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riflessioni

Saga Super Mario: tutti i film e anime in ordine dal 1986 al 2026 — guida completa

Dal primo film da videogioco della storia al miliardo di Illumination: quarant'anni di Mario fuori dai giochi
29-07-2026 2026
Saga Super Mario: tutti i film e anime in ordine dal 1986 al 2026 — guida completa
Generi Animazione, Avventura, Azione, Famiglia
Cast Chris Pratt, Anya Taylor-Joy, Jack Black, Bob Hoskins, Dennis Hopper, Lou Albano, Brie Larson

Mario è il personaggio dei videogiochi più riconoscibile della storia.

Non il più complesso. Non il più psicologicamente articolato. Ma quello che più di qualsiasi altro ha attraversato i confini tra media — dai pixel dello schermo televisivo al cinema, alla televisione, all’animazione giapponese — e ha trovato ogni volta un pubblico nuovo.

Questa guida raccoglie tutto quello che esiste di Mario fuori dai videogiochi: i film, le serie animate, gli adattamenti cinematografici. In ordine cronologico, con quello che c’è da sapere per capire cosa guardare, in quale sequenza, e perché ogni produzione è diversa da tutte le altre.

Quarant’anni di storia. Un personaggio che ha costruito e distrutto la reputazione di Hollywood nel cinema videoludico. E poi l’ha ricostruita da zero.

1986 — Il primo: l’anime giapponese che ha inventato il genere

Super Mario Bros.: Peach-hime Kyushutsu Dai Sakusen! (1986) è il punto d’origine di tutto.

Uscito in Giappone il 21 luglio 1986 — distribuito come doppio programma con un altro adattamento da videogioco — questo film di 60 minuti diretto da Masami Hata per la Toei Animation è riconosciuto come il primo film della storia tratto da un videogioco.

La storia usa un meccanismo che avrebbe avuto lunga vita nella narrativa pop: un giocatore reale viene trasportato dentro il gioco e si ritrova fisicamente nel Mushroom Kingdom. Incontra Mario e Luigi, aiuta a salvare Peach, e sperimenta dall’interno un mondo che conosce solo dallo schermo.

Il film non è mai stato distribuito fuori dal Giappone ufficialmente. Per decenni è rimasto una rarità assoluta — niente localizzazioni, niente streaming, niente DVD internazionale. Solo il mercato giapponese, per bambini giapponesi, come prodotto promozionale del gioco Nintendo.

Poi il gruppo FemboyFilms ha realizzato un restauro in 4K dalla stampa originale, e il film è diventato accessibile per la prima volta a una platea internazionale. Chi lo ha scoperto ha trovato qualcosa di inaspettatamente malinconico: un’opera breve con un finale emotivamente più complesso di quanto l’origine commerciale farebbe presagire.

Non è un capolavoro. Ma è un primato assoluto — e per chi è interessato alla storia del cinema e dei videogiochi, è un documento irripetibile.

Dove vedere: online, nelle versioni non ufficiali con sottotitoli — YouTube, archive.org, restauro FemboyFilms.

Leggi l’articolo completo: Super Mario Bros.: il film anime del 1986

1989 — Il Super Show: Lou Albano porta Mario in TV

Tre anni dopo l’anime giapponese, Mario approda sul piccolo schermo americano.

Super Mario Bros. Super Show! (1989) è la prima serie televisiva prodotta in Occidente con i personaggi Nintendo. DiC Entertainment — lo studio americano noto per Inspector Gadget e The Real Ghostbusters — ottiene i diritti da Nintendo e costruisce qualcosa che non aveva precedenti: una serie che combina animazione e segmenti live action nella stessa puntata.

La struttura è doppia. Ogni episodio apre con alcuni minuti di segmento live action in cui Lou Albano — lottatore professionista della WWF — interpreta Mario nella sua officina idraulica di Brooklyn insieme a Danny Wells (Luigi). Poi arriva il cartone animato — il pezzo principale — con Mario, Luigi, Peach e Toad nel Mushroom Kingdom mentre combattono King Koopa (il nome usato dalla serie per Bowser). Infine, un breve finale live action.

Lou Albano non era un attore. Era un wrestler con anni di esperienza davanti alle telecamere del wrestling professionistico — e questa qualità specifica, questa energia fisica e caotica, funziona in modo sorprendente come Mario. Albano doppiava anche Mario nel cartone, dando continuità sonora tra le due parti dell’episodio.

La serie ha 52 episodi, trasmessi tra settembre e dicembre 1989. Il Mushroom Kingdom del cartone è un contenitore di avventure di genere vario — il Vecchio West, l’Egitto antico, la pirateria — che funziona come veicolo per gag e inseguimenti piuttosto che come fedeltà all’estetica Nintendo.

Quello che il Super Show ha fatto, però, è fondamentale: ha costruito l’immagine culturale di Mario come personaggio tridimensionale — non solo pixel interattivi ma una figura con una voce, un volto, un’officina a Brooklyn — per una generazione di bambini che non avrebbe mai dimenticato quella costruzione.

La sigla finale — “Do the Mario”, con Lou Albano che balla — è diventata uno dei meme più persistenti del franchise.

Dove vedere: disponibilità limitata — YouTube, DVD usato.

Leggi l’articolo completo: Super Mario Bros. Super Show! (1989)

I sequel animati degli anni Novanta

Il Super Show aveva funzionato abbastanza da giustificare dei sequel. DiC Entertainment produce altri due cartoni animati, entrambi senza i segmenti live action:

The Adventures of Super Mario Bros. 3 (1990-1991) — 26 episodi basati sul videogioco Super Mario Bros. 3. Mantiene la struttura del Super Show ma si concentra sulla narrativa del gioco.

Super Mario World (1991) — 13 episodi basati sull’omonimo videogioco per Super Nintendo. Introduce Yoshi come personaggio fisso.

Entrambe le serie sono state trasmesse negli USA e in diversi mercati internazionali. Hanno meno visibilità oggi rispetto al Super Show originale ma fanno parte del corpus di adattamenti anime/animazione della saga.

1993 — Il disastro americano che ha cambiato la storia

Super Mario Bros. (1993) è uno dei film più interessanti che Hollywood abbia mai prodotto — non per la qualità, ma per quello che ha causato.

Bob Hoskins come Mario e John Leguizamo come Luigi. Dennis Hopper come Re Koopa — non Bowser il drago tartaruga del videogioco, ma un politico calvo e elegante in una città distopica chiamata Dinohattan.

I registi Rocky Morton e Annabel Jankel — creatori di Max Headroom, l’icona cyberpunk degli anni Ottanta — hanno preso il franchise Nintendo e lo hanno trasportato in una New York alternativa distopica dove i dinosauri si sono evoluti in umanoidi e ora vivono sotto Manhattan. I Goomba sono umanoidi con teste di lucertola giganti. Bowser è un CEO corrotto con i capelli rasati. La principessa si chiama Daisy, non Peach.

Questa scelta radicale — ignorare completamente l’estetica del gioco e costruire un universo cyberpunk autonomo — è sia la ragione per cui il film ha fallito nel 1993 sia la ragione per cui è diventato un cult decenni dopo.

I numeri: budget di circa 48 milioni di dollari, incasso mondiale di 38,9 milioni. Un flop clamoroso. Le recensioni furono devastanti. Bob Hoskins, in ogni intervista successiva, ha definito il film il peggior lavoro della sua carriera. Leguizamo ha raccontato che lui e Hoskins bevevano whisky sul set per sopportare le giornate.

Le conseguenze sono state durature. Nintendo, bruciata dall’esperienza, ha imposto per quasi trent’anni un controllo creativo così rigido sulle proprie proprietà intellettuali da bloccare quasi ogni progetto cinematografico prima che iniziasse. Mario è rimasto lontano dal cinema fino al 2023.

Ma il film del 1993 non è scomparso. Con il tempo, ha trovato la sua audience — persone che lo avevano visto da bambini e che da adulti sono tornate a riconoscere la coerenza interna di una visione folle. Dinohattan, rivista oggi, ha una qualità visiva che i blockbuster dello stesso anno non avevano. E il finale — un cliffhanger aperto su un sequel mai prodotto — è rimasto per trent’anni un enigma discusso dai fan.

Dove vedere: acquisto/noleggio digitale su Amazon, Apple TV, Google Play. Non stabilmente in streaming incluso in abbonamento.

Leggi l’articolo completo: Super Mario Bros. (1993)

Il silenzio: trent’anni senza Mario al cinema

Tra il 1993 e il 2023, Mario non è tornato al cinema.

Non per mancanza di interesse — i giochi Nintendo continuavano a vendere decine di milioni di copie, il franchise era più vivo che mai. Ma la ferita del 1993 era profonda. Nintendo aveva visto cosa succedeva quando cedeva il controllo creativo: un film che non assomigliava a nulla della propria identità, prodotto in circostanze caotiche, con risultati commerciali e critici disastrosi.

Per quasi trent’anni, ogni progetto di adattamento cinematografico di proprietà Nintendo è rimasto in sviluppo permanente o è stato bloccato prima di iniziare. La fiducia era esaurita.

Fino a quando Illumination — lo studio dietro Minions e Despicable Me — non ha offerto qualcosa di diverso: la disponibilità a lavorare con supervisione diretta di Nintendo in ogni fase della produzione.

2023 — Il ritorno: 1,36 miliardi e il record assoluto

The Super Mario Bros. Movie (2023) non doveva essere così.

La reazione al cast annunciato era stata scettica. Chris Pratt come voce di Mario? L’accusa principale — confermata dal film — era che Pratt non avrebbe fatto un accento italiano e non avrebbe replicato la voce storica di Charles Martinet. Il casting di Jack Black come Bowser sembrava stravagante. Quello di Seth Rogen come Donkey Kong sembrava pigro.

Poi il film è uscito. E ha incassato 1,36 miliardi di dollari worldwide.

Non è stato un successo. È stato un record — il maggiore incasso di sempre per un film tratto da un videogioco e il maggiore opening weekend di sempre per un film d’animazione. Il pubblico non si è limitato ad andare al cinema: è andato in sala più volte, ha portato i figli, ha compilato CinemaScore A.

La critica ha avuto riserve legittime: Mario come protagonista è un personaggio relativamente piatto, la storia è semplice, il ritmo privilegia le sequenze spettacolari rispetto allo sviluppo narrativo. Tutte osservazioni corrette.

Ma Jack Black come Bowser ha fatto qualcosa che nessuno si aspettava: ha trasformato il villain più iconico del franchise Nintendo in un personaggio genuinamente emotivo. Minaccioso quando deve esserlo, pomposo quando può permetterselo, e — nella scena che ha definito il film culturalmente — patetico e tenero quando suona il pianoforte del suo castello cantando “Peaches” per la principessa che lo ha rifiutato.

“Peaches” è diventata virale entro ore dall’uscita. Ha avuto milioni di stream sulle piattaforme musicali. Ha dimostrato che il film sapeva dove stava il suo cuore.

L’altra rivelazione è PeachAnya Taylor-Joy doppia un personaggio che per la prima volta non aspetta di essere salvata. Peach nel film 2023 governa il Mushroom Kingdom con competenza, addestra Mario, forma alleanze politiche e militari, e prende decisioni autonome. È una scelta narrativa che ribalta quarant’anni di rappresentazione del personaggio nei giochi.

Dove vedere: Netflix Italia, incluso nell’abbonamento standard.

Leggi l’articolo completo: The Super Mario Bros. Movie (2023)

2026 — Nello spazio: Galaxy e la saga che continua

Il sequel era inevitabile dopo i numeri del 2023.

Super Mario Galaxy - Il Film (2026) — stessi registi Aaron Horvath e Michael Jelenic, stesso cast principale — porta la saga dove nessun Mario cinematografico era mai arrivato: lo spazio. I regni galattici, le comete, l’Osservatorio — il setting del videogioco Super Mario Galaxy (2007, Nintendo Wii) diventa la cornice di una storia originale.

Il villain questa volta è Bowser Jr.Benny Safdie, attore noto per Uncut Gems e Oppenheimer, porta una qualità di vulnerabilità a un personaggio la cui motivazione è semplice e umana: vuole liberare suo padre perché lo ama, e senza di lui non sa chi è.

La novità più significativa è RosalinaBrie Larson — custode dell’Osservatorio delle Comete e, in una scelta narrativa originale del film, sorella ritrovata di Peach. La scena del loro primo incontro è il picco emotivo del film — gestita con una delicatezza che il 2023 non aveva tentato.

I numeri: circa 1 miliardo di dollari worldwide, secondo film da videogioco più redditizio della storia, il maggiore incasso del 2026. La critica è stata più divisa rispetto al 2023 — il film ha più personaggi, più plot thread, e li gestisce con meno equilibrio — ma il pubblico ha risposto.

Fox McCloud di Star Fox appare come crossover Nintendo — Glen Powell lo doppia — in quello che è il segnale più chiaro che l’universo cinematografico Nintendo/Illumination ha ambizioni che vanno oltre Mario.

Donald Glover come Yoshi — un Yoshi parlante, ottimista, con una personalità definita — è una delle aggiunte più riuscite.

Dove vedere: acquisto/noleggio digitale su Amazon Prime Video, Apple TV. Netflix Europa: data non confermata al momento di scrittura.

Leggi l’articolo completo: Super Mario Galaxy - Il Film (2026)

Ordine di visione consigliato

La risposta dipende da cosa vuoi.

Se vuoi la storia completa in ordine cronologico

  1. Anime 1986 — il primato storico (60 min)
  2. Super Mario Bros. Super Show! (1989) — la serie TV (52 episodi — anche solo qualche episodio per il sapore)
  3. Super Mario Bros. (1993) — il flop che ha cambiato tutto
  4. The Super Mario Bros. Movie (2023) — il rilancio da miliardo
  5. Super Mario Galaxy - Il Film (2026) — il sequel nello spazio

Se vuoi solo i film imperdibili

  1. The Super Mario Bros. Movie (2023) — il punto di ingresso naturale
  2. Super Mario Galaxy - Il Film (2026) — necessita del 2023

Se sei un appassionato di cinema e storia dei videogiochi

Aggiungi il film del 1993 — il cult che merita una visione da adulto, e l’anime del 1986 come documento storico irripetibile.

Il confronto: come è cambiato Mario al cinema

Quattro decenni di adattamenti raccontano una storia sull’evoluzione dell’industria dello spettacolo.

1986 — Un prodotto promozionale giapponese. Budget ridotto, distribuzione locale, scopo commerciale. Eppure: il primo. La primogenitura conta sempre.

1989 — La televisione americana scopre che i personaggi dei videogiochi possono avere una vita televisiva. DiC costruisce una formula che funziona: 52 episodi, un viso riconoscibile (Albano), un format ibrido che nessuno aveva tentato prima. Non è alta qualità — è artigianato commerciale competente.

1993 — Hollywood guarda i videogiochi e non capisce cosa vede. Rocky Morton e Annabel Jankel portano la propria visione artistica (Max Headroom, il cyberpunk) in un franchise che non la richiedeva. Il risultato è affascinante nella sua stranezza e catastrofico nella sua accoglienza. Nintendo paga il prezzo per decenni.

2023 — Trent’anni di lezioni applicate. Illumination porta fedeltà all’estetica, supervisione Nintendo diretta, e una comprensione precisa di cosa il pubblico voleva: Mario che assomiglia a Mario, Bowser che assomiglia a Bowser, il Mushroom Kingdom che assomiglia al gioco. Semplice. Efficace. 1,36 miliardi.

2026 — La saga ha abbastanza fiducia del pubblico da espandere l’universo, aggiungere personaggi nuovi, introdurre crossover, esplorare spazio emotivo più complesso. Non tutto funziona ugualmente — ma la direzione è chiara.

Il futuro: cosa verrà dopo Galaxy

Al momento di scrittura, Nintendo e Illumination non hanno annunciato ufficialmente un terzo film. Ma il successo commerciale di Galaxy — un miliardo di dollari con un sequel che aveva meno hype del primo — rende un terzo capitolo quasi matematicamente certo.

La domanda è: dove andrà.

Il finale di Super Mario Galaxy lascia aperte strade narrative. Il crossover con Star Fox — Glen Powell come Fox McCloud — suggerisce che l’universo cinematografico Nintendo potrebbe espandersi oltre Mario, verso Zelda, verso Metroid, verso franchise che Nintendo custodisce con la stessa attenzione maniacale che ha dato ai film di Mario.

La costruzione di un universo condiviso Nintendo al cinema — sulla falsariga di quello che Marvel ha fatto con i propri personaggi — è la traiettoria più ovvia. La differenza è che Nintendo ha proprietà intellettuali di qualità eccezionale e ha dimostrato di sapere come proteggerle da adattamenti sbagliati.

Il timore è che la supervisione maniacale diventi una trappola: film troppo fedeli per rischiare, troppo cauti per sorprendere. Il 1993, per quanto fallimentare, aveva una visione. Quella visione era sbagliata per il franchise — ma era una visione. I film Illumination sono ottimi prodotti industriali con eccellente esecuzione. Per diventare qualcosa di più, dovranno trovare il coraggio di una visione propria.

Perché Mario è sopravvissuto a tutto

Super Mario Bros. è sopravvissuto a un anime dimenticato, a un flop live action, a trent’anni di silenzio cinematografico. E ha comunque trovato il modo di tornare con 1,36 miliardi di dollari.

La risposta non è nella narrativa — Mario non ha mai avuto una storia particolarmente complessa. La risposta è nell’icona.

Il cappello rosso. I baffi. I blocchi di mattoni. Le monete. Il fungo che fa crescere. L’idraulico di Brooklyn che salta più in alto di chiunque altro.

Sono immagini che tre generazioni di bambini hanno assorbito prima di avere il vocabolario per descriverle. Immagini che non invecchiano perché non sono legate a un’epoca — sono elementi di un linguaggio universale del gioco che Nintendo ha costruito con una precisione rara.

Quando il film del 2023 mette Mario su uno schermo grande e lo fa saltare sui blocchi, il pubblico riconosce qualcosa di fondamentale. Non è nostalgia — è memoria muscolare. Il pixel che hai fatto saltare mille volte è diventato un personaggio di cui ti importa.

È così che Mario è sopravvissuto a tutto. Non perché sia il personaggio più interessante. Ma perché è il più ricordato.

Domande frequenti sulla saga Super Mario

In che ordine vedere tutti i film di Mario? Cronologico: anime 1986 → Super Show 1989 → film 1993 → film 2023 → Galaxy 2026. Per i film Illumination soltanto: 2023 prima, poi 2026.

Quanti film di Super Mario esistono in totale? Quattro film per il cinema (1986, 1993, 2023, 2026) più la serie TV del 1989 (e sequel 1990-1991).

Dove vedere i film di Mario in streaming in Italia? Film 2023: Netflix. Film 2026: acquisto/noleggio (Amazon, Apple TV). Film 1993: acquisto/noleggio. Anime 1986: solo versioni online non ufficiali.

Qual è il migliore film di Super Mario? The Super Mario Bros. Movie (2023) — per qualità, impatto culturale e il personaggio di Bowser/Jack Black.

Il film del 1993 vale la pena? Sì, come curiosità storica e come cult film genuino. Aspettative corrette: non è un buon film, ma è un film interessante.

Il Super Show del 1989 vale la pena? Qualche episodio sì, per Lou Albano e per il documento storico. Non è qualità televisiva alta.

L’anime del 1986 si trova online? Sì — FemboyFilms ha restaurato il film in 4K, disponibile online. Non ha distribuzione ufficiale italiana.

Ci sarà un terzo film Illumination? Probabile ma non confermato al momento di scrittura.

Jack Black tornerà come Bowser? Nel film 2026 sì — il personaggio è stato ridimensionato ma torna. Per un terzo film, nessuna conferma.

Fox McCloud tornerà in un futuro film? Non confermato, ma la sua presenza in Galaxy suggerisce che Nintendo sta costruendo un universo condiviso.

Il film del 2026 è migliore del 2023? Visivamente più ambizioso, emotivamente più sofisticato, narrativamente meno equilibrato. Dipende da cosa si cerca.

Yoshi appare nei film Illumination? Nel 2026 sì — Donald Glover lo doppia. Nel 2023 c’è un breve cameo.

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Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.

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