Snatch – Snatch: Lo Strappo (2000): trama, cast e perché Brad Pitt è incomprensibile
Snatch inizia con un furto perfetto. Finisce con un cane che ha ingoiato la soluzione di tutto il film.
Uscito nel Regno Unito il 1° settembre 2000, Snatch — in Italia Snatch - Lo Strappo — è il secondo lungometraggio di Guy Ritchie, di nuovo scritto dal regista e prodotto da Matthew Vaughn. Rispetto a Lock, Stock and Two Smoking Barrels, il film alza la posta: un cast internazionale con Brad Pitt e Benicio del Toro, due trame criminali che si intrecciano invece di una sola, e un diamante da 84 carati che passa di mano in mano tra i criminali più improbabili di Londra.
Di cosa parla Snatch
Seguono anticipazioni sull’intera storia, finale compreso.
Una banda di rapinatori travestiti da ebrei ortodossi ruba un diamante di 84 carati durante un colpo ad Anversa. Franky Four-Fingers, il capo della banda, va a Londra dal commerciante di diamanti Doug the Head per conto del boss del crimine organizzato ebraico-americano Cousin Avi, incaricato di piazzare la pietra rubata. Uno dei rapinatori gli suggerisce di rivolgersi al trafficante d’armi ed ex agente del KGB Boris the Blade per procurarsi una nuova pistola; separatamente, però, contatta anche il fratello di Boris per convincerlo a rubare il diamante che Franky porta con sé.
Parallelamente, Turkish, promotore di incontri di boxe clandestini e proprietario di un negozio di slot machine, è costretto a far combattere il suo pugile Gorgeous George contro uno degli uomini del boss Brick Top. Quando il suo socio Tommy, mandato a comprare una roulotte dagli zingari Travellers, viene truffato, George finisce steso dal campione di pugilato a mani nude Mickey O’Neil. Turkish arruola allora Mickey per sostituire George nell’incontro, in cambio di una nuova roulotte per la madre di Mickey, mentre Brick Top pretende che Mickey si faccia sconfiggere di proposito. Turkish e Tommy si ritrovano così stretti tra l’imprevedibilità di Mickey e la spietatezza di Brick Top.
Sapendo della dipendenza dal gioco di Franky, Boris gli chiede di piazzare una scommessa per suo conto presso un allibratore locale. Recluta poi tre piccoli criminali, Sol, Vinny e Tyrone, per rapinare l’allibratore e rapire Franky. La rapina fallisce, ma Franky viene comunque rapito e ucciso da Boris, che si impossessa del diamante. Bullet Tooth Tony, un cacciatore di taglie assoldato da Avi, si mette sulle tracce di Boris, dando il via a una serie di incidenti d’auto e alla morte della guardia del corpo di Avi, Rosebud.
Per intimidire Mickey e costringerlo a perdere l’incontro, Brick Top manda i suoi uomini al campo dei Travellers, che danno fuoco alla roulotte di sua madre mentre lei dorme all’interno, uccidendola. Avi riesce a sottrarre il diamante a Boris, ma lo perde a favore di Sol e Vinny durante una sparatoria in cui Tony uccide Boris e ferisce Tyrone. Vinny nasconde il diamante nei pantaloni e sostiene che il suo cane debba averlo ingoiato per errore — una bugia che diventa vera quando il cane lo ingoia sul serio e scappa da una finestra, facendo infuriare Avi al punto da fargli sparare accidentalmente a Tony mentre mira all’animale. Avi rinuncia al diamante e torna in America.
Mickey partecipa all’incontro truccato, si riprende dopo essere finito a terra e mette KO l’avversario, avendo segretamente scommesso su se stesso. I Travellers tendono un’imboscata a Brick Top e alla sua banda, massacrandoli per vendicare la madre di Mickey. La mattina dopo, Turkish e Tommy trovano il campo dei Travellers abbandonato e vengono brevemente fermati dalla polizia che li cerca. Sol e Vinny vengono arrestati insieme al corpo di Franky, mentre il cane di Vinny viene ritrovato da Turkish e Tommy al campo. Lo portano da un veterinario, che rimuove il diamante ingoiato: i due si rivolgono a Doug, che avvisa Avi, spingendolo a tornare a Londra per comprare finalmente la pietra.
Anversa, capitale mondiale del diamante
Il colpo che apre il film non è ambientato ad Anversa per caso. La città belga, sul fiume Schelda, ospita uno dei porti più grandi del mondo ed è conosciuta a livello internazionale come il fulcro del commercio mondiale di diamanti: una parte significativa delle pietre preziose che circolano sul pianeta passa, in un momento o nell’altro, dai suoi uffici di taglio e commercio. Ambientare lì il furto iniziale, prima di spostare l’intera vicenda nella Londra criminale che Ritchie conosce meglio, è una scelta che ancora il film — per quanto sopra le righe — a un dato di fatto concreto sull’economia reale delle pietre preziose. È un piccolo gesto di realismo geografico in un film che, per il resto, non ha alcuna remora a esagerare ogni singolo dettaglio della propria trama.
Due trame, un solo diamante: la struttura a incastro di Snatch
Rispetto a Lock, Stock, che seguiva un’unica catena di eventi innescata da una partita di carte truccata, Snatch raddoppia la posta strutturale: due trame apparentemente indipendenti — la caccia al diamante rubato e il ricatto di Brick Top su Turkish e Mickey — che si intrecciano solo nella parte finale del film, quando i destini di quasi tutti i personaggi convergono nello stesso luogo nello stesso momento.
È una struttura a incastro che richiede allo spettatore di tenere a mente contemporaneamente il nome di una dozzina di personaggi, ciascuno con il proprio soprannome, il proprio accento e la propria motivazione — un rischio che il film accetta consapevolmente, fidandosi della capacità del montaggio serrato e della voce narrante di Turkish di guidare il pubblico senza perderlo per strada. Il diamante stesso funziona come un puro MacGuffin nel senso più classico del termine hitchcockiano: ciò che conta non è la pietra in sé, ma la scia di caos, tradimenti e violenza che il suo passaggio di mano in mano lascia dietro di sé, fino all’ironia finale di un cane che, per puro caso, risolve un enigma su cui hanno fallito o sono morti quasi tutti i criminali di Londra. Non è un caso che il finale non mostri nemmeno la conclusione della trattativa tra Doug e Avi: il film si chiude prima, perché la vera posta in gioco non era mai la vendita del diamante, ma il percorso caotico e comico che ha portato fin lì. È lo stesso principio — un oggetto scatenante che conta meno del caos che genera — che Ritchie riadatterà quasi vent’anni dopo alla spada Excalibur in King Arthur: Legend of the Sword, altro film costruito attorno a un singolo oggetto conteso da fazioni opposte.
Il cast: da Jason Statham a Brad Pitt
Jason Statham, reduce dal successo di Lock, Stock, è Turkish, il promotore di boxe che fa da narratore e da centro gravitazionale della trama — un sodalizio con Ritchie che sarebbe proseguito in Revolver (2005) e, dopo un’attesa di sedici anni, in Wrath of Man (2021) e in Operation Fortune (2023). Dennis Farina è Cousin Avi, il gangster americano che passa gran parte del film a inseguire un diamante che gli sfugge sempre di mano. Benicio del Toro è Franky Four-Fingers, il ladro la cui gambling addiction innesca l’intera catena di eventi.
Alan Ford, già presente in Lock, Stock, interpreta Brick Top, uno dei villain più spietati del cinema di Ritchie: un boss capace di ordinare l’incendio di una roulotte con una donna addormentata all’interno. Vinnie Jones, anche lui reduce dal primo film, è Bullet Tooth Tony, il cacciatore di taglie assoldato da Avi. Stephen Graham è Tommy, il socio di Turkish, e Jason Flemyng compare in un ruolo minore come Darren il Pikey.
Il ruolo più celebre, però, è quello di Mickey O’Neil, il pugile Traveller interpretato da Brad Pitt. Il suo accento irlandese, volutamente quasi incomprensibile — al punto che nemmeno gli altri personaggi del film riescono a capirlo — è diventato uno degli elementi più citati della pellicola: la «deluxe collection» DVD del settembre 2002 includeva addirittura una traccia di sottotitoli dedicata esclusivamente alle sue battute, soprannominata la traccia «pikey». Non è un vezzo casuale di sceneggiatura: tra gli argomenti correlati che Wikipedia accosta al film compare lo Shelta, conosciuto anche come «Cant», la lingua storicamente parlata dai Travellers irlandesi e ancora oggi in uso tra decine di migliaia di persone tra Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti — un dettaglio che suggerisce come l’accento di Mickey affondi le radici in una tradizione linguistica reale, non in un’invenzione comica priva di riferimenti.
Completano il cast Rade Šerbedžija nei panni di Boris the Blade, Robbie Gee (Vinny), Lennie James (Sol), Ade (Tyrone), Adam Fogerty (Gorgeous George) e Mike Reid (Doug the Head). Oltre a Vinnie Jones e Fogerty, entrambi ex sportivi professionisti, il film include cameo di altri atleti reali in ruoli minori, tra cui l’ex calciatore della nazionale inglese Sol Campbell come buttafuori non accreditato a bordo ring.
Dennis Farina, l’ex poliziotto di Chicago diventato gangster del cinema
Dietro Cousin Avi c’è un percorso professionale insolito. Dennis Farina è stato per anni un vero detective della polizia di Chicago, prima di essere notato dal regista Michael Mann, che lo assunse come attore e come consulente tecnico per i suoi film. Dopo ruoli di supporto in Thief (1981) e Manhunter (1986), sempre di Mann, Farina ottenne il ruolo da protagonista nella serie NBC Crime Story, prodotta dallo stesso regista.
Prima e dopo Snatch, Farina ha costruito una carriera fatta quasi esclusivamente di poliziotti e gangster: Jimmy Serrano in Midnight Run, Ray «Bones» Barboni in Get Shorty, il detective Joe Fontana in due stagioni di Law & Order. È morto nel luglio 2013, a 69 anni.
Benicio del Toro: l’anno di Snatch è anche l’anno del suo Oscar
Benicio del Toro, che interpreta Franky Four-Fingers, arrivava a Snatch con una carriera già consolidata: dopo l’esordio in Big Top Pee-wee (1988), si era fatto notare nel 1995 interpretando un criminale dall’accento volutamente incomprensibile ne I soliti sospetti — un dettaglio curioso, se si pensa a quanto lo stesso espediente sarebbe stato applicato, pochi anni dopo, al Mickey di Brad Pitt in questo film. Il 2000, l’anno di uscita di Snatch, è anche l’anno in cui del Toro ha vinto l’Oscar al miglior attore non protagonista per Traffic di Steven Soderbergh: un doppio traguardo che pochi attori del cast di un film di Ritchie hanno mai eguagliato nello stesso dodici mesi.
Alan Ford: il volto dei villain di Guy Ritchie
Alan Ford, nato nel 1938, è oggi conosciuto soprattutto per i suoi ruoli nei due film di gangster di Guy Ritchie, Snatch e Lock, Stock and Two Smoking Barrels, oltre che per otto episodi della soap opera britannica The Bill, in cui ha interpretato personaggi diversi. Il suo Brick Top — capace di far bruciare viva la madre di un pugile per intimidirlo — resta probabilmente il ruolo più spietato dell’intera filmografia di Ritchie, e uno dei motivi per cui l’attore, arrivato al cinema di Ritchie già in età matura, è diventato un volto associato in modo quasi permanente al genere gangster britannico.
Come è stato girato: da Londra al Buckinghamshire
Le riprese principali di Snatch si sono svolte tra il 18 ottobre e il 12 dicembre 1999, tra Londra e il Buckinghamshire. Come per il film precedente, fu realizzato un documentario di mezz’ora sulla produzione, con interviste al cast e a Ritchie. Le coreografie degli stunt sono state curate da Tom Delmar, già al lavoro su produzioni come Aliens - Scontro finale. La produzione ha anche prodotto un documentario di mezz’ora sul dietro le quinte, con interviste al cast e a Ritchie, distribuito insieme alle prime edizioni home video.
La fotografia è ancora una volta firmata da Tim Maurice-Jones, che aveva già girato Lock, Stock; il montaggio, questa volta, è di Jon Harris anziché di Niven Howie, e le musiche sono di John Murphy, tornato dopo il primo film. La produzione è stata gestita da SKA Films, la società fondata da Ritchie e Vaughn, insieme a Columbia Pictures, che ne ha curato anche la distribuzione internazionale.
Rade Šerbedžija: da star jugoslava a caratterista hollywoodiano
Rade Šerbedžija, che interpreta Boris the Blade, arrivava a Snatch con una carriera già enorme alle spalle nel proprio paese d’origine. Attore croato, tra i più noti dell’ex Jugoslavia negli anni Settanta e Ottanta per i suoi ruoli teatrali e cinematografici di figure imponenti su entrambi i lati della legge, si è trasferito all’estero durante la dissoluzione della Jugoslavia, costruendosi una seconda carriera internazionale. È stato insignito quattro volte del Golden Arena, il massimo riconoscimento cinematografico croato, e ha vinto il premio della critica per il miglior attore al Festival di Venezia del 1994.
Snatch lo ha reso internazionalmente noto al pubblico occidentale, aprendogli le porte a ruoli di supporto in produzioni hollywoodiane come The Saint (1997), Eyes Wide Shut (1999), Mission: Impossible 2 (2000), Batman Begins (2005) e Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 (2010), oltre a un ruolo ricorrente nella sesta stagione della serie 24.
John Murphy: il compositore che collegava Ritchie, Boyle e Vaughn
Le musiche originali del film sono firmate da John Murphy, compositore inglese autodidatta che aveva già lavorato con Ritchie su Lock, Stock. Negli anni successivi Murphy avrebbe collaborato ripetutamente con Danny Boyle — sono suoi i brani strumentali «In the House - In a Heartbeat», da 28 Days Later, e «Adagio in D Minor», da Sunshine, entrambi diventati celebri ben oltre i film d’origine, riutilizzati in trailer, programmi TV e pubblicità — oltre che con Michael Mann su Miami Vice e di nuovo con Matthew Vaughn su Kick-Ass. È un altro esempio di come Snatch abbia funzionato da crocevia per un gruppo di collaboratori che avrebbero continuato a lavorare insieme, in configurazioni diverse, per gran parte della loro carriera successiva.
La colonna sonora: da Madonna agli Oasis
La colonna sonora ufficiale, pubblicata dall’etichetta Universal International, conta 23 tracce che spaziano da Madonna («Lucky Star») agli Oasis («Fuckin’ in the Bushes»), da The Stranglers («Golden Brown») a 10cc («Dreadlock Holiday»), passando per Massive Attack («Angel») e The Specials («Ghost Town»). Alcune tracce usate nel film, come «Kosha Nostra Theme», non sono state incluse nell’edizione ufficiale del disco.
Curiosamente, diversi brani della colonna sonora sono interpretati direttamente dagli attori del film: Dennis Farina appare come voce in due tracce («Avi Arrives» e «Avi’s Declaration»), così come Alan Ford («Nemesis», «Come Again!»), Jason Statham («Zee Germans») e persino Vinnie Jones («Shrinking Balls») — un dettaglio che la dice lunga su quanto il progetto fosse pensato come un’esperienza integrata tra dialoghi, musica e personaggi fin dalla fase di montaggio.
Accoglienza critica e incasso
Snatch è stato un successo sia commerciale sia di pubblico. Uscito nel Regno Unito in 389 sale, ha incassato 2.637.364 sterline nel primo weekend, diventando il film numero uno al botteghino britannico; considerando anche le anteprime, per un totale di 3,1 milioni di sterline, ha stabilito il record di incasso d’apertura per un film vietato ai minori di 18 anni, superando quello di American Beauty stabilito pochi mesi prima. A fronte di un budget di 10 milioni di dollari, ha incassato complessivamente 12.137.698 sterline nel Regno Unito, 30,3 milioni di dollari in Nord America e 83,6 milioni nel mondo.
La critica è stata nel complesso positiva, con riserve. Su Rotten Tomatoes ha il 74% di recensioni positive, con un consenso che lo descrive come «forse un caso di stile sopra la sostanza», ma «pieno di dialoghi scattanti, commedia nera e personaggi interessanti». Su Metacritic ha 55 punti su 100, un giudizio «misto». Il pubblico intervistato da CinemaScore gli ha dato in media una B.
Diversi recensori hanno notato le forti somiglianze con Lock, Stock. Roger Ebert gli diede due stelle su quattro, scrivendo che, pur ambientato nella malavita londinese, l’elemento più interessante della trama era la comunità Traveller di Pitt, e che i veri predecessori del film erano tutti americani — i fumetti di Dick Tracy, i racconti di Damon Runyon, le commedie sopra le righe dei fratelli Marx. Si chiese apertamente: «Cosa devo dire di Snatch, il nuovo film di Ritchie, che segue la formula di Lock, Stock così pedissequamente da sembrare un nuovo arrangiamento della stessa canzone?». Elvis Mitchell, sul New York Times, scrisse che «il signor Ritchie sembra fare un passo indietro quando dovrebbe andare avanti».
Nonostante queste riserve, il film ha costruito nel tempo un seguito da cult: è entrato nella top 250 di IMDb, e nel luglio 2025 si è piazzato al 209º posto nella classifica dei lettori del New York Times sui 100 migliori film del ventunesimo secolo. Un quarto di secolo dopo l’uscita, è un risultato che pochi film di genere crime a basso-medio budget possono vantare: essere ancora oggetto di voto popolare, e non solo di nostalgia da appassionati, in una classifica internazionale di questa portata.
Le tante edizioni home video
Snatch ha avuto una storia editoriale particolarmente ricca in home video. Nel luglio 2001 è uscita un’edizione speciale a due dischi, con il film sia in formato pieno schermo sia widescreen, un commento audio di Ritchie e Vaughn, un featurette sul dietro le quinte, scene tagliate e gallerie fotografiche. Nel settembre 2002 Columbia TriStar Home Entertainment ha pubblicato un’edizione «deluxe» nella collana Superbit, con sottotitoli in otto lingue diverse, tra cui la già citata traccia dedicata alle sole battute di Mickey. Nel giugno 2003 è arrivata una riedizione in disco singolo, e nel luglio 2021 Sony Pictures ha pubblicato il film in 4K Ultra HD con transfer HDR.
La serie TV: un altro Snatch, ispirato a una storia vera
Nell’aprile 2016 è stato annunciato lo sviluppo di una serie televisiva ispirata al film, con gli studi coinvolti che la paragonavano al modo in cui la serie Fargo aveva ampliato l’omonimo film dei fratelli Coen. Creata dallo sceneggiatore e showrunner Alex De Rakoff, la serie era basata su una storia vera di una rapina all’oro a Londra ed è stata pensata in origine come esclusiva per la piattaforma Crackle. Nell’agosto 2016 è stato annunciato Rupert Grint nel cast, anche in veste di produttore esecutivo, insieme a Dougray Scott, Ed Westwick, Luke Pasqualino, Lucien Laviscount, Phoebe Dynevor e Juliet Aubrey in ruoli ricorrenti.
La serie, prodotta insieme da Sony Pictures Television, Little Island Productions e Sony Crackle Originals, conta 20 episodi da un’ora, distribuiti su due stagioni a partire dal 16 marzo 2017: è stata la serie più vista della piattaforma. È un risultato che conferma la forza del marchio Snatch presso il pubblico americano, quasi vent’anni dopo l’uscita del film originale, ben oltre i confini di un pubblico di soli appassionati di cinema britannico. È un altro segno di quanto l’universo criminale creato da Ritchie con i suoi primi due film continui a generare progetti derivati a distanza di decenni.
Un cast che vale un piccolo festival internazionale
Guardato oggi, il cast di Snatch colpisce per la sua varietà geografica: un attore inglese che diventerà una star d’azione globale (Statham), un premio Oscar americano di origini italiane (Farina), un attore portoricano già insignito dell’Oscar nello stesso anno (del Toro), una star hollywoodiana al culmine della propria popolarità (Pitt) e un caratterista croato che diventerà un volto ricorrente del cinema d’autore e dei blockbuster internazionali (Šerbedžija). È una miscela che nel 2000 non era affatto scontata per un film indipendente britannico da 10 milioni di dollari di budget, e che testimonia quanto il successo di Lock, Stock avesse già reso Ritchie un nome capace di attrarre talento internazionale al suo secondo lungometraggio.
Questa varietà di provenienze e di stili recitativi — dalla fisicità di Statham alla teatralità mitteleuropea di Šerbedžija, dal metodo di del Toro all’istinto quasi improvvisato di Pitt — è anche uno dei motivi per cui il film funziona nonostante la sua struttura volutamente sovraffollata: ogni personaggio, per quanto marginale, arriva sullo schermo con un’identità immediatamente riconoscibile, costruita tanto dalla scrittura quanto dalla scelta dell’interprete.
Snatch e Lock, Stock: gemelli, non sequel
Per la panoramica completa sui film diretti da Guy Ritchie, dai crime movie londinesi ai blockbuster hollywoodiani, vedi la filmografia completa di Guy Ritchie.
Snatch non condivide personaggi né continuità narrativa con Lock, Stock and Two Smoking Barrels, il film d’esordio di Ritchie uscito due anni prima, ma i due lungometraggi restano indissolubilmente legati nella percezione del pubblico e della critica. Condividono lo stesso regista, lo stesso produttore, lo stesso studio (SKA Films) e gran parte del cast: Jason Statham, Vinnie Jones, Alan Ford e Jason Flemyng compaiono in entrambi, anche se con personaggi diversi. Lo stesso schema — nuova ambientazione criminale, nuovo cast, stesso stile narrativo — sarebbe tornato quasi vent’anni dopo in The Gentlemen (2019), terzo capitolo non ufficiale di questa linea di crime movie londinesi.
Il regista sarebbe tornato una terza volta su questo terreno con RocknRolla (2008), completando un’informale trilogia londinese. Ma è proprio la somiglianza tra i primi due film — di stile, di ambientazione, di struttura a episodi criminali che si intrecciano fino a un climax caotico — ad aver diviso la critica: c’è chi l’ha vissuta come un difetto, un regista che ripete se stesso troppo presto nella carriera, e chi invece l’ha considerata la prova che Ritchie aveva trovato, già al secondo film, una voce autoriale riconoscibile in un’industria dove pochissimi esordienti riescono a ripetersi con lo stesso successo. Il pubblico, a giudicare dal seguito cult costruito nei venticinque anni successivi, sembra aver dato ragione alla seconda lettura.
C’è anche una differenza di scala che separa i due film, ed è forse la chiave per capire perché Snatch resti quello più citato dei due nella cultura popolare internazionale: dove Lock, Stock restava un fenomeno prevalentemente britannico, Snatch — grazie a Brad Pitt, a un budget dieci volte superiore e a una distribuzione mondiale gestita da un grande studio come Columbia Pictures — ha raggiunto un pubblico globale fin dal giorno dell’uscita, diventando il biglietto da visita con cui gran parte del mondo ha conosciuto per la prima volta lo stile di Guy Ritchie. Un decennio dopo, quello stile sarebbe approdato anche al cinema in costume, con Sherlock Holmes (2009) e Robert Downey Jr. nei panni del celebre detective, e poi allo spionaggio della Guerra Fredda con The Man from U.N.C.L.E. (2015).
Dove vedere Snatch - Lo Strappo in streaming in Italia

Il film è disponibile in Italia in abbonamento su Amazon Prime Video, anche nella versione con pubblicità, secondo JustWatch a settembre 2026. In alternativa si può noleggiare o acquistare in digitale su Apple TV Store, Rakuten TV e Amazon Video.
Per la disponibilità aggiornata su tutte le piattaforme italiane, JustWatch resta il riferimento più affidabile.
Domande frequenti
Di cosa parla Snatch?
Una banda travestita da ebrei ortodossi ruba un diamante da 84 carati ad Anversa. Mentre il ladro incaricato di venderlo a Londra finisce ucciso e il diamante passa di mano in mano tra criminali sempre più pericolosi, un promotore di incontri di boxe clandestini, Turkish, si ritrova invischiato con il sadico boss Brick Top per colpa di un pugile che si rifiuta di perdere l’incontro come richiesto.
Come finisce Snatch?
Mickey vince l’incontro truccato dopo aver scommesso segretamente su se stesso, e i Travellers massacrano Brick Top e la sua banda per vendicare la madre di Mickey. Il cane di Vinny, che aveva ingoiato il diamante, viene ritrovato da Turkish e Tommy: portato dal veterinario, la pietra viene recuperata e la notizia arriva a Cousin Avi, che torna a Londra per comprarla.
Chi interpreta Mickey in Snatch e perché è così difficile da capire?
Brad Pitt interpreta Mickey O’Neil, un pugile clandestino irlandese Traveller il cui accento è volutamente quasi incomprensibile anche per gli altri personaggi del film. È un dettaglio così noto che l’edizione DVD del 2002 includeva una traccia di sottotitoli dedicata esclusivamente alle sue battute.
Chi altro fa parte del cast di Snatch?
Jason Statham è Turkish, il promotore di boxe; Dennis Farina è Cousin Avi, il gangster americano in cerca del diamante; Benicio del Toro è Franky Four-Fingers, il ladro che lo porta a Londra; Alan Ford è il sadico Brick Top; Vinnie Jones è il cacciatore di taglie Bullet Tooth Tony; Stephen Graham è Tommy, socio di Turkish.
Snatch è collegato a Lock, Stock and Two Smoking Barrels?
No, non condividono personaggi né continuità narrativa, ma sono entrambi scritti e diretti da Guy Ritchie, prodotti da Matthew Vaughn, ambientati nella malavita londinese e condividono gran parte del cast, tra cui Jason Statham, Vinnie Jones, Alan Ford e Jason Flemyng. Diversi critici li hanno definiti quasi due variazioni sullo stesso tema.
Snatch è stato un successo al botteghino?
Sì. A fronte di un budget di 10 milioni di dollari ha incassato complessivamente 83,6 milioni nel mondo: 12,1 milioni di sterline nel Regno Unito e 30,3 milioni di dollari in Nord America. Nel weekend d’apertura britannico ha stabilito il record di incasso per un film vietato ai minori di 18 anni, superando quello di American Beauty.
Snatch ha avuto buone recensioni?
Nel complesso sì, anche se con riserve. Su Rotten Tomatoes ha il 74% di recensioni positive, su Metacritic 55 punti su 100. Diversi critici, tra cui Roger Ebert, hanno notato le forti somiglianze con Lock, Stock, mentre il pubblico gli ha dato affetto duraturo: è entrato nella top 250 di IMDb e, nel luglio 2025, si è piazzato al 209º posto nella classifica dei lettori del New York Times sui 100 migliori film del ventunesimo secolo.
Esiste una serie TV di Snatch?
Sì. Una serie liberamente ispirata al film, creata da Alex De Rakoff e basata su una vera rapina all’oro a Londra, è stata prodotta da Sony Pictures Television per Crackle, con Rupert Grint tra i protagonisti ed executive producer. È andata in onda dal 16 marzo 2017 per due stagioni, 20 episodi in tutto.
Dove vedere Snatch - Lo Strappo in streaming in Italia?
Secondo JustWatch (settembre 2026) il film è in abbonamento su Amazon Prime Video (anche con pubblicità) e si può noleggiare o acquistare su Apple TV Store, Rakuten TV e Amazon Video. Verifica la disponibilità aggiornata su JustWatch.
Snatch è adatto ai bambini?
No. Nel Regno Unito è classificato 18 dal BBFC: violenza esplicita, linguaggio scurrile continuo e un tono complessivamente adulto lo rendono non adatto a un pubblico giovane.
In che ordine vedere i primi film di Guy Ritchie?
Non c’è una continuità tra loro, ma seguendo l’ordine di uscita: Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998) → Snatch (2000) → RocknRolla (2008). Sono tre film indipendenti accomunati da stile, ambientazione londinese e, in parte, dallo stesso cast.
A più di vent’anni dall’uscita, nessuno ricorda più con precisione ogni singolo passaggio del diamante da Anversa a Londra.
Tutti ricordano, però, che a un certo punto un cane l’ha ingoiato — e che Brad Pitt, per tutto il film, non è mai stato del tutto comprensibile.




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.