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Stati di Allucinazione – Altered States (1980): trama, significato e la regressione impossibile di William Hurt

Cosa succede quando uno scienziato cerca l'origine della coscienza e trova qualcosa di più antico di qualsiasi pensiero? Ken Russell e Paddy Chayefsky portano la fantascienza psichedelica al limite del collasso
09-08-2026 1980 ⭐ 6.7/10
Stati di Allucinazione – Altered States (1980): trama, significato e la regressione impossibile di William Hurt
Regia Ken Russell
Generi Fantascienza, Horror, Psicologico
Cast William Hurt, Blair Brown, Bob Balaban, Charles Haid, Drew Barrymore

Il Dr. Edward Jessup vuole sapere cosa c’era prima del pensiero.

Non come metafora. Non come domanda religiosa. Come esperimento rigoroso, con protocollo e ipotesi verificabili. La coscienza è un prodotto evolutivo — questo Jessup lo sa. Quindi deve esserci qualcosa che la coscienza ha sostituito, qualcosa di più antico, ancora codificato nella struttura biologica del cervello umano. Se si riesce a raggiungerlo, si trova la risposta a tutto.

Nessuno gli dice che la risposta potrebbe avere le mani.

Stati di Allucinazione – Altered States (1980) è il film in cui Ken Russell, il più baroque e il più irrefrenabile dei registi britannici, ha incontrato Paddy Chayefsky, il più rigoroso e il più furioso degli sceneggiatori americani. Il risultato di questo scontro è uno dei film più difficili da classificare degli anni Ottanta: fantascienza che diventa horror, horror che diventa filosofia, filosofia che diventa dichiarazione d’amore in mezzo a un’esplosione psichedelica.

Di cosa parla Altered States: la trama dall’inizio

Siamo alla fine degli anni Sessanta. Il Dr. Edward Jessup (William Hurt, al suo esordio cinematografico) è un giovane ricercatore di Harvard che studia gli stati alterati di coscienza attraverso le tank di deprivazione sensoriale — vasche di acqua salata a temperatura corporea in cui si galleggia nell’oscurità totale, senza stimoli sensoriali. L’obiettivo è riprodurre in laboratorio le esperienze mistiche delle tradizioni religiose, teorizzando che queste esperienze abbiano una base neurologica reale.

Jessup è brillante e distante. Incontra Emily (Blair Brown) — antropologa, equilibrata, capace di stare nel mondo che lui tende a dimenticare — e la sposa. Ma il matrimonio non lo distoglie dalla ricerca.

Anni dopo, insieme al collega Arthur (Bob Balaban), si reca in Messico dove una tribù indigena usa in riti sacri funghi allucinogeni con proprietà chimiche particolari — probabilmente non riconducibili a nessun fungo catalogato. Jessup li porta a Harvard e comincia a combinarli con le sessioni in vasca.

È qui che qualcosa cambia.

Le visioni diventano più intense, più fisiche, più reali. Jessup non le interpreta come allucinazioni — le interpreta come ricordi. Ricordi non suoi, non della sua specie. Qualcosa di più antico. La vasca lo porta sempre più indietro nella catena evolutiva, e Jessup comincia a chiedersi: fino a dove si può andare?

La risposta è: più lontano di quanto avrebbe dovuto.

William Hurt e Blair Brown: i protagonisti

William Hurt avrebbe vinto l’Oscar per Il Bacio della Donna Ragno (1985) e sarebbe diventato una delle voci più importanti del cinema americano degli anni Ottanta. Altered States è il suo esordio, e già qui è evidente perché: Jessup è un personaggio che richiede di abitare contemporaneamente l’intelletto e il corpo, di essere convincente mentre recita teorie complesse sulla neurobiologia e convincente mentre si trasforma in qualcosa che non è più umano.

Hurt lo fa senza mai sembrare artificioso. C’è qualcosa di già consunto in Jessup dall’inizio — un uomo che ha scelto la ricerca al posto del mondo e che non sa esattamente cosa ha perso in cambio. Quando il film gli chiede di regredire fisicamente — di muoversi come un proto-umano, di aggredire come una bestia — la transizione non sembra mai comica. Sembra terrificante proprio perché partiamo da un personaggio già così controllato.

Blair Brown come Emily è il contraltare necessario. Non è un personaggio secondario che esiste solo per preoccuparsi del protagonista — è una scienziata con il proprio lavoro, le proprie certezze, la propria esasperazione verso Jessup che è insieme amore e stanchezza. Il film le dà spazio sufficiente per diventare la vera voce morale della storia: non perché fermi Jessup, ma perché continua a scegliere lui anche quando tutto suggerisce di smettere.

Ken Russell alla regia: l’enfant terrible del cinema britannico

Ken Russell era il regista che aveva portato i fulmini psichedelici di Tommy (1975), l’eccesso barocco di Lisztomania (1975), la carnalità intellettuale di Women in Love (1969) e D.H. Lawrence sul grande schermo. Era il regista che nessuno capiva del tutto, che tutti rispettavano almeno un po’, e che Hollywood aveva tenuto a distanza per quasi un decennio dopo il flop di Valentino (1977).

Warner Bros. lo chiamò per Altered States essenzialmente perché il materiale richiedeva qualcuno che non avesse paura delle sequenze psichedeliche. Russell non aveva paura di niente tranne del mediocre.

Lo scontro con Chayefsky fu inevitabile. Russell voleva libertà visiva; Chayefsky voleva le sue idee rispettate. Il regista voleva sequenze allucinate, immagini religiose stratificate, corpi che si trasformavano in simboli; lo sceneggiatore voleva dialogo brillante e rigore filosofico. Chayefsky ritirò il suo nome e usò lo pseudonimo Sidney Aaron.

Paradossalmente, il film contiene entrambe le visioni. Le sequenze di dialogo — e ce ne sono molte, intense, rapide, piene di termini scientifici che Chayefsky aveva ricercato meticolosamente — funzionano accanto alle sequenze visive allucinate di Russell. Non si contraddicono: si moltiplicano.

La regressione evolutiva: la scienza (parzialmente) reale dietro il film

L’idea centrale di Altered States — che la mente umana contenga strati evolutivi accessibili attraverso la deprivazione sensoriale e le sostanze psichedeliche — non è pura fantasia.

Le tank di deprivazione sensoriale esistono. Furono inventate negli anni Cinquanta dal neuroscienziato John C. Lilly, che le usò per studiare gli effetti della privazione sensoriale sulla coscienza e, successivamente, in combinazione con LSD e ketamina. Lilly era convinto che in assenza di stimoli sensoriali la mente non si spegnesse ma si rivolgesse verso l’interno — verso strati profondi della psiche non normalmente accessibili. Le sue ricerche erano scientificamente controverse ma metodologicamente serie.

Il film porta questa premessa reale alle sue conseguenze più estreme: e se gli “strati profondi” non fossero solo psicologici ma biologici? E se la regressione mentale corrispondesse a una regressione fisica? La fantascienza di Chayefsky prende un’idea neuroscientifica reale e la spinge fino al punto di rottura.

Le sequenze in cui Jessup emerge dalla vasca e si comporta come un animale — aggredendo uno zoo di notte, muovendosi su quattro zampe, cacciando — sono tra le più riuscite del film perché Russell le gira senza mai spiegare troppo. Il confine tra allucinazione e realtà resta volutamente poroso.

Il finale di Altered States spiegato

Nelle sessioni finali, Jessup va troppo in là. Regredisce a qualcosa che non è più riconoscibile come individuo — uno stato di energia primordiale, pre-biologica, pre-cosciente. Non è la morte: è qualcosa di più antico della vita come la conosciamo.

Emily lo trova in questo stato. Non può raggiungerlo intellettualmente — non c’è linguaggio a cui appellarsi, non c’è pensiero razionale a cui fare leva. Lo raggiunge fisicamente, corporalmente, attraverso il contatto. La scena finale è una delle più strane e sincere del cinema di genere degli anni Ottanta: due persone che si tengono mentre il mondo si dissolve intorno a loro.

Jessup torna. Non perché la scienza lo abbia salvato, non perché abbia trovato quello che cercava, ma perché qualcuno lo ha chiamato indietro con qualcosa che non ha nome scientifico — e che il film non si vergogna di chiamare amore.

È un finale che in un altro film sarebbe sentimentale. Qui funziona perché arriva dopo quasi due ore di dibattito sulla natura della coscienza, sull’identità come costruzione evolutiva, sulla possibilità che il sé sia una finzione biologica. La risposta di Russell e Chayefsky è: sì, il sé è una costruzione. Ma è una costruzione che vale la pena di essere difesa. E chi la difende non è la ragione ma il legame.

La produzione travagliata: Chayefsky contro Russell

Il conflitto tra Paddy Chayefsky e Ken Russell merita un capitolo a parte perché illumina entrambe le visioni.

Chayefsky aveva già vinto tre Oscar per la sceneggiatura (Marty, L’Ospedale, Network). Era abituato a essere l’autorità creativa finale sui propri progetti. Russell era abituato a essere il demiurgo visivo che trasformava i testi in qualcosa di più grande dei testi. I due non potevano non scontrarsi.

Il punto di rottura fu la velocità dei dialoghi. Chayefsky aveva scritto sequenze di scambi rapidissimi, carichi di terminologia specialistica, che pensava dovessero essere recitati esattamente come scritti. Russell voleva libertà di interpretazione. La discussione raggiunse l’apice durante le riprese di una scena in cui Jessup descrive la fenomenologia dell’esperienza mistica — Chayefsky era presente sul set, interrompeva, correggeva, si opponeva alle scelte registiche.

Alla fine Chayefsky abbandonò il progetto, o più precisamente chiese che il suo nome venisse rimosso dai crediti. Il film uscì con la sceneggiatura firmata “Sidney Aaron”. Ma il testo rimase sostanzialmente quello di Chayefsky — Russell poteva modificare le immagini, non le parole.

Il risultato è un film in cui la tensione creativa tra i due è visibile e produttiva. Le parole di Chayefsky e le immagini di Russell non si annullano: competono, e da questa competizione emerge qualcosa di più interessante di quello che ciascuno avrebbe prodotto separatamente.

La colonna sonora di John Corigliano: un Oscar mancato per pochi voti

La colonna sonora di Altered States fu composta da John Corigliano, che avrebbe poi vinto l’Oscar per Il Violino Rosso (1998). Per Altered States, Corigliano scrisse una partitura radicalmente originale che mescola atonalità, musica concreta (suoni registrati e manipolati elettronicamente) e melodie tradizionali distorte fino all’irriconoscibilità.

Il lavoro di Corigliano era perfetto per il film: le sequenze di regressione di Jessup sono accompagnate da suoni che non si possono identificare con strumenti convenzionali — rumori organici, sovrapposizioni di archi che non raggiungono mai una risoluzione, percussioni che sembrano respirare. È una musica che descrive la dissoluzione della forma, e lo fa con una precisione tecnica notevole.

Il film ricevette la nomination all’Oscar per la Miglior Colonna Sonora Originale, ma non vinse. La nomination riconosceva che Corigliano aveva creato qualcosa di insolito — e la storia gli ha dato ragione: la partitura è ora considerata uno dei migliori lavori di musica da film degli anni Ottanta, studiata nelle facoltà di composizione come esempio di integrazione tra musica d’avanguardia e cinema di genere.

Il suono specifico dell’esperimento di Jessup — il punto in cui il silenzio del tank di deprivazione sensoriale si riempie di qualcosa che è impossibile identificare — è una delle collaborazioni più riuscite tra regia e composizione di quella decade.

Dove vedere Stati di Allucinazione in Italia

Altered States (Stati di Allucinazione) è disponibile su Amazon Prime Video in Italia. È anche reperibile gratuitamente (con pubblicità) su Plex, la piattaforma di streaming gratuita disponibile in Italia.

Per i cinefili che vogliono la versione definitiva: la Criterion Collection ha pubblicato un’edizione Blu-ray con 4K UHD in Dolby Vision, contenente interviste d’archivio con Ken Russell e William Hurt, e materiali che documentano il conflitto creativo tra Russell e Chayefsky. Non è disponibile in streaming in Italia ma è acquistabile in import.

Altered States e il cinema della mente: le connessioni

Il 1980 è il film che apre una linea di cinema sulla coscienza come territorio fisico — la mente non come contenitore di pensieri ma come spazio abitabile, trasformabile, pericoloso.

eXistenZ di David Cronenberg porta la stessa logica al suo limite postmoderno: se la realtà è generata dalla coscienza, chi decide quale realtà è reale? Cronenberg e Russell condividono l’interesse per il corpo come zona di trasformazione — in Cronenberg la tecnologia si fonde con la carne, in Russell la biologia regredisce attraverso la chimica. La filmografia di David Cronenberg esplora in modo sistematico questa ossessione per il corpo come confine poroso.

K-PAX lavora sullo stesso territorio del confine tra illuminazione e follia — un personaggio che afferma di avere accesso a una coscienza diversa, e il sistema medico che non sa come classificarlo. La domanda “è reale o è nella sua testa?” che K-PAX pone in chiave più morbida è la stessa che Altered States pone in modo fisicamente devastante.

The Machinist condivide con il film di Russell la logica dell’auto-distruzione come ricerca: un personaggio che si cancella progressivamente cercando qualcosa che non riesce a nominare, e che trova — o quasi — quello che cercava nel momento in cui non c’è quasi più.

Dark City (1998) riprende la domanda sull’identità come costruzione — se la memoria è impiantata e la coscienza è manipolabile, cosa rimane del sé? È la domanda di Jessup, riformulata in chiave neo-noir.

Il tema di Altered States — la coscienza come territorio da esplorare a rischio della propria sopravvivenza — continua a essere uno dei più fertili del cinema di genere. Da Lucy (2014) ad Annientamento (2018), l’idea che il cervello umano contenga qualcosa di più antico e di più pericoloso di quello che usiamo quotidianamente non smette di affascinare.

Forse perché, in fondo, la risposta di Jessup è la risposta di tutti noi.

Non la regressione verso ciò che eravamo prima del pensiero. Non la conoscenza dell’assoluto. Il contatto: qualcuno che ci chiama indietro per nome, nel buio, nel momento preciso in cui stavamo smettendo di esistere.

Domande frequenti su Stati di Allucinazione

Altered States (Stati di Allucinazione) di cosa parla? Il Dr. Edward Jessup (William Hurt), ricercatore di Harvard, sperimenta tank di deprivazione sensoriale cercando stati alterati di coscienza. Dopo aver assunto funghi allucinogeni con una tribù messicana, li combina con le sessioni in vasca e comincia a regredire fisicamente verso forme di vita primitive.

Chi ha diretto Altered States? Ken Russell, il regista britannico noto per Women in Love (1969), Tommy (1975) e Mahler (1974). Stati di Allucinazione fu il suo primo film hollywoodiano prodotto dalla Warner Bros.

Altered States è basato su un romanzo? Sì. È la trasposizione del romanzo Altered States (1978) di Paddy Chayefsky. La sceneggiatura è firmata “Sidney Aaron” — pseudonimo di Chayefsky che si dissociò dal film dopo conflitti con Russell.

Chi è William Hurt in Altered States? Il Dr. Edward Jessup, ricercatore di Harvard ossessionato dall’idea che gli stati mistici abbiano una base biologica reale. Fu il debutto cinematografico di William Hurt.

Come finisce Altered States? Jessup regredisce a uno stato di pura energia primordiale. Emily lo raggiunge attraverso il contatto fisico e lo richiama alla forma umana. Il messaggio è che l’amore — non la scienza — è la forza che definisce l’identità.

Le tank di deprivazione sensoriale in Altered States: sono reali? Sì. Furono inventate dal neuroscienziato John C. Lilly negli anni Cinquanta. Lilly le usò anche in combinazione con sostanze psichedeliche, esattamente come fa Jessup nel film.

Drew Barrymore è in Altered States? Sì. Appare brevemente come la figlia di Jessup — uno dei suoi primissimi ruoli, a circa 5 anni.

Perché Paddy Chayefsky usò uno pseudonimo per Altered States? Dopo conflitti creativi profondi con Ken Russell sulla fedeltà al testo, Chayefsky si dissociò dal film e chiese che il suo nome fosse sostituito dallo pseudonimo “Sidney Aaron”.

Altered States è un film di fantascienza o horror? Entrambe le cose — e nessuna delle due in modo convenzionale. Il cuore del film è filosofico: una meditazione sulla coscienza, sull’identità e sul primato dell’amore come forza ontologica.

Dove vedere Altered States in streaming in Italia? Disponibile su Amazon Prime Video in Italia. Anche su Plex (gratuito con pubblicità). Edizione Criterion Collection in Blu-ray acquistabile in import.

Qual è il significato filosofico di Altered States? Il film chiede: se la coscienza è un prodotto evolutivo, cosa c’è prima di essa? Jessup trova il nulla — uno stato pre-individuale. La risposta del film: il sé esiste perché qualcuno lo chiama indietro. È relazionale, non biologico.

Altered States ha influenzato altri film? Sì: The Fly (1986) di Cronenberg, Lucy (2014), Annientamento (2018). I tank di deprivazione sensoriale sono diventati un topos della fantascienza contemporanea anche grazie a questo film.

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