RocknRolla (2008): trama, cast e il ritorno di Guy Ritchie al crime londinese
RocknRolla inizia con un quadro portafortuna prestato per garanzia. Finisce con un boss affogato e dato in pasto ai gamberi di fiume dal suo stesso braccio destro.
Uscito nel Regno Unito il 5 settembre 2008, RocknRolla segna il ritorno di Guy Ritchie al genere che lo aveva reso famoso, dopo le parentesi meno fortunate di Swept Away (2002) e Revolver (2005). Con un cast che raccoglie Gerard Butler, Tom Hardy, Idris Elba e Mark Strong, il film racconta ancora una volta Londra attraverso gli occhi dei suoi criminali — questa volta con un oligarca russo, un quadro rubato più volte e una banda di piccoli malviventi che si chiama, con orgoglio, Wild Bunch.
Di cosa parla RocknRolla
Seguono anticipazioni sull’intera storia, finale compreso.
A Londra, il boss della malavita Lenny Cole controlla un mercato immobiliare in continua espansione, servendosi di un consigliere comunale corrotto per le pratiche burocratiche e del suo braccio destro Archy per il lavoro sporco. Il miliardario russo Uri Omovich progetta un affare fondiario truccato, e mezza Londra criminale sembra volerne una fetta — in particolare la sua contabile infedele, Stella, e una banda chiamata «Wild Bunch», guidata dal piccolo criminale «One-Two», dal suo socio «Mumbles» e dall’autista «Handsome Bob».
Uri accetta il prezzo di Lenny — 7 milioni di euro per corrompere il consiglio comunale — e, come segno di fiducia, gli presta il suo «quadro fortunato». Ma quando Uri incarica Stella di spostare i fondi, lei lo tradisce e assolda la Wild Bunch per rubarli. Nel frattempo il figliastro di Lenny, il musicista tossicodipendente Johnny Quid, ruba il quadro dall’ufficio del patrigno dopo aver finto la propria morte. Lenny e Archy costringono allora gli ex manager di Johnny, Mickey e Roman, ad aiutarli a rintracciarlo. In una sottotrama parallela, Handsome Bob si avvicina al marito omosessuale di Stella, un avvocato che ha informazioni su un misterioso informatore da tempo nascosto nel loro giro criminale, e chiede a One-Two un solo ballo prima di finire in prigione, dopo che l’informatore lo ha smascherato.
Uri incarica di nuovo Stella di sottrarre segretamente il denaro necessario, nonostante i sospetti crescenti nei suoi confronti. Quando i suoi uomini vengono rapinati un’altra volta dalla Wild Bunch, il suo assistente Victor lo convince che dietro i furti ci sia Lenny, che starebbe anche trattenendo di proposito il quadro fortunato. Uri e Victor invitano allora Lenny a una partita di golf privata, dove Victor lo colpisce con una mazza fino a rompergli una gamba, come avvertimento per farsi restituire il dipinto.
Cookie, amico della Wild Bunch, compra per caso il quadro da due tossicodipendenti che lo avevano rubato dal nascondiglio di Johnny. Cookie lo consegna a One-Two, che a sua volta lo regala a Stella come gesto di apprezzamento dopo un incontro sessuale. Quando Stella esce dal suo appartamento, One-Two viene sorpreso dagli scagnozzi di Uri, ma viene salvato — e subito dopo rapito — da Archy e i suoi uomini, arrivati in cerca del denaro di Uri.
Uri, da tempo innamorato di Stella, va a casa sua per chiederle di sposarlo, ma nota il quadro. Stella mente, dicendo di averlo da anni. Uri, furioso per il tradimento, ordina a Victor di ucciderla.
Archy porta Johnny, Roman, Mickey e la Wild Bunch al magazzino di Lenny, che ordina l’esecuzione di Johnny e della banda. Handsome Bob offre ad Archy i documenti legali sull’informatore che teneva in tasca. Archy riconosce lo pseudonimo usato nei documenti, «Sidney Shaw», come appartenente a Lenny stesso: Lenny aveva un accordo con la polizia per far arrestare periodicamente i propri complici — compreso lo stesso Archy — per garantirsi la libertà e rafforzare al contempo la propria reputazione nella malavita. Archy ordina agli uomini di Lenny di liberare la Wild Bunch e fa affogare Lenny, dandolo in pasto ai gamberi di fiume.
In ascensore, Johnny spiega a Roman e Mickey che verranno uccisi anche loro per non lasciare testimoni, descrivendo nei dettagli il modo in cui saranno giustiziati: la sua descrizione innervosisce l’uomo incaricato dell’esecuzione, spingendolo ad agire in anticipo. Avendo previsto la mossa, Johnny avverte Mickey e Roman, che intervengono uccidendo il loro aspirante boia. Johnny spara ad altri due uomini in cima all’ascensore e, con l’aiuto della Wild Bunch, sfuggono agli ultimi scagnozzi di Archy.
Più tardi, Archy va a prendere Johnny in riabilitazione e gli regala il quadro fortunato di Uri come dono di bentornato, osservando che ottenerlo «è costato un braccio e una gamba a un ricchissimo russo». Johnny dichiara che, ormai libero dalla dipendenza e dal patrigno, farà finalmente ciò che prima non poteva fare: «diventare una vera rockstar». In una scena dopo i titoli di coda, One-Two acconsente alla richiesta di Handsome Bob e balla con lui.
Il cast: da Gerard Butler a Tom Hardy
Gerard Butler è One-Two, il capo della Wild Bunch, in un ruolo action-comedy diverso dai kolossal storici che lo avevano reso famoso poco prima con 300. Tom Wilkinson è Lenny Cole, il capo di un vecchio regime criminale londinese ormai in declino. Thandiwe Newton è Stella, la contabile di Uri e interesse amoroso di One-Two. Mark Strong è Archy, il braccio destro di Lenny e voce narrante dell’intero film.
Idris Elba è Mumbles, il socio di One-Two nella Wild Bunch, e Tom Hardy è Handsome Bob, membro della banda e omosessuale represso con una cotta semi-segreta per lo stesso One-Two — uno dei primi ruoli di rilievo della carriera di Hardy, arrivato pochi anni prima della sua consacrazione internazionale. Karel Roden è l’oligarca russo Uri Omovich, Toby Kebbell è Johnny Quid, il musicista tossicodipendente e figliastro di Lenny che finge la propria morte prevedendo che la notizia avrebbe fatto impennare le vendite della sua musica: cresciuto da Lenny e Archy dopo che il padre biologico lo aveva abbandonato e la madre, ricoverata in un manicomio, si era tolta la vita tagliandosi le vene in una vasca da bagno.
Ludacris e Jeremy Piven completano il quartetto principale nei panni di Mickey e Roman, gli ex manager musicali di Johnny. Nel cast di supporto compaiono Jimi Mistry (il consigliere comunale), Matt King (Cookie), Dragan Mićanović (Victor), David Bark-Jones (Bertie, il marito di Stella), Geoff Bell (Fred the Head), Gemma Arterton (June), Nonso Anozie (Tank) e Jamie Campbell Bower (Rocker). Un conflitto di programmazione ha impedito la partecipazione di Jason Statham, presente in tre precedenti film di Ritchie: è l’unica assenza notevole in un cast che, per il resto, mescola volti già noti al pubblico di Ritchie con interpreti che di lì a poco sarebbero diventati star di prima grandezza. È un cast che, guardato oggi, sorprende quasi quanto quello di Snatch per la quantità di carriere internazionali che ne sono seguite, in ambiti anche molto lontani tra loro: dal cinema d’azione hollywoodiano alla televisione premiata agli Emmy, dal fantasy in costume ai franchise di supereroi.
Gerard Butler: da Dracula a Sparta, fino a One-Two
Gerard Butler, scozzese, laureato in legge prima di dedicarsi alla recitazione a metà degli anni Novanta, arrivava a RocknRolla con una carriera già eterogenea: piccoli ruoli in Mrs Brown (1997) e nel film di James Bond Il domani non muore mai (1997), il protagonista in Dracula 2000, Attila in una miniserie del 2001, e il ruolo del Fantasma nel musical Il fantasma dell’Opera di Joel Schumacher (2004). Solo due anni prima di RocknRolla, nel 2006, Butler era diventato una star internazionale grazie al ruolo di re Leonida in 300 di Zack Snyder: One-Two, il piccolo criminale londinese con l’accento cockney, è quindi un ruolo che lo mostra volutamente lontano dall’eroe muscoloso e spartano con cui il pubblico l’aveva appena conosciuto.
Idris Elba e Mark Strong: due carriere che si sarebbero incrociate ancora
Idris Elba, che interpreta Mumbles, aveva già costruito la propria fama negli Stati Uniti grazie al ruolo di Stringer Bell nella serie HBO The Wire (2002-2004), prima di tornare in patria a interpretare l’ispettore John Luther nella serie Luther, che avrebbe debuttato due anni dopo RocknRolla. Nel corso della carriera avrebbe accumulato incassi complessivi per oltre 9,8 miliardi di dollari, diventando uno dei venti attori con i maggiori incassi al box office mondiale, e sarebbe stato inserito dal Time nella lista delle 100 persone più influenti al mondo del 2016.
Mark Strong, che dà voce e volto al narratore Archy, era già uno specialista dei ruoli da villain in film storici e in franchise di grande richiamo: Oliver Twist (2005), Sunshine (2007), Stardust (2007) — quest’ultimo diretto proprio da Matthew Vaughn, il produttore dei primi due film di Ritchie. L’anno successivo a RocknRolla, Strong avrebbe recitato accanto a Robert Downey Jr. in Sherlock Holmes (2009), il primo blockbuster hollywoodiano diretto da Guy Ritchie: un filo diretto che collega, attraverso lo stesso attore, la fase più artigianale e quella più commerciale della carriera del regista. Negli anni successivi Strong avrebbe recitato anche in Kick-Ass (2010), Tinker Tailor Soldier Spy (2011), Zero Dark Thirty (2012), The Imitation Game (2014) e nella saga Kingsman, ancora una volta sotto la regia di Vaughn.
Toby Kebbell: il tossicodipendente più famoso della carriera di Ritchie
Toby Kebbell, nei panni di Johnny Quid, era all’epoca un giovane attore inglese con al proprio attivo il dramma indipendente Dead Man’s Shoes (2004) e il biopic su Ian Curtis Control (2007). Dopo RocknRolla, la sua carriera si sarebbe spostata sempre più verso il cinema di genere e i grandi franchise: Prince of Persia: Le sabbie del tempo (2010), War Horse (2011), Wrath of the Titans (2012), Dawn of the Planet of the Apes (2014), Fantastic Four (2015), Warcraft (2016) e Kong: Skull Island (2017), oltre a un episodio di Black Mirror del 2011 diventato un piccolo classico del genere, «The Entire History of You». È una delle carriere che, nel cast corale di RocknRolla, si è spinta più a fondo nel cinema di fantascienza e fantasy hollywoodiano.
Tom Hardy: un ruolo che la critica avrebbe ricordato come una scoperta
Tom Hardy, che interpreta Handsome Bob, arrivava a RocknRolla dopo il debutto in Black Hawk Down (2001) e un ruolo in Star Trek: La nemesi (2002), ma è proprio il film di Ritchie — insieme al ritratto del criminale Charles Bronson nell’omonimo film sempre del 2008 — a essere indicato come il momento in cui la critica ha cominciato a notarlo davvero. Negli anni successivi Hardy sarebbe diventato uno degli attori più richiesti della sua generazione, con ruoli in Warrior (2011), Locke (2013), Mad Max: Fury Road e Legend (entrambi 2015, quest’ultimo nel doppio ruolo dei gemelli Kray), fino alla candidatura all’Oscar per The Revenant e alle collaborazioni ripetute con Christopher Nolan su Inception, The Dark Knight Rises e Dunkirk. Il suo Handsome Bob, con la sua sessualità nascosta e la cotta segreta per One-Two, resta uno dei personaggi più umani dell’intero cast corale del film.
Karel Roden e l’oligarca russo di Londra
Karel Roden, attore ceco con una lunga carriera divisa tra cinema dell’Europa centrale e produzioni internazionali, interpreta Uri Omovich, il miliardario russo la cui presenza a Londra riflette un fenomeno reale dell’epoca: negli anni Duemila la capitale britannica era diventata una delle mete preferite per gli investimenti immobiliari di magnati ed ex oligarchi provenienti dall’ex Unione Sovietica, al punto che i giornali britannici avevano coniato il soprannome «Londongrad» per descrivere quel flusso di capitali. Il personaggio di Uri, con la sua ossessione per un quadro portafortuna e il suo desiderio di rispettabilità sposando Stella, è scritto proprio per giocare su quello stereotipo, allora molto presente nell’immaginario collettivo britannico. Roden, attore ceco noto internazionalmente per ruoli in Hellboy (2004) e The Bourne Supremacy (2004), porta al personaggio una gravità quasi malinconica, lontana dalla caricatura pura, che rende Uri uno dei pochi personaggi del film per cui lo spettatore prova, alla fine, un briciolo di compassione genuina.
Perché la banda si chiama «Wild Bunch»
Il nome scelto per la banda di One-Two, Mumbles e Handsome Bob non è casuale nel panorama del cinema di genere: The Wild Bunch è anche il titolo di un celebre western del 1969 diretto da Sam Peckinpah, incentrato su un gruppo di fuorilegge ormai anziani alla loro ultima rapina. Che sia un riferimento diretto o una semplice coincidenza di gusto, l’accostamento coglie comunque lo spirito dei personaggi di Ritchie: piccoli criminali di mezza età, non più giovanissimi, che si muovono in un mondo criminale ormai dominato da altri — gli oligarchi russi, i boss più organizzati — e che sopravvivono più per astuzia e fortuna che per reale potere.
Come è stato girato: da Stoke Park a Londra
Guy Ritchie annunciò la produzione di RocknRolla nel maggio 2007, con la propria società Toff Guy Films, la Dark Castle Entertainment di Joel Silver e la francese StudioCanal come produttrici, e Warner Bros. Pictures alla distribuzione. Il cast fu scritturato nel giugno successivo, e le riprese cominciarono a Londra il 19 giugno 2007. Due scene sono state girate a Stoke Park, nel Buckinghamshire: quella d’apertura, sui campi da tennis in erba, e la partita di golf alla buca 21, con la clubhouse sullo sfondo. Il film è stato girato con cineprese Arriflex D-20.
Durante la post-produzione, il produttore Joel Silver proiettò il film a diversi studi, tra cui Lionsgate e Sony Pictures, prima che Warner Bros. ne assumesse la distribuzione definitiva. Una fase di ricerca del distributore piuttosto insolita per un regista che, fino a quel momento, aveva sempre lavorato con partner già consolidati fin dalle prime fasi di sviluppo del progetto. Il film debuttò al Toronto International Film Festival il 4 settembre 2008, un giorno prima dell’uscita nelle sale britanniche; negli Stati Uniti arrivò in autunno dello stesso anno, mentre in Francia uscì più tardi, il 19 novembre 2008.
La fotografia è firmata da David Higgs, il montaggio da James Herbert e le musiche originali da Steve Isles — tutti volti nuovi rispetto ai collaboratori abituali di Ritchie sui primi due film, segno di un progetto pensato, almeno sul piano tecnico, per distinguersi dai suoi predecessori pur restando fedele allo stesso genere.
La colonna sonora: da The Clash a Lou Reed
La colonna sonora del film alterna brani musicali e brevi clip di dialogo tratte dal film stesso. Tra i brani più noti figurano «Bankrobber» di The Clash, «The Gun» di Lou Reed, «Mirror in the Bathroom» di The Beat, «Outlaw» di War e «Have Love, Will Travel» di The Sonics. Non manca un tocco locale: «Dopilsya», del gruppo russo Sektor Gaza, in omaggio all’ambientazione russa di parte della trama. Completano la selezione «I’m a Man» dei Black Strobe, che accompagna una delle sequenze più citate del film, «Rock & Roll Queen» dei The Subways — il cui titolo richiama direttamente quello del film — e «Funnel of Love» di Wanda Jackson, oltre a diverse clip di dialogo tratte direttamente dal film e intervallate tra un brano e l’altro, una scelta che rende la colonna sonora quasi un secondo montaggio parallelo a quello delle immagini. È un approccio che Ritchie aveva già sperimentato nei due film precedenti, ma che qui raggiunge probabilmente il suo punto più elaborato, con i dialoghi campionati usati quasi come percussioni tra un brano musicale e l’altro.
Un narratore per ogni film: Archy, Turkish e lo stile di Ritchie
RocknRolla condivide con i primi due film di Ritchie un dispositivo narrativo preciso: una voce fuori campo che guida lo spettatore attraverso una trama volutamente sovraffollata. Se in Snatch era Turkish a commentare gli eventi, qui il compito passa ad Archy, esplicitamente indicato come «voce narrante del film» — una scelta interessante, perché Archy non è il protagonista nel senso classico del termine, ma l’uomo che sta più vicino al potere reale della storia, quello di Lenny, e che alla fine ne orchestra la caduta.
Il colpo di scena finale — Lenny Cole, il boss che per tutto il film sembra la figura più temibile e stabile del sottobosco criminale londinese, rivelato come un informatore della polizia sotto lo pseudonimo di «Sidney Shaw» — è forse il twist più elaborato dei tre film della trilogia informale di Ritchie. A differenza dei colpi di scena di Lock, Stock e Snatch, che riguardano perlopiù oggetti — fucili, diamanti — che passano di mano senza che nessuno ne conosca il vero valore, qui il colpo di scena riguarda direttamente l’identità morale del personaggio più potente della storia, e per questo pesa di più sulla lettura complessiva del film. Ribalta non solo gli equilibri di potere tra i personaggi, ma anche la lettura che lo spettatore ha costruito per un’ora e mezza: il vecchio boss che sembrava rappresentare la tradizione criminale più solida si scopre essere, in realtà, il prodotto di un compromesso con le stesse forze dell’ordine che avrebbe dovuto temere.
Un successo al botteghino britannico, un incasso modesto nel mondo
RocknRolla è stato il film numero uno al botteghino britannico nella sua prima settimana di programmazione. A fronte di un budget di 18 milioni di dollari, ha però incassato complessivamente 25.739.015 dollari nel mondo — un ritorno modesto se paragonato agli 83 milioni di dollari di Snatch, e appena superiore al proprio costo di produzione.
La critica lo ha accolto con recensioni miste. Su Rotten Tomatoes ha il 60% di recensioni positive su 147, con un voto medio di 5,98 su 10; il consenso del sito lo descrive come «recensioni miste per il ritorno di Guy Ritchie alle proprie radici di gangster movie cockney ambientato a Londra, ma quasi tutti concordano che sia un passo nella direzione giusta dopo due grossi fiaschi» — un riferimento a Swept Away e Revolver. Su Metacritic ha 53 punti su 100, un giudizio «misto». Se i temi poco originali sono stati criticati, la sceneggiatura, la regia e le interpretazioni di Strong, Butler e Kebbell sono state lodate.
IGN ha dato al film quattro stelle su cinque, scrivendo che Ritchie «non sta di certo reinventando la ruota con questo film, ma RocknRolla è comunque un thriller comico riuscito quanto i suoi primi lavori, e senza dubbio una scarica di adrenalina brillante dall’inizio alla fine». Roger Ebert gli diede tre stelle, notando che «non rallenta mai abbastanza da essere davvero bello, e non accelera mai abbastanza da diventare The Bourne Mortgage Crisis, ma una cosa è certa: gli attori britannici amano interpretare gangster tanto quanto quelli americani amano interpretare cowboy, ed è sempre bello vedere gente che si diverte».
Il sequel mai fatto: The Real RocknRolla
Il film si chiude con una scritta che promette il ritorno di Johnny, Archy e la Wild Bunch in un film intitolato The Real RocknRolla. Secondo quanto raccontato dalla stessa Thandiwe Newton, Ritchie sperava di trasformare RocknRolla in una trilogia, a condizione che il primo film ottenesse un’accoglienza sufficientemente positiva. Sia il commento audio del DVD sia diverse interviste del regista hanno confermato per anni che una sceneggiatura per il secondo capitolo era già scritta e in attesa dell’approvazione dello studio.
Il titolo del sequel mai realizzato, del resto, era già annunciato nei titoli di coda del primo film: un dettaglio che dimostra come, al momento dell’uscita nel 2008, Ritchie fosse davvero convinto di voler continuare la storia di Johnny e della Wild Bunch. In un’intervista del 2011, promuovendo Sherlock Holmes: A Game of Shadows, a Ritchie fu chiesto direttamente del possibile sequel. Rispose: «Sapete, ci ho pensato a lungo! Ho scritto una sceneggiatura, credo sia un’ottima sceneggiatura, e Joel [Silver] è disposto a finanziarla. Ma finora non abbiamo mai trovato il tempo per farlo. È lì che aspetta, e a tutti noi piacerebbe realizzarlo, è solo questione di capire quando incastrarlo». Aggiunse anche che, finché la Warner Bros. avesse continuato ad affidargli «film grandi come Sherlock Holmes e The Man from U.N.C.L.E.», il sequel di RocknRolla difficilmente si sarebbe fatto a breve. A oggi, quel film non è mai stato realizzato — ma la storia ha avuto uno strascico legale inatteso: nel 2023 l’attore Mickey De Hara, che in questo film interpretava Turbo, ha citato in giudizio Ritchie sostenendo che The Gentlemen (2019) avesse copiato personaggi e trama da una sceneggiatura che gli aveva proposto proprio come sequel di RocknRolla. Ritchie ha confermato che discussioni su un possibile secondo capitolo si erano effettivamente tenute, negando però le accuse di plagio.
RocknRolla nella filmografia di Guy Ritchie
Per la panoramica completa su tutti i film diretti da Guy Ritchie, vedi la filmografia completa di Guy Ritchie.
RocknRolla chiude, almeno per ora, la trilogia informale dei crime movie londinesi di Guy Ritchie iniziata con Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998) e proseguita con Snatch (2000). I tre film non condividono personaggi né continuità narrativa, ma restano legati da uno stile riconoscibile — dialoghi rapidi, gallerie di criminali eccentrici, strutture a incastro — e in parte dallo stesso cast, con l’eccezione proprio di Jason Statham, assente per la prima volta dal 1998: l’attore sarebbe tornato a lavorare con Ritchie solo tredici anni dopo, nel 2021, con Wrath of Man.
Dopo RocknRolla, la carriera di Ritchie avrebbe preso una direzione completamente diversa: appena un anno dopo, nel 2009, il regista sarebbe passato ai blockbuster hollywoodiani con Sherlock Holmes, il primo di una serie di produzioni ad alto budget che lo avrebbero allontanato, per quasi un decennio, dal genere che lo aveva reso celebre. Vista con il senno di poi, RocknRolla segna quindi una cerniera precisa nella filmografia del regista: l’ultimo capitolo di un’epoca artigianale e cockney prima del salto verso il cinema di scala hollywoodiana, e insieme il film in cui molti dei suoi collaboratori più giovani — Hardy, Elba, Kebbell — hanno cominciato a costruire carriere che li avrebbero portati ben oltre il cinema britannico indipendente.
Dove vedere RocknRolla in streaming in Italia

Il film non è disponibile in abbonamento sulle grandi piattaforme streaming italiane. Secondo JustWatch (settembre 2026) si può noleggiare o acquistare in digitale su CHILI.
Per la disponibilità aggiornata su tutte le piattaforme italiane, JustWatch resta il riferimento più affidabile.
Domande frequenti
Di cosa parla RocknRolla?
A Londra il boss della malavita Lenny Cole controlla il mercato immobiliare grazie a un consigliere comunale corrotto. Quando il miliardario russo Uri Omovich propone un affare fondiario truccato, la sua contabile Stella lo tradisce facendo rapinare i suoi fondi dalla banda Wild Bunch, mentre il figliastro di Lenny, il musicista tossicodipendente Johnny Quid, finge la propria morte e ruba un quadro portafortuna prestato a Lenny da Uri.
Come finisce RocknRolla?
Archy, braccio destro di Lenny, scopre che il suo capo è in realtà un informatore della polizia sotto lo pseudonimo di Sidney Shaw e lo fa affogare, dandolo in pasto ai gamberi di fiume. Johnny sventa la propria esecuzione con l’aiuto della Wild Bunch e, uscito dalla riabilitazione, riceve da Archy il quadro di Uri: dichiara di voler finalmente diventare una vera rockstar. Una scena dopo i titoli di coda mostra One-Two che concede a Handsome Bob il ballo che gli aveva promesso.
Chi interpreta i personaggi principali di RocknRolla?
Gerard Butler è One-Two, capo della Wild Bunch; Tom Wilkinson è il boss Lenny Cole; Thandiwe Newton è la contabile Stella; Mark Strong è Archy, braccio destro di Lenny e voce narrante del film; Idris Elba è Mumbles; Tom Hardy è Handsome Bob; Toby Kebbell è Johnny Quid. Karel Roden interpreta l’oligarca russo Uri Omovich.
Perché Jason Statham non è in RocknRolla?
Un conflitto di programmazione ha impedito la sua partecipazione, dopo che aveva recitato in tre precedenti film di Guy Ritchie. È l’unico film del primo decennio di carriera del regista, tra quelli ambientati nella malavita londinese, a non includerlo nel cast.
RocknRolla è stato un successo?
Solo in parte. È stato il film numero uno al botteghino britannico nella sua prima settimana di programmazione, ma a fronte di un budget di 18 milioni di dollari ha incassato complessivamente 25,7 milioni nel mondo, un risultato modesto se paragonato agli 83 milioni di Snatch. La critica lo ha accolto con recensioni miste: 60% su Rotten Tomatoes e 53 punti su Metacritic.
C’è un sequel di RocknRolla?
No, anche se il film si chiude con una scritta che promette il ritorno di Johnny, Archy e la Wild Bunch in The Real RocknRolla. Guy Ritchie ha confermato più volte di avere una sceneggiatura pronta e l’appoggio del produttore Joel Silver, ma il progetto non si è mai concretizzato per mancanza di tempo, complice l’impegno del regista su film più grandi come Sherlock Holmes.
Dove è stato girato RocknRolla?
Le riprese si sono svolte a Londra a partire dal 19 giugno 2007. Due scene sono state girate a Stoke Park, nel Buckinghamshire: la scena d’apertura sui campi da tennis in erba e la partita di golf alla buca 21, con la clubhouse sullo sfondo. Il film è stato girato con cineprese Arriflex D-20.
Chi ha diretto RocknRolla ed è basato su una storia vera?
No, è una storia originale scritta dallo stesso Guy Ritchie, che l’ha anche diretta e in parte prodotta tramite la sua società Toff Guy Films, insieme a Joel Silver (Dark Castle Entertainment) e alla francese StudioCanal. La distribuzione internazionale è stata curata da Warner Bros. Pictures.
Dove vedere RocknRolla in streaming in Italia?
Secondo JustWatch (settembre 2026) il film si può noleggiare o acquistare su CHILI. Verifica la disponibilità aggiornata su JustWatch, perché i cataloghi delle piattaforme cambiano nel tempo.
RocknRolla è adatto ai bambini?
No. È un film per adulti, con violenza, droga e un linguaggio scurrile continuo, in linea con gli altri crime movie di Guy Ritchie ambientati nella malavita londinese.
In che ordine vedere i film di Guy Ritchie ambientati nella malavita londinese?
Non c’è continuità narrativa tra loro, ma seguendo l’ordine di uscita: Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998) → Snatch (2000) → RocknRolla (2008). Sono tre film indipendenti, accomunati da stile, ambientazione e in parte dallo stesso cast.
A più di quindici anni dall’uscita, «The Real RocknRolla» resta soltanto una scritta finale, senza alcun seguito realizzato.
Forse è per questo che RocknRolla, più degli altri due film della sua informale trilogia londinese, continua a somigliare a una promessa non ancora mantenuta.




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Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.