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Super Mario Bros. (1993): il film più incompreso della storia — flop, cult e quello che è diventato

Bob Hoskins, Dennis Hopper e il tentativo di portare i funghi e i Koopa in un universo distopico cyberpunk
29-07-2026 1993 ⭐ 4.2/10
Super Mario Bros. (1993): il film più incompreso della storia — flop, cult e quello che è diventato
Regia Rocky Morton, Annabel Jankel
Generi Avventura, Azione, Fantascienza, Famiglia
Cast Bob Hoskins, John Leguizamo, Dennis Hopper, Samantha Mathis, Fisher Stevens, Fiona Shaw

Il film è iniziato con ambizioni enormi e si è concluso con Bob Hoskins che beveva whisky sul set per sopportare la giornata.

Super Mario Bros. (1993) è il film che ha convinto Hollywood che i videogiochi non si potevano adattare al cinema — e ci è voluto quasi un decennio di tentativi falliti prima che qualcuno decidesse di ricominciare da capo con un approccio diverso. Il flop del 1993 ha cambiato la storia del cinema videoludico, ha danneggiato la reputazione di Nintendo per anni, e ha prodotto qualcosa che nessuno aveva previsto: uno dei cult film più amati e discussi degli anni Novanta.

Di cosa parla Super Mario Bros. (1993): la trama

Mario Mario (Bob Hoskins) e Luigi Mario (John Leguizamo) sono due idraulici di Brooklyn. Luigi conosce Daisy (Samantha Mathis), una studentessa di paleontologia che sta lavorando a uno scavo sotto Manhattan. Daisy viene rapita da due sgherri di Re Koopa — e Mario e Luigi la inseguono attraverso un portale dimensionale nascosto nelle gallerie sotterranee.

Emergono in Dinohattan — una città parallela dove i dinosauri non si sono estinti ma hanno continuato a evolversi, dando origine a una civiltà umanoide che assomiglia alla nostra in modo inquietante. Dinohattan è una New York distopica: grattacieli corrosi, strade sporche, popolazione oppressa, sorveglianza onnipresente.

Re Koopa (Dennis Hopper) governa questa città come un dittatore che indossa completi eleganti e ha i capelli rasati. Non è il lucertolone del videogioco — è un politico corrotto con il carisma di un CEO senza scrupoli. Il suo piano: recuperare un frammento di meteorite che permetterà di unire le due dimensioni e invadere la nostra, portando la forza degli umanoidi dinosauro nel mondo degli esseri umani.

Daisy è la figlia del legittimo re di Dinohattan — il suo ritorno è la minaccia che Koopa vuole neutralizzare. Mario e Luigi devono salvarla e fermare il piano di fusione dimensionale.

La scelta radicale: Mario nel cyberpunk

I registi Rocky Morton e Annabel Jankel venivano da Max Headroom (1985) — la serie televisiva che aveva inventato l’estetica del personaggio digitale e del futuro corporativo distopico. Quando hanno preso Super Mario Bros., hanno fatto una scelta che sembrava folle: hanno ignorato l’estetica colorata e fantastica dei giochi e hanno costruito un universo cyberpunk degli anni Novanta.

Dinohattan assomiglia a Blade Runner più che al Mushroom Kingdom. Le strade sono bagnate, i neon illuminano edifici fatiscenti, la forza di polizia di Koopa usa tecnologie di sorveglianza avanzate. I Goomba — i nemici bassetti del videogioco — nel film sono umanoidi con teste di lucertola giganti e corpi atrofizzati, incapaci di ragionare in modo autonomo.

Il Bowser del film non è Bowser. È Dennis Hopper che interpreta un personaggio che ha lo stesso nome del villain Nintendo ma non condivide nessuna altra caratteristica — né fisica né comportamentale.

Questa scelta radicale è sia la ragione per cui il film ha fallito nel 1993 sia la ragione per cui è diventato un cult decenni dopo.

Il disastro della produzione

Le riprese di Super Mario Bros. sono state un caos documentato.

Rocky Morton e Annabel Jankel erano in conflitto con i produttori Roland Joffe e Jake Eberts quasi dall’inizio. I produttori volevano un film più leggero e fedele ai giochi; i registi volevano la loro visione distopica. Il compromesso che ne è emerso ha soddisfatto nessuno.

Bob Hoskins e John Leguizamo hanno raccontato in interviste successive che le giornate di riprese erano estenuanti, il set era tossico, e che i due attori spesso non capivano cosa stessero girando. Leguizamo ha confermato l’episodio del whisky — bevevano tra un ciak e l’altro per reggere il ritmo.

Dennis Hopper ha detto apertamente che aveva accettato il ruolo per i soldi e che non aveva mai capito il personaggio. Il suo Koopa è la performance più strana del film — e paradossalmente, a posteriori, quella più interessante: Hopper porta una qualità di pericolo reale che nessun altro elemento del film riesce a creare.

Il film è stato rimontato dai produttori contro la volontà dei registi. La versione finale è una versione frantumata di due visioni incompatibili.

Perché è diventato un cult

Il cinema ha una lunga storia di oggetti incompresi che trovano la propria audience decenni dopo l’uscita.

Super Mario Bros. (1993) ha trovato la sua attraverso un meccanismo specifico: i bambini che avevano visto il film nel 1993 — spesso illusi dalla promessa di Mario sul grande schermo — lo ricordavano come qualcosa di strano, disturbante, diverso da tutto il resto. Da adulti, sono tornati a rivederlo con gli occhi di chi può apprezzare la coerenza interna di un progetto folle.

Dinohattan, rivista oggi, ha una qualità visiva che i blockbuster dello stesso anno non avevano. Il design della città, i costumi, la tecnologia degli umanoidi — tutto questo è fatto con una cura artigianale che il budget ridotto non avrebbe dovuto permettere. Morton e Jankel avevano una visione, anche se quella visione era sbagliata per il franchise che stavano adattando.

C’è anche il fascino del “e se”: il film termina con un cliffhanger aperto, Daisy che torna a Dinohattan con armi automatiche e un’espressione determinata, e la promessa di un sequel mai realizzato. Per trent’anni i fan si sono chiesti cosa sarebbe successo. I produttori hanno poi dichiarato che il villain del sequel sarebbe stato Wario — ma non è mai stato girato.

Il film che ha cambiato la storia del cinema videoludico

Il flop di Super Mario Bros. (1993) ha avuto conseguenze durature.

Nintendo, bruciata dall’esperienza, ha imposto per decenni controllo creativo assoluto su qualsiasi adattamento dei propri franchise — un controllo così rigido da bloccare quasi tutti i progetti prima che iniziassero. La paura di un altro tradimento dell’immagine aziendale ha tenuto Mario fuori dal cinema per trent’anni.

Quando il Super Mario Bros. Movie (2023) è stato annunciato, Nintendo aveva finalmente trovato in Illumination un partner disposto ad accettare supervisione diretta. Il risultato — fedele all’estetica, rispettoso dei personaggi, visivamente coerente con i giochi — è diametralmente opposto al film del 1993 in ogni scelta creativa.

Senza il flop del 1993, probabilmente non esisterebbe l’approccio iper-controllato del 2023. Le due versioni di Mario al cinema sono collegate da una catena causale: la prima ha definito tutto quello che la seconda avrebbe evitato.

Bob Hoskins e il rimpianto di una carriera

Bob Hoskins è stato uno dei migliori attori britannici della sua generazione — Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988), Mona Lisa (1986), The Long Good Friday (1980). Aveva il calibro e la carriera per scegliere i propri ruoli.

In quasi ogni intervista successiva a Super Mario Bros., Hoskins ha nominato il film come il peggiore della sua carriera. Non per rancore — più per una forma di confusione genuina su come ci fosse arrivato. Ha poi aggiunto che l’unica cosa positiva dell’esperienza era stata la paga.

Nel 2014, la salute di Hoskins era deteriorata al punto da rendergli impossibile lavorare (è morto a maggio 2014). La sua eredità cinematografica è molto più ricca e complessa del film di Mario — ma quest’ultimo rimane, paradossalmente, uno dei più discussi.

Dove vedere Super Mario Bros. (1993) in Italia

Super Mario Bros. (1993) non è stabilmente disponibile sulle principali piattaforme streaming italiane incluso in abbonamento.

È disponibile in acquisto o noleggio digitale su Amazon Prime Video, Apple TV, Google Play e piattaforme VOD simili. Verifica disponibilità aggiornata su JustWatch.

Per chi colleziona supporti fisici, edizioni DVD e Blu-ray sono disponibili su mercati dell’usato.

Il posto nella saga

Super Mario Bros. (1993) è il capitolo zero — la lezione negativa da cui tutto è nato. Per la versione fedele ai giochi, il punto di partenza è The Super Mario Bros. Movie (2023). Per il sequel 2026 nello spazio, Super Mario Galaxy - Il Film.

La storia completa di Mario al cinema e nelle serie animate è in Saga Super Mario: tutti i film e anime in ordine.

Domande frequenti su Super Mario Bros. (1993)

Di cosa parla il film del 1993? Mario e Luigi vanno in una dimensione parallela distopica dove i dinosauri si sono evoluti in umanoidi. Devono salvare Daisy dalla dittatura di Re Koopa.

È stato un flop? Sì — budget 48 milioni, incasso 38,9 milioni. Uno dei più grandi flop dell’era.

Perché è diventato un cult? Per la sua stranezza radicale e coerente — un Mario cyberpunk che non assomigliava ai giochi né a nessun altro film dell’epoca.

Bob Hoskins odiava il film? Sì, ha dichiarato più volte che era il peggior lavoro della sua carriera.

Dennis Hopper è Bowser? Interpreta il personaggio di Koopa — che non assomiglia minimamente a Bowser del videogioco.

Dove vederlo in streaming? In acquisto/noleggio su Amazon, Apple TV. Non su piattaforme incluso in abbonamento.

Ci sarebbe dovuto essere un sequel? Sì, il film termina con un cliffhanger. Il sequel non è mai stato girato causa flop.

È fedele ai giochi Nintendo? Quasi per niente — è un adattamento libero con un’estetica completamente diversa.

È adatto ai bambini? Con riserve — tono più cupo del previsto, consigliato dai 10 anni in su.

Vale la pena vederlo oggi? Sì, come oggetto culturale interessante e finestra su come Hollywood pensava i videogiochi negli anni Novanta.

Come si collega al film 2023? Non narrativamente — universi separati. Ma causalmente: il flop del 1993 ha spiegato tutto l’approccio iper-fedele del 2023.

Chi ha diretto il film? Rocky Morton e Annabel Jankel — creatori di Max Headroom, da cui viene l’estetica cyberpunk.

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