Wrath of Man – La Furia di un Uomo: trama, finale spiegato e il quarto film di Guy Ritchie con Jason Statham
Sedici lunghi anni dopo Revolver, Guy Ritchie richiama finalmente Jason Statham per il quarto film insieme come regista e attore — e questa volta lo fa con la struttura narrativa più complessa e volutamente frammentata di tutta la sua filmografia fino a quel momento. Wrath of Man, uscito in Italia come La Furia di un Uomo - Wrath of Man, non è affatto un semplice thriller sui furgoni blindati: è un vero e proprio puzzle temporale che ricostruisce pazientemente la stessa rapina da quattro prospettive narrative diverse, rivelando solo alla fine chi sia realmente il protagonista.
Di cosa parla Wrath of Man: la trama dall’inizio
A Los Angeles, una rapina a un furgone blindato della Fortico lascia sul terreno due guardie e un passante morti, dando il via a una catena di eventi raccontata in quattro atti che non seguono un ordine cronologico lineare, ma tornano più volte indietro nel tempo per rivelare progressivamente cosa sia realmente accaduto e chi sia davvero il protagonista della vicenda.
Atto primo — Uno spirito oscuro. Cinque mesi esatti dopo la rapina iniziale, il misterioso Patrick Hill entra a far parte della Fortico Security come nuova guardia armata. Supera a fatica l’addestramento al tiro e parte con il piede sbagliato con i colleghi, anche se il formatore aziendale “Bullet” lo apprezza fin da subito. Durante un prelievo, Bullet viene preso in ostaggio: Hill uccide i rapinatori con una precisione di tiro sorprendente. Viene subito interrogato da alcuni agenti FBI che ne riconoscono immediatamente la vera identità nascosta; il loro superiore, l’agente King, ordina di lasciarlo in pace, con grande sconcerto dei sottoposti. Hill riceve un dossier con i file dei dipendenti Fortico e il referto autoptico dell’omicidio iniziale. Tre mesi dopo, lui e Bullet diventano bersaglio di una nuova rapina a Chinatown, ma i rapinatori fuggono alla vista di Hill, come se lo riconoscessero — un dettaglio che insospettisce i colleghi.
Atto secondo — Terra bruciata. Cinque mesi prima di entrare in Fortico, il giorno stesso della rapina iniziale, Hill è insieme al figlio Dougie. Si scopre che è lui stesso un ladro, parte di una banda di rapinatori: acconsente con riluttanza a monitorare il percorso di un furgone blindato, lasciando Dougie in auto. Un gruppo diverso di rapinatori dirotta il furgone proprio davanti alla sua vettura. Dougie viene ucciso a colpi d’arma da fuoco; anche Hill viene colpito, ma fa in tempo a vedere il volto dell’assassino. Si risveglia in ospedale: l’agente King gli consegna una lista di sospetti e accetta di chiudere temporaneamente un occhio, dato che l’eliminazione dei criminali da parte di Hill aiuta indirettamente le indagini della polizia. Si scopre che Hill è in realtà Mason Hargreaves, non un semplice ladro ma un famigerato boss criminale, a cui viene promesso che potrà vendicare la morte di Dougie se riuscirà a eliminare tutti i responsabili dell’assalto. Hargreaves e i suoi uomini uccidono quasi tutti i ladri della lista di King, senza però ottenere risposte. Il suo braccio destro Mike lo avverte che spingersi oltre attirerebbe troppa attenzione, ipotizzando che non riescano a trovare il colpevole perché la rapina era un lavoro dall’interno, orchestrato da qualcuno della Fortico stessa. Hargreaves assume quindi l’identità di Patrick Hill per infiltrarsi nell’azienda e scoprire la talpa — ed è proprio la sua stessa banda ad aver tentato la rapina di Chinatown, prima che Mike riconoscesse Hargreaves.
Atto terzo — Animali cattivi, cattivi. Un flashback ulteriore, questa volta dal punto di vista dei rapinatori: un gruppo di reduci scontenti della guerra in Afghanistan — incluso l’imprevedibile Jan e il loro ex sergente Jackson — decide di darsi alla rapina per denaro. Con l’aiuto di una guardia Fortico non identificata, già sotto il comando di Jackson in passato, mettono a segno l’ambizioso colpo al furgone blindato mostrato in apertura. È Jan a sparare alle guardie, oltre che a Dougie e a Hargreaves.
Atto quarto — Fegato, polmoni, milza e cuore. Cinque mesi più tardi, i reduci si riuniscono nuovamente per rubare quasi 180 milioni di dollari dal deposito centrale della Fortico durante il concitato weekend del Black Friday. Bullet rivela ad Hargreaves di essere proprio la talpa di Jackson. La banda prende in ostaggio il deposito e, Bullet compreso, massacra tutto il personale Fortico. Hargreaves riesce a eliminare quasi tutta la banda prima che Bullet gli spari. Jan, Jackson e Bullet sopravvivono, ma per avidità Jan uccide sia Jackson sia Bullet, tenendosi tutto il denaro. A casa, Jan trova un telefono nascosto in una delle borse di denaro, piazzato lì da Hargreaves per tracciarne la posizione. Hargreaves lo affronta mostrandogli il referto autoptico di Dougie: ferito al fegato, a entrambi i polmoni, alla milza e infine al cuore. Hargreaves ricambia ogni singola ferita, sparandogli esattamente nelle stesse zone. Abbandonando definitivamente il denaro, comunica a King di aver concluso il proprio compito e se ne va senza voltarsi indietro.
I personaggi principali e il cast: chi sono davvero
Jason Statham interpreta H / Patrick Hill / Mason Hargreaves, il protagonista dall’identità stratificata. È la quarta collaborazione dell’attore con Guy Ritchie dopo Lock, Stock and Two Smoking Barrels, Snatch e Revolver (2005) — e la prima dopo sedici anni di distanza tra i due, un intervallo particolarmente lungo considerando quanto il sodalizio tra i due avesse segnato l’inizio della carriera di entrambi.
Holt McCallany interpreta “Bullet”, il formatore Fortico che si rivela infine la talpa della banda di rapinatori. L’attore è noto soprattutto per il ruolo dell’agente speciale FBI Bill Tench nella serie Mindhunter (2017-2019), e in seguito avrebbe recitato anche in Nightmare Alley e The Iron Claw — una filmografia che lo vede spesso calato in ruoli di autorità o di addestratori, coerenti con il personaggio di Bullet.
Josh Hartnett interpreta uno dei colleghi di Hill alla Fortico. Diventato idolo teen alla fine degli anni Novanta con film come Halloween H20, The Faculty e Pearl Harbor, e poi protagonista di Black Hawk Down (2001), Hartnett ha attraversato un decennio di ruoli più defilati prima di un ritorno alla ribalta negli anni Duemiladieci — Wrath of Man arriva in questa fase più matura della sua carriera, lontana dai riflettori da teen idol dei suoi esordi.
Jeffrey Donovan, noto soprattutto per il ruolo di Michael Westen nella serie Burn Notice e per le partecipazioni in Sicario e nel suo sequel, oltre che per il ruolo ricorrente nella seconda stagione di Fargo (2015) e per aver interpretato Robert F. Kennedy in J. Edgar (2011) di Clint Eastwood, interpreta un altro membro del cast legato all’azienda Fortico. Scott Eastwood — figlio dell’attore e regista Clint Eastwood, con cui ha recitato in diversi film paterni come Gran Torino e Invictus — completa il cast principale: una presenza che rende quasi ironica la citazione critica di Matt Zoller Seitz, secondo cui il personaggio di Statham richiama proprio i western diretti dal padre di Eastwood. Laz Alonso, Raúl Castillo e DeObia Oparei interpretano membri della banda di ex militari reduci dalla guerra in Afghanistan, capitanata dall’ex sergente Jackson — un dettaglio biografico che aggiunge un ulteriore strato morale alla vicenda: i rapinatori non sono semplici criminali di professione, ma veterani scontenti che hanno scelto la via del crimine dopo essere stati abbandonati dal sistema che li aveva addestrati, mentre Eddie Marsan — presenza ricorrente nella filmografia di Ritchie, già in Sherlock Holmes e The Gentlemen — appare in un ruolo secondario.
Il film è particolarmente ricco di cameo a sorpresa: Andy García appare nel ruolo dell’agente FBI King, il rapper e cantante Post Malone — diventato famoso a livello mainstream nel 2015 con il singolo “White Iverson” e da allora una delle voci più ascoltate della musica pop americana — interpreta uno dei rapinatori del furgone blindato, e il comico Rob Delaney compare nei panni del CEO di Fortico. Blake Halls ed Eli Brown interpretano brevemente Dougie, il cui omicidio innesca l’intera trama, mentre Alex Ferns, Niamh Algar e Tadhg Murphy interpretano rispettivamente le tre guardie Fortico secondarie “Sticky” John Williams, Dana Curtis e Shirley Davies, tutte coinvolte a vario titolo negli eventi che precedono e seguono la rapina centrale del film.
Dal film francese Cash Truck al set di Los Angeles
Il film originale, Le Convoyeur (distribuito a livello internazionale con il titolo Cash Truck), è un thriller d’azione francese uscito nel 2004, diretto da Nicolas Boukhrief, che ne ha scritto la sceneggiatura insieme a Eric Besnard. Racconta di una società di trasporto valori che subisce una serie di rapine armate con l’uccisione delle proprie guardie: la new entry dell’azienda viene accolta per le sue abilità, ma sta segretamente cercando vendetta per la morte del figlio, ucciso dai rapinatori, mentre nasconde ai colleghi i propri attacchi di epilessia ricorrenti. Ritchie mantiene intatto l’impianto centrale del film francese — il nuovo dipendente che nasconde una segreta missione di vendetta personale — ma sostituisce completamente l’elemento dell’epilessia con la doppia identità criminale di Mason Hargreaves, e riorganizza l’intera vicenda all’interno della struttura a quattro atti non lineare che diventa il vero marchio di fabbrica distintivo di questo remake.
Nell’ottobre 2019 viene annunciato che Guy Ritchie scriverà e dirigerà questo remake in lingua inglese, con Jason Statham confermato come protagonista. Holt McCallany si unisce al progetto più tardi nello stesso mese. Le riprese iniziano a novembre, tra Los Angeles e Londra, con Scott Eastwood, Jeffrey Donovan, Laz Alonso, Josh Hartnett e Niamh Algar che si aggiungono al cast; Metro-Goldwyn-Mayer acquisisce la distribuzione per Stati Uniti, America Latina, Scandinavia, Filippine e Hong Kong. Nel gennaio 2020 si unisce infine anche Raúl Castillo, completando così un cast corale costruito progressivamente nell’arco di oltre un anno intero di annunci successivi.
Le musiche sono state composte da Christopher Benstead, già collaboratore di Ritchie su The Gentlemen: la colonna sonora è stata pubblicata dall’etichetta Sony Classical proprio il 7 maggio 2021, in perfetta contemporanea con l’uscita statunitense del film. Anche sul piano puramente sonoro, Wrath of Man abbandona il jazz sincopato e i brani rock usati nei crime movie più leggeri del regista a favore di una partitura più tesa e minacciosa, coerente con il tono generale del film.
Un’uscita rimandata più volte dalla pandemia
Il film è uscito a livello internazionale in diversi paesi, tra cui Russia e Australia, a partire dal 22 aprile 2021, per poi arrivare negli Stati Uniti il 7 maggio. Era originariamente previsto per il 15 gennaio 2021, ma è stato rinviato a causa della pandemia globale di Covid-19; riprogrammato per il mese di aprile, ha subito un ulteriore slittamento di due settimane prima dell’uscita definitiva nelle sale. In Cina, mercato particolarmente importante per questo genere di action thriller, è arrivato il 10 maggio dello stesso anno. Nel Regno Unito, dove la distribuzione nelle sale cinematografiche era inizialmente affidata al ramo britannico di Lionsgate, il film è infine approdato direttamente in streaming come esclusiva Amazon su Prime Video il 10 dicembre 2021 — una scelta commerciale piuttosto insolita per un film con un cast internazionale di questo calibro, segno evidente delle profonde difficoltà distributive causate dalla pandemia sull’intero mercato delle sale cinematografiche britanniche in quel periodo.
Il film è arrivato in edizione fisica Blu-ray e DVD il 13 luglio 2021, distribuito congiuntamente da Warner Bros. Home Entertainment/Studio Distribution Services e MGM Home Entertainment, con un’ulteriore edizione in Ultra HD Blu-ray pubblicata separatamente da Shout! Studios il 17 gennaio 2023. È stato aggiunto anche al catalogo della piattaforma Paramount+ il 23 marzo 2022, ampliando ulteriormente la propria disponibilità in streaming.
Box office: un buon risultato nonostante la pandemia
Negli Stati Uniti, uscito insieme alla commedia drammatica Here Today, il film ha incassato 3 milioni di dollari in 2.875 sale nel primo giorno di programmazione, inclusi 500.000 dollari dalle anteprime del giovedì sera, debuttando a 8,1 milioni di dollari e conquistando la vetta del box office settimanale. Il pubblico presente in sala era composto per il 60% da uomini, con ben il 72% sopra i 25 anni d’età — un profilo demografico coerente con il target action adulto tipico dei film di Statham. Nel secondo weekend l’incasso è calato bruscamente del 55% a 3,7 milioni di dollari, scendendo così al secondo posto dietro alla new entry Spiral. A livello internazionale il film ha incassato 1,34 milioni di dollari nel weekend d’apertura in Australia, 201.000 dollari in Nuova Zelanda e 3,79 milioni in Russia; nella terza settimana di programmazione internazionale ha incassato 13,5 milioni di dollari, a cui si sono aggiunti 18,5 milioni dal solo weekend d’apertura in Cina — un mercato particolarmente ricettivo per il cinema action occidentale con star riconoscibili, e che negli anni ha spesso premiato i film di Jason Statham più della critica occidentale. Il totale complessivo è stato di 104 milioni di dollari nel mondo, di cui 27,5 milioni negli Stati Uniti e Canada e 76,5 milioni nel resto del mondo — un risultato tutto sommato solido, considerati i continui rinvii e le incertezze distributive subite dal film per tutta la durata della pandemia.
Critica: pareri contrastanti, con punte di entusiasmo
Su Rotten Tomatoes il 67% delle 256 recensioni è positivo, con un voto medio di 6,2 su 10; il consenso critico recita: “Estraendo dalla propria trama sottile il tanto che basta per creare tensione, Wrath of Man vede Guy Ritchie e Jason Statham riunirsi per una corsa divertente e ricca d’azione”. Su Metacritic il punteggio è 57 su 100, nella fascia delle recensioni “miste o nella media”. Il pubblico si è mostrato entusiasta: CinemaScore ha registrato un voto medio A-, mentre PostTrak ha rilevato un punteggio positivo del 77%, con il 57% degli spettatori disposto a raccomandarlo senza riserve.
Alonso Duralde di TheWrap ha scritto: “La reunion di Ritchie con il protagonista Jason Statham offre gli intrighi, gli sparatorie e le imprecazioni che i fan del regista si aspettano, a piene mani”. Mae Abdulbaki di Screen Rant ha assegnato al film 3,5 stelle su 5, affermando che “il film bilancia più linee narrative con sequenze d’azione intense e, nonostante i problemi di ritmo, colpisce duro”. Peter Debruge di Variety ha scritto: “Qualche anno fa, quando Sam Mendes lasciò il franchise di Bond, il nome di Ritchie fu proposto come possibile sostituto. Non accettò l’incarico, ma Wrath of Man dimostra che avrebbe potuto farlo tranquillamente, elevando la propria tecnica caratteristica senza mai abbandonare del tutto la spavalderia cockney”. Di segno opposto Richard Roeper del Chicago Sun-Times, che ha assegnato al film 2 stelle su 4: “Stanco, poco ispirato e dispersivo, Wrath of Man è un passo indietro per Ritchie, un passo laterale per lo stoico Jason Statham (che torna a lavorare con Ritchie per la prima volta in sedici anni) e un passo falso per chiunque investa il proprio tempo e denaro in 118 minuti di un nonsense così contorto e dimenticabile”. Matt Zoller Seitz di RogerEbert.com si è invece dimostrato il più entusiasta di tutti, assegnando al film il voto massimo del sito, quattro stelle su quattro, e scrivendo: “È uno dei film meglio diretti di Guy Ritchie — e uno dei suoi più sorprendenti, almeno in termini di stile e tono. Sparita l’atmosfera nervosa, indaffarata, leggera, da uomo brillo al pub che ti racconta una storia, tipica di film come Snatch, RocknRolla, The Man from U.N.C.L.E., King Arthur: Legend of the Sword e simili. Al suo posto c’è un’oscurità sontuosa, così sinistra da far chiedere se il protagonista non sia il diavolo in persona […] Questo è meno una manovra consapevolmente furba alla Tarantino-Ritchie, e più nello spirito impassibile e non ironico dei classici che li hanno ispirati, come Rapina a mano armata, I gangsters e Criss Cross”, paragonando la presentazione del personaggio di Statham a quella dei western di Clint Eastwood come Lo straniero senza nome e Il cavaliere pallido. È un’osservazione che coglie bene il cambio di registro del film rispetto al resto della filmografia di Ritchie: Hargreaves non parla quasi mai, non ha battute memorabili, non intrattiene lo spettatore con dialoghi brillanti — si limita a comparire, agire e sparire, in un’iconografia più vicina all’uomo senza nome del western classico che al gangster loquace tipico del cinema di Ritchie.
La struttura a quattro atti: un puzzle temporale
La scelta più distintiva di Wrath of Man non riguarda l’azione, ma l’architettura narrativa. Dividendo il racconto in quattro atti distinti che si sovrappongono e si ripetono nel tempo — prima il presente, poi due flashback progressivamente più indietro nella cronologia, infine il presente di nuovo — Ritchie trasforma quello che sulla carta sarebbe un semplice heist thriller lineare in un esercizio di ricostruzione quasi poliziesca, dove lo spettatore riceve solo i pezzi del puzzle che il protagonista stesso possiede in quel momento. È una struttura narrativa che richiama abbastanza da vicino il montaggio non lineare già visto in Snatch e in The Gentlemen, ma applicato stavolta a un tono molto più cupo, serio e vendicativo: qui non c’è l’umorismo nero delle commedie criminali di Ritchie, ma un dramma sulla perdita e la vendetta che ricorda più il cinema di genere francese da cui il film è tratto che le sue opere più celebri.
Il titolo e il tono: perché “Wrath of Man”
A differenza del titolo francese originale, che si limitava a descrivere in modo neutro il mestiere del protagonista (Le Convoyeur, letteralmente “il trasportatore”), il titolo scelto da Ritchie per il remake punta dritto al registro morale ed emotivo del film: non un heist movie sui furgoni blindati, ma un racconto sulla collera come forza quasi biblica, capace di travolgere chiunque le si metta davanti. È un cambio di prospettiva che si riflette anche nella scelta di raccontare la vicenda attraverso una struttura temporale spezzata: più che scoprire “cosa succede”, lo spettatore è chiamato a scoprire “chi è” davvero il protagonista, e il titolo prepara fin dall’inizio a un tono più cupo e vendicativo di quanto il genere action-thriller faccia normalmente presagire.
Statham e Ritchie: la storia di un sodalizio in quattro film
Wrath of Man è, con assoluta precisione storica, la quarta collaborazione registica tra Guy Ritchie e Jason Statham, e non la terza come si potrebbe pensare a un primo sguardo superficiale alla loro filmografia condivisa: prima di questo film, i due avevano lavorato insieme su Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998), dove Statham interpretava Bacon, uno dei quattro protagonisti principali; su Snatch (2000), dove vestiva i panni di Turkish, il promotore di incontri di boxe clandestini che fa anche da voce narrante; e su Revolver (2005), un thriller psicologico atipico nella filmografia di entrambi, accolto con freddezza da critica e pubblico e per anni considerato il punto più basso della collaborazione tra i due. Dopo Revolver, Statham non era mai tornato a lavorare sotto la direzione di Ritchie, nonostante entrambi avessero costruito, separatamente, carriere di primissimo piano — Ritchie tra Hollywood e i propri crime movie, Statham come uno dei volti action più redditizi al mondo intero grazie a saghe di enorme successo commerciale come Fast & Furious e The Transporter. Il ritorno dopo sedici anni di distanza non era affatto scontato, considerando quanto le rispettive carriere si fossero ormai allontanate su binari paralleli, ed è probabilmente anche per questo che l’accoglienza al film è stata, tra i fan di lunga data del duo, particolarmente calorosa a prescindere dai giudizi più tiepidi espressi dalla critica generalista — tanto da spingere i due a lavorare insieme di nuovo appena due anni dopo in Operation Fortune (2023).
Perché Fortico è più di un semplice sfondo aziendale
Uno degli elementi più sottovalutati e interessanti del film è il modo in cui l’azienda Fortico stessa diventa progressivamente parte integrante della trama, e non un semplice scenario neutro e intercambiabile in cui ambientare le rapine. Ogni singolo personaggio che lavora per Fortico — da Bullet fino al CEO interpretato da Rob Delaney — nasconde in realtà qualcosa di importante: complicità taciute, ambizioni personali, doppie identità mai dichiarate apertamente ai colleghi. È un dettaglio che riflette una delle ossessioni ricorrenti del cinema di Ritchie, quella secondo cui nessuna istituzione, per quanto rispettabile in apparenza, è mai davvero pulita fino in fondo — che si tratti di una banca, di uno studio legale, di una casa reale come in King Arthur, o come in questo caso di una società di trasporto valori che sposta letteralmente centinaia di milioni di dollari ogni singola settimana lungo le strade più trafficate di Los Angeles.
Wrath of Man nella filmografia di Guy Ritchie
Per la panoramica completa su tutti i film diretti da Guy Ritchie, vedi la filmografia completa di Guy Ritchie.
Wrath of Man segna il ritorno di un sodalizio storico — quello con Jason Statham — dopo sedici anni di assenza dalla collaborazione diretta, e conferma la propensione di Ritchie, ormai consolidata a questo punto della carriera, ad alternare sistematicamente blockbuster su commissione e crime thriller più personali. Arriva appena due anni dopo The Gentlemen, condividendone lo stesso compositore e un gusto simile per le strutture narrative non lineari, ma sposta decisamente il registro dal crime corale e ironico a un thriller di vendetta molto più cupo, serio e diretto.
Dove vedere Wrath of Man in streaming in Italia
Il film è disponibile in streaming in abbonamento su Amazon Prime Video — esclusiva Amazon anche in Italia, coerentemente con quanto avvenuto nel Regno Unito dopo la cancellazione della distribuzione in sala originariamente prevista da Lionsgate — e gratuitamente, con interruzioni pubblicitarie, su RaiPlay. In alternativa si può noleggiare o acquistare in digitale su Apple TV, Amazon Video e TIMvision. Al momento non risulta un’edizione fisica in DVD o Blu-ray distribuita ufficialmente sul mercato italiano, a differenza di quanto avvenuto sia nel mercato britannico sia in quello statunitense.
Domande frequenti
Come finisce Wrath of Man?
H, il vero nome Mason Hargreaves, scopre che è stato Jan a uccidere suo figlio Dougie durante la rapina iniziale. Dopo aver eliminato quasi tutta la banda di ex militari, lo affronta e gli spara nelle stesse identiche zone del corpo in cui era stato colpito Dougie (fegato, polmoni, milza, cuore), vendicandolo. Abbandona il denaro rubato e comunica all’agente King di aver concluso il proprio compito, andandosene.
Wrath of Man è tratto da una storia vera?
No, è il remake in lingua inglese del film francese Le Convoyeur (Cash Truck, 2004) di Nicolas Boukhrief, adattato e diretto da Guy Ritchie con una struttura narrativa non lineare divisa in quattro atti.
Dove vedere Wrath of Man in streaming in Italia?
Il film è disponibile in abbonamento su Amazon Prime Video (esclusiva Amazon), gratuito con pubblicità su RaiPlay, oppure a noleggio o acquisto su Apple TV, Amazon Video e TIMvision.
Perché H nasconde la propria identità in Wrath of Man?
H, il cui vero nome è Mason Hargreaves, è in realtà un boss criminale che si infiltra sotto falsa identità nell’azienda di trasporto valori Fortico per scoprire chi, tra i dipendenti, ha organizzato la rapina in cui è morto suo figlio Dougie.
Wrath of Man è il primo film di Guy Ritchie con Jason Statham dopo quanti anni?
È la quarta collaborazione tra i due, ma la prima dopo sedici anni: l’ultima volta erano stati insieme su un set di Ritchie con Revolver, uscito nel 2005.
Chi interpreta l’agente FBI in Wrath of Man?
Andy García compare in un cameo nel ruolo dell’agente King, il funzionario FBI che decide di chiudere un occhio sulle azioni di Hargreaves perché il suo lavoro sta involontariamente aiutando le indagini della polizia.
Wrath of Man è adatto ai bambini?
No. È vietato ai minori di 18 anni nella classificazione britannica (BBFC 18) per violenza grafica e uso ripetuto di armi da fuoco, e classificato R negli Stati Uniti.
Quanto ha incassato Wrath of Man al botteghino?
104 milioni di dollari nel mondo (27,5 milioni negli Stati Uniti e Canada, 76,5 milioni nel resto del mondo), un risultato solido considerando l’uscita in piena pandemia di Covid-19 e i continui rinvii subiti dal film.
Post Malone è davvero nel cast di Wrath of Man?
Sì, il rapper e cantante compare in un piccolo cameo nei panni di uno dei rapinatori del furgone blindato, una delle tante apparizioni a sorpresa nel cast del film insieme a quella del comico Rob Delaney nei panni del CEO di Fortico.
Wrath of Man ha una struttura narrativa particolare?
Sì, il film è diviso in quattro atti che raccontano la stessa vicenda da punti di vista temporali diversi, tornando più volte indietro nel tempo per rivelare progressivamente cosa sia realmente accaduto durante la rapina iniziale e chi sia davvero il protagonista.
Wrath of Man e The Gentlemen sono collegati?
Non narrativamente, ma condividono lo stesso compositore, Christopher Benstead, che aveva già lavorato con Ritchie su The Gentlemen (2019), e lo stesso approccio a un crime thriller corale con più linee narrative che convergono nel finale.
Guy Ritchie e Jason Statham si erano lasciati sedici lunghi anni prima con un film, Revolver, che nemmeno loro stessi amavano particolarmente ricordare. Tornano insieme con una storia di vendetta scandita al ritmo di un referto autoptico — e forse è proprio questa freddezza clinica, più della sparatoria finale, il vero segno distintivo del film.




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.