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Lock, Stock and Two Smoking Barrels – Lock & Stock: Pazzi Scatenati: trama, cast e il debutto di Guy Ritchie

Il film che ha inventato il gangster movie cockney e lanciato Jason Statham e Vinnie Jones
1998 ⭐ 6.7/10
Lock, Stock and Two Smoking Barrels – Lock & Stock: Pazzi Scatenati: trama, cast e il debutto di Guy Ritchie
Anno 1998
Regia Guy Ritchie
Generi Crime, Commedia
Cast Nick Moran, Jason Flemyng, Dexter Fletcher, Jason Statham, Vinnie Jones, Sting

Lock, Stock and Two Smoking Barrels inizia con una partita di carte truccata. Finisce con quattro amici che rischiano di perdere una fortuna per un errore di distrazione.

Uscito nel Regno Unito il 28 agosto 1998, Lock, Stock and Two Smoking Barrels — in Italia Lock & Stock - Pazzi Scatenati — è l’esordio alla regia di Guy Ritchie, scritto dallo stesso regista dopo il cortometraggio The Hard Case (1995). Con un budget di appena 1,35 milioni di dollari, ha inventato un genere che il cinema britannico non aveva mai visto in questa forma: la commedia criminale cockney a episodi intrecciati, con dialoghi fulminanti e una banda di personaggi che sembrano usciti da un pub di periferia londinese.

Di cosa parla Lock, Stock and Two Smoking Barrels

Seguono anticipazioni sull’intera storia, finale compreso.

Eddie, Tom, Soap e Bacon, quattro amici di lunga data e piccoli criminali di Londra, mettono insieme 100.000 sterline perché Eddie, abile giocatore di carte, possa partecipare a una partita ad alta posta di three-card brag organizzata da «Hatchet» Harry Lonsdale. Il gioco è truccato: Eddie non solo perde tutto il denaro, ma si ritrova con un debito di 500.000 sterline e una sola settimana di tempo per pagarlo. Harry manda il suo esattore, Big Chris (con il figlio Little Chris), dal padre di Eddie, JD, perché il vero obiettivo di Harry è impossessarsi del suo bar come pagamento del debito.

Harry è anche interessato a un paio di fucili da caccia Holland & Holland antichi messi all’asta da un lord in difficoltà economiche, e incarica il suo braccio destro Barry «the Baptist» di assumere due ladri, Gary e Dean, per rubarli. I due, però, li rivendono a Nick «the Greek», un ricettatore locale, invece di consegnarli a Harry, che li costringe a recuperarli con minacce.

Nel frattempo Eddie, disperato per trovare i soldi, origlia i suoi vicini di casa — una banda guidata dal violento Dog — mentre pianificano una rapina a una coltivazione di cannabis gestita da uno studente, Winston, e dai suoi amici. Informati Tom, Soap e Bacon, i quattro decidono di sorprendere Dog e la sua banda subito dopo il colpo, per rubare loro il bottino. Tom va da Nick il Greco per comprare armi in vista dell’operazione e, senza saperlo, acquista proprio i due fucili che Harry sta cercando.

La banda di Dog porta a termine la rapina con l’aiuto di Plank, un cliente della coltivazione, nonostante due contrattempi — un membro della gang muore per il rinculo della propria arma, un altro deve immobilizzare e sequestrare un vigile che vuole multare il loro furgone — e riesce a rubare una borsa piena di denaro e un furgone carico di cannabis. La vittoria dura poco: Eddie e i suoi amici tendono un’imboscata a Dog e alla sua banda ormai ridotta, portando via furgone, droga e il vigile sequestrato. Dopo aver trasferito il bottino sul proprio veicolo e picchiato il vigile prima di abbandonarlo per strada, portano la droga da Nick per rivenderla.

Nick tratta con Rory Breaker, un boss psicopatico, che accetta di comprare la cannabis a metà prezzo. Si scopre presto, però, che la coltivazione di Winston appartiene proprio a Rory: Nick ha tentato, senza saperlo, di rivendergli la sua stessa droga. Furioso, Rory costringe Nick a rivelargli l’indirizzo di Eddie, mentre incarica Winston di identificare chi ha derubato l’operazione.

Mentre Eddie e gli amici festeggiano al bar di JD, la banda di Dog — scoperto che i vicini sono i responsabili del furto — organizza un’imboscata nell’appartamento di Eddie. Al posto di Eddie, però, entrano per primi Rory e i suoi uomini, in cerca di vendetta. Ne segue una sparatoria in cui sopravvivono solo Dog e Winston: Winston se ne va tranquillamente con la droga, mentre Dog tenta la fuga con i fucili e il denaro. Prima che possa allontanarsi, Big Chris — mandato da Harry a fare pressione su Eddie — lo mette fuori combattimento e prende il bottino; Dean e Gary, ancora sulle tracce dei fucili per conto di Barry, lo seguono senza sapere che sta tornando a riferire a Harry.

Dopo aver consegnato denaro e fucili a Harry, Big Chris torna alla sua auto e scopre che Dog lo ha seguito: tenendo Little Chris sotto minaccia di coltello, Dog pretende la restituzione del denaro, e Chris acconsente. Nel frattempo Dean e Gary, arrivati all’ufficio di Harry senza sapere che è proprio lui il loro datore di lavoro tramite Barry, irrompono nella stanza: Dean viene ucciso a colpi di fucile da Harry, e Gary vendica l’amico uccidendo sia Harry sia Barry, prima di morire a sua volta colpito da un’accetta lanciata da Barry.

Eddie e gli amici tornano al loro appartamento e lo trovano devastato, con il bottino sparito. Si recano allora all’ufficio di Harry in cerca di risposte, scoprendo un secondo mucchio di cadaveri e il denaro del colpo. Big Chris, intanto, fa schiantare deliberatamente la propria auto per disabilitare Dog, prima di finirlo a colpi della portiera; poi raggiunge l’ufficio di Harry e trova Eddie e i suoi amici. Dopo un breve confronto, Big Chris prende il denaro del colpo ma lascia che Tom se ne vada con i fucili.

Eddie e gli amici vengono arrestati, ma il vigile sequestrato — unico testimone dei crimini — riesce a identificare soltanto Dog e la sua banda, e i quattro vengono rilasciati. Tornati al bar, Tom rivela di avere ancora i fucili: dato che sono l’unica prova del loro coinvolgimento negli eventi del film, Eddie, Bacon e Soap gli dicono di disfarsene. Mentre lo fa, Big Chris entra nel bar in cerca di Eddie e gli amici per restituire la borsa, ormai vuota, che conteneva il bottino, informandoli che li lascerà in pace finché non proveranno mai più a cercarlo.

Con grande delusione dei quattro, la borsa contiene solo un catalogo d’asta di armi antiche. Sfogliandolo, scoprono il vero valore dei fucili che hanno appena detto a Tom di disfare: il film si chiude con i tre che cercano disperatamente di contattarlo al telefono, mentre lui, appoggiato al parapetto del ponte di Battersea, si prepara a lasciarli cadere nel Tamigi con il cellulare che squilla ancora stretto tra i denti.

Il cast: chi sono i quattro amici e i loro nemici

Nick Moran è Eddie, il giocatore di carte la cui sconfitta mette in moto l’intera trama. Jason Flemyng è Tom, quello che compra le armi sbagliate senza saperlo. Dexter Fletcher — attore già dal 1973, con ruoli in serie come Press Gang e Band of Brothers — è Soap, il cuoco del gruppo. Fletcher avrebbe poi intrapreso una seconda carriera da regista, esordendo con Wild Bill (2011) e dirigendo poi Sunshine on Leith (2013) ed Eddie the Eagle (2015): nel 2018 avrebbe sostituito Bryan Singer alla regia di Bohemian Rhapsody, il biopic sui Queen, ricevendo però solo il credito di produttore esecutivo per le regole del sindacato dei registi americano, e l’anno dopo avrebbe diretto Rocketman, il film su Elton John.

Il ruolo più importante per la storia del cinema, però, è quello di Bacon, affidato a Jason Statham al suo debutto assoluto sullo schermo. All’epoca Statham lavorava come venditore ambulante nei mercatini di Londra e faceva parte della nazionale britannica di tuffi, con una partecipazione ai Giochi del Commonwealth del 1990: fu proprio la sua esperienza da venditore di strada a ispirare Ritchie nel sceglierlo per il ruolo. Il film, insieme al successivo Snatch, avrebbe lanciato Statham verso una carriera da star dell’azione capace di superare, secondo le stime, i 6,25 miliardi di dollari di incassi complessivi dei suoi film.

Vinnie Jones, ex calciatore professionista noto per un gioco fisico e aggressivo, esordisce come attore nei panni di Big Chris, il minaccioso esattore di Harry: Ritchie ha raccontato di non aver avuto esitazioni nello sceglierlo, dicendo di avere «un rispetto incredibile» per le sue capacità recitative.

Il cantante Sting interpreta JD, il padre di Eddie e proprietario del bar conteso da Harry: aveva visto il cortometraggio The Hard Case di Ritchie e ne era rimasto colpito dal ritmo e dall’energia, oltre che dal modo — mai gratuito — con cui gestiva la violenza. P.H. Moriarty è «Hatchet» Harry Lonsdale, il boss che tende la trappola a Eddie, e Lenny McLean, ex pugile, interpreta Barry «the Baptist»: fu il suo ultimo ruolo cinematografico, perché morì nel luglio 1998, poche settimane prima dell’uscita del film nelle sale.

Ritchie, per dare al film un’autenticità che la sola recitazione non avrebbe potuto garantire, ha scelto per diversi ruoli minori anche ex detenuti reali. Completano il cast Steven Mackintosh (Winston), Stephen Marcus (Nick «the Greek»), Vas Blackwood (Rory Breaker), Frank Harper (Dog) e Alan Ford, che con Ritchie avrebbe lavorato ancora in Snatch. Tra i ruoli minori compare anche Rob Brydon, oggi uno dei comici più noti della televisione britannica, nei panni del vigile urbano sequestrato dalla banda di Dog: una delle sue primissime apparizioni sullo schermo, anni prima di diventare popolare con Would I Lie to You? e la serie di film The Trip al fianco di Steve Coogan.

Come è nato il film: da un cortometraggio a Cannes

Prima di Lock, Stock, Guy Ritchie aveva diretto un solo cortometraggio, The Hard Case (1995): un lavoro che, pur non essendo il suo primo lungometraggio, bastò a convincere finanziatori e attori a fidarsi del suo progetto successivo. Nel 1998 Ritchie incontrò Matthew Vaughn — allora attivo a Los Angeles — che si offrì di produrre il suo esordio alla regia. Ci vollero 15 mesi per trovare i finanziamenti necessari. Tra i produttori esecutivi figura anche Trudie Styler, moglie di Sting, che ha spiegato la propria scelta di partecipare al progetto dicendo di aver «sempre amato i film sui cattivi ragazzi».

Il casting, secondo lo stesso Ritchie, richiese moltissimo tempo: vennero fatti provinare centinaia di aspiranti attori, perché il regista voleva assolutamente trovare l’interprete giusto per ogni ruolo. La produzione vera e propria durò circa otto mesi. Le riprese si sono svolte tra Shoreditch, usato per il nascondiglio della banda, e Clerkenwell, per il bar di JD. La fotografia è firmata da Tim Maurice-Jones, che avrebbe girato anche Snatch due anni più tardi; il montaggio è di Niven Howie.

Il film ha debuttato all’Edinburgh International Film Festival il 23 agosto 1998, prima dell’uscita nelle sale britanniche il 28 agosto. Summit Entertainment ne acquisì i diritti di distribuzione mondiale, esclusa la Gran Bretagna, durante la presentazione al Festival di Cannes del 1998; PolyGram Filmed Entertainment, che già deteneva i diritti britannici, ottenne quelli per il Nord America — con la distribuzione statunitense affidata alla controllata Gramercy Pictures — estesi in seguito ad Australia, Nuova Zelanda, Germania, Austria, Benelux, Francia, Spagna e Svizzera.

La colonna sonora: da James Brown agli Stooges

La colonna sonora del film, pubblicata nel Regno Unito nel 1998 da Island Records, mescola rock, pop, britpop e reggae in una selezione che spazia da James Brown («The Boss», «The Payback») a The Stooges («I Wanna Be Your Dog»), da Junior Murvin («Police and Thieves») a Ocean Colour Scene («Hundred Mile High City»), passando per Dusty Springfield («Spooky») e The Stone Roses («Fool’s Gold»). Nel 1999 l’etichetta Maverick Records di Madonna ne pubblicò una versione per il mercato statunitense, omettendo nove brani presenti nell’edizione britannica.

Le musiche originali sono firmate da David A. Hughes e John Murphy, che negli anni successivi avrebbero continuato a lavorare con Ritchie sui suoi film seguenti.

Accoglienza critica e incasso

Il film è stato un successo commerciale a fronte di un budget minuscolo. Nel Regno Unito ha incassato 18,9 milioni di dollari, diventando la seconda produzione locale per incasso del 1998, dietro solo a Sliding Doors; negli Stati Uniti, dove è uscito il 5 marzo 1999, ha incassato 3.753.929 dollari — equivalenti a circa 7,25 milioni di dollari del 2025, tenendo conto dell’inflazione. Nel complesso, il film ha superato i 28 milioni di dollari nel mondo, contro un budget di appena 1,35 milioni.

La critica lo ha accolto con favore. Su Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 75% su 67 recensioni, con un voto medio di 6,70 su 10; il consenso del sito lo descrive come «una versione sporca, contorta e divertente della formula gangster alla Tarantino». Su Metacritic ha 66 punti su 100, un giudizio «generalmente favorevole» basato su 30 recensioni. John Ferguson, su Radio Times, lo definì «il miglior film criminale britannico da Il lungo venerdì santo [The Long Good Friday]»; Roger Ebert, sul Chicago Sun-Times, scrisse che il film «è divertente, in un modo sciatto; ha un’esuberanza, e in un’epoca in cui i film seguono formule come zombie, è vivo».

Il fatto che Lock, Stock si sia piazzato subito dietro Sliding Doors — la commedia romantica con Gwyneth Paltrow diventata anch’essa un piccolo caso internazionale — la dice lunga su quanto il 1998 sia stato un anno sorprendentemente ricco per il cinema britannico indipendente, capace di competere al botteghino di casa propria con le grandi produzioni hollywoodiane della stagione.

Il film ha ricevuto una candidatura ai British Academy Film Award del 1998 come miglior film britannico dell’anno e, nel 1999, una candidatura ai Brit Award per la colonna sonora. Nel 2000 Ritchie ha vinto un Edgar Award, assegnato dai Mystery Writers of America, per la miglior sceneggiatura cinematografica. Nel 2004 la rivista Total Film lo ha inserito al 38º posto tra i migliori film britannici di sempre; nel 2016 Empire lo ha collocato al 75º posto della propria lista dei 100 migliori film britannici.

Lo spin-off televisivo: Lock, Stock…

Il successo del film portò, nel 2000, a uno spin-off televisivo per Channel 4, co-scritto dallo stesso Ritchie. La serie, intitolata semplicemente Lock, Stock…, introduceva un nuovo gruppo di personaggi — Moon, Jamie, Bacon e Lee, interpretati rispettivamente da Daniel Caltagirone, Scott Maslen, Shaun Parkes e Del Synnott — alle prese con affari criminali comicamente fallimentari, sullo stesso schema del film originale. Andò in onda dal 29 maggio all'11 luglio 2000, per un totale di sette episodi.

È un dettaglio che pochi conoscono, e che mostra quanto rapidamente il film sia diventato un piccolo fenomeno culturale nel Regno Unito, capace di generare un proprio universo narrativo derivato nel giro di appena due anni dall’uscita.

La serie non ha mai raggiunto la popolarità del film che l’ha ispirata, ed è oggi un titolo che circola quasi esclusivamente tra i fan più attenti alla filmografia di Ritchie, ma resta un tassello importante per capire quanto, già nel 2000, il pubblico britannico associasse il nome «Lock, Stock» a un intero immaginario fatto di piccoli criminali, colpi andati storti e dialoghi taglienti — un marchio riconoscibile ben prima che Ritchie diventasse un regista da blockbuster hollywoodiani.

Matthew Vaughn: il produttore che sarebbe diventato regista

Dietro la macchina da presa di Lock, Stock non c’era solo Guy Ritchie. Il film fu prodotto da Matthew Vaughn, all’epoca poco più che venticinquenne, che si era offerto di finanziare l’esordio di Ritchie dopo aver visto The Hard Case. Fu Vaughn, insieme a Ritchie, a fondare SKA Films, la casa di produzione dietro il film, insieme a The Steve Tisch Company e alla storica HandMade Films — la società fondata negli anni Settanta da George Harrison dei Beatles per finanziare Life of Brian dei Monty Python.

Vaughn avrebbe prodotto anche Snatch due anni dopo, prima di passare lui stesso alla regia: negli anni successivi avrebbe diretto Layer Cake (2004), Stardust (2007), Kick-Ass (2010), X-Men: First Class (2011) e l’intera saga Kingsman, di cui è anche co-creatore del fumetto originale. È un dettaglio che inquadra bene Lock, Stock per quello che è stato davvero: non solo l’esordio di un regista, ma il punto di partenza di due carriere parallele nel cinema britannico e poi hollywoodiano.

Lo stile di Guy Ritchie: nasce un genere

Lock, Stock and Two Smoking Barrels non ha semplicemente lanciato una carriera: ha definito un modo di fare cinema che sarebbe diventato riconoscibile come «alla Guy Ritchie» molto prima che il regista girasse un blockbuster hollywoodiano come King Arthur: Legend of the Sword, dove lo stesso montaggio a episodi intrecciati viene applicato — con esiti molto più discussi — persino alla leggenda di Excalibur. Ritchie sarebbe tornato esplicitamente a questo stile originario vent’anni dopo con The Gentlemen, definito fin dall’annuncio come un progetto nello stesso spirito del proprio esordio.

Le caratteristiche sono già tutte qui: più filoni narrativi che si intrecciano fino a scontrarsi in un finale caotico, dialoghi rapidissimi e pieni di slang cockney, una galleria di personaggi criminali definiti da un solo tratto memorabile (il pugile, il ricettatore, l’esattore silenzioso), un umorismo nero che convive con improvvisi scoppi di violenza. È una struttura che il cinema americano avrebbe presto etichettato come «hyperlink cinema» — lo stile di narrazione che intreccia più linee narrative indipendenti fino a farle convergere — e che alcuni critici hanno avvicinato al Tarantino di Le Iene e Pulp Fiction, sebbene con un accento e un’ambientazione irriducibilmente londinesi.

Non è un caso che il film compaia negli elenchi dedicati al genere heist e a quello che è stato definito «tarantinoesque»: prende la lezione americana del crime corale e la trapianta nel sottobosco criminale della working class inglese, con un risultato che nessun altro regista britannico aveva tentato con lo stesso successo fino a quel momento.

Dove sono finiti gli attori di Lock, Stock

Pochi film d’esordio possono vantare un cast che, quasi per intero, avrebbe fatto carriera nel cinema internazionale nei due decenni successivi.

Jason Statham, come detto, sarebbe diventato una delle star d’azione più bancabili al mondo, protagonista della saga Transporter e dell’ensemble di The Expendables; sarebbe tornato a lavorare con Ritchie in Snatch, in Revolver (2005) e, sedici anni dopo, in Wrath of Man (2021) e in Operation Fortune (2023). Vinnie Jones avrebbe proseguito una lunga carriera da caratterista, spesso proprio in ruoli da duro, in film come Snatch, Swordfish e X-Men: The Last Stand. Dexter Fletcher, come detto, sarebbe passato dietro la macchina da presa. Matthew Vaughn, il produttore, avrebbe fondato con Ritchie la casa di produzione del film prima di diventare lui stesso uno dei registi più commerciali del cinema britannico, dalla saga Kingsman a X-Men: First Class.

Anche Sting, che a Lock, Stock prestò soprattutto il proprio nome e la propria fiducia nel giovane Ritchie, avrebbe continuato a comparire saltuariamente sullo schermo, senza mai abbandonare la propria carriera musicale, che resta la sua occupazione principale. È raro che un film a basso budget, girato in otto mesi da un regista al primo lungometraggio, produca un simile numero di traiettorie professionali di rilievo: un altro motivo per cui Lock, Stock è ricordato oggi come molto più di un semplice cult di nicchia.

Un genere che ha fatto scuola: heist comedy ed eredità internazionale

Lock, Stock and Two Smoking Barrels viene citato, nelle classificazioni della critica anglosassone, sia come film heist sia come esempio di «hyperlink cinema» — lo stile narrativo che intreccia più linee di trama indipendenti fino a farle convergere in un unico climax. È la stessa struttura che, negli stessi anni, il cinema di Quentin Tarantino stava rendendo popolare negli Stati Uniti, ed è per questo che diverse fonti lo hanno definito «tarantinoesque»: un’etichetta che Ritchie non ha mai rivendicato apertamente, ma che il film si è guadagnato sul campo.

L’influenza del film ha superato i confini britannici in modi sorprendenti: in India, ad esempio, è stato realizzato un remake non ufficiale, Phir Hera Pheri, che ne riprende l’intreccio con una trama leggermente diversa. È un caso raro per un film di questa portata: pochi debutti a basso budget arrivano a generare un remake non autorizzato dall’altra parte del mondo, in un’industria cinematografica completamente diversa da quella britannica. È un segno di quanto la formula — piccoli criminali, un debito impossibile da pagare, un intreccio di bande rivali che si autodistruggono a vicenda — si sia rivelata esportabile ben oltre il contesto specifico della working class londinese in cui è nata.

Dove vedere Lock & Stock - Pazzi Scatenati in streaming in Italia

Lock, Stock and Two Smoking Barrels poster
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Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998)

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Lock, Stock and Two Smoking Barrels e il resto della filmografia di Guy Ritchie

Per una panoramica completa su tutti i film diretti da Guy Ritchie, dai crime movie londinesi ai blockbuster hollywoodiani, vedi la filmografia completa di Guy Ritchie.

Guy Ritchie, nato a Hatfield, nell’Hertfordshire, il 10 settembre 1968, è dislessico e fu espulso dalla scuola a 15 anni: lui stesso ha attribuito l’espulsione all’uso di droghe, mentre suo padre ha sempre raccontato una versione diversa, più prosaica — marinava le lezioni per passare il tempo con una ragazza in camera sua. Dopo aver lavorato in ruoli di base nell’industria cinematografica, Ritchie è passato a dirigere spot pubblicitari e, infine, il proprio primo cortometraggio. Lock, Stock resta il punto di partenza di una filmografia che avrebbe attraversato generi molto diversi: dalla commedia criminale londinese al kolossal Disney Aladdin (2019), fino ai grandi successi con Robert Downey Jr. in Sherlock Holmes (2009) e nel suo sequel, Sherlock Holmes: Gioco di Ombre (2011), passando per lo spionaggio di The Man from U.N.C.L.E. (2015).

Il film che raccoglie più direttamente l’eredità di Lock, Stock è però Snatch (2000), il secondo lungometraggio di Ritchie, seguito nel 2008 da RocknRolla, che chiude un’informale trilogia londinese: stesso stile a episodi intrecciati, molti degli stessi attori — Jason Statham, Vinnie Jones, Alan Ford, Stephen Marcus — e lo stesso umorismo nero applicato, questa volta, a un mondo fatto di pugili zingari e diamanti rubati. I due film sono spesso considerati una coppia inseparabile, il dittico che ha reso Guy Ritchie un nome riconoscibile ben oltre i confini del Regno Unito.

Domande frequenti

Di cosa parla Lock, Stock and Two Smoking Barrels?

Quattro amici londinesi mettono insieme 100.000 sterline per far partecipare Eddie, un abile giocatore di carte, a una partita di three-card brag truccata organizzata dal boss «Hatchet» Harry. Eddie perde e si ritrova con un debito di 500.000 sterline e una settimana di tempo per pagarlo, così i quattro decidono di derubare la banda di spacciatori che vive nell’appartamento accanto al loro.

Come finisce Lock, Stock and Two Smoking Barrels?

Dopo una sparatoria che elimina quasi tutte le bande coinvolte, Eddie e i suoi amici vengono arrestati ma rilasciati per mancanza di prove. Scoprono solo alla fine, da un catalogo d’asta, che i due fucili Holland & Holland che avevano fatto buttare a Tom nel Tamigi valgono una fortuna: il film si chiude con loro che cercano disperatamente di richiamarlo mentre lui è già sul ponte di Battersea, pronto a lasciarli cadere in acqua.

Chi interpreta i protagonisti di Lock, Stock and Two Smoking Barrels?

Nick Moran è Eddie, Jason Flemyng è Tom, Dexter Fletcher è Soap e Jason Statham, al suo debutto cinematografico, è Bacon. Vinnie Jones, anche lui debuttante come attore dopo una carriera da calciatore, è Big Chris. Il cantante Sting interpreta JD, il padre di Eddie, e P.H. Moriarty è il boss «Hatchet» Harry Lonsdale.

Lock, Stock and Two Smoking Barrels è stato un successo?

Sì. Con un budget di appena 1,35 milioni di dollari ha incassato oltre 28 milioni nel mondo: nel Regno Unito è stata la seconda produzione locale per incasso del 1998, dietro solo a Sliding Doors, con 18,9 milioni di dollari. Su Rotten Tomatoes ha il 75% di recensioni positive e su Metacritic 66 punti su 100.

Chi ha diretto Lock, Stock and Two Smoking Barrels ed è stato il suo primo film?

Sì, è l’esordio alla regia di Guy Ritchie, che ne ha scritto anche la sceneggiatura. Prima aveva diretto solo un cortometraggio, The Hard Case (1995), che aveva convinto il produttore Matthew Vaughn e l’attore Sting a partecipare al progetto. Ci vollero 15 mesi per trovare i finanziamenti.

È vero che nel cast ci sono ex criminali veri?

Sì. Ritchie ha voluto un cast che desse al film un’autenticità credibile, e per questo ha scelto anche diversi ex detenuti reali, tra cui il pugile Lenny McLean nel ruolo di Barry «the Baptist»: fu il suo ultimo film, perché morì nel luglio 1998, poco prima dell’uscita nelle sale.

Perché Jason Statham e Vinnie Jones furono scelti per il film?

Nessuno dei due aveva mai recitato prima. Statham lavorava nei mercatini di Londra e faceva parte della nazionale britannica di tuffi, con una partecipazione ai Giochi del Commonwealth 1990: fu proprio la sua esperienza da venditore di strada a ispirarne il casting. Vinnie Jones era un calciatore professionista, noto per il suo gioco aggressivo, alla sua prima esperienza da attore.

Esiste una serie TV di Lock, Stock and Two Smoking Barrels?

Sì. Nel 2000 Channel 4 ha trasmesso uno spin-off televisivo, Lock, Stock…, co-scritto da Ritchie, con un nuovo cast di personaggi (Moon, Jamie, Bacon e Lee) alle prese con altrettanto fallimentari affari criminali. Sono andati in onda sette episodi, dal 29 maggio all'11 luglio 2000.

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Secondo JustWatch (settembre 2026) il film è in abbonamento su Lionsgate+ (tramite Amazon Channel) e si può noleggiare o acquistare su Apple TV, Rakuten TV, Amazon Video e CHILI. Verifica la disponibilità aggiornata su JustWatch.

Lock, Stock and Two Smoking Barrels è adatto ai bambini?

No. È un film per adulti, vietato ai minori di 18 anni nella classificazione britannica originale (BBFC 18): violenza, droga, linguaggio scurrile e humour nero sono al centro del film dal primo minuto.

Che rapporto c’è tra Lock, Stock and Two Smoking Barrels e Snatch?

Sono due film distinti, senza personaggi o continuità in comune, ma condividono lo stesso regista, lo stesso stile a episodi intrecciati, gran parte del cast (Jason Statham, Vinnie Jones, Alan Ford, Stephen Marcus) e lo stesso tono da commedia criminale cockney. Snatch, uscito due anni dopo, è spesso considerato il suo gemello più ambizioso.


Trent’anni prima che Guy Ritchie dirigesse un genio in una lampada o un detective con l’accento di Robert Downey Jr., ha girato quattro amici che discutono di un fucile che vale una fortuna.

Forse è per questo che, ancora oggi, resta il film più suo di tutti.

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