Super Mario Bros. (1993): il film più incompreso della storia — flop, cult e quello che è diventato
Trailer ufficiale via YouTube — canale Umbrella Entertainment
Il film è iniziato con ambizioni enormi e si è concluso con Bob Hoskins che beveva whisky sul set per sopportare la giornata.
Super Mario Bros. (1993) è il film che ha convinto Hollywood che i videogiochi non si potevano adattare al cinema — e ci è voluto quasi un decennio di tentativi falliti prima che qualcuno decidesse di ricominciare da capo con un approccio diverso. Il flop del 1993 ha cambiato la storia del cinema videoludico, ha danneggiato la reputazione di Nintendo per anni, e ha prodotto qualcosa che nessuno aveva previsto: uno dei cult film più amati e discussi degli anni Novanta.
Di cosa parla Super Mario Bros. (1993): la trama
Mario Mario (Bob Hoskins) e Luigi Mario (John Leguizamo) sono due idraulici di Brooklyn. Luigi conosce Daisy (Samantha Mathis), una studentessa di paleontologia che sta lavorando a uno scavo sotto Manhattan. Daisy viene rapita da due sgherri di Re Koopa — e Mario e Luigi la inseguono attraverso un portale dimensionale nascosto nelle gallerie sotterranee.
Emergono in Dinohattan — una città parallela dove i dinosauri non si sono estinti ma hanno continuato a evolversi, dando origine a una civiltà umanoide che assomiglia alla nostra in modo inquietante. Dinohattan è una New York distopica: grattacieli corrosi, strade sporche, popolazione oppressa, sorveglianza onnipresente.
Re Koopa (Dennis Hopper) governa questa città come un dittatore che indossa completi eleganti e ha i capelli rasati. Non è il lucertolone del videogioco — è un politico corrotto con il carisma di un CEO senza scrupoli. Il suo piano: recuperare un frammento di meteorite che permetterà di unire le due dimensioni e invadere la nostra, portando la forza degli umanoidi dinosauro nel mondo degli esseri umani.
Daisy è la figlia del legittimo re di Dinohattan — il suo ritorno è la minaccia che Koopa vuole neutralizzare. Mario e Luigi devono salvarla e fermare il piano di fusione dimensionale.
La scelta radicale: Mario nel cyberpunk
I registi Rocky Morton e Annabel Jankel venivano da Max Headroom (1985) — la serie televisiva che aveva inventato l’estetica del personaggio digitale e del futuro corporativo distopico. Quando hanno preso Super Mario Bros., hanno fatto una scelta che sembrava folle: hanno ignorato l’estetica colorata e fantastica dei giochi e hanno costruito un universo cyberpunk degli anni Novanta.
Dinohattan assomiglia a Blade Runner più che al Mushroom Kingdom. Le strade sono bagnate, i neon illuminano edifici fatiscenti, la forza di polizia di Koopa usa tecnologie di sorveglianza avanzate. I Goomba — i nemici bassetti del videogioco — nel film sono umanoidi con teste di lucertola giganti e corpi atrofizzati, incapaci di ragionare in modo autonomo.
Il Bowser del film non è Bowser. È Dennis Hopper che interpreta un personaggio che ha lo stesso nome del villain Nintendo ma non condivide nessuna altra caratteristica — né fisica né comportamentale.
Questa scelta radicale è sia la ragione per cui il film ha fallito nel 1993 sia la ragione per cui è diventato un cult decenni dopo.
Il disastro della produzione
Le riprese di Super Mario Bros. sono state un caos documentato.
Rocky Morton e Annabel Jankel erano in conflitto con i produttori Roland Joffe e Jake Eberts quasi dall’inizio. I produttori volevano un film più leggero e fedele ai giochi; i registi volevano la loro visione distopica. Il compromesso che ne è emerso ha soddisfatto nessuno.
Bob Hoskins e John Leguizamo hanno raccontato in interviste successive che le giornate di riprese erano estenuanti, il set era tossico, e che i due attori spesso non capivano cosa stessero girando. Leguizamo ha confermato l’episodio del whisky — bevevano tra un ciak e l’altro per reggere il ritmo.
Dennis Hopper ha detto apertamente che aveva accettato il ruolo per i soldi e che non aveva mai capito il personaggio. Il suo Koopa è la performance più strana del film — e paradossalmente, a posteriori, quella più interessante: Hopper porta una qualità di pericolo reale che nessun altro elemento del film riesce a creare.
Il film è stato rimontato dai produttori contro la volontà dei registi. La versione finale è una versione frantumata di due visioni incompatibili.
Perché è diventato un cult
Il cinema ha una lunga storia di oggetti incompresi che trovano la propria audience decenni dopo l’uscita.
Super Mario Bros. (1993) ha trovato la sua attraverso un meccanismo specifico: i bambini che avevano visto il film nel 1993 — spesso illusi dalla promessa di Mario sul grande schermo — lo ricordavano come qualcosa di strano, disturbante, diverso da tutto il resto. Da adulti, sono tornati a rivederlo con gli occhi di chi può apprezzare la coerenza interna di un progetto folle.
Dinohattan, rivista oggi, ha una qualità visiva che i blockbuster dello stesso anno non avevano. Il design della città, i costumi, la tecnologia degli umanoidi — tutto questo è fatto con una cura artigianale che il budget ridotto non avrebbe dovuto permettere. Morton e Jankel avevano una visione, anche se quella visione era sbagliata per il franchise che stavano adattando.
C’è anche il fascino del “e se”: il film termina con un cliffhanger aperto, Daisy che torna a Dinohattan con armi automatiche e un’espressione determinata, e la promessa di un sequel mai realizzato. Per trent’anni i fan si sono chiesti cosa sarebbe successo. I produttori hanno poi dichiarato che il villain del sequel sarebbe stato Wario — ma non è mai stato girato.
Il film che ha cambiato la storia del cinema videoludico
Il flop di Super Mario Bros. (1993) ha avuto conseguenze durature.
Nintendo, bruciata dall’esperienza, ha imposto per decenni controllo creativo assoluto su qualsiasi adattamento dei propri franchise — un controllo così rigido da bloccare quasi tutti i progetti prima che iniziassero. La paura di un altro tradimento dell’immagine aziendale ha tenuto Mario fuori dal cinema per trent’anni.
Quando il Super Mario Bros. Movie (2023) è stato annunciato, Nintendo aveva finalmente trovato in Illumination un partner disposto ad accettare supervisione diretta. Il risultato — fedele all’estetica, rispettoso dei personaggi, visivamente coerente con i giochi — è diametralmente opposto al film del 1993 in ogni scelta creativa.
Senza il flop del 1993, probabilmente non esisterebbe l’approccio iper-controllato del 2023. Le due versioni di Mario al cinema sono collegate da una catena causale: la prima ha definito tutto quello che la seconda avrebbe evitato.
Bob Hoskins e il rimpianto di una carriera
Bob Hoskins è stato uno dei migliori attori britannici della sua generazione — Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988), Mona Lisa (1986), The Long Good Friday (1980). Aveva il calibro e la carriera per scegliere i propri ruoli.
In quasi ogni intervista successiva a Super Mario Bros., Hoskins ha nominato il film come il peggiore della sua carriera. Non per rancore — più per una forma di confusione genuina su come ci fosse arrivato. Ha poi aggiunto che l’unica cosa positiva dell’esperienza era stata la paga.
Nel 2014, la salute di Hoskins era deteriorata al punto da rendergli impossibile lavorare (è morto a maggio 2014). La sua eredità cinematografica è molto più ricca e complessa del film di Mario — ma quest’ultimo rimane, paradossalmente, uno dei più discussi.
Super Mario Bros. (1993) e Mortal Kombat (1995) sono i due poli opposti della storia degli adattamenti videoludici degli anni Novanta: uno il simbolo del disastro, l’altro la prova che si poteva fare diversamente. Mortal Kombat e il cinema d’azione analizza questo confronto nel dettaglio.
Dove vedere Super Mario Bros. (1993) in Italia

Super Mario Bros. (1993) non è stabilmente disponibile sulle principali piattaforme streaming italiane incluso in abbonamento.
È disponibile in acquisto o noleggio digitale su Amazon Prime Video, Apple TV, Google Play e piattaforme VOD simili. Verifica disponibilità aggiornata su JustWatch.
Per chi colleziona supporti fisici, edizioni DVD e Blu-ray sono disponibili su mercati dell’usato.
Il posto nella saga
Super Mario Bros. (1993) è il capitolo zero — la lezione negativa da cui tutto è nato. Per la versione fedele ai giochi, il punto di partenza è The Super Mario Bros. Movie (2023). Per il sequel 2026 nello spazio, Super Mario Galaxy - Il Film.
La storia completa di Mario al cinema e nelle serie animate è in Saga Super Mario: tutti i film e anime in ordine. Per il quadro storico più ampio di come Hollywood ha tentato di adattare i videogiochi negli anni Novanta e oltre, Videogiochi nel cinema racconta il percorso completo — incluso perché il 1993 è il caso di studio più citato di adattamento sbagliato.
Prima del film, Mario era già apparso nell’anime giapponese del 1986 e nel Super Mario Bros. Super Show! (1989).
Domande frequenti su Super Mario Bros. (1993)
Di cosa parla Super Mario Bros. (1993)?
Mario e Luigi Mario, idraulici di Brooklyn, scoprono che una dimensione parallela esiste sotto Manhattan — popolata da umanoidi evoluti dai dinosauri. Il re di questa dimensione, Koopa (Dennis Hopper), vuole unire le due dimensioni e invaderla. Mario e Luigi devono salvare Daisy, una studentessa di paleontologia che è in realtà la principessa ereditaria della dimensione dinosauro.
Il film del 1993 è stato un flop?
Sì, uno dei flop più clamorosi dell’era. Budget: circa 42-48 milioni di dollari. Incasso mondiale: 38,9 milioni. Il film non ha recuperato nemmeno il budget di produzione. Le recensioni furono devastanti — considerato uno dei peggiori film di sempre. Hollywood non ha toccato Nintendo per quasi due decenni dopo.
Perché Super Mario Bros. 1993 è diventato un cult?
Il film è diventato un cult proprio per la sua stranezza radicale. La scelta di ambientarlo in una New York distopica cyberpunk, di trasformare Bowser in Dennis Hopper calvo, di rendere i Goomba degli umanoidi con testa di lucertola — tutto questo sembrava sbagliato nel 1993 e oggi appare come una visione audace, coerente internamente, che non rassomigliava a nessun altro film dell’epoca.
Bob Hoskins odiava il film?
Sì, pubblicamente. Bob Hoskins ha dichiarato in più interviste che Super Mario Bros. è stato il peggiore lavoro della sua carriera e che non ha mai capito cosa stesse girando. John Leguizamo ha raccontato che lui e Hoskins bevevano whisky sul set per sopportare le giornate. Entrambi hanno poi ammorbidito le posizioni, riconoscendo che il film aveva trovato un pubblico affezionato.
Dennis Hopper è il villain nel film?
Sì. Dennis Hopper interpreta Koopa — la versione del film di Bowser — come un politico corrotto e crudele in abiti eleganti, in un look calvo e da uomo di potere che non assomiglia minimamente al Bowser dei giochi. Hopper stesso ha ammesso di aver accettato il ruolo principalmente per il compenso e di non aver mai capito il personaggio.
Dove vedere Super Mario Bros. 1993 in streaming in Italia?
Super Mario Bros. (1993) è disponibile in acquisto o noleggio digitale su Amazon Prime Video, Apple TV, Google Play e altre piattaforme VOD. Non è stabilmente disponibile su piattaforme di streaming incluso nell’abbonamento. Verifica disponibilità aggiornata su JustWatch.
Princess Peach appare nel film del 1993?
No — la principessa del film si chiama Daisy, non Peach, ed è interpretata da Samantha Mathis. È una studentessa di paleontologia di New York che scopre di essere l’erede della dimensione dinosauro. La decisione di usare Daisy invece di Peach era parte dell’approccio del film a distanziarsi dall’estetica dei giochi.
Il film del 1993 è collegato all’universo Illumination del 2023?
No — sono universi completamente separati. Il film del 1993 è un live action con attori reali, ambientato in una New York distopica con una mitologia propria che non ha nulla a che fare con l’approccio fedele ai giochi dei film Illumination. Non condividono nessun elemento narrativo.
C’era un sequel pianificato per il film del 1993?
Sì — il film termina con un cliffhanger aperto e una scena che suggerisce un sequel con un nuovo antagonista. Il sequel non è mai stato prodotto a causa del flop commerciale. Per decenni la scena finale è rimasta un mistero aperto; in anni recenti i produttori hanno dichiarato quale sarebbe stato il villain del sequel mai realizzato.
Il film del 1993 è adatto ai bambini?
Con riserve. Il tono è molto più cupo e adulto di quanto il franchise Nintendo suggerirebbe. La Dinohattan — la città distopica — è sporca, violenta, opprimente. Il film è tecnicamente classificato PG ma il suo registro visivo è quello di un thriller fantascientifico anni Novanta, non di un film per bambini. Consigliato dai 10 anni in su.
Rocky Morton e Annabel Jankel hanno diretto il film?
Sì — i registi erano noti per aver creato Max Headroom (1985), il personaggio televisivo cyberpunk. La loro visione distopica di Mario riflette quella storia: Dinohattan è essenzialmente una città da distopia cyberpunk degli anni Novanta. I produttori hanno avuto conflitti costanti con i registi durante le riprese, e il risultato finale è una visione frammentata di due approcci incompatibili.
Super Mario Bros. 1993 vale la pena vederlo oggi?
Sì — ma con aspettative corrette. Non è un buon film nel senso tradizionale, ma è un film enormemente interessante: una finestra su come Hollywood degli anni Novanta pensava i videogiochi, un esperimento di world-building distopico coraggioso nella sua stranezza, e una curiosità storica fondamentale per capire perché ci sono voluti trent’anni per avere un adattamento Nintendo di successo.
Come finisce Super Mario Bros. (1993)?
Mario e Luigi sconfiggono Koopa (Dennis Hopper) usando il de-evolve gun che lo trasforma in dinosauro primitivo. Daisy decide di restare nel regno parallelo per aiutare la sua gente. I due idraulici tornano a Brooklyn, ma nel finale Daisy li raggiunge di corsa con equipaggiamento militare — annunciando una nuova avventura.
Dennis Hopper è Bowser?
Interpreta il personaggio di Koopa — che non assomiglia minimamente a Bowser del videogioco.




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