The Way of the Dragon – L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente: il film che Bruce Lee ha scritto e diretto
Roma, 1972. Bruce Lee al Colosseo con Chuck Norris.
Quella scena — i due fermi nel mezzo dell’anfiteatro, a guardarsi, prima che cominci il combattimento — è una delle immagini più potenti mai girate nel cinema di arti marziali. Due campioni. Due filosofie. Due mondi.
The Way of the Dragon (1972), distribuito in Italia come L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente e noto internazionalmente anche come Return of the Dragon, è il film in cui Bruce Lee ha finalmente il controllo totale: sceneggiatura, regia, produzione. È l’unico film della sua carriera in cui Lee è autore completo in tutti i sensi del termine.
Di cosa parla The Way of the Dragon: la trama dall’inizio
Tang Lung (Bruce Lee) arriva a Roma dall’Hong Kong rurale. Parla solo cinese, non conosce la cultura occidentale, fatica a mangiare il cibo locale. I cugini per cui è venuto gestiscono un ristorante cinese in difficoltà: la mafia locale vuole rilevare la proprietà e sta usando intimidazioni e violenza per convincere la famiglia a cedere.
Nei primi atti, il film ha un tono quasi comico. Tang Lung non capisce i menu dei ristoranti italiani, si vergogna in bagno in situazioni imbarazzanti, viene scambiato per maleducato quando è semplicemente fuori contesto. Bruce Lee regista si concede questa leggerezza — è il ritratto di un uomo orgoglioso e competente in un ambiente che non conosce.
Ma quando la violenza arriva, Tang Lung risponde. Uno per uno, elimina i teppisti che minacciano la famiglia. La mafia locale si accorge che i suoi uomini non bastano. Il boss ingaggia due esperti di arti marziali stranieri: il campione coreano di hapkido Wang In-sik e il campione americano di karate Colt (Chuck Norris).
Il confronto finale con Colt avviene in un luogo simbolicamente impossibile da non scegliere: il Colosseo di Roma.
Bruce Lee regista: la libertà creativa finalmente ottenuta
Dopo The Big Boss e Fist of Fury (/fist-of-fury/), entrambi diretti da Lo Wei con cui Lee aveva un rapporto conflittuale, Bruce Lee ottenne da Raymond Chow di Golden Harvest ciò che voleva da sempre: controllo totale.
Lo accordo era semplice. Lee avrebbe fondato la Concord Production Inc. in partnership con Chow. Avrebbe scritto, diretto e prodotto i propri film. Golden Harvest avrebbe distribuito. Lee avrebbe investito soldi propri, prendendo anche il rischio economico personalmente.
The Way of the Dragon fu il risultato di questa nuova libertà.
Le differenze rispetto ai film precedenti sono visibili da subito. Il ritmo è più vario — Lee si concede momenti di commedia, di caratterizzazione, di respiro narrativo che Lo Wei non avrebbe mai lasciato. Il tono non è sempre serissimo. Tang Lung è un personaggio più tridimensionale di Chen Zhen o di Cheng Chao-an: un uomo forte ma imbarazzato, sicuro nel combattimento ma disarmato dalla cultura europea.
Lee come regista sapeva che voleva raccontare qualcosa di specifico: non solo l’azione, ma il contrasto culturale, la solitudine dell’immigrato, la dignità che non cambia con il cambio di latitudine.
Il combattimento al Colosseo: Lee vs Norris
La sequenza al Colosseo è tecnicamente la più raffinata di tutta la filmografia di Bruce Lee. È anche la più studiata dagli storici del cinema di arti marziali.
Il confronto tra Lee e Norris dura quasi dieci minuti — un’eternità per il cinema d’azione dell’epoca. Lee costruisce la scena come un incontro sportivo con una dimensione quasi rituale: i due si scaldano separatamente, si avvicinano, si studiano. Colt è superiore fisicamente — più alto, più massiccio. Tang Lung è più veloce e più adattabile.
Il combattimento è strutturato in fasi:
- Studio reciproco: nessuno attacca per primo. Si valutano.
- Vantaggio iniziale di Colt: il karate americano prende il sopravvento. Tang Lung cade.
- Adattamento di Tang Lung: Lee cambia stile, abbandona le forme predefinite, inizia ad adattarsi in tempo reale — il principio fondamentale del Jeet Kune Do.
- Il rovesciamento: Tang Lung ritrova il controllo. Colt non riesce a seguire il ritmo variabile dell’avversario.
- Il finale: Tang Lung è costretto a spezzare il collo di Colt, l’unica mossa che può chiudere il combattimento. Lo fa, ma il volto non è quello di un vincitore soddisfatto.
Lee regista aveva capito qualcosa che pochissimi cineasti del genere capivano: il conflitto più interessante non è quello tra bene e male, ma quello tra due valori ugualmente rispettabili costretti a scontrarsi. Colt non è un villain. È un professionista che fa il suo lavoro. Tang Lung non vuole ucciderlo — vuole solo che smetta.
Chuck Norris: il grande avversario
Chuck Norris era, nel 1972, il campione americano di karate. Aveva vinto il titolo Pro Sport Karate Middle Weight Champion ed era rispettato nei circoli delle arti marziali americane. Bruce Lee lo aveva incontrato attraverso Ed Parker, uno dei pionieri del kenpo karate americano.
I due si erano allenati insieme prima delle riprese. Norris ha raccontato in diverse interviste che Bruce Lee era “il guerriero più completo che abbia mai incontrato” — e che il ritmo del combattimento sullo schermo rispecchiava fedelmente la velocità reale di Lee.
Per Norris, The Way of the Dragon fu il trampolino di lancio. Anche se il personaggio perde il combattimento, la sua performance fu abbastanza impressionante da attirare l’attenzione dei produttori americani. Pochi anni dopo, Norris sarebbe diventato lui stesso una star del cinema d’azione.
Bob Wall, che interpreta un secondo esperto di arti marziali nel film, è lo stesso attore che appare in Enter the Dragon (/enter-the-dragon/). La cerchia di collaboratori di Lee era ristretta e fidata.
Roma nel film: la città come personaggio
The Way of the Dragon è l’unico film di Bruce Lee ambientato in Europa, e Roma non è solo un sfondo. È un personaggio.
Lee usò Roma in modo specifico: i turisti al Colosseo, le strade del centro storico, la fontana di Trevi sullo sfondo di scene di inseguimento. Girare in location reali, non in studio, era una scelta costosa e logisticamente complicata per una produzione hongkonghese del 1972. Lee la fece comunque.
Il contrasto tra l’enormità della storia monumentale di Roma e il corpo di Tang Lung che combatte nel mezzo del Colosseo ha un senso preciso: il guerriero che porta la sua arte in luoghi che hanno già visto mille forme di combattimento. Il Colosseo come arena universale — non coloniale, non nazionale. Solo il combattimento.
Il tono comico: Tang Lung in Europa
Una delle scelte più originali del film è la prima metà. Tang Lung non è un eroe impassibile. È un contadino di Hong Kong in un posto che non conosce, e Lee si concede scene di commedia vera:
- Tang Lung che ordina cibo al ristorante italiano e si trova davanti qualcosa di incomprensibile, finendo per ordinare multiple porzioni di brodo quando non capisce il menu
- Tang Lung che si allena sulla terrazza del palazzo, ignorando completamente le perplessità dei vicini romani
- Tang Lung che non capisce i segnali delle donne italiane che tentano di approcciarlo
Questa commedia non è solo umorismo. È il ritratto di un uomo sradicato dalla propria cultura che rimane comunque integro e dignitoso. Tang Lung non è umiliato dalla sua ignoranza culturale — è semplicemente diverso, e lo sa.
Lee si era già scontrato con la difficoltà di essere asiatico in un contesto occidentale durante i suoi anni in America. Tang Lung è in parte autobiografico.
Il successo commerciale e l’eredità
The Way of the Dragon fu un successo commerciale enorme. Lee aveva investito soldi propri attraverso la Concord Production Inc. e il ritorno fu tale da renderlo finanziariamente indipendente per la prima volta nella sua vita.
In termini di eredità critica, il film è considerato il punto più alto della carriera di Lee come regista. Dimostrò che poteva costruire un intero film — non solo le sequenze di combattimento — con una visione coerente. La regia non era ancora perfettamente sicura (alcune scene di dialogo sono girate in modo piuttosto televisivo), ma l’intenzione era chiara.
Nel 1973, Lee avrebbe cominciato a girare Enter the Dragon (/enter-the-dragon/), la coproduzione Warner Bros. che avrebbe portato la sua arte al pubblico globale. Ma Enter the Dragon era un progetto di altri — produzione americana, regista americano, sistema Hollywood. The Way of the Dragon rimane il film dove Lee era più completamente se stesso.
Dove vedere The Way of the Dragon in Italia

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Domande frequenti
Di cosa parla The Way of the Dragon? Tang Lung viene mandato a Roma per aiutare i cugini che gestiscono un ristorante cinese minacciato dalla mafia. Dopo aver eliminato i teppisti locali, affronta il campione americano di karate Colt (Chuck Norris) in un combattimento finale al Colosseo.
Come finisce The Way of the Dragon? Tang Lung sconfigge e uccide Colt al Colosseo, ma lo copre con il mantello come segno di rispetto per il guerriero onesto che era. Lascia Roma vittorioso ma segnato.
In che ordine vedere i film di Bruce Lee? Ordine cronologico: The Big Boss (1971) → Fist of Fury (1972) → The Way of the Dragon (1972) → Enter the Dragon (1973) → Game of Death (1978, postumo). Guida: Bruce Lee — Filmografia Completa.
Perché Bruce Lee scelse Chuck Norris? Norris era il campione americano di karate all’epoca. Lee lo ingaggiò per rappresentare il meglio delle arti marziali occidentali — un avversario fisicamente credibile e tecnicamente competente.
Il combattimento al Colosseo è il più bello della carriera di Lee? Molti lo considerano il combattimento meglio coreografato dell’intera filmografia di Lee, per la struttura a fasi, la variazione di ritmo e la dimensione drammatica del confronto tra i due personaggi.
Bruce Lee ha davvero girato a Roma? Sì. Colosseo e diverse strade romane furono girate in location reali. È l’unico film della carriera di Lee ambientato in Europa.
The Way of the Dragon è diverso dagli altri film di Lee? Sì. È l’unico film interamente scritto, diretto e prodotto da Lee. Ha un tono più leggero nella prima parte e una struttura narrativa più varia rispetto ai film con Lo Wei.
Qual è la differenza tra The Way of the Dragon e Return of the Dragon? Stesso film, due titoli diversi. Return of the Dragon è il titolo americano. In Italia uscì come “L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente”.
Quanto ha incassato The Way of the Dragon? Oltre 5,3 milioni di dollari hongkonghesi a Hong Kong. Lee aveva investito soldi propri attraverso la Concord Production Inc. e il ritorno fu tale da renderlo finanziariamente indipendente.
The Way of the Dragon è adatto ai bambini? No. Contiene violenza fisica intensa anche se il tono iniziale è più leggero. Destinato a pubblico adulto o adolescente.
Chi è Wang In-sik nel film? Campione coreano di hapkido, uno dei due esperti ingaggiati dal boss per eliminare Tang Lung. La sua scena di combattimento con Lee mostra uno stile completamente diverso dal karate di Norris.
Il film è ambientato interamente a Roma? In larga parte sì. Le scene iniziali mostrano l’arrivo di Tang Lung a Roma e la sua difficoltà di adattamento alla cultura europea. Le scene finali culminano al Colosseo.
Chuck Norris: il nemico più credibile di Bruce Lee
Quando Bruce Lee cercò un avversario per il combattimento finale di The Way of the Dragon, non scelse un attore. Scelse un campione.
Chuck Norris era, nel 1972, uno dei più rispettati praticanti di arti marziali nel mondo occidentale. Cintura nera in tang soo do, fondatore del chun kuk do, campione mondiale di karate professionale dal 1968 al 1974. Non un atleta prestato al cinema: un artista marziale prestato al cinema, con una capacità tecnica reale.
Lee ingaggiò Norris per una ragione precisa: voleva che il combattimento finale fosse un vero confronto tra stili diversi, non una coreografia di movimenti predeterminati. Norris portava qualcosa di specifico — il karate duro, la potenza, una fisicità diversa dalla fluidità di Lee. Il contrasto non era solo visivo ma tecnico.
Nella preparazione del combattimento, Lee e Norris lavorarono insieme per settimane. La sequenza finale è costruita in fasi distinte: una prima fase in cui Colt domina e Tang Lung fatica ad adattarsi, una fase di transizione in cui Lee trova il ritmo, una fase finale in cui la velocità e la fluidità del Jeet Kune Do superano la potenza del karate. Ogni fase aveva una logica tecnica reale, non solo narrativa.
Per Norris, The Way of the Dragon fu il trampolino per la carriera cinematografica. Diventò una star di film d’azione — Missing in Action, Code of Silence, Walker Texas Ranger — costruendo un’identità artistica che nacque, in parte, dall’essere stato sconfitto da Bruce Lee sullo schermo.
La colonna sonora e l’estetica del film
The Way of the Dragon ha una particolarità rispetto agli altri film della carriera di Lee: un tono deliberatamente leggero nella prima metà, quasi commedia, che contrasta con la serietà del climax al Colosseo.
Lee costruì questo contrasto intenzionalmente. Tang Lung è un personaggio che arriva a Roma senza parlare inglese, non sa mangiare il cibo locale, e si trova spaesato in una città che non capisce. Le prime sequenze del film — Tang Lung che cerca di ordinare da mangiare in un ristorante romano — hanno un carattere comico esplicito.
Questa scelta narrativa rispecchiava qualcosa di personale: Lee stesso era stato straniero in America, aveva vissuto il disagio di chi non rientra nelle categorie preesistenti. Il personaggio di Tang Lung arriva in Europa come “cinese” — un’etichetta, non un’identità — e deve trovare il modo di affermare chi è attraverso ciò che sa fare.
La colonna sonora del film, composta da Joseph Koo, alterna brani musicali leggeri nelle scene comiche a temi più intensi nelle sequenze di combattimento. La scelta musicale al Colosseo — silenziosa, asciutta, con solo i suoni dei movimenti — amplifica la tensione del confronto finale senza sovrastarlo.
Il Colosseo: perché quella location
Scegliere il Colosseo come arena del combattimento finale non fu una decisione casuale.
Il Colosseo è il luogo dove, nell’antichità, i gladiatori combattevano per la sopravvivenza davanti agli spettatori dell’Impero Romano. È un’architettura costruita per ospitare combattimenti. Bruce Lee la scelse come palcoscenico del combattimento tra Tang Lung e Colt per quella stessa ragione: dare al confronto una dignità epica, quasi rituale.
Ma c’è un secondo livello simbolico. Colt è americano — rappresenta il sistema Hollywood che Lee stava cercando di penetrare. Tang Lung è cinese — rappresenta la prospettiva asiatica che Hollywood rifiutava. Il loro combattimento nell’arena più famosa d’Occidente diventa una metafora del conflitto tra due mondi. Lee vince, ma copre Colt con il mantello: riconoscimento del guerriero degno, rifiuto della semplice umiliazione.
In quegli anni, Bruce Lee stava negoziando con Hollywood il progetto che sarebbe diventato Enter the Dragon. La sua posizione contrattuale era più forte dopo il successo di The Big Boss e Fist of Fury. The Way of the Dragon era la sua dimostrazione di cosa poteva fare con pieno controllo creativo — un biglietto da visita per i produttori americani.
The Way of the Dragon nella cultura pop contemporanea
L’influenza di The Way of the Dragon — e in particolare della sequenza al Colosseo — si estende ben oltre il cinema di arti marziali.
Quentin Tarantino ha citato il combattimento Lee-Norris come uno dei punti di riferimento per i combattimenti di Kill Bill. La struttura narrativa del confronto finale — la preparazione, le fasi, la risoluzione — è diventata un modello per il cinema d’azione.
Jay Chou, che ha interpretato Kato nel reboot di Green Hornet (2011) — omaggio esplicito a Lee — ha citato più volte Lee come influenza fondamentale, e The Way of the Dragon come il film che dimostra cosa significa controllare completamente la propria arte.
Il combattimento al Colosseo è stato parodiato, omaggiato, citato in decine di film e serie. È entrato nel catalogo delle immagini-meme della cultura pop — la tuta gialla, le nunchaku, Chuck Norris — e continua a circolare come riferimento nelle conversazioni sulle arti marziali, sull’identità asiatica nel cinema occidentale, sull’autonomia artistica.
Esplora la filmografia completa di Bruce Lee: The Big Boss, Fist of Fury, Enter the Dragon, Game of Death. Guida completa: Bruce Lee — Filmografia.




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.