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Street Fighter: Assassin's Fist (2014) è la migliore versione live-action? Trama, cast e la storia di Gouken e Akuma

La web serie britannica che ha raccontato il passato dei maestri di Ryu e Ken con pochi mezzi e molto rispetto per il gioco
2014 ⭐ 6.5/10
Street Fighter: Assassin's Fist (2014) è la migliore versione live-action? Trama, cast e la storia di Gouken e Akuma
Anno 2014
Generi Azione, Arti marziali, Avventura
Stagioni 1
Episodi 12
Cast Mike Moh, Christian Howard, Akira Koieyama, Togo Igawa, Gaku Space, Joey Ansah

Street Fighter: Assassin’s Fist inizia con una domanda semplice: da dove viene la tecnica di Ryu e Ken?

La risposta passa da due fratelli, un maestro morto e un dojo che alla fine non sarà più lo stesso. Con un budget inferiore a quello dei due film precedenti, questa web serie britannica è quella che molti fan hanno accolto come la migliore versione dal vivo della saga.

Diretta e scritta da Joey Ansah con Christian Howard, Assassin’s Fist è una serie web britannica basata sui videogiochi Capcom, la terza trasposizione live-action della saga dopo i film del 1994 e del 2009. Racconta come Ryu e Ken scoprano il passato del loro maestro Gouken e i segreti dell’arte oscura che praticano, l’Ansatsuken. È stata pubblicata sul canale YouTube di Machinima il 23 maggio 2014.

Di cosa parla Street Fighter: Assassin’s Fist

Ryu e Ken sono alla fine del loro addestramento e non vedono l’ora di padroneggiare la potenza dell’Hadō. Il loro maestro, Gouken, ha paura di condividere tecniche così pericolose. Li manda perciò a cercare il dojo di Goutetsu, dove si è addestrato lui stesso.

Lì, davanti alla tomba di Goutetsu, Ryu e Ken scoprono qualcosa di segreto nel passato di Gouken. Gouken ricorda gli anni in cui si allenava con suo fratello Gouki sotto la guida di Goutetsu. È il primo dei numerosi flashback che intrecciano la serie: da una parte Ryu e Ken nel presente, alle prese con i loro primi Hadōken; dall’altra il passato dei due fratelli e la storia del Satsui no Hadō, la forza oscura verso cui Gouki si sente attratto.

Sullo sfondo, un prologo di un episodio, intitolato Alpha, mostra un salto in avanti: Ryu e Ken, migliori amici e rivali più accaniti, si affrontano in uno scontro potenzialmente letale. La serie è la risposta alla domanda «come si è arrivati a questo?».

Episodio per episodio: la serie in dodici capitoli

La serie ha un prologo e dodici episodi da circa 12 minuti. Ecco cosa succede in ciascuno.

  • Alpha (prologo): un flash forward mostra Ryu e Ken, migliori amici e rivali più accaniti, uno di fronte all’altro in uno scontro potenzialmente mortale. Come si è arrivati a questo?
  • Beginnings (1): mentre si avviano alla fine dell’addestramento, Ryu e Ken sono impazienti di padroneggiare la potenza dell’Hadō. Il maestro Gouken si preoccupa di condividere tecniche così potenti e li manda a cercare il dojo di Goutetsu, dove si è addestrato.
  • Round 1: Fight (2): al dojo di Goutetsu, Gouken, Ryu e Ken rendono omaggio alla tomba di Goutetsu. Ryu e Ken scoprono qualcosa di segreto nel passato di Gouken, che ricorda il periodo in cui si allenava con suo fratello Gouki sotto Goutetsu. Ryu e Ken si sfidano in un incontro di allenamento.
  • Satsui No Hado (3): nel passato, Goutetsu istruisce i giovani Gouken e Gouki; Gouki è attratto dal potere del «Satsui no Hadō». Nel presente, Ryu e Ken cercano di creare il loro primo Hadōken. Gouken è turbato dall’approccio di Ken e i due litigano. Ryu e Ken imparano di più sulla storia dell’Ansatsuken, del maestro Gouken e del suo fratello morto, Gouki.
  • A Rough Night (4): Ryu è turbato e vede nei suoi incubi uno sconosciuto dall’aria sinistra. Ryu e Ken sgattaiolano fuori in cerca di avventure nel bar per militari americani della città vicina. Il padre di Ken fa una visita a sorpresa. Ryu è a disagio nel vecchio dojo.
  • Banished (5): Gouken e Gouki si contendono l’attenzione di Sayaka. Gouki usa il Satsui no Hadō in un incontro di allenamento contro Gouken e quasi lo uccide. Goutetsu dà a Gouki un ultimatum dopo l’abuso del Satsui no Hadō e lo espelle dal dojo. Gouki e Sayaka si separano.
  • Demons Within (6): Ryu e Ken continuano a lavorare sul loro Hadōken, ma Ryu, turbato, rifiuta di manifestarlo appieno dopo aver colpito accidentalmente Ken. Si scopre qualcosa del passato di Ryu. Uno sconosciuto misterioso appare a Gouken.
  • Path of the Shin Oni (7): nel passato, vediamo gli eventi dal punto di vista di Gouki, che trova una nuova casa. Gouken e Sayaka si allontanano.
  • The Ultimate Sacrifice (8): la ricerca fatalista del Dark Hadō da parte di Gouki lo porta a livelli pericolosi. Goutetsu e Gouken discutono seriamente sui rischi e i benefici del Satsui no Hadō.
  • The Calm Before the Storm (9): Goutetsu e Gouken consultano le pergamene dell’Ansatsuken e parlano della partenza di Gouki, interrogandosi sulla possibilità concreta che i miti dell’Ansatsuken diventino realtà. Goutetsu affronta una presenza oscura.
  • The Raging Demon (10): si scopre di più sul destino di Goutetsu, Gouki e Sayaka. Tornati al dojo di Gouken, Ryu e Ken continuano ad allenarsi, e il loro Hadōken diventa più avanzato.
  • May the Best Man Win (11): mentre l’addestramento di Ryu e Ken si avvicina al culmine, Gouken li sottopone a un «rito di passaggio» che culminerà nella sfida più grande delle loro vite.
  • End Game (12): dopo un quasi-incidente mortale, le tensioni sono alte e Gouken è costretto a prendere la decisione più difficile della sua vita, mentre una forza esterna si avvicina. Il dojo non sarà più lo stesso.

Gouken, Gouki e Goutetsu: il passato dei maestri

Una parte importante del racconto è un flashback. La serie è la storia di due generazioni: quella di Ryu e Ken, in cerca di potere, e quella di Gouken e Gouki, che quel potere l’hanno già maneggiato e ne hanno pagato le conseguenze.

Nel passato, i due fratelli si allenano insieme sotto il maestro Goutetsu. Gouki è attratto dal Satsui no Hadō, la forza oscura dell’Ansatsuken, e Gouken e Goutetsu ne discutono i rischi. Le loro strade si dividono quando entrano in scena i sentimenti: Gouken e Gouki si contendono l’attenzione di Sayaka, e il rapporto si rompe definitivamente in uno scontro di allenamento in cui Gouki usa il Satsui no Hadō e quasi uccide il fratello. Goutetsu gli dà un ultimatum e lo espelle dal dojo; Gouki e Sayaka si separano. Da quel momento la serie segue Gouki: nell’episodio 7 lo vediamo trovare una nuova casa, mentre Gouken e Sayaka si allontanano; nell'8 la sua ricerca fatalista del Dark Hadō lo porta a livelli sempre più pericolosi.

Chi conosce i giochi riconosce nel Gouki adulto il futuro Akuma: è Joey Ansah stesso a interpretarlo da adulto, mentre da giovane è Gaku Space. La scelta dice qualcosa sulla serie. L’uomo che ha creato il progetto si è preso la parte del personaggio più oscuro.

La serie evita però le semplificazioni. Il dibattito tra Goutetsu e Gouken nell’episodio 8 sui rischi e i benefici del Satsui no Hadō e la consultazione delle pergamene dell’Ansatsuken nel 9, dove i due si interrogano sulla possibilità che i miti dell’Ansatsuken diventino realtà, mostrano una tradizione marziale che non ha risposte sicure sulla propria potenza. Il messaggio, alla fine, è quello che i giochi hanno sempre suggerito: quello che rende forte Ryu è lo stesso che potrebbe distruggerlo.

Ryu e Ken nel presente: due modi di cercare la forza

Nel presente le due storie parallele riguardano Ryu e Ken, e le differenze tra i due sono il cuore emotivo della serie.

Ryu è concentrato su di sé. In un’intervista dell’agosto 2013, Joey Ansah spiegò che una buona analogia per Ryu è che non compete mai davvero con qualcun altro: compete con se stesso. Non a caso, quando Ryu colpisce accidentalmente Ken con l’Hadōken, nell’episodio 6, rifiuta di manifestarlo appieno. Ha paura di ciò che può fare, e nello stesso episodio si scopre qualcosa del suo passato. Ha anche incubi in cui vede uno sconosciuto dall’aria sinistra.

Ken è l’opposto: è spinto ferocemente dalla competizione. Sempre secondo Ansah, gran parte del conflitto di Ken nasce dal rapporto con il padre, e la serie racconta come Ken sia arrivato in Giappone, nel dojo di Gouken. Il padre di Ken, interpretato da Mark Killeen, fa una visita a sorpresa nell’episodio 4; Ken, inoltre, litiga con Gouken quando il suo approccio alla tecnica disturba il maestro (episodio 3).

Il risultato è un ritratto dell’amicizia più maturo di quello di molti adattamenti: Ryu e Ken si allenano insieme, si sfidano, sgattaiolano fuori la notte per andare in un bar, e la serie non nasconde che quella rivalità potrebbe diventare letale, come mostra il prologo Alpha. Il film d’animazione del 1994, Street Fighter II: The Animated Movie, raccontava un legame simile con la storia di un Ken ipnotizzato che colpisce l’amico, mentre l’OVA Street Fighter Alpha: The Animation (2000) mette Ryu di fronte al proprio lato oscuro; Assassin’s Fist riunisce i due temi in una storia sola.

Il cast: da Mike Moh a Joey Ansah

Mike Moh è Ryu. Cintura nera di sesto grado di taekwondo americano, Moh è noto anche per aver interpretato Bruce Lee nel film C’era una volta a Hollywood (2019). Christian Howard, attore, modello e artista marziale britannico, è Ken Masters: è coautore della serie e già Ken nel cortometraggio Legacy.

Akira Koieyama è Gouken, Shogen il giovane Gouken. Togo Igawa, attore giapponese che lavora in Inghilterra, prevalentemente nel teatro, cinema e televisione britannici, ed è stato candidato a un BAFTA nel 2012 per il videogioco Total War: Shogun 2, è Goutetsu (e Goma). Gaku Space è il giovane Gouki e Joey Ansah il Gouki adulto, cioè Akuma; Hyunri è Sayaka, l’interesse amoroso di Gouki; Hal Yamanouchi è Senzo; Mark Killeen, attore britannico che ha lavorato anche in The Dark Knight Rises, è il padre di Ken. C’è anche un cameo di Yoshinori Ono, produttore di Street Fighter IV, nei panni di un promoter di combattimenti.

Joey Ansah, attore, artista marziale, stuntman e regista inglese, è noto per The Bourne Ultimatum (2007), The Old Guard (2020) e proprio per Assassin’s Fist. Ansah firma la regia e, con Howard, la sceneggiatura di ogni episodio, e dà il volto al Gouki adulto.

Due epoche, un solo dojo: come è costruito il racconto

La struttura di Assassin’s Fist è a incastro: due linee temporali che si alternano nello stesso luogo, il dojo. Lo si vede bene guardando dove cade ciascun episodio.

Il presente, con Ryu e Ken, occupa soprattutto gli episodi 1, 4, 6, 11 e 12, ed è fatto di allenamento: i primi Hadōken, la notte in cui i due sgattaiolano nel bar per militari, la visita del padre di Ken, la prova del «rito di passaggio». Il passato, con Gouken e Gouki, domina invece gli episodi 5, 7, 8 e 9, ed è la storia di una rottura: l’espulsione di Gouki, le sue scelte, il dibattito tra Goutetsu e Gouken. Gli episodi 2, 3 e 10 intrecciano le due epoche. Nel 3, Satsui No Hado, Ryu e Ken apprendono la storia dell’Ansatsuken e del fratello morto di Gouken; nel 10 si scopre di più sul destino di Goutetsu, Gouki e Sayaka mentre nel dojo l’addestramento continua.

Il risultato è una serie in cui le due epoche si commentano a vicenda. Mentre Ryu, nell’episodio 6, rifiuta di manifestare appieno il proprio Hadōken dopo aver colpito Ken, la serie ci mostra, nell’episodio 8, cosa succede a chi va fino in fondo. Il presente pone la domanda; il passato dà una possibile risposta. E il prologo Alpha, con lo scontro potenzialmente letale tra i due amici, dice che quella risposta potrebbe non bastare.

Ansatsuken, Hadō e Satsui no Hadō: il lessico della serie

Chi arriva alla serie senza conoscere i giochi trova un vocabolario fitto, ma le parole essenziali sono poche.

Ansatsuken è l’arte marziale di Ryu, Ken, Gouken e Gouki: il titolo inglese, Assassin’s Fist, è la traduzione del suo nome. È un’arte con le sue pergamene, i suoi maestri e i suoi miti, come mostrano gli episodi in cui Goutetsu e Gouken le consultano e si chiedono se i miti dell’Ansatsuken possano diventare realtà. Hadō è la forza che Ryu e Ken vogliono padroneggiare e che si manifesta come Hadōken, la tecnica che i due cercano di creare per la prima volta nell’episodio 3; il lavoro sull’Hadōken accompagna tutta la parte contemporanea della serie, fino a quando, nell’episodio 10, la loro tecnica diventa più avanzata.

Satsui no Hadō è l’altra faccia dell’Hadō: la forza oscura verso cui Gouki si sente attratto e che, nella serie, viene chiamata anche Dark Hadō. È questo il nodo dell’intera storia. Gouken e Goutetsu la considerano un rischio, Gouki la persegue in modo fatalista, e Ryu la teme, come mostra il suo rifiuto di manifestare appieno il proprio Hadōken. Chi ha visto l’OVA Street Fighter Alpha: The Animation riconosce la stessa tensione tra Ryu e l’energia oscura, qui raccontata dalle sue origini.

Prima del torneo: cosa manca in Assassin’s Fist

La serie ha un aspetto che la distingue da quasi tutto il resto del franchise: manca ciò che di solito lo definisce.

Nei riassunti degli episodi non compaiono né un torneo, né Bison, né Shadaloo. I cattivi sono, semmai, le forze che stanno dentro la tradizione marziale di Ryu e Ken: il Satsui no Hadō, il passato di Gouki, le tensioni tra i due fratelli. Lo si capisce anche da ciò che il progetto non è diventato. Il seguito previsto, Street Fighter: World Warrior, avrebbe visto Ryu e Ken in conflitto con M. Bison e Shadaloo: sarebbe stato il passo successivo verso il franchise che conosciamo, ma non è stato fatto, ed è stato scartato a favore di Resurrection.

Questo dà alla serie il carattere di un prequel intimo. È la storia di come due ragazzi diventano quelli dei giochi, non di cosa faranno una volta diventati tali. Chi cerca l’azione di un torneo resterà con la sete; chi vuole capire cosa c’è prima trova un’idea di franchise diversa: meno spettacolo, più genealogia.

Giovani e vecchi, uno per volta: il gioco degli specchi nel cast

Un dettaglio del cast rivela la logica della serie: molti personaggi hanno due volti.

Gouken è Akira Koieyama da adulto e Shogen da giovane; Gouki è Gaku Space da giovane e Joey Ansah da adulto (Older Gouki / Akuma). Due generazioni, due attori per personaggio, e i due maestri della storia diventano specchi dei due allievi: Gouken e Gouki, fratelli, rivali, uniti e separati dalla stessa forza, riflettono Ryu e Ken, amici e rivali, uniti e potenzialmente divisi dalla stessa forza. Il prologo Alpha, con il duello letale tra i due, suggerisce che il ciclo potrebbe ripetersi.

Come è nata: da un cortometraggio a un progetto Capcom

Street Fighter: Legacy è un cortometraggio fatto per passione da Ansah e Howard, pubblicato su YouTube nel 2010 come prova di fattibilità. Al San Diego Comic-Con del 2012 Capcom ha annunciato di aver concesso ai creatori i diritti per portare avanti il progetto.

La serie ha lanciato una campagna di finanziamento su Kickstarter, cancellata il 17 aprile 2013 quando dei finanziatori privati si sono fatti avanti con il denaro necessario. Le riprese sono cominciate il 14 luglio 2013 a Simeonovo, Sofia, in Bulgaria, e si sono concluse il 24 agosto 2013. Le musiche sono di Patrick Gill, con contributi di Ryan Ansah e Daniel Braine. Il 1° novembre 2013 la società Content ha venduto i diritti mondiali online a un grande canale globale per una prima finestra breve, e il 14 marzo 2014 Capcom e Machinima.com hanno annunciato che la serie sarebbe andata in onda sul canale principale di Machinima.

Sono circa sei settimane di riprese per dodici episodi e un prologo.

Cronologia essenziale

  • 2010: Ansah e Howard pubblicano su YouTube il cortometraggio Street Fighter: Legacy.
  • 2012: al San Diego Comic-Con, Capcom annuncia di aver concesso ai creatori i diritti per il progetto.
  • 17 aprile 2013: la campagna Kickstarter viene cancellata perché sono arrivati finanziatori privati.
  • 14 luglio - 24 agosto 2013: riprese a Simeonovo, Sofia, in Bulgaria.
  • 1° novembre 2013: Content vende a un grande canale online i diritti mondiali per una prima finestra breve.
  • 14 marzo 2014: Capcom e Machinima annunciano la messa in onda sul canale principale.
  • 23 maggio 2014: la web serie esce sul canale YouTube di Machinima.
  • 7 gennaio 2015: IFC Films distribuisce la versione film.
  • 2016: arriva il seguito, Street Fighter: Resurrection.
  • Gennaio-febbraio 2019: Machinima rende privati i video e chiude.

Web serie, serie TV e film: le versioni

Assassin’s Fist esiste in più forme. La versione originale è la web serie, con episodi da circa 12 minuti, pubblicata il 23 maggio 2014. Quella stessa materia è stata rimontata in una serie televisiva di 6 episodi da 22 minuti e in una versione film, di 105 minuti nella versione televisiva e di 145 nell’edizione DVD e Blu-ray. La versione film è stata distribuita da IFC Films il 7 gennaio 2015.

Per l’home video, Funimation ha acquisito i diritti di distribuzione e ha pubblicato la serie su DVD e Blu-ray con l’etichetta Giant Ape; in Australia l’hanno pubblicata Madman Entertainment, nel Regno Unito Manga Entertainment. La serie è una produzione britannica, girata in inglese e in giapponese.

La stessa storia esiste quindi in tre misure: piccoli capitoli da guardare uno alla volta, mezzore per la televisione, e un film unico. I conti tornano, più o meno: dodici episodi da circa 12 minuti fanno circa 144 minuti, quasi quanto la versione film di 145 minuti, mentre i 6 episodi televisivi da 22 minuti ne fanno 132 e la versione televisiva del film, di 105, è più breve. Chi si avvicina per la prima volta può scegliere quella che preferisce: la versione lunga del film è quella che contiene più materiale.

Accoglienza critica: la migliore versione dal vivo?

A differenza dei film precedenti, Assassin’s Fist è stata accolta come una delle versioni più fedeli e riuscite del franchise. Su Rotten Tomatoes non ci sono recensioni della critica, ma il pubblico le dà un indice di gradimento del 94%. IGN ha pubblicato una recensione positiva, il 26 maggio 2014, scrivendo che è più autentica dei due film di Street Fighter con un budget più grande e tra i migliori adattamenti live-action di videogiochi in assoluto, con un voto di 8,7 su 10.

Shehzaan Abdulla di Continue-Play le ha dato 8 su 10, scrivendo che bilanciare strizzatine d’occhio e fan service con una narrazione umile e concreta non è facile: se si va troppo in una direzione, si ottiene un pasticcio pretenzioso; troppo nell’altra, un film staccato e privo di ispirazione dal materiale di partenza. Assassin’s Fist, secondo lui, cammina su questa linea quasi alla perfezione.

Va detto che la definizione di «migliore adattamento» circola con cautela: nelle fonti è indicata come opinione diffusa, non come giudizio di una singola autorità. Ma il confronto con i film che l’hanno preceduta è istruttivo. Street Fighter - Sfida Finale costò 35 milioni di dollari e prese l'11% di recensioni positive su Rotten Tomatoes; Street Fighter: The Legend of Chun-Li ne costò circa 50 e prese il 3%. Assassin’s Fist, secondo IGN, ha meno mezzi dei due film, e ha i giudizi migliori: la prova, per il franchise, che il problema degli adattamenti dal vivo non era il budget, ma il modo di guardare il materiale.

Machinima è sparita: dove si trova oggi

C’è un’ironia storica nella distribuzione della serie. Assassin’s Fist è nata sul canale YouTube di Machinima, una rete di intrattenimento online americana fondata nel 2000 e acquisita nel 2016 da Warner Bros. Digital Networks, poi, con WarnerMedia, passata sotto AT&T nel 2018. A gennaio 2019 Machinima ha interrotto all’improvviso i suoi canali YouTube, mettendo i video in privato, e a febbraio 2019 ha cessato ufficialmente le attività.

Questo significa che le pubblicazioni originali su quel canale non sono più pubbliche. Restano le edizioni home video: il DVD e il Blu-ray di Funimation, quelli di Manga Entertainment nel Regno Unito e di Madman in Australia. In Italia non risulta una piattaforma in abbonamento verificata.

Assassin’s Fist e gli altri adattamenti: dove si colloca

Nella cronologia degli adattamenti di Street Fighter, Assassin’s Fist è la terza trasposizione live-action, dopo il film del 1994 e quello del 2009, ma ha un taglio molto diverso dagli altri. È una storia di allievi e maestri, di potere e responsabilità.

Il confronto con Street Fighter: The Animated Series è istruttivo: la serie americana degli anni Novanta mescolava personaggi di giochi diversi in missioni da cartone; Assassin’s Fist fa l’opposto, restringe il campo a un dojo, due allievi e due maestri. E se Street Fighter: The Legend of Chun-Li aveva cercato di raccontare un’origine con il volto di una delle eroine del gioco, questa serie racconta l’addestramento di Ryu e Ken e il passato dei loro maestri.

Il seguito è arrivato nel 2016 con Street Fighter: Resurrection, una miniserie ambientata dieci anni dopo, con gli stessi Mike Moh e Christian Howard. Prima ancora era in sviluppo una serie intitolata Street Fighter: World Warrior, in cui Ryu e Ken avrebbero affrontato M. Bison e Shadaloo, ma il progetto è stato scartato a favore di Resurrection, che accompagnava l’uscita di Street Fighter V. La guida Street Fighter nel cinema e in TV mette in fila tutti gli adattamenti, con cast, incassi, ordine di visione e disponibilità in Italia.

Dove vedere Street Fighter: Assassin’s Fist in Italia

Street Fighter: Assassin's Fist poster
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Street Fighter: Assassin's Fist (2014)

10,10 €

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Non risulta una piattaforma italiana verificata: secondo JustWatch (settembre 2026) l’unica voce è un trailer su Apple TV. La serie non è quindi disponibile in abbonamento in Italia, per quanto ne sappiamo. La strada più concreta è l’home video: il DVD e il Blu-ray pubblicati da Funimation con l’etichetta Giant Ape, oppure le edizioni di Manga Entertainment (Regno Unito) e di Madman (Australia). Su Amazon.it si trova l’edizione DVD britannica di Manga Entertainment, con audio in inglese.

Per la disponibilità aggiornata resta utile JustWatch: i cataloghi cambiano, e una serie nata per il web può comparire su una piattaforma senza preavviso.

Perché Assassin’s Fist funziona

Il motivo per cui questa serie è ricordata è semplice: è stata fatta da chi amava i giochi. Ansah e Howard hanno cominciato con un cortometraggio per passione, hanno ottenuto da Capcom i diritti, hanno girato in Bulgaria con un budget inferiore a quello dei film e hanno messo al centro non il torneo ma la genealogia di una tecnica.

Quel gesto dice tutto. Gli adattamenti precedenti avevano tradotto il gioco in un film di guerra, in un thriller, in un cartone del sabato mattina. Assassin’s Fist ha guardato al cuore del franchise: l’Hadōken, la sua origine, il prezzo che si paga per possederlo. È un finale che non chiude e un prologo che apre: come si arriva allo scontro tra Ryu e Ken? Forse è per questo che la serie continua ad avere un pubblico.

Domande frequenti

Di cosa parla Street Fighter: Assassin’s Fist?

Ryu e Ken, ormai alla fine dell’addestramento, vogliono padroneggiare la potenza dell’Hadō, ma il loro maestro Gouken teme di rivelare tecniche tanto pericolose. Li manda a cercare il dojo di Goutetsu, dove lui stesso si è formato, e lì i due scoprono qualcosa del passato di Gouken, del fratello Gouki e delle radici oscure dell’Ansatsuken, la loro arte marziale.

Come finisce Street Fighter: Assassin’s Fist?

Nell’ultimo episodio, End Game, Gouken deve prendere la decisione più difficile della sua vita dopo un quasi-incidente mortale, mentre una forza esterna si avvicina: il dojo non sarà più lo stesso. Il prologo Alpha aveva già mostrato Ryu e Ken, migliori amici e rivali, l’uno contro l’altro in uno scontro potenzialmente mortale, e la serie racconta come ci si arriva.

Quanti episodi ha Street Fighter: Assassin’s Fist?

La web serie ha 12 episodi da circa 12 minuti più un prologo, Alpha, tutti pubblicati il 23 maggio 2014. È stata poi rimontata in una serie televisiva di 6 episodi da 22 minuti e in una versione film, di 105 minuti in TV e di 145 minuti in DVD e Blu-ray.

Chi sono i protagonisti di Street Fighter: Assassin’s Fist?

Mike Moh è Ryu e Christian Howard è Ken Masters. Akira Koieyama è Gouken, Shogen il giovane Gouken, Togo Igawa è Goutetsu, Gaku Space il giovane Gouki e Joey Ansah il Gouki adulto, che diventa Akuma. Hyunri è Sayaka, l’interesse amoroso di Gouki, e Mark Killeen è il padre di Ken.

Chi ha realizzato Street Fighter: Assassin’s Fist?

La serie è stata sviluppata da Joey Ansah e Christian Howard, con Ansah alla regia e alla sceneggiatura insieme a Howard. Nasce dal cortometraggio Street Fighter: Legacy, girato nel 2010 come prova di fattibilità: nel 2012 Capcom ha concesso i diritti per il progetto. Le riprese sono state fatte in Bulgaria.

Street Fighter: Assassin’s Fist è stata accolta bene dalla critica?

Sì: è spesso descritta come uno degli adattamenti live-action più fedeli del franchise. IGN le ha dato 8,7 su 10, definendola più autentica dei due film di Street Fighter con un budget più grande e tra i migliori adattamenti di videogiochi dal vero; Continue-Play le ha dato 8 su 10. Su Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del pubblico del 94%.

Chi sono Gouken, Gouki e Goutetsu in Street Fighter: Assassin’s Fist?

Gouken è il maestro di Ryu e Ken; Gouki, suo fratello, è attratto dal potere del Satsui no Hadō e diventa il futuro Akuma; Goutetsu è il maestro che ha addestrato entrambi. Nei flashback la storia racconta la rivalità tra i due fratelli, l’espulsione di Gouki dal dojo e il rapporto con Sayaka.

Cos’è Street Fighter: Legacy?

È il cortometraggio, fatto per passione da Joey Ansah e Christian Howard, uscito su YouTube nel 2010 come prova di fattibilità della serie. Durante il San Diego Comic-Con del 2012 Capcom ha annunciato di aver concesso ai suoi creatori i diritti per andare avanti.

Dove vedere Street Fighter: Assassin’s Fist in streaming in Italia?

Non risulta una piattaforma italiana verificata: per JustWatch (settembre 2026) l’unica voce è un trailer su Apple TV. La serie era stata pubblicata sul canale YouTube di Machinima, che a gennaio 2019 ha reso privati i video e poco dopo ha chiuso. In home video è uscita in DVD e Blu-ray con Funimation (Stati Uniti), Manga Entertainment (Regno Unito) e Madman (Australia).

In che ordine si guardano gli adattamenti di Street Fighter?

Non esiste una continuità condivisa tra loro: sono opere indipendenti. Cronologicamente: Street Fighter - Sfida Finale (1994, live-action) → Street Fighter II: The Animated Movie (1994) → la serie TV animata Street Fighter (1995-1997) → Street Fighter Alpha: The Animation (2000) → Street Fighter: The Legend of Chun-Li (2009) → Street Fighter: Assassin’s Fist (2014) → Street Fighter: Resurrection (2016) → il reboot Street Fighter (2026).

Ci sono seguiti di Street Fighter: Assassin’s Fist?

Sì: Street Fighter: Resurrection (2016), una miniserie ambientata dieci anni dopo, con gli stessi Mike Moh e Christian Howard. Era in sviluppo anche una serie intitolata Street Fighter: World Warrior, in cui Ryu e Ken avrebbero affrontato M. Bison e Shadaloo, ma fu scartata a favore di Resurrection, che accompagnava l’uscita di Street Fighter V.


Ryu e Ken si allenano insieme, si sfidano, sgattaiolano fuori di notte. E il prologo ricorda che quell’amicizia poggia sulla stessa forza che potrebbe dividerla.

Forse è per questo che, alla fine, si torna a guardarlo dall’inizio.

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