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Street Fighter Alpha: The Animation (2000): Shun, il Dark Hadou e il finale aperto dell'OVA su Ryu

L'OVA giapponese che mette Ryu davanti al proprio lato oscuro e a un ragazzo che dice di essere suo fratello
2000 ⭐ 5.8/10
Street Fighter Alpha: The Animation (2000): Shun, il Dark Hadou e il finale aperto dell'OVA su Ryu
Anno 2000
Creatore Shigeyasu Yamauchi
Generi Animazione, Azione, Fantascienza
Cast Kane Kosugi, Kazuya Ichijō, Reiko Kiuchi, Yumi Toma, Daiki Nakamura, Tomomichi Nishimura

Street Fighter Alpha: The Animation inizia con una domanda semplice: chi è davvero la persona che dice di essere tuo fratello?

Finisce con una risposta che Ryu sceglie di dare comunque, anche dopo aver scoperto la verità. Ed è il motivo per cui questo OVA, nella galassia degli adattamenti della saga, ha una posizione a parte.

Uscito nel 2000 in Giappone come Street Fighter Zero — nome giapponese della sottoserie che in Occidente si chiama Alpha — l’OVA diretto da Shigeyasu Yamauchi è basato sul videogioco Street Fighter Alpha 2 e ruota attorno a un solo personaggio, Ryu. Nasce come due episodi da circa 45 minuti e circola come film unico di 93 minuti, noto in Occidente anche come Street Fighter Alpha: The Movie. È animato da Group TAC, lo stesso studio del film d’animazione del 1994.

Di cosa parla Street Fighter Alpha: The Animation

Seguono anticipazioni sull’intera storia, finale compreso.

Ryu ripensa alla morte del suo maestro Gouken e lotta contro il Dark Hadou, un’energia malvagia alla quale ha ceduto Akuma, il fratello di Gouken. Mentre attraversa la città, sconfigge alcuni agenti di Shadaloo e attira l’attenzione di due persone: Chun-Li, agente dell’Interpol, e Sakura, aspirante lottatrice che diventa una sua ammiratrice e giura di ritrovarlo e diventare sua allieva.

In Giappone, una misteriosa indovina, Rose, affronta Ryu e lo interroga sul suo controllo del Dark Hadou e sulla ragione per cui combatte. Mentre visita la tomba di Gouken, Ryu incontra il suo vecchio amico Ken Masters, e i due vengono avvicinati da Shun, un ragazzino che dice di essere il fratello perduto di Ryu. Secondo Shun, la loro madre lo ha cresciuto in Brasile e lo ha mandato a cercare Ryu prima di morire. Ken è scettico; Ryu accoglie comunque Shun e intuisce il suo potenziale di combattente. Una notte Ryu cede al Dark Hadou e quasi uccide Ken: gli chiede di ucciderlo lui se dovesse mai esserne completamente posseduto, e Ken accetta.

Ken e Shun si iscrivono a un torneo clandestino. Lungo la strada vengono molestati da alcuni teppisti: Ryu e Shun li respingono, ma Ryu nota nel ragazzo una vena di sadismo e deve colpirlo per impedirgli di uccidere uno di loro. Intanto Ken ritrova Sakura in un bar e promette di portarla da Ryu, ma arriva troppo tardi per iscriversi al torneo, mentre Ryu viene trovato da Chun-Li. Il torneo è controllato dal misterioso organizzatore, il dottor Sadler: Shun è messo di fronte al lottatore Zangief, lo sopraffà con la velocità, ma il Dark Hadou lo raggiunge e lo distrae abbastanza perché Zangief lo colpisca. Ryu interviene e affronta Zangief, ma anche lui è sopraffatto dal Dark Hadou e scaglia un Dark Hadouken che manca Zangief e fa crollare l’edificio.

Mentre Ken porta in salvo Sakura ferita, Ryu si trova di fronte a Rosanov, un androide biomeccanico; Shun resta ferito nel difenderlo. Furioso, Ryu polverizza Rosanov con un altro Dark Hadouken. Mentre è distratto, Shun viene rapito da agenti di Shadaloo.

Ryu perde la voglia di combattere, ma Rose gli appare e lo incoraggia a salvare Shun. Insieme a Chun-Li, Ryu va prima da Akuma, nella sua casa isolata tra le montagne. Akuma, convinto che Ryu sia venuto a sfidarlo, cerca di indurlo a cedere al Dark Hadou; Ryu rifiuta e Akuma gli ordina di andarsene. Alla domanda di Ryu se sia il padre di Shun o abbia una famiglia, Akuma risponde di no. Ryu si dirige allora al rifugio di Sadler per liberare Shun, accompagnato da Ken, Chun-Li, Guy, Dan, Dhalsim, Birdie, Adon, Rolento e Sodom.

Mentre gli altri combattono fuori dal laboratorio, Ryu, Ken e Chun-Li si infiltrano e incontrano un altro Rosanov, potenziato come macchina da combattimento. Ryu capisce che Rosanov è un androide con Shun dentro, al servizio di Sadler. Shun lo spinge a usare un Dark Hadouken, perché è collegato a Sadler e colpirlo aumenta il potenziale di combattimento di Sadler per assorbimento. Il Dark Hadouken libera Shun e distrugge Rosanov. Con questo aumento improvviso di potere, Sadler sfonda il laboratorio e attacca Ryu; interviene Rose, che in una visione gli dice che non ha ancora pescato la carta della morte. Ispirato, Ryu lancia un normale Shinku Hadouken direttamente contro Sadler, che si sbriciola in polvere.

Mentre Shun muore per le ferite, confessa di aver mentito a Ryu sul legame di sangue e di aver lavorato con Sadler per raccogliere denaro per la madre, che era morta. Ryu gli risponde che per lui è comunque un fratello e giura di non usare mai più il Dark Hadou. I combattenti tornano alle proprie vite.

Gouken, Akuma e il Dark Hadou: il peso di un’eredità

Il conflitto interiore di Ryu non nasce dal nulla: parte dalla morte del suo maestro Gouken e da quella del fratello di Gouken, Akuma (nel cast giapponese chiamato Gouki), l’uomo che ha ceduto al Dark Hadou. Ryu porta dentro di sé lo stesso potenziale, e per tutto il film ne vediamo i segni: la notte in cui quasi uccide Ken, il duello con Zangief in cui il Dark Hadouken abbatte un edificio, la distruzione di Rosanov.

Chi conosce gli altri adattamenti della saga può notare una cosa: il Dark Hadou e Akuma sono in questo OVA, non nel film d’animazione del 1994. In Street Fighter II: The Animated Movie, infatti, Ryu è alle prese con Bison e Shadowlaw, non con la propria energia oscura. Qui la minaccia più pericolosa è dentro Ryu.

La scena con Akuma è breve ma centrale. Akuma non è il cattivo: è ciò che Ryu potrebbe diventare. Ryu lo raggiunge, e Akuma prova a spingerlo dentro l’oscurità. Ryu rifiuta, ed è il primo segno che il film sta costruendo una risposta al problema: non con la potenza, ma con il rifiuto. Che Ryu arrivi a chiedergli se sia il padre di Shun dice quanto sia disposto a credere alla storia del fratello: la risposta è no.

Tre atti: come è costruito il film

Visto da lontano, l’OVA ha una struttura molto netta, e conviene guardarla per atti.

Il primo atto presenta Ryu come un uomo in lutto. Non ci sono tornei né scommesse: c’è un combattente che ripensa alla morte del maestro e teme ciò che ha dentro. Dopo aver sconfitto degli agenti di Shadaloo, viene notato da Chun-Li e da Sakura; poco dopo Rose gli si para davanti e lo interroga sul Dark Hadou e sul motivo per cui combatte. Sono due domande che non hanno a che fare con la forza: riguardano il senso. Su questo sfondo arrivano prima Ken, sulla tomba di Gouken, poi Shun. Ryu accoglie il ragazzo che gli dice di essere suo fratello, nonostante lo scetticismo di Ken.

Il secondo atto è quello dell’azione. Il torneo di Sadler è il palcoscenico in cui il Dark Hadou esce allo scoperto: Shun che affronta Zangief, Ryu che interviene e viene sopraffatto, l’edificio che crolla, Rosanov che compare e Shun che si fa male per difendere Ryu. Qui il film mostra le conseguenze. Il Dark Hadouken non è una mossa spettacolare, è una catastrofe che fa crollare un edificio. Quando Ryu distrugge Rosanov con un secondo Dark Hadouken, la vittoria ha il sapore di una sconfitta, e non a caso Shun viene rapito nel momento in cui Ryu è distratto.

Il terzo atto è quello della risposta. Ryu perde la voglia di combattere, ma Rose gli appare e lo spinge a salvare Shun. Prima del rifugio di Sadler, la visita ad Akuma serve da controprova: Ryu vede da vicino cosa succede a chi cede, e rifiuta. Il finale è affollato — Guy, Dan, Dhalsim, Birdie, Adon, Rolento e Sodom combattono fuori dal laboratorio — ma la resa dei conti è tutta dentro, tra Ryu, Ken, Chun-Li, Shun, Rosanov e Sadler. L’ultima scena, con Ryu che giura di non usare più il Dark Hadou, chiude il film senza risolverlo davvero: è una promessa, non un fatto.

Il colpo di scena su Shun: il vero cuore del film

Il momento che definisce Street Fighter Alpha: The Animation arriva quando si capisce cosa c’è dentro Rosanov.

Rosanov è un androide biomeccanico che lavora per Sadler; all’interno c’è Shun. Il ragazzo che Ryu ha accolto come fratello non è solo un truffatore: è il pilota di una macchina costruita per portare Ryu al limite. Shun stesso spinge Ryu a usare il Dark Hadouken, perché il collegamento con Sadler fa sì che colpirlo aumenti il potere di Sadler, che assorbe la forza dell’attacco.

È un meccanismo che rovescia il senso di una scena già vista: nella prima metà del film il Dark Hadou di Ryu sembrava un pericolo per gli altri (Ken, Zangief, il pubblico del torneo). Nella seconda, il Dark Hadou diventa esattamente ciò che Sadler vuole: energia da assorbire. Il nemico non combatte Ryu, si nutre di lui.

Shun, alla fine, è un personaggio ambiguo: muore confessando di aver mentito, di aver collaborato con Sadler per raccogliere il denaro per la madre morta, e di non essere il fratello di Ryu.

Ryu risponde: «sei comunque mio fratello»

La reazione di Ryu alla confessione di Shun è il momento tematicamente più importante del film.

Invece di respingere Shun per l’inganno, Ryu gli dice che per lui è comunque un fratello. È una risposta che ribadisce il tema di fondo dell’OVA: l’appartenenza non dipende solo dal sangue, ma dalle scelte e dalle relazioni. Ed è un controcanto diretto al Dark Hadou, la forza che invece Ryu sente come ereditaria e incontrollabile.

Poco prima di quel momento c’è però la vera svolta. Contro Sadler, Ryu non usa il Dark Hadouken che avrebbe alimentato il nemico: usa un normale Shinku Hadouken. A dirgli come uscirne è Rose, con una visione in cui gli dice che non ha ancora pescato la carta della morte. Il film si chiude con Ryu che giura di non usare mai più il Dark Hadou, e con i combattenti che tornano alle loro vite: un finale aperto, che non chiude del tutto la questione.

Il duello con Zangief e il crollo dell’edificio

Il momento centrale del secondo atto è l’incontro di Shun con Zangief nel torneo di Sadler, e vale la pena rallentare.

Shun ha la meglio con la velocità: il film lo mostra come un combattente rapido, capace di sopraffare un lottatore molto più grosso. Poi il Dark Hadou lo raggiunge e lo distrae abbastanza perché Zangief riesca a colpirlo. Ryu interviene e affronta Zangief, ma è a sua volta sopraffatto dal Dark Hadou: lancia un Dark Hadouken che manca Zangief e abbatte l’edificio.

Nessuna vittoria, nessun vincitore: solo un edificio che crolla. Per un franchise che ha costruito la propria fama sui duelli uno contro uno, è un’immagine forte. Il colpo più potente di Ryu non colpisce l’avversario ma lo spazio intorno, e chi lo lancia lo sa. Ken porta in salvo Sakura, ferita.

Ken e Ryu: una promessa da non mantenere

Nel film Ken ha un ruolo meno vistoso di quello di Shun, ma è lui a dare al racconto il suo tono più umano.

È scettico fin dall’inizio, quando Shun dice di essere il fratello di Ryu. E quando una notte Ryu cede al Dark Hadou e quasi lo uccide, Ken non fugge: accetta la richiesta che Ryu gli fa subito dopo, quella di ucciderlo se un giorno dovesse essere completamente posseduto. È una promessa terribile, fatta tra amici, e il film la lascia sospesa: non la mette mai alla prova, ma pesa su ogni scena successiva.

Ken si iscrive al torneo insieme a Shun, ritrova Sakura in un bar e si offre di accompagnarla da Ryu, porta in salvo la ragazza quando l’edificio crolla, e va con Ryu e Chun-Li a cercare Shun nel laboratorio di Sadler. Non è un personaggio di primo piano, ma è il testimone: colui che ha visto Ryu al peggio e non se n’è andato. Chi ha visto Street Fighter II: The Animated Movie riconosce lo schema: anche lì l’amicizia tra Ryu e Ken è ciò che ribalta lo scontro con Bison, ma qui il rapporto è più adulto, fatto di promesse difficili più che di rivalità.

Rose e la carta della morte

Rose, l’indovina, è il personaggio più discreto e più decisivo del film. Compare nei momenti di svolta.

Il primo è l’incontro in cui interroga Ryu sul suo controllo del Dark Hadou e sul motivo per cui combatte: non offre risposte, ma pone le domande giuste. Il secondo arriva quando Ryu perde la voglia di combattere e lei lo incoraggia a salvare Shun. Il terzo, il più importante, è in laboratorio: quando Sadler, rafforzato dal Dark Hadouken, sfonda il laboratorio e attacca Ryu, Rose interviene con una visione e gli dice che non ha ancora pescato la carta della morte.

Per un’indovina, la frase ha un doppio senso. Nei tarocchi la carta della Morte, contrariamente a quel che si crede, di rado annuncia una fine letterale: parla di trasformazione, di un ciclo che si chiude. Detta a Ryu, dice che la strada che lui teme — cedere del tutto al Dark Hadou — non è ancora quella obbligata. Ryu risponde con un normale Shinku Hadouken, senza oscurità, e Sadler si sbriciola. È il gesto che dà senso al film: la soluzione non è avere più forza, ma scegliere quale forza usare.

Il dottor Sadler e Rosanov: un villain diverso dagli altri

A differenza degli antagonisti di altri adattamenti — generali, dittatori, organizzazioni criminali — il cattivo di questo OVA non conquista un paese: organizza un torneo.

Il dottor Sadler è l’organizzatore enigmatico del torneo clandestino in cui Shun affronta Zangief. È collegato a Rosanov e, attraverso di lui, può assorbire la potenza degli attacchi che lo colpiscono. È una minaccia costruita apposta contro Ryu: più Ryu cede al Dark Hadou, più Sadler diventa forte. Il suo finale è quasi anticlimatico: Ryu lo colpisce con un attacco ordinario e Sadler si sbriciola in polvere.

Rosanov, dal canto suo, è una figura a due livelli. Nella prima apparizione è un androide biomeccanico che sfida Ryu e ferisce Shun; nella seconda è una versione potenziata, e si scopre che ha Shun dentro. È l’immagine più forte del film: una macchina che contiene una persona, come una bugia che contiene un bisogno.

Il roster: chi c’è e chi no

Il film è un ritratto di Ryu, non un racconto corale, ma il cast di comprimari è ampio. Nel cast secondario compaiono Sakura, Rose, Zangief, Adon, Vega, Birdie, Dan, Kei, Sodom e Wallace. Alla missione di salvataggio nel finale partecipano Guy, Dan, Dhalsim, Birdie, Adon, Rolento e Sodom: combattono fuori dal laboratorio, mentre dentro entrano solo Ryu, Ken e Chun-Li.

Chun-Li, qui, è agente dell’Interpol: nota Ryu quando lui affronta gli uomini di Shadaloo, lo ritrova durante il torneo e lo accompagna da Akuma e poi da Sadler. Ken è l’amico scettico che accetta di uccidere Ryu se sarà il caso, una promessa terribile che pesa su tutta la storia. Sakura è la fan che vuole essere allieva di Ryu; Rose, l’indovina, è il personaggio che indica a Ryu la via d’uscita.

È una scelta precisa: dare ai personaggi secondari il tempo di un cameo e lasciare il centro del film al rapporto tra Ryu, Ken e Shun.

La produzione: Group TAC, Plum e lo staff

Secondo Anime News Network, l’animazione è di Group TAC insieme a Plum, con sfondi di Bihou. Il character design è di Yoshihiko Umakoshi, che compare anche tra i direttori dell’animazione con Masashi Sato. Reiko Yoshida firma il soggetto e la sceneggiatura, Hayato Matsuo la musica, e Shigeyasu Yamauchi la regia. Tra i produttori esecutivi c’è Yoshiki Okamoto, nome storico di Capcom, lo stesso che aveva fatto da consulente alla serie animata americana.

Group TAC è lo studio che aveva realizzato anche il film d’animazione del 1994. È lo studio del film del 1994 e della serie giapponese Street Fighter II V (1995), ma l’OVA non è né il seguito né il prequel di nessuno dei due: è un capitolo indipendente.

Un OVA in due episodi, poi un film

La storia editoriale del film ha una forma particolare. In Giappone è uscito come OVA (Original Video Animation) in due episodi da circa 45 minuti, tra il 26 aprile e il 24 giugno 2000; la versione in un solo film dura 93 minuti. La versione inglese è stata prodotta da Manga Entertainment ed è uscita nel 2001, in occasione del decimo anniversario di Street Fighter II.

Il film ha avuto anche una vita televisiva all’estero: secondo Anime News Network è stato trasmesso in Canada da Super Channel il 5 novembre 2007 e negli Stati Uniti da Sci Fi Channel, nel blocco Ani-Monday, il 17 marzo 2008.

Il titolo Zero non è un dettaglio da poco per chi cerca il film. In Giappone la sottoserie di giochi che in Occidente si chiama Alpha si chiama Zero, e l’OVA è quindi noto come Street Fighter Zero o Street Fighter Zero: The Movie; in inglese circola come Street Fighter Alpha: The Movie. Anche nel film d’animazione del 1994 i nomi dei tre cattivi principali cambiano tra Giappone e Occidente: ne parliamo nell’articolo su Street Fighter II: The Animated Movie.

Il cast vocale: giapponese e inglese

Nella versione giapponese, Kane Kosugi — figlio dell’attore di film di arti marziali Sho Kosugi — dà voce a Ryu. Kazuya Ichijō è Ken, Reiko Kiuchi è Shun, Yumi Toma è Chun-Li, Daiki Nakamura è il dottor Sadler, Hisao Egawa è Rosanov e Tomomichi Nishimura è Akuma. Ai Orikasa è Rose, Chiaki Osawa è Sakura, Hidenari Ugaki è Zangief.

Nella versione inglese, Skip Stellrecht è Ryu, Steve Blum è Ken, Mona Marshall è Shun, Lia Sargent è Chun-Li, Peter Lurie è Sadler, Tom Wyner è Rosanov e Keith Burgess è Akuma. Tra i secondari ci sono Michelle Ruff per Sakura, Carolyn Hennesy e Kim Mai Guest per Rose, Joe Romersa per Zangief, Richard Cansino per Vega e Bob Papenbrook per Dan.

Alcuni volti sono familiari a chi ha visto il film del 1994 nella versione inglese: Skip Stellrecht doppiava Ryu con lo pseudonimo di Hank Smith, Lia Sargent era Chun-Li come Mary Briscoe, Richard Cansino era Vega come Steve Davis e Steve Blum, che qui è Ken, era T. Hawk con il nome di Richard Cardona. Il legame, però, resta di persone e non di storie: il film non è né un seguito né un prequel del precedente.

Accoglienza critica: elogi e riserve

Anime News Network ha assegnato al film un voto A−, lodando la trama, l’animazione dettagliata, la colonna sonora e la qualità del doppiaggio, sia giapponese sia inglese, e criticando il finale aperto. Il voto medio degli utenti del sito, su oltre 650 votanti, è intorno a 6 su 10: un giudizio più tiepido, che dice qualcosa sulle aspettative di chi si avvicina a un prodotto Street Fighter.

Chi cerca un torneo pieno di combattimenti e un roster ampio in azione rischia di restare deluso: il film dedica gran parte del tempo alla psicologia di Ryu e al rapporto con Shun, e molti personaggi compaiono solo di sfuggita. Chi invece lo prende per quello che è — la storia di un uomo che ha paura di ciò che ha dentro — trova un OVA più ambizioso del solito.

Perché vale ancora la pena guardarlo oggi

A più di venticinque anni dall’uscita, Street Fighter Alpha: The Animation resta uno degli esperimenti più interessanti del franchise sul fronte dell’animazione.

La sua forza è la disponibilità a rallentare il ritmo per dare spazio a un dramma concentrato su due persone, Ryu e Shun. La seconda metà del film è la parte che paga di più: quando si scopre che Shun è dentro Rosanov, la storia di fratellanza cambia significato senza smettere di essere vera. Il cattivo, qui, non vince con la forza: si nutre di ciò che Ryu prova.

Chi si avvicina al film aspettandosi l’azione corale di un torneo di Street Fighter può restare deluso. Chi lo accetta per quello che è, invece, trova una delle opere più mature del franchise.

Dove vedere Street Fighter Alpha: The Animation in streaming in Italia

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★★★★★ 4.6

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Secondo JustWatch (settembre 2026) l’OVA compare in abbonamento su Starz: un servizio americano, quindi la disponibilità italiana va verificata prima di abbonarsi, e non c’è un’offerta italiana sicura. In alternativa esiste l’edizione DVD internazionale pubblicata da Manga Entertainment con il titolo Street Fighter Alpha: The Movie, con doppiaggio inglese.

Per la disponibilità aggiornata su tutte le piattaforme italiane, JustWatch resta il punto di riferimento più affidabile: la situazione dei diritti degli OVA anime dei primi anni Duemila cambia nel tempo, quando i cataloghi vengono rinnovati.

Street Fighter Alpha: The Animation e gli altri adattamenti

Il confronto più immediato è con Street Fighter II: The Animated Movie (1994), realizzato dallo stesso studio, Group TAC, sei anni prima. Il film del 1994 è un thriller globale con quattro protagonisti e Bison come cattivo; The Animation è una storia più raccolta su Ryu e sul suo lato oscuro. Sono due film indipendenti, e questo permette di guardarli in qualsiasi ordine.

Rispetto a Street Fighter: The Animated Series (1995) la differenza è ancora più netta. La serie americana, con Guile a capo di una squadra, mescola Akuma e Rose in episodi da 22 minuti; l’OVA giapponese usa gli stessi personaggi per una storia intima. Tra i due lavori c’è persino qualcosa in comune: Akuma, Gouken, Rose e Sakura compaiono in entrambi.

C’è anche un parallelo con Street Fighter - Sfida Finale, il film live-action con Van Damme: entrambe le opere costruiscono una storia originale attorno ai personaggi Capcom senza seguire una trama dei giochi. Ma dove il film americano ha scelto l’azione militare, l’OVA ha concentrato tutto il peso drammatico su una relazione.

Il rapporto tra Ryu e il Satsui no Hadō, il cuore dell’OVA, torna anche nella web serie live-action Street Fighter: Assassin’s Fist (2014), che risale alle origini dell’energia oscura raccontando la storia dei fratelli Gouken e Gouki e l’addestramento di Ryu e Ken. La guida Street Fighter nel cinema e in TV mette in fila tutti gli adattamenti, con cast, incassi, ordine di visione e disponibilità in Italia.

Nel complesso, il franchise ha prodotto almeno tre visioni diverse di cosa significhi raccontare Ryu su schermo: quella del film d’animazione del 1994, in cui è uno dei protagonisti di una storia corale; quella di questo OVA, che lo mette al centro; e quella della serie americana, in cui è un membro della squadra di Guile.

Domande frequenti

Di cosa parla Street Fighter Alpha: The Animation?

Ryu, che ripensa alla morte del maestro Gouken e lotta contro il Dark Hadou, l’energia oscura che ha consumato Akuma, il fratello di Gouken, viene avvicinato da Shun, un ragazzino che sostiene di essere suo fratello perduto. Ryu lo accoglie, ma dietro Shun si nasconde il dottor Sadler, organizzatore di un torneo clandestino, e un androide chiamato Rosanov.

Chi è davvero Shun in Street Fighter Alpha: The Animation?

Shun sostiene che la madre lo abbia cresciuto in Brasile e lo abbia mandato a cercare Ryu prima di morire. Alla fine si scopre che ha mentito: lavorava con Sadler per raccogliere denaro per la madre, ormai morta, ed era dentro l’androide Rosanov. Prima di morire ammette l’inganno, e Ryu gli risponde che per lui resta comunque un fratello.

Come finisce Street Fighter Alpha: The Animation?

Ryu libera Shun con un Dark Hadouken, che distrugge Rosanov ma aumenta il potere di Sadler. Grazie a una visione di Rose, Ryu evita di cedere al Dark Hadou e colpisce Sadler con un normale Shinku Hadouken, che lo riduce in polvere. Shun, ferito a morte, confessa la bugia sul legame di sangue; Ryu giura di non usare mai più il Dark Hadou e i combattenti tornano alla vita di tutti i giorni. Il finale resta volutamente aperto.

Che ruolo ha Akuma in Street Fighter Alpha: The Animation?

Akuma, in Giappone chiamato Gouki, è il fratello del maestro di Ryu, Gouken, ed è il modello di ciò che il Dark Hadou può fare a chi gli cede. Ryu lo visita nel suo rifugio di montagna insieme a Chun-Li: Akuma pensa che sia venuto a sfidarlo e prova a spingerlo a cedere all’energia oscura, ma Ryu rifiuta e lui lo manda via. Alla domanda se sia il padre di Shun, Akuma risponde di no.

Street Fighter Alpha: The Animation è collegato al film Street Fighter II del 1994?

No. È un capitolo indipendente, non un prequel né un sequel del film Street Fighter II: The Animated Movie (1994) né della serie Street Fighter II V (1995), anche se diversi doppiatori inglesi, come Skip Stellrecht per Ryu e Lia Sargent per Chun-Li, hanno ripreso i loro ruoli nella versione inglese.

Su quale videogioco è basato Street Fighter Alpha: The Animation?

Sul videogioco Street Fighter Alpha 2. In Giappone il film è uscito come Street Fighter Zero, perché la sottoserie di giochi che in Occidente si chiama Alpha lì si chiama Zero; è noto anche come Street Fighter Zero: The Movie e, in inglese, come Street Fighter Alpha: The Movie.

Chi ha realizzato Street Fighter Alpha: The Animation?

La regia è di Shigeyasu Yamauchi, il soggetto e la sceneggiatura di Reiko Yoshida, le musiche di Hayato Matsuo e il character design di Yoshihiko Umakoshi. L’animazione è dello studio Group TAC insieme a Plum; tra i produttori esecutivi figura Yoshiki Okamoto.

Quanto dura Street Fighter Alpha: The Animation e come è uscito?

Nasce come OVA di due episodi da circa 45 minuti, usciti in Giappone tra aprile e giugno 2000, e circola come film unico di 93 minuti. La versione inglese, curata da Manga Entertainment, è uscita nel 2001 in occasione del decimo anniversario di Street Fighter II.

Street Fighter Alpha: The Animation ha avuto una buona accoglienza?

Sì, con qualche riserva. Anime News Network gli ha dato un A−, lodando la trama, l’animazione dettagliata, la colonna sonora e le voci giapponesi e inglesi, e criticando il finale aperto. Il voto medio degli utenti del sito è intorno a 6 su 10.

Chi doppia Ryu in Street Fighter Alpha: The Animation?

Kane Kosugi, figlio dell’attore Sho Kosugi, nella versione giapponese; Skip Stellrecht in quella inglese. Kazuya Ichijō e Steve Blum sono Ken, Reiko Kiuchi e Mona Marshall sono Shun, Yumi Toma e Lia Sargent sono Chun-Li.

Dove vedere Street Fighter Alpha: The Animation in streaming in Italia?

Secondo JustWatch (settembre 2026) l’OVA è segnalato in abbonamento su Starz, un servizio americano la cui disponibilità in Italia è da verificare, quindi non c’è un’offerta italiana sicura. In alternativa esiste l’edizione DVD di Manga Entertainment con il titolo Street Fighter Alpha: The Movie, con doppiaggio inglese.

In che ordine si guardano gli adattamenti di Street Fighter?

Non esiste una continuità condivisa tra loro: sono opere indipendenti. Cronologicamente: Street Fighter - Sfida Finale (1994, live-action) → Street Fighter II: The Animated Movie (1994) → Street Fighter: The Animated Series (1995-1997) → Street Fighter Alpha: The Animation (2000) → Street Fighter: The Legend of Chun-Li (2009) → Street Fighter: Assassin’s Fist (2014) → Street Fighter: Resurrection (2016) → il reboot Street Fighter (2026).


Street Fighter Alpha: The Animation non prova a essere il capitolo definitivo del franchise, e nemmeno a competere sullo spettacolo puro con gli altri adattamenti.

Prova a fare qualcosa di più difficile: raccontare cosa succede quando la persona in cui hai riposto fiducia si rivela un’invenzione, e cosa scegli di fare con quella fiducia una volta che scopri la verità.

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