Zombi 2 (1979): trama, il famoso duello squalo-zombi e l'eredità di Lucio Fulci
C’è una scena in Zombi 2 che nessuno dimentica.
Uno zombi nuota nell’oceano. Uno squalo tigre vero gli gira intorno. I due si fronteggiano. Poi lo zombi afferra lo squalo per la mascella e i due iniziano a combattere sott’acqua.
Non è un effetto speciale. Non è un trucco di montaggio. Lo stuntman Ramon Bravo si è davvero immerso nell’Atlantico con uno squalo vero indossando un costume da non-morto. Lucio Fulci aveva convinto una produzione con budget ridottissimo a organizzare una delle riprese più pericolose della storia del cinema horror.
Questa è la filosofia di Zombi 2: esagerare fino all’impossibile, poi far sì che quell’impossibile sembri reale.
Trama: da New York a un’isola maledetta
Una barca arriva abbandonata al porto di New York. A bordo c’è uno zombi che attacca immediatamente due poliziotti. L’imbarcazione appartiene al dottor Bowles, ricercatore scomparso.
Anne Bowles, la figlia, si allea con il giornalista Peter West per scoprire cosa è successo al padre. Con l’aiuto di due turisti, Brian e Susan, raggiungono l’isola di Matul, nelle Antille. Qui trovano il dottor David Menard — collega del padre — alle prese con un’epidemia incomprensibile: i morti si rialzano e attaccano i vivi.
L’isola è costruita su un’antica necropoli. I morti coloniali, i conquistadores, le vittime di secoli di malattie — tutti si risvegliano. Non c’è spiegazione soprannaturale elaborata, non c’è virus, non c’è scienziato pazzo. I morti semplicemente si alzano, come se l’isola avesse sempre avuto questa proprietà e il momento fosse finalmente arrivato.
Menard e sua moglie stanno cercando una cura. Non la troveranno.
La genesi: il figlio illegittimo di Romero
Zombi 2 nasce da un equivoco commerciale che diventa capolavoro.
Nel 1978, Dario Argento porta in Italia il film di George Romero Dawn of the Dead col titolo Zombi, tagliandolo e aggiungendovi la colonna sonora dei Goblin. Il film diventa un successo straordinario. Il produttore Fabrizio De Angelis capisce immediatamente l’opportunità: fare subito un film che sfrutti il titolo Zombi con un “2” aggiunto, senza alcun collegamento narrativo con Romero.
Lucio Fulci viene ingaggiato. Non è entusiasta — considera il progetto un’operazione puramente commerciale. Ma l’incarico cambia la sua carriera per sempre.
La sceneggiatura di Elisa Livia Briganti è volutamente scarna: personaggi funzionali, trama lineare, tutto al servizio delle sequenze horror. Fulci trasforma questo materiale grezzo in qualcosa di molto personale: uno studio sulla morte come forza cosmica inarrestabile, senza redenzione e senza senso.
Fulci contro Romero: due filosofie degli zombi
Il confronto con Romero è inevitabile, e rivela quanto Fulci abbia fatto qualcosa di radicalmente diverso.
In Romero, gli zombi sono metafore. Night of the Living Dead parla di razzismo americano. Dawn of the Dead del consumismo. Gli zombi sono specchi della società, lenti e goffi, non perché siano davvero pericolosi ma perché sono tanti. Il messaggio è sempre più importante del terrore fisico.
In Fulci, gli zombi non significano niente. Sono morti. Tornano. Non c’è metafora, non c’è lezione. La morte è una forza cieca, non metaforica. E questo — paradossalmente — li rende più terrificanti. Il caso Romero ci dà qualcosa su cui riflettere mentre abbiamo paura. Il caso Fulci ci lascia solo la paura.
Gli zombi di Zombi 2 sono lenti, implacabili, e hanno una qualità visiva distinta: sono ricoperti di terra, di vermi, di decomposizione reale. Il truccatore Giannetto De Rossi lavorò per settimane sui dettagli. Ogni zombi ha una storia visiva — si capisce quando è morto, di cosa. Questo realismo del dettaglio aumenta il disagio invece di ridurlo.
La fotografia di Sergio Salvati
Uno degli elementi più sottovalutati di Zombi 2 è la fotografia di Sergio Salvati, che lavorò con Fulci su quasi tutti i film del periodo d’oro.
Le scene sull’isola hanno una qualità allucinata: luci calde e dorate durante il giorno che rendono la vegetazione quasi surreale, oscurità quasi totale di notte con i flashlight come unica fonte luminosa. Questa estetica non punta alla realismo documentaristico — punta a creare un’atmosfera onirica dove il confine tra sogno e incubo non è mai chiaro.
Il famoso occhio trafitto è girato con una tecnica particolare: la camera si avvicina lentamente, l’inquadratura si stringe, e il momento dell’impatto viene rallentato quasi a voler impedire allo spettatore di distogliere lo sguardo. È montaggio sadico, costruito per non permettere evasione.
La colonna sonora di Fabio Frizzi
Fabio Frizzi compone uno dei temi horror più riconoscibili del cinema italiano. Il tema principale di Zombi 2 ha un ritmo tribale, percussioni insistenti, un basso synth che pulsa sotto tutto il resto. Non è la colonna sonora orchestrale di un horror classico — è qualcosa di più primitivo, più fisico.
Frizzi lavorò in stretto rapporto con Fulci, e il risultato è una musica che non commenta l’azione ma la genera: il tema inizia prima che l’orrore sia visibile, annunciandolo, preparando lo spettatore a qualcosa che non può ancora vedere.
La collaborazione Frizzi-Fulci proseguì per quasi tutto il decennio, creando un’identità sonora coerente che è oggi immediatamente riconoscibile come la firma del loro cinema.
Il duello squalo-zombi: la scena impossibile
La scena più discussa di Zombi 2 non è la più violenta — è quella più assurda.
Auretta Gay, che interpreta Susan, si immerge per fotografare subacquea. Viene sorpresa da uno squalo. Poi arriva lo zombi. I due si fronteggiano sott’acqua in un duello surreale.
Il produttore Fabrizio De Angelis aveva contatti alle Bahamas. Lo stuntman Ramon Bravo, apneista professionista, accettò la sfida. Lo squalo era stato trattato con sedativi leggeri per renderlo meno reattivo — una precauzione minima per quella che rimane una delle riprese più pericolose del cinema di genere italiano.
La scena dura circa novanta secondi. Nella storia del cinema horror, non c’è niente di simile.
Il cast: tra professionisti e volti internazionali
Tisa Farrow (Anne) è la sorella di Mia Farrow. La sua presenza nel film è parte di una strategia commerciale: avere un nome riconoscibile internazionale per la vendita all’estero. La sua performance è sobria, a tratti quasi distante — un contrasto interessante con l’orrore che la circonda.
Ian McCulloch (Peter) è un attore britannico che portò credibilità europea al progetto. Richard Johnson — il dottor Menard — era uno degli attori inglesi più rispettati dell’epoca, autore di una scelta consapevole di lavorare nel cinema di genere italiano.
Olga Karlatos (la moglie di Menard) è la vittima della scena più celebre. La sua performance nella sequenza dello specchio — dove capisce cosa sta per succederle — è uno dei momenti più intensi del film.
Il successo internazionale e la censura britannica
In Italia, Zombi 2 incassò immediatamente, confermando le previsioni di De Angelis. Ma il vero colpo di stato commerciale arrivò con la distribuzione americana: il film fu venduto come Zombie e divenne un cult istantaneo, rivaleggiando con i film di Romero che aveva scopiazzato nel titolo.
Nel Regno Unito, il film finì nella lista dei “video nasty” — le VHS classificate come oscene e bandite dalla distribuzione tra il 1982 e il 1984. L’effetto fu opposto a quello desiderato dalla censura: la fama underground del film esplose. Ogni cinefilo horror voleva vedere esattamente cosa aveva scandalizzato così tanto le autorità britanniche.
Oggi Zombi 2 è considerato patrimonio del cinema horror internazionale. Quentin Tarantino l’ha citato più volte tra i film che lo hanno formato. Wes Craven riconobbe Fulci come un maestro dell’orrore fisico.
L’eredità: cosa ha cambiato Zombi 2
Zombi 2 ha ridefinito il genere zombi europeo in tre modi fondamentali.
Primo: ha separato definitivamente lo zombi europeo dalla metafora sociale americana. Da Fulci in poi, l’horror italiano può permettersi zombi che non significano niente — e questa libertà dal significato diventa una caratteristica, non un difetto.
Secondo: ha stabilito uno standard visivo per il gore ragionato. Le scene più esplicite di Zombi 2 non sono casuali — sono costruite con precisione chirurgica. Ogni dettaglio (il verme che esce dall’occhio, la decomposizione graduale della pelle) è progettato per massimizzare il disagio con il minimo numero di inquadrature.
Terzo: ha aperto la strada alla “Trilogia della morte” — Paura nella città dei morti viventi (1980), L’Aldilà (1981), Quella villa accanto al cimitero (1981) — che rappresenta il vertice artistico di Fulci. Senza il successo commerciale di Zombi 2, quella trilogia non sarebbe mai stata finanziata.
Dove vedere Zombi 2 in Italia
Zombi 2 è disponibile su Amazon Prime Video e su alcune piattaforme specializzate in horror classico. Verificate la disponibilità attuale su JustWatch. Esistono diverse edizioni home video — la più completa è quella restaurata in 4K distribuita da Arrow Video, disponibile in Blu-ray con numerosi extra.

Lucio Fulci e il cinema horror italiano
Zombi 2 non è il film più complesso di Fulci — L’Aldilà è probabilmente il suo lavoro più maturo — ma è il film che ha reso Fulci internazionalmente famoso e ha permesso la sua fase più creativa.
Per capire l’intero percorso di Fulci, dalla commedia degli anni ‘60 ai gialli degli anni ‘70 fino all’horror cosmico degli anni ‘80, la guida completa è Filmografia di Lucio Fulci.
Il confronto naturale è con Dario Argento: i due rappresentano le due anime dell’horror italiano — Argento punta sull’estetica e sul sogno, Fulci sulla fisicità e sulla decomposizione. Entrambi hanno definito un genere.
Tra i film horror italiani del periodo, Suspiria di Argento (1977) e Zombi 2 di Fulci (1979) rappresentano i due poli opposti dello stesso universo creativo.
Domande frequenti
Zombi 2 è un sequel di qualcosa? No. Fu distribuito con il “2” nel titolo per sfruttare il successo del film di Romero distribuito in Italia da Argento come Zombi, ma non ha nessun collegamento narrativo con quel film.
La scena del duello squalo-zombi è reale? Sì. Lo stuntman Ramon Bravo nuotò davvero con uno squalo tigre nell’Atlantico. Non ci sono effetti speciali — è una ripresa reale in acqua aperta.
Come finisce Zombi 2? I protagonisti sopravvivono e fuggono in barca. Via radio scoprono che New York è ormai invasa dagli zombi. Il finale è aperto: l’epidemia è diventata globale.
Dove vedere Zombi 2 in streaming in Italia? Su Amazon Prime Video e piattaforme specializzate in horror. Verificate la disponibilità attuale su JustWatch.
Chi ha composto la colonna sonora di Zombi 2? Fabio Frizzi e Giorgio Tucci. Il tema di Frizzi è uno dei più riconoscibili dell’horror italiano.
Dove è stato girato Zombi 2? Isole Canarie per le scene sull’isola, New York per le scene urbane, Bahamas per il duello squalo-zombi.
Zombi 2 è vietato ai minori? Sì, VM18 per violenza esplicita e gore.
Qual è la differenza tra Zombi 2 e i film di Romero? Romero usa gli zombi come metafora sociale. Fulci li usa come forza cosmica senza significato. Due filosofie radicalmente opposte dello stesso genere.
Lucio Fulci aveva intenzione di fare un sequel? Zombi 3 (1988) fu prodotto ma Fulci si ammalò durante le riprese. Il film fu completato da Bruno Mattei e Fulci non lo riconobbe come suo.
Zombi 2 ha avuto successo internazionale? Enorme. Negli USA fu distribuito come Zombie. Nel UK fu inserito nella lista dei “video nasty” degli anni ‘80, cosa che ne amplificò la fama underground.
Qual è la scena più famosa di Zombi 2? Il duello squalo-zombi e l’occhio trafitto di Olga Karlatos sono le due scene più citate e discusse.
In che ordine vedere i film di Lucio Fulci? Per il ciclo horror: Non si sevizia un paperino (1972) → Zombi 2 (1979) → Paura nella città dei morti viventi (1980) → L’Aldilà (1981) → Quella villa accanto al cimitero (1981) → Lo squartatore di New York (1982). Guida completa: Filmografia di Lucio Fulci.



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