Sherlock Holmes (2009) di Guy Ritchie: trama, cast e perché Robert Downey Jr. sembrava la scelta sbagliata
Sherlock Holmes inizia con un salvataggio all’ultimo secondo. Finisce con la scoperta che il vero nemico non era mai stato nella stanza.
Uscito nelle sale cinematografiche il 25 dicembre 2009, Sherlock Holmes segna il salto di Guy Ritchie dal crime movie londinese a basso budget al blockbuster hollywoodiano. Con Robert Downey Jr. nei panni del celebre detective creato da Arthur Conan Doyle e Jude Law in quelli del dottor Watson, il film reinventa Holmes come un bohémien scientifico capace di risolvere un caso tanto con la deduzione quanto con i pugni — una scelta che, prima dell’uscita, molti fan storici della saga guardavano con sospetto.
Di cosa parla Sherlock Holmes (2009)
Seguono anticipazioni sull’intera storia, finale compreso.
Nella Londra del 1890, il detective privato Sherlock Holmes e il suo socio, il dottor John Watson, impediscono l’omicidio rituale di una donna per mano di Lord Henry Blackwood, un nobile che ha già ucciso cinque donne e sostiene di possedere poteri sovrannaturali. L’ispettore Lestrade e la polizia arrestano Blackwood. Due mesi dopo, Watson, ormai fidanzato con Mary Morstan, si sta trasferendo fuori da Baker Street 221B e sta chiudendo la propria collaborazione con Holmes, esausto delle sue stravaganze. Blackwood convoca Holmes prima dell’impiccagione e lo avverte che altre tre morti avverranno e che lui non potrà impedirle. Blackwood viene impiccato e dichiarato morto dallo stesso Watson. Holmes riceve la visita della sua ex avversaria Irene Adler, che gli chiede di trovare un uomo scomparso, Luke Reordan. Seguendola, Holmes scopre che lavora per un uomo che deduce essere un professore, e che la intimidisce.
La tomba di Blackwood viene trovata forzata, con il cadavere di Reordan al suo interno. Seguendo una serie di indizi trovati sul corpo, Holmes e Watson trovano il laboratorio di Reordan e scoprono esperimenti che tentano di fondere scienza e magia. Più tardi, Holmes viene rapito e portato al Tempio dei Quattro Ordini, una società segreta magica. Il capo dell’Ordine, il Lord Giudice Sir Thomas Rotheram, presenta Holmes all’ambasciatore americano Standish e al ministro degli Interni Lord Coward, chiedendogli di fermare Blackwood — ex membro della società e figlio illegittimo segreto dello stesso Rotheram. Quella notte, Rotheram annega nella propria vasca da bagno sotto lo sguardo di Blackwood. Coward convoca una riunione dell’Ordine e propone Blackwood come nuovo capo: Blackwood si rivela a tutti, spiegando il proprio piano per impadronirsi dell’Impero Britannico e riconquistare gli Stati Uniti. Standish tenta di sparargli, ma la sua pistola prende fuoco e lui fugge da una finestra, morendo nella caduta.
Holmes studia i rituali dell’Ordine e riconosce che gli omicidi di Blackwood seguono le loro credenze, e che l’atto finale sarà l’assassinio dei membri del Parlamento. Con l’aiuto di Lestrade, Holmes si consegna e viene condotto da Coward, dove nota tracce sui suoi vestiti che gli permettono di dedurre che Blackwood ha condotto una cerimonia nelle fogne sotto il Palazzo di Westminster. Holmes fugge ed entra nelle fogne insieme a Watson e Adler: trovano gli uomini di Blackwood a guardia di un dispositivo, sviluppato da Reordan, progettato per rilasciare gas cianidrico nelle camere del Parlamento e uccidere tutti tranne i sostenitori di Blackwood, a cui è stato segretamente dato un antidoto. Blackwood si presenta davanti al Parlamento annunciando la morte imminente di tutti e tenta di attivare il dispositivo con un telecomando; Adler riesce a disattivarlo con un’esplosione controllata e sottrae le taniche di cianuro. Coward e i sostenitori di Blackwood vengono arrestati, mentre Blackwood fugge dal Parlamento.
Holmes insegue Adler, che lo conduce in cima al Tower Bridge, ancora incompleto: qui Blackwood mette fuori gioco Adler e affronta Holmes. Blackwood cade tra le impalcature, e Holmes rivela di aver dedotto che tutte le sue presunte imprese sovrannaturali erano ottenute tramite scienza e trucchi teatrali, con l’aiuto degli esperimenti di Reordan. Una gru crolla, intrappolando Blackwood e impiccandolo tra le catene, sospeso sul ponte. Holmes rianima Adler, che gli rivela che il suo datore di lavoro è il professor Moriarty, e che non va sottovalutato.
Mentre Watson sta ancora traslocando da Baker Street 221B, un agente di polizia riferisce a Holmes che è stato trovato un ufficiale morto vicino al dispositivo di Blackwood. Moriarty ha usato lo scontro con Adler e Blackwood come diversivo per sottrarre una componente chiave del macchinario, basata sulla scienza ancora agli albori della radio. Holmes considera il caso riaperto.
Il cast: Downey Jr. e la scelta contestata
Robert Downey Jr., che interpreta un Holmes bohémien e scienziato eccentrico costantemente inseguito dall’ombra del professor Moriarty, arrivò al ruolo quasi per caso: era negli uffici di Joel Silver insieme alla moglie, la produttrice Susan Downey, quando venne a sapere del progetto. Ritchie, inizialmente, riteneva Downey troppo anziano per la parte: voleva mostrare un Holmes più giovane, alle prime armi, sul modello di Batman Begins. Decise comunque di scommettere su di lui, e Downey raccontò alla BBC: «Penso che io e Guy siamo adatti a lavorare insieme. Più approfondisco i libri, più la cosa diventa fantastica. Holmes è uno stranissimo». Rivelò anche cosa gli aveva detto sua moglie: leggendo la descrizione del personaggio — stravagante e un po’ matto — sembrava una descrizione di lui stesso. Downey si concentrò sul lato patriottico e bohémien di Holmes, e ritenne che il lavoro fatto su Chaplin lo avesse preparato all’accento inglese, che Ritchie ha definito «impeccabile». Sia Downey sia Ritchie sono appassionati di arti marziali, e si sono ispirati al Baritsu citato nel racconto del 1901 L’avventura della casa vuota. Il Baritsu è un’arte marziale immaginaria, o quantomeno storpiata nella grafia, che lo stesso Conan Doyle attribuisce a Holmes in quel racconto per spiegare come il detective sia sopravvissuto al proprio scontro mortale con Moriarty alle cascate di Reichenbach: un dettaglio minore dei racconti originali che il film trasforma nel fondamento dello stile di combattimento fisico e quasi scientifico di Holmes, mostrato mentre pianifica ogni mossa nella propria testa prima ancora di sferrarla. Downey perse peso per il ruolo, dopo che il cantante Chris Martin gli aveva consigliato, in una chiacchierata, di rendere Holmes «scarno» e «magro».
Jude Law è il dottor John Watson, veterano della Seconda guerra afghana e chirurgo, qui scritto più vicino al personaggio originale — un collega alla pari di Holmes — che allo sciocco impacciato reso popolare dall’attore Nigel Bruce nei film degli anni Trenta e Quaranta. Law era già apparso nella serie della Granada Television Le avventure di Sherlock Holmes, in un episodio tratto da L’avventura di Shoscombe Old Place: da appassionato della saga, riconobbe che c’era materiale inesplorato rispetto ad altri adattamenti, e fu scelto dopo un incontro positivo con Downey in cui i due concordarono che il film avrebbe dovuto esplorare a fondo l’amicizia tra Holmes e Watson. Downey riteneva che enfatizzare le qualità di Watson come ex soldato, medico, donnaiolo e giocatore d’azzardo lo rendesse un contraltare più interessante per Holmes. Law compilò un intero taccuino di frasi tratte dai racconti originali da improvvisare nei dialoghi. Ritchie, in origine, aveva immaginato Russell Crowe nel ruolo.
Mark Strong è Lord Henry Blackwood, l’aristocratico serial killer che si dedica all’occulto per piegare gli altri alla propria volontà, tornato dalla propria esecuzione con un piano per impadronirsi della Gran Bretagna: la sua presenza è quasi sempre accompagnata da un corvo minaccioso. Era la terza volta che Strong lavorava con Ritchie, e l’attore ha dichiarato di apprezzare la mancanza di ego del regista e la facilità con cui si lavora con lui.
Rachel McAdams è Irene Adler, una femme fatale americana del New Jersey che, secondo il racconto di Conan Doyle Uno scandalo in Boemia, ha battuto Holmes per ben due volte. Il film si allontana notevolmente dall’originale: qui Adler è una ladra professionista e divorziata che ha bisogno dell’aiuto di Holmes per trovare Reordan, ed è impiegata, senza che Holmes lo sappia fino alla fine, proprio dal professor Moriarty. Fu Downey a convincere Ritchie a scritturare McAdams, sostenendo che non sarebbe sembrata troppo giovane per il ruolo di interesse amoroso; McAdams accolse con piacere l’opportunità di interpretare un personaggio «capo di se stessa e un vero spirito libero».
Completano il cast principale Kelly Reilly (Mary Morstan), Eddie Marsan (l’ispettore Lestrade, qui mostrato come un investigatore competente e non il classico ispettore impacciato di molti adattamenti precedenti), Hans Matheson (Lord Coward), Geraldine James (la governante Mrs. Hudson, al suo secondo film su Holmes dopo un ruolo nell’adattamento del 2002 de Il mastino dei Baskerville) e James Fox (Sir Thomas Rotheram). Robert Maillet interpreta Dredger, lo scagnozzo alto oltre due metri di Blackwood.
Il mistero della voce di Moriarty
Un dettaglio curioso riguarda Andrew Jack, che presta la voce al professor Moriarty nella versione originale: Guy Ritchie inizialmente rifiutò di rivelarne l’identità al pubblico, lasciando il personaggio avvolto nel mistero anche dietro le quinte. Per le successive edizioni home video e le trasmissioni televisive, le sue battute sono state ridoppiate da Jared Harris — l’attore che, nel sequel Sherlock Holmes: A Game of Shadows, avrebbe interpretato Moriarty in carne e ossa — per dare continuità sonora al personaggio tra un film e l’altro.
Come è nato il film: da un fumetto di 25 pagine a Guy Ritchie
Il produttore Lionel Wigram ha raccontato di aver passato circa dieci anni a pensare a nuovi modi di rappresentare Sherlock Holmes: leggendo i racconti, le immagini che si formava nella propria testa erano diverse da quelle viste nei film precedenti. Immaginava «un personaggio molto più moderno e bohémien, vestito più come un artista o un poeta» — ispirato a Henri de Toulouse-Lautrec. Dopo aver lasciato il proprio ruolo dirigenziale in Warner Bros. nel 2006, Wigram cercò per la storia un respiro più ampio, capace di attrarre un pubblico vasto, e fuse insieme diversi racconti holmesiani. Alcune sequenze del film si ispirano, senza essere accreditate, a episodi del romanzo del 1979 Enter the Lion: A Posthumous Memoir of Mycroft Holmes. Il personaggio di Blackwood fu sviluppato come un omaggio all’interesse vittoriano per lo spiritismo e alla successiva influenza di Aleister Crowley: al produttore piaceva l’idea di mettere Holmes, con la sua capacità quasi sovrannaturale di risolvere i crimini, contro un villain apparentemente sovrannaturale — un’idea che richiama anche il racconto Il mastino dei Baskerville, dove una serie di eventi apparentemente soprannaturali trova alla fine una spiegazione scientifica e razionale. Wigram scrisse, e John Watkiss disegnò, un fumetto di 25 pagine su Holmes al posto di una sceneggiatura di presentazione. Il personaggio del professor Moriarty fu inserito fin dall’inizio proprio per preparare il terreno ai sequel.
Nel marzo 2007, Warner Bros. decise di produrre il film, vedendo delle similitudini nel concept con Batman Begins. La tenuta di Arthur Conan Doyle fu in parte coinvolta per risolvere alcune questioni legali, anche se i racconti sono di pubblico dominio negli Stati Uniti. Il regista inizialmente designato era Neil Marshall, ma Guy Ritchie firmò per dirigere il film nel giugno 2008. Da bambino, in collegio, Ritchie e gli altri alunni ascoltavano i racconti di Holmes attraverso gli altoparlanti del dormitorio: «Holmes mi cullava fino al sonno ogni sera quando avevo sette anni», ha raccontato. Per questo la sua immagine di Holmes era diversa da quella dei film precedenti. Voleva rendere il proprio film più «autentico» rispetto a Conan Doyle, spiegando che nei racconti ci sono molte sequenze d’azione intense, spesso non riflesse adeguatamente nei film. Voleva che «l’intelligenza di Holmes percolasse nell’azione» e mostrare che il suo intelletto fosse tanto una maledizione quanto una benedizione. Ritchie voleva un film dal tono e dalla texture «molto contemporanei», perché era passato «relativamente tanto tempo» dall’ultima versione cinematografica accolta con entusiasmo dal pubblico.
Le riprese: da St Paul’s a Manchester
Le riprese cominciarono nell’ottobre 2008. La troupe girò alla Freemasons’ Hall e alla Cattedrale di St Paul, oltre che nel Northern Quarter di Manchester: il Municipio di Manchester fu usato estesamente per numerose scene, con alcune modifiche minori in CGI — il cortile interno per una scena di combattimento, la Great Hall trasformata nella Camera dei Lord. La scena d’apertura fu girata in tre giorni nella chiesa di St Bartholomew-the-Great a Londra, e una scena con un battello a vapore sul Tamigi fu girata a Wapping il 7 novembre. Le riprese proseguirono a Stanley Dock e Clarence Dock a Liverpool e a The Historic Dockyard, a Chatham; le scene di strada furono girate nei vicoli acciottolati di Chatham e Manchester. Il Brompton Cemetery di Londra fu usato per una scena chiave, e l’interno ottocentesco del Reform Club sostituì il Café Royal. Gli interni di Baker Street 221B furono girati su un sound stage ai Leavesden Studios.
Alla fine di novembre 2008, Robert Maillet, l’attore che interpreta Dredger, stava girando una scena di combattimento al Chatham Dockyard, nel Kent, quando colpì accidentalmente Robert Downey Jr. in volto, facendolo sanguinare e cadere — anche se, contrariamente a quanto inizialmente riportato, Downey non perse i sensi. Nel dicembre successivo, mentre si girava a St John’s Street, il programma dovette essere accorciato da 13 a nove giorni per le lamentele degli abitanti, costretti a parcheggiare altrove durante le riprese. Nel gennaio 2009, la produzione si spostò a Brooklyn.
Ritchie voleva che il costume di Holmes andasse contro l’immagine popolare del personaggio, scherzando sul fatto che «solo una persona nella storia ha mai indossato un deerstalker». Fu Downey a scegliere il cappello del personaggio, una fedora malconcia. Il regista mantenne la tradizione di un appartamento di Holmes e Watson piuttosto disordinato, decorato con reperti e oggetti scientifici provenienti dai continenti che i due avrebbero visitato.
La colonna sonora di Hans Zimmer e il pianoforte scordato
Le musiche originali sono firmate da Hans Zimmer, pubblicate il 12 gennaio 2010. Per la partitura, Zimmer acquistò un pianoforte scordato per 200 dollari e lo usò per l’intero processo di composizione proprio per la sua «stranezza» timbrica — un dettaglio che riflette bene il tono complessivo della colonna sonora, più vicina a un cabaret zingaro che a un tradizionale score orchestrale d’epoca.
Accoglienza critica e incasso: il maggior successo di Ritchie
Il film ebbe la prima mondiale a Londra il 14 dicembre 2009, con un’anteprima di beneficenza in alcune location del Belgio il 10 dicembre, prima dell’uscita mondiale il 25 dicembre (26 dicembre nel Regno Unito e in Irlanda), dopo essere stato posticipato da una data di uscita di novembre.
Il film aprì con un incasso stimato di 62,4 milioni di dollari nel primo weekend, negli Stati Uniti, piazzandosi secondo al box office dietro Avatar, che incassò 75,6 milioni. Ottenne una media per sala di 18.031 dollari su 3.626 sale, e le vendite di un solo giorno, quello di Natale, stabilirono record. Complessivamente il film ha incassato 209 milioni di dollari in Nord America e 525 milioni nel mondo, a fronte di un budget di 90 milioni: all’epoca fu il maggior successo al botteghino della carriera di Guy Ritchie, un primato poi superato sia dal sequel sia da Aladdin. Fu anche l’ottavo film di maggior incasso del 2009, sia a livello mondiale sia negli Stati Uniti. In home video, il film ha incassato altri 44.908.336 dollari in vendite DVD, uscite il 30 marzo 2010.
La critica lo ha accolto con recensioni miste, tendenti al positivo. Su Rotten Tomatoes ha il 70% di recensioni positive su 248, con una media di 6,25 su 10; il consenso del sito recita: «Lo stile registico di Guy Ritchie potrebbe non essere il più adatto per un aggiornamento del leggendario detective, ma Sherlock Holmes beneficia del fascino elementare di una solida interpretazione di Robert Downey Jr.». Su Metacritic ha 57 punti su 100, «recensioni miste o nella media». Roger Ebert, sul Chicago Sun-Times, gli diede tre stelle su quattro, elogiando i personaggi, la messa in scena e la trama ricca d’azione.
Non tutti i giudizi furono positivi. A. O. Scott, sul New York Times, scrisse che l’approccio del regista era «fare film cool su tipi cool con roba cool», definendo Sherlock Holmes essenzialmente «una serie di pose e acrobazie» al più «saltuariamente divertente». David Stratton, su The Australian, non apprezzò l’interpretazione dei racconti originali, scrivendo che gli autori del film erano interessati principalmente all’azione, «e potrebbero anche avere ragione, ma nel farlo hanno calpestato una delle più grandi creazioni della letteratura» — pur lodando la scenografia e la colonna sonora. Todd McCarthy, su Variety, criticò la scrittura del personaggio di Irene Adler, «non ben integrata nel resto della storia»; un giudizio condiviso da A.O. Scott, secondo cui Adler sembrava «un espediente commerciale piuttosto cinico» più che un personaggio a tutto tondo. Catherine Shoard, sul Guardian, diede al film 2 stelle su 5, definendolo «un tentativo vuoto di modernizzazione» che «annoia rapidamente».
Altri pareri della critica: chimica tra i protagonisti, dubbi su Adler
Diversi critici hanno lodato in particolare la chimica tra i due protagonisti. Jake Tomlinson, su Shave Magazine, scrisse che Downey e Law erano «perfetti insieme» e che Strong era «un villain convincente e inquietante». William Thomas, su Empire, diede al film tre stelle su cinque, elogiando la chimica tra Downey e Law ma trovando McAdams sottoutilizzata e alcuni siparietti comici con un cane «poco divertenti»; nel complesso lo definì comunque «divertente, ricco d’azione». Owen Gleiberman, su Entertainment Weekly, lo trovò «al tempo stesso divertente e intorpidito, godibile e sfiancante», giudicando il personaggio di Strong monodimensionale e ritenendo che il film avrebbe funzionato meglio come storia delle origini, con Holmes che scopre i propri «poteri fulminei» di intuizione. Jamie S. Rich, su DVD Talk, fu tra i più severi, con appena una stella e mezza su cinque: rimase poco convinto dal casting, in particolare di McAdams, e scrisse che il film era «la prova che si può spendere quanto si vuole per fare un blockbuster, ma non si può creare vero talento dove c’è solo un’approssimazione senz’anima dello stesso».
Accolades: due Oscar mancati e un Golden Globe
Il film ottenne due candidature agli Academy Award: miglior scenografia, per Sarah Greenwood e Katie Spencer, e miglior colonna sonora originale, per Hans Zimmer. Robert Downey Jr. vinse il Golden Globe come miglior attore in un film commedia o musicale. Il film vinse anche l’Empire Award per il miglior thriller, mentre Downey ricevette una candidatura come miglior attore agli stessi premi. Sul fronte tecnico, la Visual Effects Society premiò gli effetti visivi di supporto del film (Jonathan Fawkner, Chas Jarrett, David Vickery, Dan Barrow), con una seconda candidatura per il compositing. Ai Saturn Award, il film raccolse otto candidature complessive, tra cui miglior film d’azione o avventura, miglior regista per Ritchie, miglior attore per Downey, miglior attore non protagonista per Law, miglior attrice non protagonista per McAdams e miglior colonna sonora per Zimmer, senza però vincerne nessuna.
I sequel: un secondo film riuscito, un terzo bloccato
Il successo del film aprì naturalmente la strada a un seguito: Sherlock Holmes: A Game of Shadows, con Downey e Law di nuovo protagonisti, uscì il 16 dicembre 2011. Un terzo capitolo, con gli stessi due attori protagonisti, è da anni annunciato ma bloccato in quello che le fonti definiscono «development hell»: alla regia, al posto di Guy Ritchie, dovrebbe subentrare Dexter Fletcher — lo stesso attore che, undici anni prima di questo film, interpretava Soap in Lock, Stock and Two Smoking Barrels, e che nel frattempo era diventato regista di Bohemian Rhapsody e Rocketman — su una sceneggiatura di Chris Brancato. Sono in sviluppo anche due serie televisive ambientate nello stesso universo narrativo, destinate a HBO Max.
Sherlock Holmes nella filmografia di Guy Ritchie
Per la panoramica completa su tutti i film diretti da Guy Ritchie, vedi la filmografia completa di Guy Ritchie.
Con Sherlock Holmes, Guy Ritchie chiude la fase più artigianale della propria carriera — quella dei crime movie londinesi Lock, Stock and Two Smoking Barrels, Snatch e RocknRolla — e apre quella dei blockbuster a budget hollywoodiano che lo avrebbe occupato per gran parte del decennio successivo, culminata pochi anni dopo nel fantasy in costume King Arthur: Legend of the Sword, prima che Ritchie tornasse al crime movie originario con The Gentlemen nel 2019 e con Wrath of Man nel 2021, per poi passare allo spionaggio con Operation Fortune nel 2023. È un salto di scala enorme: da un budget di 18 milioni di dollari per RocknRolla a uno di 90 milioni per Sherlock Holmes, e da un incasso mondiale di 25 milioni a uno di 525.
Il film condivide con i tre crime movie precedenti alcuni tratti riconoscibili dello stile di Ritchie — il montaggio serrato, l’uso della slow motion per scomporre le sequenze di combattimento, il gusto per personaggi eccentrici — applicati per la prima volta a un genere in costume e a un budget molto più ampio. È lo stesso metodo di scomposizione del combattimento, mostrato prima come piano mentale di Holmes e poi eseguito nella realtà, a restare l’immagine più riconoscibile del film per gran parte del pubblico che lo ha visto. Un espediente semplice, ma efficace nel tradurre visivamente la mente di un personaggio che, nei racconti originali, esiste soprattutto sulla pagina scritta. È anche il film che porta con sé, attraverso Mark Strong, un filo diretto con RocknRolla: per l’attore, il ruolo di Blackwood era la terza collaborazione consecutiva con lo stesso regista — che sarebbe proseguita anche in The Man from U.N.C.L.E. (2015).
Dove vedere Sherlock Holmes in streaming in Italia

Il film è disponibile in Italia in abbonamento su Apple TV, Sky Go, Now TV e HBO Max (anche tramite Amazon Channel), secondo JustWatch a settembre 2026. In alternativa si può noleggiare o acquistare in digitale su Apple TV Store, Timvision, Rakuten TV, Amazon Video e CHILI.
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Domande frequenti
Di cosa parla Sherlock Holmes (2009)?
Nella Londra del 1890, il detective Sherlock Holmes e il dottor Watson fermano l’omicidio rituale di una donna da parte di Lord Henry Blackwood, un nobile che sostiene di avere poteri sovrannaturali. Dopo l’impiccagione di Blackwood, questo sembra tornare dalla morte per compiere altri delitti, e Holmes, aiutato dalla sua ex avversaria Irene Adler, deve scoprire come sia davvero possibile e fermare il suo piano per conquistare l’Impero Britannico.
Come finisce Sherlock Holmes (2009)?
Holmes smaschera Blackwood, dimostrando che i suoi presunti poteri magici erano scienza e trucchi teatrali, e lo lascia impiccato tra le catene di una gru sul Tower Bridge ancora in costruzione. Irene Adler rivela poi a Holmes che il suo datore di lavoro è il professor Moriarty, che nel frattempo ha sottratto, come diversivo, una componente chiave basata sulla radio: un indizio che apre le porte al sequel.
Chi interpreta Sherlock Holmes e Watson nel film del 2009?
Robert Downey Jr. è Sherlock Holmes e Jude Law è il dottor John Watson. Rachel McAdams interpreta Irene Adler, Mark Strong è il villain Lord Henry Blackwood ed Eddie Marsan è l’ispettore Lestrade di Scotland Yard.
Perché Guy Ritchie inizialmente non voleva Robert Downey Jr. come Holmes?
Ritchie riteneva Downey troppo anziano per il ruolo: voleva mostrare un Holmes più giovane, ancora in fase di apprendimento, sul modello di Batman Begins. Alla fine decise comunque di scommettere su di lui, e lo stesso Downey ha raccontato di aver trovato nella descrizione del personaggio — «stravagante e un po’ matto» — qualcosa che sua moglie associava a lui.
Sherlock Holmes (2009) è stato un successo?
Sì, enorme. A fronte di un budget di 90 milioni di dollari, ha incassato 209 milioni negli Stati Uniti e 525 milioni nel mondo, diventando l’ottavo film di maggior incasso del 2009 e, all’epoca, il maggior successo al botteghino della carriera di Guy Ritchie. Downey ha vinto il Golden Globe come miglior attore in un film commedia o musicale.
Sherlock Holmes (2009) ha vinto premi importanti?
Ha ottenuto due candidature agli Oscar, per la migliore scenografia e la migliore colonna sonora di Hans Zimmer, oltre al Golden Globe vinto da Downey. Ha vinto anche l’Empire Award per il miglior thriller e un premio della Visual Effects Society, con otto candidature complessive ai Saturn Award.
Chi doppia la voce di Moriarty in Sherlock Holmes (2009)?
Nella versione originale la voce è di Andrew Jack, che Guy Ritchie inizialmente rifiutò di identificare pubblicamente. Per le successive edizioni home video e le trasmissioni televisive, le sue battute sono state ridoppiate da Jared Harris, l’attore che avrebbe interpretato Moriarty in carne e ossa nel sequel.
Sherlock Holmes (2009) è fedele ai romanzi di Arthur Conan Doyle?
Solo in parte. Guy Ritchie voleva un film più fedele all’azione fisica presente nei racconti originali, spesso poco rappresentata negli adattamenti precedenti, ma la trama è originale e diversi elementi — come il rapporto romantico tra Holmes e Irene Adler — si allontanano significativamente dal materiale di Conan Doyle.
Dove vedere Sherlock Holmes (2009) in streaming in Italia?
Secondo JustWatch (settembre 2026) il film è in abbonamento su Apple TV, Sky Go, Now TV e HBO Max (anche tramite Amazon Channel), e si può noleggiare o acquistare su Apple TV Store, Timvision, Rakuten TV, Amazon Video e CHILI. Verifica la disponibilità aggiornata su JustWatch.
Sherlock Holmes (2009) è adatto ai bambini?
È un film d’azione e avventura con scene di violenza stilizzata, adatto a un pubblico adolescente e adulto: non contiene il linguaggio scurrile né la violenza esplicita dei crime movie londinesi di Ritchie, ma resta comunque un film pensato più per ragazzi grandi che per bambini piccoli.
In che ordine vedere i film di Sherlock Holmes di Guy Ritchie?
In ordine di uscita: Sherlock Holmes (2009) → Sherlock Holmes: A Game of Shadows (2011). Un terzo capitolo, con Downey e Law di nuovo protagonisti ma con la regia affidata a Dexter Fletcher al posto di Ritchie, è annunciato ma bloccato da anni in fase di sviluppo.
Sulla carta, Robert Downey Jr. sembrava proprio la scelta sbagliata per un Holmes che Ritchie immaginava più giovane e ancora acerbo.
Il pubblico, con 525 milioni di dollari incassati nel mondo, ha risposto che forse Guy Ritchie si sbagliava proprio su questo.




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.