The Gentlemen (2019): trama, cast e come Guy Ritchie è tornato al crime dopo Aladdin
Dopo un fantasy in costume fallito clamorosamente e un musical Disney da oltre un miliardo di dollari, Guy Ritchie torna a fare esattamente il film che sa fare meglio di chiunque altro: gangster inglesi, dialoghi taglienti e una trama che si morde ripetutamente la coda.
The Gentlemen (2019) segna il ritorno esplicito e dichiarato di Ritchie al crime movie londinese, dopo oltre un decennio passato quasi interamente tra blockbuster hollywoodiani — Sherlock Holmes, The Man from U.N.C.L.E., King Arthur: Legend of the Sword, Aladdin — ed è il film che più di ogni altro nella sua filmografia recente riporta in scena lo spirito di Lock, Stock and Two Smoking Barrels e Snatch.
Di cosa parla The Gentlemen: la trama dall’inizio
Michael “Mickey” Pearson è un americano nato in povertà che, vinta una borsa di studio Rhodes a Oxford, ha iniziato a vendere marijuana prima di abbandonare gli studi e costruire un impero criminale nel sangue, coltivando cannabis in laboratori nascosti nelle tenute di aristocratici bisognosi di liquidità per mantenere le proprie dimore storiche. Ormai di mezza età, Pearson vuole vendere il proprio impero e ritirarsi in pace con la moglie Rosalind. Il compratore designato è il miliardario americano Matthew Berger, disposto a offrire una cifra complessiva di ben 400 milioni di sterline per l’intero impero. Dopo aver mostrato a Berger uno dei laboratori, Pearson viene avvicinato dall’ambizioso gangster cinese Dry Eye, che si offre di rilevare l’impero — ma Pearson rifiuta.
Un gruppo di aspiranti youtuber e lottatori MMA dilettanti, soprannominati “i Toddlers” nonostante la loro fisicità tutt’altro che infantile, fa irruzione nel laboratorio mostrato a Berger, sopraffà le guardie, ruba marijuana e pubblica online un video rap della propria impresa criminale. Il loro allenatore, “Coach”, inorridito, ordina loro di cancellarlo. Nel frattempo, il direttore del tabloid Daily Print, “Big” Dave, che nutre un rancore personale contro Pearson, assolda l’investigatore privato Fletcher per scavare nei suoi legami con uno dei suoi lord, Lord Pressfield, il cui ducato ospita uno dei laboratori: sua figlia Laura, popstar dipendente da eroina, vive in un quartiere popolare con altri tossicodipendenti. Su richiesta di Pressfield, Pearson invia il suo braccio destro Raymond a riportarla a casa: in una rissa con i coinquilini di Laura, uno degli uomini di Raymond uccide accidentalmente un giovane russo, Aslan. Laura torna dai genitori, ma poco dopo ha una ricaduta e muore di overdose.
Coach si presenta personalmente da Raymond per scusarsi dell’azione sconsiderata dei Toddlers e offrire i propri servizi come forma di compensazione, scoprendo che il gruppo aveva scoperto la posizione del laboratorio proprio grazie a Dry Eye — che in realtà è alleato di Berger, intenzionato a sabotare gli affari di Pearson per abbassarne il prezzo di vendita, pur continuando a bramare l’impero per sé. Dry Eye tenta personalmente di rapire Rosalind, che riesce a uccidere diversi dei suoi uomini prima di restare completamente senza proiettili; Pearson arriva sulla scena appena in tempo e lo uccide mentre sta per violentarla.
Fletcher tenta di ricattare Pearson, offrendo a Raymond tutto ciò che ha scoperto in cambio di 20 milioni di sterline, minacciando altrimenti di consegnare le informazioni a Big Dave. Coach fa catturare Big Dave dai Toddlers, che lo drogano e lo filmano mentre ha un rapporto con un maiale, minacciando di pubblicare il video se non abbandonerà l’inchiesta. Pearson e Berger si incontrano di persona per finalizzare la vendita, ma Berger abbassa unilateralmente l’offerta a 130 milioni di sterline, attribuendo il ribasso ai recenti disordini negli affari di Pearson. Pearson annulla del tutto l’accordo, accusando Berger del sabotaggio, e lo rinchiude a forza in un congelatore industriale, minacciando concretamente di lasciarlo morire a meno che non gli trasferisca 270 milioni di sterline come risarcimento — pretendendo inoltre “una libbra di carne” da qualunque parte del corpo di Berger, come compenso per l’aggressione a Rosalind.
Fletcher torna una seconda volta per riscuotere il proprio pagamento, ma Raymond rivela di averlo pedinato attentamente fin dall’inizio e di aver fatto recuperare ai Toddlers tutte le sue prove, annullando il ricatto. Fletcher, per vendicarsi, rivela di aver venduto informazioni su Pearson anche al padre di Aslan, un oligarca russo ed ex agente del KGB desideroso di vendicare il figlio, che ha inviato sicari per uccidere sia Pearson sia Raymond. Coach elimina personalmente i due sicari destinati a Raymond. Altri due sicari russi rapiscono a loro volta Pearson, ma i Toddlers li tendono un’imboscata crivellando la loro auto di proiettili, uccidendoli entrambi e permettendo a Pearson di fuggire indenne. I coniugi Pearson tornano infine al proprio impero, ormai messo definitivamente in salvo, e festeggiano insieme. Fletcher, ormai in partenza definitiva dal paese, sale su un taxi qualunque e scopre con orrore che l’autista è proprio Raymond: è ormai un prigioniero.
I personaggi principali e il cast: chi sono davvero
Matthew McConaughey interpreta Mickey Pearson, il boss al centro della vicenda. Dopo l’esordio nella commedia di formazione Dazed and Confused (1993) e il successo come protagonista nel legal drama A Time to Kill (1996), McConaughey ha attraversato un intero decennio da volto delle commedie romantiche hollywoodiane — The Wedding Planner, How to Lose a Guy in 10 Days, Fool’s Gold — prima di reinventarsi negli anni Dieci con ruoli drammatici più cupi, culminati in Interstellar (2014) di Christopher Nolan. The Gentlemen arriva proprio in questa seconda fase della sua carriera, quella in cui McConaughey ha scelto sistematicamente ruoli più ambigui e meno rassicuranti del divo romantico che lo aveva reso famoso. Charlie Hunnam — già Arthur in King Arthur: Legend of the Sword — interpreta Raymond, il braccio destro di Pearson e voce narrante indiretta di gran parte della trama, raccontata a Fletcher (e quindi allo spettatore) attraverso i suoi occhi. Henry Golding interpreta Dry Eye, il gangster cinese ambizioso che gioca su due tavoli contemporaneamente. Nato in Malesia da padre inglese e madre malese, prima di diventare attore Golding aveva lavorato come conduttore televisivo per ESPN, BBC e Discovery Channel Asia; nello stesso anno di The Gentlemen recita anche nella commedia romantica Last Christmas e nel thriller A Simple Favor, dopo l’esordio hollywoodiano l’anno precedente in Crazy Rich Asians. Anni dopo tornerà a lavorare con l’universo produttivo di Ritchie recitando nel cast corale di The Ministry of Ungentlemanly Warfare (2024).
Jeremy Strong — poco prima di diventare celebre come Kendall Roy in Succession, ruolo che gli varrà un Emmy e un Golden Globe — interpreta Matthew Berger, il miliardario americano che tenta di sabotare l’affare per abbassarne il prezzo. Laureato a Yale e formatosi alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra e alla Steppenwolf Theatre Company di Chicago, Strong è noto soprattutto per uno stile di recitazione fortemente immersivo, e The Gentlemen arriva in un momento di transizione della sua carriera, appena prima della consacrazione televisiva che lo avrebbe reso uno degli attori più discussi della sua generazione. Colin Farrell interpreta “Coach”, allenatore e mentore dei Toddlers, un personaggio che filtra la violenza del film attraverso un codice d’onore quasi paterno verso i propri allievi. L’attore irlandese, arrivato al successo internazionale con Minority Report (2002) di Steven Spielberg dopo gli esordi nella serie BBC Ballykissangel, ha costruito una carriera che alterna blockbuster (Alexander, Daredevil nei panni di Bullseye) e cinema d’autore, vincendo nel tempo tre Golden Globe e una Coppa Volpi. Hugh Grant interpreta Fletcher, l’investigatore privato che tenta di ricattare Pearson: è uno dei ruoli più insoliti della carriera dell’attore, storicamente associato alla commedia romantica fin dai tempi di Quattro matrimoni e un funerale e Notting Hill, negli anni Duemiladieci passato con crescente frequenza a ruoli da caratterista più ambigui e meno rassicuranti. Qui è calato in un personaggio viscido e manipolatore che racconta l’intera vicenda come se fosse la sceneggiatura di un film — un espediente narrativo che struttura letteralmente l’intero racconto.
Michelle Dockery interpreta Rosalind Pearson, moglie di Mickey e tutt’altro che una figura passiva nella trama: nella sequenza del tentato rapimento di Dry Eye si dimostra perfettamente in grado di difendersi da sola. Per il grande pubblico resta soprattutto Lady Mary Crawley di Downton Abbey (2010-2015), ruolo che le è valso una nomination al Golden Globe e tre nomination consecutive agli Emmy come miglior attrice protagonista in una serie drammatica, e che avrebbe ripreso anche nei tre film cinematografici della saga usciti fino al 2025. Prima di approdare al successo televisivo, Dockery si era formata alla Guildhall School of Music and Drama ed era stata candidata all’Olivier Award per la propria interpretazione teatrale in Burnt by the Sun (2009). Eddie Marsan interpreta “Big” Dave, il direttore del tabloid con un rancore personale contro Pearson. Completano il cast Tom Wu (“Lord” George, il capo di Dry Eye) — già presente anche in King Arthur: Legend of the Sword nel ruolo di Kung Fu George, uno dei rari casi di attore ricorrente tra i due film di Ritchie usciti a due anni di distanza — Samuel West e Geraldine Somerville (Lord e Lady Pressfield) ed Eliot Sumner nel ruolo di Laura, la figlia tossicodipendente dei Pressfield. Lo stesso Guy Ritchie compare in un piccolo cameo non accreditato nei panni di un dirigente dello studio Miramax — un’ironia non casuale, dato che è stata proprio Miramax a finanziare e distribuire il film.
Fletcher come sceneggiatore: la struttura narrativa del film
Il vero colpo di scena strutturale di The Gentlemen non riguarda la trama, ma il modo in cui viene raccontata. Fletcher non si limita a indagare su Pearson: si presenta da Raymond con un intero copione già scritto, intitolato come un film vero e proprio, e passa gran parte della sua permanenza a “vendere” la propria versione degli eventi come se stesse presentando un pitch a uno studio cinematografico — con tanto di inquadrature immaginate ad alta voce e battute sulla scelta del cast ideale per un eventuale adattamento. È un espediente che permette a Ritchie di raccontare la vicenda come un flashback filtrato da un narratore inaffidabile e apertamente disonesto, il cui unico scopo è manipolare chi lo ascolta — un meccanismo che ricorda da vicino la voce narrante di Turkish in Snatch, ma reso esplicitamente metanarrativo: qui il narratore sa di essere un narratore, e lo sfrutta come merce di scambio.
Dalla Cannes 2018 al set: la genesi di Toff Guys
Il progetto viene annunciato nel maggio 2018 con il titolo provvisorio Toff Guys, presentato dallo stesso Guy Ritchie come un film nello stesso spirito dei suoi primi due crime movie, Lock, Stock and Two Smoking Barrels e Snatch. Viene svelato al Festival di Cannes 2018 da CAA Media Finance e Rocket Science, con Miramax che acquisisce i diritti di distribuzione per oltre 30 milioni di dollari ed entra nel progetto anche come co-finanziatore. Le riprese, inizialmente previste per ottobre, iniziano effettivamente nel novembre 2018, tra il West London Film Studios, i Longcross Studios — gli stessi teatri di posa usati due anni prima per Aladdin — il pub The Princess Victoria a Shepherd’s Bush e il cimitero di Brompton, una delle location vittoriane più usate dal cinema britannico per le sue architetture funerarie monumentali.
Il casting si completa progressivamente nell’autunno 2018: a ottobre vengono annunciati Matthew McConaughey, Kate Beckinsale, Henry Golding e Hugh Grant, seguiti a novembre da Jeremy Strong, Jason Wong e Colin Farrell. Michelle Dockery si unisce successivamente al progetto, sostituendo Kate Beckinsale nel ruolo di Rosalind — un avvicendamento avvenuto a riprese ormai già annunciate, segno di quanto il casting sia rimasto fluido fino a ridosso dell’inizio delle riprese. Nel dicembre 2018 si aggiunge anche Lyne Renée, nel ruolo della moglie di Berger.
Il titolo cambia due volte prima dell’uscita: dal provvisorio Toff Guys — un’espressione gergale britannica per indicare uomini di estrazione alto-borghese o aristocratica, coerente con l’ambientazione nella nobiltà terriera del film — nel febbraio 2019 STX Entertainment acquisisce i diritti di distribuzione statunitensi da Miramax per 7 milioni di dollari, ribattezzando temporaneamente il film Bush, un titolo poi scartato prima di arrivare a quello definitivo, The Gentlemen, con cui il film debutta in una proiezione speciale VIP al Curzon Mayfair il 3 dicembre 2019.
Uscita e home media: un lancio anticipato per il Covid
Il film esce nelle sale britanniche il 1° gennaio 2020, distribuito da Entertainment Film Distributors, e in quelle statunitensi il 24 gennaio dello stesso anno tramite STXfilms, che ha investito circa 25 milioni di dollari in promozione — più dell’intero budget di produzione, a conferma di quanto lo studio puntasse su un lancio ampio nonostante la scala relativamente contenuta del progetto. L’uscita in home video, originariamente fissata al 7 aprile 2020, è stata anticipata al 24 marzo a causa della pandemia di Covid-19, che stava già chiudendo le sale cinematografiche in gran parte del mondo; l’edizione fisica in DVD, Blu-ray e Ultra HD Blu-ray, distribuita da Universal Studios Home Entertainment, è arrivata il 21 aprile 2020.
Box office: un successo solido con un budget contenuto
Al debutto nordamericano, uscito insieme all’horror The Turning, il film era proiettato a circa 10 milioni di dollari in 2.100 sale. Ha incassato 3,1 milioni di dollari nel primo giorno, inclusi 725.000 dollari dalle anteprime del giovedì sera, per un debutto complessivo di 10,6 milioni di dollari — quarto posto al box office. Nel secondo weekend ha incassato 6 milioni di dollari, scendendo al quinto posto, per poi mantenere una tenuta discreta nelle settimane successive: 4,2 milioni nel terzo weekend e 2,7 milioni nel quarto, un calo progressivo ma non drastico, tipico di un film sostenuto più dal passaparola che da un lancio esplosivo. Il totale complessivo si è attestato a 15,9 milioni di dollari nel Regno Unito, 36,5 milioni negli Stati Uniti e Canada e 73,8 milioni nel resto del mondo, per un totale mondiale di 126,2 milioni di dollari — un ottimo risultato rispetto a un budget di produzione di appena 22 milioni, il più contenuto tra tutti i film di Ritchie di questo periodo della sua carriera.
Critica: un ritorno a casa apprezzato, con qualche riserva
Su Rotten Tomatoes il film ottiene un solido 75% di recensioni positive su 277 critiche, con un voto medio di 6,6 su 10; il consenso critico recita: “Potrebbe non convertire molti nuovi spettatori allo stile di Guy Ritchie, ma per chi è già sintonizzato sulla lunghezza d’onda spavalda del regista, The Gentlemen si distingue”. Su Metacritic il punteggio è 51 su 100, calcolato su 44 critici, nella fascia delle recensioni definita dal sito stesso “miste o nella media”. Il pubblico si è mostrato più che soddisfatto: CinemaScore ha registrato un voto medio B+, mentre PostTrak ha rilevato una media di 3,5 stelle su 5, con il 48% degli spettatori disposto a raccomandarlo senza riserve.
Leah Greenblatt di Entertainment Weekly ha assegnato al film un voto B-, giudicandolo complessivamente inferiore ai precedenti crime movie diretti da Ritchie nel corso della sua carriera: “The Gentlemen non è altro che un richiamo ai Lock, Stock di un tempo, stipato di star e rianimato con abbastanza energia da far sobbalzare un gorilla in arresto cardiaco” — un giudizio che coglie bene sia il pregio sia il limite dell’operazione: un ritorno alle origini gradito, ma percepito da parte della critica come meno fresco dei modelli originali.
I riconoscimenti: una nomination ai Saturn Award
Il film ha ricevuto una nomination ai Saturn Award 2021 nella categoria miglior film d’azione o d’avventura, riconoscimento assegnato con oltre un anno di ritardo rispetto all’uscita nelle sale, a causa dei numerosi slittamenti della cerimonia legati alla pandemia di Covid-19. Non ha vinto, ma la candidatura conferma comunque come il film sia stato percepito dalla critica di genere, nonostante appartenga più al crime puro che all’azione in senso stretto, come un prodotto di intrattenimento di qualità nettamente superiore alla media della sua fascia di budget produttivo.
La causa legale con Mickey De Hara: l’ombra di RocknRolla
Tre anni dopo l’uscita del film, nel 2023, Ritchie è stato citato in giudizio dall’attore Mickey De Hara, che in RocknRolla aveva interpretato il personaggio di Turbo. De Hara ha sostenuto che The Gentlemen avesse copiato “il cast di personaggi, la loro caratterizzazione e aspetti unici della trama” da una sceneggiatura che gli aveva proposto come sequel di RocknRolla. Secondo De Hara, l’esempio più evidente di plagio riguarderebbe la coppia formata dal personaggio di Coach e dal gruppo dei Toddlers, quasi identica a una scena della propria sceneggiatura con un personaggio chiamato Coach a capo di una banda di teppisti soprannominata “The Baby Squad”. De Hara ha raccontato che, quando ha provato ad affrontare la questione senza ricorrere alle vie legali, Ritchie gli avrebbe risposto: “Mickey, io e i miei collaboratori abbiamo provato a contattarti per anni. Non c’è mai stata risposta. Sono felice di sederci a parlarne”. Ritchie ha depositato la propria difesa all’Alta Corte di Londra nell’agosto 2023, negando le accuse; ha confermato che si erano tenute discussioni su un possibile sequel o trilogia di RocknRolla e di aver usato alcuni elementi di quella sceneggiatura per The Gentlemen, sostenendo però che il contributo di De Hara fosse ben al di sotto delle soglie richieste dai sindacati degli sceneggiatori (Writers Guild of America e Writers Guild of Great Britain) per ricevere un accredito ufficiale. La vicenda giudiziaria resta interessante anche a prescindere dal suo esito, perché conferma indirettamente qualcosa che i fan del regista avevano sempre sospettato: l’universo di RocknRolla non era del tutto chiuso nella mente di Ritchie, e The Gentlemen ne porta con sé, in forma trasfigurata, almeno alcuni frammenti.
Lo spin-off Netflix: stessa ambientazione, altri personaggi
Nell’ottobre 2020, appena qualche mese dopo l’uscita in home video del film, Miramax Television avvia lo sviluppo di una serie televisiva spin-off, con Ritchie a supervisionare personalmente il progetto, ufficialmente confermata da Netflix nel novembre 2022. La trama è scritta dallo stesso Ritchie insieme a Matthew Read; Ritchie dirige i primi due episodi e figura come produttore esecutivo insieme a Ivan Atkinson, Marn Davies e Bill Block. La serie, uscita nel 2024 con lo stesso titolo del film, ha per protagonista Theo James, con un cast che include Vinnie Jones — già presente in Lock, Stock and Two Smoking Barrels — insieme a Kaya Scodelario, Giancarlo Esposito, Daniel Ings, Joely Richardson, Peter Serafinowicz, Alexis Rodney, Chanel Cresswell e Max Beesley. Pur condividendo il mondo criminale della cannabis di lusso nell’aristocrazia inglese, i personaggi e la trama della serie sono distinti da quelli del film del 2019: non è un sequel diretto, ma una nuova storia ambientata nello stesso universo narrativo, con un formato seriale che permette a Ritchie di espandere in più ore quello che nel film doveva necessariamente restare compresso in due ore di durata.
I quattro crime movie di Guy Ritchie a confronto
Con The Gentlemen si completa una linea di quattro film che, pur senza alcuna continuità narrativa tra loro, formano il nucleo più riconoscibile della carriera di Guy Ritchie. Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998) resta il prototipo con budget minimo: quattro amici, un debito di gioco, una banda di criminali da quartiere. Snatch (2000) raddoppia la posta strutturale con due trame che si intrecciano attorno a un diamante rubato. RocknRolla (2008) sposta l’ambientazione nel mondo della finanza e degli affari immobiliari londinesi, con un tono già più cinico verso il denaro come motore assoluto della narrazione. The Gentlemen, undici anni dopo, porta lo stesso impianto nel mercato della cannabis di lusso e nell’aristocrazia terriera inglese, con un budget e un cast internazionale ben più ampi degli esordi.
Ciò che accomuna i quattro film non è mai la trama, dato che non esiste alcun personaggio o evento in comune tra loro, ma il metodo: una voce narrante inaffidabile o parziale (Turkish in Snatch, Archy in RocknRolla, Fletcher qui), una struttura a episodi che si ricompongono solo nel finale, un umorismo nero che convive con improvvisi scoppi di violenza, e una galleria di personaggi criminali definiti da un solo tratto memorabile più che da un arco psicologico complesso. È una formula che Ritchie ha riproposto con quasi ossessiva coerenza per oltre vent’anni, adattandola di volta in volta a un mercato criminale diverso — gioco d’azzardo, gioielli rubati, finanza, cannabis — ma senza mai davvero abbandonarla, nemmeno nei decenni passati a dirigere blockbuster hollywoodiani su commissione.
The Gentlemen nella filmografia di Guy Ritchie
Per la panoramica completa su tutti i film diretti da Guy Ritchie, vedi la filmografia completa di Guy Ritchie.
Con The Gentlemen, Ritchie chiude simbolicamente un cerchio aperto vent’anni prima con Lock, Stock and Two Smoking Barrels: stessa Londra criminale, stessa struttura a episodi intrecciati, stesso umorismo nero, ma con un budget e un cast internazionale ben più ampi di quelli disponibili al suo esordio. Arrivato subito dopo il trionfo commerciale di Aladdin, il film dimostra come Ritchie, ormai libero dai vincoli di un blockbuster Disney da un miliardo di dollari di incasso, scelga deliberatamente di tornare al genere più personale della propria carriera — segno di un regista che, nonostante i successi hollywoodiani su commissione, non ha mai smesso di considerarsi prima di tutto un autore di crime movie londinesi, e che torna a quel genere ogni volta che ne ha l’occasione produttiva e creativa — come avrebbe dimostrato di nuovo appena due anni dopo, riunendosi con Jason Statham per Wrath of Man (2021), ancora nel 2023 con lo spionaggio di Operation Fortune e infine nel 2024 con il film di guerra The Ministry of Ungentlemanly Warfare.
Dove vedere The Gentlemen in streaming in Italia
Il film è disponibile in abbonamento su Amazon Prime Video, Netflix, Sky Go, NOW, TIMvision e HBO Max (anche tramite canale Amazon). In alternativa si può noleggiare o acquistare in digitale su Apple TV, Amazon Video e Rakuten TV.

Domande frequenti
Come finisce The Gentlemen?
Mickey Pearson costringe Matthew Berger a pagargli 270 milioni di sterline come risarcimento e sventa il ricatto di Fletcher facendogli recuperare tutte le prove tramite i Toddlers. Elimina anche la minaccia dei russi mandati a vendicare la morte di Aslan e torna a celebrare con la moglie Rosalind il proprio impero, ormai al sicuro. Nell’ultima scena, Fletcher sale su un taxi senza sapere che l’autista è Raymond: resta prigioniero.
The Gentlemen è tratto da una storia vera?
No, è una sceneggiatura originale scritta da Guy Ritchie insieme a Ivan Atkinson e Marn Davies, ambientata nel mondo della coltivazione di cannabis di lusso nell’aristocrazia inglese, ma senza basarsi su fatti realmente accaduti.
Dove vedere The Gentlemen in streaming in Italia?
Il film è disponibile in abbonamento su Amazon Prime Video, Netflix, Sky Go, NOW, TIMvision e HBO Max (anche come canale Amazon). In alternativa si può noleggiare o acquistare su Apple TV, Amazon Video e Rakuten TV.
The Gentlemen e RocknRolla sono collegati?
Non narrativamente, ma nel 2023 l’attore Mickey De Hara (Turbo in RocknRolla) ha citato in giudizio Guy Ritchie sostenendo che The Gentlemen copiasse personaggi e trama di una sceneggiatura che gli aveva proposto come sequel di RocknRolla. Ritchie ha confermato che si erano tenute discussioni su un possibile sequel, ma ha negato le accuse di plagio.
The Gentlemen ha un sequel o una serie TV?
Sì, uno spin-off televisivo intitolato allo stesso modo è arrivato su Netflix nel 2024, con Theo James protagonista e con Vinnie Jones tra il cast. Guy Ritchie ha diretto i primi due episodi ed è produttore esecutivo, ma la serie ha personaggi e una trama diversi dal film del 2019.
Chi interpreta il protagonista di The Gentlemen?
Matthew McConaughey interpreta Mickey Pearson, un americano che da Oxford, dove aveva vinto una borsa di studio Rhodes, ha costruito un impero criminale basato sulla coltivazione di cannabis nelle tenute della nobiltà terriera inglese.
Perché Hugh Grant interpreta un investigatore privato in The Gentlemen?
È uno dei ruoli più insoliti della carriera di Grant, storicamente legato alle commedie romantiche: qui interpreta Fletcher, un detective privato viscido e manipolatore che tenta di ricattare Pearson raccontando l’intera vicenda in forma di sceneggiatura cinematografica, un espediente narrativo che struttura l’intero film.
The Gentlemen è adatto ai bambini?
No. È vietato ai minori di 18 anni nella classificazione britannica (BBFC 18) per linguaggio scurrile, violenza, droga e umorismo esplicitamente adulto, in linea con gli altri crime movie di Guy Ritchie.
Quanto ha incassato The Gentlemen al botteghino?
126,2 milioni di dollari nel mondo (15,9 milioni nel Regno Unito, 36,5 milioni negli Stati Uniti e Canada, 73,8 milioni nel resto del mondo) contro un budget di appena 22 milioni, un buon successo commerciale per una produzione di scala relativamente contenuta.
The Gentlemen e Lock, Stock and Two Smoking Barrels si somigliano?
Sì, volutamente: Guy Ritchie ha descritto fin dall’annuncio il progetto (inizialmente intitolato Toff Guys) come uno spirito affine ai suoi primi due crime movie, Lock, Stock and Two Smoking Barrels e Snatch — con più trame che si intrecciano, dialoghi rapidi e una galleria di personaggi criminali eccentrici.
In che ordine vedere i film di Guy Ritchie ambientati nel mondo criminale londinese?
Non c’è una vera continuità narrativa tra loro, ma per stile si consiglia l’ordine cronologico di uscita: Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998) → Snatch (2000) → RocknRolla (2008) → The Gentlemen (2019). Sono film indipendenti l’uno dall’altro, accomunati solo dal genere e dallo stile del regista.
Vent’anni dopo aver raccontato per la prima volta bische clandestine e criminali di quartiere, Guy Ritchie torna nello stesso mondo con più soldi, più star e la stessa identica cattiveria nei dialoghi. Forse è proprio questo il segno che un regista ha davvero trovato la propria voce: continuare a raccontare la stessa storia, e farla sembrare ogni volta nuova.




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.