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Super Mario Bros. Super Show! (1989): la serie animata che ha portato Mario in TV e il perché è ancora amata

Lou Albano in carne e ossa come Mario, DiC Entertainment e 52 episodi che hanno formato una generazione
29-07-2026 1989 ⭐ 6.8/10
Super Mario Bros. Super Show! (1989): la serie animata che ha portato Mario in TV e il perché è ancora amata
Generi Animazione, Avventura, Commedia, Famiglia
Stagioni 1
Episodi 52
Cast Lou Albano, Danny Wells, Tracey Moore, Harvey Atkin

Prima dei film. Prima di Internet. Prima di tutto quello che Mario è diventato nel mondo dell’intrattenimento fuori dai giochi, c’era Super Mario Bros. Super Show!

Nel 1989, la serie animata di DiC Entertainment era la prima volta che Mario, Luigi, Peach e Bowser uscivano dai cabinati arcade e dagli schermi dei televisori con il NES per diventare personaggi di una serie televisiva. Per molti bambini di fine anni Ottanta — e non solo americani — quella serie era l’unico Mario al di fuori del gioco. Non esistevano film. Non esistevano merchandise di lusso. Esisteva il sabato mattina, la TV, e Lou Albano in carne e ossa che cercava di essere Mario.

La struttura: live action e animazione insieme

Il Super Show ha una struttura unica che nessuna altra serie animata del periodo aveva: ogni episodio si apre con un segmento live action di pochi minuti in cui Mario (Lou Albano) e Luigi (Danny Wells) sono nella loro officina idraulica di Brooklyn e ricevono ospiti — spesso celebrity dell’epoca — per conversazioni comiche costruite su giochi di parole e gag fisiche.

Poi arriva il cartone animato — che occupa la maggior parte dell’episodio — con Mario, Luigi, Peach e Toad nel Mushroom Kingdom mentre combattono King Koopa (il nome usato dalla serie per Bowser) e i suoi sgherri.

Infine, un breve segmento finale live action che chiude la storia dell’officina.

La logica di questo formato era commerciale: rendere Mario e Luigi personaggi reali, con volti riconoscibili, avvicinava il franchise al pubblico televisivo che non conosceva i giochi. E Lou Albano — lottatore professionista con anni di esperienza davanti alle telecamere del wrestling — aveva esattamente la qualità di energia caotica e calorosa che il personaggio richiedeva.

Lou Albano: l’idraulico di Brooklyn in carne e ossa

Lou Albano non era un attore. Era un lottatore professionista — manager e wrestler per la WWF (oggi WWE) dall’inizio degli anni Settanta — che aveva sviluppato un personaggio televisivo riconoscibile e una capacità naturale di stare davanti alle telecamere con il minimo di preparazione formale.

La sua presenza fisica era perfetta per Mario: corporatura robusta, baffi folti, energia fisica e vocale. Albano doppiava anche Mario nel cartone animato, dando continuità sonora tra i due formati dell’episodio.

Danny Wells come Luigi era la contropartita più contenuta — Luigi è sempre stato il fratello ansioso e secondario — e i due attori costruivano un rapporto da vaudeville che funzionava dentro i limiti del formato televisivo.

Gli ospiti dei segmenti live action includevano figure dell’entertainment americano dell’epoca: wrestler, atleti, personaggi televisivi. Era una forma di cross-promotion che oggi risulta curiosa come documento di un’industria dello spettacolo pre-internet.

Il Mushroom Kingdom versione 1989

Il cartone animato del Super Show non è fedele ai giochi in modo letterale — la fedeltà estetica vera arriverà solo con i film Illumination del 2023.

Il Mushroom Kingdom della serie è un contenitore di avventure di genere diverse: ogni episodio porta i personaggi in un setting nuovo — il Vecchio West, l’antico Egitto, la pirateria dei Caraibi, la Cina imperiale — con Mario e Luigi che si adattano all’ambientazione vestendo i costumi del contesto. È lo stesso approccio che avrebbero usato alcune serie animate per bambini degli anni Ottanta e Novanta.

King Koopa — Harvey Atkin gli presta la voce — è presente in ogni episodio come antagonista ricorrente ma con piani sempre diversi, spesso ridicolizzato prima ancora della sconfitta. È un villain da sabato mattina: minaccioso quanto basta per mantenere la tensione narrativa, sconfitto con la certezza quasi automatica.

La Principessa Peach — chiamata Amarena in alcune localizzazioni italiane, Peach nell’originale — ha un ruolo attivo che anticipa l’approccio del film 2023: non è semplicemente rapita, ma partecipa alle avventure e contribuisce alle soluzioni.

L’eredità del Super Show nella cultura pop

Il Super Show non ha i numeri del film del 2023. Non ha la qualità visiva del film del 2023. Non ha nemmeno una storia particolarmente memorabile episodio per episodio.

Quello che ha è la primogenitura: è stato il primo Mario fuori dai giochi, il primo tentativo di costruire un universo narrativo attorno a personaggi che fino a quel momento erano stati puramente interattivi. Ha contribuito a costruire un’immagine culturale di Mario — l’idraulico italiano di Brooklyn con i baffi e il cappello — che è rimasta stabile per decenni.

La sigla finale — “Do the Mario”, cantata da Lou Albano mentre mostra come ballare come Mario — è diventata uno dei meme più longevi del franchise, riscoperta ogni volta che una nuova generazione scopre la serie.

Negli anni Novanta, il Super Show è stato seguito da due altri cartoni: The Adventures of Super Mario Bros. 3 (1990-1991, 26 episodi) e Super Mario World (1991, 13 episodi), entrambi prodotti da DiC, entrambi senza segmenti live action, entrambi adattamenti dei rispettivi videogiochi.

Dove vedere Super Mario Bros. Super Show! in Italia

La disponibilità è limitata e frammentata. La serie non è su piattaforme streaming mainstream italiane stabilmente inclusa in abbonamento.

Opzioni:

  • YouTube: diversi episodi sono stati caricati da utenti nel corso degli anni, con disponibilità variabile
  • DVD originali: edizioni americane disponibili su mercati dell’usato e siti di importazione
  • Piattaforme vintage: appare occasionalmente su servizi specializzati in contenuto classico

Verifica disponibilità aggiornata su JustWatch.

Il posto nella saga Super Mario

Super Mario Bros. Super Show! (1989) è il primo capitolo dell’universo Mario fuori dai giochi — prima dell’anime giapponese del 1986 in ordine di produzione Occidente, prima del film live action del 1993.

Per la versione contemporanea e cinematograficamente riuscita della saga, il punto di ingresso è The Super Mario Bros. Movie (2023). Per il sequel nello spazio, Super Mario Galaxy - Il Film (2026).

La guida completa a tutti i film e le serie in ordine è in Saga Super Mario: tutti i film e anime in ordine.

Domande frequenti su Super Mario Bros. Super Show! (1989)

Di cosa parla il Super Show? Mario e Luigi nel Mushroom Kingdom combattono King Koopa. Ogni episodio ha anche un segmento live action con Lou Albano e Danny Wells nell’officina di Brooklyn.

Chi interpreta Mario? Lou Albano, lottatore professionista WWF, nei segmenti live action e come voce nel cartone.

Quanti episodi ha? 52 episodi, trasmessi nel 1989.

Dove vederlo in streaming? Disponibilità limitata — YouTube (episodi caricati dagli utenti), DVD usato. Verifica su JustWatch.

È fedele ai videogiochi? Parzialmente — i personaggi sì, le avventure no (ambientazioni molto varie).

Esistono sequel della serie animata? Sì — Adventures of Super Mario Bros. 3 (1990) e Super Mario World (1991), stessa casa di produzione.

“Do the Mario” è la sigla finale? Sì — Lou Albano che balla Mario è uno dei meme più longevi del franchise.

È adatto ai bambini oggi? Sì come contenuto, ma l’animazione degli anni Ottanta può risultare datata. Più per adulti nostalgici.

Chi ha prodotto la serie? DiC Entertainment, studio americano noto per Inspector Gadget e The Real Ghostbusters.

Qual è la differenza con i film Illumination? Trent’anni di tecnologia e budget — universi completamente diversi.

Esiste una versione italiana? Sì, la serie è stata doppiata in italiano e trasmessa in Italia. Il personaggio di Peach era spesso chiamato “Amarena”.

Vale la pena recuperarla? Per la nostalgia e per il documento storico — sì. Per la qualità narrativa — aspettative basse.

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