Street Fighter: Resurrection (2016): trama, Charlie Nash e la miniserie che ha preceduto Street Fighter V
Street Fighter: Resurrection inizia con una sfida: una lottatrice vuole farsi valere davanti a una leggenda. Finisce con un conto alla rovescia sopra Londra.
Sono quattro episodi da otto-nove minuti, pubblicati a cadenza settimanale dal 15 marzo al 5 aprile 2016 sull’app go90 di Verizon dalla rete Machinima. Una miniserie britannica firmata da Joey Ansah, ambientata dieci anni dopo la web serie Street Fighter: Assassin’s Fist e pensata come promozione di Street Fighter V, il videogioco uscito nello stesso 2016: un prologo alle sue vicende, con al centro un ritorno dalla morte.
Di cosa parla Street Fighter: Resurrection
Seguono anticipazioni sui primi tre episodi; l’ultimo lo lasciamo aperto, come fa la sua sinossi.
La storia parte da Laura Matsuda, una lottatrice decisa a dimostrare il proprio valore sul palcoscenico mondiale. Cerca la sfida, e la convalida, di una leggenda di Street Fighter, Ken Masters. Sfida accettata: ma Laura è forse più in difficoltà di quanto creda, perché nel frattempo intervengono due sconosciuti. È l’episodio New Challenger.
In Fight & Flight, dopo un violento confronto con lo sconosciuto misterioso, Laura deve prendere una decisione difficile. Ken e Ryu vengono intanto chiamati ad aiutare l’Interpol in un’operazione sotto copertura, un traffico d’armi a Londra. La comparsa di una figura pericolosa conferma notizie preoccupanti.
In Mission Critical le cose sfuggono di mano: l’operazione sotto copertura dell’Interpol si sfalda, e c’è in gioco una nuova arma di distruzione di massa. Laura e Nash intervengono, ma da che parte stanno? Nash, in questo episodio, si scatena.
Nel quarto e ultimo, Countdown, Decapre scappa con la «Dark Hado Bomb» e solo Laura si frappone tra la bomba e la distruzione di Londra. Charlie, Ryu e Ken riusciranno a raggiungerla in tempo? La sinossi si ferma alla domanda.
Resurrection: il ritorno di Charlie Nash
Il titolo della miniserie non sembra generico: rimanda a una persona precisa, Charlie Nash, interpretato da Alain Moussi.
Nash nasce come figura assente. In Street Fighter II non compare: è il commilitone di Guile ucciso da Bison, e la sua morte è il motivo della vendetta di Guile. Diventa giocabile in Street Fighter Alpha (1995), il capitolo prequel di Street Fighter II, dove è un ufficiale dell’aeronautica americana che indaga su Shadaloo e sulla corruzione nell’esercito, e da allora ha avuto diverse morti incompatibili tra loro in vari giochi. Poi è sparito dalla serie principale fino a Street Fighter V (2016), quando Capcom l’ha riportato in vita e ricostruito: nel gioco viene rianimato dalla Secret Society, con il corpo visibilmente assemblato da pezzi di pelle scolorita tenuti insieme da graffette chirurgiche, e con uno stile di combattimento completamente nuovo.
Resurrection si inserisce in questo ritorno. La miniserie è ambientata poco prima di Street Fighter V e segue Ryu, Ken e Laura mentre indagano sugli attacchi compiuti dal Nash appena resuscitato. Ansah ha spiegato di aver scelto Nash perché la sua resurrezione e la sua disponibilità ad attaccare tanto gli alleati quanto i nemici ne facevano un antieroe ambiguo: un’incertezza morale che gli sembrava adatta al tono più cupo che voleva dare all’adattamento. Ha aggiunto che il ritorno di Nash era uno dei pochi elementi di Street Fighter V disponibili quando il progetto è entrato in sviluppo.
Il quadro è insolito: una miniserie che non racconta un torneo né una vendetta, ma la conseguenza di una morte. Il cattivo, o quasi, è un amico tornato nel modo sbagliato.
Le molte morti di Charlie Nash
Per capire perché Ansah abbia visto in Nash un punto di partenza, conviene ricordare quante volte il personaggio è già morto. In Street Fighter Alpha, dopo aver sconfitto Bison, Nash viene attaccato mentre cerca di chiamare rinforzi militari. In Street Fighter Alpha 2 la morte è un’altra: dopo aver battuto Bison viene tradito da militari corrotti, colpito da un elicottero e fatto precipitare da una scogliera. In Street Fighter Alpha 3 il finale arcade gli permette di sopravvivere alla distruzione del Psycho Drive di Bison, mentre le versioni per console lo mostrano rimanere nella base di Shadaloo mentre esplode, in modo che Guile possa scappare. I giochi crossover, poi, ne hanno fatto anche una versione controllata da Bison, chiamata Shadow, in Marvel Super Heroes vs. Street Fighter.
I giornalisti che ne hanno scritto hanno notato il paradosso. Gavin Jasper di Den of Geek ha descritto Nash come un personaggio definito, in fondo, dall’essere morto, e ha trovato particolarmente notevole la sua resurrezione e l’uso che ne è stato fatto nella promozione di Street Fighter V, perché la maggior parte dei personaggi della serie era rimasta relativamente statica. Chris Plante di The Verge ha parlato di un «ciclo macabro» nella mitologia della serie: Capcom ha cercato ripetutamente di mantenere l’idea che Nash fosse morto prima di Street Fighter II, ma ha dato morti sostanzialmente diverse nei giochi Alpha, e le contraddizioni mostrano la difficoltà di mantenere una narrazione continua tra sequel, prequel e revisioni.
Il gioco Street Fighter IV aveva lasciato intendere che il mistero continuava: la storia di Guile e quella di Abel alludono alla continua incertezza sulla morte di Nash, con Guile che cerca notizie del vecchio compagno e Abel che riconosce la tecnica del Sonic Boom di Guile e la associa a un uomo legato a Shadaloo. Quando Capcom l’ha riportato in vita, il personaggio aveva quindi già una lunga storia di morti mancate.
Charlie Nash in sei adattamenti: come il cinema ha reinventato un morto
Pochi personaggi della saga mostrano meglio di Nash quanto ogni adattamento riscriva le regole. In Resurrection è un antieroe; altrove è stato quasi tutto il resto.
- Nel film del 1994, Street Fighter - Sfida Finale, Nash e Blanka sono fusi in un solo personaggio, il sergente Carlos «Charlie» Blanka, soldato agli ordini di Guile: Bison lo cattura e lo fa trasformare in un supersoldato da Dhalsim, che di nascosto altera la procedura per conservargli parte dell’umanità.
- Nella serie animata americana, tratta dal film, resta la fusione Charlie-Blanka, con un episodio in cui il personaggio torna temporaneamente umano con un aspetto influenzato dal Nash dei giochi Alpha.
- Nel film d’animazione Street Fighter II: The Animated Movie Nash è citato come l’amico assassinato di Guile: il motivo per cui Guile cerca vendetta.
- Nell’anime Street Fighter II V è un agente che si unisce a Guile per salvare Ken da Shadaloo; Bison lo uccide durante l’operazione, ed è quel che dà a Guile il motivo per combatterlo.
- Nel 2009, in Street Fighter: The Legend of Chun-Li, Chris Klein è l’agente dell’Interpol Charlie Nash che indaga su Bison e Shadaloo.
- In Resurrection (2016) è Alain Moussi: il Nash resuscitato, minaccia principale e antieroe.
Nessuno di questi Nash è uguale agli altri, e il dato dice qualcosa sul modo in cui il franchise è stato raccontato: ogni adattamento ha preso lo stesso nome e lo ha usato per un’idea diversa. Ansah ha scelto di raccontare proprio il personaggio che il gioco stava per far tornare.
Laura, Decapre e Kolin: chi sono i personaggi del gioco
Resurrection porta al cinema alcune figure che i giocatori conoscevano da poco, e che il pubblico occasionale può faticare a riconoscere.
Laura Matsuda è l’eroina della miniserie. Il personaggio compare per la prima volta in Street Fighter V: è brasiliana, sorella maggiore di Sean Matsuda, un personaggio di Street Fighter III del 1997, usa il jiu-jitsu brasiliano e, come Blanka, l’elettricità nei suoi attacchi. Nella miniserie è interpretata da Natascha Hopkins, e il suo ruolo esplora anche il rapporto con la famiglia e il suo coinvolgimento con gli altri personaggi.
Decapre, interpretata da Katrina Durden, è una clone imperfetta di M. Bison che somiglia a Cammy: nei giochi scappa da Shadaloo dopo una rampage omicida, ma è salvata da Cammy. Ha debuttato come personaggio giocabile, come sub-boss, con l’aggiornamento Ultra Street Fighter IV. Kolin, interpretata da Amy Olivia Bell, è l’assistente russa di Gill, capo degli Illuminati: era comparsa in Street Fighter III come personaggio non giocabile e in Street Fighter V usa il sistema russo di combattimento e la criocinesi. Nel gioco è anche la persona, nascosta sotto il nome di Helen, che ha ordinato la rianimazione di Nash.
Il gioco, in altre parole, era già dentro la miniserie: Nash rianimato, Kolin e Decapre tra i personaggi, Laura come nuova protagonista. È un lavoro da promozione, ma anche da traduzione: portare al cinema personaggi appena inventati per un videogioco che la maggior parte degli spettatori non aveva ancora giocato.
Cosa succede a Nash in Street Fighter V
Seguono anticipazioni sulla trama del videogioco.
Per capire dove va Nash dopo la miniserie bisogna guardare la storia di Street Fighter V, ambientata tra gli eventi di Street Fighter III e quelli di Street Fighter IV. Anni dopo essere stato ucciso da Bison, Charlie Nash si risveglia in una tomba e riceve da una giovane donna di nome Helen l’incarico di recuperare da Guile, il suo vecchio amico, un oggetto che lo aiuterà a distruggere Bison.
Nel frattempo Shadaloo avvia l’«Operazione C.H.A.I.N.S.»: lancia in orbita sette satelliti artificiali, le «Black Moons», con l’obiettivo di diffondere paura e disperazione, fonte del Psycho Power di Bison, e di assorbirne l’energia per rendere invincibili lui e le sue forze. Nash attacca Guile e Chun-Li per prendere i pezzi che servono a controllare i satelliti, poi ritrova Helen, che convince Rashid e Juri a unirsi a loro. Karin Kanzuki convoca guerrieri da tutto il mondo per raccogliere i pezzi prima di Shadaloo: rispondono tutti tranne Ryu, che resta ad allenarsi, su suggerimento di Ken, per tenere a bada il Satsui no Hadō.
Nella parte finale, Ryu torna dal suo allenamento, sconfigge il dio azteco Necalli e purga dal proprio corpo il Satsui no Hadō. Nash affronta Bison e fallisce, ma si sacrifica per prosciugargli parte del Psycho Power, indebolendolo abbastanza perché Ryu possa distruggerlo una volta per tutte. Alla fine si scopre che Helen è in realtà Kolin e che risponde a Gill; in una scena dopo i titoli di coda Ryu e Ken si sfidano e concludono che il loro viaggio non ha fine. Decapre, nel frattempo, è una delle Dolls di Shadaloo: durante uno scontro Cammy la sconfigge e, sapendo che è stata plagiata, rifiuta di consegnarla alla polizia e la porta via, con l’aiuto di Juri.
Riletta dopo la miniserie, la parabola di Nash ha una forma precisa: Resurrection lo mostra come minaccia ambigua, il gioco lo porta fino a un sacrificio. È una traiettoria coerente con l’antieroe ambiguo che Ansah cercava.
Come Capcom ha ricostruito Nash: da clone di Guile a personaggio a sé
Nash non è tornato in Street Fighter V per caso. Ono, produttore esecutivo del gioco, ha spiegato che il suo ritorno era dovuto alla forte richiesta dei fan, anche se il personaggio era stato spesso escluso per la somiglianza delle sue tecniche con quelle di Guile. Il direttore Takayuki Nakayama ha raccontato che Capcom aveva deciso fin dall’inizio che sia Nash sia Guile sarebbero apparsi, e che i due, condividendo Sonic Boom, calci acrobatici e comandi a carica, sarebbero risultati ridondanti.
La morte di Nash è diventata così un’opportunità: ricrearlo intorno a un nuovo stile di combattimento e comunicare che non era più lo stesso personaggio. Il suo corpo ricostruito ha macchie di pelle scolorita, graffette chirurgiche e un gioiello incastonato sulla fronte; i comandi a carica sono stati sostituiti da comandi direzionali, attacchi in avanti, assorbimento di proiettili e teletrasporto. Per Ono la sua presentazione in anticipo serviva anche a segnalare che il gioco avrebbe rimesso in discussione alcune certezze del predecessore.
La critica ha notato il cambiamento. Si è parlato di un personaggio «radicalmente alterato» rispetto alla vecchia reputazione di clone di Guile e di un aggressivo attaccante ravvicinato. E la scelta ha funzionato anche in torneo: all’Evolution Championship Series 2016, Lee «Infiltration» Seon-woo ha vinto il primo campionato mondiale di Street Fighter V con Nash, e tre dei primi cinque classificati usavano lui. Un rovesciamento curioso, per un personaggio che nella serie principale mancava da anni.
Nash ha una storia anche tra i fan. Nel 2010 il sito UGO Networks lo aveva collocato al 26º posto tra 50 personaggi di Street Fighter; nel sondaggio mondiale di popolarità condotto da Capcom nel 2017 e 2018 è arrivato 57º. Guinness World Records lo ha indicato come il terzo personaggio più usato in un’analisi iniziale delle scelte dei giocatori di Street Fighter V, dietro Ryu e Karin. Dopo le modifiche di bilanciamento della seconda stagione, riferì Red Bull, molti giocatori lo hanno abbandonato ritenendolo troppo indebolito; il professionista giapponese Masato «Bonchan» Takahashi ha continuato a usarlo e si è guadagnato il soprannome di «The Last Nash».
Laura Matsuda: la lottatrice nata per il Brasile
Anche Laura, la protagonista della miniserie, ha una storia di sviluppo. È stata creata per Street Fighter V dopo che la filiale brasiliana di Capcom ha chiesto al direttore Nakayama di avere un personaggio diverso da Blanka a rappresentare il Brasile. Nakayama voleva una «ragazza allegra»; il produttore Ono, dopo una visita al Brazil Game Show di Rio de Janeiro nel 2011, voleva una donna con movimenti ispirati alla capoeira. Il direttore artistico Toshiyuki Kamei ha impostato il progetto intorno alle parole chiave «Brasile» e «jiu-jitsu».
Furono scartate molte idee, tra cui un calciatore maschio cresciuto in un quartiere povero, giudicato troppo simile al personaggio Roberto della serie Rival Schools, e una versione soprannominata «Wild Rapunzel» con lunghi capelli usati per attaccare e difendersi. Alla fine fu scelto un doji da arti marziali, per un tema «MMA». Il nome viene da «Lala», come la chiamava Nakayama. Laura è sorella di Sean Matsuda, un personaggio di Street Fighter III: una scelta fatta presto per rafforzare il background di quel personaggio. Nel gioco è una lottatrice di prese e, come Blanka, usa l’elettricità.
Il personaggio ha avuto un’accoglienza mista: sono state lodate le sue mosse e la sua giocabilità, criticate la storia e la mancanza di carattere; e il suo design è stato giudicato da alcuni, anche in Brasile, troppo sessualizzato. Sulla storia della miniserie, la sua funzione è più semplice: essere la giovane che sfida i leggendari, e trovarsi in mezzo a qualcosa di più grande di lei.
Il cast: da Mike Moh ad Alain Moussi
Mike Moh è Ryu. Cintura nera di sesto grado di taekwondo americano, è noto anche per aver interpretato Bruce Lee in C’era una volta a Hollywood (2019), e per aver dato il volto a Ryu sia in Assassin’s Fist sia in Resurrection. Christian Howard, attore, modello, artista marziale e cineasta britannico, è Ken Masters: lo aveva già interpretato nel cortometraggio Legacy e in Assassin’s Fist.
Alain Moussi, canadese, è Charlie Nash. Attore, stuntman e artista marziale, è il protagonista dei film Kickboxer: Vengeance (2016) e Kickboxer: Retaliation (2018), in un ruolo che nel film originale era di Jean-Claude Van Damme, che qui è il suo maestro; ha interpretato anche Batman nella prima stagione della serie Titans (2018) e ha fatto da controfigura ad attori come Henry Cavill, Hugh Jackman e Josh Helman, e ha anche interpretato il protagonista del film d’azione Jiu Jitsu (2020). Le altre parti: Natascha Hopkins è Laura Matsuda, Katrina Durden è Decapre, Amy Olivia Bell è Kolin, Silvio Simac è M. Bison, Alexis Rodney è Matt Furlong, Cengiz Dervis è l’agente Daniels e Amed Hashimi è l’agente Amari e il signor Aziz.
Sul fronte dietro le quinte, Joey Ansah dirige e scrive tutti gli episodi. Tra i produttori esecutivi figurano Jacqueline Quella, lo stesso Ansah, Jonathan Ford, Chad E. Gutstein, Daniel E. Tibbets, Mark Wooding e Yoshinori Ono, produttore della serie dei giochi. La musica è di Patrick Gill, con contributi di Ryan Ansah e Daniel Braine.
Come è stata fatta: dalla Capcom Cup alla Verizon
Il progetto si presenta in pubblico il 6 dicembre 2015, alla Capcom Cup, il torneo annuale dedicato alla serie Street Fighter, che nel 2015 era stato portato a un formato da 32 giocatori: durante l’evento viene mostrato il trailer della miniserie e annunciato Joey Ansah come sviluppatore. Il giorno dopo l’attore Alain Moussi annuncia di interpretare Nash, mentre Mike Moh e Christian Howard riprendono i loro ruoli di Ryu e Ken da Assassin’s Fist. Le riprese si concludono il 15 dicembre 2015, nove giorni dopo la presentazione del trailer.
Il primo canale di distribuzione fu go90: un servizio televisivo e app per dispositivi mobili di proprietà di Verizon, lanciato nel 2015, pensato come «piattaforma di intrattenimento sociale» rivolta ai millennial, con contenuti originali e acquisiti a episodi brevi, e disponibile solo negli Stati Uniti. Il nome stesso, go90, viene dal gesto di ruotare di 90 gradi lo smartphone per guardare un video in orizzontale; Verizon, che nel gennaio 2014 aveva rilevato per circa 200 milioni di dollari i talenti e le risorse di OnCue, un servizio in abbonamento allora in sviluppo da Intel, contava di lanciare 50-55 nuove serie a episodi brevi. La miniserie, di episodi da 8-9 minuti, si adatta perfettamente a quel formato: quattro puntate da guardare sul telefono nell’intervallo di una settimana. Ma il servizio, dopo un lancio poco riuscito, è stato chiuso il 31 luglio 2018: secondo le stime, a Verizon era costato circa 1,2 miliardi di dollari.
Anche Machinima, la rete che la distribuiva, aveva una storia lunga: fondata a gennaio 2000 da Hugh Hancock e con sede a Los Angeles, era nata come luogo di incontro per il machinima, cioè i filmati realizzati manipolando la tecnologia dei videogiochi, per poi ampliarsi a programmi di intrattenimento legati ai videogiochi, ai fumetti e al mondo dei fan; nel 2016 era stata acquisita da Warner Bros. Digital Networks. La seconda vita della serie, su YouTube, è stata altrettanto breve. Il 19 dicembre 2016 Machinima l’ha caricata sul proprio canale, ma a gennaio 2019 i canali sono stati messi in privato e a febbraio 2019 la società ha cessato le attività. Le due case originarie di Resurrection, in altre parole, non esistono più.
Il videogioco che Resurrection doveva accompagnare
Per capire la miniserie bisogna guardare Street Fighter V, il gioco di cui è il prologo. Uscito nel 2016 per PlayStation 4 e Windows, sviluppato da Capcom con l’assistenza di Dimps, era il seguito principale di Street Fighter IV e all’uscita aveva 16 personaggi, quattro dei quali nuovi. Le critiche furono miste: elogi per grafica e giocabilità, ma rilievi per la scarsità di contenuti e per i problemi tecnici; all’inizio vendette meno del previsto, ma a giugno 2026 il gioco ha venduto 8 milioni di copie, il più venduto della serie su console casalinghe, superando l’originale Street Fighter II.
La miniserie è, per Capcom, un prologo narrativo del gioco: Nash ne è il protagonista. Il gioco riporta Nash tra i personaggi giocabili e tra le sue novità ci sono Laura e Kolin, che compaiono anche nella miniserie. La stessa scelta di Ansah di lavorare su Nash, dopo le storie di Assassin’s Fist dedicate ai maestri e al passato, mostra come i due progetti guardino il franchise da angoli opposti: uno all’origine, l’altro alla vigilia del futuro.
Resurrection e Assassin’s Fist: dieci anni dopo
Resurrection è ambientata dieci anni dopo Assassin’s Fist, con gli stessi due protagonisti. Ryu e Ken non sono più due allievi: nella sinossi del primo episodio Ken è ormai una leggenda di Street Fighter, e Laura vuole la sua sfida per farsi valere. La differenza tra le due opere è enorme e anche voluta: dodici episodi da 12 minuti e una storia di dojo, contro quattro da 8-9 minuti e una storia di Interpol, armi, bombe e antieroi.
Il progetto sembra nascere da una scelta. Era in sviluppo un seguito diretto di Assassin’s Fist, Street Fighter: World Warrior, in cui Ryu e Ken sarebbero entrati in conflitto con M. Bison e Shadaloo, ma il progetto è stato abbandonato a favore di Resurrection, che accompagnava l’uscita di Street Fighter V. La miniserie è nata insomma per accompagnare il lancio di un videogioco, più che per proseguire la storia dei due amici.
È una differenza che si nota nel tono. Assassin’s Fist costruiva una genealogia; Resurrection è un episodio d’azione dentro un franchise che continua altrove. E proprio per questo funziona meglio se la si guarda come un anello di congiunzione tra la serie del 2014 e il gioco del 2016. La guida Street Fighter nel cinema e in TV mette in fila tutti gli adattamenti, con cast, incassi, ordine di visione e disponibilità in Italia.
Dove vedere Street Fighter: Resurrection in Italia
Non risulta una disponibilità italiana verificata. Su JustWatch non esiste una scheda del titolo, e una ricerca sul catalogo di Amazon.it non ha restituito un’edizione in DVD o Blu-ray corrispondente. Le due piattaforme che l’hanno ospitata all’origine sono chiuse: go90 il 31 luglio 2018, Machinima nel 2019, con i video del suo canale YouTube messi in privato a gennaio di quell’anno.
È il caso di uno di quei titoli nati per il web e diventati difficili da rintracciare. Per chi vuole recuperarla, vale la pena controllare ogni tanto JustWatch.
Perché Resurrection resta un pezzo curioso del franchise
Piccola, breve, nata per un servizio che non c’è più, Resurrection è forse la meno visibile delle opere di Street Fighter. Ma ha un merito preciso: ha scelto di raccontare un personaggio che il franchise stesso stava riscrivendo.
Charlie Nash è morto in tanti modi diversi, nei giochi e nei film, e quasi ogni volta è stato usato per dare un motivo a Guile. Qui, per una volta, il motivo è lui. Una miniserie che dura poco più di mezz’ora e che mette al centro chi ha sempre avuto il ruolo di sfondo. Forse è per questo che, a distanza di anni, resta più interessante del suo formato.
Domande frequenti
Di cosa parla Street Fighter: Resurrection?
Laura Matsuda, una lottatrice decisa a farsi valere a livello mondiale, sfida il leggendario Ken Masters, ma intervengono due sconosciuti. Ken e Ryu vengono chiamati ad aiutare l’Interpol in un’operazione sotto copertura a Londra, dove un’arma di distruzione di massa e un ex alleato tornato dalla morte, Charlie Nash, mettono tutto in pericolo. In gioco c’è una «Dark Hado Bomb» con cui Decapre minaccia Londra.
Come finisce Street Fighter: Resurrection?
L’ultimo episodio, Countdown, parte da Decapre che scappa con la «Dark Hado Bomb», mentre solo Laura si frappone tra la bomba e la distruzione di Londra e Charlie, Ryu e Ken cercano di raggiungerla in tempo. La sinossi ufficiale lascia la corsa contro il tempo come domanda aperta e non rivela l’esito; la miniserie è pensata come prologo alle vicende di Street Fighter V.
Quanti episodi ha Street Fighter: Resurrection e quanto dura?
Quattro episodi da 8-9 minuti, pubblicati a cadenza settimanale da Machinima sull’app go90 di Verizon dal 15 marzo al 5 aprile 2016: New Challenger, Fight & Flight, Mission Critical e Countdown. La serie è stata poi caricata sul canale YouTube di Machinima il 19 dicembre 2016.
Chi sono i protagonisti di Street Fighter: Resurrection?
Mike Moh è Ryu, Christian Howard è Ken Masters, Alain Moussi è Charlie Nash, Natascha Hopkins è Laura Matsuda, Katrina Durden è Decapre e Amy Olivia Bell è Kolin. Silvio Simac è M. Bison; nel cast compaiono anche Alexis Rodney (Matt Furlong), Cengiz Dervis (agente Daniels) e Amed Hashimi (agente Amari / signor Aziz).
Perché si chiama Resurrection?
Il titolo richiama con ogni probabilità la resurrezione di Charlie Nash, l’amico di Guile ucciso da Bison, che nei giochi torna in vita con Street Fighter V. Il regista Joey Ansah ha scelto Nash perché la sua resurrezione e la sua disponibilità ad attaccare alleati e nemici lo rendevano un antieroe ambiguo, adatto al tono più cupo che voleva.
Chi è Charlie Nash in Street Fighter?
È il commilitone di Guile ucciso da Bison: nel gioco Street Fighter II se ne parla solo come motivo della vendetta di Guile; diventa giocabile in Street Fighter Alpha (1995), dove è un ufficiale dell’aeronautica americana che indaga su Shadaloo, e torna, ricostruito, in Street Fighter V (2016). Il cinema e la TV l’hanno reinterpretato in modi molto diversi.
Chi sono Laura, Decapre e Kolin?
Laura Matsuda è una lottatrice brasiliana, sorella di Sean Matsuda, apparsa per la prima volta in Street Fighter V; usa l’elettricità come Blanka. Decapre è un clone imperfetto di Bison simile a Cammy, giocabile per la prima volta in Ultra Street Fighter IV. Kolin è l’assistente russa di Gill, debuttata come personaggio non giocabile in Street Fighter III e giocabile in Street Fighter V.
Street Fighter: Resurrection è collegato ad Assassin’s Fist?
Sì: è ambientato dieci anni dopo la web serie del 2014, con gli stessi Mike Moh e Christian Howard nei ruoli di Ryu e Ken e ancora Joey Ansah alla regia. Doveva esserci un’altra serie, World Warrior, con Ryu e Ken contro Bison e Shadaloo, ma fu scartata a favore di Resurrection, che accompagnava l’uscita di Street Fighter V.
Quando e come è stata realizzata Street Fighter: Resurrection?
Il trailer è stato presentato il 6 dicembre 2015 durante la Capcom Cup e Joey Ansah è stato annunciato come sviluppatore. Il giorno dopo Alain Moussi ha annunciato di interpretare Charlie Nash, con Mike Moh e Christian Howard di nuovo Ryu e Ken. Le riprese si sono concluse il 15 dicembre 2015. La musica è di Patrick Gill, con Ryan Ansah e Daniel Braine.
Dove vedere Street Fighter: Resurrection in streaming in Italia?
Non risulta una disponibilità italiana verificata. La serie è uscita sull’app statunitense go90, chiusa il 31 luglio 2018, e sul canale YouTube di Machinima, i cui video sono stati resi privati a gennaio 2019 prima della chiusura della società. Su JustWatch non esiste una scheda del titolo.
In che ordine si guardano gli adattamenti di Street Fighter?
Non esiste una continuità condivisa tra loro: sono opere indipendenti. Cronologicamente: Street Fighter - Sfida Finale (1994, live-action) → Street Fighter II: The Animated Movie (1994) → la serie TV animata Street Fighter (1995-1997) → Street Fighter Alpha: The Animation (2000) → Street Fighter: The Legend of Chun-Li (2009) → Street Fighter: Assassin’s Fist (2014) → Street Fighter: Resurrection (2016) → il reboot Street Fighter (2026).
Ci sono stati seguiti di Street Fighter: Resurrection?
Non risultano seguiti diretti. Il franchise cinematografico è ripartito con un reboot prodotto da Legendary e distribuito da Paramount, in uscita il 16 ottobre 2026, con Andrew Koji nel ruolo di Ryu, Noah Centineo in quello di Ken e Callina Liang come Chun-Li.
Nash è tornato, e con lui la domanda che il franchise si pone da sempre.
Fino a che punto un personaggio può essere riscritto prima di diventare un altro?




Commenti
Una piccola coda di lettura: impressioni, reazioni e ritorni sul pezzo.