Tutta la saga Tartarughe Ninja in ordine: film, serie TV e dove vederle in Italia
Quarantadue anni. Una dozzina di produzioni principali. Un fumetto autopubblicato diventato uno dei franchise pop più duraturi della storia.
Le Tartarughe Ninja non sono una sola cosa: sono un contenitore che ogni decennio riempie con qualcosa di diverso. Il fumetto originale del 1984 è dark, urbano, violento. La serie del 1987 è comica, colorata, pensata per vendere action figure. Il film del 1990 è quasi un noir. La serie del 2003 è seriale e fedele al fumetto. Rise of the TMNT è un esperimento visivo. Mutant Mayhem è un film sull’adolescenza.
Ogni versione risponde alla stessa domanda — cosa sono le Tartarughe Ninja? — con risposte diverse.
Questa è la guida completa.
Le origini: il fumetto Mirage Studios (1984)
Tutto inizia nel 1984, in un appartamento del New Hampshire. Kevin Eastman e Peter Laird autopubblicano il primo numero di Teenage Mutant Ninja Turtles per Mirage Studios, una casa editrice che esiste solo sulla carta.
L’idea nasce come parodia: i quattro elementi più popolari nei fumetti di quel momento — adolescenti, mutazioni, ninja e animali antropomorfi — messi insieme fino all’assurdo. Ma il fumetto che ne esce non è comico. È in bianco e nero, cupo, violento. Le tartarughe uccidono i nemici. Splinter non è un saggio bonario: è un sopravvissuto con un trauma. Lo Shredder muore nel primo numero.
Il successo è immediato e inatteso. Il fumetto esaurisce le tirature, diventa un fenomeno nella sottocultura dei fumetti indipendenti, e nel 1987 Eastman e Laird concedono in licenza i personaggi a Playmates Toys.
È lì che il franchise cambia scala. Tra il 1988 e il 1992 si vendono circa 1,1 miliardi di dollari di giocattoli delle Tartarughe Ninja, che diventano la terza linea di action figure più venduta di sempre fino a quel momento. Nel 1989 arriva anche il primo videogioco, sviluppato da Konami: il capostipite di una lunga serie di titoli che per molti bambini degli anni Novanta è stato il primo contatto con le tartarughe, prima ancora del cartone.
Il fumetto originale resta il testo da cui tutto deriva — e che le versioni commerciali hanno sistematicamente ammorbidito.
La serie animata del 1987: la versione che ha creato il fenomeno
La logica è quella tipica degli anni Ottanta: per vendere i giocattoli serve un cartone animato. La serie animata del 1987, prodotta da Fred Wolf Films con l’animazione affidata nelle prime tre stagioni alla giapponese Toei, debutta come miniserie di cinque episodi nella settimana del 28 dicembre 1987. Diventa una serie regolare dall’ottobre 1988 e chiude il 2 novembre 1996: dieci stagioni, 193 episodi, prima in syndication e poi sulla CBS. Nel 1990 andava in onda ogni giorno su più di 125 emittenti americane, e nelle prime due stagioni la stessa Playmates Toys figurava tra i produttori: il cartone e lo scaffale dei giocattoli erano la stessa operazione. Gli episodi durano tra i 22 e i 23 minuti. Le voci americane sono quelle di Cam Clarke, Rob Paulsen, Barry Gordon e Townsend Coleman, con James Avery — il futuro zio Phil di Willy, il principe di Bel-Air — nel ruolo dello Shredder.
Non ha quasi nulla in comune con il fumetto originale tranne nomi e premessa. Le tartarughe non uccidono. Shredder è teatrale e incompetente. Krang — un cervello alieno su una pancia robotica — viene inventato per la TV. La pizza diventa un’ossessione. Bebop e Rocksteady, due scagnozzi mutanti creati per la serie, diventano la spalla comica perfetta per uno Shredder che non vince mai. L’umorismo è demenziale.
Ed è esattamente quello che il pubblico voleva.
La serie trasforma quattro tartarughe da fumetto di nicchia in un simbolo culturale globale. In Italia arriva con il titolo Tartarughe Ninja e un doppiaggio che ancora oggi è la voce con cui molti ricordano i personaggi.
Valutazione per chi la vuole guardare oggi: le prime tre stagioni reggono bene come documento pop degli anni Ottanta. Le successive calano di qualità. Il sabato mattina incarnato.
Il film del 1990: il momento in cui le tartarughe sono diventate cinema
Nel 1990 arriva il primo adattamento dal vivo, e la sua storia produttiva è quasi più incredibile del film.
Quasi tutti i grandi studi rifiutarono di distribuirlo, convinti che sarebbe stato un disastro. New Line Cinema, allora una piccola società indipendente, ne acquistò i diritti a lavorazione già iniziata. Le riprese si svolsero nel 1989 tra la Carolina del Nord e New York, con un budget di 13,5 milioni di dollari. La sceneggiatura, firmata da Todd W. Langen e Bobby Herbeck, adatta i primi numeri del fumetto prendendo però alcuni elementi dalla serie animata che in quel momento dominava la televisione: un compromesso calcolato tra il pubblico del cartone e quello che i produttori speravano di conquistare.
Il film delle Tartarughe Ninja del 1990, diretto da Steve Barron, incassò 202 milioni di dollari nel mondo: uno dei film indipendenti più redditizi mai realizzati fino a quel momento.
I costumi animatronici sono della Jim Henson’s Creature Shop, ed è uno degli ultimi progetti seguiti da Jim Henson, morto poche settimane dopo la prima del film. Le tartarughe sono fisicamente credibili, espressive, con una presenza scenica che nessuna computer grafica successiva è riuscita a replicare.
Il tono è molto più cupo della serie del 1987 e più vicino al fumetto: New York come labirinto pericoloso, il Clan dei Foot come organizzazione criminale reale, Shredder come villain credibile. Casey Jones (Elias Koteas) entra in scena come vigilante con la mazza da hockey, April O’Neil (Judith Hoag) è una giornalista con una personalità.
Il film del 1990 resta il punto di riferimento del franchise cinematografico: l’adattamento che ha dimostrato che le tartarughe potevano funzionare fuori dal cartone animato senza perdere identità.
Dove vederlo: Amazon Prime Video (noleggio e acquisto), Apple TV, altri store digitali. DVD ancora reperibile.
I sequel del 1991 e 1993: le seconde e terze chance del live action
Duecento milioni su tredici e mezzo sono un multiplo che Hollywood premia sempre con un seguito.
Tartarughe Ninja II: Il segreto di Ooze (1991), diretto da Michael Pressman, porta due novità: il mutageno diventa il centro della trama e Vanilla Ice esegue “Ninja Rap” in una delle sequenze più kitsch di tutta la saga. April O’Neil cambia volto — Paige Turco sostituisce Judith Hoag — e arriva David Warner nel ruolo del professor Perry. Shredder torna in forma mutata, il Super Shredder, per un confronto finale brevissimo ma memorabile. Costato 25 milioni, il film ne incassò 78,7 negli Stati Uniti e circa 80 nel mondo: meno della metà del primo. Il calo era un segnale.
Tartarughe Ninja III (1993), scritto e diretto da Stuart Gillard, è considerato il punto più basso della trilogia. Uno scettro mistico porta le tartarughe e April nel Giappone feudale del 1603, in mezzo a un conflitto tra un daimyō e alcuni villaggi ribelli. I costumi hanno perso la fluidità della versione Henson, la storia non trova mai il centro. Coproduzione tra Stati Uniti e Hong Kong, costò 21 milioni e ne incassò 54,4: il capitolo meno visto della trilogia. New Line chiuse lì.
Sono anche tre film brevi, pensati per un pubblico di ragazzi: 92 minuti il primo, 88 il secondo, 96 il terzo. I tre film del ciclo 1990-1993 mostrano come un franchise cinematografico possa perdere rapidamente identità sotto pressione commerciale. Il primo è rimasto un classico, gli altri due sono curiosità per completisti.
La serie del 2003: la versione che Peter Laird voleva
Nel 2003 il franchise riparte con una serie animata completamente diversa da quella del 1987, sviluppata da Lloyd Goldfine e coprodotta da 4Kids Entertainment e da Mirage Studios, la casa di Eastman e Laird, con l’animazione dello studio coreano Dong Woo. 4Kids concesse in licenza i primi quaranta episodi anche a Cartoon Network, che li trasmise fino al 2007: per qualche anno le tartarughe del 2003 andarono in onda su due reti diverse. Il risultato è la versione più fedele al materiale originale.
La serie animata del 2003 va in onda dall'8 febbraio 2003 al 28 febbraio 2009: sette stagioni, 155 episodi, prima dentro il blocco 4Kids della Fox e poi, per l’ultima stagione, su The CW. L’architettura narrativa ricorda più le serie serializzate degli anni Duemila che un cartone tradizionale. Lo Shredder si rivela essere Ch’rell, un criminale di guerra Utrom nascosto in un esoscheletro umanoide: uno dei villain più pericolosi della storia del franchise. Gli archi si sviluppano su stagioni intere e le conseguenze restano.
La serie aveva debuttato all’interno del FoxBox, il blocco per ragazzi della Fox poi ribattezzato 4Kids TV. Le prime quattro stagioni costituiscono l’arco principale. Le ultime tre — Ninja Tribunal, Fast Forward e Back to the Sewers — cambiano registro e dividono il pubblico.
Dove vederla: nessuna distribuzione stabile in Italia. DVD delle prime stagioni sul mercato dell’usato, episodi in inglese su YouTube con disponibilità variabile.
Turtles Forever (2009): il crossover che ha celebrato tutto
Alla chiusura del ciclo 4Kids arriva un film TV che è anche un atto d’amore verso la storia del franchise.
Turtles Forever, diretto da Roy Burdine e Lloyd Goldfine, va in onda il 21 novembre 2009 su The CW4Kids per il venticinquesimo anniversario dei personaggi, e funziona anche da finale della serie del 2003. Dura 81 minuti nella versione integrale, 73 in quella televisiva trasmessa in America.
Scritto da Goldfine con Rob David e Matthew Drdek, il film parte da un incidente: il teletrasporto dimensionale del Technodrome si guasta durante uno scontro tra le tartarughe del 1987 e il loro Shredder, e le spedisce nella dimensione del 2003. Da lì la trama porta le tartarughe del 2003 a incontrare quelle del 1987 — due versioni dello stesso franchise opposte per tono e design — e poi, risalendo la scala del multiverso, le tartarughe originali in bianco e nero del fumetto Mirage. Le “serie” del 2003 trovano incomprensibili le “comiche” del 1987, e viceversa; il nemico comune è Ch’rell, l’Utrom Shredder.
L’idea con cui il franchise onora se stesso è elegante: invece di ignorare le versioni precedenti o metterle in competizione, le mette nello stesso spazio narrativo e le lascia essere quello che sono. La serie del 1987 non è “sbagliata” rispetto a quella del 2003: è un’altra risposta alla stessa domanda.
Il film CGI del 2007: il cast più stellare della storia TMNT
Nel 2007 arriva il primo film interamente in computer grafica del franchise, prodotto da Imagi Animation Studios insieme a Mirage, con l’animazione realizzata a Hong Kong. Lo sviluppo era partito nel giugno 2005 negli uffici californiani di Imagi, e la scelta della computer grafica fu di Munroe: secondo lui era più facile far accettare allo spettatore quattro tartarughe parlanti in animazione che in carne e ossa. Le voci delle tartarughe sono di James Arnold Taylor, Nolan North, Mitchell Whitfield e Mikey Kelley.
Il TMNT del 2007, esordio alla regia di Kevin Munroe, ha il cast vocale più stellare della saga: Chris Evans (Casey Jones, quattro anni prima di Captain America), Sarah Michelle Gellar (April O’Neil), Patrick Stewart (il villain Max Winters), Zhang Ziyi (Karai), Mako (Splinter), un cameo di Kevin Smith e la narrazione di Laurence Fishburne. Il film si colloca dopo la sconfitta dello Shredder, con le tartarughe divise e lontane.
La scena più memorabile è il duello sul tetto tra Leonardo e Raphael, sotto la pioggia: non uno scontro tra eroe e villain, ma tra fratelli.
Costato 34 milioni di dollari e lungo appena 87 minuti, ne incassò 95,8. Il sequel non è mai arrivato: Imagi ha chiuso i battenti nel 2010.
Dove vederlo: noleggio e acquisto su Amazon Prime Video, Apple TV, Google Play.
La serie del 2012: la sintesi contemporanea
Nel 2012 Nickelodeon, che aveva acquisito i diritti del franchise nel 2009, lancia una nuova serie in computer grafica che diventa il punto di riferimento per la generazione cresciuta negli anni Dieci.
La serie Nickelodeon del 2012 va in onda dal 28 settembre 2012 al 12 novembre 2017: cinque stagioni, 124 episodi, con la quinta trasmessa su Nicktoons e ribattezzata Tales of the Teenage Mutant Ninja Turtles. Raccoglie la serietà narrativa della serie del 2003 e la porta in un formato accessibile al grande pubblico. Era stata annunciata nell’ottobre 2009, subito dopo l’acquisto del franchise da parte di Viacom, con un obiettivo dichiarato: riconquistare i bambini tra i sei e gli undici anni, con l’animazione affidata a Bardel Entertainment e Technicolor. C’è anche una curiosità di cast: Leonardo ha la voce di Jason Biggs nelle prime due stagioni e di Seth Green dalla terza in poi.
Shredder è una minaccia reale: ogni volta che le tartarughe lo affrontano direttamente, perdono o fuggono. April O’Neil è reimmaginata come teenager con poteri psichici latenti. I Kraang — alieni parassiti in corpi robotici — collegano il mutageno, l’origine delle tartarughe e una minaccia cosmica. La serializzazione è reale: le scelte hanno conseguenze che durano stagioni.
Il lavoro è stato riconosciuto anche dai premi: candidatura ai Daytime Creative Arts Emmy come miglior programma animato nel 2013, e vittoria nel 2014 nella categoria casting.
Dove vederla: Paramount+ in Italia, con doppiaggio italiano completo.
Il film del 2014 e Fuori dall’Ombra (2016): il blockbuster divisivo
Nel 2014 Paramount produce un reboot cinematografico con Michael Bay e la sua Platinum Dunes tra i produttori e Jonathan Liebesman alla regia. Il Tartarughe Ninja del 2014 ha tartarughe digitali molto più grandi e muscolose delle versioni precedenti, Megan Fox come April O’Neil e un tono da blockbuster. Il progetto nasce subito dopo la vendita dei diritti a Nickelodeon nell’ottobre 2009: Bay e i soci di Platinum Dunes entrano nel maggio 2010, Liebesman nel 2012, e le riprese si svolgono tra marzo e agosto 2013 nello stato di New York. Splinter ha la voce di Tony Shalhoub, Leonardo quella di Johnny Knoxville.
Il film incassa 485 milioni di dollari a fronte di un budget tra i 125 e i 150: un successo commerciale indiscutibile. È anche il punto più lontano dallo spirito del fumetto originale in tutta la storia del franchise. La critica lo ha bocciato, il pubblico generalista lo ha premiato, i fan storici sono rimasti divisi.
Il sequel, Fuori dall’Ombra (2016), affidato a Dave Green, prova a recuperare l’immaginario classico: arrivano Bebop e Rocksteady, Krang, il Casey Jones di Stephen Amell e il Baxter Stockman di Tyler Perry. Nel cast ci sono anche Will Arnett, Laura Linney, Brian Tee come Shredder e il wrestler Sheamus. Presentato in anteprima al Madison Square Garden il 22 maggio 2016, il film migliora leggermente nei giudizi ma scende a 246 milioni di incasso contro un budget di 135. Paramount ferma lì la serie dal vivo: per rivederne una, bisognerà aspettare il 2028.
Dove vederlo: Paramount+ in Italia.
Rise of the TMNT (2018-2020) e il film Netflix del 2022
Nel 2018 Nickelodeon lancia la serie più radicale della storia del franchise. La Rise of the TMNT, sviluppata da Ant Ward e Andy Suriano, non si limita a reinterpretare i personaggi: inverte le regole.
Raphael è il leader, non Leonardo. Ogni tartaruga appartiene a una specie diversa. Splinter è un ex divo televisivo trasformato in ratto. La magia è il fondamento del mondo. L’animazione è in 2D con forti influenze anime, in un panorama dominato dalla computer grafica. Annunciata nel marzo 2017 e animata dallo studio australiano Flying Bark, la serie era partita con un ordine di almeno ventisei episodi.
Il cast vocale comprende Ben Schwartz (Leonardo), Omar Benson Miller (Raphael), Kat Graham (April) e Eric Bauza (Splinter). La serie ha debuttato il 20 luglio 2018 e si è chiusa il 7 agosto 2020, con due stagioni per 39 episodi divisi in 70 segmenti da undici minuti: la seconda stagione, inizialmente prevista in 26 episodi, fu ridotta a 13 e spostata su Nicktoons.
La conclusione è affidata a un film: Rise of the TMNT: The Movie, uscito su Netflix il 5 agosto 2022, diretto dagli stessi Suriano e Ward, con Haley Joel Osment nel ruolo di un Casey Jones che arriva dal futuro. Ha ottenuto tre candidature ai Children’s and Family Emmy Awards del 2023 e una vittoria per l’art director Carl Anders Beu.
Dove vederla: serie su Paramount+, film su Netflix.
Mutant Mayhem (2023): il miglior film TMNT da decenni
Nel 2023 Paramount e Point Grey Pictures, la società di Seth Rogen, producono il reboot cinematografico con l’accoglienza critica più entusiastica nella storia del franchise: 95% su Rotten Tomatoes e 74 su Metacritic.
Tartarughe Ninja: Mutant Mayhem, diretto da Jeff Rowe e scritto con Seth Rogen, Evan Goldberg, Dan Hernandez e Benji Samit, sceglie tutto ciò che il film del 2014 aveva evitato: tartarughe piccole e adolescenti invece di giganti muscolosi, doppiatori davvero adolescenti (Nicolas Cantu, Brady Noon, Micah Abbey, Shamon Brown Jr.) invece di star, un’estetica che sembra uscita dagli schizzi di un quaderno di scuola invece della computer grafica fotorealistica. Le musiche sono di Trent Reznor e Atticus Ross, l’animazione di Mikros e Cinesite.
Il film parla del desiderio di essere accettati, di cosa significa essere diversi, di come si costruisce un’identità quando il mondo fuori ti vede solo come un mostro. Il villain Superfly (Ice Cube) è uno dei personaggi meglio scritti del franchise: la sua logica — gli umani ci odiano, quindi eliminiamoli — è sbagliata nel metodo ma comprensibile nella premessa. April O’Neil (Ayo Edebiri) è forse la versione più umana e autonoma del personaggio in quarant’anni.
Il reboot nasce da una diagnosi interna: dopo i due film dal vivo, il presidente di Nickelodeon Brian Robbins era convinto che il franchise dovesse ripartire da zero, e a suggerire la strada dell’animazione fu proprio Playmates Toys, che di tartarughe si intende dal 1987. Il film fu annunciato nel giugno 2020, con Rogen, Goldberg e James Weaver alla produzione. Nel cast vocale, accanto ai quattro ragazzi, ci sono Jackie Chan come Splinter, Giancarlo Esposito, John Cena, Paul Rudd, Post Malone, Rose Byrne e Maya Rudolph.
Presentato in anteprima al festival di Annecy il 12 giugno 2023 e uscito negli Stati Uniti il 2 agosto, ha incassato 182 milioni di dollari su un budget di 70 — l’uscita era inizialmente fissata all'11 agosto e fu anticipata di una settimana —, raccogliendo candidature agli Annie Awards, ai Critics’ Choice Awards e ai Producers Guild Awards.
Dove vederlo: Paramount+, noleggio e acquisto digitale.
Tales of the TMNT (2024-2025): il ponte tra i due film
C’è un capitolo che quasi nessuna guida cita, ed è il più recente.
Tales of the Teenage Mutant Ninja Turtles è la serie animata nata da Mutant Mayhem: stessa estetica, stessi doppiatori — Cantu, Noon, Abbey, Brown Jr. e Ayo Edebiri riprendono i loro ruoli — e una collocazione narrativa precisa, due mesi dopo gli eventi del film. Non è materiale accessorio: è canone, pensato come ponte verso il sequel cinematografico.
L’idea nasce durante la lavorazione del film, quando Rogen e Goldberg ottengono il via libera per una serie collegata. Gli showrunner sono Christopher Yost e Alan Wan, l’animazione è dello studio Titmouse, la produzione di Nickelodeon Animation Studio e Point Grey.
La prima stagione è arrivata su Paramount+ il 9 agosto 2024, tutti e dodici gli episodi insieme, con buone recensioni. La seconda, ordinata già insieme alla prima, è uscita il 12 dicembre 2025 — ma un mese prima la serie era già stata cancellata, nel pieno dei cambi di gestione seguiti alla fusione tra Paramount e Skydance. Gli episodi durano tra i 21 e i 23 minuti, e ne restano 24 in tutto e un fumetto collegato, pubblicato da IDW a partire dall’ottobre 2025, che prosegue oltre la fine della serie.
È il destino ricorrente delle Tartarughe Ninja: le versioni migliori arrivano quasi sempre quando qualcuno, altrove, sta già decidendo di chiuderle.
Il fumetto oggi: The Last Ronin e l’era IDW
Mentre lo schermo cambiava versione ogni pochi anni, il fumetto non si è mai fermato — e negli anni Venti ha prodotto la storia più dura di tutta la saga.
Teenage Mutant Ninja Turtles: The Last Ronin è una miniserie in cinque numeri pubblicata da IDW tra l’ottobre 2020 e l’aprile 2022, scritta da Kevin Eastman e Tom Waltz su una traccia che Eastman e Laird avevano abbozzato addirittura nel 1987. La premessa è spietata: in un futuro alternativo è rimasta una sola tartaruga viva, decisa a vendicare i fratelli uccisi affrontando il nipote dello Shredder.
Il successo è stato enorme, di critica e di vendite, e ha generato un piccolo universo a parte, il “Roninverse”, con i seguiti The Last Ronin - Lost Years (2023) e The Last Ronin II - Re-Evolution (2024), un videogioco in sviluppo e un romanzo, pubblicato nel giugno 2025. È la dimostrazione che il ramo editoriale del franchise, quello da cui tutto è partito, non ha mai smesso di essere il posto in cui si rischia di più.
Per anni si è parlato di un film tratto da The Last Ronin. Il progetto non è andato in porto: Paramount ha invece annunciato altre strade per il franchise, tra cui il romanzo per adulti e il nuovo film dal vivo del 2028.
Il futuro: Mutant Mayhem 2 e il ritorno del live action
Il franchise ha due appuntamenti già fissati.
Il primo è Mutant Mayhem 2, in uscita il 13 agosto 2027. Jeff Rowe torna alla regia, Point Grey alla produzione, Mikros all’animazione, e i quattro doppiatori adolescenti riprendono i loro ruoli. Rowe ha descritto il progetto come un film costruito attorno al villain: dopo averlo tenuto fuori dal primo film, la saga mette finalmente in scena Shredder. La data è stata spostata più volte — prima il 9 ottobre 2026, poi il 17 settembre 2027 — prima di assestarsi ad agosto.
Il secondo è più sorprendente: Paramount ha calendarizzato per il 17 novembre 2028 un nuovo film delle Tartarughe Ninja dal vivo, ibrido tra riprese reali e animazione digitale. Sarebbe il primo live action dopo Fuori dall’Ombra del 2016, dodici anni prima.
Quarant’anni dopo il primo numero autoprodotto, il franchise continua a fare esattamente la stessa cosa: cambiare pelle e ricominciare.
L’ordine di visione consigliato
Per chi è nuovo al franchise
Punto di ingresso rapido (2 ore):
- Mutant Mayhem (2023) — il film più accessibile e più riuscito degli ultimi trent’anni
Punto di ingresso per la nostalgia:
- Serie del 1987 — prime stagioni, per capire il fenomeno culturale
- Film del 1990 — il momento in cui il franchise è diventato cinema
Punto di ingresso per la serietà narrativa:
- Serie del 2012 — la sintesi più equilibrata di umorismo e lore
Per chi vuole vedere tutto in ordine cronologico
- Serie del 1987 — almeno le prime 3-4 stagioni: il punto zero del fenomeno
- Film del 1990 — il primo adattamento dal vivo
- Serie del 2003 — stagioni 1-4: la versione fedele al fumetto
- TMNT CGI (2007) — il film con il cast stellare
- Serie del 2012 — tutte e cinque le stagioni: la sintesi contemporanea
- Tartarughe Ninja (2014) — il blockbuster divisivo
- Rise of the TMNT — serie 2018-2020 e film Netflix 2022
- Mutant Mayhem (2023) — il reboot cinematografico più riuscito
- Tales of the TMNT (2024-2025) — la serie che porta verso il sequel del 2027
Per chi vuole solo i punti migliori
La selezione essenziale che copre quarant’anni di franchise:
- Film del 1990 (1h 33min) — per capire perché il franchise ha resistito
- Serie del 2003 stagioni 1-2 — per la versione più seria
- Serie del 2012 stagioni 1-2 — per la versione più equilibrata
- TMNT 2007 (1h 27min) — per il duello sul tetto e per Patrick Stewart
- Mutant Mayhem 2023 (1h 39min) — per il miglior film contemporaneo
Dove vedere le Tartarughe Ninja in Italia: guida completa


| Produzione | Piattaforma Italia | Tipo |
|---|---|---|
| Serie 1987 | Non disponibile in streaming | DVD/YouTube (EN) |
| Film 1990 | Amazon, Apple TV, Google Play | Noleggio/acquisto |
| Serie 2003 | Non disponibile stabile | DVD/YouTube (EN) |
| TMNT 2007 | Amazon, Apple TV | Noleggio/acquisto |
| Serie 2012 | Paramount+ | Abbonamento |
| Film 2014 | Paramount+ | Abbonamento |
| Rise of TMNT (serie) | Paramount+ | Abbonamento |
| Rise of TMNT (film 2022) | Netflix | Abbonamento |
| Mutant Mayhem 2023 | Paramount+ | Abbonamento |
| Tales of the TMNT (2024-2025) | Paramount+ | Abbonamento |
Nota: Paramount+ è la piattaforma più ricca di contenuti TMNT in Italia. Se si vuole scegliere un solo abbonamento, è quello.
Il franchise in numeri
Messi in fila, i numeri raccontano una parabola precisa.
Al cinema: 202 milioni di dollari per il film del 1990, 80 per Il segreto di Ooze, 54,4 per Tartarughe Ninja III, 95,8 per il film animato del 2007, 485 per il reboot del 2014, 246 per Fuori dall’Ombra, 182 per Mutant Mayhem. In totale circa 1,35 miliardi di dollari in sette film, con un solo vero flop relativo — il terzo capitolo del 1993 — e un solo caso di incasso enorme a fronte di giudizi pessimi, il 2014.
In televisione: 193 episodi per la serie del 1987, 155 per quella del 2003, 124 per quella del 2012, 39 per Rise of the TMNT, 24 per Tales of the TMNT. Oltre cinquecento episodi in poco meno di quarant’anni, senza contare i film TV.
Nei negozi: circa 1,1 miliardi di dollari di giocattoli venduti tra il 1988 e il 1992, il periodo d’oro della serie del 1987.
Il dato più interessante è un altro: nessuna delle versioni più redditizie è quella che i fan considerano migliore. Il film più amato dalla critica, Mutant Mayhem, ha incassato meno di metà del film più contestato della saga.
Shredder attraverso le versioni: il villain che cambia con il franchise
Pochi villain nella storia dell’animazione americana hanno subito trasformazioni così radicali rimanendo riconoscibili. Lo Shredder, Oroku Saki, è il nemico principale delle Tartarughe Ninja in quasi ogni versione, ma ogni versione lo usa in modo diverso.
Nel fumetto originale (1984): muore nel primo numero, torna come clone e non è mai il villain principale. La saga a fumetti si concentra su minacce più varie.
Nella serie del 1987: è il villain più teatrale e incompetente del franchise. Il rapporto con Krang, il cervello alieno che lo usa come strumento, è la principale fonte di umorismo della serie. È la versione che ha definito l’immagine pop dello Shredder per una generazione.
Nella serie del 2003: Ch’rell, il criminale di guerra Utrom. Non è Oroku Saki, è un alieno che ha usato un corpo umano come copertura. È il villain più genuinamente pericoloso della saga: le tartarughe perdono quando lo affrontano.
Nella serie del 2012: è Oroku Saki in versione contemporanea, un uomo con un passato complicato e un legame con Splinter che precede le tartarughe. Ogni confronto diretto si chiude con le tartarughe in ritirata.
In Rise of the TMNT e in Mutant Mayhem: entrambe le versioni costruiscono altri villain principali — Baron Draxum e Superfly — invece di affidarsi allo Shredder. Il franchise può funzionare senza di lui, e questa è forse la prova più convincente della sua profondità. Poi, nel 2027, il sequel di Mutant Mayhem lo rimetterà al centro.
L’impatto culturale in Italia: la generazione delle tartarughe
In Italia, le Tartarughe Ninja hanno avuto un impatto generazionale che va oltre il normale consumo di cartoni animati.
La serie del 1987 arriva alla fine degli anni Ottanta con un doppiaggio che è diventato parte della memoria collettiva: le voci italiane dei quattro protagonisti sono ancora oggi quelle “canoniche” per chi è cresciuto in quel decennio. Il fenomeno commerciale è stato enorme: action figure, zaini, pasta, pigiami, cartolerie intere dedicate al franchise.
Il film del 1990 esce nelle sale italiane come Tartarughe Ninja e diventa uno degli eventi cinematografici dell’anno per il pubblico più giovane. I costumi di Jim Henson avevano una presenza fisica che i bambini italiani ricordano ancora: le tartarughe sembravano reali nel modo in cui un pupazzo artigianale ben costruito sembra reale.
La generazione nata tra il 1980 e il 1990 ha avuto le Tartarughe Ninja come primo grande franchise mediatico. Quella nata tra il 1995 e il 2005 ha avuto la serie del 2003 o quella del 2012. Chi cresce adesso ha Mutant Mayhem. Il franchise ha attraversato tre generazioni di bambini italiani sembrando ogni volta nuovo pur restando lo stesso.
Il filo rosso: cosa rende le Tartarughe Ninja immortali
Quarant’anni di franchise, dieci versioni principali, miliardi di dollari in merchandising. La domanda è semplice: perché funzionano ancora?
Non è il design: quattro tartarughe con la bandana colorata sono un concept visivo così bizzarro che non dovrebbe reggere decenni. Non è la coerenza narrativa: ogni versione cambia personaggi, origini e tono in modo radicale.
È la struttura di base.
Quattro fratelli diversi che si completano. Un padre adottivo che li ha cresciuti in condizioni impossibili. Un mondo che li vede come mostri e che loro scelgono comunque di proteggere. La famiglia come rifugio e come gabbia allo stesso tempo.
Questo nucleo — che sopravvive intatto in ogni versione, dalla più comica alla più seria alla più radicale — è quello che il pubblico riconosce ogni volta che vede le quattro tartarughe sullo schermo.
La serie del 1987 lo ha messo in scena con umorismo. Il film del 1990 con grana urbana. La serie del 2003 con serietà. Mutant Mayhem con tenerezza adolescenziale. Rise of the TMNT con l’inversione delle aspettative.
Ogni versione aggiunge uno strato. Nessuna lo cancella.
La prossima lo metterà in scena in qualche altro modo che non possiamo ancora immaginare. E probabilmente funzionerà anche quella, perché il nucleo è abbastanza solido da reggere qualsiasi reinterpretazione: quarant’anni di storia lo hanno già dimostrato.
Domande frequenti
Qual è l’ordine di visione consigliato per le Tartarughe Ninja?
Per un’esperienza cronologica: serie del 1987 (almeno le prime stagioni), film del 1990, serie del 2003, TMNT CGI del 2007, serie del 2012, film del 2014, Rise of the TMNT (2018-2020) con il film Netflix del 2022, Mutant Mayhem (2023) e la serie Tales of the TMNT (2024-2025). Le versioni non hanno continuità narrativa tra loro: ogni reboot è autonomo, quindi si può iniziare da qualsiasi punto. Il film del 1990 e la serie del 2012 restano i due migliori punti di ingresso.
Dove vedere le Tartarughe Ninja in streaming in Italia?
Paramount+ è la piattaforma con più contenuti TMNT: serie del 2012, Rise of the TMNT, film del 2014, Mutant Mayhem e la serie Tales of the TMNT. Il film Rise of the TMNT: The Movie (2022) è su Netflix. Il film del 1990 e TMNT 2007 sono in noleggio o acquisto digitale. Le serie del 1987 e del 2003 non hanno una distribuzione stabile in abbonamento in Italia.
Le Tartarughe Ninja sono un fumetto o un cartone animato?
Originariamente un fumetto autopubblicato da Kevin Eastman e Peter Laird nel 1984 per Mirage Studios: in bianco e nero, nato come parodia dei supereroi dell’epoca ma con un tono dark. È diventato un cartone animato nel 1987, con un registro completamente diverso, colorato e comico, e da lì un franchise globale. Il fumetto originale e la serie del 1987 sono quasi due prodotti diversi pur condividendo nome e personaggi.
Qual è la versione di Tartarughe Ninja più fedele al fumetto originale?
La serie animata del 2003, coprodotta da 4Kids e da Mirage Studios, la casa editrice di Eastman e Laird: riprende archi narrativi del fumetto, i villain sono credibili, il tono è serio. Il film del 1990 è fedele nello spirito dark e urbano, anche se semplifica la trama.
Qual è il miglior film delle Tartarughe Ninja?
Dipende dal criterio. Il film del 1990 è il preferito dalla fanbase adulta per fedeltà allo spirito originale, costumi Jim Henson e tono dark. Mutant Mayhem (2023) ha il giudizio critico più alto, il 95% su Rotten Tomatoes, e lo stile visivo più originale. Il film CGI del 2007 ha il cast vocale più stellare. Il film del 2014 ha incassato di più, 485 milioni di dollari, ma è il più divisivo.
Devo vedere tutte le serie prima di Mutant Mayhem 2023?
No. Mutant Mayhem (2023) è un reboot completo, senza connessioni narrative con le versioni precedenti. Si può guardare come primo film TMNT senza perdere nulla. Ha però un seguito televisivo diretto: la serie Tales of the TMNT (2024-2025), ambientata due mesi dopo il film e considerata canonica.
Qual è la versione di April O’Neil migliore?
Ogni versione è pensata per il suo contesto. La April del 1987 (giornalista adulta) è funzionale alla serie episodica. Quella del 1990, interpretata da Judith Hoag, è il personaggio più complesso dei film dal vivo. Quella del 2012 (teenager con poteri) ha l’arco narrativo più sviluppato. Quella di Mutant Mayhem, con la voce di Ayo Edebiri, è la più moderna e la più riuscita come personaggio autonomo.
C’è un crossover tra le diverse versioni delle Tartarughe Ninja?
Sì. Turtles Forever (2009) fa incontrare le tartarughe della serie del 2003, quelle della serie del 1987 e perfino quelle in bianco e nero del fumetto Mirage. Prodotto per il venticinquesimo anniversario del franchise, funge anche da finale della serie del 2003 ed è andato in onda il 21 novembre 2009.
Quale serie delle Tartarughe Ninja è meglio per i bambini piccoli?
La serie del 1987 è la più adatta ai più piccoli: episodi autonomi, villain comici, nessuna conseguenza permanente. Rise of the TMNT (2018) è la seconda scelta per la stessa fascia d’età. Le serie del 2012 e del 2003 richiedono qualche anno in più per la complessità narrativa.
Le Tartarughe Ninja sono ancora in produzione nel 2026?
Sì. Il sequel di Mutant Mayhem uscirà il 13 agosto 2027, di nuovo diretto da Jeff Rowe e prodotto da Point Grey Pictures, e avrà Shredder come antagonista principale. Paramount ha inoltre calendarizzato per il 17 novembre 2028 un nuovo film dal vivo, il primo dopo Fuori dall’Ombra del 2016. La serie Tales of the TMNT si è invece chiusa a dicembre 2025 dopo due stagioni.
Qual è la versione di Shredder più iconica?
Quella della serie del 1987 è la più iconica culturalmente: il villain teatrale con l’armatura a lame. Quella della serie del 2003, l’Utrom Ch’rell, è la più complessa e la più pericolosa. Quella della serie del 2012 è la minaccia più credibile. Mutant Mayhem lo ha tenuto fuori dal primo film e lo mette al centro del sequel del 2027.
Quanto tempo ci vuole per vedere tutta la saga TMNT?
La saga completa è un investimento enorme: la serie del 1987 ha 193 episodi, quella del 2003 ne ha 155, quella del 2012 ne ha 124, Rise of the TMNT 39 e Tales of the TMNT 24. Per una selezione ragionevole bastano il film del 1990 (1h 33min), le prime due stagioni della serie del 2012 e Mutant Mayhem (1h 39min).
Cos’è Tales of the TMNT, la serie del 2024?
È la serie animata di Paramount+ che fa da ponte tra Mutant Mayhem (2023) e il suo sequel: stessi doppiatori, stessa estetica, storia ambientata due mesi dopo il film. La prima stagione è uscita il 9 agosto 2024 con 12 episodi, la seconda il 12 dicembre 2025. La serie è stata cancellata poco prima dell’uscita della seconda stagione, per 24 episodi complessivi.



Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.