmente a Rete 4, dove diventa qualcosa di più di una serie: un appuntamento quotidiano, un sottofondo familiare, una presenza fissa del palinsesto per intere generazioni di spettatori.
Il numero delle repliche italiane è ormai impossibile da calcolare. La serie è stata trasmessa e ritrasmessa per decenni, fino a diventare un classico dell’ora di pranzo. Poche serie straniere hanno avuto in Italia una vita televisiva così lunga e così costante. Ha abituato intere generazioni a un giallo senza sangue, fatto di chiacchiere, paesi piccoli e dilettanti più svegli della polizia: lo stesso terreno su cui sono poi cresciute serie tutte italiane come Don Matteo e I delitti del BarLume.
Una parte decisiva di questo successo ha un nome: Alina Moradei. È la voce italiana storica di Jessica Fletcher, così aderente al personaggio che per molti spettatori italiani è impossibile separarla dal volto di Lansbury. La stessa Lansbury, venuta a conoscenza della somiglianza tra le due voci, si disse felice che un’attrice di quel talento l’avesse doppiata. Per questo ruolo Moradei vinse nel 1998 il Leggio d’oro come migliore voce femminile televisiva. È scomparsa nel 2016.
La sua morte ha lasciato un problema pratico. L’episodio Doppio funerale, rimasto per decenni senza doppiaggio italiano, è stato doppiato nel 2016 da Vittoria Febbi, amica di Moradei. E quando la serie è arrivata su Prime Video, alcune scene estese di un altro episodio sono state ridoppiate da una voce diversa, con passaggi improvvisi tra la vecchia e la nuova Jessica che i fan più attenti non hanno mancato di notare.
È la prova di quanto quella voce fosse diventata parte del personaggio.
Come finisce La Signora in Giallo: l’ultimo episodio e i film TV
La Signora in Giallo non ha un finale nel senso moderno del termine.
Non c’è un ultimo caso che chiude i conti, non c’è un addio a Cabot Cove, non c’è una rivelazione sul passato di Jessica. La serie nasce e resta episodica, e l’ultimo episodio, Death by Demographics, trasmesso il 19 maggio 1996, è costruito come tutti gli altri: un delitto, un’indagine, una soluzione.
Con una differenza che vale da sola il prezzo del biglietto. La storia ruota attorno a un conduttore radiofonico che perde la sua fascia oraria perché il suo pubblico è considerato troppo anziano per interessare agli inserzionisti. È esattamente ciò che era successo alla serie: la CBS l’aveva spostata e poi chiusa per ragioni di demografia, perché la maggioranza dei suoi spettatori aveva più di cinquant’anni. Gli autori salutano così, con una frecciata elegante e senza piagnistei. Molto alla Jessica Fletcher.
Il vero congedo del personaggio arriva nei quattro film TV. L’ultimo, The Celtic Riddle, esce nel 2003 e porta Jessica in Irlanda. Da allora il personaggio è rimasto fermo lì, sospeso: ancora in attività, ancora curioso, ancora capace di trovarsi nel posto sbagliato al momento giusto.
In un certo senso è il finale perfetto per una detective per caso. Non si ritira. Semplicemente, smettiamo di seguirla.
I tentativi di rinascita: il reboot con Octavia Spencer e il film con Jamie Lee Curtis
Riportare in vita Jessica Fletcher si è rivelato più difficile che uccidere qualcuno a Cabot Cove.
Nel 2013 la NBC annuncia un reboot con Octavia Spencer. L’idea era aggiornare il personaggio: non più una vedova del Maine ma un’amministratrice ospedaliera che pubblica da sé il suo primo giallo e comincia a indagare, in un procedurale leggero e contemporaneo. Angela Lansbury non la prese bene e dichiarò pubblicamente che riutilizzare il titolo Murder, She Wrote era un errore, perché la serie apparteneva a un’altra epoca e a un altro personaggio. La NBC non andò oltre: il progetto non è mai diventato una serie.
Oggi il tentativo più concreto è al cinema. Universal Pictures sta sviluppando un film di Murder, She Wrote con Jamie Lee Curtis nel ruolo di Jessica Fletcher e la regia di Jason Moore. Inizialmente fissato per il 22 dicembre 2027, il film è stato spostato al 4 febbraio 2028.
La scelta di Curtis è interessante proprio perché non cerca un’imitazione. Curtis è il volto di Halloween, la final girl per eccellenza, un’attrice associata alla paura più che al tè delle cinque — e, dopo l’Oscar per Everything Everywhere All at Once, un nome capace di portare in sala un pubblico trasversale. Il suo coinvolgimento suggerisce che Hollywood abbia capito una cosa: Jessica Fletcher non si rifà. Si reinterpreta.
I romanzi di Jessica Fletcher: la saga scritta da Donald Bain
C’è un dettaglio che rende La Signora in Giallo un caso unico: Jessica Fletcher, che nella serie è una scrittrice, i libri li ha “scritti” davvero.
Esiste una lunga serie di romanzi originali firmati “Jessica Fletcher” insieme all’autore reale, Donald Bain, un ghostwriter americano che l’ha portata avanti per decenni. Non sono novellizzazioni degli episodi, ma storie nuove, con gli stessi personaggi e la stessa Cabot Cove.
Dopo la morte di Bain nel 2017, la serie non si è fermata. È stata proseguita da Jon Land, che ha completato il libro a cui Bain stava lavorando e ha firmato i volumi successivi a partire da Manuscript for Murder (2018), e poi da Terrie Farley Moran, a partire da Killing in a Koi Pond (2021).
In Italia i romanzi sono pubblicati da Sperling & Kupfer, con titoli che riprendono la dicitura della serie. È un piccolo cortocircuito tra finzione e realtà che al personaggio sarebbe piaciuto: la scrittrice inventata che continua a pubblicare anni dopo la fine della serie e la morte della sua interprete.
L’eredità: da Jessica Fletcher a Castle, Only Murders ed Erica
Senza La Signora in Giallo un intero filone della televisione non esisterebbe.
Jessica Fletcher ha dimostrato che un giallo può reggersi su un protagonista senza distintivo, a patto che abbia un motivo credibile per trovarsi sulla scena e uno sguardo più acuto di chi indaga per mestiere. La professione di scrittrice era la chiave: chi costruisce delitti sulla carta sa riconoscere la trama di un delitto vero.
L’eredità più diretta è Castle – Detective tra le righe, dove un romanziere di successo, Richard Castle, ottiene di affiancare una detective della polizia di New York per documentarsi. Nella serie Castle frequenta i veri giallisti americani al tavolo del poker: l’idea che uno scrittore di gialli possa diventare investigatore arriva direttamente da Cabot Cove, spostata in chiave romantica e metropolitana.
Only Murders in the Building ne è la versione dell’epoca dei podcast: tre inquilini di un palazzo di Manhattan che non scrivono romanzi ma registrano un podcast true crime, e che trasformano il racconto del delitto nello strumento per risolverlo. Anche lì la domanda di fondo è la stessa che i fan di Jessica si facevano per scherzo: come mai intorno a queste persone la gente continua a morire?
In Italia l’erede dichiarata arriva nel 2026. Erica – Una detective per caso, con Vanessa Incontrada, racconta una giallista di successo che torna nella sua città, Piombino, e si ritrova dentro un omicidio vero. Il meccanismo è quello di Jessica Fletcher; il tono, più drammatico e familiare, viene dal giallo nordico di Camilla Läckberg.
C’è poi un’eredità meno ovvia, quella dell’età. Jessica Fletcher era una vedova di mezza età che tutti sottovalutavano, e quella sottovalutazione era la sua arma migliore. Il Club dei Delitti del Giovedì, il giallo Netflix del 2025 tratto dai romanzi di Richard Osman, porta l’idea fino in fondo: quattro pensionati di un villaggio del Kent che risolvono un omicidio proprio perché nessuno li considera più una minaccia.
Tre generazioni, tre paesi, tre modi di raccontare lo stesso archetipo. Ma la matrice resta una vedova del Maine davanti a una macchina da scrivere.
Oggi quella matrice ha dato vita a un intero filone, che va dai pensionati di Richard Osman al parroco di Spoleto, dalla hacker di A Murder at the End of the World alla cameriera di Poker Face: lo raccontiamo per esteso nella guida ai detective per caso.
Dove vedere La Signora in Giallo in Italia

La Signora in Giallo è una delle serie più facili da trovare in Italia, anche se la disponibilità sulle piattaforme può variare nel tempo.
In streaming in abbonamento:
- Prime Video: la serie è nel catalogo, anche nella versione con pubblicità
- NOW e Sky Go: le stagioni sono disponibili per gli abbonati
- TIMVISION: disponibile una parte degli episodi
In televisione:
- Sky Investigation: la serie è trasmessa regolarmente nei canali crime di Sky
- Rete 4: le repliche in chiaro continuano, come da decenni, nella programmazione quotidiana
Chi vuole guardarla dall’inizio conviene che parta dalla prima stagione e dall’episodio pilota The Murder of Sherlock Holmes, che racconta come Jessica diventa scrittrice. Chi invece cerca solo la compagnia di un caso ben costruito può entrare in qualsiasi punto: gli episodi sono autoconclusivi e la continuità è minima.
Domande frequenti
Di cosa parla La Signora in Giallo?
Jessica Fletcher, ex insegnante di inglese rimasta vedova, diventa per caso una celebre autrice di romanzi gialli. Vive a Cabot Cove, un paesino immaginario del Maine, e in ogni episodio si trova coinvolta in un omicidio vero, che risolve prima della polizia grazie allo spirito di osservazione affinato scrivendo.
Quante stagioni ha La Signora in Giallo?
La serie conta 12 stagioni e 264 episodi, trasmessi dalla CBS dal 1984 al 1996. A questi si aggiungono quattro film per la televisione girati tra il 1997 e il 2003, sempre con Angela Lansbury nel ruolo di Jessica Fletcher.
Come finisce La Signora in Giallo?
La serie non ha un vero finale narrativo. L’ultimo episodio, Death by Demographics, va in onda il 19 maggio 1996 ed è un caso come gli altri, con una frecciata ironica: parla di un conduttore radiofonico che perde la sua fascia oraria per ragioni di pubblico, esattamente come era successo alla serie. La storia di Jessica prosegue poi nei quattro film TV, l’ultimo dei quali è The Celtic Riddle del 2003.
In che ordine vedere La Signora in Giallo?
L’ordine è quello di messa in onda: stagioni 1-12 (1984-1996) → South by Southwest (1997) → A Story to Die For (2000) → The Last Free Man (2001) → The Celtic Riddle (2003). Gli episodi sono quasi tutti autoconclusivi, quindi si può anche entrare in qualsiasi punto senza perdere il filo.
Dove si trova Cabot Cove?
Cabot Cove è un paese immaginario, collocato dalla serie sulla costa del Maine. Gli esterni, però, sono stati girati a Mendocino, cittadina della California settentrionale che ancora oggi attira i fan della serie.
Chi ha creato La Signora in Giallo?
La serie è stata creata da Richard Levinson, William Link e Peter S. Fischer. Levinson e Link erano già gli autori di Colombo: con Jessica Fletcher hanno costruito un personaggio opposto al tenente, una dilettante gentile al posto di un poliziotto trasandato.
Chi era la doppiatrice italiana di Jessica Fletcher?
La voce italiana storica di Jessica Fletcher è Alina Moradei, che per questo ruolo vinse il Leggio d’oro nel 1998 ed è scomparsa nel 2016. Lo stesso anno l’episodio Doppio funerale, rimasto fino ad allora inedito in italiano, fu doppiato da Vittoria Febbi.
Perché Jessica Fletcher va a vivere a New York?
Dall’ottava stagione, iniziata nel 1991, Jessica prende un appartamento a New York per insegnare criminologia alla Manhattan University. La scelta allarga le ambientazioni della serie, ma Cabot Cove resta il suo punto di riferimento e il luogo di molti episodi successivi.
Angela Lansbury ha vinto un Emmy per La Signora in Giallo?
No. Angela Lansbury ha ricevuto 12 candidature all’Emmy come migliore attrice protagonista in una serie drammatica, una per ogni stagione, senza mai vincere: è un record. Per lo stesso ruolo ha però vinto quattro Golden Globe.
Qual è stata l’ultima apparizione di Angela Lansbury?
La sua ultima apparizione sullo schermo è il cameo in Glass Onion – Knives Out (2022), in cui partecipa a una partita online di Among Us con Benoit Blanc. Angela Lansbury è morta l'11 ottobre 2022, a 96 anni.
Chi interpreta Jessica Fletcher nel nuovo film di La Signora in Giallo?
Nel film di Universal Pictures Jessica Fletcher sarà interpretata da Jamie Lee Curtis, con la regia di Jason Moore. L’uscita è fissata per il 4 febbraio 2028, dopo lo slittamento dalla data iniziale del 22 dicembre 2027.
Esistono i libri di La Signora in Giallo?
Sì. Esiste una lunga serie di romanzi firmati da Jessica Fletcher insieme all’autore reale, Donald Bain, che l’ha scritta per decenni. Dopo la sua morte nel 2017 la serie è stata proseguita da Jon Land e poi da Terrie Farley Moran. In Italia i romanzi sono pubblicati da Sperling & Kupfer.
Dove vedere La Signora in Giallo in streaming?
La serie è disponibile in abbonamento su Prime Video, su NOW e Sky Go e, in parte, su TIMVISION. Su Sky va in onda nei canali Sky Investigation, mentre in chiaro continua a essere replicata da Rete 4.




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.