Super Mario Bros. Super Show! (1989): la serie animata che ha portato Mario in TV e il perché è ancora amata
Video via YouTube — canale Japancommercials4U2
Prima dei film. Prima di Internet. Prima di tutto quello che Mario è diventato nel mondo dell’intrattenimento fuori dai giochi, c’era Super Mario Bros. Super Show!
Nel 1989, la serie animata di DiC Entertainment era la prima volta che Mario, Luigi, Peach e Bowser uscivano dai cabinati arcade e dagli schermi dei televisori con il NES per diventare personaggi di una serie televisiva. Per molti bambini di fine anni Ottanta — e non solo americani — quella serie era l’unico Mario al di fuori del gioco. Non esistevano film. Non esistevano merchandise di lusso. Esisteva il sabato mattina, la TV, e Lou Albano in carne e ossa che cercava di essere Mario.
La struttura: live action e animazione insieme
Il Super Show ha una struttura unica che nessuna altra serie animata del periodo aveva: ogni episodio si apre con un segmento live action di pochi minuti in cui Mario (Lou Albano) e Luigi (Danny Wells) sono nella loro officina idraulica di Brooklyn e ricevono ospiti — spesso celebrity dell’epoca — per conversazioni comiche costruite su giochi di parole e gag fisiche.
Poi arriva il cartone animato — che occupa la maggior parte dell’episodio — con Mario, Luigi, Peach e Toad nel Mushroom Kingdom mentre combattono King Koopa (il nome usato dalla serie per Bowser) e i suoi sgherri.
Infine, un breve segmento finale live action che chiude la storia dell’officina.
La logica di questo formato era commerciale: rendere Mario e Luigi personaggi reali, con volti riconoscibili, avvicinava il franchise al pubblico televisivo che non conosceva i giochi. E Lou Albano — lottatore professionista con anni di esperienza davanti alle telecamere del wrestling — aveva esattamente la qualità di energia caotica e calorosa che il personaggio richiedeva.
Lou Albano: l’idraulico di Brooklyn in carne e ossa
Lou Albano non era un attore. Era un lottatore professionista — manager e wrestler per la WWF (oggi WWE) dall’inizio degli anni Settanta — che aveva sviluppato un personaggio televisivo riconoscibile e una capacità naturale di stare davanti alle telecamere con il minimo di preparazione formale.
La sua presenza fisica era perfetta per Mario: corporatura robusta, baffi folti, energia fisica e vocale. Albano doppiava anche Mario nel cartone animato, dando continuità sonora tra i due formati dell’episodio.
Danny Wells come Luigi era la contropartita più contenuta — Luigi è sempre stato il fratello ansioso e secondario — e i due attori costruivano un rapporto da vaudeville che funzionava dentro i limiti del formato televisivo.
Gli ospiti dei segmenti live action includevano figure dell’entertainment americano dell’epoca: wrestler, atleti, personaggi televisivi. Era una forma di cross-promotion che oggi risulta curiosa come documento di un’industria dello spettacolo pre-internet.
Il Mushroom Kingdom versione 1989
Il cartone animato del Super Show non è fedele ai giochi in modo letterale — la fedeltà estetica vera arriverà solo con i film Illumination del 2023.
Il Mushroom Kingdom della serie è un contenitore di avventure di genere diverse: ogni episodio porta i personaggi in un setting nuovo — il Vecchio West, l’antico Egitto, la pirateria dei Caraibi, la Cina imperiale — con Mario e Luigi che si adattano all’ambientazione vestendo i costumi del contesto. È lo stesso approccio che avrebbero usato alcune serie animate per bambini degli anni Ottanta e Novanta.
King Koopa — Harvey Atkin gli presta la voce — è presente in ogni episodio come antagonista ricorrente ma con piani sempre diversi, spesso ridicolizzato prima ancora della sconfitta. È un villain da sabato mattina: minaccioso quanto basta per mantenere la tensione narrativa, sconfitto con la certezza quasi automatica.
La Principessa Peach — chiamata Amarena in alcune localizzazioni italiane, Peach nell’originale — ha un ruolo attivo che anticipa l’approccio del film 2023: non è semplicemente rapita, ma partecipa alle avventure e contribuisce alle soluzioni.
L’eredità del Super Show nella cultura pop
Il Super Show non ha i numeri del film del 2023. Non ha la qualità visiva del film del 2023. Non ha nemmeno una storia particolarmente memorabile episodio per episodio.
Quello che ha è la primogenitura: è stato il primo Mario fuori dai giochi, il primo tentativo di costruire un universo narrativo attorno a personaggi che fino a quel momento erano stati puramente interattivi. Ha contribuito a costruire un’immagine culturale di Mario — l’idraulico italiano di Brooklyn con i baffi e il cappello — che è rimasta stabile per decenni.
La sigla finale — “Do the Mario”, cantata da Lou Albano mentre mostra come ballare come Mario — è diventata uno dei meme più longevi del franchise, riscoperta ogni volta che una nuova generazione scopre la serie.
Negli anni Novanta, il Super Show è stato seguito da due altri cartoni: The Adventures of Super Mario Bros. 3 (1990-1991, 26 episodi) e Super Mario World (1991, 13 episodi), entrambi prodotti da DiC, entrambi senza segmenti live action, entrambi adattamenti dei rispettivi videogiochi.
Dove vedere Super Mario Bros. Super Show! in Italia

La disponibilità è limitata e frammentata. La serie non è su piattaforme streaming mainstream italiane stabilmente inclusa in abbonamento.
Opzioni:
- YouTube: diversi episodi sono stati caricati da utenti nel corso degli anni, con disponibilità variabile
- DVD originali: edizioni americane disponibili su mercati dell’usato e siti di importazione
- Piattaforme vintage: appare occasionalmente su servizi specializzati in contenuto classico
Verifica disponibilità aggiornata su JustWatch.
Il posto nella saga Super Mario
Super Mario Bros. Super Show! (1989) è il primo capitolo dell’universo Mario fuori dai giochi — prima dell’anime giapponese del 1986 in ordine di produzione Occidente, prima del film live action del 1993.
Per la versione contemporanea e cinematograficamente riuscita della saga, il punto di ingresso è The Super Mario Bros. Movie (2023). Per il sequel nello spazio, Super Mario Galaxy - Il Film (2026).
La guida completa a tutti i film e le serie in ordine è in Saga Super Mario: tutti i film e anime in ordine.
Domande frequenti su Super Mario Bros. Super Show! (1989)
Di cosa parla Super Mario Bros. Super Show! (1989)?
La serie animata del 1989 segue Mario e Luigi nel Mushroom Kingdom mentre combattono Re Attila (versione della serie di Bowser/King Koopa) per proteggere la Principessa Amarena (Peach). Ogni episodio ha una struttura doppia: un segmento live action con Lou Albano e Danny Wells che interpretano Mario e Luigi nella loro officina di Brooklyn, e un cartone animato con i personaggi nel Mushroom Kingdom.
Chi interpreta Mario nel Super Show del 1989?
Lou Albano, famoso lottatore di wrestling professionistico (WWF/WWE), interpreta Mario nei segmenti live action. Danny Wells interpreta Luigi. Albano doppia anche Mario nel cartone animato. Tracey Moore doppia la Principessa Peach e Harvey Atkin doppia King Koopa.
Quanti episodi ha Super Mario Bros. Super Show!
La serie ha 52 episodi, trasmessi dal 4 settembre al 1 dicembre 1989 negli USA. Ogni episodio contiene un segmento animato e un segmento live action. Alcuni episodi speciali sono adattamenti di La leggenda di Zelda (serie animata spin-off trasmessa il venerdì, non il martedì).
Super Mario Bros. Super Show! è disponibile in streaming in Italia?
La disponibilità è limitata. La serie appare occasionalmente su piattaforme di streaming vintage o può essere trovata su YouTube in versioni caricate dagli utenti. DVD e VHS originali sono reperibili su mercati dell’usato. Verifica disponibilità aggiornata su JustWatch.
La serie animata del 1989 è fedele ai videogiochi?
Parzialmente. I personaggi principali (Mario, Luigi, Peach, Toad, Bowser) e il setting del Mushroom Kingdom sono presi dai giochi, ma la serie introduce una grande varietà di ambientazioni ispirate a culture diverse — parodie di film western, pirateria, antichità egizia — non presenti nei giochi originali.
Lou Albano era davvero amico di Nintendo?
Sì. Lou Albano era apparso in spot pubblicitari Nintendo negli anni Ottanta e aveva una relazione consolidata con il brand. La sua scelta come volto live action di Mario era legata sia alla sua popolarità tra i bambini (grazie al wrestling) sia alla collaborazione già esistente con Nintendo.
Esistono altre serie animate di Mario dello stesso periodo?
Sì — The Adventures of Super Mario Bros. 3 (1990-1991, 26 episodi) e Super Mario World (1991, 13 episodi) sono i due sequel animati, entrambi prodotti da DiC Entertainment. Seguono la struttura del Super Show ma senza i segmenti live action. Adattano rispettivamente i giochi Super Mario Bros. 3 e Super Mario World.
Chi ha prodotto Super Mario Bros. Super Show?
DiC Entertainment, uno studio di animazione americano (con sede a Los Angeles) che ha prodotto decine di serie animate negli anni Ottanta e Novanta — tra cui Inspector Gadget, The Real Ghostbusters, e Sailor Moon (versione americana). Nintendo ha concesso i diritti per adattare i personaggi.
I segmenti live action sono ancora divertenti oggi?
Dipende molto dalla tolleranza per l’umorismo televisivo degli anni Ottanta. Lou Albano porta una qualità di energia caotica che è genuinamente comica — non è un attore consumato ma è consapevole di quello che sta facendo. I segmenti live action sono brevi (pochi minuti), costruiti su gag semplici, e hanno una qualità artigianale che oggi ha il fascino del documento storico.
La serie è adatta ai bambini oggi?
Sì — il contenuto è completamente innocuo. L’animazione degli anni Ottanta può risultare datata per i bambini abituati agli standard attuali, ma il tono è leggero, colorato e privo di qualsiasi elemento problematico. È più un prodotto per adulti nostalgici che per bambini del 2026.
Super Mario Bros. Super Show! ha influenzato la cultura popolare?
Sì, in modo significativo. Il Super Show era l’unica presenza mediatica di Mario fuori dai giochi per anni — ha contribuito a costruire l’immagine del personaggio prima che internet e i film lo consolidassero. La frase ‘Do the Mario’ dalla sigla finale è uno dei meme più longevi legati al franchise.
Che differenza c’è tra Super Show e i film Illumination 2023-2026?
Trent’anni di tecnologia, budget e ambizioni narrative. Il Super Show era animazione televisiva commerciale degli anni Ottanta — prodotta velocemente, con budget ridotti, per riempire i palinsesti del sabato mattina. I film Illumination hanno budget superiori ai 100 milioni, CGI di altissimo livello e una storia costruita come film cinematografico. Sono prodotti di epoche completamente diverse.
Come finisce The Super Mario Bros. Super Show! (1989)?
La serie non ha un finale canonico: i 52 episodi animati terminano con Mario, Luigi, Peach e Toad ancora in viaggio per sconfiggere Koopa. L’ultimo episodio live-action vede Lou Albano nei panni di Mario in scene comiche di contorno. La serie fu seguita da The Adventures of Super Mario Bros. 3.
Esistono sequel della serie animata?
Sì — Adventures of Super Mario Bros. 3 (1990) e Super Mario World (1991), stessa casa di produzione.




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