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Ennio Morricone: storia, composizioni e colonne sonore — il genio che ha cambiato il suono del cinema

Da Sergio Leone a Dario Argento, da Quentin Tarantino a Giuseppe Tornatore: come un compositore romano ha inventato un linguaggio musicale che il cinema non aveva ancora.
20-07-2026 1928 ⭐ 10.0/10
Ennio Morricone: storia, composizioni e colonne sonore — il genio che ha cambiato il suono del cinema
Generi Musica, Colonne Sonore, Cinema Italiano
Cast Ennio Morricone, Sergio Leone, Dario Argento, Giuseppe Tornatore, Quentin Tarantino

Sono bastati un fischio e una chitarra.

Nel 1964, quando Per un Pugno di Dollari uscì nelle sale italiane, nessuno aveva ancora sentito una colonna sonora che suonasse così. Non era musica da film nel senso convenzionale — non era l’orchestra romantica che accompagna l’eroe, non era il leitmotiv che segnala le emozioni allo spettatore. Era qualcosa di più strano e più diretto: un fischio umano, una chitarra elettrica distorta, cori che urlano sillabe senza senso, percussioni costruite con oggetti non convenzionali.

Quella musica era Ennio Morricone. E con quella musica ha inventato un linguaggio che il cinema non aveva ancora.

Chi era Ennio Morricone: biografia e formazione

Ennio Morricone nasce a Roma il 10 novembre 1928. Suo padre è un musicista — trombettista — e Ennio studia tromba fin da bambino, entrando al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma dove studierà poi composizione con Goffredo Petrassi, uno dei più importanti compositori italiani del Novecento.

Questa formazione accademica è la chiave per capire tutto il resto. Morricone non è un autodidatta, non è un musicista pop che passa al cinema. È un compositore formato nella tradizione classica europea che sceglie deliberatamente di usare quella formazione per fare qualcosa di radicalmente nuovo.

Negli anni Cinquanta lavora come arrangiatore per la RAI e per l’industria discografica italiana — è l’uomo invisibile dietro decine di singoli pop, una scuola pratica nella costruzione di temi brevi e riconoscibili che assorbe senza che nessuno lo sappia. Nel 1961 compone la sua prima colonna sonora cinematografica. Ma è il 1964 che cambia tutto.

Sergio Leone stava cercando qualcuno per Per un Pugno di Dollari. Trovò il suo compagno di banco delle elementari.

Morricone e Sergio Leone: il sodalizio che ha ridefinito il western

Sergio Leone e Ennio Morricone si conoscevano dall’infanzia — erano compagni di classe alle scuole elementari a Roma. Quando Leone iniziò a lavorare al primo film della Trilogia del Dollaro, cercò Morricone quasi per caso. Quello che ne uscì fu una delle collaborazioni più importanti nella storia del cinema.

Il loro metodo di lavoro era insolito e ha anticipato qualcosa che il cinema avrebbe codificato solo decenni dopo. Leone spesso girava le scene sulle musiche composte da Morricone in anticipo, invece di comporre la musica sulle scene già montate come prevede la prassi normale. Morricone componeva un tema, Leone costruiva la scena intorno a quel tema, e il risultato era un’integrazione tra immagine e suono raramente raggiunta altrove.

Per un Pugno di Dollari (1964) introduce il fischio — l’elemento più riconoscibile di tutta la produzione morriconiana del periodo. Un suono umano, quasi infantile, usato come strumento melodico principale invece della voce cantata o di uno strumento convenzionale. L’effetto è straniante e memorabile.

Per Qualche Dollaro in Più (1965) introduce le campane — un altro elemento non convenzionale che diventa parte della grammatica sonora del western all’italiana.

Il Buono, il Brutto, il Cattivo (1966) porta tutto a compimento. Il tema principale — tre note di fischio, seguito dall’ululato umano, seguito dall’orchestra — è probabilmente il tema musicale più riconoscibile nella storia del cinema. Viene usato ancora oggi in pubblicità, film, serie televisive, come shorthand culturale per il confronto drammatico.

La collaborazione con Leone continua per vent’anni. C’era una Volta il West (1968) — considerato da molti critici il capolavoro assoluto del western — ha una delle colonne sonore più elaborate della carriera di Morricone. Giù la Testa (1971) e C’era una Volta in America (1984) completano un corpus che non ha equivalenti nel cinema mondiale.

Morricone e Dario Argento: la trilogia degli animali

Prima che i Goblin diventassero il suono definitivo di Dario Argento, c’era Morricone.

I due si conoscono agli inizi degli anni Settanta, quando Argento sta per girare il suo primo film. Il risultato è una collaborazione di tre film che definisce l’estetica dell’horror italiano pre-Goblin:

L’Uccello dalle Piume di Cristallo (1970) — il debutto di Argento come regista. Morricone compone una colonna sonora che usa il jazz free e le dissonanze per creare disagio senza ricorrere alle convenzioni dell’horror tradizionale. Il tema principale è quasi innocuo in isolamento; diventa inquietante nel contesto delle immagini.

Il Gatto a Nove Code (1971) — Morricone intensifica l’approccio: voci femminili usate in modo atonale, percussioni irregolari, momenti di silenzio usati come strumento di tensione. La colonna sonora anticipa tecniche che il cinema horror avrebbe codificato solo negli anni successivi.

Quattro Mosche di Velluto Grigio (1971) — il terzo e ultimo capitolo della collaborazione. Morricone introduce elementi rock nel tessuto orchestrale, un esperimento che prefigura la direzione che Argento prenderà con i Goblin.

Dopo questi tre film, Argento passa ai Goblin — e la musica del suo cinema cambia radicalmente. I Goblin portano il sintetizzatore, il rock progressivo, i ritmi ossessivi. Morricone aveva portato la melodia e la tradizione colta. Entrambe le direzioni hanno definito l’horror italiano degli anni Settanta, su registri opposti.

La distinzione tra i due approcci è illuminante: Morricone usava la melodia per creare disagio emotivo, qualcosa che si insinua lentamente; i Goblin usavano il ritmo e il timbro per creare terrore quasi fisico, immediato. Suspiria (1977) con i Goblin è brutale e viscerale. L’Uccello dalle Piume di Cristallo con Morricone è inquietante e letterario. Non c’è uno meglio dell’altro — sono due risposte diverse alla stessa domanda su come fare paura con la musica.

Il metodo Morricone: suoni insoliti e struttura classica

La caratteristica più riconoscibile della musica di Morricone è l’uso di suoni non convenzionali come strumenti melodici principali: il fischio umano, le voci femminili usate come strumento (non come canto), le campane, le trombe mute, le chitarre elettriche distorte in contesto orchestrale.

Questo non è improvvisazione — è scelta compositiva precisa, costruita sulla formazione classica. Morricone sapeva esattamente cosa stava facendo quando usava un fischio invece di un violino: stava rompendo l’aspettativa dell’ascoltatore in modo controllato, creando uno spazio emotivo insolito che rendeva la musica più memorabile.

Il suo approccio alla brevità tematica è altrettanto rilevante. I suoi temi sono spesso costruiti su pochissime note — tre, quattro, cinque note che si ripetono e variano. È una tecnica che ha origini nella musica popolare e nel jazz, ma che Morricone applica con la disciplina del compositore classico. Il risultato è musica immediatamente riconoscibile che però non diventa mai banale.

Ha anche scritto musica sperimentale al di fuori del cinema, collaborando con il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza negli anni Sessanta e Settanta — un ensemble che esplorava la musica atonale e la sperimentazione sonora. Questa dimensione della sua ricerca è quasi completamente sconosciuta al grande pubblico, ma è parte integrante della sua identità artistica.

Le colonne sonore fondamentali: una guida

Per un Pugno di Dollari (1964) — il punto di partenza. Il fischio, la chitarra, i cori senza parole. Ancora oggi suona moderno.

Il Buono, il Brutto, il Cattivo (1966) — il capolavoro del periodo Leone. Il tema principale è la colonna sonora più citata della storia del cinema.

C’era una Volta il West (1968) — l’apice della collaborazione con Leone. Ogni personaggio ha il suo tema; i temi si intrecciano come leitmotiv wagneriani in un western.

Indagine su un Cittadino al di Sopra di Ogni Sospetto (1970, regia Elio Petri) — la colonna sonora più politicamente tagliente di Morricone. Vince il premio BAFTA. È il Morricone degli anni di piombo: ironia e grottesco invece di epica.

The Mission (1986) — Gabriel’s Oboe è il suo brano più eseguito nelle sale da concerto. Una delle melodie più belle del cinema del Novecento.

Nuovo Cinema Paradiso (1988, regia Giuseppe Tornatore) — il capolavoro emotivo. La colonna sonora che ha reso Morricone famoso a un pubblico nuovo, oltre quello dei western e dell’horror.

The Hateful Eight (2015, regia Quentin Tarantino) — il ritorno al western dopo trent’anni. Oscar per la migliore colonna sonora originale nel 2016, a 87 anni.

Gli Oscar e il riconoscimento tardivo

La storia degli Oscar di Morricone è paradossale. Con una carriera che ha prodotto colonne sonore tra le più importanti della storia del cinema, ha ricevuto la prima nomination all’Academy Award nel 1979 — per Days of Heaven di Terrence Malick — e ha continuato a essere nominato senza vincere per quasi trent’anni.

Cinque nomination, nessuna vittoria. Il cinema americano stentava a riconoscere un compositore italiano che aveva influenzato generazioni di compositori americani.

Nel 2007 riceve finalmente un Oscar onorario alla carriera, con la motivazione che “i suoi contributi magnifici e multifacetati all’arte della musica da film” avevano “creato alcuni dei momenti musicali più memorabili nella storia del cinema”. La standing ovation della cerimonia dura alcuni minuti.

Nel 2016, a 87 anni, vince l’Oscar ordinario per la migliore colonna sonora originale per The Hateful Eight di Tarantino — diventando uno dei vincitori più anziani nella storia del premio. È una vittoria che sa di riparazione storica.

Tarantino ha usato musica di Morricone per anni senza permesso — il caso più noto è Django Unchained (2012), dove usò brani di Morricone senza autorizzazione, creando iniziale tensione. Ma il rispetto tra i due era reale: Tarantino lo ha definito “il più grande compositore di musica da film di sempre” e ha dichiarato che The Hateful Eight sarebbe rimasto senza musica originale se Morricone avesse rifiutato.

Le collaborazioni internazionali: da De Palma a Joffé

La grandezza di Morricone non è solo italiana. Negli anni Ottanta e Novanta la sua reputazione raggiunge Hollywood, e i registi americani e britannici iniziano a cercarlo per i loro progetti più ambiziosi.

Brian De Palma lo chiama per The Untouchables (1987) — il film su Eliot Ness e Al Capone con Kevin Costner e Robert De Niro. Morricone compone una colonna sonora che mescola l’epica orchestrale con il jazz degli anni Trenta, costruendo una tensione che il film da solo non avrebbe raggiunto. La sequenza della stazione con la carrozzina — omaggio a Eisenstein — ha una potenza cinematografica che deve metà del suo impatto alla musica.

Roland Joffé lo vuole per The Mission (1986) — il film sulla colonizzazione spagnola delle missioni gesuite in Sud America, con Robert De Niro e Jeremy Irons. Morricone compone Gabriel’s Oboe, il brano che diventa la sua firma più eseguita nelle sale da concerto. Non è un tema pop, non è musica da film nel senso commerciale del termine: è un brano che regge autonomamente come composizione da camera, ed è questo che lo ha reso immortale oltre il film che lo ha generato.

Pedro Almodóvar gli commissionò la musica per alcuni suoi lavori. Roman Polanski per Frantic (1988). Wolfgang Petersen per La Storia Infinita (nella versione tedesca originale). Morricone adattava il suo stile alle esigenze di ogni regista senza perdere la propria identità — un equilibrio raro che pochi compositori di colonne sonore hanno saputo mantenere a lungo.

In Italia, oltre a Leone e Argento, lavora con Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Francesco Rosi e decine di altri registi del cinema d’autore. La sua presenza nella storia del cinema italiano del dopoguerra è così pervasiva che è quasi impossibile tracciare un’antologia significativa del cinema italiano senza incontrare il suo nome.

L’influenza sui compositori contemporanei

L’ombra di Morricone si allunga su quasi tutta la musica da film contemporanea, spesso senza che i compositori lo dichiarino esplicitamente.

Hans Zimmer — oggi il compositore di colonne sonore più famoso al mondo — ha citato Morricone come influenza primaria. L’uso di texture sonore insolite, la costruzione di tensione attraverso la ripetizione e la variazione di temi brevi, l’integrazione di elementi elettronici in un contesto orchestrale: sono tecniche che Morricone ha sviluppato negli anni Sessanta e Settanta e che il cinema contemporaneo ha assimilato come standard.

Il campionamento di Morricone nella musica hip-hop è un caso a parte. Artisti come Jay-Z, Kanye West, RZA e decine di altri produttori americani hanno usato i suoi brani come base per tracce rap — un riconoscimento trasversale che testimonia quanto la sua musica avesse una vita propria al di là delle immagini a cui era originalmente abbinata.

La musica di Morricone funziona senza il film. È questo il segno distintivo dei grandi compositori per il cinema, e Morricone lo ha dimostrato meglio di chiunque altro.

Dove ascoltare Morricone

Le colonne sonore di Morricone sono disponibili su Spotify, Apple Music e YouTube Music. La Sony Music ha pubblicato raccolte ufficiali complete.

Per chi si avvicina per la prima volta: l’album “60 Years of Music” (2016) copre l’arco completo della carriera con la supervisione dell’autore. Per chi vuole approfondire un’epoca specifica, le colonne sonore originali dei singoli film — in particolare Il Buono, il Brutto, il Cattivo, C’era una Volta il West, Nuovo Cinema Paradiso e The Mission — sono ascolti autonomi, non solo accompagnamento alle immagini.

In Italia esistono concerti regolari di musica da film che includono Morricone nel repertorio. La RAI ha trasmesso nel corso degli anni diverse registrazioni di concerti diretti da Morricone stesso — alcune disponibili su YouTube.

Morricone nel contesto della musica italiana per film

Morricone non ha lavorato in isolamento. La musica italiana per il cinema degli anni Sessanta e Settanta è stata un momento straordinario di creatività collettiva, con compositori come Nino Rota (Fellini, Francis Ford Coppola per Il Padrino), Carlo Rustichelli, Armando Trovajoli e Luis Bacalov.

Ma Morricone è quello che ha avuto l’impatto globale più duraturo — il compositore italiano più citato, campionato, omaggiato dai musicisti di generi diversissimi, dal hip-hop al metal, dalla musica classica contemporanea all’elettronica.

Il Goblin, che ha preso il posto di Morricone nella filmografia di Argento, rappresenta l’altro polo dell’eccellenza italiana nella musica da film dello stesso periodo. Dove Morricone porta la struttura classica e la melodia, i Goblin portano il rock progressivo e la sperimentazione elettronica. Insieme definiscono la doppia identità della musica italiana per il cinema horror degli anni Settanta.

Per il pillar su Dario Argento, la musica — sia di Morricone che dei Goblin — è parte integrante dell’analisi: Argento non si capisce senza capire prima il suo rapporto con i compositori. La collaborazione con Morricone nella trilogia degli animali e poi con i Goblin da Profondo Rosso in poi non è un dettaglio biografico ma una scelta estetica fondamentale che ha cambiato il suono dell’horror mondiale.

Domande frequenti

Chi era Ennio Morricone? Il più importante compositore di colonne sonore della storia del cinema: oltre 500 film in sessant’anni, due Oscar, lavori con Leone, Argento, Tornatore e Tarantino.

Qual è la colonna sonora più famosa di Ennio Morricone? Il tema de Il Buono, il Brutto, il Cattivo (1966) e il fischio di Per un Pugno di Dollari (1964). In Italia, il tema di Nuovo Cinema Paradiso (1988) è considerato il suo capolavoro emotivo.

Quante colonne sonore ha scritto Ennio Morricone? Oltre 500 film e serie televisive nell’arco di una carriera che va dagli anni Cinquanta al 2020.

Ennio Morricone ha vinto l’Oscar? Sì, due volte: un Oscar onorario alla carriera nel 2007 e l’Oscar per la migliore colonna sonora per The Hateful Eight nel 2016, a 87 anni.

Ennio Morricone e Dario Argento: quale collaborazione? Morricone ha composto le colonne sonore dei primi tre film di Argento: L’Uccello dalle Piume di Cristallo, Il Gatto a Nove Code e Quattro Mosche di Velluto Grigio (1970-1971).

Ennio Morricone e Sergio Leone: come si conoscevano? Erano compagni di classe alle elementari a Roma. Hanno collaborato per trent’anni, dal 1964 al 1984.

Dove ascoltare le colonne sonore di Ennio Morricone? Su Spotify, Apple Music e YouTube Music. L’album “60 Years of Music” (2016) è il punto di partenza consigliato.

Qual è il metodo compositivo di Morricone? Temi brevi costruiti su pochi suoni, uso di elementi non convenzionali (fischio, voci umane come strumenti), formazione classica applicata a contesti popolari.

Ennio Morricone è morto? Sì, il 6 luglio 2020 a Roma, all’età di 91 anni, dopo una caduta che gli aveva causato la frattura del femore.

Ennio Morricone e Quentin Tarantino: il rapporto? Tarantino lo ha sempre definito il suo compositore preferito. Morricone ha composto la colonna sonora originale di The Hateful Eight (2015), vincendo l’Oscar.

Qual è la differenza tra Morricone e i Goblin nella musica horror italiana? Morricone usa melodia e struttura classica per creare disagio emotivo lento. I Goblin usano ritmo e timbro elettronico per creare terrore fisico immediato. Due approcci opposti, entrambi fondamentali.

Ennio Morricone: biografia sintetica Nato a Roma il 10 novembre 1928, studia tromba e composizione al Conservatorio di Santa Cecilia. Dal 1961 compone per il cinema. La trilogia del Dollaro con Leone (1964-1966) lo rende celebre nel mondo. Muore a Roma il 6 luglio 2020 a 91 anni.

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