Snowden: la storia vera spiegata, il finale e perché il film di Oliver Stone è ancora urgente
Nel 2013, un uomo con accesso a quasi tutti i segreti dell’intelligence americana decise di renderli pubblici.
Non per denaro. Non per vendetta. Per una domanda che non riusciva a togliersi dalla testa: il governo ha il diritto di sapere tutto di tutti, senza che nessuno lo sappia?
Snowden di Oliver Stone è il film che racconta come Edward Snowden — ex analista della CIA, contractor della NSA, patriota convinto — sia diventato il whistleblower più ricercato della storia americana. E perché quella scelta, ancora oggi, non ha una risposta semplice.
Di cosa parla Snowden: la storia dall’inizio
Il film segue Snowden (Joseph Gordon-Levitt) dai suoi primi anni nell’esercito — una carriera militare interrotta da un infortunio — fino al reclutamento della CIA, la formazione tecnica d’élite, e l’ascesa all’interno dell’apparato di intelligence americano.
Snowden è bravo. Straordinariamente bravo. Ha un’intelligenza tecnica rara, una capacità di comprensione dei sistemi che lo porta rapidamente ai livelli più alti degli accessi classificati. E più sale, più vede.
Quello che vede lo disturba progressivamente.
Non è un singolo programma illegale. È un sistema. PRISM, che raccoglie dati da Google, Facebook, Apple, Microsoft senza mandato individuale. XKeyscore, che permette di leggere le email e le chat di qualunque persona nel mondo in tempo reale. Bullrun, che mina sistematicamente la crittografia commerciale per renderla accessibile alla NSA. Un’infrastruttura di sorveglianza di massa costruita nel segreto, senza che il Congresso, i tribunali o i cittadini americani ne conoscessero l’esistenza reale.
Snowden registra tutto su microSD nascosti nelle custodie dei cubi di Rubik. E nel 2013 vola ad Hong Kong per incontrare i giornalisti Glenn Greenwald e Laura Poitras.
La storia vera: cosa ha rivelato Snowden e perché conta ancora
Le rivelazioni di Snowden non erano un’opinione politica. Erano documenti.
PRISM era il programma che permetteva alla NSA di raccogliere dati direttamente dai server delle principali aziende tecnologiche americane. Email, foto, video, documenti, chat — tutto. Le aziende coinvolte hanno reagito con dichiarazioni ambigue: inizialmente hanno negato, poi hanno ammesso gradi variabili di cooperazione. La realtà piena non è ancora pubblica.
XKeyscore era ancora più invasivo: un sistema di analisi in tempo reale delle comunicazioni internet globali. Un analista NSA poteva cercare per nome, indirizzo IP, o parola chiave e leggere email e sessioni di chat di qualunque persona nel mondo — inclusi cittadini americani — senza bisogno di un mandato.
Bullrun era il programma più inquietante dal punto di vista tecnico: un progetto sistematico per indebolire gli standard di crittografia commerciale, inserire backdoor nei prodotti tecnologici, e collaborare con le aziende per garantire l’accessibilità delle comunicazioni cifrate. In pratica: la NSA aveva lavorato per anni per rendere meno sicura la crittografia che proteggeva le comunicazioni di tutto il mondo.
Il risultato legale è arrivato nel 2020, sette anni dopo le rivelazioni: la Corte d’Appello degli Stati Uniti ha stabilito che il programma di raccolta di massa dei metadati telefonici era illegale e probabilmente incostituzionale. Snowden aveva ragione sui fatti. Ma è ancora un fuggitivo.
Joseph Gordon-Levitt come Edward Snowden: una performance di precisione
La scelta di casting di Oliver Stone era rischiosa. Joseph Gordon-Levitt non somiglia fisicamente a Snowden in modo ovvio — è più basso, ha tratti diversi. Ma Stone ha scommesso su qualcosa di più difficile da replicare rispetto all’aspetto fisico: il ritmo mentale del personaggio.
Gordon-Levitt ha studiato Snowden per mesi. Ore di interviste, le conferenze TED in videoconferenza, i rare video pubblici disponibili. Ha replicato la qualità specifica della sua intelligenza — quella capacità di pensare prima di parlare, di scegliere le parole con precisione, di non cedere mai all’emozione facile anche quando il contesto lo richiederebbe.
Il risultato è sorprendente. Snowden stesso, dopo aver visto il film, ha dichiarato di essere stato colpito dalla somiglianza — non tanto nell’aspetto quanto nel modo di stare nel personaggio. È una performance che funziona perché non cerca la mimetizzazione superficiale ma la psicologia profonda.
Shailene Woodley interpreta Lindsay Mills, la compagna di Snowden. Il film le dedica uno spazio significativo — e si capisce perché: Lindsay è l’ancora emotiva della storia, l’unica persona con cui Snowden abbassa la guardia. La relazione tra i due — complicata, messa a dura prova dai segreti che lui porta e non può condividere — è il filo emotivo che impedisce al film di diventare un saggio politico.
Oliver Stone e il cinema politico: Snowden nella tradizione di JFK e W.
Oliver Stone ha costruito una carriera sul cinema politico americano scomodo — JFK (1991), Nixon (1995), W. (2008). Snowden si inserisce in questa tradizione, ma con una differenza importante: il protagonista è vivo e ha partecipato al progetto.
Questo cambia il tono del film in modo sottile ma rilevante. JFK poteva permettersi speculazioni audaci perché i protagonisti erano morti. Snowden deve fare i conti con un uomo che guarda il film da Mosca e potrebbe commentarlo su Twitter.
Stone sceglie la fedeltà ai fatti dove i fatti sono documentati, e la ricostruzione plausibile dove non lo sono. Non inventa malvagità dove non c’è prova di malvagità — mostra un sistema che funziona secondo la propria logica interna, e uomini che servono quel sistema convinti di fare la cosa giusta.
Questa scelta è più onesta di un thriller di denuncia, ma meno cinematograficamente soddisfacente. Snowden non ha un villain chiaro. Ha un sistema, e i sistemi sono più difficili da odiare delle persone.
Il finale di Snowden spiegato
Il momento più potente del film non è nella finzione. È nell’intreccio tra finzione e realtà.
Nella ricostruzione drammatica, il film si chiude con Snowden che consegna i file ai giornalisti, vola verso l’Ecuador via Mosca, e rimane bloccato all’aeroporto Sheremetyevo quando il suo passaporto viene annullato dal governo americano. Quaranta giorni in uno spazio di transito, poi l’asilo politico russo. Il film mostra questo come una trappola — non pianificata, non voluta, ma reale.
Poi arriva il momento che trasforma il film in qualcosa di più grande di un biopic: Edward Snowden appare in videoconferenza dal vivo, collegato dal suo appartamento di Mosca, parlando con il pubblico alla prima del film a New York. L’attore che lo ha interpretato per due ore è seduto in sala. Il vero Snowden è sullo schermo.
È un finale che Stone non avrebbe potuto scrivere — è arrivato dalla realtà. E dice tutto quello che il film non poteva dire direttamente: quest’uomo è ancora lì. Non ha smesso di esistere dopo le rivelazioni. Non è scomparso nel silenzio. Continua.
PRISM, XKeyscore, Bullrun: la sorveglianza di massa spiegata
Una delle cose che il film fa meglio è rendere comprensibile la tecnologia senza semplificarla al punto da renderla falsa.
PRISM funzionava attraverso accordi — volontari o imposti — con le aziende tecnologiche. Non era un sistema di hacking dall’esterno: era accesso diretto dall’interno, con la collaborazione (a vario grado) delle aziende stesse. Google, Facebook, Microsoft, Apple, Yahoo, Skype, YouTube, AOL risultavano tutti nella lista originale. Le aziende hanno reagito in modo diverso alle rivelazioni: alcune hanno aumentato la crittografia, tutte hanno rafforzato le proprie dichiarazioni sulla privacy.
XKeyscore era il sistema di front-end che permetteva agli analisti di interrogare questa massa di dati. Un analista con accesso poteva cercare per nome, numero di telefono, indirizzo IP, parola chiave, o pattern comportamentale e ottenere risultati in tempo reale. Il film mostra una scena in cui un collega di Snowden dimostra le capacità del sistema seguendo in tempo reale la navigazione web di una persona a caso. È una scena che rimane.
Bullrun — il più tecnico dei tre — era il programma di crittanalisi proattiva: la NSA aveva investito miliardi di dollari per indebolire deliberatamente gli standard crittografici globali, inserire backdoor nei prodotti commerciali, e cooperare con le aziende per garantire l’accesso alle comunicazioni cifrate. In pratica: la sicurezza informatica di tutto il mondo era stata segretamente compromessa dall’interno.
Snowden e il cluster hacker: dove si inserisce
Snowden appartiene a un filone che negli ultimi anni ha portato sullo schermo la realtà dell’intelligence e della sorveglianza digitale con un’accuratezza tecnica crescente.
WarGames (1983) è il capostipite: un teenager che accede per caso al sistema di difesa nucleare americano e quasi scatena la Terza Guerra Mondiale. Era fantascienza allora — il problema della sicurezza dei sistemi governativi era reale ma non ancora documentato pubblicamente. Snowden ha dimostrato che la realtà aveva superato la fantascienza.
Mr. Robot è il punto di riferimento televisivo: la serie usa tecniche di hacking reali — quelle di Snowden, quelle della NSA, quelle dei gruppi come Shadow Brokers — come materiale narrativo. Elliot Alderson e Edward Snowden non sono la stessa persona, ma abitano lo stesso universo morale: entrambi sanno cose che il sistema preferirebbe non sapessero, entrambi devono scegliere cosa farne.
Takedown (2000) racconta la caccia a Kevin Mitnick — un hacker che violava sistemi per curiosità intellettuale, non per ragioni politiche. La distanza tra Mitnick e Snowden è tutta nella motivazione: uno esplorava, l’altro resisteva. Ma entrambi i film mostrano cosa succede quando un individuo si scontra con l’apparato statale della sicurezza informatica.
Hackers (1995) è il film che ha romanticizzato la cultura hacker negli anni Novanta — giovani brillanti che sfidano le corporations con estetica cyberpunk. Snowden è l’opposto: nessuna estetica, nessuna tribù, solo un uomo solo con una coscienza e una microSD.
Citizenfour: il documentario che devi vedere insieme al film
Prima o dopo Snowden di Stone, esiste un documento storico che nessuna ricostruzione drammatica può superare: Citizenfour (2014) di Laura Poitras.
Poitras — una dei giornalisti che ricevette i file di Snowden — era presente in quel hotel di Hong Kong con la sua telecamera. Quello che ha ripreso è storia: Snowden in carne e ossa, teso ma lucido, che spiega al mondo cosa sta per rivelare e perché. Le riprese degli incontri nell’hotel, la paranoia palpabile, il momento in cui Greenwald legge per la prima volta i documenti.
Citizenfour ha vinto l’Oscar come miglior documentario nel 2015. Non è un film — è una testimonianza. E insieme al film di Stone forma una diade: uno racconta la storia dall’interno, con tutta la potenza narrativa del cinema di finzione; l’altro la mostra accadere in tempo reale, senza mediazione.
Dove vedere Snowden in streaming in Italia
Snowden (2016) non è disponibile stabilmente su nessuna piattaforma streaming con abbonamento fisso in Italia.
È disponibile per il noleggio o l’acquisto digitale su:
- Amazon Prime Video (video on demand)
- Apple TV (noleggio/acquisto)
- Google Play Movies
Verificare la disponibilità aggiornata su JustWatch.it prima di cercarlo — le licenze cambiano frequentemente.
Per chi vuole approfondire oltre il film: Citizenfour (2014) di Laura Poitras è disponibile su alcune piattaforme documentaristiche e in acquisto digitale. Il libro “Permanent Record” (2019) — l’autobiografia di Snowden — è la fonte più completa sulla sua versione della storia.
La domanda che rimane aperta
Oliver Stone non dà una risposta alla domanda centrale del film. Non dice se Snowden è un eroe o un traditore. Non dice se la sorveglianza di massa era giustificata dalla sicurezza nazionale. Non dice se il sistema che ha rivelato fosse necessariamente malvagio o semplicemente una risposta — sproporzionata, illegale, ma comprensibile — alle minacce reali dell’era post-11 settembre.
Lascia la domanda in sospeso. E questo è, probabilmente, la scelta più onesta che potesse fare.
Perché la risposta dipende da cosa si pensa che lo stato debba fare per proteggere i propri cittadini, e fin dove possa spingersi senza smettere di essere uno stato democratico. Non è una domanda tecnica. È una domanda politica. E non ha una risposta universale.
Snowden lo sapeva. Stone lo sa. E noi, che guardiamo il film da un mondo in cui la sorveglianza digitale è diventata ancora più pervasiva di quanto fosse nel 2013, lo sappiamo anche.
Domande frequenti su Snowden
Di cosa parla Snowden (2016)? Snowden racconta la storia vera di Edward Snowden, ex analista della CIA e contractor della NSA, che nel 2013 rivelò al mondo l’esistenza di programmi di sorveglianza di massa del governo americano — PRISM, XKeyscore, Bullrun — raccogliendo in segreto milioni di file classificati prima di consegnarli ai giornalisti Glenn Greenwald e Laura Poitras ad Hong Kong.
Snowden è una storia vera? Sì, completamente. Edward Snowden è una persona reale, ancora in vita. Dopo le rivelazioni del 2013 ottenne asilo politico in Russia, dove risiede tuttora. Il film di Oliver Stone si basa sul libro “The Snowden Files” di Luke Harding e su “Time of the Octopus” di Anatoly Kucherena, avvocato russo di Snowden.
Dove si trova Edward Snowden oggi? Edward Snowden vive in Russia, dove ha ottenuto asilo politico nel 2013 dopo essere rimasto bloccato all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca per 40 giorni. Nel 2022 ha ottenuto la cittadinanza russa. Continua a commentare temi di sorveglianza e privacy attraverso i social media. Gli Stati Uniti lo considerano ancora un fuggitivo accusato di spionaggio.
Cosa ha rivelato Edward Snowden esattamente? Snowden ha rivelato l’esistenza di programmi NSA come PRISM (raccolta dati da server di Google, Facebook, Apple, Microsoft), XKeyscore (sistema di analisi delle comunicazioni internet globali), e Bullrun (programma per decriptare le comunicazioni cifrate). Ha dimostrato che la NSA raccoglieva sistematicamente i metadati telefonici di decine di milioni di cittadini americani senza mandato.
Snowden è un eroe o un traditore? È la domanda che il film di Stone pone senza rispondere direttamente. Per i sostenitori della privacy e della libertà civile, Snowden è un whistleblower che ha rivelato violazioni costituzionali su scala storica. Per il governo americano e molti esponenti dell’intelligence, è un traditore che ha compromesso operazioni di sicurezza nazionale. La Corte d’Appello degli Stati Uniti ha stabilito nel 2020 che il programma di sorveglianza di massa era illegale.
Chi interpreta Snowden nel film? Joseph Gordon-Levitt interpreta Edward Snowden in modo sorprendentemente accurato — ha studiato ore di video e interviste di Snowden per replicarne i movimenti, la voce e il modo di parlare. Lo stesso Snowden ha dichiarato di essere rimasto colpito dalla somiglianza. Gordon-Levitt porta al personaggio una qualità metodica e trattenuta che riflette la personalità reale di Snowden.
Snowden: il finale del film spiegato? Il film culmina con Snowden che consegna i file ai giornalisti in un hotel di Hong Kong, poi vola verso l’Ecuador — ma il suo passaporto viene annullato mentre è in transito a Mosca, bloccandolo in Russia. Il finale reale mostra Snowden stesso in videoconferenza dal vivo con il pubblico alla prima del film — un momento potente che unisce finzione e realtà.
Dove vedere Snowden in streaming in Italia? Snowden (2016) è disponibile su alcune piattaforme di streaming on demand come Amazon Prime Video, Apple TV e Google Play Movies per il noleggio o l’acquisto digitale. La disponibilità su piattaforme con abbonamento fisso varia — verificare su JustWatch.it per lo stato aggiornato.
Citizenfour e Snowden: qual è la differenza? Citizenfour (2014) è il documentario diretto da Laura Poitras girato in tempo reale durante gli incontri con Snowden a Hong Kong — ha vinto l’Oscar come miglior documentario. Snowden (2016) di Oliver Stone è una ricostruzione drammatizzata con attori. I due film sono complementari: Citizenfour è il documento storico, Snowden è la narrativa cinematografica.
Il programma PRISM spiegato: cos’era davvero? PRISM era un programma NSA che permetteva di raccogliere dati direttamente dai server delle principali aziende tecnologiche americane — Google, Facebook, Apple, Microsoft, Yahoo, Skype, YouTube, AOL. Includeva email, chat, foto, video, trasferimenti di file. Le aziende hanno inizialmente negato di partecipare volontariamente — la realtà del loro livello di cooperazione è ancora dibattuta.
Oliver Stone ha incontrato Snowden per girare il film? Sì. Stone ha incontrato Snowden più volte a Mosca durante la preparazione del film. Snowden ha cooperato al progetto, anche se non ha avuto controllo creativo sulla sceneggiatura. Stone ha anche consultato altri ex agenti dell’intelligence e tecnici della NSA per verificare l’accuratezza dei dettagli operativi.
Snowden potrebbe tornare in America? È tecnicamente possibile ma politicamente improbabile nel breve termine. Snowden è accusato di violazione dell’Espionage Act del 1917 — una legge che non prevede la possibilità di invocare il “public interest” come difesa. La Corte d’Appello ha stabilito nel 2020 che il programma che aveva rivelato era illegale — ma questo non ha cambiato il suo status legale.




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