Cobra Kai: tutte le stagioni spiegate, chi vince nel finale e perché Johnny Lawrence è il vero eroe della storia
Nel 1984, Daniel LaRusso vince il torneo All Valley.
Johnny Lawrence perde. Nella narrativa del film, questo è giusto — Daniel è l’eroe, Johnny è il bullo, Mr. Miyagi è il saggio. La storia è chiara, il finale è lieto, i ruoli sono assegnati.
Cobra Kai decide, trent’anni dopo, di mostrare la stessa storia dalla prospettiva di chi ha perso.
La guida completa ai film è in Saga Karate Kid: tutti i film in ordine dal 1984 al 2025.
E cambia tutto.
Di cosa parla Cobra Kai: la premessa del sequel
La serie comincia trent’anni dopo gli eventi di Karate Kid (1984) — il torneo, il Crane Kick, la sconfitta di Johnny davanti a tutta la sua comunità.
Johnny Lawrence (William Zabka) è nel punto più basso della sua vita. Ha cinquant’anni, vive in un appartamento squallido, lavora come tuttofare, beve troppo, non ha rapporti con suo figlio Robby. Il torneo del 1984 ha definito tutta la sua vita — una vita costruita attorno alla sconfitta in una gara di karate quando ne aveva sedici.
Daniel LaRusso (Ralph Macchio) è all’opposto: ha una concessionaria di auto di successo, una bella famiglia, è benvoluto nella comunità. Ma anche lui non ha davvero lasciato il 1984. Pensa ancora a Mr. Miyagi, al Miyagi-Do, alla vittoria del torneo come al momento definitivo della sua giovinezza.
I due si reincontrano per caso. Johnny decide di riaprire la palestra Cobra Kai — lo stesso dojo dove Kreese lo ha formato. Daniel lo vede come una minaccia. E quello che sembrava chiuso nel 1984 riapre.
La struttura di fondo di Cobra Kai è quella della rivalità riletta — ma la serie è abbastanza intelligente da non fermarsi al ribaltamento semplice (“Johnny era buono, Daniel era cattivo”). È più sottile: mostra che in una disputa tra due persone, ognuna ha la propria versione della storia, e quella versione è reale e comprensibile dalla propria prospettiva.
Perché Johnny Lawrence è il personaggio più importante
La prima stagione di Cobra Kai è costruita principalmente dal punto di vista di Johnny, e questa scelta cambia il modo in cui lo spettatore vive il franchise.
Il Johnny del film originale era il bullo con la giacca da karate che faceva del male a Daniel per nessun motivo apparente. Il Johnny di Cobra Kai è un uomo che è stato cresciuto da un patrigno violento, formato da un sensei manipolatore (Kreese), che ha sviluppato un codice di forza e resistenza perché era l’unico modo che conosceva di sopravvivere. Ha perso il torneo del 1984 davanti a tutta la sua comunità, e da quel momento non ha mai avuto gli strumenti per elaborare la sconfitta.
Non è una giustificazione — è un contesto. Johnny ha fatto cose sbagliate. Continua a farne. Ma la serie mostra che le sue azioni vengono da un posto comprensibile, non dall’essenza del male.
William Zabka porta questo con una qualità che il film del 1984 non richiedeva: la vulnerabilità di un uomo che non sa come chiedere aiuto, che cerca di insegnare ai suoi studenti la forza perché è l’unica cosa che sa dare, che sbaglia in modo prevedibile perché non ha mai avuto modelli migliori. È una delle performance televisive più sottovalutate degli anni Dieci.
Il codice “Strike First, Strike Hard, No Mercy”
Il motto del Cobra Kai — “Strike First, Strike Hard, No Mercy” — è il fulcro filosofico della serie.
Nel film originale, era semplicemente lo slogan dei bulli. In Cobra Kai, viene esplorato come una filosofia con una logica interna: il mondo è duro, chi è debole soffre, la forza è protezione. Non è una filosofia gentile, ma è coerente.
La serie costruisce il conflitto reale non tra Cobra Kai e Miyagi-Do, ma tra due approcci alla vita: uno basato sulla forza come prima risposta, uno basato sull’equilibrio e sulla difesa. Nessuno dei due è presentato come universalmente corretto — ciascuno ha studenti che lo applicano bene e studenti che lo pervertono.
Eli “Hawk” Moskowitz (Jacob Bertrand) è il caso studio più chiaro: un ragazzo bullizzato che trova nel Cobra Kai la forza di rispondere, diventa lui stesso un bullo, poi deve riconciliare le due versioni di sé stesso. Il suo arco narrativo segue la stessa logica del personaggio di Johnny — la forza come strumento che può proteggere o distruggere, a seconda di chi la usa e con quale intento.
Le sei stagioni: evoluzione e ritorno dei classici
Stagione 1 (2018, 10 episodi): Stabilisce la premessa. Johnny riapre Cobra Kai, trova come primo studente Miguel Diaz (Xolo Maridueña). Daniel, sospettoso, prova a interferire. Il torneo All Valley è l’asse narrativo. Johnny comincia come antagonista e si rivela come il personaggio più complesso della serie.
Stagione 2 (2019, 10 episodi): Daniel riapre il Miyagi-Do per fare concorrenza al Cobra Kai. I gruppi di studenti si mischiano e si scontrano. Il ritorno di John Kreese (Martin Kove) come forza destabilizzante — il sensei originale di Johnny, che ha ancora potere su di lui. Finale con una battaglia nel liceo che lascia Miguel paralizzato.
Stagione 3 (2021, 10 episodi): Le conseguenze della battaglia. Miguel in ospedale. Johnny cerca la redenzione. Daniel va in Okinawa e incontra di nuovo Chozen (Yuji Okumoto), il villain di Karate Kid II (1986) — ora alleato. Kreese prende il controllo definitivo del Cobra Kai.
Stagione 4 (2021, 10 episodi): Johnny e Daniel cooperano — per la prima volta nella storia. Il torneo All Valley con nuove regole. Il ritorno di Terry Silver (Thomas Ian Griffith), villain di Karate Kid III (1989), come braccio destro di Kreese e poi come antagonista principale. Silver è il villain più sofisticato della serie.
Stagione 5 (2022, 10 episodi): Silver ha preso il controllo del Cobra Kai e lo ha trasformato in un’impresa commerciale. Johnny e Daniel devono trovare un modo per fermare la sua espansione. Chozen diventa personaggio fisso. Arriva Kim Da-eun, maestra di karate coreana con connessioni al passato di Silver.
Stagione 6 (2024, 15 episodi divisi in tre parti): La stagione finale introduce il Sekai Taikai, il campionato mondiale di karate. È il palcoscenico più grande che la serie abbia mai avuto. Il conflitto tra Cobra Kai e Miyagi-Do trova la propria risoluzione definitiva, e Johnny Lawrence chiude il cerchio con il proprio passato.
Il cast: vecchi e nuovi
Xolo Maridueña come Miguel Diaz è la vera scoperta della serie: un attore che partiva praticamente sconosciuto e che ha consegnato uno dei personaggi giovanili più sfumati della televisione americana recente. Miguel è il figlio simbolico che Johnny non riesce a essere per Robby — il paradosso umano più doloroso del personaggio di Johnny.
Mary Mouser come Samantha LaRusso (figlia di Daniel) e Peyton List come Tory Nichols (studentessa Cobra Kai) offrono il contraltare femminile alla narrativa degli studenti maschi — e la serie le tratta con rispetto, dando a entrambe archi narrativi propri che non si riducono alla funzione di interesse romantico.
Martin Kove come John Kreese è il personaggio più deliberatamente complicato: un villain che la serie prova — con risultati misti — a rendere comprensibile attraverso flashback sulla sua giovinezza e sulla guerra in Vietnam. Il tentativo funziona meglio in alcune stagioni che in altre.
Cobra Kai come tesi narrativa
La domanda vera che Cobra Kai pone — e a cui risponde nelle sei stagioni — è questa: le storie che ci raccontiamo sui vincitori e sui perdenti sono vere?
Nel 1984, Daniel ha vinto. Nella narrativa dominante, questo significa che aveva ragione — nella sua filosofia, nel suo approccio, nella sua visione del mondo. Cobra Kai mostra che la vittoria nel torneo non era una prova di giustizia morale. Era una vittoria in una gara di karate.
Johnny aveva torto in molte cose. Ma anche Daniel ha torto in molte cose — è rigido, è competitivo, è ancora incapace di lasciar andare il 1984 quanto Johnny. La differenza è che la storia originale dava solo a Daniel il privilegio di avere torto invisibilmente, perché era dal suo lato che si raccontava la storia.
Questo è il contributo più interessante di Cobra Kai al franchise: non il nostalgia bait (anche se c’è quello), non gli spettacolari combattimenti (anche quelli ci sono), ma l’idea che le storie che definiscono chi siamo dipendano da chi le racconta.
Breaking Bad fa qualcosa di simile con Walter White — trasforma lo spettatore in complice di un protagonista moralmente problematico mostrando la storia dalla sua prospettiva. Cobra Kai è meno ambizioso nel registro, ma lavora sullo stesso terreno: il punto di vista determina l’eroe.
Il Gladiatore condivide l’idea del guerriero che ha perso tutto (o quasi) e che usa l’arena per recuperare un senso di sé. Johnny Lawrence non è Massimo Decimo Meridio — ma entrambi sono uomini definiti da una sconfitta, che trovano nella lotta il modo di continuare a esistere.
Naruto — la serie anime con la rivalità più famosa del genere — è il confronto più diretto nell’universo delle arti marziali animate: la tensione tra il protagonista e il suo rivale principale, la crescita attraverso il conflitto, la possibilità che il “villain” abbia ragioni comprensibili. Cobra Kai porta quella struttura in un contesto live-action e realista, senza i poteri soprannaturali ma con la stessa grammatica emotiva.
Nel 2025, l’universo cinematografico continua con Karate Kid: Legends, che unisce per la prima volta l’universo del 1984 e quello del remake del Karate Kid (2010) — Jackie Chan e Ralph Macchio nello stesso film, tradizioni diverse che si incontrano.
Dove vedere Cobra Kai in Italia in streaming
Cobra Kai è disponibile su Netflix in Italia con tutte e 6 le stagioni, doppiaggio italiano incluso. Dalla prima alla sesta stagione, inclusa la stagione finale del 2024, è tutto disponibile in streaming.
La prima stagione è stata prodotta per YouTube Premium (allora chiamato YouTube Red) — era il tentativo di YouTube di entrare nel mercato delle serie originali. Dal 2020 Netflix ha acquisito i diritti globali e ha distribuito le stagioni successive, poi anche le prime due stagioni.
Domande frequenti su Cobra Kai
Di cosa parla Cobra Kai? Sequel di Karate Kid (1984): Johnny Lawrence riapre la palestra Cobra Kai trent’anni dopo il torneo originale. Daniel LaRusso, ora uomo di successo, si oppone. I due si scontrano di nuovo — questa volta attraverso i propri studenti.
Quante stagioni ha Cobra Kai? 6 stagioni, 65 episodi. La serie è conclusa con la stagione 6 nel 2024.
Come finisce Cobra Kai? Con la risoluzione del conflitto tra Johnny e Daniel, un torneo mondiale (Sekai Taikai), e la pace tra i personaggi che si combattono dal 1984. Finale ottimista e conclusivo.
Chi è il vero protagonista? Johnny Lawrence. La serie è costruita principalmente sulla sua redenzione — l’antagonista del film originale che si rivela il personaggio più complesso e il cuore emotivo della serie.
Dove vedere Cobra Kai in Italia? Su Netflix, incluso nell’abbonamento. Tutte e 6 le stagioni disponibili.
Bisogna vedere Karate Kid prima? Sì, aiuta molto. La prima stagione assume che lo spettatore conosca i film originali. Non è strettamente necessario, ma senza conoscere Karate Kid (1984) si perde metà del contesto.
Cobra Kai è adatta ai ragazzi? Sì, da circa 12-13 anni. È una serie per tutta la famiglia — molti genitori la guardano con i figli che non hanno mai visto il film originale.
Terry Silver è il villain migliore? Molti fan lo considerano il villain più riuscito della serie — più sofisticato di Kreese, con una logica interna più elaborata. Thomas Ian Griffith ha interpretato il personaggio in Karate Kid Part III (1989) e il suo ritorno è stato uno dei momenti più apprezzati della stagione 4.




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