Sherlock Holmes: A Game of Shadows – Gioco di Ombre (2011): trama, il finale e Moriarty
Sherlock Holmes: A Game of Shadows inizia con un attentato sventato per un soffio. Finisce con due uomini che precipitano insieme in una cascata, e con un punto interrogativo aggiunto dopo la parola «Fine».
Uscito il 16 dicembre 2011, Sherlock Holmes: A Game of Shadows — in Italia Sherlock Holmes: Gioco di Ombre — è il sequel diretto del film del 2009, ancora firmato da Guy Ritchie con Robert Downey Jr. e Jude Law protagonisti. Questa volta il detective ha finalmente un volto per il proprio nemesi più celebre: il professor Moriarty, qui interpretato da Jared Harris, al centro di un complotto che punta a scatenare una guerra su scala europea.
Di cosa parla Sherlock Holmes: A Game of Shadows
Seguono anticipazioni sull’intera storia, finale compreso.
Nel 1891, una serie di attentati attribuiti a radicali politici portano Francia e Germania sull’orlo della guerra. Il detective Sherlock Holmes intercetta per un soffio una bomba destinata al chirurgo Dr. Hoffmanstahl e alla sua ex amante Irene Adler. Holmes spiega che il vero responsabile è il datore di lavoro di Adler e Hoffmanstahl, il professor James Moriarty, che li fa entrambi assassinare non appena fuggono dalla scena. Holmes rivela al suo amico, il dottor John Watson, di aver collegato omicidi apparentemente scollegati, attentati terroristici e acquisizioni commerciali, tutti riconducibili a Moriarty.
Dopo aver incontrato il fratello Mycroft all’addio al celibato di Watson, Holmes incontra la chiromante rom Madame Simza, destinataria della lettera che aveva sottratto ad Adler, inviata dal fratello di lei, René. Sconfigge un sicario mandato per ucciderla, ma lei fugge. Dopo il matrimonio di Watson e Mary Morstan, Holmes incontra per la prima volta Moriarty di persona: il professore lo deride per l’omicidio di Adler e minaccia di uccidere Watson e Mary a causa delle sue interferenze, mentre il detective giura di sconfiggerlo.
Gli uomini di Moriarty tendono un’imboscata a Watson e Mary su un treno diretto a Brighton per il viaggio di nozze. Holmes lancia Mary dal treno in un fiume, dove viene salvata da Mycroft. Sconfitti gli uomini di Moriarty, Holmes e Watson vanno a Parigi e ritrovano Simza: Holmes le spiega che è stata presa di mira perché René lavora per Moriarty e potrebbe averle rivelato i suoi piani.
Simza porta i due al quartier generale di un gruppo anarchico a cui lei e René appartenevano, costretto a piazzare bombe per conto di Moriarty. Il trio segue la deduzione di Holmes secondo cui la bomba si trova all’Opéra di Parigi: in realtà è in un hotel vicino, dove uccide diversi uomini d’affari — una copertura per l’assassinio di Alfred Meinhard da parte di Sebastian Moran, cecchino esperto e uomo di fiducia di Moriarty. La morte di Meinhard consegna a Moriarty la proprietà della sua fabbrica di armi a Heilbronn.
Il trio segue Moriarty in Germania. Alla fabbrica, Moriarty cattura, interroga e tortura Holmes mentre Watson combatte contro Moran. Holmes espone il piano di Moriarty: il professore ha acquistato quote in diverse aziende che si arricchiscono con la guerra e intende scatenare un conflitto mondiale per fare fortuna. Watson usa un cannone per distruggere la torre di guardia in cui si nasconde Moran, che crolla nel magazzino dove Moriarty tiene prigioniero Holmes. Watson, Simza e Holmes riescono a fuggire. Fuori dalla fabbrica, Holmes deduce che l’obiettivo finale di Moriarty sarà creare un incidente internazionale durante un summit di pace in Svizzera. Al summit, Holmes capisce che René è l’assassino, travestito da uno degli ambasciatori grazie a una radicale chirurgia ricostruttiva eseguita da Hoffmanstahl.
Holmes e Moriarty si incontrano su un balcone per discutere dei rispettivi piani davanti a una partita a scacchi. Watson e Simza fermano il tentativo di assassinio di René, che viene però ucciso da Moran. Nonostante la guerra sia stata evitata, Moriarty resta convinto della propria vittoria, predicendo a Holmes che le nazioni europee finiranno comunque per combattersi a vicenda. Holmes rivela che, mentre veniva torturato, ha sostituito il diario personale di Moriarty — che conteneva piani e finanziamenti — con un duplicato, mentre l’originale è stato inviato a Mary, che ne ha decifrato il codice usando un libro notato da Holmes nell’ufficio di Moriarty, passando poi le informazioni all’ispettore Lestrade, che sequestra i beni di Moriarty e ne dona la fortuna a associazioni benefiche per vedove e orfani di guerra.
Holmes e Moriarty si preparano allo scontro finale, ed entrambi capiscono che Moriarty vincerà per via della spalla infortunata di Holmes. Con Moriarty che giura di uccidere Watson e Mary, Holmes lo trascina oltre la balaustra proprio mentre Watson arriva, e i due precipitano insieme nelle cascate di Reichenbach.
Dopo il funerale di Holmes, Watson e Mary si preparano finalmente al viaggio di nozze rimandato, quando il dottore riceve un pacco contenente il dispositivo di respirazione di Mycroft, che Sherlock aveva notato prima del summit. Rendendosi conto che Holmes potrebbe essere vivo, Watson esce dal proprio ufficio per chiedere a Mary del corriere che ha consegnato il pacco; nel frattempo Holmes, nascosto, legge le memorie di Watson sulla macchina da scrivere e aggiunge un punto interrogativo dopo le parole «The End».
Le cascate di Reichenbach: quando il film si avvicina davvero a Conan Doyle
A differenza del primo film, che raccontava una trama del tutto originale, A Game of Shadows si avvicina molto di più al materiale scritto da Arthur Conan Doyle, incorporando elementi diretti da due dei suoi racconti più celebri: Il problema finale (The Final Problem) e L’avventura della casa vuota (The Adventure of the Empty House). Le cascate di Reichenbach, in particolare, non sono un’invenzione della sceneggiatura: è lì che, nel racconto Il problema finale, pubblicato nel dicembre 1893, Conan Doyle fece precipitare Holmes e Moriarty in quello che intendeva essere uno scontro mortale, con l’idea di chiudere per sempre la saga del detective — salvo poi essere convinto, anni dopo, a farlo resuscitare proprio ne L’avventura della casa vuota. Il film ricalca fedelmente questa struttura narrativa in due tempi: la caduta apparentemente fatale, il funerale, e infine l’indizio nascosto che lascia intendere la sopravvivenza di Holmes — lo stesso schema che Conan Doyle aveva dovuto adottare oltre un secolo prima, sotto la pressione del pubblico.
Il cast: Jared Harris è finalmente Moriarty
Robert Downey Jr. e Jude Law tornano rispettivamente come Sherlock Holmes e il dottor Watson. Il volto nuovo più atteso è quello di Jared Harris nei panni del professor Moriarty: nel primo film Harris aveva già ridoppiato le battute della voce originale di Andrew Jack per le edizioni home video, e qui ottiene finalmente il ruolo in carne e ossa, dando corpo al nemico che l’intera saga aveva costruito fin dall’inizio.
Noomi Rapace interpreta Madame Simza Heron, la chiromante rom al centro della trama: il ruolo della protagonista femminile per questo capitolo. Il produttore Joel Silver ha spiegato che l’intenzione era sempre stata quella di avere «un tipo di ragazza diversa per ogni film», sulla falsariga delle Bond girl. Non era scontato, all’inizio, che Rachel McAdams tornasse: l’attrice stessa dichiarò che, se fosse comparsa, non sarebbe stato «un ruolo da protagonista». Warner Bros. confermò poi a Entertainment Weekly che avrebbe avuto un cameo, e Silver ha ammesso che convincerla a tornare per un ruolo più piccolo fu «complicato»: «Le piaceva stare con noi, ma sperava in una parte più grande. Credo che alla fine sia andata bene comunque». La morte di Adler nel film ha lasciato molti fan a ipotizzare che il personaggio avesse solo finto la propria scomparsa.
Stephen Fry interpreta per la prima volta Mycroft Holmes, il fratello del detective. Kelly Reilly torna come Mary Morstan, Eddie Marsan come l’ispettore Lestrade e William Houston come il Constable Clark.
Jared Harris: il figlio d’arte che dà finalmente un volto a Moriarty
Jared Harris, figlio dell’attore Richard Harris, aveva studiato recitazione alla Duke University e alla Royal Central School of Speech and Drama di Londra, dopo aver mosso i primi passi professionali in produzioni shakespeariane alla Royal Shakespeare Theatre e al Public Theater di New York. Debuttò al cinema con un ruolo di supporto in The Rachel Papers (1989), prima di interpretare Andy Warhol in I Shot Andy Warhol (1996) e comparire in film come Vento di passioni (1992), L’ultimo dei Mohicani (1992), Assassini nati - Natural Born Killers (1994), Dead Man (1995) e Happiness (1998). Il ruolo di Moriarty gli permette finalmente di dare un volto a un personaggio che, nel primo film, era rimasto una voce senza corpo doppiata proprio da lui negli home video: un cortocircuito produttivo che il sequel risolve nel modo più diretto possibile, scritturando lo stesso attore nella parte fisica. Harris aveva già un ruolo ricorrente nella serie di fantascienza della Fox Fringe, come David Robert Jones, e proprio in quegli anni riceveva attenzione dalla critica per il ruolo di Lane Pryce nella serie AMC Mad Men, che gli valse una candidatura all’Emmy come miglior attore non protagonista in una serie drammatica.
Noomi Rapace: dalla Lisbeth Salander svedese a Simza
Noomi Rapace arrivava al film reduce dal successo internazionale della trilogia svedese Millennium, in cui interpretava Lisbeth Salander in Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta (2009): un’interpretazione che le valse due Nymphe d’Or, un Guldbagge Award e un Satellite Award come miglior attrice, oltre a candidature ai BAFTA e agli International Emmy. Prima di A Game of Shadows, aveva già recitato in film come Bloodbrothers (2005), Daisy Diamond (2007) e Beyond (2010). Il ruolo di Simza Heron è tra i primi grandi ruoli internazionali della sua carriera dopo il successo di Millennium, e ne conferma lo status di nuova stella del cinema europeo capace di reggere una produzione hollywoodiana di scala. Negli anni successivi Rapace avrebbe continuato a muoversi tra cinema europeo e produzioni hollywoodiane di grande scala, confermando la fiducia che il cinema americano aveva riposto in lei fin da questo ruolo.
Stephen Fry: Mycroft nelle mani di un mattatore britannico
Stephen Fry, che interpreta Mycroft Holmes, arrivava al ruolo con una carriera già amplissima nella commedia e nella televisione britannica: dallo show a sketch Alfresco (1983-1984) alla sitcom Blackadder (1986-1989), fino al duo comico Fry e Laurie insieme a Hugh Laurie in A Bit of Fry & Laurie e Jeeves and Wooster. È stato il primo conduttore del quiz show QI, dal 2003 al 2016, con sei candidature ai BAFTA televisivi. Sul grande schermo aveva già recitato in Momenti di gloria (1981), Un pesce di nome Wanda (1988), Gosford Park (2001) e V per Vendetta (2005). Fry avrebbe più avanti ricevuto anche un cavalierato, nel 2025, per il proprio impegno nella sensibilizzazione sulla salute mentale, l’ambiente e la beneficenza. Il suo Mycroft, fratello maggiore di Holmes con un’intelligenza pari o superiore alla sua, sfrutta appieno la vis comica e l’imponenza scenica dell’attore. È un personaggio che nei racconti di Conan Doyle compare raramente, ma che il film usa con parsimonia calcolata, lasciandolo entrare in scena solo nei momenti in cui la trama ha davvero bisogno di lui.
Come è nato il sequel: da Lobo a Cowboys & Aliens
Dopo il successo del film del 2009, Warner Bros. Pictures accelerò i tempi per un sequel: Guy Ritchie abbandonò un progetto di adattamento di Lobo e Robert Downey Jr. lasciò Cowboys & Aliens per potersi dedicare al film. Con il titolo di lavorazione Sherlock Holmes 2, la sceneggiatura — firmata da Kieran Mulroney e Michele Mulroney — fu riportata come influenzata dal racconto di Conan Doyle Il problema finale. Pur essendo ambientato un anno dopo gli eventi del primo film, A Game of Shadows fu pensato come un film autonomo, che non richiedesse la conoscenza del capitolo precedente.
Le riprese: un tour attraverso l’Europa
Le riprese hanno toccato una quantità insolita di location reali. Nell’ottobre 2010 fu noleggiato il piroscafo PS Waverley sulla Manica, e un grande schermo verde fu allestito al Didcot Railway Centre, dove il mese successivo fu girata un’importante scena d’azione. Alla fine di novembre una scena fu girata al Victoria Bridge, nel Worcestershire; nel gennaio 2011 le riprese proseguirono a Hampton Court Palace e in alcune aree dell’Università di Oxford.
All’inizio di febbraio 2011 la produzione si spostò per due giorni a Strasburgo, in Francia, con riprese dentro e intorno alla Cattedrale di Strasburgo: all’epoca si disse che quella scena — un attentato e un’esplosione in una città di lingua tedesca — sarebbe stata l’apertura del film. La produzione girò anche in diverse location del Kent, tra cui Fort Amherst, Knole e The Historic Dockyard Chatham; compaiono brevemente anche le White Cliffs di Dover e l’Old Royal Naval College di Greenwich. Diverse scene furono girate agli Elstree Studios, nell’Hertfordshire.
La colonna sonora: Hans Zimmer e i musicisti rom
Le musiche originali sono ancora una volta di Hans Zimmer, che oltre a includere brani già esistenti di Johann Strauss II, Wolfgang Amadeus Mozart, Ennio Morricone e Franz Schubert, ha incorporato nella colonna sonora elementi di musica rom autentica. Zimmer, accompagnato da Guy Ritchie e da alcuni dei suoi musicisti, viaggiò in Francia, Italia e Slovacchia per ascoltare dal vivo i musicisti locali, «per ascoltare quanti più musicisti possibile». Rimasto profondamente colpito, organizzò l’arrivo di tredici musicisti locali — con i propri violini e fisarmoniche personali — in uno studio di Vienna per una sessione di registrazione. Una parte dei proventi della colonna sonora fu devoluta a villaggi rom in difficoltà economica, per aiutarli a pagare beni di prima necessità come acqua e riscaldamento.
Accoglienza critica e incasso: meglio del primo film al box office
Il film ha incassato 186,8 milioni di dollari in Nord America e 357 milioni negli altri mercati, per un totale mondiale di 543,4 milioni — superando il primo capitolo e diventando il dodicesimo incasso più alto del 2011 a livello mondiale. In Nord America ha debuttato al primo posto con 14,6 milioni di dollari nel giorno di apertura (contro i 24,6 milioni del primo film) e 39,6 milioni nel weekend, circa due terzi dell’incasso d’apertura del predecessore; a fine corsa nelle sale è diventato il nono incasso dell’anno negli Stati Uniti. Fuori dal Nord America ha incassato 14,6 milioni nel primo weekend, terzo in classifica, ma ha superato il totale estero del primo film, 315 milioni di dollari, restando primo al box office estero per tre weekend consecutivi nel gennaio 2012. Nel Regno Unito, Irlanda e Malta — il mercato più importante dopo il Nord America — ha aperto al primo posto con 3,83 milioni di sterline (5,95 milioni di dollari) in tre giorni, contro i 3,08 milioni di sterline in due giorni del primo film, per un totale di 42,2 milioni di dollari. Nella Comunità degli Stati Indipendenti e in Italia ha incassato rispettivamente 28,4 e 24,5 milioni di dollari. Sono cifre che confermano quanto il pubblico europeo, Italia compresa, avesse ormai adottato la coppia Downey-Law come punto di riferimento per il genere.
La critica ha risposto con recensioni miste, leggermente più tiepide del primo film: su Rotten Tomatoes ha il 60% di recensioni positive su 224, con una media di 6 su 10; il consenso del sito recita: «A Game of Shadows è un buon racconto grazie ai suoi protagonisti ben assortiti, ma nel complesso non riesce a replicare i piaceri ben oliati dell’originale». Su Metacritic ha 48 punti su 100. Il pubblico, però, lo ha apprezzato di più: la media CinemaScore è di A−, contro la B del primo film.
Roger Ebert, che aveva dato tre stelle al primo film, ne diede tre e mezza a questo sequel, definendolo «intrattenimento di alto livello» capace di aggiungere «un grado di raffinatezza e inventiva» alla formula, e lodando gli sceneggiatori per aver dedicato «alcune delle scene migliori» ai duelli verbali uno contro uno tra Holmes e Moriarty. Xan Brooks, sul Guardian, gli diede quattro stelle su cinque. James Berardinelli gli diede tre stelle su quattro, scrivendo che era «un film più solido e meglio realizzato, che costruisce sui punti di forza dell’originale abbandonandone alcune debolezze». Di parere opposto Keith Phipps, su The A.V. Club, secondo cui il film «punta più in basso delle ambizioni già modeste del predecessore e ancora non centra il bersaglio».
Diversi critici hanno lamentato il sottoutilizzo di McAdams. Joe Morgenstern, sul Wall Street Journal, scrisse che «svanisce fin troppo presto in questo sequel sovrapprodotto e compiaciuto di sé, e con lei svanisce anche lo spirito di brillante inventiva che rendeva il film precedente una piacevole sorpresa». Di parere diverso Scott Mendelson, su The Huffington Post, secondo cui McAdams «mostra molta più personalità e fascino da canaglia nei suoi pochi momenti qui che in tutto il film precedente», libera finalmente dal ruolo di interesse amoroso. Nel 2015 il critico Scout Tafoya, su RogerEbert.com, ha incluso A Game of Shadows nella propria serie video «The Unloved», dedicata a film con recensioni miste o negative che ritiene comunque di valore artistico, lodando in particolare la decostruzione delle scene d’azione tramite un montaggio ispirato al cinema sovietico di Sergei Eisenstein e la corazzata Potëmkin, e definendolo il suo ottavo film preferito del ventunesimo secolo.
La partita a scacchi sul balcone: un duello di sole parole
Lo scontro finale tra Holmes e Moriarty non è, sulle prime, uno scontro fisico: i due si siedono a un tavolo su un balcone e discutono dei rispettivi piani davanti a una partita a scacchi, mentre Watson e Simza affrontano il vero pericolo immediato, l’assassino travestito da ambasciatore. È una scelta di sceneggiatura che ribalta le aspettative di un blockbuster d’azione: il duello più importante del film si gioca a parole e con mosse di una scacchiera, non a pugni o a colpi di pistola, e solo dopo che la partita mentale è arrivata al proprio esito si passa allo scontro fisico sulla balaustra — quello che Holmes sa già di non poter vincere per via della spalla infortunata, e che risolve con l’unica mossa che gli resta: trascinare Moriarty giù con sé.
Il terzo film: una storia infinita di rinvii
Già nel 2011 Warner Bros. annunciò la prima bozza di Sherlock Holmes 3, scritta dallo sceneggiatore Drew Pearce, poi sostituito da Justin Haythe. Nel 2013 Jude Law commentò il progetto dicendo che i tre — presumibilmente lui, Downey e Ritchie — avevano avuto un incontro e che la sceneggiatura era in lavorazione, ma che la Warner Bros. doveva ancora accettare di finanziarla. Nel 2014 Susan Downey confermò che un terzo film era in sviluppo. Nel 2018 fu annunciata una data di uscita, il 25 dicembre 2020, con Downey, Law e il regista Anderson di nuovo coinvolti e Chris Brancato alla sceneggiatura.
Nel 2019 la data slittò al 22 dicembre 2021, e fu annunciato che Dexter Fletcher avrebbe sostituito Ritchie alla regia. Il film ottenne un’agevolazione fiscale di 20,9 milioni di dollari dalla California Film Commission, a fronte di un budget di produzione previsto di 107,8 milioni. Nel 2021 Fletcher dichiarò che il film era rinviato a tempo indeterminato per la pandemia di COVID-19: «Avevamo cominciato e poi è arrivato il Covid, e ci hanno detto: guardate, lo mettiamo in pausa e Robert ha qualcos’altro che vuole fare […] Queste produzioni sono così grandi che non vuoi scolpirle in qualcosa di affrettato […] So che Robert non lascerà cadere questo pesce dall’amo». Nel 2023 Fletcher ha dichiarato di lavorare ancora alla sceneggiatura insieme a Downey e allo sceneggiatore Joe Penhall, direttamente a casa dell’attore, ribadendo che la pandemia ha inciso su programmi e priorità personali di tutti. Susan Downey e Amanda Burrell, collaboratrice della società di produzione Team Downey, hanno confermato in seguito che il progetto resta una priorità.
A ottobre 2020, Robert Downey Jr. e Susan Downey avevano già annunciato piani per espandere la saga in un vero e proprio franchise, con la loro società Team Downey al lavoro su ulteriori film, spin-off e serie televisive per HBO Max in un universo narrativo condiviso. Pur senza voler copiare il Marvel Cinematic Universe, i due hanno riconosciuto che il lavoro con Marvel Studios ha insegnato loro molto sulla costruzione di un mondo narrativo esteso.
A Game of Shadows nella filmografia di Guy Ritchie
Per la panoramica completa su tutti i film diretti da Guy Ritchie, vedi la filmografia completa di Guy Ritchie.
Il sequel conferma la direzione intrapresa da Ritchie con il primo film: un budget ancora più alto (125 milioni di dollari, contro i 90 del predecessore), una scala produttiva internazionale e uno stile visivo — il montaggio serrato, la scomposizione dell’azione al rallentatore — applicato questa volta a un’avventura che attraversa mezza Europa invece di restare confinata a Londra. È anche l’ultimo capitolo, fino a oggi, di una saga che il regista non ha più diretto personalmente: la regia del terzo film, se mai vedrà la luce, passerà a Dexter Fletcher — lo stesso attore che tredici anni prima del primo film interpretava Soap in Lock, Stock and Two Smoking Barrels, e che nel frattempo era già stato indicato come possibile regista anche di un altro progetto legato a Ritchie. Nel frattempo, lo stesso Ritchie avrebbe portato il proprio stile a un altro genere ancora, lo spionaggio della Guerra Fredda di The Man from U.N.C.L.E. (2015).
Dove vedere Sherlock Holmes: Gioco di Ombre in streaming in Italia

Il film è disponibile in Italia in abbonamento su Sky Go, Now TV e HBO Max (anche tramite Amazon Channel), secondo JustWatch a settembre 2026. In alternativa si può noleggiare o acquistare in digitale su Apple TV Store, Timvision, Rakuten TV e Amazon Video.
Per la disponibilità aggiornata su tutte le piattaforme italiane, JustWatch resta il riferimento più affidabile.
Domande frequenti
Di cosa parla Sherlock Holmes: A Game of Shadows?
Nel 1891 una serie di attentati portano Francia e Germania sull’orlo della guerra. Sherlock Holmes scopre che il vero responsabile è il professor James Moriarty, che sta comprando quote in aziende produttrici di armi per arricchirsi scatenando un conflitto europeo. Insieme a Watson e alla chiromante rom Simza, Holmes attraversa l’Europa per fermarlo prima del summit di pace in Svizzera.
Come finisce Sherlock Holmes: A Game of Shadows?
Holmes sventa il piano di Moriarty sostituendo il suo diario segreto con un duplicato e facendo sequestrare i suoi beni dall’ispettore Lestrade. Sapendo di non poter vincere lo scontro fisico per una spalla infortunata, Holmes trascina Moriarty oltre la balaustra e i due precipitano insieme nelle cascate di Reichenbach. Dopo il funerale di Holmes, Watson riceve un indizio che lo fa sospettare che l’amico sia ancora vivo: l’ultima inquadratura mostra proprio Holmes, nascosto, che aggiunge un punto interrogativo dopo le parole «The End» sul dattiloscritto delle memorie di Watson.
Chi interpreta Moriarty in Sherlock Holmes: A Game of Shadows?
Jared Harris interpreta il professor James Moriarty in carne e ossa, dopo aver ridoppiato la voce del personaggio, rimasta senza volto, nel primo film. Robert Downey Jr. e Jude Law tornano rispettivamente come Sherlock Holmes e il dottor Watson, mentre Noomi Rapace è la chiromante Simza e Stephen Fry interpreta per la prima volta Mycroft Holmes, il fratello del detective.
Che fine fa Irene Adler nel film?
Irene Adler, interpretata di nuovo da Rachel McAdams, viene uccisa da Moriarty nei primi minuti del film. La produzione aveva già anticipato che il suo sarebbe stato un cameo, non un ruolo da protagonista come nel primo capitolo, e la sua morte improvvisa ha fatto discutere a lungo i fan, alcuni dei quali hanno ipotizzato che avesse solo finto la propria morte.
Sherlock Holmes: A Game of Shadows è stato un successo?
Sì. A fronte di un budget di 125 milioni di dollari, ha incassato 186,8 milioni negli Stati Uniti e 543,4 milioni nel mondo, superando il primo film e diventando il dodicesimo incasso più alto del 2011. In Italia, tra i mercati esteri più importanti del film, ha incassato 24,5 milioni di dollari.
Il film ha ricevuto buone recensioni?
Recensioni miste, leggermente più tiepide del primo film: 60% su Rotten Tomatoes e 48 punti su Metacritic. Il pubblico però lo ha apprezzato di più, con una media CinemaScore di A− contro la B del predecessore. Roger Ebert, che aveva dato tre stelle al primo film, ne diede tre e mezza a questo sequel.
Come è stata composta la colonna sonora del film?
Hans Zimmer, tornato dopo il primo film, ha incluso musiche rom autentiche: insieme a Guy Ritchie e ad alcuni musicisti, ha viaggiato in Francia, Italia e Slovacchia per ascoltare dal vivo i musicisti locali, portandone poi tredici, con i propri violini e fisarmoniche, in uno studio di Vienna per una sessione di registrazione. Una parte dei proventi della colonna sonora è stata devoluta a villaggi rom in difficoltà economica.
C’è un terzo film di Sherlock Holmes con Robert Downey Jr.?
È annunciato da anni ma non è mai stato realizzato. Nel 2019 la regia doveva passare da Guy Ritchie a Dexter Fletcher, con uscita prevista per il dicembre 2021, ma la pandemia di COVID-19 ha bloccato indefinitamente la produzione. Nel 2023 Fletcher ha confermato di lavorare ancora alla sceneggiatura insieme a Downey, e la famiglia Downey ha dichiarato l’intenzione di espandere il franchise con film, spin-off e serie TV per HBO Max.
Dove è stato girato Sherlock Holmes: A Game of Shadows?
Le riprese hanno toccato molte location europee: il piroscafo PS Waverley sulla Manica, il Didcot Railway Centre, Victoria Bridge nel Worcestershire, Hampton Court Palace, l’Università di Oxford, la Cattedrale di Strasburgo in Francia, Fort Amherst e The Historic Dockyard nel Kent, le White Cliffs di Dover, l’Old Royal Naval College di Greenwich e gli Elstree Studios nell’Hertfordshire.
Dove vedere Sherlock Holmes: A Game of Shadows in streaming in Italia?
Secondo JustWatch (settembre 2026) il film è in abbonamento su Sky Go, Now TV e HBO Max (anche tramite Amazon Channel), e si può noleggiare o acquistare su Apple TV Store, Timvision, Rakuten TV e Amazon Video. Verifica la disponibilità aggiornata su JustWatch.
Sherlock Holmes: A Game of Shadows è adatto ai bambini?
È un film d’azione e avventura in costume, con scene di violenza stilizzata simili al primo capitolo: adatto a un pubblico adolescente e adulto, non pensato per bambini piccoli.
In che ordine vedere i film di Sherlock Holmes di Guy Ritchie?
In ordine di uscita: Sherlock Holmes (2009) → Sherlock Holmes: A Game of Shadows (2011). Il terzo capitolo, con Downey e Law protagonisti e la regia affidata a Dexter Fletcher, resta da anni in fase di sviluppo senza una data di uscita confermata.
Un punto interrogativo aggiunto subito dopo la parola «Fine» è la promessa più chiara che un film del genere possa fare al proprio pubblico.
Quindici anni dopo, quella promessa aspetta ancora di essere mantenuta.




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Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.