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Lords of Chaos: la storia vera di Euronymous, Varg Vikernes e la nascita criminale del black metal norvegese

Jonas Åkerlund racconta dall'interno il cerchio di Oslo che ha incendiato le chiese e terminato con un assassinio. Un biopic che non assolve nessuno e non condanna abbastanza
2018 ⭐ 6.7/10
Lords of Chaos: la storia vera di Euronymous, Varg Vikernes e la nascita criminale del black metal norvegese
Anno 2018
Regia Jonas Åkerlund
Generi Biografico, Crime, Horror
Cast Rory Culkin, Emory Cohen, Jack Kilmer, Sky Ferreira, Valter Skarsgård

Euronymous voleva essere il più estremo di tutti.

Problema: non aveva capito che “il più estremo di tutti” non è una posizione artistica. È una competizione. E le competizioni si perdono.

Lords of Chaos (2018) di Jonas Åkerlund racconta la nascita e la distruzione del black metal norvegese attraverso gli occhi di Øystein Aarseth — Euronymous — il chitarrista e co-fondatore dei Mayhem che credeva di controllare un movimento che stava sfuggendo di mano a tutti, incluso lui. È un film su cosa succede quando l’estetica dell’eccesso diventa cultura, e la cultura diventa credenza, e la credenza diventa azione reale con conseguenze reali.

È anche il film che Varg Vikernes non vuole che esista.

Di cosa parla Lords of Chaos: la storia dall’inizio

Oslo, fine anni Ottanta. Euronymous (Rory Culkin), poco più che adolescente, co-fonda i Mayhem con l’obiettivo esplicito di creare la musica più oscura, più estrema, più antiumana mai concepita. Il black metal come forma — riff veloci e abrasivi, vocals urlate, testi sull’odio cosmico e il paganesimo anticristiano — esisteva già. Ma Euronymous vuole qualcosa di più. Vuole che il black metal sia uno stile di vita, non solo un genere.

Apre un negozio di dischi chiamato Helvete (Inferno, in norvegese) che diventa il centro gravitazionale di una scena che si chiamerà Black Circle: una cerchia di band e seguaci che condividono l’estetica satanista, l’odio per il cristianesimo, e l’ideologia — nelle parole di Euronymous — del “male come forza reale”.

Il problema è che Euronymous non sa esattamente dove finisce l’arte e dove comincia la fede. E le persone che lo circondano lo sanno ancora meno.

Arriva Dead (Jack Kilmer), un cantante svedese dal temperamento profondamente perturbato, che porta ai Mayhem un livello di alienazione che va oltre la posa. Dead si automutilava prima dei concerti, seppelliva i vestiti per dargli un odore di decomposizione, teneva un corvo morto in una busta di plastica accanto al letto. Il 8 aprile 1991, Dead si suicidò nella casa comune dei Mayhem.

La reazione di Euronymous fu la scena che definì la sua reputazione: invece di chiamare subito i soccorsi, andò a comprare una macchina fotografica e fotografò la scena. Le foto — e i pezzi del cranio di Dead che secondo la leggenda Euronymous distribuì ai fan — diventarono parte della mitologia che lui stesso alimentava.

Poi arriva Varg Vikernes (Emory Cohen).

Rory Culkin come Euronymous: il cuore del film

Rory Culkin è il centro gravitazionale di Lords of Chaos, e la scelta di casting è la decisione più importante che il film prende. Culkin non porta a Euronymous la presenza minacciosa che ci si potrebbe aspettare: porta qualcosa di molto più interessante.

Euronymous nel film è un ragazzo che non è mai cresciuto. Dietro la maschera del Satana ultra-estremo — il trucco di guerra, le pose da foto, i discorsi sull’odio per l’umanità — c’è un ventenne insicuro che vuole essere preso sul serio. Il modo in cui Culkin gestisce questa doppiezza è il vero merito dell’interpretazione: quando Euronymous è in pubblico, nella scena, è tutto postura e dichiarazioni radicali. Quando è solo con Ann-Marit (Sky Ferreira), quando abbassa la guardia, è qualcuno che non sa come vivere nel mondo reale.

Quella insicurezza è ciò che lo rende pericoloso, non la sua forza. Le persone intorno a lui — Varg in particolare — lo vedono e lo superano. Euronymous ha creato il gioco ma non è abbastanza estremo per vincerlo alle proprie regole.

Varg Vikernes: il villain che non sa di esserlo

Emory Cohen interpreta Kristian Vikernes (Varg) con una qualità di ingenuità che il film usa in modo ambivalente. Varg non è un sociopatico calcolato — è un ragazzo che ha preso sul serio ogni parola che Euronymous diceva quando Euronymous le diceva per effetto.

Quando Euronymous parlava di bruciare chiese, Varg bruciò le chiese.

Quando Euronymous suggeriva che i veri satanisti dovevano dimostrare la loro dedizione con azioni reali, Varg lo prese alla lettera.

Questa è la logica del film: non si tratta di un assassino tradizionale. Si tratta di qualcuno che ha applicato con coerenza una filosofia di eccesso che avrebbe dovuto restare metaforica. Il film non lo assolve — Varg uccide un uomo di 25 anni per una combinazione di gelosia musicale, paranoia e rivalità di ego — ma si rifiuta di ridurlo a un demone. Lo mostra come un essere umano che ha creduto alle cose sbagliate nel modo sbagliato.

La scena dell’assassinio è la più scomoda del film proprio per questo: non è la sequenza action-thriller che ci si potrebbe aspettare. È disordinata, intensa, tragica. Due giovani uomini che si fronteggiano in un corridoio, e solo uno sopravvive.

Dead (Per Yngve Ohlin): il personaggio più tragico

Jack Kilmer — figlio di Val Kilmer — ha il ruolo più difficile del film. Dead non è solo “il cantante che si suicidò”. È il personaggio che rivela cosa c’era davvero sotto la superficie di quella scena.

Dead non posava. Non stava costruendo un’immagine. La sua fascinazione con la morte, il suo senso di estraneità dal mondo dei vivi — per cui si definiva letteralmente come “morto tra i vivi” — erano reali. E quella realtà metteva a disagio Euronymous, che invece era tutto posa.

Il suicidio di Dead nel film è mostrato con una crudeltà deliberata. Kilmer lo porta con una qualità di distanza emotiva che è più inquietante di qualsiasi eccesso teatrale. Non è un gesto romantico. È il gesto di qualcuno che aveva deciso molto tempo prima.

La risposta di Euronymous — le foto, la macchina fotografica, la monetizzazione simbolica della morte del suo cantante — è forse la scena che meglio definisce il personaggio: un momento in cui la posa incontra la realtà e sceglie la posa.

Dead (Per Yngve Ohlin): la storia vera dietro il personaggio

La rappresentazione di Dead nel film è uno dei suoi aspetti più controversi — e anche il più onesto.

Per Yngve Ohlin nacque a Vällingby, Svezia, nel 1969. L’infanzia fu segnata da un episodio traumatico: da bambino fu accoltellato da bulli e subì un’emorragia interna che, secondo alcune ricostruzioni, lo portò clinicamente vicino alla morte. Ohlin stesso raccontò in seguito di sentirsi “morto” — di percepire il suo corpo come estraneo, come qualcosa che abitava temporaneamente. Non è chiaro quanto questa narrazione fosse parte della sua mitologia personale e quanto rispecchiasse un vero trauma psicologico, ma è certo che il senso di estraneità dal mondo fisico era una costante della sua personalità.

Si unì ai Mayhem nel 1988. Portò al gruppo qualcosa che Euronymous non aveva: autenticità assoluta. Non stava posando. La sua fascinazione con la morte, l’automutilazione durante le performance, i vestiti seppelliti per impregnarne l’odore — era un sistema coerente di credenze, per quanto disturbato.

Il diario di Dead, trovato nella casa comune dopo la sua morte, è uno dei documenti più inquietanti della storia del rock. Non è il diario di un adolescente che giocava con l’estetica oscura. È il diario di qualcuno che aveva preso una decisione definitiva molto tempo prima e stava aspettando il momento.

Il fatto che Euronymous fotografasse la scena prima di chiamare i soccorsi — e che alcune di quelle foto fossero poi usate per la copertina di un bootleg dei Mayhem — è il momento in cui il film mostra la frattura fondamentale del personaggio: Euronymous era più interessato alla leggenda che alla persona.

Il black metal norvegese: il contesto storico

Per capire Lords of Chaos è necessario capire cosa fosse il black metal norvegese all’inizio degli anni Novanta.

Il black metal esisteva dagli anni Ottanta — le radici sono nelle band britanniche e scandinave come Venom, Mercyful Fate, Celtic Frost — ma la scena norvegese degli anni Novanta era diversa. Era più ideologica, più deliberatamente anticristiana, più connessa alla riscoperta del paganesimo nordico come alternativa religiosa. Burzum, il progetto solista di Varg, portava questi temi verso la musica ambient medievale; i Mayhem li portavano verso il nichilismo puro.

La campagna di incendi delle chiese del 1992-1993 fu la conseguenza più concreta di questa ideologia. Almeno 50 chiese furono incendiate o vandalizzate in tutta la Norvegia, inclusa la Fantoft Stave Church di Bergen — una delle chiese in legno medievale più antiche del paese, risalente al 1150. Il suo incendio nel giugno 1992 fu il gesto più simbolicamente carico della scena.

La progressione degli incendi racconta qualcosa di preciso sulla dinamica del gruppo. Il primo incendio — attribuito a Varg con la complicità di altri membri della cerchia — fu quasi impulsivo, una dimostrazione di radicalità che andava oltre la musica. Il secondo e il terzo seguirono con cadenza crescente. La Åsane Church (agosto 1992), la Storetveit Church (settembre 1992), la Holmenkollen Chapel (ottobre 1992): ogni incendio era una prova di fedeltà alle idee che Euronymous aveva dichiarato senza mai avere l’intenzione di realizzarle.

L’ironia storica è che Euronymous — che aveva costruito tutta la sua reputazione sull’essere “più estremo di tutti” — non partecipò mai direttamente agli incendi. Varg sì. E fu questo squilibrio — tra chi parlava dell’estremo e chi lo praticava — a creare la tensione che avrebbe portato all’assassinio del 10 agosto 1993.

Il film mostra gli incendi come la progressione logica di un discorso che aveva iniziato come posa e stava diventando dottrina. Euronymous non si aspettava che Varg lo prendesse sul serio. Ma Varg lo prese sul serio.

L’impatto culturale degli incendi andò ben oltre la scena metal. Le chiese in legno norvegesi — stavkirke — sono tra i monumenti storici più importanti della Scandinavia medievale. Molte risalevano al XII-XIII secolo. La loro distruzione scatenò un dibattito nazionale su cosa significasse identità culturale, chi avesse diritto alla storia nazionale, e come la società norvegese avesse fallito nel prevenire quello che stava succedendo nella sua stessa musica underground.

L’eredità musicale dei Mayhem e del black metal norvegese

Lords of Chaos è anche, indirettamente, un film sull’influenza musicale. I Mayhem — nonostante (o forse a causa) del caos che li ha circondati — sono diventati uno dei gruppi fondamentali della storia della musica metal.

Deathcrush (1987), il primo EP dei Mayhem, è considerato uno dei testi fondatori del black metal in senso stretto. De Mysteriis Dom Sathanas (1994), l’album registrato parzialmente con la voce di Dead e completato dopo la morte di Euronymous, è regolarmente classificato tra i 10 album di metal più influenti di sempre. Il paradosso è che il loro album più celebre uscì postumo — dopo la morte di entrambi i suoi protagonisti principali.

Burzum, il progetto solista di Varg, ha avuto una vita musicale parallela altrettanto controversa. Registrati in gran parte prima dell’arresto, i suoi album anni Novanta hanno definito lo stile della musica ambient medievale nella scena extreme metal. Il fatto che siano considerati capolavori del genere da ascoltatori che non condividono nessuna delle posizioni ideologiche di Vikernes è una delle tensioni più difficili della cultura metal contemporanea: come separarsi artisticamente dall’autore?

I Mayhem continuano a esistere come band — con formazione completamente rinnovata — e continuano a registrare. Sono uno dei pochi gruppi della storia in cui il mito supera di gran lunga la musica stessa.

La regia di Jonas Åkerlund: un insider con una camera

Jonas Åkerlund è la scelta di regia più ovvia e insieme più intelligente per questo materiale. Batterista dei Bathory — una delle band fondatrici del black metal svedese — nei primissimi anni Ottanta, Åkerlund conosce la scena dall’interno. Sa cosa c’era di genuino e cosa c’era di costruito nell’estetica di quel mondo.

Dopo essersi allontanato dalla musica estrema, Åkerlund è diventato uno dei direttori di video musicali più ricercati al mondo — ha girato per Madonna, Lady Gaga, Beyoncé, U2, Metallica — con un linguaggio visivo che mescola estetica underground e produzione di lusso. Lords of Chaos porta questa tensione nel film stesso: non è un film da festival d’arte, ma non è nemmeno exploitation pura.

Lo stile è quello del biopic europeo con budget limitato: camera a mano in alcune sequenze, luce naturale nei momenti interni, montaggio nervoso nelle sequenze più intense. Non cerca di rendere il black metal glamour. Ma non cerca nemmeno di renderlo ridicolo.

La scelta del narratore inaffidabile — Euronymous racconta la storia in prima persona — è la decisione narrativa più importante. Il film esplicita che stiamo vedendo gli eventi come li avrebbe raccontati lui. Non necessariamente come sono andati. Questa ambiguità è il punto.

Nel filone del cinema che racconta la musica rock come identità totale, Detroit Rock City (1999) è il complemento perfetto: meno oscuro ma altrettanto convinto che la musica possa essere una religione. Sul versante italiano, Hanno ucciso l’Uomo Ragno (2024) racconta la storia degli 883 con la stessa convinzione — che una band possa essere una scelta di vita totale, non solo un passatempo — sebbene in un contesto radicalmente opposto: pop melodico, provincia italiana, nessuna ideologia violenta. Il contrasto illumina entrambi: dove i Mayhem trovarono nella musica il vettore per l’autodistruzione, Max e Mauro trovarono una via d’uscita.

Dove vedere Lords of Chaos in Italia

Lords of Chaos poster
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Lords of Chaos (2018)

★★★★★ 4.6 (468)

14,23 €

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Lords of Chaos è disponibile su Amazon Prime Video in Italia per noleggio e acquisto digitale. È anche acquistabile su Apple TV e Google Play Movies.

Il film non è disponibile in streaming con abbonamento in Italia, ma è facilmente reperibile in noleggio digitale a prezzo standard.

Nota per il pubblico: il film è classificato per adulti in tutti i mercati di distribuzione per le scene di violenza esplicita, il suicidio e i contenuti estremi. Non è adatto ai minori.

Lords of Chaos e il cinema sulla musica estrema: le connessioni

Lords of Chaos non vive nel vuoto — si inserisce in una tradizione di cinema che racconta le controculture musicali quando diventano più grandi di chi le ha create.

Goblin — il gruppo italiano che ha definito il suono dell’horror di Dario Argento — condivide con la scena black metal la stessa logica della musica come forza che sfugge ai confini del mainstream. Goblin costruiva tensione attraverso la colonna sonora; i Mayhem costruivano tensione attraverso l’estetica della performance. Due approcci opposti alla stessa idea: la musica come vettore di qualcosa che non è solo intrattenimento.

Paura e Delirio a Las Vegas (1998) di Terry Gilliam racconta un’altra controcultura che credeva nel proprio eccesso — la generazione dei drogati del sogno americano anni Sessanta-Settanta — portandola al punto in cui l’eccesso si auto-distrugge. Duke e Gonzo sono sopravvissuti a una stagione di eccessi che li ha lasciati senza un mondo in cui credere. Euronymous non sopravvisse. La logica della controcultura che divora se stessa è la stessa, il contesto è diverso.

La musica di Supernatural documenta un altro rapporto tra musica rock/metal e narrazioni dell’oscuro — qui nel contesto di una serie televisiva, dove la colonna sonora diventa parte dell’identità culturale del prodotto. Un confronto che illumina quanto il metal come genere sia connesso a rappresentazioni del soprannaturale nella cultura popolare.

Lords of Chaos è un film su quello che succede quando si smette di distinguere tra la performance dell’estremo e l’estremo stesso.

Quella distinzione — tra il fare finta e il fare davvero — è la linea che separa l’arte dalla vita. La scena black metal degli anni Novanta l’ha attraversata senza accorgersi di averlo fatto. Euronymous dichiarava di credere nel male come forza reale e si stupiva che qualcuno prendesse sul serio le sue dichiarazioni. Varg le prese sul serio.

Il film di Åkerlund ha il merito di mostrare questa progressione senza renderla inevitabile — e senza renderla spettacolare nel senso sbagliato. Non glorifica né condanna. Documenta con la precisione di chi conosce quel mondo dall’interno e ne ha preso le distanze senza perderne la comprensione. Non erano pazzi. Non erano predestinati. Erano ragazzi che avevano costruito un’identità sull’eccesso e non avevano previsto dove portava il margine. E in questo — in questa banale imprevidenza del male — stanno la sua qualità e il suo limite come opera: abbastanza onesta da non romanticizzare, non abbastanza coraggiosa da andare fino in fondo all’analisi. È un equilibrio fragile, e il film lo tiene — a tratti precariamente, ma lo tiene.

Un filo diretto collega Lords of Chaos alla mitologia norrena: Varg Vikernes bruciava le chiese non come vandalismo casuale ma come dichiarazione di fede pagana — il rifiuto del Dio cristiano in nome di Odino e Thor. Ragnarok: significato e mitologia nordica esplora le radici di quella stessa tradizione, e mostra quanto le stesse storie possano essere usate per costruire sensi opposti: romanticismo mitico da un lato, violenza reale dall’altro.

Le conseguenze: cosa è successo dopo il 1993

La storia della scena black metal norvegese non finì con l’arresto di Varg Vikernes nell’agosto 1993.

Varg fu condannato nell’maggio 1994 a 21 anni di carcere per l’omicidio di Euronymous e per gli incendi di diverse chiese. Era la pena massima prevista dal codice penale norvegese. Fu rilasciato nel 2009, dopo 15 anni, in condizionale — la Norvegia consente il rilascio dopo aver scontato i due terzi della pena.

Dopo il rilascio si trasferì in Francia con la moglie e i figli. Continuò a pubblicare musica come Burzum — i suoi album dell’esilio includono lavori ambient, musica neofolk, colonne sonore per giochi di ruolo. Sul piano ideologico, le sue posizioni si radicizzarono ulteriormente: video YouTube con contenuti di suprematismo bianco, testi sui “veri europei”, nostalgia per un’Europa pre-cristiana e pre-multiculturale.

Nel 2013, le autorità francesi lo arrestarono su segnalazione dell’intelligence: sospetto di pianificazione di un attacco terroristico. Fu rilasciato senza accuse dopo che l’indagine non trovò prove concrete. Vikernes commentò l’episodio definendolo una persecuzione politica.

La scena black metal norvegese sopravvisse ai suoi scandali e si ramificò. I Mayhem continuarono con varie formazioni, pubblicando album negli anni successivi. Il genere produsse decine di band in Norvegia e nel resto del mondo — Darkthrone, Immortal, Emperor, Satyricon — molte delle quali mantennero l’estetica estrema depurandola degli elementi più violenti.

Il caso diventò oggetto di studio accademico — sulla sociologia delle sottoculture musicali, sul rapporto tra ideologia e crimine, sulla costruzione dell’identità maschile attraverso la radicalità. Il libro di Moynihan e Søderlind rimane la fonte primaria, anche se è criticato per alcune scelte interpretative.

La ricezione critica e la controversia: il film che Varg non vuole

Lords of Chaos debuttò al Sundance Film Festival nel gennaio 2018. La ricezione critica fu generalmente positiva — molti recensori apprezzarono l’interpretazione di Culkin e la scelta di trattare il materiale senza romanticizzarlo né demonizzarlo. Rotten Tomatoes registra circa il 75% di approvazione critica.

La ricezione all’interno della scena metal fu molto più divisiva.

Varg Vikernes rifiutò categoricamente il film, pubblicando video e dichiarazioni in cui lo definisce propaganda distorta e unilaterale. Le sue critiche principali: che il film lo presenta come un fanatico stupido invece che come un agente razionale, che minimizza le responsabilità di Euronymous nel conflitto tra i due, e che usa selettivamente i fatti storici per costruire una narrazione con un antagonista conveniente. Ha anche sollevato problemi di carattere legale, contestando di non essere stato consultato per il film basato parzialmente sulla sua vita.

La scena black metal contemporanea è divisa: molti musicisti di genere considerano il film superficiale o fuorviante, altri lo apprezzano come primo tentativo mainstream di documentare quegli eventi. C’è un consenso abbastanza ampio sul fatto che il libro originale di Moynihan/Søderlind sia una fonte molto più ricca e sfumata rispetto alla sua versione cinematografica.

Il film evita deliberatamente le domande più scomode sulla scena: cosa c’era di genuino nell’ideologia pagana-anticristiana, perché la Norvegia degli anni Novanta ha prodotto questa particolare espressione di rabbia culturale, come la società dovrebbe processare la musica che esiste in tensione con i suoi valori. Åkerlund sceglie di raccontare le persone, non il fenomeno — e questo lo protegge dall’accusa di glorificazione, ma lo lascia anche con un campo visivo più stretto di quanto la storia richiederebbe.

Domande frequenti su Lords of Chaos

Lords of Chaos di cosa parla? Racconta la nascita del black metal norvegese attraverso gli occhi di Euronymous (Rory Culkin), cofondatore dei Mayhem. Copre la morte di Dead, l’arrivo di Varg, gli incendi delle chiese e l’assassinio finale di Euronymous.

La storia di Lords of Chaos è vera? Basata su eventi reali documentati, ma è una semi-fictionalisation. Varg Vikernes ha contestato la rappresentazione di se stesso. Il film esplicita di essere narrato dal punto di vista di Euronymous.

Chi ha ucciso Euronymous? Varg Vikernes (Kristian Vikernes) lo uccise il 10 agosto 1993 con 23 coltellate nel suo appartamento a Oslo. Fu condannato a 21 anni, rilasciato nel 2009 dopo 15 anni.

Chi interpreta Euronymous in Lords of Chaos? Rory Culkin, fratello di Macaulay Culkin. Porta al personaggio una qualità di insicurezza adolescenziale dietro la posa estrema.

Chi era Dead (Per Yngve Ohlin)? Il cantante svedese dei Mayhem con una fascinazione morbosa con la morte. Si suicidò il 8 aprile 1991. È interpretato da Jack Kilmer.

Come finisce Lords of Chaos? Con l’assassinio di Euronymous per mano di Varg, seguito da un resoconto testuale degli eventi successivi (condanna di Varg, rilascio nel 2009).

Chi è Varg Vikernes oggi? Vive in Francia con la famiglia, continua a produrre musica come Burzum. Ha storia di dichiarazioni suprematiste e nel 2013 fu arrestato in Francia (poi rilasciato senza accuse).

Lords of Chaos è adatto a tutti i pubblici? No. Violenza esplicita, suicidio, contenuti estremi. Classificato per adulti in tutti i mercati.

Dove vedere Lords of Chaos in streaming in Italia? Amazon Prime Video per noleggio/acquisto. Anche Apple TV e Google Play Movies.

Il film è basato su un libro? Sì. “Lords of Chaos: The Bloody Rise of the Satanic Metal Underground” (1998) di Michael Moynihan e Didrik Søderlind.

Jonas Åkerlund era davvero nel black metal? Sì. Fu batterista dei Bathory nei primissimi anni Ottanta, poi diventò uno dei registi di video musicali più influenti al mondo.

Cosa successe alle chiese norvegesi nel 1992-1993? Almeno 50 chiese incendiate o vandalizzate, inclusa la storica Fantoft Stave Church del 1150. Gli incendi furono attribuiti alla cerchia del Black Circle.

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