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Preacher: trama, finale e Genesis — la serie AMC su Dio, angeli e un predicatore texano

Jesse Custer, Tulip O'Hare e il vampiro Cassidy in viaggio attraverso l'America per trovare Dio: quattro stagioni di caos soprannaturale dall'AMC
2016 ⭐ 8.0/10
Preacher: trama, finale e Genesis — la serie AMC su Dio, angeli e un predicatore texano
Anno 2016
Generi Drama, Fantasy, Horror
Stagioni 4
Episodi 43
Cast Dominic Cooper, Ruth Negga, Joseph Gilgun, Jackie Earle Haley, Graham McTavish, Ian Colletti

C’è una scena nel primo episodio di Preacher in cui un predicatore texano di mezza età viene posseduto da qualcosa di incomprensibile — un’entità nata dall’unione di un angelo e un demone — e la sua intera chiesa esplode tranne lui.

Non è la scena più strana della serie.

Preacher (AMC, 2016-2019) è uno dei tentativi televisivi più ambiziosi e irriverenti di adattare un fumetto Vertigo al grande schermo. Basato sui 75 numeri scritti da Garth Ennis e disegnati da Steve Dillon tra il 1995 e il 2000, la serie prodotta da Seth Rogen ed Evan Goldberg porta in televisione un materiale che per anni era stato considerato inadattabile: troppo violento, troppo blasfemo, troppo strano.

In parte l’hanno adattato. In parte no. Il risultato è una delle serie più polarizzanti degli anni 2010 — amata da chi la accetta nei suoi termini, odiata da chi si aspettava qualcosa di più convenzionale.

Chi è Jesse Custer: il predicatore con la Parola di Dio

Jesse Custer (Dominic Cooper) è un predicatore del Texas con un passato violento e una fede traballante. È figlio di una famiglia criminale da cui ha cercato di scappare, e ha fallito. Ha provato a costruire una vita normale come ministro di culto in un piccolo paese texano — e anche questo ha fallito, a modo suo.

Quando Genesis entra in lui — letteralmente, attraversando il suo petto — cambia tutto.

Genesis è la creatura più potente dell’universo. Nata dall’unione di un angelo e un demone, è equipotente alle due forze che l’hanno generata: metà bene assoluto, metà male assoluto. Quando entra in Jesse, gli dona la Parola di Dio — la capacità di comandare chiunque con la sola voce, costringendoli a obbedire a qualsiasi ordine.

Jesse usa questo potere in modo imperfetto — come ci si aspetta da un uomo che non è pronto per una responsabilità cosmica. Lo usa per fare del bene, poi per vendetta, poi per cercare Dio. Perché Dio, scopre, ha abbandonato il Cielo. E qualcuno deve trovarlo e chiedergli conto di quello che sta succedendo.

Dominic Cooper porta a Jesse una qualità specifica: la credibilità dell’uomo che crede sul serio, anche quando questo credere lo porta in posti impossibili. Non è un cinico che recita la devozione — è un uomo che ha davvero fede, anche quando quella fede è incrinata, e questo lo rende pericoloso in modi diversi dall’inizio alla fine.

Tulip O’Hare: la partner con la pistola sempre carica

Tulip (Ruth Negga) è l’ex-fidanzata di Jesse, che riappare nella sua vita con una pistola e un lavoro criminale al quale vuole che lui partecipi.

È uno dei personaggi femminili più interessanti della televisione degli anni 2010 — non perché sia “forte nel senso femminista” nel modo in cui le serie TV usano spesso quella frase, ma perché è complicata in modi autentici. Ha una morale propria, non convenzionale. Fa cose sbagliate per ragioni comprensibili. È capace di violenza estrema e di tenerezza autentica.

La sua relazione con Jesse non è sana nel senso convenzionale — hanno fatto del male l’uno all’altra, continuano a farsi del male — ma è reale. Entrambi sanno che non riescono a stare separati. La serie non li risolve: li lascia complicati.

Ruth Negga è stata candidata al Golden Globe per il suo lavoro nella serie, e giustamente. Porta a Tulip un’energia fisica e una precisione emotiva che rendono ogni sua scena memorabile.

Seth Rogen e Evan Goldberg come showrunner

La scelta di affidare Preacher a Seth Rogen ed Evan Goldberg — meglio noti per commedie come Superbad, Pineapple Express e This Is the End — sembrava insolita quando annunciata nel 2013.

In realtà era perfetta. Rogen e Goldberg avevano dimostrato in This Is the End (2013) — film apocalittico con Gesù, Demoni e Raptured people — di saper mescolare humor nerissimo e teologia biblica senza perdere né l’uno né l’altra. Erano fan del fumetto da anni.

Il loro contributo principale alla serie non è stata la regia — hanno diretto pochi episodi — ma il tono. Preacher televisivo mantiene la qualità che rende amabile il fumetto di Ennis: non ride del soprannaturale, ma ride con il soprannaturale. La differenza è importante. Ennis non sta dicendo che Dio non esiste — sta dicendo che Dio si comporta male, e questo è molto più blasfemo e molto più interessante.

Sam Catlin (sceneggiatore di Breaking Bad) è stato assunto come showrunner per la serie, e il suo contributo è stato bilanciare le ambizioni di Rogen/Goldberg con le esigenze della narrazione televisiva seriale. Le prime due stagioni — le più riuscite — mostrano questo equilibrio al meglio.

Cassidy: il vampiro irlandese del 1900

Proinsias Cassidy, detto Cassidy (Joseph Gilgun), è un vampiro irlandese nato intorno al 1900 che ha vissuto tutti questi anni evitando responsabilità, facendo uso di droghe, e trovando amici temporanei destinati a morire prima di lui.

È il personaggio più comico — e il più tragico.

La commedia di Cassidy viene dal contrasto tra la sua natura soprannaturale e il suo comportamento completamente ordinario. Non c’è niente di misterioso in lui — è rumoroso, disordinato, impulsivo, dipendente. La tragedia viene dall’immortalità: ha visto morire tutti quelli che ha amato, e ha imparato a non affezionarsi. Con Jesse — che è diverso, che ha la Parola — permette di abbassare un po’ quella guardia. È la scelta più pericolosa che potesse fare.

Joseph Gilgun porta a Cassidy un’energia caotica che è difficile da gestire per la narrazione — il personaggio rischia di sovrastare le scene — ma diventa uno dei punti di forza della serie nei momenti in cui il suo arco emotivo emerge attraverso la performance.

Genesis spiegata: l’entità tra angelo e demone

Genesis è il nucleo mitologico di Preacher, e il fumetto ci mette molto più tempo del film a spiegarla.

Nelle tradizioni religiose, gli angeli e i demoni sono opposti assoluti — non possono mescolarsi. Genesis è l’impossibile: il figlio di un angelo e di un demone, un essere che contiene simultaneamente il bene assoluto e il male assoluto. Le sue due metà non si cancellano a vicenda — coesistono in tensione permanente.

Questa coesistenza la rende più potente di qualsiasi essere puro. Dio stesso è potente, ma è definito da ciò che è. Genesis è indefinita — è tutto e il contrario di tutto — e questo la rende cosmologicamente superiore.

Quando entra in Jesse, non lo trasforma. Si adatta a lui — alla sua natura specifica. La Parola che gli dona non è magica nel senso da fiaba: è letteralmente la voce di Dio, che risuona nella frequenza che comanda ogni essere vivente. Non funziona sulla gente sorda, non funziona a distanza, non funziona se Jesse non ci crede davvero.

L’aspetto più interessante di Genesis nella serie è che non rende Jesse buono. Lo rende potente. La distinzione è quello che la serie esplora nelle quattro stagioni: il potere senza la saggezza è il problema, non la soluzione.

Il Santo dei Killer: la morte che non muore

Il Saint of Killers (Graham McTavish) è il personaggio più iconico di Preacher dopo il trio principale — e probabilmente il più fedele al fumetto di Ennis.

Era un soldato confederato nella Guerra Civile americana. La storia della sua trasformazione in Santo dei Killer è narrata in un episodio dedicato — uno dei migliori della serie — che mostra come un uomo ordinario, attraverso una serie di eventi orribili e un patto con il diavolo, sia diventato qualcosa di completamente diverso dall’umano.

Praticamente indistruttibile. Armato di due pistole che non mancano mai il bersaglio, che uccidono qualsiasi cosa, inclusi angeli e demoni. Capace di rallentare il tempo intorno a lui in combattimento. Non sente dolore, non prova paura, non ha pietà.

L’unica cosa che ha ancora — l’unica cosa che lo rende più di una macchina da guerra — è l’odio. E l’odio, nella mitologia di Preacher, è abbastanza per mantenere vivo chiunque.

Graham McTavish porta al Santo una qualità di silenzio assoluto. Non parla più del necessario. Non si muove più del necessario. Ha l’economia di chi ha fatto una cosa sola per cento anni e ne ha ottimizzato ogni aspetto.

Le stagioni di Preacher: guida completa

Stagione 1 (2016, 10 episodi) — Annette, Texas. Jesse viene posseduto da Genesis. Scopre il potere della Parola. Lotta con la propria fede. Decide di trovare Dio per chiedergli spiegazioni. Il Santo dei Killer viene evocato. Fine: Jesse, Tulip e Cassidy lasciano il Texas verso New Orleans.

Stagione 2 (2017, 13 episodi) — New Orleans. La ricerca di Dio li porta al quartiere di Mardi Gras. Il Grail — un’organizzazione segreta che si occupa di controllare il sangue di Gesù — emerge come antagonista. La mitologia si espande enormemente. L’Arseface (Ian Colletti) — un ragazzo con il volto deformato da un tentato suicidio — viene mandato all’inferno. La stagione più amata dai fan per il bilanciamento tra humor e dramma.

Stagione 3 (2018, 10 episodi) — Louisiana, nel territorio della famiglia di Jesse. Ritorno alle radici oscure del protagonista. Herr Starr e il Grail prendono il centro della scena. Cassidy viene catturato. La tensione della serie si intensifica.

Stagione 4 (2019, 10 episodi) — La stagione finale. Jesse affronta il Grail, il Santo dei Killer, e infine Dio in persona. Il confronto finale è la risposta a quattro anni di domande cosmologiche. La serie si conclude con un finale che onora i personaggi più dei temi — scelta discutibile ma emotivamente coerente.

Dio come personaggio: l’elemento più audace della serie

La scelta narrativa più radicale di Preacher — sia nel fumetto che nella serie — è trattare Dio come personaggio con motivazioni e debolezze.

Il Dio di Preacher non è onnipotente nel senso convenzionale — o meglio, lo è, ma non è onnisciente emotivamente. Ha creato l’umanità per uno scopo preciso: essere amato. Non per altruismo cosmico ma per bisogno. È solo, e vuole essere adorato. Quando l’esperimento va storto — quando gli umani smettono di comportarsi come Dio si aspettava — la sua risposta è prima la delusione, poi la collera.

La serie lo introduce gradualmente. Prima c’è l’assenza — Dio ha lasciato il Cielo, nessuno sa dove sia. Poi emergono tracce della sua presenza. Poi appare direttamente — e quando lo fa, è sorprendente quanto sia umano nel peggiore senso del termine: arrogante, permaloso, incapace di accettare la critica.

La scena del confronto finale tra Jesse e Dio è scritta come un dialogo tra due adulti — non come una rivelazione mistica. Jesse ha argomenti, Dio ha difese. Nessuno dei due ha completamente ragione. Il compromesso a cui arrivano non è la redenzione cosmica che ci si aspetta da un confronto con il Creatore — è qualcosa di più piccolo e più onesto.

Garth Ennis, nel fumetto, era esplicitamente critico della religione organizzata. La serie di Seth Rogen ed Evan Goldberg è meno esplicita ma ugualmente irriverente nella premessa: Dio non è degno della devozione che gli viene data, e Jesse lo sa, e questa consapevolezza è il motore di tutta la storia.

Herr Starr e il Grail: la burocrazia del Messia

Herr Starr (Pip Torrens) è uno degli antagonisti principali della serie — e uno dei più originali.

Il Grail è un’organizzazione segreta millenaria che si occupa di proteggere il sangue di Cristo. Per generazioni ha custodito la discendenza diretta di Gesù — che nel corso dei secoli, per consanguineità, ha prodotto un erede profondamente disturbato. Il Grail vuole usare questo erede come Messia per il Giorno del Giudizio.

Herr Starr, il capo operativo del Grail, ha un piano diverso: usare Jesse come Messia sostitutivo — un uomo normale, non consanguineo, con la Parola di Dio come strumento di controllo. Nel corso della serie, il suo tentativo di controllare Jesse diventa un’ossessione che lo porta a perdere progressivamente pezzi di sé — fisicamente e psicologicamente.

Torrens porta Herr Starr con una comicità nera assolutamente perfetta. È il villain che non vuole essere villain — vuole solo portare a termine un piano razionale — e il fatto che tutto gli vada sistematicamente storto diventa uno degli elementi più divertenti della serie.

La controversia: Preacher e la religione

Preacher ha generato reazioni forti da gruppi religiosi americani sin dalla sua uscita nel 2016.

La One Million Moms, organizzazione conservatrice americana, ha lanciato petizioni per far cancellare la serie, accusandola di blasfemia sistematica. AMC ha resistito — la serie è sopravvissuta quattro stagioni.

La risposta più interessante è venuta dai critici culturali che hanno notato come il fumetto di Ennis — irlandese cattolico, cresciuto in Irlanda del Nord durante i Troubles — non fosse un attacco alla fede ma una critica a chi la usa per potere. Jesse Custer crede in Dio. Il suo problema non è la fede — è un Dio che non si comporta in modo degno di essa.

È una distinzione importante che molti detrattori della serie hanno ignorato.

L’Arseface: il personaggio più tragico

Eugene Root, detto Arseface (Ian Colletti), è il personaggio più difficile da guardare — e il più importante per capire cosa dice Preacher sulla colpa.

Eugene è un ragazzo di Annette con il volto permanentemente deformato da un tentato suicidio. Il soprannome crudele è dei suoi coetanei: la ferita ha lasciato il suo viso in una forma che assomiglia a una parte anatomica. Non può parlare chiaramente. È continuamente umiliato.

Nonostante tutto, è il personaggio più genuinamente buono della serie. Non per ingenuità — è molto più consapevole della crudeltà del mondo di quanto sembri — ma per scelta. Ha scelto di non portare odio, nonostante tutto.

Jesse, in un momento di rabbia, usa involontariamente la Parola per mandare Eugene all’inferno — letteralmente. Passare il resto della stagione 2 a cercarlo e liberarlo è il contrappeso morale della serie: il più potente ha fatto del male al più vulnerabile, e deve rimediare.

Il personaggio è considerato dai fan del fumetto la trasposizione più fedele alla pagina — Colletti porta Eugene con una precisione emotiva che non scivola mai nella caricatura.

La musica e l’estetica western

Preacher usa l’estetica del western americano come contenitore per la sua storia soprannaturale — e la scelta è fondamentale.

Il Texas di Jesse, i deserti, le strade infinite, le piccole città polverose con bar e chiese: è il paesaggio dell’America profonda dove la religione è vissuta intensamente, dove il confine tra devozione e violenza è sottile. Ennis aveva capito, quando scrisse il fumetto negli anni ‘90, che il western era il genere perfetto per una storia su Dio, colpa e redenzione.

La colonna sonora della serie — curata da Joby Talbot — mescola country, gospel e orchestral in modo coerente con il tono. Le sigle cambiano ogni stagione per riflettere il diverso stato emotivo della storia.

Preacher nel contesto delle serie soprannaturali degli anni 2010

Preacher arriva nel 2016, nel mezzo di un decennio di grande produzione televisiva soprannaturale.

Supernatural era allora alla sua undicesima stagione — la più longeva serie soprannaturale della televisione americana — e stava esplorando le proprie mitologie bibliche (Dio, i Leviathan, la Morte) con sempre più libertà. Preacher arriva a occupare uno spazio diverso: più violento, più blasfemo, meno disposto a raddolcire le implicazioni.

Good Omens arriverà nel 2019 — l’ultimo anno di Preacher — con un tono completamente opposto. Dove Preacher è violento e cinico, Good Omens è ironico e caldo. Dove Preacher mostra un Dio difettoso e narcisista, Good Omens mostra divinità fondamentalmente indifferenti che lasciano spazio al libero arbitrio.

Lucifer si sovrappone cronologicamente a Preacher (2016-2021) e condivide il personaggio del Diavolo come protagonista simpatico. La differenza di tono è abissale: Lucifer è una commedia romantica con elementi procedurali, Preacher è un road trip violento e blasfemo.

La posizione di Preacher nel panorama televisivo è quella del testo più estremo — il punto di arrivo logico di ciò che le serie soprannaturali possono permettersi di mostrare su un canale cable. AMC, la stessa rete che aveva portato Breaking Bad e The Walking Dead, aveva già dimostrato di non avere paura del contenuto difficile.

Il fallimento commerciale della serie — quattro stagioni, ma con ascolti declinanti — suggerisce che l’audience del soprannaturale preferisce versioni meno abrasive. Ma per chi accetta Preacher nei suoi termini, è un’esperienza televisiva unica nel suo genere.

Dove vedere Preacher in streaming in Italia

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Preacher (tutte e quattro le stagioni) è disponibile su:

  • Amazon Prime Video — incluso nell’abbonamento Prime in Italia
  • Amazon Video — disponibile come acquisto digitale per singola stagione

La serie è stata prodotta da AMC e distribuita in Italia senza una rete broadcast tradizionale — Amazon è la piattaforma principale.

Domande frequenti

Come finisce Preacher? Jesse affronta Dio in persona e gli dà la possibilità di non distruggere il mondo. Dio accetta. Jesse, Tulip e Cassidy sopravvivono al costo di sacrifici enormi lungo la strada. Il finale è strano, violento e stranamente commovente.

Cos’è Genesis in Preacher? L’entità nata dall’unione di un angelo e un demone — più potente di Dio. Entra in Jesse e gli dona la Parola di Dio: il potere di comandare chiunque a fare qualsiasi cosa.

Preacher è fedele al fumetto di Ennis? Abbastanza nella mitologia e nei personaggi principali. Prende molte libertà narrative, riordina gli eventi, aggiunge sottotrame. I fan del fumetto hanno opinioni divise.

Preacher è simile a Supernatural? Condivide il road trip attraverso l’America, il tema del soprannaturale nascosto nel quotidiano, e gli angeli come personaggi con agenda propria. Ma il tono è molto più cinico, più violento, e più disposto all’irriverenza religiosa. Supernatural è più emotivo e meno deliberatamente blasfemo.

Quante stagioni ha Preacher? Quattro stagioni (2016-2019) per un totale di 43 episodi. Stagione 1: 10 ep. Stagione 2: 13 ep. Stagione 3: 10 ep. Stagione 4: 10 ep.

Chi è il Santo dei Killer in Preacher? Un ex-soldato della Guerra Civile americana che ha fatto un patto con il diavolo — Graham McTavish. Praticamente indistruttibile, armato di pistole che non mancano mai il bersaglio, incaricato di catturare Jesse Custer.

Chi è Cassidy in Preacher? Proinsias Cassidy (Joseph Gilgun), un vampiro irlandese del 1900 diventato il migliore amico di Jesse. È il personaggio più comico ma anche il più tragico — immortale, incapace di costruire relazioni permanenti.

Preacher è adatto ai bambini? Assolutamente no. Violenza estrema, linguaggio esplicito, umorismo blasfemo. È basato su un fumetto Vertigo/DC pensato per adulti.

Dio appare in Preacher? Sì, come personaggio effettivo. Ha abbandonato il Cielo per girare l’America in incognito. Si rivela gradualmente, e il confronto finale con Jesse è uno dei momenti più audaci della serie televisiva degli anni 2010.

In che ordine vedere Preacher? Ordine di uscita: Stagione 1 (2016) → Stagione 2 (2017) → Stagione 3 (2018) → Stagione 4 (2019). La storia è lineare e sequenziale — nessun prequel o spin-off.

Preacher è disponibile in streaming in Italia? Su Amazon Prime Video — tutte e quattro le stagioni incluse nell’abbonamento Prime.

Chi ha creato il fumetto Preacher? Garth Ennis (testi) e Steve Dillon (disegni). Pubblicato da DC/Vertigo dal 1995 al 2000 per 75 numeri. Uno dei fumetti più controversi e influenti degli anni ‘90 per il trattamento irriverente della religione cristiana.

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